In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI FEBBRAIO 2012
 

Dopo la segnalazione di un lettore il sopralluogo
ha confermato che nel parcheggio regna la sporcizia

Il multipiano abbandonato a se stesso

Scoraggiati anche gli automobilisti (rari) disposti a lasciarvi il veicolo da quando si paga

MONTENERO DI BISACCIA. Da opera fiore all’occhiello del paese a bagno e immondezzaio pubblico? La verifica a seguito della denuncia di un lettore lo ha confermato: al parcheggio multipiano di via Frentana regna il degrado. E, soprattutto, c’è un puzzo di urina da far venire il voltastomaco al raro utilizzatore – almeno da quando l’amministrazione comunale lo ha fatto diventare a pagamento - cui venisse in mente di parcheggiarvi la propria vettura.
In particolare è il piano interrato che presenta i maggiori problemi. Attraversandolo ci si imbatte in numerose cartacce buttate dappertutto, oltre che buste di plastica, finché non si giunge sul fondo buio, dove all’immondizia si aggiunge l’odore pungente dell’urina. Si arriva poi a una porta che dà sulla scala secondaria che collega i due piani della struttura. Sotto al manufatto di ferro non si contano bottiglie di plastica abbandonate, inspiegabilmente anche di cosmetici, ma ad attirare di più l’attenzione è la singolare forma di ossidazione che sta rovinando la porta metallica. E’ arrugginita solo per i primi settanta centimetri partendo dal basso, segno inequivocabile che individui di genere maschile vi urinano contro. Lo scarto liquido del corpo umano di colore giallastro, se non si fosse capito, ha un forte potere corrosivo sul ferro: lo fa arrugginire in fretta. E naturalmente puzza, parecchio specie quando l’”odore” è stratificato nel tempo e nemmeno un’ordinaria pulizia riesce più a mandarlo via.
Questa la situazione al parcheggio multipiano di via Frentana, fino a un anno fa utilizzato e apprezzato, anche perché dista cento metri dalla piazza centrale del paese. Oggi che è a pagamento è vuoto, oltre che sporco e puzzolente. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 febbraio 2012

Nelle foto: in alto il parcheggio vuoto, in basso la porta arrugginita dall'urina

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Presa di mira la stazione automatica accanto al centro commerciale della marina di Montenero

Colpo al distributore del Costaverde

Opera di ladri specializzati che hanno agito tagliando sulla colonnina

MARINA DI MONTENERO. Chi ha agito sapeva esattamente dove tagliare e anche come farlo. Una smerigliatrice a batteria ha fatto il resto. Furto nella notte tra domenica e lunedì al distributore di carburanti Total-Erg presso il centro commerciale Costaverde, alla marina di Montenero. Ignoti hanno preso di mira la cassa automatica, svuotandola del contenuto in denaro contante. Ancora da quantificare il bottino, che tuttavia dovrebbe essere nell’ordine di varie migliaia di euro.
Come detto in apertura, il ladro sapeva il fatto suo, soprattutto conosceva esattamente il punto dal quale, lavorando all’esterno della colonnina, avrebbe raggiunto il vano contenente il denaro. Presumibilmente con una smerigliatrice a batteria ha ritagliato un quadrato di circa dieci centimetri di lato nella lamiera spessa ben un centimetro. A quel punto, con precisione chirurgica, si è trovato davanti la sacca con l’incasso del distributore automatico.
In zona non è il primo episodio del genere che si registra. Per esempio è accaduto alcune settimane fa a Termoli, con modalità identiche che fanno pensare a una banda che si è specializzata in questo tipo di furto.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 febbraio 2012

 

Diverse le iniziative ideate dal Comune per una giornata tutta al femminile

Due concorsi per la festa della donna a Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Due mostre tematiche in occasione della Festa della donna. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale, che ne dà notizia con un comunicato stampa. La mostra fotografica sul tema della donna è in programma per sabato 10 marzo presso la sala polivalente. Gli autori che vogliono partecipare hanno tempo fino al 5 marzo per presentare i propri scatti, al massimo cinque, avendo cura di allegare la liberatoria firmata dai soggetti ritratti. Le foto vanno consegnate in municipio presso l’Ufficio di cittadinanza sociale. Cento euro il premio previsto per l’istantanea che sarà ritenuta la migliore.
L’altra iniziativa messa in campo dall’amministrazione riguarderà invece una mostra di disegni, sempre dedicati alla donna. In questo caso l’invito a partecipare è rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Ciascuno di loro potrà presentare il proprio lavoro entro venerdì 2 marzo, consegnandolo direttamente al proprio istituto scolastico. L’esposizione dei disegni avverrà giovedì 8 marzo sempre nella sala polivalente e i tre disegni più meritevoli riceveranno in premio dei buoni di acquisto di 50 euro da spendere in materiale didattico. Il primo classificato riceverà anche una coppa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 febbraio 2012


L’obiettivo è evitare di continuare a giustificare le violenze subìte ogni giorno dal genere femminile

Donne: “Via le mani dagli occhi”

Convegno organizzato dal Comune di Montenero e dall’Abcpsy

MONTENERO DI BISACCIA. Progetto Persefone: via le mani dagli occhi. Questo il titolo dell’iniziativa promossa dal Comune e organizzata dall’associazione Abcpsy in occasione della festa della donna. L’appuntamento è per il 10 marzo alle 17.00 presso la sala polivalente, dove si terrà un convegno di presentazione. Obiettivo del progetto è dare ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza, nella convinzione che un adeguato supporto psicologico e legale possa aiutarle a riappropriarsi della propria vita.
“Far sì che le vittime di violenza tolgano metaforicamente le mani dagli occhi rappresenta, per il progetto Persefone, lo scopo finale ed il suo stesso tramite – si legge nel volantino che annuncia l’evento -: le donne, evitando di continuare a giustificare e negare la gravità di quanto subìto, non dovranno più vivere nascondendo le ferite, fisiche ed emotive, provocate dal perpetrarsi degli atti violenti”.
All’incontro parteciperanno gli psicologi Francesco Basilico (presidente dell’associazione Abcpsy) e Manuela Colanzi, mentre l’aspetto legale sarà trattato dall’avvocato Barbara Carlucci e dalla dott.ssa Brigida Finelli. L’evento è aperto al pubblico ed è gratuito, ai partecipanti sarà rilasciato anche un attestato. Gratuito e con piena garanzia dell’anonimato sarà anche il servizio di assistenza alle donne vittime di violenza una volta attivato lo sportello di ascolto Persefone. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 febbraio 2012


Il consigliere regionale Cristiano Di Pietro ha presentato un'interrogazione all'assessore Velardi

Case popolari, a quando i lavori?

Nelle Iacp di via Don Sturzo diversi i disagi, in particolare muffa e ascensore fuori uso

MONTENERO DI BISACCIA. L’assessore regionale al ramo e il commissario Iacp sono al corrente dello stato di degrado che interessa le case popolari di via Don Sturzo? A porsi la domanda ed a girarla agli interessati tramite un’interrogazione è il consigliere regionale Cristiano Di Pietro. L’esponente dell’Italia dei valori ha indirizzato il documento all’assessore regionale alle Politiche della casa Luigi Velardi e, per conoscenza, al commissario dell’Istituto autonomo case popolari di Campobasso Pierluigi Lepore. Obiettivo: “conoscere se sia nelle intenzioni della Regione Molise dare delle risposte concrete e tangibili ai cittadini colpiti da gravi disagi”.
Questo perché, spiega Di Pietro jr, “negli stabili da tempo permangono problemi legati alla presenza di umidità, infiltrazioni, danni alla pavimentazione dello stabile e degli appartamenti, nonché malfunzionamento delle fognature, tali da rendere l’ambiente insalubre e rischioso per la salute di chi vi abita”. In più, aggiunge il consigliere regionale, in una delle palazzine non funziona l’ascensore da oltre un anno, oltre a non essere conforme alla normativa vigente. Un fattore che svantaggerebbe diversi inquilini, in particolar modo anziani e una donna con invalidità del cento per cento.
L’esponente dipietrista ricorda inoltre nella sua nota il sopralluogo fatto dal sindaco di Montenero Nicola Travaglini e dal commissario Iacp Lepore lo scorso novembre. Al termine dell’ispezione seguiva un comunicato stampa, nel quale si prometteva un pronto intervento per sanare alcuni disagi, come costruire un cappotto isolante esterno e attivare gli ascensori. Per pagare i lavori sarebbero stati utilizzati fondi Iacp o regionali, secondo disponibilità. Passati tre mesi, Cristiano Di Pietro vuole conoscere il punto della situazione. Per questo nella sua interrogazione in sede regionale chiede all’assessore Velardi e al commissario Lepore “se ci sia stato o meno l’impegno di spesa necessario, dopo le verifiche fatte e le rassicurazioni riportate a mezzo stampa dallo stesso sindaco di Montenero e, in caso di risposta affermativa, quale sia il motivo per cui, ad oggi, continua a permanere una grave situazione di degrado”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 febbraio 2012


