Il
governatore ha partecipato alla presentazione di Domenico
Porfido
Regionali, Iorio incontra Montenero
"Frattura mi giurò il giorno prima
che non si sarebbe candidato alle primarie"
MONTENERO
DI BISACCIA. Esprimere un voto utile per mandare in Consiglio
regionale chi sappia rappresentare tutto il Basso Molise, al
fianco di un presidente che vincerà ancora avendo dimostrato di
saper lavorare bene. Questo il tenore dell’incontro che si è
tenuto ieri sera nella sala polivalente, presso la quale il
candidato alle regionali dell’Udc Domenico Porfido si è
presentato agli elettori.
A fargli compagnia esponenti politici locali e regionali, come
il sindaco Nicola Travaglini, il senatore Ulisse Di Giacomo e il
presidente della Regione uscente, nonché ricandidato, Michele
Iorio. A fare gli onori di casa è stato invece Teresio Di
Pietro, che è un po’ l’anima dell’Unione di centro, partito del
quale è stato anche segretario regionale.
Nel corso dei vari interventi è stata sottolineata l’importanza
di dare “un voto utile”, perché si possa “avere un consigliere
comunale (Porfido n.d.r.) in Consiglio regionale” le parole del
sindaco Travaglini. Il primo cittadino ha poi duramente
criticato “chi si mette in piazza ostentando forza economica con
i vostri soldi” e che non dimostra attaccamento al territorio,
tant’è “che è assente da tre Consigli comunali”. Chiaro il
riferimento a Cristiano Di Pietro, anch’egli in corsa per le
regionali, ma senza menzionarlo direttamente.
La parola è poi passata a Domenico Porfido, che ha riassunto i
punti principali sui quali intende impegnarsi se sarà eletto.
Snellimento delle procedure amministrative, ma soprattutto
essere rappresentante di tutto il Basso Molise, le cui
potenzialità faranno diventare questo territorio negli anni a
venire il volano dello sviluppo di tutta la regione. Anche il
recente acquisto dell’Udc ha indirizzato bordate agli avversari
di centrosinistra, chiedendosi come “si può dare fiducia a chi
ritiene che questa regione non ha ragione di esistere”. Da qui
l’auspicio che anche il Molise possa fare la sua parte per
uscire dalla crisi e addirittura riuscirci prima di altre più
blasonate regioni.
In chiusura l’intervento del presidente Michele Iorio, che ha
alternato l’elenco di quanto fatto a critiche piuttosto veementi
all’indirizzo degli avversari politici. In particolare ce
l’aveva con Antonio Di Pietro e il diretto antagonista per la
presidenza Paolo Di Laura Frattura. Al primo ha ricordato
l’intesa di quando era ministro alle Infrastrutture, quando non
lo paragonava ancora a “Totò Riina”. Dell’aspirante governatore,
invece, ha ricordato un episodio avvenuto alla vigilia delle
primarie per il centrosinistra, quando Frattura era nel suo
studio a giurargli che mai si sarebbe candidato nello
schieramento avversario. Invece “l’indomani lo vedo candidato
col centrosinistra” il commento di Iorio, che ha chiesto al
pubblico se “una persona che si comporta così può governare una
regione difficile come la nostra”.
Il presidente ha poi riassunto i dieci anni passati alla guida
del Molise, iniziati con disastri come il terremoto e
l’alluvione. Poi però ci sono stati anche i tanti finanziamenti
ottenuti, la fiducia accordata da altri amministratori al punto
da affidargli la guida dell’Euro Regione Adriatica. Infine la
stabilità politica dimostrata in questi anni dal centrodestra,
coalizione che “ha discusso, ma che non ha mai litigato”. A
differenza di quella avversaria, che ha perso tutte le elezioni.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 29
settembre 2011
Nella foto da
sinistra Ulisse Di Giacomo, Teresio Di Pietro, Michele Iorio,
Domenico Porfido, Nicola Travaglini
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Prima riunione
dopo la pausa estiva, approvati i punti all'odg
Consiglio comunale, ok al bilancio e
all'ampliamento della zona artigianale
MONTENERO
DI BISACCIA. Passano il bilancio e l’ampliamento della zona
artigianale, mentre per le interrogazioni ancora un nulla di
fatto, poiché assente lo stesso autore. Si è tenuto la sera di
ieri l’altro il primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva.
