INCONTRO DEL 23 APRILE 2006 ORE 15:30 – TEATRINO S. MATTEO

 

IL GIORNO DELL'ANNUNCIO - Annunziamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua Risurrezione!


      Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.                             Mt 22,2-3a; 8-10

 

IN ASCOLTO DELLA VITA (riflessione teologica e spirituale)

 

      L'effusione dello Spirito dalle labbra del Crocifisso e del Risorto riapre la capacità di «ricordare tutto» (cfr. Gv 14,26) della vita di Gesù; soprattutto consente all'uomo di tornare laddove non era presente: il luogo dal quale era fuggito, il Golgota, e il luogo che nemmeno pensava potesse esistere, il giardino della Risurrezione.

      Questo è l'annuncio: «Io, credente del Duemila che non c'ero allora, adesso ci sono»! Realmente. Perché io stesso sono stato chiamato ad entrare nella Buona Notizia: il Risorto viene a trovarmi nelle mie paure (cfr. Gv 20,19); mi fa sentire la sua parola efficace che rende presente qui ed ora il dono della pace (cfr. Gv 20,20); prepara per me la colazione del mattino (cfr. Gv 21,9); si accompagna al mio cammino (cfr. Lc 24). E’ successo allora e proseguirà per tutta la storia, Evento che si fa contemporaneo ad ogni epoca.

      La Bella Notizia è che questa grazia non mi raggiunge mai da solo: non si dà un momento in cui l'annuncio mi aggiunge e poi – in un presunto secondo momento – io cerco, scopro, mi aggrego ad altri. Gli aggettivi Bella, Buona applicati alla Notizia per eccellenza vanno sempre a braccetto con altri aggettivi quali comunitaria, ecclesiale, per tutti, affinché sia la Notizia dell'amore trinitario che si condivide con le creature.

      Fonte dell'evangelizzazione è l'Eucarestia domenicale; meta e culmine dell'evangelizzazione è ancora l'Eucarestia domenicale. In essa abbiamo la gioia di incontrare e far incontrare la salvezza incarnata, la comunità dei salvati; in essa ascoltiamo la Parola che annuncia la Notizia; in essa sperimentiamo i gesti amorevoli dei fratelli; in essa siamo saziati del Dio-con-noi: tutte le dimensioni costitutive della vita cristiana (Parola-Liturgia-Carità) si presentano e si rinnovano nella dinamica rituale della celebrazione e si diffondono su ogni spazio e su ogni tempo che costituiscono la Domenica, dal sagrato alla strada, dal parco al ristorante; dal dopo-Messa al pomeriggio, dal pranzo all'incontro coi parenti. E dal Giorno del Signore si distendono su ogni gesto o parola di annuncio della Notizia Bella della comunione nei luoghi e nelle ore di tutti i giorni.

      «Senza il giorno dell'annuncio noi non possiamo vivere».

      Non avremmo incontrato una comunità cristiana che ci ha trasmesso il Vangelo. Non avremmo ascoltato la Parola viva perché proclamata. Non potremmo dire con verità di aver veduto il Signore Risorto. Non avremmo il segno di credibilità del nostro annuncio: la misura della carità fraterna. Non potremmo dire: «Venite e vedrete» (Gv 1,39).

      «Senza il giorno dell'annuncio la nostra famiglia non può vivere».

      L'esperienza entusiastica della sensazione di amare e di essere riamati fa esultare il corpo, l'animo e lo spirito dell'uomo e della donna e tale fremito gode della prerogativa dell'incontenibilità: tra le notizie belle che gli esseri umani si comunicano, quella dell'innamoramento è senz'altro la più diffusa e la più sorprendente. Accanto a questa si pone quella della decisione condivisa di vivere la vita in due: seppur a volte sofferta e spesso vacillante, tale decisione scaturisce non solo dalla percezione di essere stato amante e amato e di esserlo ancora, ma dalla palpitante e tremula intuizione di poterlo essere per un tempo futuro, per sempre. E quindi di essere potenzialmente per sempre una buona notizia per l'altro.

      Per l'uomo e la donna credenti che scoprono di essere chiamati al sacramento del matrimonio, la Buona Notizia si caratterizza per la gioia e l'onore di poter manifestare ed attuare per l'oggi il grande amore di Cristo per la sua Chiesa. Al momento dell'accoglienza della vita di una nuova creatura, i coniugi godono della inimmaginabile novità di essere cooperatori del Creatore.

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA (lectio)

 

      Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

      Ti ringraziamo, Signore, e ti benediciamo: molte volte e in molti modi hai parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, e nella pienezza dei tempi hai parlato a noi nel tuo Figlio, per manifestare a tutti gli uomini le ricchezze della tua grazia.

      Nella tua immensa bontà guarda alle nostre famiglie convocate per apprendere l'ascolto delle Scritture: aiutaci a riconoscere i segni della tua paternità, perché aderendo in tutto al tuo disegno portiamo frutti abbondanti di amore e di pace.

