| Presentazione
La bicicletta nacque nella
seconda metà dell'800 essenzialmente come mezzo di trasporto, quando ancora non
esistevano automobili e scooter.
Ancora oggi viene usata per muoversi,
specie nelle città pianeggianti, ma soprattutto è l'attrezzo essenziale per la pratica
di uno degli sport più popolari e praticati in Italia e nel mondo: il ciclismo.
Sarà per la fatica impressa nei volti dei
ciclisti quando affrontano le interminabili salite alpine del Giro d'Italia, oppure
perchè ognuno di noi ha conosciuto come primo mezzo di locomozione la bicicletta, fatto
sta che questo sport incolla al video milioni di italiani, così come sono tantissimi
quelli che lo praticano, da chi preferisce la semplice passeggiata sul lungomare a chi
emula i campioni sui passi dolomitici.
Montenero è per
tradizione un paese amante del ciclismo, che ha visto un vero e proprio boom negli anni
ottanta, quando c'erano società ciclistiche e quando la piazza del paese era gremita di
gente in occasione delle numerose corse disputate, è doveroso ricordare l'arrivo della
"Tirreno-Adriatico" nel 1983. Oggi l'attività ciclistica a Montenero non è
più fervente come un tempo, tuttavia rimane il classico appuntamento del "Trofeo S.
Matteo", in settembre, manifestazione a carattere amatoriale che non manca certo di
competizione, lo dimostra il numero dei partecipanti (circa 200 nel '99) e la loro
provenienza (fin dalle Marche).
Il sogno di alcuni in paese è di veder un
giorno l'arrivo del Giro d'Italia a Montenero.In effetti a tutti piacerebbe, ma si tratta
di un sogno piuttosto difficile da realizzare, nel frattempo ci accontentiamo di parlare
di ciclismo in questo spazio, dedicato principalmente a quanti lo praticano o vogliono
cominciare a farlo.
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Primi passi
Chi non è mai andato in bicicletta scagli la prima pietra!
Personalmente ho conosciuto solo due persone, in vita
mia, che non sono mai salite su quello spartano mezzo a due ruote, il cui motore sono le
nostre gambe, che tramite quel movimento così spontaneo che è la pedalata trasmettono il
moto alle ruote attraverso i pedali e le pedivelle.
Il ciclismo è da alcuni considerato uno sport
incompleto per il fatto che entrano in funzione solo le gambe. Ci sforzeremo di dimostrare
che non è esattamente così.
Innanzitutto non è vero che lavorano solo le gambe,
anche se sono loro a fare molto lavoro, ma entra in funzione quasi tutto il resto del
corpo: i muscoli della schiena tengono la posizione, quelli delle braccia controllano la
bici, unitamente a quelli del torace.
Passiamo ora a descrivere invece i pregi di questo
sport:
1) è praticabile praticamente ovunque e con
qualunque clima (con il giusto abbigliamento).
2) tutti sanno andare in bici, la tecnica base
della pedalata si acquisisce con estrema facilità.
3) è adatto a tutti perchè è possibile
regolare a proprio piacimento l'intensità del lavoro muscolare, dalla piacevole
passeggiata in pianura ai 180 battiti al minuto raggiunti in salite dure, per questo è lo
sport più consigliato a chi è reduce da cardiopatie quali l'infarto.
4) i traumi e microtraumi (tranne in caso di
caduta) sono rarissimi, questo perchè il movimento della pedalata è guidato e non
c'è alcun sovraccarico sulle articolazioni della caviglia e del ginocchio, come invece
può accadere in sport "appiedati".
Possiamo dire che l'unico vero handicap
del ciclismo è la salita. Certo il terreno ondulato che caratterizza le nostre colline
non si presta molto a chi teme le "pendenze" e a chi non è ancora allenato, si
consiglia perciò di raggiungere con la macchina un tratto pianeggiante dove cominciare ad
abituare il fisico al nuovo tipo di lavoro che gli viene richiesto, ci si accorgerà che i
progressi sono più rapidi di quanto si pensa e in breve la salita diventerà un modo per
misurare la proprie capacità.
Il ciclismo può essere definito come uno
dei migliori sport per chi deve perdere peso, esso infatti è uno sport
"aerobico" ed è praticabile per lunghi periodi, due peculiarità essenziali per
bruciare i grassi.