Presenti tredici consiglieri su diciassette, sono stati
approvati tutti gli otto punti all’ordine del giorno.
Prima della discussione, però, sono state annunciate alcune
variazioni in seno ai gruppi consiliari. In particolare Domenico
Porfido è passato dal Pdl all’Udc, partito col quale è candidato
alle regionali, mentre Adriano Potalivo ha lasciato Montenero in
Comune per creare un nuovo gruppo, denominato Montenero libera.
Iniziata la riunione, a illustrare gli argomenti di bilancio è
stato il consigliere delegato Donato Benedetto. Si è resa
necessaria una variazione allo strumento finanziario, poiché ci
sono circa 170mila euro di maggiori entrate. Soldi in parte già
spesi, in parte destinati a opere pubbliche. In fase di voto
nella minoranza Potalivo si è astenuto, mentre Michele Borgia e
Giuseppe Chiappini hanno votato contro. Quest’ultimo poco dopo
si è lanciato in uno dei suoi tipici interventi fiume, allorché
si parlava di ampliamento della zona artigianale. Secondo
l’esponente di minoranza anche per quest’area produttiva
andrebbero ridotti gli oneri di urbanizzazione, così come è
stato deciso per la zona commerciale. Il sindaco Nicola
Travaglini ha replicato che tra le due aree c’era una disparità
enorme, laddove quella destinata ai negozi aveva oneri
concessori ingiustamente uguali a quelli delle aree
residenziali. Da qui, secondo il primo cittadino, la decisione
di diminuirli, mentre per la zona artigianale le cifre a carico
degli investitori erano già basse. Nonostante ciò, Chiappini ha
continuato a reiterare la propria richiesta, fino a far
intervenire il presidente del Consiglio Domenico Porfido.
Qualche richiamo all’ordine con voce alta, finché finalmente non
si è arrivati all’approvazione, avvenuta con voto unanime.
In chiusura era in programma la risposta del sindaco alle
interrogazioni presentate dal consigliere di minoranza Cristiano
Di Pietro. Due erano già state rinviate nella seduta di fine
luglio, poiché assente l’interrogante, e riguardavano le attese
per le radiografie al poliambulatorio e l’assenza della guardia
medica alla marina di Montenero. L’altra interrogazione, proprio
di questi giorni, verteva sulla mancata corresponsione degli
stipendi agli operai della ditta che gestisce la raccolta
rifiuti. A causa dell’assenza anche l’altro ieri di Di Pietro
jr, ancora una volta è slittato tutto. Travaglini avrebbe voluto
ugualmente dare una risposta, ma i consiglieri di opposizione
presenti gli hanno ricordato che era stata chiesta una risposta
scritta, inutile quindi parlarne in assenza dell’interessato. Il
sindaco ha però ugualmente annunciato ciò che è notizia di
questi giorni: gli stipendi ai netturbini saranno pagati dal
Comune, come previsto dal regolamento dell’appalto, in caso di
ditta inadempiente. Per le altre interrogazioni, viceversa,
bisognerà aspettare il ritorno in Consiglio di Cristiano Di
Pietro, attualmente impegnato nella campagna elettorale per
farsi eleggere in Regione. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 29
settembre 2011
La decisione è stata presa ieri
l'altro, durante un incontro tra le parti
I netturbini verranno pagati
E' stato stilato un accordo tra il
Comune, i sindacati e l'azienda
MONTENERO
DI BISACCIA. Possono tirare un sospiro di sollievo gli operai
della Si.Eco spa. E’ stato infatti siglato nella tarda mattinata
di ieri l’altro, nel municipio, l’accordo che garantisce il
regolare pagamento degli stipendi ai dipendenti della ditta che
gestisce la raccolta dei rifiuti. Alla tavola rotonda hanno
partecipato il sindaco Nicola Travaglini, l’assessore
all’Ambiente Giuseppe Murazzo, il segretario comunale Rosanna
Panella, il responsabile del settore tecnico comunale Giuseppe
Morrone e il responsabile del personale della Si.Eco Luciano
Vasienti. I sindacati erano rappresentati da diversi
responsabili della Cisl-Fisascat: Ernesto Magnifico, Guido Pilla
e Davide Camplone. Hanno inoltre assistito all’incontro tutti i
lavoratori dell’azienda, al fine di garantire la massima
trasparenza, è sottolineato nel comunicato stampa diramato
dall’amministrazione.
