In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI SETTEMBRE 2011
 

Il governatore ha partecipato alla presentazione di Domenico Porfido

Regionali, Iorio incontra Montenero

"Frattura mi giurò il giorno prima che non si sarebbe candidato alle primarie"

MONTENERO DI BISACCIA. Esprimere un voto utile per mandare in Consiglio regionale chi sappia rappresentare tutto il Basso Molise, al fianco di un presidente che vincerà ancora avendo dimostrato di saper lavorare bene. Questo il tenore dell’incontro che si è tenuto ieri sera nella sala polivalente, presso la quale il candidato alle regionali dell’Udc Domenico Porfido si è presentato agli elettori.
A fargli compagnia esponenti politici locali e regionali, come il sindaco Nicola Travaglini, il senatore Ulisse Di Giacomo e il presidente della Regione uscente, nonché ricandidato, Michele Iorio. A fare gli onori di casa è stato invece Teresio Di Pietro, che è un po’ l’anima dell’Unione di centro, partito del quale è stato anche segretario regionale.
Nel corso dei vari interventi è stata sottolineata l’importanza di dare “un voto utile”, perché si possa “avere un consigliere comunale (Porfido n.d.r.) in Consiglio regionale” le parole del sindaco Travaglini. Il primo cittadino ha poi duramente criticato “chi si mette in piazza ostentando forza economica con i vostri soldi” e che non dimostra attaccamento al territorio, tant’è “che è assente da tre Consigli comunali”. Chiaro il riferimento a Cristiano Di Pietro, anch’egli in corsa per le regionali, ma senza menzionarlo direttamente.
La parola è poi passata a Domenico Porfido, che ha riassunto i punti principali sui quali intende impegnarsi se sarà eletto. Snellimento delle procedure amministrative, ma soprattutto essere rappresentante di tutto il Basso Molise, le cui potenzialità faranno diventare questo territorio negli anni a venire il volano dello sviluppo di tutta la regione. Anche il recente acquisto dell’Udc ha indirizzato bordate agli avversari di centrosinistra, chiedendosi come “si può dare fiducia a chi ritiene che questa regione non ha ragione di esistere”. Da qui l’auspicio che anche il Molise possa fare la sua parte per uscire dalla crisi e addirittura riuscirci prima di altre più blasonate regioni.
In chiusura l’intervento del presidente Michele Iorio, che ha alternato l’elenco di quanto fatto a critiche piuttosto veementi all’indirizzo degli avversari politici. In particolare ce l’aveva con Antonio Di Pietro e il diretto antagonista per la presidenza Paolo Di Laura Frattura. Al primo ha ricordato l’intesa di quando era ministro alle Infrastrutture, quando non lo paragonava ancora a “Totò Riina”. Dell’aspirante governatore, invece, ha ricordato un episodio avvenuto alla vigilia delle primarie per il centrosinistra, quando Frattura era nel suo studio a giurargli che mai si sarebbe candidato nello schieramento avversario. Invece “l’indomani lo vedo candidato col centrosinistra” il commento di Iorio, che ha chiesto al pubblico se “una persona che si comporta così può governare una regione difficile come la nostra”.
Il presidente ha poi riassunto i dieci anni passati alla guida del Molise, iniziati con disastri come il terremoto e l’alluvione. Poi però ci sono stati anche i tanti finanziamenti ottenuti, la fiducia accordata da altri amministratori al punto da affidargli la guida dell’Euro Regione Adriatica. Infine la stabilità politica dimostrata in questi anni dal centrodestra, coalizione che “ha discusso, ma che non ha mai litigato”. A differenza di quella avversaria, che ha perso tutte le elezioni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 settembre 2011

Nella foto da sinistra Ulisse Di Giacomo, Teresio Di Pietro, Michele Iorio, Domenico Porfido, Nicola Travaglini

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Prima riunione dopo la pausa estiva, approvati i punti all'odg

Consiglio comunale, ok al bilancio e all'ampliamento della zona artigianale

MONTENERO DI BISACCIA. Passano il bilancio e l’ampliamento della zona artigianale, mentre per le interrogazioni ancora un nulla di fatto, poiché assente lo stesso autore. Si è tenuto la sera di ieri l’altro il primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva. Presenti tredici consiglieri su diciassette, sono stati approvati tutti gli otto punti all’ordine del giorno.
Prima della discussione, però, sono state annunciate alcune variazioni in seno ai gruppi consiliari. In particolare Domenico Porfido è passato dal Pdl all’Udc, partito col quale è candidato alle regionali, mentre Adriano Potalivo ha lasciato Montenero in Comune per creare un nuovo gruppo, denominato Montenero libera.
Iniziata la riunione, a illustrare gli argomenti di bilancio è stato il consigliere delegato Donato Benedetto. Si è resa necessaria una variazione allo strumento finanziario, poiché ci sono circa 170mila euro di maggiori entrate. Soldi in parte già spesi, in parte destinati a opere pubbliche. In fase di voto nella minoranza Potalivo si è astenuto, mentre Michele Borgia e Giuseppe Chiappini hanno votato contro.  Quest’ultimo poco dopo si è lanciato in uno dei suoi tipici interventi fiume, allorché si parlava di ampliamento della zona artigianale. Secondo l’esponente di minoranza anche per quest’area produttiva andrebbero ridotti gli oneri di urbanizzazione, così come è stato deciso per la zona commerciale. Il sindaco Nicola Travaglini ha replicato che tra le due aree c’era una disparità enorme, laddove quella destinata ai negozi aveva oneri concessori ingiustamente uguali a quelli delle aree residenziali. Da qui, secondo il primo cittadino, la decisione di diminuirli, mentre per la zona artigianale le cifre a carico degli investitori erano già basse. Nonostante ciò, Chiappini ha continuato a reiterare la propria richiesta, fino a far intervenire il presidente del Consiglio Domenico Porfido. Qualche richiamo all’ordine con voce alta, finché finalmente non si è arrivati all’approvazione, avvenuta con voto unanime.
In chiusura era in programma la risposta del sindaco alle interrogazioni presentate dal consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro. Due erano già state rinviate nella seduta di fine luglio, poiché assente l’interrogante, e riguardavano le attese per le radiografie al poliambulatorio e l’assenza della guardia medica alla marina di Montenero. L’altra interrogazione, proprio di questi giorni, verteva sulla mancata corresponsione degli stipendi agli operai della ditta che gestisce la raccolta rifiuti. A causa dell’assenza anche l’altro ieri di Di Pietro jr, ancora una volta è slittato tutto. Travaglini avrebbe voluto ugualmente dare una risposta, ma i consiglieri di opposizione presenti gli hanno ricordato che era stata chiesta una risposta scritta, inutile quindi parlarne in assenza dell’interessato. Il sindaco ha però ugualmente annunciato ciò che è notizia di questi giorni: gli stipendi ai netturbini saranno pagati dal Comune, come previsto dal regolamento dell’appalto, in caso di ditta inadempiente. Per le altre interrogazioni, viceversa, bisognerà aspettare il ritorno in Consiglio di Cristiano Di Pietro, attualmente impegnato nella campagna elettorale per farsi eleggere in Regione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 settembre 2011

 

 

