SPECIALE
MONTENERO E
LA GRANDE GUERRA

MONTENERO DI BISACCIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (1915-1918)
in ricordo dei concittadini caduti e feriti

contenuto
Introduzione
Elenco dei caduti
Elenco di invalidi e mutilati di guerra
Elenco dei militari fatti prigionieri
Ufficiali e sottufficiali mobilitati
Elenco militari decorati
Le schede di alcuni militari di Montenero

Il monumento ai caduti di Montenero di Bisaccia

 

Introduzione
La "Grande guerra". La chiamarono così e solo l'evento più tragico della storia dell'umanità, la Seconda guerra mondiale, sarebbe riuscita una ventina di anni dopo ad offuscarne in parte il sanguinoso ricordo.
Montenero vi perse novantotto cittadini. Quasi il due per cento della popolazione di allora (5672 abitanti nel 1911). Quasi tutti erano poco più che adolescenti.
L'allora pontefice Benedetto XV chiamò la Prima guerra mondiale "inutile strage". E' difficile dire se sia stata inutile, ma lo è ancor più stabilire se fu inevitabile. "Il sangue", diceva il principe del giornalismo italiano Indro Montanelli, "è l'insostituibile inchiostro con cui si scrive la storia". L'affermazione, più che inverosimilmente guerrafondaia, è (purtroppo) realistica. Basta ripercorrere la cronologia delle umane vicende.
Ma non è certo questa la sede, né rientra nelle prerogative dell'autore, stendere un ulteriore trattato sulla Grande guerra. Di fronte ad una tragedia di tali proporzioni, che travolse anche la nostra piccola comunità, questo speciale vuole essere un umile tributo a quei nostri compaesani che hanno perso la vita sul Carso o ne sono tornati irrimediabilmente sfigurati, nella carne e nello spirito; chiamati a combattere in zone all'epoca sconosciute per chi abitava qui, e per motivazioni men che meno comprensibili a chi partiva dall'Italia centro-meridionale di allora.
E' la recente acquisizione di documenti ormai introvabili, per i quali ancora una volta va ringraziato il Paterno, a rendere possibile questo speciale e, nel nostro piccolo, ricordare i monteneresi morti e feriti durante la Prima guerra mondiale.
Negli elenchi si vedono cognomi oggi non più diffusi come allora, mentre ne mancano altri divenuti nel frattempo più numerosi. Molti lettori troveranno comunque loro antenati e parenti e, per chi è membro del Montenero On Line Club, sarà possibile chiedere ulteriori notizie sul singolo nominativo (ad esempio, causa di ferimento, località, date ecc.). In tal caso scrivere a info@monteneronline.it

Rossano D'Antonio
(15 marzo 2006)

Elenco caduti: militari di truppa

Elenco caduti con gradi di ufficiale

Elenco caduti per cause di guerra e nei campi di prigionia

Elenco mutilati e invalidi

Elenco prigionieri di guerra

Ufficiali mobilitati

Sottufficiali mobilitati

Elenco militari decorati

 

ALCUNE CIFRE
Ventisei anni la vita media dei caduti. Si va dai due più giovani che avevano da poco compiuto i diciotto anni, fino al tenente morto per malattia (dopo la fine della guerra) due giorni prima che ne compisse quarantacinque.
La classe più "decimata" fu la 1893 che perse nove giovani di età compresa fra i 22 ed i 25 anni.
Porta la data del 4 ottobre 1918 quella della morte dell'ultimo caduto sul campo prima dell'armistizio (ve ne furono altri per ferite o altre cause di guerra in seguito).
Il maggiore numero di vittime si ebbe nel 1917, con 29 caduti. Tuttavia nella tristemente famosa (per gli italiani) battaglia di Caporetto, non si registrarono morti di Montenero. Va detto, però, che nell'ottobre 1917, in concomitanza con la clamorosa sconfitta e rotta delle truppe italiane, ci fu un aumento dei monteneresi fatti prigionieri.
In tutto i prigionieri furono quarantacinque, otto dei quali morti nei campi di concentramento austro-tedeschi.
Quattordici i militari monteneresi decorati, di vari gradi, con medaglie d'argento e di bronzo.
Marchesani il cognome che annovera più caduti (sette). 32 il numero di mutilati e invalidi.