Infine una raccomandazione. Praticare
ciclismo significa percorrere strade in compagnia delle macchine, è perciò rigoroso
mantenere la destra (sulle strade a scorrimento veloce è opportuno procedere sulla corsia
di emergenza), oltre a indossare un abbigliamento dai colori sgargianti e vivaci, in modo
da essere visibili da lontano.
Attrezzature Si può praticare ciclismo con una economica mountain
bike oppure con bici da corsa che costano da 500.000 fino a svariati milioni di lire. La
scelta del mezzo va fatta in base alle proprie inclinazioni e tasche, l'unico consiglio
utile è quello di cominciare con mezzi più o meno economici, rimandando l'acquisto di un
mezzo migliore a quando si avrà più esperienza.
La scelta della bicicletta diventa fondamentale quando si vuole praticare ciclismo a buoni
livelli (diverse migliaia di km l'anno), è infatti importante avere un mezzo su misura,
in modo da pedalare bene senza sovraccaricare schiena e gambe. "Mezzo su misura"
non significa necessariamente spendere 4 milioni. Il vostro rivenditore saprà
consigliarvi al meglio in proposito.
La differenza fra una bici economica ed una di qualità non sta solo nella leggerezza, ma
anche nell'affidabilità e funzionalità dei vari componenti: cambio, freni, ruote...
Per quanto riguarda l'abbigliamento si può pedalare con una semplice tuta oppure con le
divise usate dai ciclisti professionisti, che hanno i vantaggi di essere antivento,
termiche e soprattutto ben visibili da lontano alle autovetture che sopraggiungono.
In ogni caso è opportuno montare in sella con gli appositi pantaloncini provvisti di
fondello imbottito, utile per evitare infiammazioni al "sottosella" (zona
perineale) specie in allenamenti prolungati.
Per passeggiate in mountain bike vanno bene normali scarpe da ginnastica, sulla bici da
corsa invece occorrono scarpe apposite che possono essere del tipo a sgancio rapido
(consigliato) o con cinghietta, a seconda dei pedali montati. Chi vuole pedalare d'inverno
può coprire le scarpe con appositi copriscarpe in neoprene, il piede rimane così
caldissimo e protetto.
Importanza fondamentale ha il cappellino d'estate: si rischia il colpo di calore, inoltre
assorbe il sudore, che altrimenti finirebbe negli occhi.
E' opportuno indossare anche gli occhiali (se ne vendono di tutti prezzi e colori) pena
moscerini negli occhi.
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Per chi già pedala
Nozioni fondamentali
Chi pratica ciclismo ha sicuramente notato quanti cambiamenti avvengono nell'organismo,
dall'apparato muscolare quello cardio-respiratorio. Capire cosa succede esattamente può
essere utile per meglio sfruttare la bici per il proprio benessere e per comprendere al
meglio quei segnali che il corpo ci invia quando vuole avvertirci che stiamo andando oltre
i suoi limiti.
Fondamentalmente gli apparati da
considerare sono tre:
Cerchiamo di analizzarli separatamente.
Apparato
muscolare.
I muscoli della coscia, quadricipiti anteriormente e
bicipiti femorali posteriormente, sono quelli principalmente interessati, essendo i
protagonisti della spinta sui pedali. Più marginale è il ruolo del polpaccio sotto il
punto di vista della spinta, mentre è importante nel regolare la flessione del piede
durante la pedalata.
Le braccia servono a controllare la posizione della
bicicletta, a guidarla, pur non intervenendo nella spinta sono sollecitate, specie su
fondi sconnessi e nei cambiamenti di posizione sulla sella.
Stesso discorso per i muscoli della schiena e gli
addominali, importanti nella tenuta della posizione sulla bici, l'unica parte a non venire
stimolata è la parte bassa della schiena, per questo motivo va protetta meglio dal
freddo.
Le fibre muscolari sono di due tipi: bianche e rosse,
le prime sono più potenti e adatte a sport di potenza (nel caso del ciclismo alla
volata), le seconde si prestano a sforzi di durata e sono preferibili nel nostro sport.
Purtroppo alle fibre non si comanda, sono determinate geneticamente in ognuno e con
l'allenamento è possibile modificarle in stretta misura, ma questo non deve essere motivo
di scoraggiamento, non è infatti raro vedere ciclisti possenti affrontare con
disinvoltura passi alpini.
