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INCONTRO DEL 30 MARZO
2008 ORE 16:30 –
PARROCCHIA S. MATTEO |
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XI° SCHEDA COMUNICARE I PROPRI SENTIMENTI
1. Canto iniziale.
2. Preghiera. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. R/. Amen Il Signore ci dia la sua pace, illumini i nostri cuori, ci faccia comprendere le meraviglie del suo amore. Affidiamo a Maria, la Madre e la Sposa di Cristo Sposo, questo nostro incontro, interceda per noi per i nostri figli, per le famiglie lontano e vicine, per i bisogni della comunità. Ave o Maria…. O Dio della gioia e della pace, fa’ che la nostre famiglie camminino sui sentieri della vita, che credano nel tuo amore anche nel tempo della prova e vivano nella speranza di vedere il tuo volto, quando ci incontreremo nella tua casa, per lodarti per sempre. Amen
Introduzione Il comunicare è un impegno gravoso, la fede che nasce dall’ascolto va comunicata, annunciata. E’ questo il compito della Chiesa e dei suoi figli farsi ascoltatori della parola per diventarne annunciatori. L’inizio è in noi, essere in grado di comunicare quello che il nostro interiore, il nostro comune sentire…
3. Lettura biblica: Efesini 4,1-13 Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo… È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinchè non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità
RIFLESSIONE
Quando c’è buona armonia, c’è anche un buon modo di comunicare e ascoltare. La modalità del comunicare è la preziosa perla nei momenti critici, per ricostruire la buona relazione. Ci sono errori di comunicazione che spesso e volentieri, senza accorgercene, facciamo.
Alcuni errori: C Io dico tutta la verità, perché ciò è necessario; ma mi accorgo che molte volte la dico male e ottengo una chiusura totale. Lui/lei si offende e il dialogo fallisce, la relazione si rompe! C Io su certe cose non dico più la verità o la addolcisco in modo che non produca alcun effetto negativo. In questo modo il mio coniuge non si offende. Certe cose però le devo nascondere, o non le tiro più fuori. C’è la pace, ma non c’è la soluzione dei problemi. C Un infelice modo di comunicare è cominciare col dare giudizi: Tu non dovresti…; tu mi fai arrabbiare quando…; tu fai sempre così. In genere questo inizio mal dispone chi ascolta; lo induce a difendersi e a reagire accusando a sua volta. Non lo porta a un atteggiamento di vero ascolto, anche se detto senza volontà di ferire o detto con voce pacata Comunicare è soprattutto dire di sé, dire chi sono, non è dire solo le proprie idee o le cose da fare. Invece spesso cosa si fa? In genere il dialogo di coppia è basato su ragionamenti, opinioni e pensieri: ragioniamo insieme molto sui vicini di casa, sui parenti, sulla scuola di nostro figlio, sulla situazione economica ecc…. Più difficile è soffermarci a raccontare ciò che ci passa dentro, o stare ad ascoltare quello che “ti” succede dentro.
Cosa vuol dire comunicare i propri sentimenti? C Sentimento è la reazione interiore istintiva-spontanea di fronte a una persona, a un luogo, a una situazione che stiamo vivendo o alla quale pensiamo. C Dire i propri sentimenti non è “essere sentimentali” o fare del sentimentalismo o dire cose romantiche! E’ invece fotografare il proprio animo; dire il proprio vissuto, in modo chiaro e vivo.
Le quattro categorie dei sentimenti C Rabbia “quando tu hai fatto quel sorpasso io ho provato un reazione di collera dentro di me. C Paura “quando tu ieri ritardavi ho provato angoscia e paura! Temevo che…” C Tristezza “quando ieri sera abbiamo avuto l’ultima incomprensione sul far l’amore, mi sono addormentata molto triste, avevo come voglia di morire. C Gioia “quando a sorpresa mi hai telefonato, ho provato una gioia straordinaria. La descrizione dei sentimenti va fatta per dire soltanto ciò che “io” provo o che ho provato dentro di me in quella circostanza; non devo dare alcun giudizio o accusa di colpevolezza.
Perché è importante nella buona comunicazione partire dai sentimenti? C Perché questi ci sono ed è giusto farli conoscere, altrimenti l’altro non mi conoscerà fino in fondo. C Perché serti sentimenti di fatto sono della reazioni emotive forti che producono conseguenze mascherate importanti in altri settori. Esempio: un uomo insoddisfatto nel rapporto sessuale se la prende più tardi con le spese della moglie giudicate pazze. E’ inutile discutere e ragionare sulle spese. Meglio invitare a riconoscere quali sono i veri sentimenti interni che lo muovono. C Grazie a questa comunicazione dei sentimenti è possibile dirsi tutto, senza nascondere nulla e nello stesso tempo è possibile farlo senza ferire o suscitare la reazione a catena.
Cerchiamo di domandarci C Ripenso a un litigio o incomprensione recente in cui ho avuto dei sentimenti forti e cerca di descriverli badando ai suggerimenti contenuti in questa scheda? C Ripenso a quel fatto importante per noi e ti descrivo i sentimenti che ho vissuto perché tu mi capisca sino in fondo.
Preghiera Creatore dell’universo, quanto grande è la tua opera e quanto meraviglioso l’uomo che hai voluto a Tua immagine e somiglianza. Ti rendiamo grazie per i sentimenti che siamo capaci di provare e che colorano le nostre giornate. Aiutaci a viverli al meglio e con equilibrio perchè possano essere i fili colorati del grande arazzo della nostra vita.
Canto finale. |
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PASTORALE FAMILIARE
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