La decisione è stata presa ieri l'altro, durante un incontro tra le parti

I netturbini verranno pagati

E' stato stilato un accordo tra il Comune, i sindacati e l'azienda

MONTENERO DI BISACCIA. Possono tirare un sospiro di sollievo gli operai della Si.Eco spa. E’ stato infatti siglato nella tarda mattinata di ieri l’altro, nel municipio, l’accordo che garantisce il regolare pagamento degli stipendi ai dipendenti della ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti. Alla tavola rotonda hanno partecipato il sindaco Nicola Travaglini, l’assessore all’Ambiente Giuseppe Murazzo, il segretario comunale Rosanna Panella, il responsabile del settore tecnico comunale Giuseppe Morrone e il responsabile del personale della Si.Eco Luciano Vasienti. I sindacati erano rappresentati da diversi responsabili della Cisl-Fisascat: Ernesto Magnifico, Guido Pilla e Davide Camplone. Hanno inoltre assistito all’incontro tutti i lavoratori dell’azienda, al fine di garantire la massima trasparenza, è sottolineato nel comunicato stampa diramato dall’amministrazione.
“Dalla riunione – si legge nella nota - è emerso che i ritardi nei pagamenti sono dovuti alla crisi congiunturale che, oltre alla Si.Eco, ha colpito numerose aziende nazionali. Per tale ragione il Comune di Montenero, constatata la momentanea difficoltà finanziaria della società addetta alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, al fine di conciliare la vertenza, si è impegnato comunque a effettuare i pagamenti delle fatture pervenute, mentre la ditta Si.Eco spa ha assunto l’impegno, a sua volta, di pagare agli operai gli stipendi di agosto entro dieci giorni”.
Qualora l’azienda dovesse continuare a ritardare i pagamenti, continua il comunicato, “il Comune si sostituirà a essa nei pagamenti ai lavoratori, in applicazione dell’art. 23 del contratto d’appalto, trattenendo le relative somme pari a quelle indicate in busta paga”. Lo stesso accadrà nel caso che anche le mensilità successive a quella di agosto dovessero subire dei ritardi: sarà sempre il Comune a garantire la riscossione dello stipendio agli operai. Il sindaco Travaglini “ha inoltre chiesto alla società di rispettare gli accordi contrattuali anche per ciò che concerne la fornitura dei dispositivi di protezione individuale e il controllo dei mezzi”.
Questo l’ultimo capitolo di una polemica che nei giorni scorsi ha tenuto banco sui media regionali. A intervenire sul tema, infatti, era il consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro, che in un’interrogazione chiedeva all’amministrazione comunale di controllare la veridicità della notizia, per poi intervenire al fine di garantire che gli operai riscuotessero lo stipendio, oltre a lavorare in sicurezza. Da qui la verve piccata del sindaco Nicola Travaglini nel commento che conclude il comunicato stampa. “L’accordo siglato nella mattinata di ieri – le parole del primo cittadino – chiude una fase difficoltosa che si era venuta a creare tra società e dipendenti. Abbiamo dimostrato ancora una volta, a chi ha tentato di strumentalizzare questa vicenda, che solo lavorando seriamente e sedendosi attorno ad un tavolo si possono trovare soluzioni che vanno a soddisfare tutte le parti in campo. Sono particolarmente contento del patto sottoscritto da tutti gli intervenuti, perché esso contribuisce concretamente a dare più tranquillità ai lavoratori, evitando nel contempo la possibile esasperazione di una fase conflittuale che non avrebbe arrecato nulla di positivo a questa vicenda. Il Comune, in ogni caso, vigilerà affinché gli accordi vengano rispettati, con buona pace delle cassandre di turno in cerca di visibilità elettorale”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 settembre 2011


 

Dura replica del sindaco Travaglini a Cristiano Di Pietro dopo l’interrogazione sulla Si.Eco

‘Propaganda sulla pelle della gente’

Una questione che si trascina da tempo e che vede invertirsi le parti con gli anni

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “C’era da aspettarselo: con la regolarità di un metronomo e con una sospetta prolificità in occasione della campagna elettorale, Cristiano Di Pietro ha servito anche questa settimana una sua interrogazione in pasto ai media regionali”. E se l’uno è un metronomo, l’altro replica col suono tagliente del violino, strumento che tra l’altro suona davvero sin da giovanissimo. Il sindaco Nicola Travaglini interviene attraverso un comunicato stampa dopo l’interrogazione presentata da Di Pietro jr sulla situazione dei dipendenti della Si.Eco, ditta gestrice della raccolta rifiuti. Tema del contendere, verificare la notizia secondo la quale i lavoratori sono senza stipendio da un po’.
“Innanzitutto informo del fatto che stiamo incontrando costantemente i sindacati per trovare una soluzione a questo caso – spiega il primo cittadino -, e che gli stessi hanno riconosciuto da sempre a questa amministrazione una grande disponibilità nell’affrontare questo tipo di vicende”. Travaglini prosegue annunciando che la mattina del 26 settembre è in programma un incontro con le parti, a seguito del quale si spera di risolvere la questione. In ogni caso, chiarisce il sindaco, “se dovessero verificarsi situazioni tali da pregiudicare ulteriormente il giusto salario a chi lavora onestamente, sarà il Comune di Montenero a provvedere allo stipendio, come da capitolato”.
Fin qui la parte tecnico-amministrativa, poi arriva quella più politicamente piccante. “Mi chiedo come mai Cristiano Di Pietro si sia accorto solo oggi di tali vicende” la domanda che si pone Travaglini. “Non è, per caso, che lo stesso Di Pietro stia sfruttando argomenti che riguardano determinate fasce sociali a scopo di bieca propaganda elettorale?”. L’esponente dell’Italia dei valori, nonché figlio del leader nazionale Antonio, è infatti candidato alle imminenti elezioni regionali. A giudizio del sindaco il consigliere di minoranza avrebbe potuto chiedere, al pari del suoi colleghi, informazioni direttamente in Comune, anziché “sparare sui giornali” un’interrogazione.
In chiusura Travaglini afferma che questa vicenda dimostra come l’esponente dipietrista “giochi con troppa facilità sulla pelle della povera gente, pensando di poter acquisire visibilità e assurgere a salvatore della patria all’ultimo momento, non sapendo che in questo Comune ci sono amministratori e dipendenti che lavorano ogni giorno per la soluzione di piccole e grandi questioni”.
Polemiche elettorali a parte, la questione dei rifiuti a Montenero si trascina già da qualche anno. Le prime scaramucce in Consiglio comunale si videro già qualche mese dopo l’insediamento della ditta vincitrice dell’appalto (estate 2008). All’epoca a protestare erano i consiglieri di opposizione, che oggi sono in maggioranza, compreso il sindaco Travaglini, chiedendo a gran voce la rescissione del contratto. Oggi a chiedere la stessa cosa è chi milita nel partito che tre anni fa, quand’era ancora in maggioranza, approvava quell’appalto. Misteri della politica.