Apparato
cardio-circolatorio
Il cuore è forse il muscolo più affascinante del
corpo umano: instancabile e inarrestabile, al di fuori del nostro controllo batte più o
meno 110.000 volte al giorno. La sua funzione è quella di "pompare" sangue ai
muscoli e quindi rifornirli dell'ossigeno necessario alla loro contrazione.
Un individuo sedentario ha in genere un cuore che
misura circa 800 cm cubi, in uno sportivo esso arriva a oltre 1000 cm cubi, a causa
dell'ipertrofia, cioè l'aumento delle dimensioni del ventricolo sinistro. Questo fenomeno
accade perchè il cuore dell'atleta deve pompare molto più sangue del normale, perciò i
ciclisti hanno a riposo un battito decisamente basso (40-50 pulsazioni al minuto), perchè
il loro muscolo cardiaco è abituato a lavori molto più intensi.
Vediamo adesso in dettaglio cosa succede al cuore
quando si sale in bicicletta:
un cuore normale pompa dai 4 ai 6 litri di sangue al
minuto, durante l'attività fisica arriva a pomparne fino a trenta; la frequenza delle
pulsazioni sale progressivamente col crescere del lavoro, arrivando alle sue massime
possibilità, anche se per periodi molto limitati. Il cosiddetto "fiatone" non
è altro che il cuore che batte all'impazzata perchè non riesce a rifornire adeguatamente
i tessuti di ossigeno, con l'allenamento il fiatone scompare progressivamente e comunque
non c'è da preoccuparsi di sovraccaricarlo, se si è sani, molto prima che esso
"esploda" saranno i muscoli a cedere.
Abbiamo voluto considerare queste situazioni estreme
per capire cosa accade realmente dentro la cassa toracica, nella pratica siamo noi a
decidere quando far entrare il "turbo" al cuore, infatti si può tranquillamente
pedalare in pianura a meno di 100 pulsazioni, cioè meno di quanto si raggiunge salendo
due piani di un'abitazione.
Apparato
respiratorio
Il ciclismo è lo sport aerobico per antonomasia, dove aerobico sta per utilizzo
di ossigeno. Questo ci fa capire che i polmoni contano molto in questa disciplina: la
respirazione è basilare per trasformare il carburante (alimenti) in forza motrice, e il
mezzo per trasformare questa energia è l'ossigeno. La sua funzione è quella di
associarsi alle molecole di emoglobina, da cui viene trasportato nei vasi capillari dove
innesca la reazione che permette ai muscoli di trasformare la benzina chimica del corpo.
Negli sforzi aerobici (quelli che durano più di due minuti) gli zuccheri e i grassi
bruciano solo in presenza di ossigeno.
Quando si è a riposo è difficile percepire il proprio
respiro, mentre nell'affrontare una salita o dopo una volata esso è chiaramente
percepibile e visibile nei movimenti dello sterno, questo perchè si passa da 10 a
40/45 "boccate" al minuto, da mezzo litro a tre litri di aria aspirata per ogni
atto respiratorio.
Con l'allenamento la capacità polmonare aumenta
notevolmente, pur avendo un limite diverso da soggetto a soggetto, basta infatti osservare
come viene affrontata una salita da un principiante e un allenato: il primo avrà una
frequenza respiratoria alta e affannosa, il secondo un ritmo lento e regolare.
A questo punto si può facilmente dedurre che la
capacità di sopportare sforzi dipende da quanto ossigeno riusciamo ad immagazzinare con
ogni atto respiratorio, capacità incrementabile con un solo e semplice metodo:
l'allenamento.
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La pedalata
Abbiamo detto che pedalare è un atto spontaneo, oseremmo dire
innato in ognuno di noi. Tuttavia anch'esso va affinato, specie dopo il primo periodo di
approccio verso il mondo della bici, infatti grazie ad una buona tecnica di pedalata si
può rendere di più e consumare meno, è risaputo che una macchina consuma di più se
condotta con una marcia alta a bassi regimi anzichè una più bassa al giusto numero di
giri. Lo stesso dicasi per il corpo umano.