All'origine del disservizio problemi alla fibra ottica. Si spera che oggi vada meglio

Montenero, ko il collegamento Adsl

Per tutta la giornata di ieri la linea veloce non ha dato segni di vita

MONTENERO DI BISACCIA. Nel terzo millennio non essere connessi equivale a non avere più contatti col resto del mondo, in tutte le sue sfaccettature, ma anche e soprattutto a non poter più lavorare in molti casi. Conti on line, ordini di merci, acquisti, spedizione di documenti, comunicazione, informazione, ricerche scolastiche ecc. cos’è che non passa per la rete internet. Per questo se manca, fosse anche solo per qualche ora, i disagi non si contano. E quando succede tutti si sentono spaesati, per certi versi può valere il parallelo col fumatore in crisi di astinenza. Più verosimilmente, diventa difficile ciò che ormai si è abituati a fare in rete, davanti a un computer: quasi tutto.
E così, quando per tutta la giornata di ieri non ha funzionato l’Adsl a Montenero, in molti hanno imprecato all’indirizzo della Telecom Italia. Già dall’alba la connessione era assente: si apriva a fatica una pagina leggerissima come quella del motore di ricerca Google, poi non si andava avanti. Impensabile inviare un messaggio di posta elettronica, manco leggere quella in entrata a dire il vero. Inaudito provare a navigare sui normali siti internet, figurarsi avventurarsi in operazioni più complesse come operazioni bancarie o pagamenti di F24, aggiornamenti di cataloghi e via dicendo.
Ne consegue che nel loro piccolo gli utenti monteneresi hanno tempestato di telefonate il 187 e il 191, numeri di assistenza Telecom rispettivamente per i privati e per i possessori di partita Iva. Dopo vari controlli dell’operatore di turno, è arrivata sempre la stessa risposta: “Probabilmente è il suo computer”. Ma a quel punto più di qualcuno ha fatto notare che il problema era generale, in tutto il paese, che anche altri clienti gli avevano riferito del disservizio.
Ma tant’è, anche se si è capito che era un guasto alla fibra ottica che porta il segnale a Montenero, la connessione non è tornata per tutta la giornata. Si spera che per oggi le cose vadano meglio. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 febbraio 2012


Il consigliere comunale dipietrista ha presentato un'interrogazione al sindaco

Opere pubbliche: voglia di chiarezza

MONTENERO DI BISACCIA. Chiarezza sul Programma triennale delle opere pubbliche, non si ferma l’azione dell’Italia dei valori. Stavolta a dire la propria è il consigliere comunale di minoranza Antonio D’Aulerio, la cui interrogazione fa seguito a quella rivolta in sede regionale dal leader di partito Cristiano Di Pietro.
In particolare D’Aulerio ha chiesto al sindaco Nicola Travaglini delucidazioni su “impegni di bilancio, fondi, appalti e criteri di valutazione delle priorità e dei bisogni di Montenero di Bisaccia”. Il tutto facendo riferimento al Decreto legislativo 163/2006, che regolamenta la materia. Per questo l’esponente Idv vorrebbe saperne di più sulle “richieste di finanziamento inoltrate e ai bandi che il Comune di Montenero si è già aggiudicato per giustificare un finanziamento regionale che, nel triennio considerato, ammonterebbe complessivamente a 10.400.000 euro”. Ma anche conoscere “quale sia il bando di gara comunitario che il Comune di Montenero si è già aggiudicato così da ottenere i 2.000.000 di euro di fondi europei per la realizzazione di un teatro”.
Per Antonio D’Aulerio, infine, “sarebbe utile sapere se siano già state predisposte le procedure per l’indizione delle gare di affidamento dei lavori attraverso gli strumenti del project financing, della concessione di costruzione e gestione e del leasing in costruendo”. Questi ultimi sono gli strumenti di finanziamento di diversi progetti indicati nel Programma triennale quando a elargire i fondi non è un ente pubblico come Regione, Stato o Comunità europea. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 febbraio 2012

Nella foto Antonio D'Aulerio


La struttura ha fatto registrare il tutto esaurito solo con
le nevicate dei giorni scorsi, ma non si pagava

Il multipiano sempre più vuoto

E' così da quando le strisce sono diventate blu. Intanto il Comune vorrebbe costruirne un altro

MONTENERO DI BISACCIA. Il perché l’amministrazione comunale abbia in mente di costruirne un altro può essere un mistero. E già, se l’esistente è sempre vuoto a cosa può servire uno nuovo, che disterebbe solo qualche centinaio di metri? Chissà, ma almeno nei giorni in cui c’è stata la neve il parcheggio a due piani di via Frentana è stato frequentato. Non si pagava, vista l’eccezionalità dell’evento, così i suoi sessanta posti auto erano tutti occupati, come non si vedeva dall’inizio del 2011, ossia da quando l’amministrazione ha verniciato di blu le strisce.  Ma passata la bufera, liberate strade e parcheggi dalla neve, il multipiano è tornato ad essere a pagamento e quindi vuoto. E’ l’ennesima conferma: se devono pagare la sosta, i monteneresi preferiscono farlo all’aperto, lasciando la macchina possibilmente vicino al luogo di lavoro o dove devono fare la spesa.
Ne consegue che da un anno si assiste a un fenomeno curioso: il multipiano è vuoto, ma in giro non si trovano più parcheggi, né a pagamento né gratis. Va aggiunto che il tutto era per certi versi prevedibile, poiché già una precedente amministrazione ci aveva provato. Accadeva nel 2003, ma esattamente dopo un anno e tre mesi arrivava il dietro front dinanzi all’evidenza. Il multipiano così tornava gratis e ricominciò a riempirsi di automobili.
All’amministrazione del sindaco Nicola Travaglini manca ancora poco per eguagliare i tempi di sperimentazione dei predecessori. Realizzando che i monteneresi in proposito hanno le idee molto chiare, anch’egli toglierà le strisce blu dal multipiano? Non si sa, ma nel frattempo il Programma triennale delle opere pubbliche contempla una struttura molto simile, la cui ubicazione è stata individuata tra via Frentana e viale Europa. Tradotto: l’amministrazione comunale vorrebbe costruire un nuovo parcheggio a due piani duecento metri più sotto dell’attuale. Ammesso che la non poco costosa impresa riesca, chissà se almeno lì la sosta sarà gratuita e per questo qualcuno vi lascerà la propria macchina. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 febbraio 2012