Il Quotidiano del Molise 25 settembre 2011

Sullo stesso tema:
Operatori ecologici senza stipendio, Di Pietro jr interroga (24/09/2011)
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Il consigliere scrive al sindaco per avere approfondimenti sulla questione

Opertori ecologici senza stipendio

Di Pietro jr interroga il primo cittadino

MONTENERO DI BISACCIA. Un’interrogazione a risposta scritta per sapere dal sindaco se è vero che i dipendenti della Si.Eco sono senza stipendio, straordinari e ritenute Irpef. Questa in sintesi l’ultima iniziativa in ambito comunale del consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro, che in una nota dà notizia dell’ennesima polemica scoppiata con la raccolta dei rifiuti.
Prendendo spunto da un articolo uscito su una testata locale, l’esponente dell’Italia dei valori chiede perciò a Nicola Travaglini e all’assessore all’Ambiente di verificare se quanto scritto corrisponde al vero. Anche perché, a giudizio di Di Pietro jr, l’inosservanza delle norme contrattuali potrebbe avere anche un ulteriore effetto negativo, come la mancata manutenzione dei mezzi, con relativa diminuzione dell’efficienza e conseguente peggioramento del servizio, come “già lamentato da numerosi cittadini”.
Scopo dell’interrogazione è pertanto di conoscere quali iniziative sindaco e giunta intenderanno porre in essere, sempre che corrisponda al vero la notizia secondo cui i netturbini sono senza stipendio.  Cristiano Di Pietro, si legge infine nella nota, “ha anche chiesto se non sia il caso di interessare, l’Inps in relazione al rispetto degli obblighi previdenziali e contributivi e, infine, poiché i precedenti incontri tra l’amministrazione comunale, la società affidataria del servizio e i lavoratori non sembrano aver dato luogo alla soluzione delle problematiche denunciate, se sussista la possibilità di risolvere il contratto con l’azienda affidataria, oltre a quella di un eventuale risarcimento dei danni patiti dall’ente”.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 settembre 2011


 

I dipietristi hanno aggirato il divieto di installare un gazebo usando un negozio in piazza

L'Idv raccoglie lo stesso le firme

La festa patronale di san Matteo è stata così "politicizzata"

MONTENERO DI BISACCIA. Non mi fai mettere il gazebo davanti al monumento, in mezzo al pubblico durante la festa patronale? E io raccolgo lo stesso le firme per il referendum in piazza, te lo faccio davanti al muso, non puoi dirmi niente e ci metto pure un bel furgone con la mia faccia per farmi propaganda elettorale. Così impari!
E intanto Montenero si è dovuta sorbire l’ennesimo tentativo, non si sa quanto riuscito, di politicizzazione di una festa. Stavolta addirittura quella del patrono san Matteo. E già, perché dopo il diniego di issare un gazebo in centro per la raccolta firme, l’Italia dei valori ha avuto l’idea di piazzare il banchetto in un negozio del centro. Anziché di fronte al palco, come avrebbe voluto, affianco. Locale privato, l’amministrazione per fortuna non può metterci mano, la gente può firmare lo stesso. Di più, davanti al negozio è rimasto parcheggiato per tutto il tempo un furgone appena addobbato con slogan e foto di Cristiano Di Pietro in formato gigante. Beh, è vero che c’è da raccogliere le firme, ma se uno approfitta per farsi propaganda essendo candidato alle regionali, che male c’è? Anche perché parliamo sempre del figlio del leader nazionale di partito, il più famoso Antonio. E così, oltre al furgone sono comparse anche due minuscole Smart, anch’esse riempite di effigi e slogan dipietristi, anzi cristiano-dipietristi.
L’ufficio della Polizia municipale ha spiegato nei giorni scorsi perché ha rifiutato l’autorizzazione al banchetto dell’Idv. Gli spazi disponibili erano terminati, mentre per la richiesta originaria, davanti al monumento e cioè a dieci metri dal palco, neanche a parlarne. Ne è nata una furiosa polemica, fino all’epilogo della sera di ieri l’altro, quando l’Italia dei valori con un escamotage ha aggirato l’ostacolo. E politicizzato la festa patronale come mai era accaduto. I monteneresi che c’entrano? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 settembre 2011

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Intanto Di Pietro jr incassa la solidarietà di Sinistra ecologia e libertà

MONTENERO DI BISACCIA. “Una nota di solidarietà a Cristiano Di Pietro, oggetto in questi giorni di duri attacchi, non solo sul piano politico ma soprattutto su quello umano e personale, a seguito della sua candidatura alle imminenti elezioni regionali”. Così in un comunicato Sinistra ecologia e libertà, firmato dal portavoce locale del partito Marcello Di Stefano e dal consigliere regionale Mauro Natalini.
A giudizio degli esponenti vendoliani, Di Pietro jr è “nella maggioranza dei casi identificato esclusivamente come il figlio del leader nazionale dell’Italia dei valori. Una valutazione parziale, tuttavia, poiché “chi segue la politica locale sa bene che arriva da una classica, comune a molti, gavetta fatta sui banchi dei Consigli comunali e provinciali”. Ne consegue, secondo Di Stefano e Natalini, che gli attacchi a lui diretti sono “infondati e inopportuni”. E’ infatti da giorni che il caso tiene banco sui media anche nazionali, dove si taccia Antonio Di Pietro di familismo, favorendo la carriera politica del figlio. Invece secondo Sel “chiunque ha il diritto di impegnarsi nei confronti della collettività e di proporre la propria candidatura al giudizio degli elettori”, indipendentemente “dal fatto di possedere un cognome di rilievo”.
Sarebbe stata infatti “cosa molto diversa la presenza di Cristiano Di Pietro nel listino maggioritario del centrosinistra o, peggio ancora, la sua nomina a capo di enti regionali o sub-regionali”. Questo perché in casi del genere avrebbe ricoperto “ruoli lontani e non derivanti dal consenso popolare”.
In chiusura gli esponenti di Sinistra e libertà auspicano che “uniti e coesi si possa raggiungere una buona affermazione, sufficiente a sconfiggere i veri avversari: Iorio e il centrodestra”.
La nota di Sel, ma soprattutto di Natalini, arriva dopo diversi anni di gelo tra lui e l’Italia dei valori, e pertanto anche con il figlio del leader nazionale Antonio Di Pietro. Ancor prima della crisi amministrativa del 2009, che ha portato i due a sostenere liste avversarie, non sono mancati accesi battibecchi di ogni genere. Oggi Di Pietro jr incassa la solidarietà dell’ex “nemico”, a conferma che la politica è l’arte dell’impossibile. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 settembre 2011


 

Il dubbio: senza l'ala protettrice di papà sarebbe stata la stessa cosa?