“Dalla riunione – si legge nella nota - è emerso che i ritardi
nei pagamenti sono dovuti alla crisi congiunturale che, oltre
alla Si.Eco, ha colpito numerose aziende nazionali. Per tale
ragione il Comune di Montenero, constatata la momentanea
difficoltà finanziaria della società addetta alla raccolta dei
rifiuti solidi urbani, al fine di conciliare la vertenza, si è
impegnato comunque a effettuare i pagamenti delle fatture
pervenute, mentre la ditta Si.Eco spa ha assunto l’impegno, a
sua volta, di pagare agli operai gli stipendi di agosto entro
dieci giorni”.
Qualora l’azienda dovesse continuare a ritardare i pagamenti,
continua il comunicato, “il Comune si sostituirà a essa nei
pagamenti ai lavoratori, in applicazione dell’art. 23 del
contratto d’appalto, trattenendo le relative somme pari a quelle
indicate in busta paga”. Lo stesso accadrà nel caso che anche le
mensilità successive a quella di agosto dovessero subire dei
ritardi: sarà sempre il Comune a garantire la riscossione dello
stipendio agli operai. Il sindaco Travaglini “ha inoltre chiesto
alla società di rispettare gli accordi contrattuali anche per
ciò che concerne la fornitura dei dispositivi di protezione
individuale e il controllo dei mezzi”.
Questo l’ultimo capitolo di una polemica che nei giorni scorsi
ha tenuto banco sui media regionali. A intervenire sul tema,
infatti, era il consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro,
che in un’interrogazione chiedeva all’amministrazione comunale
di controllare la veridicità della notizia, per poi intervenire
al fine di garantire che gli operai riscuotessero lo stipendio,
oltre a lavorare in sicurezza. Da qui la verve piccata del
sindaco Nicola Travaglini nel commento che conclude il
comunicato stampa. “L’accordo siglato nella mattinata di ieri –
le parole del primo cittadino – chiude una fase difficoltosa che
si era venuta a creare tra società e dipendenti. Abbiamo
dimostrato ancora una volta, a chi ha tentato di
strumentalizzare questa vicenda, che solo lavorando seriamente e
sedendosi attorno ad un tavolo si possono trovare soluzioni che
vanno a soddisfare tutte le parti in campo. Sono particolarmente
contento del patto sottoscritto da tutti gli intervenuti, perché
esso contribuisce concretamente a dare più tranquillità ai
lavoratori, evitando nel contempo la possibile esasperazione di
una fase conflittuale che non avrebbe arrecato nulla di positivo
a questa vicenda. Il Comune, in ogni caso, vigilerà affinché gli
accordi vengano rispettati, con buona pace delle cassandre di
turno in cerca di visibilità elettorale”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 28
settembre 2011
Dura replica del
sindaco Travaglini a Cristiano Di Pietro dopo
l’interrogazione sulla Si.Eco
‘Propaganda sulla pelle della gente’
Una questione che si trascina da
tempo e che vede invertirsi le parti con gli anni
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “C’era da aspettarselo: con la regolarità
di un metronomo e con una sospetta prolificità in occasione
della campagna elettorale, Cristiano Di Pietro ha servito anche
questa settimana una sua interrogazione in pasto ai media
regionali”. E se l’uno è un metronomo, l’altro replica col suono
tagliente del violino, strumento che tra l’altro suona davvero
sin da giovanissimo. Il sindaco Nicola Travaglini interviene
attraverso un comunicato stampa dopo l’interrogazione presentata
da Di Pietro jr sulla situazione dei dipendenti della Si.Eco,
ditta gestrice della raccolta rifiuti. Tema del contendere,
verificare la notizia secondo la quale i lavoratori sono senza
stipendio da un po’.
“Innanzitutto informo del fatto che stiamo incontrando
costantemente i sindacati per trovare una soluzione a questo
caso – spiega il primo cittadino -, e che gli stessi hanno
riconosciuto da sempre a questa amministrazione una grande
disponibilità nell’affrontare questo tipo di vicende”.
Travaglini prosegue annunciando che la mattina del 26 settembre
è in programma un incontro con le parti, a seguito del quale si
spera di risolvere la questione. In ogni caso, chiarisce il
sindaco, “se dovessero verificarsi situazioni tali da
pregiudicare ulteriormente il giusto salario a chi lavora
onestamente, sarà il Comune di Montenero a provvedere allo
stipendio, come da capitolato”.