Nella foto il parcheggio multipiano pieno durante la nevicata


Tredici gli interventi previsti dal Piano triennale delle opere pubbliche

Montenero, nuovo look per il centro

I progetti chiave della maggioranza: galleria civica e parcheggio multipiano

MONTENERO DI BISACCIA. Tredici, questo il numero di interventi che l’amministrazione comunale prevede di realizzare da qui a tre anni nel centro abitato. Continua l’analisi avviata qualche giorno fa del Programma delle opere pubbliche, da poco varato dalla giunta di Nicola Travaglini e che prevede una serie di progetti da avviare o completare, almeno nelle intenzioni, nel periodo 2012-2014. Nell’appuntamento odierno l’attenzione è focalizzata sulla parte del documento che riguarda l’abitato, dal centro alla periferia, ma non la marina di Montenero.
I vari interventi hanno costi che variano da poco più di centomila euro a massimo un milione, mentre i canali di finanziamento vanno dal leasing in costruendo all’ottenimento di fondi regionali. Di seguito i dettagli.
Riqualificazione edificio scuole Elementari. Si trova proprio in centro e, una volta spostate le attività scolastiche nel nuovo polo (ancora da costruire), dovrebbe diventare sede per associazioni varie, museo-galleria civica e servire per l’ampliamento degli uffici comunali. Un milione il costo complessivo, che dovrebbe essere ottenuto tramite “alienazione dell’immobile”. Se non si fosse capito, il Comune venderebbe il suo più grosso edificio.
Ristrutturazione ex biblioteca ed ex caserma dei Carabinieri. Il primo stabile è già usato da alcune associazioni, soprattutto a carattere musicale, l’altro sarà liberato a breve con il trasferimento dell’Arma nella nuova caserma.
Marciapiedi. Tre gli interventi previsti in questo senso: completamento in vari tratti della lunga via Argentieri, costruzione in via Gramsci e in viale Europa (accanto al parco).
Parcheggio multipiano. Sarebbe il secondo per Montenero dopo quello di via Frentana, rispetto al quale disterebbe circa duecento metri e quindi sarebbe ugualmente vicino al centro. I 500mila euro necessari dovrebbero arrivare grazie a fondi regionali.
Zona San Paolo. Nell’area circostante la seconda parrocchia di Montenero sono previsti diversi interventi, che spaziano dalla costruzione di nuovi parcheggi (di fronte alla chiesa) a una più generica riqualificazione: arredo urbano, giochi, verde pubblico, riparazioni ecc.
Completamento parco di viale Europa. Tra gli interventi previsti anche la ristrutturazione dell’arena, un rudere di cemento usato solo una volta e diventato sul nascere cattedrale nel deserto.
Video sorveglianza. Queste i punti dove saranno installate le telecamere: villa comunale, cimitero, chiesa, parcheggio coperto, scuola, metano collegato al magazzino comunale, zone di ingresso del paese. Costerà 300mila euro farsi spiare.
Ampliamento e riqualificazione impianti sportivi. La principale novità sarà un tendone all’interno del quale si potrà giocare a calcetto, tennis, basket ecc. anche d’inverno. L’area individuata per la posa si trova dietro il palazzetto dello sport.
Fin qui la lista dei progetti per il centro abitato. Nel prossimo appuntamento saranno invece analizzati quelli previsti dall’amministrazione comunale per la marina di Montenero.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 febbraio 2012

Sullo stesso tema:
I nuovi interventi: sette nuove opere pubbliche (16/02/2012)
 

Interrogato l'assessore Vitagliano

Programmazione: Cristiano Di Pietro vuole vederci chiaro

MONTENERO DI BISACCIA. Piano triennale delle opere pubbliche, Cristiano Di Pietro vuol vederci chiaro. Il consigliere regionale dell’Italia dei valori ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale, indirizzandola all’assessore al Bilancio e programmazione Gianfranco Vitagliano. Obiettivo: conoscere “se esistono richieste, progetti, bandi, studi, accordi di programma o intese tra l’assessorato competente interpellato e il Comune di Montenero di Bisaccia per l’erogazione di finanziamenti relativi all’anno 2012, all’anno 2013 e all’anno 2014”.
Di Pietro jr, infatti, spiega che nel Piano triennale approvato dalla giunta montenerese si richiamano fondi europei per 2 milioni di euro e regionali per 10.400.000. Da qui la richiesta di chiarimenti al titolare in Regione del Bilancio, poiché – secondo le disposizioni legislative – tali elenchi di opere pubbliche devono indicare la provenienza delle risorse, le quali devono essere già stanziate nei bilanci degli enti che le erogano a favore del Comune.

Il Quotidiano del Molise 22 febbraio 2012


"Che fine farà il poliambulatorio?"
Le domande a Iorio e Di Sandro

MONTENERO DI BISACCIA. Cristiano Di Pietro è preoccupato per la sorte del poliambulatorio nel suo paese e per questo ha presentato un’interrogazione al commissario alla Sanità Michele Iorio e all’assessore regionale al ramo Filoteo Di Sandro. “Il bacino di utenza della struttura sanitaria di Montenero racchiude anche i comuni limitrofi sprovvisti di centri di assistenza specialistica – ha scritto l’esponente dell’Italia dei valori - e il poliambulatorio è di per sé in una posizione estremamente strategica”. Per questo secondo Di Pietro jr è il caso di “fare chiarezza sulla vicenda e sapere quale sarà la sorte dei poliambulatori molisani: se ci sono centri interessati dai tagli e quali sono, se è prevista una loro riconversione, un potenziamento o sono destinati a soccombere tutti definitivamente”.
A corroborare la preoccupazione del consigliere regionale Idv alcune notizie contrastanti, come un comunicato del sindaco di Montenero Nicola Travaglini, che a dicembre parlava di tagli alla struttura, cui si contrappongono le parole ai microfoni di Telemolise del direttore di distretto Asrem Giovanni Giorgetta, il quale ha dichiarato che i servizi sono aumentati nel poliambulatorio. Ne consegue l’esigenza di “sapere con esattezza quali siano le prestazioni sanitarie che vengono ancora erogate presso la struttura sanitaria e quali siano state invece soppresse, dal momento che presso lo stesso poliambulatorio, nonostante le rassicuranti dichiarazioni rese a Telemolise da Giorgetta, da quattro mesi risulta sospeso il servizio di fisioterapia e non vengono più effettuate ecografie, né visite chirurgiche e fisiatriche”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 febbraio 2012


Il sindaco replica al collega di minoranza sul silenzio in merito all'assoluzione dell'ex giunta

"Borgia vuole fare il moralizzatore"

"La solidarietà si può esprimere anche in privato, senza apparire sui giornali"

MONTENERO DI BISACCIA. La presa di posizione di Borgia assomiglia “più a una voglia di apparire dettata da una prolungata astinenza di visibilità, che da una reale e seria esigenza solidaristica; il torpore di cui Borgia mi accusa, quindi, credo sia quello che lo stesso consigliere tende a negare a se stesso ogni mattina, quando probabilmente fa i conti con lo specchio di casa sua”. Arriva a stretto giro di posta la replica del sindaco Nicola Travaglini al proprio collega di minoranza. Questi in un articolo pubblicato su Il Quotidiano gli rinfacciava di non aver preso posizione, tanto meno espresso solidarietà, dopo l’assoluzione in Appello dell’ex primo cittadino e dell’intera giunta del periodo 2003-2007. I fatti riguardavano un presunto abuso d’ufficio, che in primo grado il Tribunale aveva ritenuto fondato, condannando l’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo a nove mesi e i quattro suoi assessori a sei. Il tutto ribaltato dalla Corte di appello a inizio mese, quando i cinque amministratori comunali sono stati ritenuti estranei a ogni accusa, poiché “il fatto non sussiste”. Nei giorni scorsi il consigliere di minoranza Michele Borgia ha voluto dire la sua, esprimendo solidarietà verso gli ex colleghi, ma al tempo stesso tacciando il sindaco Travaglini e la maggioranza di essere garantisti a senso unico. Questo non avendo detto nulla sulla vicenda, nonostante abbia qualche mese fa avuto ripercussioni anche sulle candidature alle provinciali.
“Non avevo dubbi circa l’assoluzione dei membri della ex giunta comunale – le parole del primo cittadino – quindi è chiaro che la conclusione positiva della vicenda non può che essere accolta con favore. La verità giudiziaria ha trovato naturalmente la sua strada, restituendo ai protagonisti di questa circostanza l’onore e la dignità del proprio operato. Ho condiviso una lunga esperienza politica, seppure con ruoli diversi, con il sindaco e la giunta che mi hanno preceduto; verso di loro ho sempre nutrito stima e rispetto - continua la replica di Travaglini -, che però non mi hanno impedito di esprimere il mio dissenso, a volte forte, nei confronti di scelte che reputavo politicamente sbagliate. La dimostrazione del rispetto politico verso l’ex maggioranza sta nei fatti: basti guardare alla condivisione degli obiettivi che ha portato alla composizione di una lista civica risultata vincente alle ultime elezioni comunali. Proprio quella lista è stata espressione di storie politiche differenti, ma che hanno trovato una sintesi concreta nella modalità di lavoro e di ricerca delle soluzioni ai veri problemi dei cittadini di Montenero”.
Fin qui ciò che dimostrerebbe la “vicinanza umana all’ex giunta comunale” del primo cittadino, il quale subito dopo carica le parole con la polvere da sparo. “Non capisco come mai il consigliere Michele Borgia tenda ad assumere le vesti di suggeritore di cosa dovrebbe dire, o non dire, il sindaco o la maggioranza – prosegue Travaglini -, ignorando forse che certe dimostrazioni di solidarietà possono essere fatte anche in privato, o in altre sedi, e con tempi che il sottoscritto è in grado di stabilire senza apparire per forza sulla stampa locale, o senza essere stimolato dal pungolatore di turno”.
In chiusura il sindaco ritiene che il consigliere di minoranza rilasci “dichiarazioni così palesemente demagogiche per il puro fine di strumentalizzare una vicenda come quella dell’assoluzione dei membri dell’ex giunta comunale”. Ne consegue, chiosa Travaglini, che “Borgia farebbe bene a svolgere serenamente il suo ruolo di opposizione consiliare, abbandonando il triste ruolo di moralizzatore di vecchio stampo”.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 febbraio 2012