Di Pietro jr, politico per ambizione

Nel partito è diventato il capo indiscusso, ma sono andati via tutti

MONTENERO DI BISACCIA. Da quella prima intervista di Gian Antonio Stella ne è passata di acqua. La celebre firma del Corriere, non ancora autore del best seller “La casta”, trovò il suo numero dopo un faticoso giro di telefonate. Era la fine di marzo 2005, alla vigilia delle comunali, uscì un articolo che più canzonatorio di così non poteva essere, tutto a base di ventricina e vino cotto. Il celebre giornalista, però, tra le righe lasciava trasparire che Cristiano Di Pietro, figlio del leader nazionale Idv Antonio, sfruttava il blasone di famiglia per farsi eleggere.
Oggi che è in corsa per una molto più retribuita poltrona regionale, dopo aver ricoperto anche una provinciale per cinque anni, il caso è finito su tutti i media nazionali. Molto più di allora, anche perché non sono mancati mal di pancia nel partito, soprattutto a Termoli, con una presa di distanza pubblica di iscritti ed eletti Idv.
Ma com’è maturata negli anni la carriera politica di Di Pietro jr nel partito di papà? Davvero ha cominciato dal basso come suo padre sottolinea in video per difenderlo? In medio stat virtus, direbbero i latini, locuzione che probabilmente non piacerà fino in fondo agli interessati, almeno in questo caso che li riguarda direttamente. E’ vero che Cristiano ha cominciato facendo il consigliere comunale, generando già in quel 2005 qualche perplessità nel partito che faticosamente stava rientrando nella maggioranza in Comune. Ma è altrettanto vero che già un anno dopo fece capire che gli stava stretta quella carica, candidandosi alle provinciali della primavera 2006. E siccome il posto nel collegio di Montenero era già stato promesso a Michele Borgia, si candidò nella circoscrizione di Palata. Qui fu suo padre in persona a sponsorizzarlo alla fine di aprile 2006, invitando a votarlo “non per il nome, ma per quello che fa”. Un mese dopo arrivava il primo salto di qualità: diventava consigliere provinciale. Merito anche di papà che allora era ministro alle Infrastrutture? Chissà, ma certo nessuno poteva dimostrare che scientificamente era così che stavano le cose.
Nell’autunno dello stesso anno, secondo indiscrezioni, pare che avrebbe voluto già candidarsi anche alle regionali, ma la mossa di bruciare ancor più le tappe non gli riuscì. E nel frattempo c’era da lavorare ai fianchi chi nel partito minava la sua scalata ai vertici. Cosa che gli riuscì esattamente un anno dopo: nell’autunno 2007 finalmente uscì di scena dall’Idv quell’Antonino D’Antonio che mai aveva sopportato e al suo posto diventò presidente Simona Contucci. La quale tuttora ricopre la carica di dirigente del locale circolo. E quattro anni, in termini dipietristi, equivalgono a un’era, dal momento che in quel partito nessuno resiste più di qualche stagione.
O meglio, uno che resiste c’è, ed è proprio Cristiano Di Pietro. Il quale si è candidato anche alle elezioni comunali del 2010, quelle del post crisi amministrativa e del cambio di colore al municipio di Montenero. In quota Idv, seppur sotto le spoglie di lista civica, furono eletti lui e Michele Borgia. Questi poco dopo, manco a dirlo, lasciò il partito e così oggi c’è solo Cristiano a rappresentare i colori del partito di famiglia in Consiglio comunale.
Nel frattempo più nessuno, ormai da tempo, osa mettere in discussione la sua leadership, né a Montenero né in tutta la regione. Anche quel Giuseppe Astore che gli aveva negato la candidatura alle regionali cinque anni fa non è più nel partito. Lo stesso dicasi per tutti quelli che negli anni vi sono transitati, compresi i consiglieri regionali eletti la volta scorsa. Fa niente che nel 2006 in Consiglio comunale a Montenero l’Idv aveva cinque membri, in maggioranza, e che oggi ci sia solo lui, in minoranza. Almeno più nessuno mette in dubbio il suo verbo e la sua candidatura. Ma resta la domanda che aleggia sin dal suo arrivo nell’agone politico: se non fosse stato il figlio di Antonio Di Pietro le cose per lui sarebbero andate allo stesso modo?
Una domanda che probabilmente non potrà mai avere una risposta definitiva. Una domanda che infastidirà per sempre padre e figlio, i quali non potranno però mai pretendere che il resto dell’Italia smetta di porsela. R.d’A.

... e Tonino sceglie il video per rispondere agli attacchi

TERMOLI. Sceglie la formula del video Antonio Di Pietro per rispondere ai fuoriusciti dal suo partito all’indomani della candidatura alle regionali del figlio Cristiano. Un filmato di nove minuti e mezzo, lungo i quali il leader dell’Italia dei valori spiega anche perché non è stato candidato nel proporzionale Vincenzo Greco, ossia il nome sul quale c’è stata la divisione con i militanti e i consiglieri comunali della città adriatica.“Fino a ieri mattina mi sono battuto affinché il notaio Greco venisse messo nel listino del presidente”, le parole di Tonino, che sottolinea come l’ex sindaco di Termoli sia anche per lui un ottimo candidato. Di Pietro sostiene inoltre che l’Idv ha candidato in ogni parte di territorio uno che lo rappresenti, da qui la scelta di Antonio D’Ambrosio per Termoli e di suo figlio Cristiano per Montenero.
Riguardo al suo primogenito l’ex pm ha sottolineato che non è stato candidato “perché è figlio di papà”, tant’è che “non si è risvegliato e si è ritrovato” in lista,”ma è uno che dieci anni fa, quando abbiamo fatto l’Italia dei valori, si è rimboccato le maniche e insieme a me ed a migliaia di persone ha contribuito a fare l’Idv”. Di più: “Per mia espressa disposizione non è andato a fare il figlio di papà o il trota di turno con un’elezione sicura in Parlamento o in qualche listino regionale o in qualche assessorato; ha dovuto fare, perché io gliel’ho chiesto formalmente, tutta la trafila”. Tant’è, continua Di Pietro senior, che “la sua prima candidatura è stata quella a consigliere comunale (…), poi dopo cinque anni (veramente dopo solo un anno n.d.r.) si è candidato al Consiglio provinciale (…), adesso si candida alle regionali per andare a fare il consigliere se i cittadini gli daranno l’autorizzazione”. In sintesi, il Tonino-pensiero: “Non so se vi è chiaro, Consiglio comunale, provinciale e regionale, sempre candidature dove lui deve chiedere la preferenza sul suo nome, non sul mio”. Da qui la convinzione che anche suo figlio Cristiano sia “trattato come tutti gli altri”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 settembre 2011

Nella foto Cristiano e Antonio Di Pietro.

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Di Pietro jr favorito dalla genealogia, ma avrà abbastanza voti nel suo paese?

Regionali:  a Montenero sarà battaglia tra cinque aspiranti consiglieri

MONTENERO DI BISACCIA. Da sette a quattro, o cinque se si considera il candidato del listino maggioritario con La destra. Quasi il cinquanta per cento in meno di candidati alle regionali rispetto a cinque anni fa, una sola la certezza (in termini politici si intende): Cristiano Di Pietro sarà consigliere regionale, gli altri non si sa.
E già, la candidatura del primogenito di Antonio è finita su tutti i media nazionali, spesso assimilata a quella del leghista Renzo Bossi, figlio del leader di partito Umberto. Insomma, qualcuno che prenderà i voti, ci mancherebbe, ma guai a pensare che parta da una posizione privilegiata in quanto figlio del capo carismatico di un partito. Ma tant’è, per Di Pietro junior la sfida è prendere voti nel suo paese, Montenero di Bisaccia, quello in cui tornava sempre da ragazzino, figlio dell’allora pm di Mani pulite, e nel quale è venuto ad abitare da grande, formando la sua nuova famiglia. Per il candidato dell’Italia dei valori potrebbero bastare i voti presi cinque anni fa alle regionali, ossia 891? Ne prenderà di più dopo essere diventato in questi anni il capo indiscusso del partito? Chissà, intanto c’è chi dice che sia stato suo padre in persona a chiedere che non vi fossero altri candidati nel centrosinistra montenerese. Rimane infatti un mistero, sempre in termini politici, il perché Giuseppe Chiappini non sia sceso in campo.
Così a fare concorrenza al pargolo della famiglia Di Pietro, almeno a sinistra, sarà solo Mauro Natalini, candidato con Sinistra e libertà. Per il consigliere regionale uscente, eletto cinque anni fa perché il candidato alla presidenza Roberto Ruta si dimise, l’arduo obiettivo di riconfermarsi.
Passando al centrodestra, il candidato unico sarebbe Domenico Porfido, stavolta ai nastri di partenza con l’Unione di centro. Il condizionale è d’obbligo, perché a insidiare i suoi consensi c’è sempre Stefano Sabatini* (Molise civile), che rivendica le sue origini monteneresi: ha preso voti in altre occasioni nel centro bassomolisano, li prenderà anche stavolta, si presume.
Vi sono poi i due candidati de La destra: Gabriele Assogna nel proporzionale, Giuseppe D’Angelo nel maggioritario col candidato alla presidenza Giovancarmine Mancini. Per il primo è il battesimo del voto, il secondo invece si è presentato più volte agli elettori, sia alle comunali sia in elezioni per il rinnovo di enti superiori.
Come detto, nel 2006 furono invece in sette a presentarsi agli elettori per le regionali. Uno solo era nel centrodestra, gli altri tutti nel centrosinistra. E proprio nello schieramento progressista si assistette a uno scontro fratricida, con accuse di ogni genere urlate anche in pubblico. Fu il primo avviso che nella coalizione allora saldamente a capo del Comune di Montenero qualcosa non andava. Gli effetti si videro in seguito, col patatrac rimediato alle comunali 2010, oltre che con la magra figura delle provinciali di quest’anno.
Invece stavolta, per gli avversari del centrodestra, oggi al potere in municipio, il difficile compito di eleggere un proprio consigliere regionale. Se ci riuscissero sarebbe per loro la prima volta, poiché nel 2000 e 2001 Porfido è stato eletto nelle file dell’Idv, che in questa occasione deve necessariamente eleggere Cristiano Di Pietro. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 settembre 2011

