INCONTRO DELL' 11 MARZO 2007 ORE 15:30 – PARROCCHIA SAN MATTEO

    

LA FAMIGLIA VIVE
E TRASMETTE IL COMANDAMENTO DI DIO

1. Canto iniziale.
2. Preghiera del Padre Nostro.
3. Lettura biblica: Mc, 10, 17-27

17 Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». 24 I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». 27 Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».

TRACCIA PER LA RIFLESSIONE

  • L’episodio dell’uomo-giovane ricco si inquadra nel capitolo 10 che contiene testi diversi: la questione matrimoniale sul divorzio (vv. 1-12), i bambini (vv. 13-16), la chiamata del ricco, il detto sulla ricchezza e il dialogo tra Gesù e Pietro (vv. 17-31).
  • Il tema dominante del capitolo è dato dal “cambiamento del sistema di pensiero” (conversione) prodotto dall’accoglienza del Vangelo. Gesù è portatore della verità di Dio nella famiglia, tra i piccoli, nell’incontro con i ricchi e i poveri (Bartimeo), nel chiedere una esigente sequela ai discepoli. Non possiamo fuggire questo impegno totalizzante e trasformante della nostra vita: aderire all’essenziale!
  •  Il brano si articola in tre unità: (l’incontro con l’uomo-giovane ricco); (il dialogo con i discepoli circa la sorte dei ricchi); (il dialogo con Pietro). E’ chiaro che la prima scena genera le successive due unità: si tratta di una immagine straordinariamente tipica di una vocazione mancata, fallita.
  • Alcuni elementi da mettere in rilievo: la strada Gesù è raggiunto da un uomo (giovane). L’atteggiamento rispettoso (affettato?) dell’inginocchiarsi e definire il maestro (buono). La domanda verte sul “fare”, con la consapevolezza della giustizia legale dell’uomo: i comandamenti però non ti fanno felici!
  • Gesù penetra sempre più profondamente nella sua “domanda” di felicità
  • La risposta dell’uomo è protettiva, forse strumentale: fin da fanciullo è stato educato al rispetto delle regole…ma!!! Cosa manca ancora?
  • L’evangelista fissa lo sguardo sul vedere in profondità di Cristo: guardandolo dentro lo amò. Amare è il comandamento più importante di tutti: senza l’amore per Dio non si possono realizzare gli altri precetti. Gesù non vuole definire l’amore in chiave precettistica, ma vuole fargli fare l’esperienza di essere amato.
  • Da questo sguardo amoroso ed accogliente sorge l’inattesa risposta di Gesù: una fondamentale dimensione di libertà dalle cose! L’uomo era evidentemente schiavo delle proprie ricchezze, dei molti beni. Amare Dio significa scegliere l’essenziale: se uno è ricco ed ha poggiato tutta la sua ricchezza sul suoi beni allora non ha la possibilità di amare Dio! I comandamenti non bastano per darti la libertà!
  • Gesù chiede una scelta radicale. I verbi rapidi e all’imperativo esprimono questa prospettiva: vai, vendi quello che hai, donalo ai poveri, vieni e seguimi.
  • La reazione del giovane: tristezza, afflizione.
  • La scena avviene davanti al pubblico e soprattutto ai discepoli: Gesù approfitta dell’occasione per spiegare il senso e la possibilità del discepolato cristiano: lasciarsi possedere dall’amore senza poggiare il proprio amore nelle ricchezze.
  • Il donarsi completo a Cristo e al suo Regno “trasforma” la nostra povertà in ricchezza. Il discepolo deve imparare ad abbandonarsi a Dio senza paura, preparandosi alla persecuzione e alla prova. L’intero brano ci fa passare da una concezione della felicità legata ai comandamenti, ad una esperienza rinnovata nell’amore di Dio, primo comandamento!

LA PAROLA DEL MAGISTERO (FAMILIARIS CONSORTIO 52)

Il ministero di evangelizzazione della famiglia cristiana
Nella misura in cui la famiglia cristiana accoglie il Vangelo e matura nella fede diventa comunità evangelizzante. Riascoltiamo Paolo VI: «La famiglia, come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui il Vangelo si irradia. Dunque nell'intimo di una famiglia cosciente di questa missione tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell'ambiente nel quale è inserita» (EN, 71).
La futura evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica. Questa missione apostolica della famiglia è radicata nel battesimo e riceve dalla grazia sacramentale del matrimonio una nuova forza per trasmettere la fede. per santificare e trasformare l'attuale società secondo il disegno di Dio.
La famiglia cristiana, soprattutto oggi, ha una speciale vocazione ad essere testimone dell'alleanza pasquale di Cristo, mediante la costante irradiazione della gioia dell'amore e della sicurezza della speranza, della quale deve rendere ragione: «La famiglia cristiana proclama ad alta voce e le virtù presenti del Regno di Dio e la speranza della vita beata» («Lumen Gentium», 35).
L'assoluta necessità della catechesi familiare emerge con singolare forza in determinate situazioni, che la Chiesa purtroppo registra in diversi luoghi: «Laddove una legislazione antireligiosa pretende persino di impedire l'educazione alla fede, laddove una diffusa miscredenza o un invadente secolarismo rendono praticamente impossibile una vera crescita religiosa, questa che si potrebbe chiamare "Chiesa domestica" resta l'unico ambiente, in cui fanciulli e giovani possono ricevere una autentica catechesi».

ATTUALIZZAZIONE

Compito essenziale della famiglia che incontra il Maestro buono e si affida a Lui è: custodire, rivelare, comunicare l’amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell’amore di Dio per l’umanità e dell’amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa (FC, 17).
Come vivere il comandamento dell’amore oggi in famiglia e tra le famiglie e nella comunità?
Quale il compito essenziale della famiglia?

 

PASTORALE FAMILIARE