Fin qui la parte tecnico-amministrativa, poi arriva quella più
politicamente piccante. “Mi chiedo come mai Cristiano Di Pietro
si sia accorto solo oggi di tali vicende” la domanda che si pone
Travaglini. “Non è, per caso, che lo stesso Di Pietro stia
sfruttando argomenti che riguardano determinate fasce sociali a
scopo di bieca propaganda elettorale?”. L’esponente dell’Italia
dei valori, nonché figlio del leader nazionale Antonio, è
infatti candidato alle imminenti elezioni regionali. A giudizio
del sindaco il consigliere di minoranza avrebbe potuto chiedere,
al pari del suoi colleghi, informazioni direttamente in Comune,
anziché “sparare sui giornali” un’interrogazione.
In chiusura Travaglini afferma che questa vicenda dimostra come
l’esponente dipietrista “giochi con troppa facilità sulla pelle
della povera gente, pensando di poter acquisire visibilità e
assurgere a salvatore della patria all’ultimo momento, non
sapendo che in questo Comune ci sono amministratori e dipendenti
che lavorano ogni giorno per la soluzione di piccole e grandi
questioni”.
Polemiche elettorali a parte, la questione dei rifiuti a
Montenero si trascina già da qualche anno. Le prime scaramucce
in Consiglio comunale si videro già qualche mese dopo
l’insediamento della ditta vincitrice dell’appalto (estate
2008). All’epoca a protestare erano i consiglieri di
opposizione, che oggi sono in maggioranza, compreso il sindaco
Travaglini, chiedendo a gran voce la rescissione del contratto.
Oggi a chiedere la stessa cosa è chi milita nel partito che tre
anni fa, quand’era ancora in maggioranza, approvava
quell’appalto. Misteri della politica.
Il Quotidiano del Molise 25
settembre 2011
Sullo stesso tema:
Operatori ecologici senza stipendio, Di Pietro jr interroga
(24/09/2011)
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Il
consigliere scrive al sindaco per avere approfondimenti
sulla questione
Opertori ecologici senza stipendio
Di Pietro jr interroga il primo
cittadino
MONTENERO DI BISACCIA. Un’interrogazione a
risposta scritta per sapere dal sindaco se è vero che i
dipendenti della Si.Eco sono senza stipendio, straordinari e
ritenute Irpef. Questa in sintesi l’ultima iniziativa in ambito
comunale del consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro, che
in una nota dà notizia dell’ennesima polemica scoppiata con la
raccolta dei rifiuti.
Prendendo spunto da un articolo uscito su una testata locale,
l’esponente dell’Italia dei valori chiede perciò a Nicola
Travaglini e all’assessore all’Ambiente di verificare se quanto
scritto corrisponde al vero. Anche perché, a giudizio di Di
Pietro jr, l’inosservanza delle norme contrattuali potrebbe
avere anche un ulteriore effetto negativo, come la mancata
manutenzione dei mezzi, con relativa diminuzione dell’efficienza
e conseguente peggioramento del servizio, come “già lamentato da
numerosi cittadini”.
Scopo dell’interrogazione è pertanto di conoscere quali
iniziative sindaco e giunta intenderanno porre in essere, sempre
che corrisponda al vero la notizia secondo cui i netturbini sono
senza stipendio. Cristiano Di Pietro, si legge infine nella
nota, “ha anche chiesto se non sia il caso di interessare,
l’Inps in relazione al rispetto degli obblighi previdenziali e
contributivi e, infine, poiché i precedenti incontri tra
l’amministrazione comunale, la società affidataria del servizio
e i lavoratori non sembrano aver dato luogo alla soluzione delle
problematiche denunciate, se sussista la possibilità di
risolvere il contratto con l’azienda affidataria, oltre a quella
di un eventuale risarcimento dei danni patiti dall’ente”.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 24
settembre 2011
I dipietristi hanno
aggirato il divieto di installare un
gazebo usando un negozio in piazza
L'Idv raccoglie lo stesso le firme
La festa patronale di san Matteo è
stata così "politicizzata"

MONTENERO DI BISACCIA. Non mi fai mettere il gazebo davanti al
monumento, in mezzo al pubblico durante la festa patronale? E io
raccolgo lo stesso le firme per il referendum in piazza, te lo
faccio davanti al muso, non puoi dirmi niente e ci metto pure un
bel furgone con la mia faccia per farmi propaganda elettorale.
