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ABC DEL CICLISMO IN TV

 

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TIPI DI CORSA

Le gare ciclistiche su strada si dividono fondamentalmente in:

- Corse a tappe

- Corse in linea

Le corse a tappe durano diversi giorni, da 3-4 fino ai 22 dei grandi giri. Prevedono il pernottamento dei corridori nel luogo di arrivo di tappa, per poi ripartire la mattina seguente alla volta di un'altra città. Vince chi impiega meno tempo in assoluto, non chi vince più tappe al traguardo, ogni giorno viene cronometrato il tempo impiegato per finire la tappa e sommato al totale.Sono previsti poi degli abbuoni, in secondi, per chi vince la tappa, il traguardo volante... Oltre alla classifica generale, quella più importante, in genere ne sono previste altre: miglior scalatore, traguardi volanti, traguardi finali...

Prevedono tracciati molto vari, si passa da tappe completamente pianeggianti, adatte ai velocisti, a tappe di montagna, dove gli scalatori dicono la loro, passando per tappe a cronometro, adatte ai "cronomen". La durata della corsa, la variabilità del tracciato e del clima, fanno sì che le corse a tappe siano le più prestigiose e seguite. Esse richiedono da parte del corridore una preparazione che dura molti mesi, si tratta infatti di correre per quasi un mese al top della forma, anche pochi minuti di crisi possono essere fatali.

Le corse a tappe più famose sono: Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta d'Espana, Tirreno Adriatico.

Le corse in linea vengono chiamate anche "classiche", sono gare che durano un giorno per percorrenze che vanno da poco più di 100 km fino ai 250 e più dei campionati del mondo. Le classiche principali fanno parte della "Coppa del mondo", vinta da chi nelle varie corse accumula più punti, che vengono attribuiti con ordine decrescente fino al 25° classificato. Le 10 corse della Coppa del mondo sono: Milano-Sanremo (Ita), Giro delle Fiandre (Bel), Parigi-Roubaix (Fra), Liegi-Bastogne.Liegi (Bel), Amstel Gold Race (Ola), Classics Hamburg (Ger), Clasica San Sebastian (Spa), Campionato di Zurigo (Svi), Parigi-Tours (Fra), Giro di Lombardia (Ita).

I "Campionati del mondo" non vanno confusi con la "Coppa del mondo", i primi sono sempre gare di un giorno, ma vengono disputate ogni anno in una nazione diversa, per una settimana complessiva di corse nelle varie categorie juniores, dilettanti, professionisti, nei due sessi e nelle due specialità di gara in linea e cronometro individuale.

Le differenze tra corse a tappe e classiche vanno sempre più accentuandosi, al punto che è molto raro vedere il vincitore del Tour trionfare ad una Liegi-Bastogne-Liegi e viceversa. Questo perchè le due competizioni sono totalmente diverse tra loro, nelle corse a tappe conta molto il recupero nei vari giorni e la capacità di destreggiarsi sui vari tipi di terreno (montagna e pianura), nelle corse in linea è invece la tattica a prevalere, capire il momento giusto per scattare ed avere le energie e la forza necessarie per staccare gli avversari. Non si meravigli il telespettatore vedendo che Pantani non partecipa neanche alle corse di un giorno, sono lontani i tempi in cui un campione vinceva tutto, il ciclismo di oggi è molto più specializzato ed esasperato.

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CORRIDORI

Spesso si sente parlare di scalatori, velocisti, cronomen... vediamo un po' di cosa si tratta.

Le tre tipologie di corridori sono:

1) passisti, sono quelli in grado di tenere un'andatura regolare per molti chilometri, poco adatti agli scatti brucianti (es. le volate) si adattano di più alle gare a cronometro, dove conta la capacità di mantenere la velocità più alta possibile per tutto il tracciato, senza beneficiare della scia degli altri ciclisti. Possono essere passisti-scalatori o passisti-velocisti, a seconda che abbiano attitudine alla salita o alla volata, unitamente a quella del passo.