Il vizio di molti ciclisti-amatori è quello di
spingere rapportoni con frequenze di pedalata molto basse, in tal modo le gambe diventano
subito "dure" e diventa difficile sostenere il lavoro a lungo, oltre a ottenere
performance deludenti sotto l'aspetto della velocità e efficacia dell'esercizio. Se
invece osserviamo pedalare un bambino rimaniamo sorpresi dalla vorticosità dei giri che
fa compiere alle pedivelle, il fenomeno è in parte spiegabile con la velocità con cui
gli impulsi nervosi raggiungono i muscoli, che con l'età rallenta. In sostanza un
soggetto adulto fa più fatica a trasmettere ai muscoli l'ordine di muoversi più
velocemente, parliamo ovviamente di frazioni piccolissime di secondo. Ecco perchè anche
la tecnica di pedalata va curata con l'accorgimento che non ci stancheremo mai di
ripetere, ma che funziona sempre: l'allenamento.
Pedalare efficacemente significa far
ruotare i pedali intorno alle 90 volte al minuto in caso di andatura regolare in pianura,
100 e più volte per le andature sostenute, 65-70 volte in salita, in volata Cipollini
raggiunge le 140. Scendere al di sotto di questi valori significa pedalare male, sarà
perciò opportuno scalare un rapporto e riportarsi sulle frequenze ottimali. Dopo poco
esercizio i movimenti diventeranno spontanei e non sarà più necessario contare le
pedalate. Come faccio a contarle? In commercio esistono ciclocomputer che lo fanno, mentre
un sistema molto semplice può essere quello di contarle per 15 secondi e poi moltiplicare
il risultato per 4 (per pedalata si intende una circonvoluzione completa, considerate
quindi un piede soltanto e contate ogni passaggio solo di esso).
Per capire l'importanza della pedalata basta guardare Lance Armstrong
nell'affrontare le salite alpine o pirenaiche. Sale al ritmo di 85-90 pedalate al minuto
con rapporti "leggeri", dimostrando di possedere un'agilità che non ha pari. I
risultati? Armstrong ha vinto le ultime 3 edizioni del Tour de France, e la sua sete di
vittorie non sembra affatto placata.
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Tipologie di allenamento
L'allenamento va personalizzato a seconda delle proprie caratteristiche e di quanto
si intende raggiungere, conoscere le varie tecniche di allenamento può essere utile in
questo senso.
Le metodologie di allenamento sottoindicate prevedono l'utilizzo del cardiofrequenzimetro,
per il perfetto monitoraggio dell'attività cardiaca.
Fondo lungo:
lavoro a bassa intensità, può essere protratto per periodi molto lunghi. E' indicato per
formare la resistenza di base e per perdere peso.
Fondo medio: intensità intorno al 70-80% della frequenza massima, migliora i
meccanismi aerobici e abitua l'organismo a lavori più intensi.
Fondo veloce: intensità fino al 90% della frequenza massima, è un lavoro
anaerobico e perciò può essere mantenuto per periodi brevissimi, alza la soglia del
"sacrificio".
Glossario
Aerobico: lavoro aerobico è quello in cui i
muscoli lavorano in presenza di ossigeno. Sono aerobici tutti gli sport di durata:
ciclismo, maratona, sci di fondo... Le attività
aerobiche sono quelle che fanno dimagrire. E' un lavoro che può protrarsi per periodi
molto lunghi, anche 5-6 ore.
Anaerobico:
contrario di aerobico, i muscoli lavorano in assenza di ossigeno. E' uno sforzo che può
essere sostenuto per periodi di tempo molto limitati.
Acido
lattico: si genera nei muscoli quando la trasformazione degli zuccheri avviene senza
ossigeno (lavori ad altissima intensità, es. volata). Si tratta di una difesa naturale
del nostro organismo per impedire che le cellule si danneggino quando il lavoro è troppo
intenso, una specie di campanello d'allarme. L'acido lattico è facilmente riconoscibile:
è quel bruciore che si sente nei muscoli quando li tartassiamo e che ci costringe a
diminuire l'intensità del lavoro.
Carboidrati:
sono gli zuccheri, il principale carburante utilizzato nella pratica sportiva. Sono
principalmente utilizzate le maltodestrine, che forniscono energia a medio e lungo
rilascio, contenute in alimenti come il panee le patate.
Crisi di
fame : come dice la parola stessa carenza di alimenti, in particolare zuccheri. E'
difficile andare in crisi in uscite in bici che durano meno di un'ora e mezza, mentre è
opportuno mangiare qualcosa in allenamenti con durata maggiore, vanno benissimo
integratori a base di carboidrati e sali minerali.