* l'articolo è stato scritto prima che la lista Molise civile fosse esclusa per vizi nella presentazione delle firme. Il caso non è ancora chiuso del tutto.


La coppia rientrava a San Salvo dopo una giornata in campagna

Scontro con Apecar, muoiono due anziani
Coinvolto anche un giovane di Montenero

SAN SALVO. E’ di due morti il bilancio dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio lungo la vecchia provinciale che collega San Salvo con la Statale 16 e che costeggia la Trignina. A perdere la vita due coniugi residenti a San Salvo: Augusto Trovarelli, 84 anni, e Maria Fabrizio, 77enne.
Il fatto è avvenuto intorno alle 16.30, quando gli anziani stavano tornando a casa dopo essere stati nel podere di proprietà, in contrada Pepe. Stavano uscendo a bordo del loro tre ruote da una via di campagna per immettersi sulla strada principale, quando è avvenuto l’impatto con una Fiat Bravo che stava sopraggiungendo. Alla guida dell’auto S. C., giovane operaio di Montenero di Bisaccia. Dopo l’incidente entrambi i mezzi sono finiti fuori strada, lungo la cunetta, ma mentre il giovane alla guida della Bravo è uscito quasi illeso, non c’è stato niente da fare per gli anziani coniugi. Non sono serviti a nulla i soccorsi, giunti sul posto anche con un’eliambulanza.
S. C. è stato trasportato in ospedale per gli accertamenti di rito e pare che accusasse dei dolori alle gambe, ma non dovrebbe trattarsi di nulla di grave. Il giovane era sotto choc dopo l’urto e, secondo alcune testimonianze, avrebbe riferito di aver tentato in tutti i modi di evitare l’urto, suonando il clacson e lampeggiando con i fari. L’apecar, nonostante ciò, avrebbe continuato ad attraversare la strada fino al tragico impatto. La dinamica è comunque al vaglio della Polizia stradale.
La strada su cui si è verificato l’incidente da tempo è divenuta secondaria, con condizioni di asfalto a dir poco pietose, oggi utilizzata soprattutto dai rispettivi proprietari per raggiungere i terreni. Non è tuttavia disdegnata da chi la preferisce alla più trafficata Statale Trignina, che le scorre proprio accanto, per raggiungere la SS 16 o il mare. Percorrendola ci sono diversi incroci con viuzze di campagna, uscendo da una delle quali hanno trovato la morte moglie e marito di San Salvo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 settembre 2011


 

La denuncia di una lettrice sul rudere di un catamarano

Rifiuti e degrado alla foce del Trigno

MARINA DI MONTENERO. I fiumi e le foci sono normalmente luoghi molto suggestivi, forse i più affascinanti che un territorio possa offrire. A cavallo, a piedi o in bicicletta, poco importa il mezzo di trasporto, spostarsi lungo il Trigno fino a quando confluisce nel mare Adriatico e poi continuare la passeggiata lungo la spiaggia selvaggia in direzione sud può essere un’interessante escursione. Purché non si incappi in rifiuti di ogni genere e, addirittura, in un catamarano abbandonato.
La denuncia arriva da una lettrice, che fa notare lo stato di degrado che regna su alcuni punti della costa molisana e montenerese. E così, mentre gli ambientalisti pensano a far politica fuori tempo massimo continuando a prendersela con il muro del porto turistico, a pochi metri di distanza si possono ammirare frigoriferi, mensole di cucina, pneumatici di automobili. Spazzatura di ogni genere in angoli remoti, dove protetti da folti arbusti è possibile abbandonare rifiuti ingombranti senza essere visti.
Arrivando alla foce la storia non cambia, fa sapere la lettrice incappata in una passeggiata trasformatasi in reportage del degrado costiero. Ma il colmo è raggiunto vicino all’idrovora, che è quell’unica costruzione bianca sul litorale sud della marina di Montenero. Un bel catamarano è incastrato fra gli scogli, lungo un tratto di spiaggia che è così da sempre, senza turismo e nient’altro, per la gioia dei sostenitori più radicali della teoria “al mare di Montenero non si deve toccare nulla”. Proprio così, non si deve toccare nulla, così nessuno va neanche a pulire ruderi di vetroresina spiaccicati sugli scogli dalla forza del mare.
Nel frattempo gli ambientalisti continuano a pensare al muro del porto, che non è removibile, a differenza del catamarano abbandonato. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 settembre 2011

Nella foto il rudere del catamarano abbandonato


 

Travaglini risponde all’Idv: “Non c’era spazio”

MONTENERO DI BISACCIA. “Ancora una volta l’Italia dei valori ha preso a pretesto un atto proveniente da un ufficio di questo Comune per strumentalizzarlo politicamente”. Non si fa attendere la replica piccata del sindaco Nicola Travaglini all’accusa di non aver concesso l’autorizzazione al gazebo per la raccolta firme. Di più, il primo cittadino si toglie qualche sassolino dalla scarpa, naturalmente rivolgendosi alla presidente di Circolo Idv Simona Contucci ed a Cristiano Di Pietro.
Nella nota diramata dal Palazzo di città sono spiegati punto per punto i motivi per i quali non è stato possibile autorizzare il gazebo nella giornata del 21 settembre, ossia durante la festa patronale di san Matteo apostolo. Travaglini precisa intanto che il diniego non è dipeso da lui, ma dalla Polizia municipale, deputata a questioni del genere. Ed è proprio dal Comando dei vigili che sono arrivati i chiarimenti, in base ai quali risulterebbe “un’oggettiva impossibilità a concedere ulteriori spazi in piazza della Libertà” nella giornata richiesta. Le motivazioni, in tre punti, sono state trascritte dal sindaco integralmente nel comunicato e sono riassumibili nella maniera che segue.
L’Idv ha chiesto per il gazebo lo spazio antistante al monumento ai caduti, che si trova proprio di fronte alla zona in cui è montato il palco per lo spettacolo serale. In pratica nel mezzo del passeggio e nel cuore del pubblico. Altresì, secondo la Polizia municipale, sono sature tutte le aree destinate al commercio ambulante, essendo già stati assegnati i posteggi agli esercenti, che hanno presentato domanda già “all’inizio dell’anno”. In sintesi, anche cambiando locazione e rinunciando al fin troppo allettante spazio davanti al monumento, non ci sarebbe stato un altro posto dove montare il tendone per raccogliere le firme contro la legge elettorale e per l’abolizione delle Province. Infine la processione, che durante il tragitto, al ritorno, sarebbe passata proprio dove i dipietristi avrebbero voluto allestire il gazebo.
“L’impulso a inondare le redazioni dei quotidiani locali di notizie pretestuose ed infarcite di argomentazioni che mirerebbero a gettare ombre sulla legalità e sulla democraticità di questa amministrazione – il commento di Travaglini -, risulta evidentemente vano”. In chiusura, poi, il primo cittadino riprende un suo cruccio vecchio di qualche mese, che all’epoca non uscì sui media solo perché si era già in silenzio elettorale. “Farebbe bene invece la Contucci a tenere a freno l’impeto di Cristiano Di Pietro nel corso dell’imminente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale – l’affondo del sindaco -, al fine di non ripetere l’errore delle scorse elezioni provinciali, quando lo stesso Di Pietro fu costretto dalla Polizia municipale di Montenero a staccare, di proprio pugno, i manifesti dell’Italia dei valori affissi nottetempo (la sera prima dell’apertura delle urne) probabilmente con la finalità di coprire i volti degli altri candidati. Se questa è democrazia e legalità ...”.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 settembre 2011