Così impari!
E intanto Montenero si è dovuta sorbire l’ennesimo tentativo,
non si sa quanto riuscito, di politicizzazione di una festa.
Stavolta addirittura quella del patrono san Matteo. E già,
perché dopo il diniego di issare un gazebo in centro per la
raccolta firme, l’Italia dei valori ha avuto l’idea di piazzare
il banchetto in un negozio del centro. Anziché di fronte al
palco, come avrebbe voluto, affianco. Locale privato,
l’amministrazione per fortuna non può metterci mano, la gente
può firmare lo stesso. Di più, davanti al negozio è rimasto
parcheggiato per tutto il tempo un furgone appena addobbato con
slogan e foto di Cristiano Di Pietro in formato gigante. Beh, è
vero che c’è da raccogliere le firme, ma se uno approfitta per
farsi propaganda essendo candidato alle regionali, che male c’è?
Anche perché parliamo sempre del figlio del leader nazionale di
partito, il più famoso Antonio. E così, oltre al furgone sono
comparse anche due minuscole Smart, anch’esse riempite di effigi
e slogan dipietristi, anzi cristiano-dipietristi.
L’ufficio della Polizia municipale ha spiegato nei giorni scorsi
perché ha rifiutato l’autorizzazione al banchetto dell’Idv. Gli
spazi disponibili erano terminati, mentre per la richiesta
originaria, davanti al monumento e cioè a dieci metri dal palco,
neanche a parlarne. Ne è nata una furiosa polemica, fino
all’epilogo della sera di ieri l’altro, quando l’Italia dei
valori con un escamotage ha aggirato l’ostacolo. E politicizzato
la festa patronale come mai era accaduto. I monteneresi che
c’entrano? R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 23
settembre 2011
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Intanto Di Pietro jr incassa la solidarietà
di Sinistra ecologia e libertà
MONTENERO
DI BISACCIA. “Una nota di solidarietà a Cristiano Di Pietro,
oggetto in questi giorni di duri attacchi, non solo sul piano
politico ma soprattutto su quello umano e personale, a seguito
della sua candidatura alle imminenti elezioni regionali”. Così
in un comunicato Sinistra ecologia e libertà, firmato dal
portavoce locale del partito Marcello Di Stefano e dal
consigliere regionale Mauro Natalini.
A giudizio degli esponenti vendoliani, Di Pietro jr è “nella
maggioranza dei casi identificato esclusivamente come il figlio
del leader nazionale dell’Italia dei valori. Una valutazione
parziale, tuttavia, poiché “chi segue la politica locale sa bene
che arriva da una classica, comune a molti, gavetta fatta sui
banchi dei Consigli comunali e provinciali”. Ne consegue,
secondo Di Stefano e Natalini, che gli attacchi a lui diretti
sono “infondati e inopportuni”. E’ infatti da giorni che il caso
tiene banco sui media anche nazionali, dove si taccia Antonio Di
Pietro di familismo, favorendo la carriera politica del figlio.
Invece secondo Sel “chiunque ha il diritto di impegnarsi nei
confronti della collettività e di proporre la propria
candidatura al giudizio degli elettori”, indipendentemente “dal
fatto di possedere un cognome di rilievo”.
Sarebbe stata infatti “cosa molto diversa la presenza di
Cristiano Di Pietro nel listino maggioritario del centrosinistra
o, peggio ancora, la sua nomina a capo di enti regionali o
sub-regionali”. Questo perché in casi del genere avrebbe
ricoperto “ruoli lontani e non derivanti dal consenso popolare”.
In chiusura gli esponenti di Sinistra e libertà auspicano che
“uniti e coesi si possa raggiungere una buona affermazione,
sufficiente a sconfiggere i veri avversari: Iorio e il
centrodestra”.
La nota di Sel, ma soprattutto di Natalini, arriva dopo diversi
anni di gelo tra lui e l’Italia dei valori, e pertanto anche con
il figlio del leader nazionale Antonio Di Pietro. Ancor prima
della crisi amministrativa del 2009, che ha portato i due a
sostenere liste avversarie, non sono mancati accesi battibecchi
di ogni genere. Oggi Di Pietro jr incassa la solidarietà dell’ex
“nemico”, a conferma che la politica è l’arte dell’impossibile.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 23
settembre 2011
Il dubbio: senza l'ala protettrice
di papà sarebbe stata la stessa cosa?