Disidratazione
: altro nemico dell'atleta, è la perdita di liquidi con la sudorazione. Specialmente
quando è caldo si arriva a perdere diversi litri di acqua (non grasso!), a seconda
dell'intensità e della durata del lavoro, perciò è indispensabile non dimenticare mai
la borraccia. Con la disidratazione si perdono anche sali minerali, è consigliabile
integrare sciogliere nell'acqua le apposite bustine che li contengono.
Grassi :
sono la principale riserva di energia immagazzinata nell'organismo, vengono utilizzati
prevalentemente in sforzi non molto intensi (fino a circa 140 pulsazioni al minuto).
Proteine
: sono il componente essenziale dei muscoli, vanno assunte regolarmente con la dieta al
fine di rigenerare i tessuti consumati con il lavoro muscolare. Sono contenute in alimenti
come le carni, pesce, uova, latte e derivati.
Ripetute
: moderno metodo di allenamento che prevede ripetizioni sistematiche di lavori piuttosto
intensi, con monitoraggio della durata dello sforzo, del recupero e della frequenza
cardiaca. E' considerato l'allenamento più efficace, ma è meglio affrontarlo con le
dovute cautele e dopo che si è acquistata una certa confidenza con l'attività
ciclistica.
Sali
minerali : la loro carenza nei muscoli può determinare crampi e stanchezza, siccome
vengono persi con la sudorazione è essenziale reintegrarli con succhi di frutta o
appositi integratori alimentari.
Sovrallenamento
: eccesso di allenamento, quando l'organismo non riesce a recuperare perchè simulato
oltre misura. E' il nemico numero 1 di qualsiasi atleta, recuperare dopo un
sovrallenamento richiede tempo e riposo assoluto. I sintomi più diffusi sono: insonnia,
irritabilità, senso perenne di stanchezza, calo drastico del rendimento atletico, valori
ematici sballati. Non è facile sovrallenarsi, ma è opportuno sapere che ciò è in linea
di massima possibile, sia per atleti professionisti che per amatori. Basta "staccare
la spina" in tempo, e non è difficile capire quando, il corpo invia opportuni
segnali.
Supercompensazione
: è la parola chiave dell'allenamento, è l'insieme delle trasformazioni che l'organismo
attua in seguito alle sollecitazioni ricevute, a cui si adatta diventando "più
forte". Avviene dopo ogni allenamento, ma dura poco tempo, per cui se si smette
l'allenamento viene perso, anche se non del tutto, basta infatti un po' di stimolo
affinchè la forma torni quella di prima.
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Perchè la montagna
piace così tanto?
Pedalare per ore su tratti impossibili,
tirare fuori litri di sudore, superare un tornante e accorgersi che non è ancora
finita...
Perchè i cicloamatori amano tanto la salita?
Trovare una risposta per chi non va in bici o per chi pratica ciclismo solo sul lungomare
è abbastanza difficile, può infatti apparire masochistico sottoporsi a ritmi di lavoro
infernali come quelli in montagna.
Ebbene si, è proprio la sfida alla natura (sotto forma di forza di gravità) e a se
stessi a far amare così tanto la montagna, che differisce completamente da una normale
collina in quanto le salite sono lunghe e non c'è possibilità di recupero: o misuri le
forze o non arrivi in cima. Ne so qualcosa personalmente: nel '99 ho provato la scalata
dell'ultimo tratto di Prato Gentile a Capracotta iniziando con uno scatto in piena salita
(15%), a cento metri dalla vetta ho dovuto mollare, le gambe erano a pezzi anche se ero
allenato. L'anno dopo ci tornai consapevole delle insidie cui andavo incontro e arrivai ai
1656 metri della cima senza problemi.
Dopo la vetta, però, bisogna ricordare che arrivano forti discese, è perciò
opportuno abbottonare subito la maglietta, perchè in montagna succede di svettare matidi
di sudore, ma anche di raffreddarsi in un istante una volta che la salita è finita.