Sullo stesso tema:
Gazebo negato all'Idv per il nuovo referendum abrogativo (16/09/2011)

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Dal comitato si levano le polemiche

Gazebo negato all'Idv per il nuovo referendum abrogativo

MONTENERO DI BISACCIA. Dopo essere stata presente alle feste di tutto il Basso Molise, l’Italia dei valori si vede negato il permesso proprio nel paese di origine del leader nazionale Antonio Di Pietro. In una nota il Circolo Idv di Montenero critica duramente il diniego, da parte del sindaco Nicola Travaglini, di allestire un gazebo per la raccolta firme anche in occasione della festa patronale di san Matteo apostolo, in programma per il 21 settembre.
Finisce così in polemica con l’amministrazione comunale, tanto per cambiare, la campagna dipietrista volta a raccogliere sottoscrizioni contro la legge elettorale (chiamata anche Porcellum) e per abolire le Province. “Siamo consapevoli del fatto che i festeggiamenti implichino una serie di stravolgimenti e problematiche per quel che riguarda la circolazione – il commento della presidente di Circolo Simona Contucci -, ma non ci spieghiamo come mai, durante la nostra campagna referendaria, sia stato possibile presidiare le piazze di numerosi comuni in occasione di sagre e manifestazioni con palchi, bancarelle e concerti, mentre a Montenero sembra non si riesca quasi mai a trovare soluzioni possibili per le nostre richieste”.
E già, nel paese suo e di papà Antonio, Cristiano Di Pietro non potrà registrare il video da pubblicare su Youtube, funzionale alla campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali che lo vedono candidato di punta dell’Italia dei valori, come ha fatto in altri centri, sempre in occasione di affollate feste.
Dal canto suo, il sindaco Travaglini potrebbe ancora ricordare il boccone amaro che dovette trangugiare nell’agosto 2010, quando Di Pietro senior, previo annuncio a tappeto a tutti i media, diventò il primo attore, ripreso da tutte le telecamere, alla festa dell’associazione Pro Loco. Da qui, vien di pensare, il timore che l’Idv possa politicizzare la festa del patrono cittadino. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 settembre 2011

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Sarà tenuto dal maestro Santoro

Corso di tamburi e musica popolare del Meridione

MONTENERO DI BISACCIA. Il tamburello e la tammorra: un laboratorio di tamburi a cornice dell’Italia Meridionale. Questo il succo dell’iniziativa che coinvolgerà il centro bassomolisano dalla metà di ottobre. Un corso che sarà tenuto dal maestro Walter Santoro e la cui presentazione, gratuita, è in programma per il prossimo 1 ottobre alle 17.30 nella sala polivalente.
Qui gli interessati potranno conoscere i dettagli delle lezioni, che si terranno ogni venerdì, dalle 19.00 alle 20.30, presso le sedi di Montenero di Bisaccia e di Termoli. Saltarello, tarantelle del Gargano, calabrese, lucane, siciliane, balcaniche, oltre che pizzica salentina e tante altre sonorità popolari, questi i temi musicali affrontati nel corso. Esso è rivolto a tutti gli appassionati che vogliano cimentarsi con la musica tradizionale, anche se sprovvisti di qualunque conoscenza in fatto di pentagrammi, note ecc.
L’inizio dei corsi è previsto per la metà di ottobre, mentre per informazioni e iscrizioni i recapiti sono: Marcello Pastorini 340/6550584 marcellodora@hotmail.it e Paola Palombino 339/8809550 info@termoliaupair.it. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 settembre 2011

La locandina dell'evento


 

Fiamme in contrada Montrone: dieci ettari in fumo

MONTENERO DI BISACCIA. Il caldo non accenna a placarsi e gli incendi si protraggono anche in un mese insolito come settembre. Fiamme in contrada Montrone nella notte di ieri l’altro. Una decina d’ettari, soprattutto di sterpaglie ma anche di orti, sono andati in fumo quando, a partire dalle 20.00 di domenica sera, il fuoco ha iniziato a svilupparsi nelle campagne a sud-est del paese, a qualche chilometro di distanza dall’abitato ed a poche centinaia di metri dal santuario della Madonna di Bisaccia.
Sul posto sono sopraggiunte cinque autobotti dei Vigili del fuoco, che hanno dovuto combattere con l’asperità del terreno prima che con le lingue di fuoco. La zona, infatti, è un susseguirsi di colline che piombano a picco sulla piccola vallata sottostante, stradine e sentieri adatti più al motocross che alla normale circolazione automobilistica. Da qui le difficoltà incontrate dai pompieri nelle operazioni di contenimento delle fiamme e nell’evitare che raggiungessero qualche masseria presente in loco.
L’incendio si è protratto fino a notte inoltrata, tant’è che solo intorno alle sei di mattina poteva dirsi domato. A differenza di quanto accaduto nell’agosto del 2007, stavolta non è stata attaccata dalle fiamme la grotta della Madonna. Il luogo di culto tanto caro ai monteneresi si trova infatti proprio su una delle collinette che caratterizzano la zona. R.d’A.

Il fuoco lambisce il centro abitato: ennesimo allarme

MONTENERO DI BISACCIA. Non si placa l’allarme incendi nel centro bassomolisano. Dopo il rogo che ha devastato contrada Montrone, un altro è divampato nel pomeriggio di ieri tra le contrade Fosso melanico e Querce marine. Anche in questo caso a poche centinaia di metri dalle prime case dell’abitato, ma in direzione nord-est.
Ignote al momento le cause dell’incendio, che ha interessato sia gli arbusti circostanti il torrente Tecchio, sia le stoppie di campi su cui sono stati mietuti i cereali e che erano in attesa di essere arati.