Nella foto da sinistra il sindaco Nicola Travaglini e in piedi Michele Borgia

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Ex giunta assolta, parla Borgia (19/02/2012)
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“Nonostante quanto accaduto non si sentono prese di posizione”. Solidarietà ai colleghi

Ex Giunta assolta, parla Borgia

Il consigliere comunale di Montenero dopo la sentenza della Corte d’Appello

MONTENERO DI BISACCIA. “Nonostante quanto accaduto non si sente nessuna presa di posizione e tanto meno un qualsiasi messaggio di solidarietà verso chi ha operato, correttamente, per il bene della comunità”. E perciò si è di fronte a un “garantismo a senso unico”, usato alla bisogna solo per la propria parte politica.
Se la prende con l’amministrazione comunale e quindi con il centrodestra montenerese Michele Borgia, che dice la propria dopo la sentenza di assoluzione per l’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo e l’intera giunta. Il consigliere comunale di minoranza, già assessore provinciale, vuole però dapprima esprimere solidarietà per i suoi ex colleghi, con i quali è stato in maggioranza fino alla rottura dell’autunno 2009. In primo grado la condanna era stata a nove mesi per l’ex sindaco, a sei per i quattro assessori (Antonino D’Antonio, Maria Teresa De Santis, Mauro Natalini, Adriano Potalivo) in carica nel periodo in cui sarebbe stato assunto in modo illegittimo un collaboratore per il cimitero. Pene sospese, ma sulla coscienza, privata e politica, un macigno chiamato abuso d’ufficio. Finché alcuni giorni fa non è arrivata la sentenza della Corte di appello, che in secondo grado ha ribaltato il verdetto e assolti l’ex primo cittadino e la sua giunta. “Il fatto non sussiste”, questa la formula usata dai giudici e che scagiona completamente i cinque esponenti politici. Non rimediando, inevitabilmente, ai danni già causati dalla condanna in primo grado, a seguito della quale non mancarono secondo Borgia speculazioni politiche nell’agone locale.
“Corre l’obbligo di ricordare – sottolinea il consigliere – che la candidatura alle provinciali di D’Antonio fu accantonata perché dal centrodestra montenerese emersero contrarietà, trascurando però che l’allora maggioranza regionale, del suo stesso colore politico, era piena di indagati. Così come non si può sorvolare sul fatto che anche sul caso dei rimborsi gli esponenti locali di centrodestra, allora in minoranza, si dimostrarono tutt’altro che garantisti, speculando su quella vicenda che in seguito avrebbe visto D’Antonio estraneo a ogni addebito contestatogli”.
Secondo Michele Borgia, in definitiva, sarebbe stato quanto meno “cortese dal punto di vista istituzionale svegliarsi dal torpore, non quello invernale, e prendere posizione, soprattutto quando è in gioco la credibilità di un’istituzione come il Comune, indipendentemente dal colore politico delle persone coinvolte”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 febbraio 2012

Nella foto Michele Borgia

Sullo stesso tema:
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Il partito vendoliano interviene dopo l'assoluzione della giunta di Montenero per abusa d'ufficio

"Sel è fatto di persone per bene"

Bordate anche per gli attacchi che subì Natalini dopo la condanna in primo grado

MONTENERO DI BISACCIA. Un’assoluzione che “ristabilisce la verità sulla circostanza che il nostro è un partito di persone per bene e lo è sempre stato”. Arriva a distanza di qualche giorno dalla diffusione della notizia il comunicato di Sinistra ecologia e libertà, che prende le difese del suo esponente ed ex segretario Mauro Natalini. Questi, nella veste di assessore comunale a Montenero, era stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione con l’accusa di abuso d’ufficio per un’assunzione ritenuta irregolare. A fargli compagnia i colleghi di giunta del periodo 2003-2007: Antonino D’Antonio, Maria Teresa De Santis, Adriano Potalivo e l’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo (questi condannato a nove mesi).
Pochi giorni fa il verdetto di primo grado è stato capovolto dalla Corte di appello di Campobasso, che ha assolto l’intera ex giunta perché il fatto non sussiste. Una formula che, a giudizio di Sel Molise, è “la più ampia e liberatoria che il codice di procedura penale preveda”. Da qui la considerazione che i giudici “hanno ritenuto che non fosse ravvisabile, nella condotta degli amministratori, alcuna fattispecie di rilevanza penale”.
Nello specifico del proprio esponente, Sinistra e libertà sottolinea inoltre “che è del tutto chiara e palese la totale estraneità di Mauro Natalini ai fatti contestati e questo va detto pubblicamente, anche e soprattutto perché la vicenda penale ha avuto ripercussioni politiche di un certo peso, anche nella vita di un partito giovane e dinamico come Sel Molise”. Tant’è che l’ex assessore e consigliere regionale poco dopo la condanna si dimise dal ruolo di segretario regionale di partito.
“Non sono mancate le polemiche – è ricordato infatti nella nota -, in qualche caso anche del tutto strumentali, sull’operato del partito nel suo complesso che, consapevole dell’onestà del suo coordinatore regionale, lo ha sempre difeso”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 febbraio 2012

Nella foto Mauro Natalini

Sullo stesso tema:
Assolta l'ex giunta di Montenero (03/02/2012)


Il sindaco ha chiesto un incontro urgente con i dirigenti Asrem
per tutelare la struttura montenerese

"No ai tagli dei servizi al poliambulatorio"

MONTENERO DI BISACCIA. “Ritengo necessario ed urgente fare chiarezza sui servizi erogati dal poliambulatorio di Montenero di Bisaccia”. Così in un comunicato stampa il sindaco Nicola Travaglini, che annuncia di aver inviato una lettera ad Angelo Percopo e Giovanni Giorgetta, rispettivamente direttori generale e di distretto dell’Asrem. Nella missiva, protocollata ieri, il primo cittadino chiede un incontro urgente e congiunto con i due dirigenti dell’Azienda sanitaria regionale, al fine di discutere dei problemi che si stanno verificando nei servizi erogati dal poliambulatorio.
“La struttura sanitaria presente in paese – spiega Travaglini - si è sempre distinta per la qualità delle prestazioni fornite sia ai pazienti locali che a quelli provenienti dai paesi limitrofi e da fuori regione; per questo motivo credo si debba salvaguardare ad ogni costo l’operatività di un poliambulatorio che, in un momento difficile come questo, potrebbe subire un’ingiustificata diminuzione nell’offerta dei servizi stessi. Credo che la garanzia del mantenimento delle prestazioni erogate dal poliambulatorio di Montenero, oltre alla collocazione geografica strategica del presidio stesso, possa inoltre evitare la mobilità di utenti del Basso Molise verso la vicina regione Abruzzo ”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 febbraio 2012