 

 

LE SCHEDE DI ALCUNI MILITARI MONTENERESI

Palmerindo Morrone
(Montenero 9 apr 1892- Carso 19 ago 1917)
Tenente 11° Reggimento bersaglieri. Disperso sulla quota 97, sul Carso, in combattimento. Decorato di due medaglie di bronzo al valor militare.

Vittorio Argentieri
(Montenero 31 dic 1897 - Monfalcone 27 ago 1917)
Sottotenente 1° Reggimento genio. Morto in un ospedale da campo per le ferite riportare in combattimento.
Decorato con medaglia d'argento al valor militare.
Motivi delle decorazioni:
"Per il suo sereno ardimento, e per la calma con cui lanciavasi all'assalto alla testa della propria compagnia per la difesa della quota". (Carso 30 maggio 1917).
"Comandante di una compagnia, sotto violentissimo fuoco nemico, si lanciava a rincalzo di altri reparti impegnati in aspra lotta. Nel compimento di tale atto cadeva da prode sul campo". (Medeazza 19 agosto 1917)
Motivo della decorazione:
"Comandante di una sezione lanciafiamme, visto che i nostri, sopraffatti da soverchianti forze nemiche stavano ripiegando, volontariamente si slanciava in mezzo a loro, e con la voce e con l'esempio li incitava a resistere e a contrattaccare, quando cadde gloriosamente ferito a morte da una scheggia di granata avversaria" (Monfalcone, S. Giovanni di Duino 22 agosto 1927)

Adelchi Gentile
Tenente colonnello di commissariato. Decorato con croce di guerra con la motivazione:
"In momenti difficili, durante lo svolgimento delle azioni delle Malette, ripetutamente e spontaneamente si portava in zona efficacemente battuta da fuoco d'artiglieria per poter dirigere fino all'ultimo il servizio di vettovagliamento alle truppe in linea". (Val Capra, 4-5 dicembre 1917)

Marco Aurelio Argentieri
(Montenero 9 febbraio 1875 - 7 febbraio 1920)
Tenente 3° Reggimento artiglieria da fortezza. Impiegato civile al Ministero della guerra, allo scoppio del conflitto mondiale si arruolò volontario. Si ammalò di malaria, fu rimpatriato e morì a Montenero dopo la guerra.

Giovanni Gentile
(Montenero 2 giu 1854- Bologna 20 gen 1922)
Tenente colonnello

D'Aulerio Luigi
(Montenero 23 mar 1898 - Cosano 30 set 1917)
Aspirante ufficiale 122° Reggimento di fanteria. Morto in seguito a ferita riportata in combattimento. Decorato con medaglia d'argento al valor militare.
Stralcio della lettera inviata ad uno zio pochi giorni prima della morte: "Sento che non tornerò più. Son rassegnato a morire per la grandezza d'Italia; quando giungerà la notizia della mia morte, non piangete, ma siate orgogliosi".
Fiorucci Luigi
(Montenero 22 feb 1894 - Montesanto 23 mag 1917)
Soldato 10° Battaglione bersaglieri ciclisti.  Morto in seguito a ferite riportate in combattimento. Decorato con medaglia d'argento al valor militare con la seguente motivazione:
"Animoso e ardito, nell'attacco di una forte posizione, sotto il violento fuoco d'artiglieria, benché ferito, continuava a trascinarsi avanti con il reparto. Colpito una seconda volta e mortalmente, dovette lasciarsi trasportarsi al posto di medicazione, dove spirava, dolendosi soltanto di non aver potuto raggiungere con i compagni la trincea avversaria". (Montesanto 23 maggio 1917)
 

 

Link:
Medaglie al valore dell'Esercito (dal sito ufficiale)
La Grande guerra
Cime e trincee

Altre risorse su Montenero On Line riguardanti i temi dello speciale:
Chi era Vittorio Argentieri (Montenero in pillole)
Ritratto di Emilio Ambrogio Paterno (autore del libro da quale sono stati tratti i dati)

Fonti:
Ricordi storici molisani - Emilio Ambrogio Paterno 1928

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