INCONTRO
DEL 13 NOVEMBRE 2005 ORE 15:30 – S. MATTEO
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IL PRIMO GIORNO (DOPO IL SABATO) - L'irrompere della Novità di Dio nel nostro tempo |
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Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto». Mt 28,1-7
IN ASCOLTO
DELLA VITA (riflessione
teologica e spirituale)
Un giorno è fuori serie perché in esso accade qualcosa di diverso dal solito; viene suscitato un brivido non provato da tempo; si ode una notizia mai ascoltata; accade un evento sorprendente... questa intensità non può essere offerta dal «sabato» in quanto tale (e neanche dalle sue sere!): la sua febbre è calata di temperatura, le sue scintille sono ormai le ultime. La Novità mai sentita può arrivare solo da fuori, da più in alto, da oltre: Dio non è venuto meno alla sua tenace decisione di non tradire la sua identità, di essere ancora e sempre il Dio-con-noi, di riposarsi ancora in compagnia dell'uomo, come aveva dichiarato e compiuto fin dall'inizio della storia. Al momento dell'irrompere della potenza salvifica vittoriosa sulla morte, l'orologio della settimana viene portato repentinamente avanti di ventiquattro ore: il giorno rinnovato è «il primo dopo il sabato». Primo dei giorni proprio perché viene dopo; dopo l'apparente contraddizione di un Dio che accenna di sottostare alla regola del tempo, quel tempo che è sua creatura; dopo l'Incarnazione; dopo il ministero pubblico; dopo la Passione; dopo tre giorni nel sepolcro. Dopo questa drammatica alternativa: o la Vita o la Morte, o la Risurrezione o la Disperazione. Anche oggi come in ogni epoca, dopo tutto, abbiamo bisogno dell'Evento rinnovatore: abbiamo toccato con mano che non possiamo aspettarci «la » Novità dagli uomini. «Non è qui », nel tempo e nello spazio consueti. Lui ce l'aveva detto che non sarebbe bastata una relazione feriale: intorpiditi dal freddo mattutino del giorno di Pasqua, non ce l'aspettavamo che qualcuno ce l'avrebbe ricordato. E di colpo siamo stati riportati al dono della vita originale e originaria, prima di ogni stortura e di ogni peccato. Il Risorto non ha accettato di pensare il riposo di Dio come l'adagiarsi su un gelido giaciglio: per Lui riposare nella Gloria di Dio equivale a rialzarsi, a mettersi in moto, a ritornare a camminare per le strade del suo «giardino», la splendida Galilea, deputata all'onore di offrire la terra dove si posa senza peso il piede del Primogenito dei risorti! «Senza il primo giorno dopo il sabato non possiamo più vivere». Siamo nati nell'annuncio del mattino di Pasqua, il nostro orecchio è stato cesellato dalle mani di Dio affinché la creatura umana potesse ascoltare questo annuncio da bocche levigate appositamente perché lo potessero contenere e ripetere! Abbiamo tentato di allontanarcene, conquistati da altre news, i cui strilloni si coprono a vicenda in un'inutile gara a «chi grida di più». Il sussurro spaventato di due donne ha raggiunto i confini della terra: lo abbiamo udito e non possiamo più far finta di niente! Che bello sarebbe se il giorno di questo annuncio lo riconoscessimo per ciò che realmente è: il primo giorno della nuova settimana, capace di dare sapore a tutti gli altri giorni che lo seguono! «Senza il primo giorno dopo il sabato la nostra famiglia non può più vivere»: l'annuncio della vittoria della Pasqua inonda la vita quotidiana della famiglia e le dona la grazia di vivere nei tempi del venerdì della storia con il profumo del giorno di festa! La Buona Notizia si colora dell'arcobaleno dell'affetto coniugale, così che il legame uomo-donna, carico di incognite e di tensioni, si apre alla possibilità di manifestare e di attuare la fedeltà dello Sposo verso la sua Sposa.
IN ASCOLTO DELLA PAROLA (lectio)
Dalla prima Lettera ai Corinzi (15,12-20) Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduri. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio! PASTORALE FAMILIARE |