Il Quotidiano del Molise 13 settembre 2011


Esordio sui banchi per 48 alunni in tre prime Elementari

MONTENERO DI BISACCIA. Quarantotto alunni e tre classi prime: due in piazza della Libertà, una a Colle della speranza. Trentaquattro piccolissimi alunni in centro, quattordici nella scuola più periferica. Al via ieri le lezioni anche nel centro bassomolisano e come sempre ad attirare di più l’attenzione, di genitori e passanti, è stata l’uscita dei bambini di prima Elementare. Al loro primo giorno di scuola, gli alunni più piccoli non si sono dimostrati affatto imbarazzati di fronte all’obiettivo. Con ordine e sotto lo sguardo vigile delle insegnanti, sono usciti alle 13.20 dall’edificio che da qui a cinque anni li accoglierà ogni mattina. Ad aspettarli mamme, papà e anche i nonni in qualche caso.
La classe 2005 fa così il suo ingresso nel mondo dell’istruzione. Dal punto di vista demografico rappresenta una delle meno nutrite per Montenero, essendo nati in quell’anno 54 bambini: qualcuno in più del catastrofico 2004 (solo 37) e qualcuno in meno rispetto al trend che dopo un po’ sarebbe diventato lo standard fino a oggi, ossia una sessantina di nuovi residenti ogni anno. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 settembre 2011


 

Fu acquistato dalla passata amministrazione con gli incentivi previsti per i mezzi a gas naturale

Bus a metano, lo ‘spreco’ sul risparmio

Il mezzo pubblico ha solo 200 km di autonomia e occorre percorrerne 30 per rifornirlo

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Consumare di meno, limitando le emissioni di co2 e quindi contribuire alla salvaguardia del pianeta? Chi è che può dichiararsi contrario, ma davvero un autobus risparmia e inquina tanto di meno se quasi il dieci per cento dei chilometri percorsi servono per arrivare al più vicino distributore di metano, ossia solo ed esclusivamente per alimentare se stesso?
Difficile dare un nome a questa sindrome da risparmio immaginario, che spesso colpisce anche i privati. Si racconta di persone che hanno acquistato una Panda a metano pur avendo il distributore di gas naturale più vicino a ben settanta chilometri. Ergo, un terzo dell’autonomia del serbatoio servirebbe per arrivare alla pompa di rifornimento. Per la circolare-scuolabus di Montenero non siamo a questi livelli, il distributore più vicino si trova nella zona industriale di San Salvo, circa quindici chilometri ad andare e altrettanti per tornare. Ma se l’autonomia del mezzo pubblico è sì e no di 200 chilometri, può ugualmente dirsi vanificato ogni buon proposito che spinse la passata amministrazione comunale ad acquistarlo.
Il bando di settembre 2009, infatti, rottamava una vecchia circolare del 1991 a gasolio. Così nella primavera 2010, proprio a fine mandato amministrativo, arrivava il nuovo bus a metano, color arancio fiammante. A far convergere sulla sua scelta gli incentivi statali, che premiavano le amministrazioni che si dotavano di mezzi alimentati a gas naturale.
La sua destinazione: coprire il tragitto Montenero centro-contrada Montebello. Pazienza se ogni due giorni deve essere rifornito di metano, per cui è necessario recarsi a San Salvo dopo aver scaricato i passeggeri. Almeno per il normale e puzzolente gasolio dentro Montenero ci sono ben tre distributori. Ne consegue che anche per raggiungere il più lontano, dal garage comunale, sono soltanto sei chilometri, tra andata e ritorno. Un quinto di quelli necessari per il gas metano.
Di più: guai a dimenticare di fare il pieno in tempo, perché occorrerebbe portare col carro attrezzi l’autobus ecologico da Montenero a San Salvo. E solo per riempirlo di carburante. Una volta è infatti accaduto che accidentalmente, forse a causa di una perdita, si sia svuotato il serbatoio dello scuolabus mentre era fermo nella rimessa comunale. Fu necessario rimorchiarlo fino al distributore più vicino, ossia a quindici chilometri, chissà con quali costi extra.
Infine, quanto costa e quanto maggior inquinamento produce in termini di pneumatici che si consumano, usura del mezzo, dover percorrere cinque volte la distanza necessaria per la normale nafta, oltre a dover rifornire con frequenza doppia, vista l’esigua autonomia per pieno?
Forse, molto semplicemente, lo Stato prima di incentivare – giustamente – i parsimoniosi mezzi a gas naturale, dovrebbe pensare a dotare il territorio di appositi distributori. Per il momento l’autobus a metano di Montenero, al pari di quelli di chissà quanti altri comuni, fa avanti e indietro soprattutto per dar da bere a se stesso.

Il Quotidiano del Molise 11 settembre 2011


 

Terremoto, ecco i fondi impegnati a Montenero di Bisaccia

MONTENERO DI BISACCIA. Quasi tre milioni e trecentomila euro, per la precisione 3.291.943,52, questa la somma che ha fruttato a Montenero il terremoto del 2002. La rendicontazione di quanto finanziato nel periodo 2003-2010 dalla Regione Molise per i danni post sisma è stata appena pubblicata. E nel consultarla non mancano le sorprese, prima fra tutte l’impennata che le somme elargite da Palazzo Moffa subiscono da un certo punto in poi. Per i più maligni la conferma che bisogna essere nelle grazie del potere regionale per ottenere qualcosa.
L’analisi delle cifre crude, tuttavia, mostra che quasi tutte le opere pubbliche realizzate nel secondo mandato del sindaco Giuseppe D’Ascenzo (o completate in questo primo scorcio di Nicola Travaglini), sono state finanziate con i fondi del terremoto. Il quale a Montenero si avvertì, ma qualora si proponesse a chicchessia di mettere la mano sul fuoco per garantire che abbia fatto davvero danni, potrebbe rivelarsi impresa disperata trovare emuli di Muzio Scevola. Ma tant’è, i soldi sono arrivati anche qui, sarebbe stato un peccato non approfittarne da parte degli amministratori.
Nel 2003, primo anno di manna sismica, Montenero riceve 145mila euro. Le somme sono utilizzate soprattutto per pagare le autonome sistemazioni a famiglie che hanno dovuto sloggiare dalla propria casa dopo la scossa tellurica. Non mancano tuttavia voci di spesa che riguardano la riparazione funzionale di opere varie.
L’anno successivo aumenta la somma elargita in favore del centro bassomolisano, all’epoca di colore opposto a quello del governo regionale, col quale cominciano anche le prime scaramucce per questioni urbanistiche. I 264mila euro del 2004 sono così utilizzati per riparazioni private e anche per le scuole.
Arriva il 2005 e con esso “solo” 132mila euro, destinati sempre a riparazioni funzionali di stabili danneggiati dal sisma di tre anni prima.
In linea generale hanno la stessa destinazione anche le somme percepite nel 2006, che ammontano a 180mila euro: oltre a case private, sono finanziati i lavori per ristrutturare le scuole.
Nel 2007 la Regione pare tirare i cordoni della borsa: a Montenero arrivano solo 118mila euro, per riparazioni funzionali, sistemazione e riattivazione di scuole.
Contributi a pioggia anche l’anno successivo: 193mila gli euro elargiti nel 2008.
Infine il cambio di rotta nel 2009, quando Palazzo Moffa dirotta sul centro bassomolisano ben 345mila euro. Il cambio di passo si vede subito: a fine mandato arrivano importanti opere come la sistemazione di piazza Giovanni XXIII (accanto alla chiesa madre) e di via San Giovanni, a due passi dal centro.
Ma occorre ricordare cos’è avvenuto nel 2009 in ambito politico per tentare di avere un quadro più chiaro della situazione. A pochi mesi dalla scadenza naturale del secondo mandato di D’Ascenzo, il centrosinistra montenerese si spacca e scatena una furiosa crisi amministrativa. Dopo mesi di battibecchi, trattative, litigi, ricorsi al Tar ecc. succede che parte del centrosinistra si allea con la minoranza di centrodestra. Il risultato è la lista guidata da Nicola Travaglini, che nella primavera 2010 diventa così sindaco.
E con una regione amica, ormai dello stesso colore politico dopo trascorsi spesso burrascosi, forse è anche il caso di ricevere un occhio di riguardo. Sarà per questo che nel 2010, e sempre per il famoso terremoto, arriva a Montenero la bellezza di 1 milione e 911mila euro? Chissà, intanto i frutti si vedono a suon di cemento, fognature, pavimentazioni, asfalti, lampioni nuovi ecc. Il Comune sistema una dietro l’altra le vie Pietro Micca, Beato Matteo, Regina Elena, Nicola Luciani, XXIV maggio, Valentina, Carducci, Carabba, Napoli, Enrico Fermi. E, perché no, anche il cimitero.
Il terremoto forse non c’è stato, di sicuro non ha causato gli stessi danni dell’epicentro, San Giuliano di Puglia, ma va almeno riconosciuto che con i fondi sono state realizzate soprattutto opere pubbliche, oggi fruite dalla collettività. Infine, visto che i soldi sono stati stanziati comunque, quanto è costata a Montenero l’inimicizia con la Regione perdurata per buona parte degli anni Duemila?
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 settembre 2011

