|
INCONTRO DEL 16 DICEMBRE 2007 ORE 15:30 –
PARROCCHIA S. MATTEO |
|
IX° SCHEDA PARROCCHIA: FAMIGLIA DI FAMIGLIE
1. Canto iniziale.
2. Preghiera. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. R/. Amen Il Signore ci dia la sua pace, illumini i nostri cuori, ci faccia comprendere le meraviglie del suo amore. Affidiamo a Maria, la Madre e la Sposa di Cristo Sposo, questo nostro incontro, interceda per noi per i nostri figli, per le famiglie lontano e vicine, per i bisogni della comunità. Ave o Maria…. O Dio della gioia e della pace, fa’ che la nostre famiglie camminino sui sentieri della vita, che credano nel tuo amore anche nel tempo della prova e vivano nella speranza di vedere il tuo volto, quando ci incontreremo nella tua casa, per lodarti per sempre. Amen
Introduzione Il rapporto tra la parrocchia e le famiglie si presenta come un tipico scambio di doni, di capacità e di impegni in un rapporto di interazione e di reciprocità. La parrocchia deve essere famiglia di famiglie.
3. Lettura biblica Filippesi 2, 1-5Se è vero che Cristo vi chiama ad agire, se l’amore vi dà qualche conforto, se lo Spirito Santo vi unisce, se è vero che tra voi c’è affetto e comprensione, rendete completa la mia gioia. Abbiate gli stessi sentimenti e un medesimo amore. Siate concordi e unanimi. Non fate nulla per invidia o per vanto, anzi, con grande umiltà stimate gli altri migliori di voi. Badate agli interessi degli altri e non solo ai vostri. I vostri rapporti reciproci siano fondati sul fatto che siete uniti a Cristo Gesù.
RIFLESSIONE S. Paolo ha un ruolo particolare nei confronti di quelli che grazie a lui sono giunti/nati alla fede, all’incontro con Cristo. Paolo ci avverte e vive come un padre che ha generato i suoi figli. Si rifà al Vangelo che egli annunzia, ma non in modo asettico-formale ma coinvolgendo la propria persona e la propria esistenza. E una volta generati i figli, non li abbandona ma li accompagna, li esorta, li rimprovera se necessario, esorta i Filippesi a vivere nella concordia con i sentimenti che i Figli di Dio devono avere. Come una famiglia si occupa amorevolmente del bene dei propri componenti così deve avvenire all’interno della comunità ecclesiale. La famiglia partecipa alla missione della Chiesa portando in essa e nella società il dono della comunione e la testimonianza del servizio. Essa è comunità di amore, partecipa alla comunione trinitaria (è immagine di Dio), è segno dell’amore sponsale di Dio per l’umanità e di Cristo per la sua Chiesa. La famiglia realizza se stessa e la sua missione quanto più cresce nell’amore reciproco (li riconosceranno da come si ameranno). La vita coniugale quando è vissuta secondo il disegno di Dio costituisce essa stessa un Vangelo. La coppia che si ciba della Parola di Dio la rende visibile a tutti, può davvero diventare Parola-immagine dell’Amore di Dio, Parola che si incarna nella vita di ogni giorno. Gesù chiede alle coppie di sposi di diventare compagni di viaggio di altre famiglie, soprattutto delle famiglie che stanno compiendo un cammino di fede, di quelle in difficoltà e di quelle desiderose di ri-conoscere la loro originaria vocazione.
Cerchiamo di domandarciC Sentiamo la parrocchia e più in generale la Chiesa come la Nostra grande famiglia?C Quale cambiamento deve avvenire nelle parrocchie perché le famiglie possano vivere in modo attivo e responsabile la loro appartenenza ecclesiale? C Ci sono delle esperienze di comunione e di servizio particolarmente significative, vissute da noi sposi e famiglie al di fuori della nostra casa?
PreghiamoConcedici, o Padre, di partecipare alla tua gloria e la tua pace regni tra noi. Trinità Santa risiedi per sempre nella nostra casa per essere il centro della nostra esperienza quotidiana, perché anche noi possiamo essere continuo scambio di amore tra noi e con gli altri, nel lavoro e nell’amicizia con tutti gli uomini, dove ci chiami a servirti.
Canto finale. |
|
PASTORALE FAMILIARE
|