"Borse di studio: a che punto siamo?"
D'Aulerio interroga il sindaco

MONTENERO DI BISACCIA. Un’interrogazione a risposta scritta per conoscere come e se saranno attribuite le borse di studio nel centro bassomolisano. L’autore è il consigliere comunale dell’Italia dei valori Antonio D’Aulerio, che ha indirizzato la missiva al sindaco Nicola Travaglini. L’esponente Idv prende spunto dalla legge 62 del 2000, che prevede l’erogazione di borse di studio alle famiglie degli alunni che versano in condizioni di svantaggio economico.
1.140.410 euro l’importo che per l’anno scorso il piano regionale prevedeva di ripartire fra i 136 comuni molisani; a Montenero spettavano 28521.86 euro, spiega D’Aulerio, con la seguente destinazione: 4.328,22 euro alla scuola primaria, rispettivamente 9.544,28 e 14.649,36 euro alle secondarie di 1° e 2° grado. Con apposita delibera, la Regione Molise ha deciso di avvalersi della collaborazione dei Comuni per stabilire i criteri di concessione dei contributi. Da qui la richiesta di chiarimenti che il consigliere di minoranza ha indirizzato al primo cittadino. In particolare D’Aulerio vuole conoscere se in municipio sono pervenute domande da parte dei cittadini, quali sono i criteri adottati dall’amministrazione per concedere i contributi ai singoli richiedenti e se esiste in proposito un regolamento. Nell’interrogazione si chiede inoltre se è stata redatta una graduatoria per permettere agli studenti in possesso dei requisiti di iscriversi e, infine, se esiste un elenco degli aventi diritto. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 febbraio 2012

Nella foto Antonio D'Aulerio


Ritrovate in via Argentieri due boccette del medicinale usato nei programmi di disintossicazione

Ancora metadone in centro

Qualche mese fa un episodio analogo, a pochi passi dallo stesso luogo

MONTENERO DI BISACCIA. Ancora confezioni esauste di metadone in centro, di nuovo nel primo tratto di via Argentieri, a pochi passi dal precedente ritrovamento dell’ottobre scorso. Però stavolta le bottigliette erano due, abbandonate su un mucchio di neve. Può darsi che siano state lasciate qualche giorno fa e siano venute alla luce quando il ghiaccio ha iniziato a sciogliersi.
Fatto sta che ancora una volta l’avvenimento desta inquietudine e ricorda che il problema tossicodipendenze a Montenero c’è. Già, perché il metadone lo usa chi è sotto controllo medico per uscire dal tunnel della droga. Sulla confezione c’è infatti scritto: “Analgesico, narcotico nei programmi di stati di tossicodipendenza da oppiacei”.
Dubbi pertanto non possono esserci, ha abbandonato le due confezioni chi ha a che fare con la droga. Ma se così è, perché abbandonare in pieno centro le confezioni di metadone? Come detto in apertura è già avvenuto nell’ottobre scorso. Allora una sola boccetta del medicinale fu scoperta, a cinquanta metri di distanza dal ritrovamento di qualche giorno fa. Ma oggi come allora qualcuno si disfece “pubblicamente” della sostanza che dovrebbe aiutarlo a uscire dalla dipendenza, quasi a voler ostentarne l’uso senza farsi scoprire.
Qualche anno fa Montenero fu soprannominata “toxicity”, prendendo spunto da una scritta più o meno goliardica su un muro e, soprattutto, da decine di arresti per spaccio. L’aspetto penale sembra ridimensionato oggigiorno. Quello del consumo forse no. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 febbraio 2012


Secondo appuntamento con l'analisi del Piano triennale appena approvato dalla giunta

Sette nuove opere pubbliche

Teatro, centro terapeutico al mare, polo scolastico: ecco le idee della squadra di Travaglini

MONTENERO DI BISACCIA. Sette nuove opere pubbliche, dalla scuola alla tomba, per costi che variano dai 110mila ai dieci milioni di euro. Nel Programma triennale è probabilmente quella dedicata ai nuovi interventi la parte più corposa, sia dal punto di vista economico sia sotto l’aspetto utopico-faraonico, secondo i pareri. Il documento è stato da poco approvato dalla giunta e, come anticipato su queste colonne, ecco il primo capitolo dell’analisi dei vari progetti che ha in mente l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Travaglini.
Il polo scolastico, come la giunta ha già fatto capire in maniera informale, dovrebbe essere uno dei progetti di punta. Il costo stimato è di 7 milioni di euro e dovrebbe inglobare in un solo edificio tutto a pianterreno le scuole Elementari e Medie. Dalla bozza del progetto si evince che avrà mensa, palestra, auditorium, ma non è indicato il luogo dove dovrebbe sorgere. Quasi certamente si tratterà della zona Bivio, cioè nei pressi della periferia, dove secondo sindaco e assessori sia gli alunni sia i genitori troveranno un ambiente più confortevole rispetto a quanto attualmente offerto dagli edifici situati in centro. Questi ultimi saranno destinati ad altri usi, qualora l’ambiziosa opera dovesse vedere la luce.
Passando avanti va notato come sia scarna, per non dire completamente assente, la descrizione alla voce palaghiaccio. Della struttura che dovrebbe sorgere presumibilmente alla marina si può conoscere solo il costo, stimato in un milione di euro. Dopo le polemiche scoppiate sul caso nei mesi scorsi la maggioranza ha forse deciso di accantonare il progetto?
Scorrendo ancora le pagine della relazione balza agli occhi l’opera più costosa: ben dieci milioni di euro per un centro residenziale-talassoterapico (cure con l’acqua del mare). L’ubicazione è accanto alla Statale 16, lato spiaggia, nei pressi dell’idrovora, in pratica un tratto di litorale non ancora sfruttato. Il progetto prevede un complesso di realizzazioni edilizie, servizi, viabilità, impianti e aree verdi; l’obiettivo è di sviluppare ulteriormente la zona costiera di Montenero. Rimane da capire dove trovare l’incredibile quantità di fondi, ma nel Palazzo sono fiduciosi: sarà sufficiente il sistema del leasing in costruendo. Chissà.
Scendendo di prezzo si arriva al teatro, che dovrebbe sorgere nei locali fino a qualche tempo fa usati dal consorzio agrario, accanto alla chiesa di san Paolo. La struttura, di cui al momento la cittadina è sprovvista, diverrebbe così un biglietto da visita per Montenero, mentre il costo stimato in 2 milioni di euro dovrebbe essere coperto con fondi europei.
Tornando in riva all’Adriatico troviamo il progetto per una pista ciclabile, che diverrebbe la seconda della marina. E’ individuata in contrada Marinelle, ossia a sud del fiume Trigno e quindi dove ora non c’è niente. Costerà seicentomila euro e sarà lunga 1,5 km. La speranza è che non si riveli un flop come quella costruita dai predecessori e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto collegare la costa con il centro abitato.
Infine le ultime due opere, riguardanti ampliamento del cimitero, con la già collaudata formula della costruzione-gestione privata, e la realizzazione di un’isola ecologica per il conferimento dei rifiuti in maniera differenziata. Fin qui le nuove idee che mette in campo la squadra del sindaco Travaglini, al comando del paese da quasi due anni. Rispetto al passato si evidenziano progetti inediti, ma anche piuttosto costosi e sulla cui realizzabilità potrebbe essere legittimo avere qualche dubbio. Chi vivrà vedrà. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 febbraio 2012

 


Oggi il primo di una serie di appuntamenti sul programma triennale varato dalla giunta

Piano opere pubbliche ai raggi x

Dalla marina al centro: strade, siti turistici e teatro. Ci riuscirà Travaglini?