Nella foto piazza Giovanni XXIII


 

Saranno soprattutto nel centrosinistra ad ambire a un posto a Palazzo Moffa

Regionali, parte il totocandidati

I cittadini si chiedono se qualcuno ce la farà o se rimarranno tutti a bocca asciutta

MONTENERO DI BISACCIA. Saranno come al solito in tanti? Chi si metterà in lista? E soprattutto: qualcuno ce la farà o accadrà come alle provinciali di maggio, quando nessuno di Montenero è rientrato? Queste le domande quando manca poco più di un mese alle elezioni regionali e una decina di giorni alla presentazione delle liste.
Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che, come al solito, ad abbondare maggiormente di candidati locali sarà il centrosinistra. Nicola D’Ascanio, appena uscito sconfitto (e pesantemente) alle primarie, dovrebbe essere ai nastri di partenza. A fargli compagnia il rivale di più o meno lunga data Mauro Natalini, che pur abitando a Termoli da un po’ raccoglie il grosso dei consensi nel paese di origine. Potrebbe inoltre candidarsi anche Giuseppe Chiappini, il “rieccolo” della situazione avrebbe detto Montanelli, che alle primarie ha sostenuto il vincitore Paolo Di Laura Frattura. E’ stata infine annunciata già da un po’ la discesa in campo per le regionali di Cristiano Di Pietro, che forte dell’appoggio di papà Antonio e di tutto il partito punta a conquistare un ben retribuito posto a Palazzo Moffa. Se questo scenario fosse confermato, si avrebbero quattro candidati nel centrosinistra a Montenero, ossia due in meno rispetto alla passata consultazione del 2006. Non è da escludere, però, che all’ultimo momento non possano uscire candidature civetta senza speranza, per la cui ragion d’esistere la più avanzata scienza politica e sociale ancora non riesce a trovare una spiegazione razionale.
E nel centrodestra? Ci sarà un unico pretendente o, come avvenuto per le provinciali, regnerà la divisione e alla fine nessuno centrerà l’obiettivo? Al momento l’unico che è uscito allo scoperto è Domenico Porfido, che ha annunciato di competere al fianco del presidente uscente Michele Iorio. L’ex consigliere regionale (eletto però nelle file dell’allora Italia dei valori), e attuale presidente del Consiglio comunale, avrebbe possibilità di farcela, purché non gli fiocchino candidati a raffica nello schieramento di centrodestra. Al momento parrebbe essere l’unico interessato a tentare nella coalizione che da un anno e mezzo ha in mano anche il Comune. Ma c’è da dire che pure nel 2006 era solo nel centrodestra e, nonostante alla fine risultò il primo eletto a Montenero, non ce la fece. Stavolta si vedrà. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 settembre 2011

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In origine doveva divenire un centro culturale, che poi fu realizzato altrove

Palazzo Valerio abbandonato a se stesso

L’edificio è stato acquistato dal Comune nel 1998, ma ristrutturarlo costa troppo

MONTENERO Di BISACCIA. Sarà mai ristrutturato? Servirà a qualcosa che vada oltre l’essere un deposito di sedie per le manifestazioni estive all’aperto? Chissà, intanto il Palazzo Valerio continua a fare “bella” mostra di sé, in pieno centro, con lo stretto vicolo a lato puntellato da quasi dieci anni ormai. Precisamente dal terremoto dell’ottobre 2002, che colpì San Giuliano di Puglia ma che si sentì anche dalle parti di Montenero.
L’edificio fu acquistato dall’amministrazione comunale nel 1998, prima apparteneva alla Chiesa. Nei primissimi anni Duemila si pensò di renderlo un centro culturale e multimediale, nel quale trasferire anche la biblioteca comunale. Cosa che anni dopo è effettivamente avvenuta, ma occupando un altro immobile comunale, ossia il secondo piano del mercato coperto. Intanto per il Palazzo Valerio iniziava una lunga stagione di inutilizzo: troppo costoso ristrutturarlo da capo a piedi. E nel frattempo ci si metteva pure il terremoto, a seguito del quale diventava necessario puntellare il vicolo accanto. Ancora oggi, nove anni dopo quel drammatico evento, si passa sotto le impalcature. Ogni tanto la viuzza, che a causa dei ponteggi è perennemente buia, diventa talmente sporca che i residenti reclamano all’indirizzo dell’amministrazione comunale. Negli ultimi giorni è stato pulito anche sopra l’impalcato, dove si erano stratificati i bisogni fisiologici degli onnipresenti piccioni.
Un vicoletto, fa sapere un’anziana che abita da quelle parti, percorso anche dai turisti d’estate, incuriositi dal centro storico di Montenero che si dirama dietro la chiesa madre di san Matteo. E non sempre l’effetto sul forestiero è dei migliori.
Questa la situazione del Palazzo Valerio tredici anni e tre legislature dopo il suo acquisto. Chissà se e quando servirà a qualcosa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 settembre 2011


 

Questa sera il comizio in vista delle primarie

Ultimo appello di D'Ascanio alla sua Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Sceglie il suo paese Nicola D’Ascanio per chiudere la campagna elettorale per le primarie del centrosinistra. E’ previsto per stasera alle 20.00, in piazza della Libertà, il comizio dell’aspirante candidato alla presidenza della Regione Molise, le cui elezioni si terranno a metà ottobre.
L’intervento dell’ex presidente della Provincia arriva dopo una lettera fatta recapitare a tutte le famiglie monteneresi. In essa sono spiegati i perché della candidatura, “Con voi e per voi” sottolinea D’Ascanio rivolgendosi ai suoi concittadini. “L’appuntamento delle primarie – si legge – costituisce per la nostra comunità una opportunità di forte protagonismo nello scenario politico regionale, perché mi vede candidato a lottare in prima persona contro Iorio e il suo malgoverno, quale vostro diretto rappresentante”. L’auspicio è pertanto di ottenere consensi soprattutto dai suoi compaesani, anche perché “gli altri candidati non vogliono bene a Montenero più del sottoscritto” è specificato alla fine del foglio.
Rimane da vedere, e lo si saprà già domani sera sul tardi, se i concittadini risponderanno all’appello di Nicola D’Ascanio e come lo collocheranno in graduatoria rispetto agli altri quattro candidati. Come spiegato da più parti, si potrà votare per le primarie del centrosinistra dalle 8.00 alle 21.00 di domenica 4 settembre e occorrerà versare un obolo di due euro. A Montenero il seggio sarà allestito nella sala polivalente, in piazza della Libertà. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 settembre 2011



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