2) velocisti, i protagonisti assoluti degli arrivi spettacolari in pianura, quelli che oltrepassano la linea del traguardo a 70 all'ora. In genere soffrono particolarmente la salita, dove subiscono pesanti distacchi, per questo è raro vederli tra i primi nella classifica generale di una grande corsa a tappe. Sono generalmente di statura più alta rispetto agli scalatori e più muscolati.

3) scalatori, quelli che in montagna se ne vanno e lasciano il gruppo dietro, capaci di scattare di continuo quando la pendenza diventa impossibile. Quasi sempre gli scalatori sono più minuti rispetto agli altri ciclisti, il peso contenuto è una dote essenziale in salita.

4) corridori completi, sono i grandi campioni, quelli in grado di attaccare su tutti i terreni. Nel ciclismo odierno quasi non se ne vedono più, sono lontani i tempi in cui Merkx vinceva sia le volate sia i tapponi alpini, questo perchè oggi si tende a specializzarsi sempre dove si è più forti, talvolta a scapito dello spettacolo. Fino a 15 anni fa la velocità media nelle tappe pianeggianti non arrivava ai 40 orari, l'anno scorso in una tappa al giro si è superato il muro dei 50, questo significa spremere gli atleti fin dai primi chilometri. Le ragioni per cui si tiene un'andatura così alta verranno spiegate più diffusamente nella sezione dedicata alle tattiche. I corridori completi attuali, cioè quelli in grado di vincere più Tour e Giri, possono apparire poco spettacolari, un esempio recente è M. Indurain, che però in modo assolutamente "riservato" ha vinto la bellezza di 5 Tour e 2 Giri, un autentico campione sotto il profilo atletico, tattico e umano. L'ultimo dei corridori cosiddetti "completi" è sicuramente l'americano Lance Armstrong, una vera furia che ha vinto le ultime due edizioni del Tour senza problemi o cedimenti, sbaragliando tutti gli altri sia a cronometro che in salita.

Spesso si sente chiedere <<Come mai uno scalatore, così forte in salita, non riesce a competere a cronometro?>>. La spiegazione è la seguente: perchè gli scalatori hanno meno potenza, sono infatti più piccoli. Mentre in salita il fatto di essere leggeri significa essere meno attratti dalla forza di gravità e quindi andare più forte, in pianura o nelle salite lievi è la forza assoluta a fare la differenza. Prendiamo l'esempio di due corridori attuali: Pantani sviluppa una potenza massima di circa 420 w e pesa 57 kg, Ulrich invece pesa 73 kg per 480 w di potenza, significa che hanno un rapporto peso/potenza rispettivamente di 7.3 e 6.5, per cui in salita Pantani brucia letteralmente Ulrich, mentre quest'ultimo è irraggiungibile in pianura, dove il peso conta poco. Il bello di una corsa a tappe è che viene offerta una chance sia ai passisti che agli scalatori, vince così chi riesce a giocare meglio le proprie carte. I velocisti invece hanno il compito di rendere spettacolari le tappe pianeggianti, quando i "grandi" sono nascosti nel gruppo.

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TATTICHE

-Arrivo in volata. Si cerca negli ultimi chilometri di ricompattare il gruppo, annullando eventuali fughe. Le squadre dei velocisti si portano avanti alzando l'andatura, che negli ultimi 2 km arriva a 60 all'ora, in tal modo si rende impossibile qualunque scatto solitario, è di fatto impossibile andare più forte, specialmente da soli. All'ultimo chilometro i compagni si squadra del velocista più forte tirano a più non posso a turno, infine rimane il candidato alla vittoria, che gioca il tutto per tutto negli ultimi 200 metri con gli altri velocisti. Autentico specialista di questa tattica e Mario Cipollini.

