INCONTRO
DELL' 11 DICEMBRE 2005 ORE 15:30 – S. MATTEO
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IL GIORNO DEL MEMORIALE - Il piacere di sedersi alla stessa Mensa |
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Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore perché egli venga. 1 Cor 11,23-26
IN ASCOLTO DELLA VITA (riflessione teologica e spirituale)
Quel giorno in cui Gesù «prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede» ai Dodici non era sabato e neppure «il primo dopo il sabato»! Li aveva convocati l'ultima volta, prima della dispersione: li aveva fatti suoi commensali al banchetto pasquale nel Cenacolo e suoi compagni nella lotta dell'orazione al Getsemani. Poi era venuta l'ora caliginosa del Golgota e del giardino della tomba, l’ora vissuta dai discepoli tra paura, tristezza, dolore e tanta solitudine, particolarmente pesante quando i ricordi prendevano il sopravvento: i ricordi dei tre anni passati gomito a gomito a remare di capire questo rabbi-profeta-amico-cristo. Improvviso quell'annuncio tanto incomprensibile quanto indimenticabile: «Non è qui: è risorto!». Raggiunge ciascuno dei discepoli là dove è scappato e scatena reazioni diverse, emergenti dall'angolo dell'animo dove ciascuno si è rifugiato per difendersi un poco dai colpi inferti dalla storia: c'e chi non vuol nemmeno sentire; chi si offende perché ci si prende gioco di lui; chi si arrabbia perché non si può scherzare su certe cose; chi abitualmente non crede alle dicerie della gente; chi fa un incredulo sorriso amaro; chi teorizza su ciò che realmente può essere successo; chi domanda cosa ne pensano gli altri, specie quelli che erano stati più vicini a Gesù; chi alla fine decide di fare un salto a dare un'occhiata di persona, stando ben attento a non farsi vedere dalle guardie. Tanti sono già ripartiti: la Pasqua a Gerusalemme è finita e non è successo niente, mentre i lavori e le famiglie li aspettano. Chi riuscirà a radunarli ancora da una tale dispersione? E’ ancora Lui, il «Signore del sabato» (Mc 2,28) e del «primo giorno dopo il sabato», che dà l'appuntamento ai suoi e li raduna attorno a sé, per ricostituire con la sua parola efficace la «Pace» (Gv 20,19) nei cuori «squarciati dall'alto in basso» (cfr. Mc 15,38). Quella Shalom che può venire solo dall'esperire che Lui, solo Lui, proprio Lui è vivo, è «qui-con-noi», ha mantenuto la promessa! E proprio Lui: basta guardargli le mani e i piedi; basta vedergli ripetere il gesto consueto sul pane, dopo le parole familiari: «Avete qui qualche cosa da mangiare?» (Lc 24,41). Che giorno quel giorno! Tutto percorso dall'emozione delle prime notizie, poi dalla tristezza di sentirsi ancora divisi e lontani, infine riconvocati da un annuncio, da una Presenza, dai gesti della quotidiana amicizia con Lui! La memoria ritorna a quella Cena, l'ultima trascorsa coi suoi prima della Croce, venuta dopo altre (tre anni di cene con Lui!); e anch'essa fuori serie: appoggiata su una consuetudine di banchetti, inviti festosi, celebrazioni rituali, tempi di digiuno... si erge, pero, con una sua maestosità stupefacente: «Questo è il mio corpo» non l'aveva mai detto! Ora il Signore, il Vivente, il giorno di Pasqua offre ancora il suo corpo : «Toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho!» (Lc 24,39). E quelli che sono già ripartiti come lo potranno vedere, rivedere, toccare? Sarà con loro anche sulla strada della disillusione e della tristezza, quella che ripercorre a ritroso la strada fatta nella gioia con Lui, quella strada che ritorna verso Emmaus? Sì! Lui c'e anche lì e compie lo stesso gesto di quella sera... Ma quale sera? Il giovedì o il venerdì, il gesto del Cenacolo o l'evento sul Golgota? Ha spiegato la Parola, ha spezzato il pane, ha offerto la sua persona pur di far compagnia a Cleopa e all'altro... non poteva che essere Lui! «Fate questo in memoria di me ». La sua promessa e lapidaria: «Io sono con voi tutti giorni, fino alla fine dei