INCONTRO DEL 22 GENNAIO 2006 ORE 15:30 – S. MATTEO

 

 

4 - L'EUCARESTIA FA LA FAMIGLIA  - Il Corpo di Gesù ci rende un unico corpo

 

 

A noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo Spirito.

Preghiera Eucaristica III

 

 

IN ASCOLTO DELLA VITA (riflessione teologica e spirituale)

 

      La comunità cristiana che celebra la Messa sa che sta facendo ciò che il Signore risorto continua a comandarle: ripresentare oggi il Mistero della Pasqua (Passione, Morte, Risurrezione e Dono dello Spirito), quell'Evento da cui venne la salvezza nostra e del mondo intero. E’ una celebrazione eucaristica, cioè di ringraziamento: è il gesto istituito da Gesù il Cristo perché sia adeguatamente glorificato il nome del Padre, come è stato glorificato nella Pasqua, Evento di eventi in cui il Figlio è andato fino in fondo nella rivelazione dell'identità misericordiosa del Padre.

      Il Padre è glorificato nella sua misericordia perché nulla è andato perduto», nessuno dei suoi figli e niente della creazione; tutto è stato accolto, perdonato, riconciliato, rinnovato, riabilitato a ri-conoscere la grazia dello Spirito, lo Spirito della comunione fra Padre e Figlio, lo Spirito della comunione fra tutti i figli di Dio, lo Spirito della comunione fra uomo e donna.

      La comunità cristiana sa che riceve questa comunione dall'Evento della Pasqua e nel momento in cui la ri-vive si sente ri-vivere: la nuova comunione, il nuovo popolo sgorga dalla Nuova Alleanza nel sangue di Gesù. Dalla convocazione attorno alla Croce si ri-costituisce il popolo di Dio; dall'Eucarestia, memoriale delta Croce, si riplasma l'identità della Chiesa: popolo di salvati, che riconoscono la loro salvezza nel Crocifisso Risorto e nell'appartenenza a quella comunità che dal suo fianco è scaturita.

      «Senza l’Eucarestia non possiamo vivere».

      Senza l'Eucarestia nemmeno saremmo: è il Sacramento della Presenza Reale del sacrificio di Cristo sulla Croce che ci chiama, ci parla, ci consacra, ci invia. Noi siamo come l'Eucarestia ci plasma, noi «viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28) come esistenza eucaristica. Per questo la si chiama anche Comunione: questo titolo indica sia il seme che il suo frutto, sia la fonte che il fiume che da essa discende.

      Ogni forma di autentica comunione ha la sua origine nella comunione trinitaria, da cui proviene e a cui ci ha re-indirizzati la Pasqua di Cristo!

      «Senza l'Eucarestia la mia famiglia non potrebbe vivere», perché significherebbe che non si sarebbe data nella storia una vita – quella del Figlio di Dio – che si è trovata perdendosi, ha vinto perdendo, ha guadagnato perdendoci. Quindi, non si sarebbe aperta la strada alla realizzazione di sé precisamente non guardando a sé; non ci si ritroverebbe tra le mani una vita in regalo dopo che si è donata la propria; non si oserebbe assecondare lo slancio dell'amore che vuole uscire da sé per andare incontro alla persona amata.

      Coloro che hanno sentito nelle loro membra la chiamata a ripresentare su questa terra l'amore sponsale di Cristo per la Chiesa, non possono non sentire (in una forma che contemporaneamente stringe e allarga il cuore!) che il loro incontro, la loro decisione per la vita, la loro fecondità, la loro perseveranza... sono caratterizzati da un aggettivo positivo («loro») che può indurre in errore: l'amore è già stato anticipato e costituito (nella sua identità e nella sua possibilità) dalla Pasqua.

      L'Eucarestia fa la famiglia, radicalmente prima ancora che la famiglia possa decidere di andare a Messa! La famiglia, vite decise e compiute nella relazione della comunione a tu per tu, manca di ossigeno se non respira con la Chiesa, comunione convocata dalla Pasqua. E la Chiesa manca dei polmoni se non impara dalla famiglia le vie del rapporto sponsale e filiale, le modalità proprie delle creature per essere ammesse alla comunione trinitaria: sposa di Cristo per libera elezione da parte di Lui, la Chiesa accoglie ed educa creature chiamate da sempre ad essere figli di Dio come il Figlio Gesù.

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA (lectio)

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

      Ti ringraziamo, Signore, e ti benediciamo: molte volte e in molti modi hai parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, e nella pienezza dei tempi hai parlato a noi nel tuo Figlio, per manifestare a tutti gli uomini le ricchezze della tua grazia.

      Nella tua immensa bontà guarda alle nostre famiglie convocate per apprendere l'ascolto delle Scritture: aiutaci a riconoscere i segni della tua paternità, perché aderendo in tutto al tuo disegno portiamo frutti abbondanti di amore e di pace.

      Per Cristo nostro Signore.  Amen.

       

Dagli Atti degli Apostoli (2,42-48)

      Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

      Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

      Parola di Dio.                 Rendiamo grazie a Dio!

 

PASTORALE FAMILIARE