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LA FAMIGLIA VIVE
E TRASMETTE IL COMANDAMENTO DI DIO
1. Canto iniziale.
2. Preghiera del Padre Nostro.
3. Lettura biblica: Mc, 10, 17-27
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17 Mentre usciva per mettersi in
viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a
lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita
eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono,
se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non
commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non
frodare, onora il padre e la madre».
20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose
le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù, fissatolo, lo
amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e
dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma
egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva
molti beni.
23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi
discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno
nel regno di Dio!». 24 I discepoli rimasero stupefatti a queste sue
parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di
Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che
un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più sbigottiti,
dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». 27 Ma Gesù, guardandoli,
disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è
possibile presso Dio». |
TRACCIA PER LA RIFLESSIONE
- L’episodio dell’uomo-giovane ricco si inquadra nel capitolo 10 che
contiene testi diversi: la questione matrimoniale sul divorzio (vv. 1-12), i
bambini (vv. 13-16), la chiamata del ricco, il detto sulla ricchezza e il
dialogo tra Gesù e Pietro (vv. 17-31).
- Il tema dominante del capitolo è dato dal “cambiamento del sistema di
pensiero” (conversione) prodotto dall’accoglienza del Vangelo. Gesù è
portatore della verità di Dio nella famiglia, tra i piccoli, nell’incontro
con i ricchi e i poveri (Bartimeo), nel chiedere una esigente sequela ai
discepoli. Non possiamo fuggire questo impegno totalizzante e trasformante
della nostra vita: aderire all’essenziale!
- Il brano si articola in tre unità: (l’incontro con l’uomo-giovane
ricco); (il dialogo con i discepoli circa la sorte dei ricchi); (il dialogo
con Pietro). E’ chiaro che la prima scena genera le successive due unità: si
tratta di una immagine straordinariamente tipica di una vocazione mancata,
fallita.
- Alcuni elementi da mettere in rilievo: la strada Gesù è raggiunto da un
uomo (giovane). L’atteggiamento rispettoso (affettato?) dell’inginocchiarsi
e definire il maestro (buono). La domanda verte sul “fare”, con la
consapevolezza della giustizia legale dell’uomo: i comandamenti però non ti
fanno felici!
- Gesù penetra sempre più profondamente nella sua “domanda” di felicità
- La risposta dell’uomo è protettiva, forse strumentale: fin da fanciullo
è stato educato al rispetto delle regole…ma!!! Cosa manca ancora?
- L’evangelista fissa lo sguardo sul vedere in profondità di Cristo:
guardandolo dentro lo amò. Amare è il comandamento più importante di tutti:
senza l’amore per Dio non si possono realizzare gli altri precetti. Gesù non
vuole definire l’amore in chiave precettistica, ma vuole fargli fare
l’esperienza di essere amato.
- Da questo sguardo amoroso ed accogliente sorge l’inattesa risposta di
Gesù: una fondamentale dimensione di libertà dalle cose! L’uomo era
evidentemente schiavo delle proprie ricchezze, dei molti beni. Amare Dio
significa scegliere l’essenziale: se uno è ricco ed ha poggiato tutta la sua
ricchezza sul suoi beni allora non ha la possibilità di amare Dio! I
comandamenti non bastano per darti la libertà!
- Gesù chiede una scelta radicale. I verbi rapidi e all’imperativo
esprimono questa prospettiva: vai, vendi quello che hai, donalo ai poveri,
vieni e seguimi.
- La reazione del giovane: tristezza, afflizione.
- La scena avviene davanti al pubblico e soprattutto ai discepoli: Gesù
approfitta dell’occasione per spiegare il senso e la possibilità del
discepolato cristiano: lasciarsi possedere dall’amore senza poggiare il
proprio amore nelle ricchezze.
- Il donarsi completo a Cristo e al suo Regno “trasforma” la nostra
povertà in ricchezza. Il discepolo deve imparare ad abbandonarsi a Dio senza
paura, preparandosi alla persecuzione e alla prova. L’intero brano ci fa
passare da una concezione della felicità legata ai comandamenti, ad una
esperienza rinnovata nell’amore di Dio, primo comandamento!
LA PAROLA DEL MAGISTERO (FAMILIARIS CONSORTIO 52)
Il ministero di evangelizzazione della famiglia cristiana
Nella misura in cui la famiglia cristiana accoglie il Vangelo e matura nella
fede diventa comunità evangelizzante. Riascoltiamo Paolo VI: «La famiglia,
come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui
il Vangelo si irradia. Dunque nell'intimo di una famiglia cosciente di questa
missione tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non
soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso
Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice
di molte altre famiglie e dell'ambiente nel quale è inserita» (EN, 71).
La futura evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica.
Questa missione apostolica della famiglia è radicata nel battesimo e riceve
dalla grazia sacramentale del matrimonio una nuova forza per trasmettere la
fede. per santificare e trasformare l'attuale società secondo il disegno di
Dio.
La famiglia cristiana, soprattutto oggi, ha una speciale vocazione ad essere
testimone dell'alleanza pasquale di Cristo, mediante la costante irradiazione
della gioia dell'amore e della sicurezza della speranza, della quale deve
rendere ragione: «La famiglia cristiana proclama ad alta voce e le virtù
presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata» («Lumen Gentium»,
35).
L'assoluta necessità della catechesi familiare emerge con singolare forza in
determinate situazioni, che la Chiesa purtroppo registra in diversi luoghi:
«Laddove una legislazione antireligiosa pretende persino di impedire
l'educazione alla fede, laddove una diffusa miscredenza o un invadente
secolarismo rendono praticamente impossibile una vera crescita religiosa,
questa che si potrebbe chiamare "Chiesa domestica" resta l'unico ambiente, in
cui fanciulli e giovani possono ricevere una autentica catechesi».
ATTUALIZZAZIONE
Compito essenziale della famiglia che incontra il Maestro buono e si affida
a Lui è: custodire, rivelare, comunicare l’amore, quale riflesso vivo e reale
partecipazione dell’amore di Dio per l’umanità e dell’amore di Cristo Signore
per la Chiesa sua sposa (FC, 17).
Come vivere il comandamento dell’amore oggi in famiglia e tra le famiglie e
nella comunità?
Quale il compito essenziale della famiglia? |