tempi» (Mt 28,20); adesso sono loro a rispondere alla promessa e ad offrirgli spazio e tempo perché essa si compia: «Resta con noi, Signore» (Lc 24,29), perché il giorno sembra anche lui ripiegare il capo ed ogni notte non ci lascia sereni, «se non ci sei tu». Come quella sera, così vicina alla notte, l'ultima trascorsa con i suoi, quando non si sapeva più come contenere quell'indescrivibile clima di addio: «Il Figlio dell'uomo se ne va» (Lc 22,22), «Ancora un poco e non mi vedrete» (Gv 16,16). Si domandavano: è giunta l'ora «in cui lo Sposo ci sarà tolto» (Mt 9,15)? E’ forse questo il momento di digiunare? No! «Prendete e mangiate... Bevetene tutti» (Mt 26,26-27) mentre il Figlio dell'uomo è ancora fra voi. E fissatevi bene in mente che «ogni volta che farete questo» (1Cor 11,25) rinnoveremo insieme l'Alleanza: «Io sarò con voi». Con Lui sono ritornati anche gli amici della strada di Emmaus, quelli che erano andati a pescare sul lago, quelli che si erano fermati a confutare i discorsi delle donne, «cinquecento fratelli in una sola volta» (I Cor 15,6) : «Senza questo gesto noi non possiamo più vivere!», non possiamo più vivere senza rivederlo, senza averlo al nostro fianco, senza sapere e raccontare che Lui è vivo, senza celebrare ciò che Lui ci ha lasciato in quella Cena! «Senza il giorno della Cena non possiamo vivere». Senza di Lui non siamo, né come individui né come comunità: non siamo riuniti, non siamo coraggiosi, non siamo amici, non siamo fratelli... Senza la Cena potremmo essere al massimo delle persone che hanno dei «buoni ricordi», che hanno vissuto qualche emozione sentendo le parole di Gesù... Ci mancherebbe la sua Presenza attuale, offerta in quel Segno dello spezzare il pane che è divenuto «il» Sacramento. Se non rimaniamo attaccati alla vite, non assorbiremo da essa la vita; se non guardiamo Colui di cui siamo Immagine, non riconosceremo la nostra fisionomia; se non accogliamo la Comunione, non godremo e non faremo godere della comunione. «Senza il giorno della Cena la nostra famiglia non può vivere»: il nutrimento reciproco è alla base dell'incontro tra uomo e donna: nutrimento contro la fame insaziabile di avere al fianco qualcuno da amare; nutrimento contro l'indigenza della propria persona; nutrimento contro la solitudine che fa paura; nutrimento nel depauperamento delle relazioni. La ripetizione rituale del gesto del Signore Gesù riconvoca la famiglia attorno al suo Banchetto, offrendo a ciascuno dei membri la modalità reale per ritrovare il senso di spezzare giorno per giorno la propria vita per le persone amate. L' assemblea convocata dalla Parola e dal Pane e il nuovo Corpo, entro il quale nasce, respira e si dilata la cellula che e la famiglia, educata dalla Mensa eucaristica a sedersi quotidianamente attorno al tavolo di casa, graziata dall'Eucarestia a rendere grazie della propria esistenza.
IN ASCOLTO DELLA PAROLA (lectio)
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Ti ringraziamo, Signore, e ti benediciamo: molte volte e in molti modi hai parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, e nella pienezza dei tempi hai parlato a noi nel tuo Figlio, per manifestare a tutti gli uomini le ricchezze della tua grazia. Nella tua immensa bontà guarda alle nostre famiglie convocate per apprendere l'ascolto delle Scritture; aiutaci a riconoscere i segni della tua paternità, perché aderendo in tutto al tuo disegno portiamo frutti abbondanti di amore e di pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: «Tu solo sei cosi forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni? ». Domandò: «Che cosa!». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero; «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore. Lode a te, o Cristo!
Dal Vangelo secondo Giovanni (21,9-14) Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e cosi pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. Parola del Signore. Lode a te, o Cristo! PASTORALE FAMILIARE |