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. In barba alle polemiche l’idea del palaghiaccio c’è ancora e ad essa ne affiancano altre, qualcuna anche faraonica, ma per vederne l’esito c’è tempo. Molto tempo. E’ stato appena varato dalla giunta comunale il Programma triennale delle opere pubbliche, documento nel quale sono elencati i principali interventi che l’amministrazione intende attuare entro il 2014.
Si va da lavori di manutenzione a nuove realizzazioni, di svariato genere ed entità, e con altrettanto diverse fonti di finanziamento: pubblico o privato, secondo i casi.
Oltre al citato palazzetto da dedicare al pattinaggio su ghiaccio, sul quale c’è però scritto pochissimo, richiamano l’attenzione progetti come polo scolastico, centro residenziale-talassoterapeutico (cure con l’acqua di mare), pista ciclabile e altro tratto di lungomare alla marina, teatro nella zona Bivio, altro parcheggio a due piani in via Frentana. E poi ancora riqualificazioni varie di edifici e piazze, ampliamento delle strutture sportive, oltre che ipotizzata crescita dei capannoni nella zona artigianale, una nuova strada per collegare quest’ultima alla Provinciale Mare-Collina e altro.
Il Programma triennale, in sintesi, abbraccia tutto l’esteso territorio comunale di Montenero, ma potrebbe incaricarsi la storia di placare l’entusiasmo di chi, solo sulla scorta della pomposità del documento, pensasse a una rivoluzione economico-infrastrutturale da qui a un paio d’anni. Basti pensare che un’opera come la Mare-Collina è stata sistematicamente indicata nel piano triennale per tutti gli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Adesso per fortuna non c’è scritto più niente in proposito, anche perché non sarà mai terminata e finalmente in quel del Palazzo di città devono averlo capito.
Tuttavia per la prima volta da alcuni anni a questa parte si sente parlare di opere nuove. Esaurita dal predecessore l’onda lunga della variante generale al Piano regolatore, il sindaco Nicola Travaglini e i suoi assessori si sono inventati nuove idee. Sarà compito dei posteri certificarne a tempo debito utilità, realizzabilità e lungimiranza, mentre nei prossimi giorni saranno approfonditi su queste pagine i progetti più importanti contenuti nel Programma triennale.

Il Quotidiano del Molise 15 febbraio 2012


Visitati dai ladri due locali durante la notte tra domenica e lunedì.
Uno è già stato derubato dieci giorni fa

Nuovo raid di furti nei bar di Montenero

Magro il bottino, ci sarebbero già dei sospetti, due tossicodipendenti della zona

MONTENERO DI BISACCIA. Il ladro torna sempre sul luogo del furto? Parrebbe di sì, specie se si tratta di dilettanti in cerca di pochi spiccioli, disposti a rischiare in pieno centro cittadino perché animati da forte motivazione: comprarsi una dose di droga. Ancora furti nei bar in centro a Montenero. E’ avvenuto la notte di ieri l’altro, quando due esercizi sono stati visitati da ignoti: uno in piazza della Libertà, l’altro in via Argentieri. In questo ultimo locale i furfanti erano già stati una decina di giorni fa e, da una sommaria analisi del modus operandi, parrebbe trattarsi delle stesse persone.
Stavolta hanno dovuto faticare un po’ di più per divellere il cancello posto a protezione della porta di ingresso, ma ci sono riusciti lo stesso. Armati presumibilmente di un piede di porco, hanno fatto saltare le prime due cerniere dal basso del manufatto di ferro, per poi allargarlo e farvi passare sotto una persona. In sintesi: chi è entrato nel bar di via Argentieri doveva essere molto magro. Analizzando cosa è accaduto dentro si capisce che la visita è stata fatta dagli stessi dell’altra volta. Infatti i ladri non hanno rovistato nei cassetti, come successo dieci giorni fa, ma si sono diretti soltanto verso il registratore di cassa, svuotato degli spiccioli per ridare il resto, e verso i videogame, appena rimessi dopo il precedente furto. Bottino magro anche stavolta: sì e no poco più di cento euro.
Entrare nell’altro bar, quello ancora più centrale di piazza della Libertà, è stato anche più facile. Dopo aver forzato la porta con il solito piede di porco, o leva per casse che dir si voglia, sono entrati dentro e anche qui hanno svuotato il registratore di cassa degli spiccioli lasciati dal titolare per dare il resto ai clienti. Cento, duecento euro, non di più il bottino.
I ladri hanno agito presumibilmente tra le 2.30 di notte e le 6.00 di mattina: questo l’orario durante il quale è rimasto chiuso il bar in piazza, mentre l’altro osservava il giorno di riposo settimanale. In paese intanto circolano i nomi di alcuni sospetti, anche se i Carabinieri mantengono il più stretto riserbo sulle indagini che stanno conducendo. Tutto da verificare, i baristi si augurano presto, ma parrebbe trattarsi di due giovani della zona, notoriamente avvezzi all’uso di stupefacenti. E d’altronde la crisi di astinenza può giustificare l’avventatezza di certi furti, dove si agisce in pieno centro, con connessi rischi di essere scoperti, per qualche centinaio di euro, cioè meno del danno fatto per entrare.
Qualche risposta potrebbe arrivare dalla telecamera di sorveglianza di un negozio situato accanto al bar in piazza. Se i ladri sono passati davanti ai dispositivi di ripresa, i loro volti potrebbero essere impressi nelle registrazioni fatte durante la notte di ieri l’altro.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 14 febbraio 2012

Nelle foto la cassa e i videogame dopo la visita dei ladri


Neve: quiete prima della tempesta

Arriva anche un altro pericolo: la caduta di calcinacci da balconi e cornicioni

MONTENERO DI BISACCIA. Una battuta di arresto che però sa tanto di quiete prima della tempesta. Ieri per la prima volta dopo una settimana di freddo continuo si è sciolta un po’ di neve, addirittura si è visto il sole, ma le previsioni non lasciano tirare nessun sospiro di sollievo. Anche per questo il sindaco Nicola Travaglini ha emesso un’ordinanza, l’ennesima, che prolunga la chiusura di tutte le scuole fino a domani. Difatti il ritorno dei fiocchi e del freddo polare è atteso per oggi, già da stamattina stando al bollettino meteo.
Il sindaco, con altra ordinanza, ha inoltre disposto che i distributori di carburante presenti sul territorio comunale accantonino una ragionevole scorta di gasolio e benzina da destinare ai mezzi di soccorso impiegati dalle amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali, per fronteggiare l’emergenza neve in atto e fino al superamento della medesima. Nei giorni scorsi le autocisterne non sono arrivate in paese e qualche distributore è rimasto a secco. L’emergenza parrebbe tuttavia essere rientrata proprio ieri, quando le migliori condizioni meteorologiche hanno permesso di riempire i serbatoi di benzina e gasolio dei gestori monteneresi.
E l’emergenza neve pare portarsi appresso un altro problema inatteso: la caduta di calcinacci da cornicioni e balconi. La causa è il ghiaccio, che dilatandosi negli interstizi cementizi fa distaccare pezzi di intonaco, con conseguente pericolo per i passanti. I cittadini più disciplinati transennano l’area davanti casa propria non appena se ne accorgono, poi penseranno a riparare le crepe. Resta il problema per le abitazioni dove non vi risiede nessuno, specie in centro dove gli edifici sono più vecchi. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 febbraio 2012

Nella foto un balcone dal quale il ghiaccio ha fatto staccare una vasta parte di intonaco


L'appalto è stato assegnato a una ditta da mesi, ma non si vedono ancora i lavori

Montebello, a quando il restauro?