In definitiva sono solo due i comandamenti che la motangna impone al ciclista:
1) usare rapporti agili. Pedalate più leggere e frequenti determinano meno
accumulo di acido lattico nei muscoli ad ogni pedalata. Uno degli errori commessi dai
principianti in salita è proprio quello di spingere rapportoni, convinti che questo
significhi forza, il risultato è acido lattico difficile da smaltire perchè in motagna
la strada continua a salire.
2) non scattare se non si è assolutamente certi di poterlo fare. Uno scatto
improvviso in piena salita può essere catastrofico, specie per chi non è magrissimo e
quindi procede già al limite. L'acido lattico è istantaneo e le gambe diventano di
legno, siccome non si può smettere di pedalare, essendo in salita, il recupero diventa
molto difficile.
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Un problema
ricorrente: il sopra-sella
Un problema che affligge chi va in
bicicletta, specie se alle prime armi, è il fastidio al cosiddetto sopra-sella, cioè la
zona perineale, dovuto allo sfregamento della menzionata regione anatomica sulla sella
della bicicletta. E' imbarazzante parlarne (e scriverne), ma i consigli di chi ha
affrontato il problema in prima persona possono aiutare a risolvere il problema. Per
questo, dopo molta esitazione, mi sono deciso a scrivere qualcosa in proposito.
Come risolvere il problema:
- utilizzo degli appositi pantaloncini con fondello imbottito, sia su mountain bike che su
bici da corsa e indipendentemente dai km percorsi.
- sella di qualità: vale la pena di adottare una buona sella anche su bici economiche.
Una sella di qualità è generalmente più stretta e a prima vista sembrerebbe che perciò
faccia più male, invece è l'esatto contrario: il punto di appoggio è ridotto al minimo
e la coscia può muoversi liberamente. Inoltre le selle dei professionisti hanno uno
speciale gel nella zona di contatto col perineo, così da ridurre l'attrito. Una sella di
qualità costa intorno alle 90-100.000 lire.
- non rimanere nella stessa posizione in bici per troppo tempo, ma cambiarla spesso. In
particolare è utile saper andare sui pedali, cioè alzarsi dalla sella, sia in salita che
in pianura. Il cambio di posizione favorisce la circolazione del sangue nella zona
perineale, evitando eventuali fenomeni di intorpidimento.
Nel caso si formassero piccoli calli o duroni
nella zona perineale non utilizzare assolutamente cerotti callifughi, ma chiedere in
farmacia un'apposita pomata (es. Elase).
Altro suggerimento è quello di spalmare un po' di vaselina prima di partire in
bicicletta, ma generalmente non è necessario.
Per quanto riguarda i ciclisti della domenica
e quelli che fanno la saltuaria passeggiata sul lungomare il discorso è diverso, si
tratta infatti di abituare il sopra-sella al tipo di lavoro richiesto, c'è solo da
pedalare un po'.
Link
Sport Pro.
Un sito ben fatto con notizie, diete, tecniche di allenamento, medicina,
classifiche...
Preparazione al ciclismo
Uno dei milgiori siti dedicati alla bici. All'interno allenamento, schede
tecniche, consigli... Da aggiungere ai preferiti.
Medicina dello sport
Sito del dott. Sergio Lupo. Sito pieno di risorse. Interessante la sezione
dedicata alle domande rivolte dai visitatori
Gamba Cicli
Negozio on line (e reale) di biciclette e accessori. Ben fatto e completo.
La Gazzetta dello Sport
Il sito del noto quotidiano. Nella sezione "ciclismo" c'è tutto sul
Giro d'Italia
Le Tour de France
Il sito ufficiale della Grand Boucle. Oltre al francese è consultabile in
inglese. Altimetrie, planimetrie, tappe e corridori della corsa a tappe più prestigiosa
del mondo.
Lance Armstrong on line
Il sito del più forte degli ultimi tempi e tra i più grandi nella storia del
ciclismo, anche e soprattutto come uomo. Sembrerà strano, ma Lance descrive anche le
tecniche di allenamento.
G.S.
Termoli
Il sito del Gruppo Sportivo Termoli. Chi sono? Mai visto la domenica mattina
sfrecciare sulla SS 16 tanti ciclisti in divisa gialla?
Udace Chieti -
Comitato Provinciale
Il sito del Comitato Provinciale dell'Udace (Unione degli Amatori del
Ciclismo Europeo) di Chieti. Attività, risultati gare e altre notizie.
Fondo Colli Teatini
Tutto sull'omonima corsa
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