Di Pietro jr, politico per ambizione
Nel partito è diventato il capo
indiscusso, ma sono andati via tutti
MONTENERO
DI BISACCIA. Da quella prima intervista di Gian Antonio Stella
ne è passata di acqua. La celebre firma del Corriere, non ancora
autore del best seller “La casta”, trovò il suo numero dopo un
faticoso giro di telefonate. Era la fine di marzo 2005, alla
vigilia delle comunali, uscì un articolo che più canzonatorio di
così non poteva essere, tutto a base di ventricina e vino cotto.
Il celebre giornalista, però, tra le righe lasciava trasparire
che Cristiano Di Pietro, figlio del leader nazionale Idv
Antonio, sfruttava il blasone di famiglia per farsi eleggere.
Oggi che è in corsa per una molto più retribuita poltrona
regionale, dopo aver ricoperto anche una provinciale per cinque
anni, il caso è finito su tutti i media nazionali. Molto più di
allora, anche perché non sono mancati mal di pancia nel partito,
soprattutto a Termoli, con una presa di distanza pubblica di
iscritti ed eletti Idv.
Ma com’è maturata negli anni la carriera politica di Di Pietro
jr nel partito di papà? Davvero ha cominciato dal basso come suo
padre sottolinea in video per difenderlo? In medio stat virtus,
direbbero i latini, locuzione che probabilmente non piacerà fino
in fondo agli interessati, almeno in questo caso che li riguarda
direttamente. E’ vero che Cristiano ha cominciato facendo il
consigliere comunale, generando già in quel 2005 qualche
perplessità nel partito che faticosamente stava rientrando nella
maggioranza in Comune. Ma è altrettanto vero che già un anno
dopo fece capire che gli stava stretta quella carica,
candidandosi alle provinciali della primavera 2006. E siccome il
posto nel collegio di Montenero era già stato promesso a Michele
Borgia, si candidò nella circoscrizione di Palata. Qui fu suo
padre in persona a sponsorizzarlo alla fine di aprile 2006,
invitando a votarlo “non per il nome, ma per quello che fa”. Un
mese dopo arrivava il primo salto di qualità: diventava
consigliere provinciale. Merito anche di papà che allora era
ministro alle Infrastrutture? Chissà, ma certo nessuno poteva
dimostrare che scientificamente era così che stavano le cose.
Nell’autunno dello stesso anno, secondo indiscrezioni, pare che
avrebbe voluto già candidarsi anche alle regionali, ma la mossa
di bruciare ancor più le tappe non gli riuscì. E nel frattempo
c’era da lavorare ai fianchi chi nel partito minava la sua
scalata ai vertici. Cosa che gli riuscì esattamente un anno
dopo: nell’autunno 2007 finalmente uscì di scena dall’Idv
quell’Antonino D’Antonio che mai aveva sopportato e al suo posto
diventò presidente Simona Contucci. La quale tuttora ricopre la
carica di dirigente del locale circolo. E quattro anni, in
termini dipietristi, equivalgono a un’era, dal momento che in
quel partito nessuno resiste più di qualche stagione.
O meglio, uno che resiste c’è, ed è proprio Cristiano Di Pietro.
Il quale si è candidato anche alle elezioni comunali del 2010,
quelle del post crisi amministrativa e del cambio di colore al
municipio di Montenero. In quota Idv, seppur sotto le spoglie di
lista civica, furono eletti lui e Michele Borgia. Questi poco
dopo, manco a dirlo, lasciò il partito e così oggi c’è solo
Cristiano a rappresentare i colori del partito di famiglia in
Consiglio comunale.
Nel frattempo più nessuno, ormai da tempo, osa mettere in
discussione la sua leadership, né a Montenero né in tutta la
regione. Anche quel Giuseppe Astore che gli aveva negato la
candidatura alle regionali cinque anni fa non è più nel partito.
Lo stesso dicasi per tutti quelli che negli anni vi sono
transitati, compresi i consiglieri regionali eletti la volta
scorsa. Fa niente che nel 2006 in Consiglio comunale a Montenero
l’Idv aveva cinque membri, in maggioranza, e che oggi ci sia
solo lui, in minoranza. Almeno più nessuno mette in dubbio il
suo verbo e la sua candidatura. Ma resta la domanda che aleggia
sin dal suo arrivo nell’agone politico: se non fosse stato il
figlio di Antonio Di Pietro le cose per lui sarebbero andate
allo stesso modo?