Il consigliere regionale Cristiano Di Pietro (Idv) lo ha chiesto all'assessore Chieffo

MONTENERO DI BISACCIA. Che fine ha fatto il restauro della torre di Montebello? O meglio, quand’è che inizierà? Lo ha chiesto attraverso una lettera il consigliere regionale Cristiano Di Pietro, che si rivolto all’assessore regionale alle Infrastrutture Antonio Chieffo. Per conoscenza il documento è stato inoltrato anche al sindaco di Montenero Nicola Travaglini e l’auspicio è che si arrivi a un tavolo di concertazione con il Provveditorato alle opere pubbliche di Molise e Campania, ente attuatore. Obiettivo, si legge nella nota diramata dall’Italia dei valori, “verificare lo stato dei lavori di restauro della torre di Montebello”.
E già, perché l’appalto è stato affidato a una ditta campana già da mesi, ma nessun operaio si vede in loco e “la struttura versa ancora in condizione di estremo degrado” scrive il consigliere Idv. Da qui, è sottolineato nella nota, l’intento di riportare all’attenzione delle istituzioni coinvolte la questione. Anche perché Cristiano Di Pietro “da anni segue le vicende del bene artistico e storico di Montebello”. La prima volta accadde infatti nel 2007, quando suo padre Antonio era ministro alle Infrastrutture nel governo Prodi. Fu allora che il titolare dei Beni culturali Francesco Rutelli finanziò con 750mila euro il recupero della fortificazione cinquecentesca. Inutile dire che avvenne su esortazione di Antonio Di Pietro. Seguirono varie vicissitudini, a partire dalla non semplice restituzione della torre al Comune da parte dell’Arsiam (Agenzia per lo sviluppo agricolo), sollecitata dallo stesso Di Pietro senior al presidente della Regione Michele Iorio.
Poi, anche se nel comunicato Idv non c’è scritto, tutto si arenò e parve che quel finanziamento avesse ormai preso altre destinazioni. Finché la pratica non fu riaperta dal sindaco di Montenero Travaglini e dal presidente della Regione Iorio. La versione degli interessati è che ciò fu possibile con il ritorno al governo nazionale di Silvio Berlusconi, poiché i predecessori di centrosinistra, e quindi anche l’Italia dei valori, stavano per far perdere il finanziamento destinato alla torre di Montebello.
Resta da capire, come si chiede anche il consigliere Idv Cristiano Di Pietro, perché oggi ancora non inizino i lavori per riparare la pericolante torre di Montebello. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 febbraio 2012

Nella foto la torre di Montebello

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E il sindaco Travaglini incassa consensi per il piano neve: sgomberati anche i mucchi dal centro

L’allerta è alta, le scuole restano chiuse

Lo comunicano dal Comune con apposita ordinanza. L’emergenza non è finita

MONTENERO DI BISACCIA. Un’ordinanza sindacale al giorno toglie la scuola di torno: anche oggi niente lezioni a causa dell’emergenza neve. Resta un mistero il perché non si dica che per tutta la settimana gli edifici rimarranno chiusi, d’altronde le previsioni meteo da giorni prevedono l’arrivo - di nuovo - di neve, freddo e vento gelido. Ma tant’è, dal Palazzo di città si preferisce disporre giorno per giorno la chiusura delle scuole. E così è arrivata l’ennesima ordinanza che fa rimanere a casa alunni, docenti e personale degli istituti di ogni grado, statali e privati, dalla Materna alle Superiori, presenti sul territorio comunale. Naturalmente c’è scritto “salvo proroghe”, che puntualmente arriveranno. Forse ha fatto meglio San Salvo, che ha chiuso direttamente le scuole fino a sabato.
Sul fronte della pulizia delle strade, viceversa, l’amministrazione comunale incassa successi e consensi mai visti. In barba all’immancabile leitmotiv “nevica, amministrazione incapace”, la squadra del sindaco Nicola Travaglini sembra aver messo il bavaglio a tutti i detrattori. Circolazione mai interrotta, puntualità nel passaggio di spazzaneve e spargisale, pulizia manuale di vicoli e centro: fattori che già nei giorni scorsi avevano dimostrato un’efficienza ben sopra la media per un centro costiero, dove nevica notoriamente poco. Ieri è arrivato persino il trasporto dei mucchi di neve, caricati su un camion e scaricati in periferia. Cose che si vedono solo nei paesi di montagna, dove nevica parecchio ed è indispensabile farlo per non ritrovarsi in pieno centro cumuli che impiegano anche un mese per sciogliersi. Travaglini eguaglia così il record osservato nel 2005, quando contrariamente al solito piazza della Libertà fu sgomberata dai mucchi di neve. Rispetto ad allora sono però diverse le differenze da registrare. Prima di tutto sette anni fa c’erano le elezioni comunali in vista e perciò non fu difficile individuare nell’operazione un tentativo di far bella figura con gli elettori e irretirne il consenso. In secondo luogo, quella nevicata fu sì copiosa, ma durò soltanto qualche giorno, non dieci (se tutto andrà bene) come quella di quest’anno. Ergo, Travaglini è il sindaco che nella storia recente pare aver meglio affrontato l’emergenza neve. E non un’emergenza qualunque, ma la più critica degli ultimi trenta anni. Nemmeno l’Italia dei valori, sempre pronta a farsi sentire e che pure lo ha fatto l’anno scorso, ha fiatato stavolta. Rimane da verificare quanto abbia speso il Comune, magari sarà questo l’argomento su cui i dipietristi troveranno un appiglio per polemizzare.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 febbraio 2012

Nella foto una fase dello sgombero dei mucchi di neve dal centro di Montenero di Bisaccia

 


Continua l’emergenza neve: non si ricordava un’ondata
di maltempo simile da 30 anni. Ripristinato il transito dei pedoni

Montenero, rimossi i cumuli di neve dal tetto del Palazzo Luciani

MONTENERO DI BISACCIA. Oltre alle scuole anche gli uffici pubblici restano chiusi. E’ la numero sette l’apposita ordinanza del sindaco Nicola Travaglini, che ha recepito quanto disposto dalla Prefettura. Così anche a Montenero rimarranno chiusi per tutta la giornata di oggi (oltre che ieri) tutti gli uffici pubblici, fatta eccezione per i servizi essenziali atti a garantire le emergenze. Pertanto lavoreranno solo il settore tecnico-manutentivo, all’opera per spalare la neve e garantire il funzionamento dei vari servizi, e la Polizia municipale.
L’eccezionale ondata di freddo e neve intanto continua e porta con sé inevitabili disagi. Il centro bassomolisano tuttavia finora ha retto, sia sul fronte istituzionale sia per quello che compete al singolo cittadino. La circolazione non è stata mai realmente interrotta, con i mezzi spalaneve e spargisale in azione dal primo mattino ogni giorno. Meglio di così si era visto solo nel 2005, ma c’erano le elezioni di lì a qualche mese e fare bella figura, costasse quel che costasse, era d’obbligo.
Ieri, dopo alcuni giorni di attesa, sono stati svuotati anche i cassonetti dell’immondizia e sono stati rimossi i cumuli di neve ormai in procinto di cadere dal tetto del Palazzo Luciani. In pieno centro, infatti, era stato transennato tutto il marciapiede circostante lo storico edificio, poiché da un momento all’altro potevano cadere blocchi di neve o stalattiti di ghiaccio che pendevano dalla gronda. Nel frattempo si attende che finisca l’ondata di freddo e neve più lunga da trenta anni a questa parte. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 febbraio 2012

Nelle foto la rimozione dei cumuli di neve e dei stalattiti dal Palazzo Luciani, il cartello che indicava il pericolo per i pedoni


La Corte di Appello ha ribaltato la sentenza di condanna per abuso d'ufficio emessa in primo grado

Assolta l’ex giunta di Montenero

I giudici scagionano D'Ascenzo e gli assessori del periodo 2003-2007

MONTENERO DI BISACCIA. Assolti perché il fatto non sussiste, ossia la giunta D’Ascenzo non si è macchiata di abuso d’ufficio. Questo il verdetto emesso ieri dalla Corte di Appello di Campobasso, che ha ribaltato la sentenza formulata in primo grado dal Tribunale di Larino. In quella sede, nel marzo 2011, erano condannati l’ex primo cittadino e la sua giunta comunale rispettivamente a nove e sei mesi. Tirano perciò un sospiro di sollievo Giuseppe D’Ascenzo e gli ex assessori Adriano Potalivo, Maria Teresa De Santis, Antonino D’Antonio e Mauro Natalini.
Come per il processo di primo grado, sono stati assistiti dall’avvocato Antonio Guida.
A scatenare il caso e la denuncia erano state le presunte irregolarità, negli anni dal 2003 al 2007, nel rapporto di lavoro per la gestione del cimitero quando era assente il custode regolarmente assunto dal Comune. Si trattava di poche giornate di lavoro l’anno, retribuite con 52 euro ciascuna negli ultimi tempi, per importi che superavano di poco i quattromila euro l’anno. A denunciare era stato un cittadino, di cui in primo grado il Tribunale di Larino accoglieva le istanze, comminando condanne che nonostante non abbiano aperto per nessuno le porte del carcere (pene sospese), scatenavano non poche conseguenze politiche. Se da un lato l’ex sindaco D’Ascenzo e la De Santis si erano già allontanati dalla politica, e pertanto era macchiata solo la loro memoria, non poteva dirsi lo stesso per gli altri tre. Mauro Natalini era ancora consigliere regionale e segretario in Molise per Sinistra ecologia e libertà, incarico quest’ultimo che dovette lasciare proprio a seguito della condanna, la quale gli fu rinfacciata a destra e a manca per mesi e mesi. Adriano Potalivo era (ed è) l’unico dei cinque a sedere ancora in Consiglio comunale: quei sei mesi gli arrivavano tra capo e collo quando era in amministrazione ininterrottamente da ventuno anni. Antonino D’Antonio, invece, sperava ancora di rientrare nella politica attiva candidandosi alle elezioni provinciali, che si sarebbero tenute due mesi dopo. Non poté farlo.
L’assoluzione della Corte d’Appello mette perciò una pietra tombale, salvo ricorso in Cassazione, su una vicenda che fece discutere non poco a Montenero come in tutta la regione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 febbraio 2012