      Per Cristo nostro Signore.           Amen.

   

Dal Vangelo secondo Marco (16,9-20)

   

      Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

      Parola del Signore.        Lode a te, o Cristo!

 

IN ASCOLTO DELLO SPIRITO (meditatio)

 

Come gruppo entriamo con calma nel tempo dell'ascolto della Parola, invocando lo Spirito e riconoscendo che – con le sole nostre forze – non sappiamo pregare. Chiediamo che sia lo Spirito ad illuminare il nostro dialogo e che sia Lui a parlare in noi.

   * Qual è la prima espressione che ti ha colpito? Che impressione iniziale hai avuto? Perché?

   * In quale categoria di personaggi (tra quelle citate nel brano) sei più portato ad immedesimarti oggi? E tuo marito/moglie? Perché?

   * Composizione di luogo: come ti raffiguri il luogo, i colori, i sapori, gli odori, i rumori di questo episodio?

   Intravedi nella vita di coppia situazioni analoghe a quelle descritte? Quando? Anche tuo marito/moglie le vede? In che modo le vive?

  

Meditazione sulla coppia:

   * «Non vollero credere». Di fronte alla cura provvidente del Padre in molte occasioni non osiamo credere a ciò che ci viene annunciato e a ciò che – con profondità diverse – anche noi abbiamo visto. Così anche per l'amore coniugale: lo abbiamo toccato con mano, eppure a volte riaffiorano dal cuore alcune domande (che i media oggi amplificano nel nostro animo): «E se non fosse vero? E se non fosse stato così? E se questi segni volessero dire che...?». Come reagisci quando ti vengono suggeriti (per scherzo o sul serio) questi interrogativi?

   * «Ritornarono ad annunciarlo». Specialmente nei momenti in cui non vogliamo credere viene in nostro soccorso un ri-annuncio della salvezza e della bellezza dell’opera di Dio nei nostri confronti. A distanza di tempo, riconosci meglio quale è stata la Bella Notizia che Dio ti ha portato facendoti incontrare il tuo coniuge e donandoti i tuoi figli? Quale Buon Annuncio hai bisogno di sentirti oggi ripetere su te e sulla tua famiglia? E su cosa ri-annunci alle coppie, alle famiglie che ne hanno bisogno?

   * «Questi saranno i segni». La vita del credente risorto con Cristo porta con sé dei segni evidenti dell'incontro trasformante col Signore vittorioso. E’ pur vero che talora questi segni rimangono celati nel cuore, ovvero rischiamo di riservare le dinamiche della conversione al solo aspetto interiore. Le tappe della vicenda d'amore della coppia richiedono il moltiplicarsi e il differenziarsi dei segni d'amore tra i coniugi, tra i coniugi e i figli, tra le famiglie stesse. Se tu dovessi elencare questi segni, quali individueresti come caratteristici del vostro modo d'amare? Come capisci che coloro che vi vedono riescono a scorgere tali segni? Perché siano testimonianza della Buona Notizia, traggono le loro dinamiche dalla celebrazione dell’Eucarestia?

   * «Predicarono dappertutto». L'amore accogliente dell’uomo e della donna che si aprono reciprocamente l'uno all'altra vorrebbe espandersi ad ogni aspetto della persona umana condividere il tempo, gli spazi, le cose, i progetti... Così sarebbe anche per la propria spiritualità: ogni aspetto della vita del singolo viene condizionato dalla sua vicenda spirituale e affettiva, tanto che ogni vissuto della persona è inscindibile dal tipo di rapporto che vive con il suo Signore e col suo coniuge. «Predicare dappertutto» è anche vivere con semplicità, coerenza e soddisfazione la propria quotidianità, senza eliminare da essa l'aggettivo cristiana. Come annunci la Bella Notizia dell'amore coniugale nei luoghi di lavoro, nei rapporti di vicinato, nelle occasioni del tempo libero? Come diffondi la Buona Notizia che per te la celebrazione della Messa è una buona notizia?

   * Il legame tra annuncio della Buona Notizia e affetto coniugale: che esperienza ne avete fatto nella coppia? Sapresti fare memoria insieme a tuo marito/moglie di qualche bell’episodio successo tra voi?

* Il tuo coniuge come starà rispondendo a queste domande?

* Come educate i vostri figli su questo punto? Cosa concretamente potete fare?

* In fondo, cosa sta dicendo alla vostra famiglia questo brano della Parola?

* Come ti senti adesso al pensiero che devi comunicare te stesso/a a tuo marito/moglie! Pensi di riuscire a comunicare agli altri i frutti della tua meditazione? Preferisci scrivere una breve riflessione o una preghiera da condividere con le altre coppie?

 

IN ASCOLTO NELLA COPPIA (dialogo di coppia per comunicarsi i frutti della riflessione personale)

CONDIVISIONE (ogni coppia comunica alle altre ciò che desidera condividere)

 

PASTORALE FAMILIARE