-Fuga solitaria. Purtroppo quasi mai chi va in fuga da solo arriva primo al traguardo, tutti i suoi sforzi in genere vengono vanificati negli ultimi chilometri, quando il gruppo comincia ad andare forte sul serio. La ragione per cui una fuga solitaria difficilmente riesce è che non si ha il cambio, per cui bisogna sempre sconfiggere la resistenza dell'aria, mentre nel gruppo si tira un po' ciascuno. Qualora vi sia vento contrario la fatica del corridore solitario aumenta fortemente.

-Fuga di gruppo. E' l'unica fuga che ha speranze di successo, purchè i corridori si diano cambi regolari, in modo da riposarsi e tirare a turno. In genere sono composte da meno di 10 corridori di squadre minori, in quanto i compagni dei candidati alla vittoria non possono tirare per non contribuire a compromettere il successo al proprio capitano.

-Tappa di montagna. E' la prova del fuoco nel ciclismo. In effetti non esistono tattiche precise, "chi ha più polvere spara", chi ce la fa stacca gli altri. Particolarmente spettacolari sono gli attacchi di Pantani quando mancano 3-4 km alla vetta, in così poco spazio riesce ad accumulare diversi minuti sui diretti avversari.

-Classiche. In questo tipo di gare la tattica è fondamentale, ma è al tempo stesso un'incognita. A differenza delle corse a tappe non si hanno a disposizione più giorni per migliorare la posizione in classifica, tutto dipende dalle "poche ore" che dura la corsa. E' nelle classiche che si assiste alle fughe più spettacolari, le più impensate. Non è raro vedere corridori minori "beffare" i big.

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GERGO

-Ammiraglia: macchina guidata dal direttore sportivo della squadra, fornisce assistenza ai corridori durante la corsa, ogni squadra ha diverse ammiraglie.

-Andare a prendere: quando viene raggiunto il corridore che aveva tentato una fuga o era partito prima nel caso di una cronometro.

-Carovana: l'insieme dei mezzi e persone al seguito di una corsa: corridori, allenatori, medici, massaggiatori, giornalisti...

-Chiusura del bar: nel gergo ciclistico il fatto di non poter ricevere rifornimenti dall'ammiraglia negli ultimi 20 km.

-Essere alla frutta: aver esaurito le proprie energie dopo una fuga o in salita.

-Finisseur: viene denominato così il corridore che rifinisce la corsa con uno scatto di particolare efficacia nell'ultimo tratto di una gara. Un grande finisseur è stato Moreno Argentin, vincitore di diverse classiche in Belgio.

-Fuga: tentativo di uno o più corridori di staccare il gruppo per giocarsi la vittoria.

-Gran Premio della Montagna: traguardo intermedio posto in cima ad un colle, a seconda della difficoltà viene suddiviso in categorie. Chi lo vince guadagna punti per l'omonima classifica e secondi per la classifica generale.

-Grimpeur: lo stesso che scalatore, arrampicatore.

-Maglia Amarillo: alla Vuelta d'Espana è indossata dal leader della classifica generale.

-Maglia a Pois: al Tour de France è indossata dal leader della classifica del Gran premio della montagna.

-Maglia Ciclamino: al Giro d'Italia è indossata dal leader della classifica a punti, che tiene conto dei successi di tappa e dei traguardi volanti.

-Maglia Gialla: al Tour de France è indossata dal leader della classifica generale.

-Maglia Rosa: al Giro d'Italia è indossata dal leader della classifica generale.

-Maglia Verde: al Giro d'Italia è indossata dal leader della classifica del Gran premio della montagna, al Tour de France dal leader della classifica a punti.

-Rifornimento: consegna ai corridori   della busta contenente alimenti e bevande, che vengono consumate in bicicletta durante la corsa. In corse lunghe e impegnative sono previsti più rifornimenti.

-Svettare o scollinare: superare il punto più alto di un colle o montagna durante la corsa

-Traguardo Volante: è posto all'incirca a metà della corsa per renderla più spettacolare, vincerlo dà diritto ad abbuoni in secondi e punti per l'omonima classifica.

 

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