Nella foto l'ex sindaco Giuseppe D'Ascenzo


Rubati centinaia di euro, un pc, svaligiate le slot machine

Raid di furti a Montenero

I malviventi si sono introdotti in diverse attività commerciali

MONTENERO DI BISACCIA. Hanno agito in piena notte e in pieno centro, ma il modus operandi non fa pensare a professionisti, bensì a ladri improvvisati. Forse a caccia di un po’ di liquidi per pagarsi qualche dose di droga. E’ finito nel mirino di ignoti malviventi il primo tratto di via Argentieri la notte di ieri l’altro. Sono stati tre gli esercizi visitati, ma solo in uno i furfanti hanno potuto vantare un bottino, se così si può chiamare un furto di qualche centinaio di euro. E già, perché per entrare nel bar hanno dovuto scassinare col piede di porco prima un cancello, poi la porta del locale. Una volta dentro hanno rotto i tre videopoker, estraendo le cassette e rubando tutti gli spiccioli, per poi svuotare anche la cassa (anch’essa conteneva solo le monete per ridare il resto). Tanto trambusto per nemmeno cinquecento euro.
Sparito anche un computer portatile e c’è un altro aspetto che fa pensare a dei balordi in preda ai fumi di chissà quale sostanza invece che a professionisti. Infatti prima di entrare nel bar scassinando l’ingresso principale, hanno divelto una minuscola finestra larga 35 centimetri. A parte il fatto che non si sono accorti che apparteneva a un vicino studio professionale e non al bar, sarebbe interessante scoprire come abbiano pensato di superare un passaggio così stretto.
Come detto, non solo il locale di intrattenimento è stato visitato dai furfanti. Sempre col piede di porco hanno aperto la porta di un vicino ufficio di assicurazioni, al cui interno hanno rovistato senza però trovare nulla, dal momento che in attività del genere solo un folle lascerebbe l’incasso. Infine, sempre a pochi metri di distanza, i ladri hanno rotto il vetro di una cartolibreria e sono entrati all’interno. Hanno rovistato nei cassetti senza trovare neanche un centesimo, chissà se si sono accorti, o ricordato qualora siano del posto, che il negozio è chiuso da almeno tre anni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 febbraio 2012

Nella foto i videopoker scassinati


Bando per la raccolta rifiuti

D'Aulerio a Travaglini: "Perché pagare un tecnico esterno?"

MONTENERO DI BISACCIA. Perché affidare a un tecnico esterno un incarico che potrebbe tranquillamente svolgere un già remunerato dipendente comunale? Questo il succo dell’ultima interrogazione a risposta scritta del consigliere di minoranza Antonio D’Aulerio. L’esponente dell’Italia dei valori prende spunto dalla delibera di giunta del 25 gennaio, con cui l’amministrazione comunale incarica un esterno della redazione dello studio di fattibilità sulla raccolta differenziata dei rifiuti secondo il modulo porta a porta.
Tutto ciò, si legge nella nota dell’Idv, “costerà ai monteneresi 2.300 euro in più”. Per questo D’Aulerio ha posto al sindaco i seguenti interrogativi: “Quali sono i termini entro cui occorre acquisire lo studio di fattibilità in questione? E le difficoltà nel rispettare tali termini sono da imputare a un'insufficienza dell'organico dell'Ufficio tecnico? E in caso affermativo, di che natura?”.
A giudizio del consigliere di minoranza affidare l’incarico a un dipendente comunale non solo significherebbe il risparmio di una somma che “potrebbe essere destinata a servizi sicuramente più utili”, ma si tradurrebbe anche nella creazione di “valore aggiunto attraverso la responsabilizzazione e la valorizzazione del capitale umano in dotazione all’ente comunale”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 febbraio 2012


La giunta ha incaricato il tecnico di studiare anche l'eventualità della differenziata porta a porta

Rifiuti: nuovo appalto in arrivo

Quattro anni fa polemiche a non finire sul tema,
poi la real politik mise a tacere anche gli spiriti più bollenti

MONTENERO DI BISACCIA. Se cambierà qualcosa è presto per dirlo, ma di certo a luglio ci sarà un nuovo contratto nella raccolta dei rifiuti. E’ con la delibera di giunta numero 240 che si affida l’incarico a un tecnico comunale per redigere l’apposita gara di appalto. In sintesi alla fine di giugno scadrà il contratto stipulato quattro anni fa con una ditta privata, alla quale erano affidati i servizi di raccolta rifiuti (solidi e riciclabili), pulizia strade, lavaggio e disinfestazione dei cassonetti. Da qui la necessità di procedere a un nuovo bando pubblico, per il quale l’esecutivo comunale ha specificato una direttiva che non passa inosservata: studio di fattibilità sulla raccolta differenziata porta a porta.
In pratica anche a Montenero potrebbero arrivare i cassonetti piccoli e di vari colori che ognuno dovrà tenere in casa e riempire ciascuno con un tipo di rifiuto. Nei giorni prefissati i netturbini ritireranno (solo) plastica, carta, rifiuti organici ecc. Un sistema già adottato in alcuni centri confinanti e, sarà peccato pensar male, da allora anche nelle campagne di Montenero non è raro notare buste di immondizia gettate nelle cunette a bordo strada. Non è difficile ipotizzare, con percentuale di approssimazione vicina al cento per cento, il perché di tale comportamento: c’è chi non si è adeguato alla raccolta porta a porta e pertanto mescola tutti i rifiuti come faceva di solito; non potendo poi gettare le buste nei cassonetti, che non ci sono più, butta tutto altrove, possibilmente nei territori di altri paesi in modo da non destare alcun sospetto.
Se anche i monteneresi prenderanno questa pessima abitudine si vedrà, nel frattempo c’è da osservare come andrà il bando che sarà emesso prima della fine di giugno. La precedente gara di appalto, quella del 2008, scatenò un vespaio di polemiche. L’allora minoranza si scagliò subito contro la maggioranza e la ditta gestrice del servizio. Bagarre a non finire nelle assise civiche e sui media regionali già da settembre, ossia solo due mesi dopo l’insediamento della nuova impresa. Addirittura a fine anno fu necessario convocare un Consiglio comunale sul tema, al termine del quale maggioranza e minoranza rimasero su tesi opposte: per la prima era tutto grossomodo nella norma, per la controparte non funzionava niente, sia nella raccolta ordinaria sia in quella differenziata dei rifiuti.
Tutto questo per un anno e qualche mese, perché dal 2009 cambiò qualcosa. Eccome. Quando la maggioranza di centrosinistra entrò in crisi, per poi arrivare divisa in tre tronconi alle successive elezioni comunali, ci fu una parte che si alleò con l’allora minoranza. In parole povere, chi contestava la gestione dei rifiuti si ritrovò in breve a vincere le elezioni e ad amministrare con chi aveva concepito e affidato quell’appalto. E così, come due persone in lite che di colpo si ritrovano i rispettivi figli fidanzati tra loro, improvvisamente le polemiche cessarono e da quel momento, anche se nessuno lo ammette apertamente, si aspetta la fine dell’appalto per rifarne uno meno foriero di lamentele. Se andrà così, lo si vedrà a partire dal prossimo luglio. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 febbraio 2012

 



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