INCONTRO DEL 17 FEBBRAIO 2008 ORE 15:30 – PARROCCHIA S. MATTEO
 

    

X° SCHEDA

IL BUON ASCOLTO

 

1. Canto iniziale.

 

2. Preghiera.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. R/. Amen

Il Signore ci dia la sua pace, illumini i nostri cuori, ci faccia comprendere le meraviglie del suo amore.

Affidiamo a Maria, la Madre e la Sposa di Cristo Sposo, questo nostro incontro, interceda per noi per i nostri figli, per le famiglie lontano e vicine, per i bisogni della comunità.

Ave o Maria….

O Dio della gioia e della pace, fa’ che la nostre famiglie camminino sui sentieri della vita, che credano nel tuo amore anche nel tempo della prova e vivano nella speranza di vedere il tuo volto, quando ci incontreremo nella tua casa, per lodarti per sempre. Amen

 

Introduzione

Ogni buona relazione è fatta di due momenti da vivere bene: la comunicazione di sé e l’ascolto. Quando nella coppia si riesce a comunicare bene e a farsi capire, il rapporto ha basi buone. Al contrario la sbagliata attenzione dei due momenti provoca inevitabilmente crisi. Comunicarsi e ascoltarsi non è semplice…

 

3. Lettura biblica:

 

Matteo 13,1-23

“Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un’altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda”.

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: “Perché parli loro in parabole? ”. Egli rispose: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete,  guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi,  per non vedere con gli occhi,  non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!

Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l’uomo che ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dá frutto. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dá frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta”.

 

 

RIFLESSIONE

 

Il buono ascolto è alla base del rapporto tra i due e in famiglia. Ascoltare non è “udire” con l’orecchio le parole che l’altro dice. Anche perché non sempre l’altro riesce a dire con parole quello che è esattamente il suo pensiero e il stato d’animo. Infatti spesso nelle discussioni dice: “No, io non volevo dire questo. Io volevo dire un’altra cosa…”. Le parole non sempre esprimono bene il problema o i propri sentimenti. Udire è troppo poco.

C           Si ascolta anche con gli occhi!!! Quanto si comunica anche con il viso e con tutto il corpo e quanto si capisce anche soltanto con gli occhi, gli sposi lo sanno meglio di chiunque altro. Talvolta basta guardare per capire!

C           Si Ascolta anche con le mani… Si ascolta anche con il corpo: che siede accanto, che smette di far le faccende, che si atteggia disponibile, che ti fa sentire… che ci sei!... Tutte le testimonianze di buon ascolto hanno evidenziato l’importanza del linguaggio non verbale: sia nel comunicare, sia nell’ascoltare.

C           L’ascolto è una qualità del mio animo. Potremmo dirlo con il linguaggio tradizionale: è una virtù umana e cristiana, come la pazienza, lo spirito di sacrificio, come l’altruismo… Sono un buon ascoltatore, o non lo sono. Non dipende dal mio coniuge, ma da me. Perché tra le virtù del catechismo o della predicazione non mettere quella dell’ascolto?

C           Chi non è un buon ascoltatore su un punto, non lo è veramente nemmeno negli altri. Se non lo sono con il coniuge, non lo sarò nemmeno con i figli, non lo sarò con i parenti, vicini, alunni o pazienti ecc.

C           E forse non si è nemmeno un buon ascoltatore di Dio. Forse penso di ascoltare la sua Parola e fare la sua volontà; ma probabilmente sto credendo solo al mio punto di vista e sto facendo solo la mia volontà.

C           Il buon ascolto dipende da me. Io sono capace, o non sono capace, di mettermi in ascolto. E’ vero che forse lui o lei non si spiega bene con le parole o non parla affatto. Ma abbiamo tanti altri mezzi, anche migliori della parola, per capirci… Chi ama può!

C           Il dovere di sedersi: è un dovere che un movimento coniugale propone agli sposi. E’ necessario ogni tanto ritagliarsi del tempo per il bene della propria coppia, per capirsi e decidere insieme. Alcuni sposi dicono che non hanno tempo perché devono badare ai figli… ecc…. Eppure ciò che va per il bene dei due sposi non è sottratto al bene dei figli, perché essi hanno bisogno prima di tutto del vostro amore.

 

Cerchiamo di domandarci

 

C           Quando recentemente io ti ho ascoltato davvero bene, come ho fatto?

C           Ricordo i particolari di quel momento?

C           Quando recentemente tu mi hai ascoltato bene, come hai fatto?

C           Da quali atteggiamenti ho capito che tu mi stavi veramente ascoltando?

 

Preghiera

 

Signore, apri gli orecchi del nostro cuore perché possiamo ascoltare il nostro sposo/a come Tu sai ascoltare il nostro cuore. Rendici simili a Maria che sapeva ascoltare e serbare le Tue Parole in cuor suo. Aiutaci a comprendere il valore del tempo speso per capire l’altro che si trasforma in ricchezza per noi!

 

Canto finale.  

 

PASTORALE FAMILIARE