Una domanda che probabilmente non potrà mai avere una risposta
definitiva. Una domanda che infastidirà per sempre padre e
figlio, i quali non potranno però mai pretendere che il resto
dell’Italia smetta di porsela. R.d’A.
... e Tonino sceglie il video per
rispondere agli attacchi
TERMOLI. Sceglie la formula del video Antonio Di Pietro per
rispondere ai fuoriusciti dal suo partito all’indomani della
candidatura alle regionali del figlio Cristiano. Un filmato di
nove minuti e mezzo, lungo i quali il leader dell’Italia dei
valori spiega anche perché non è stato candidato nel
proporzionale Vincenzo Greco, ossia il nome sul quale c’è stata
la divisione con i militanti e i consiglieri comunali della
città adriatica.“Fino a ieri mattina mi sono battuto affinché il
notaio Greco venisse messo nel listino del presidente”, le
parole di Tonino, che sottolinea come l’ex sindaco di Termoli
sia anche per lui un ottimo candidato. Di Pietro sostiene
inoltre che l’Idv ha candidato in ogni parte di territorio uno
che lo rappresenti, da qui la scelta di Antonio D’Ambrosio per
Termoli e di suo figlio Cristiano per Montenero.
Riguardo al suo primogenito l’ex pm ha sottolineato che non è
stato candidato “perché è figlio di papà”, tant’è che “non si è
risvegliato e si è ritrovato” in lista,”ma è uno che dieci anni
fa, quando abbiamo fatto l’Italia dei valori, si è rimboccato le
maniche e insieme a me ed a migliaia di persone ha contribuito a
fare l’Idv”. Di più: “Per mia espressa disposizione non è andato
a fare il figlio di papà o il trota di turno con un’elezione
sicura in Parlamento o in qualche listino regionale o in qualche
assessorato; ha dovuto fare, perché io gliel’ho chiesto
formalmente, tutta la trafila”. Tant’è, continua Di Pietro
senior, che “la sua prima candidatura è stata quella a
consigliere comunale (…), poi dopo cinque anni (veramente dopo
solo un anno n.d.r.) si è candidato al Consiglio provinciale
(…), adesso si candida alle regionali per andare a fare il
consigliere se i cittadini gli daranno l’autorizzazione”. In
sintesi, il Tonino-pensiero: “Non so se vi è chiaro, Consiglio
comunale, provinciale e regionale, sempre candidature dove lui
deve chiedere la preferenza sul suo nome, non sul mio”. Da qui
la convinzione che anche suo figlio Cristiano sia “trattato come
tutti gli altri”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 21
settembre 2011
Nella foto
Cristiano e Antonio Di Pietro.
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Di Pietro jr
favorito dalla genealogia, ma avrà abbastanza voti nel suo
paese?
Regionali: a Montenero sarà battaglia
tra cinque aspiranti consiglieri
MONTENERO DI BISACCIA. Da sette a quattro, o cinque se si
considera il candidato del listino maggioritario con La destra.
Quasi il cinquanta per cento in meno di candidati alle regionali
rispetto a cinque anni fa, una sola la certezza (in termini
politici si intende): Cristiano Di Pietro sarà consigliere
regionale, gli altri non si sa.
E già, la candidatura del primogenito di Antonio è finita su
tutti i media nazionali, spesso assimilata a quella del leghista
Renzo Bossi, figlio del leader di partito Umberto. Insomma,
qualcuno che prenderà i voti, ci mancherebbe, ma guai a pensare
che parta da una posizione privilegiata in quanto figlio del
capo carismatico di un partito. Ma tant’è, per Di Pietro junior
la sfida è prendere voti nel suo paese, Montenero di Bisaccia,
quello in cui tornava sempre da ragazzino, figlio dell’allora pm
di Mani pulite, e nel quale è venuto ad abitare da grande,
formando la sua nuova famiglia. Per il candidato dell’Italia dei
valori potrebbero bastare i voti presi cinque anni fa alle
regionali, ossia 891? Ne prenderà di più dopo essere diventato
in questi anni il capo indiscusso del partito? Chissà, intanto
c’è chi dice che sia stato suo padre in persona a chiedere che
non vi fossero altri candidati nel centrosinistra montenerese.
Rimane infatti un mistero, sempre in termini politici, il perché
Giuseppe Chiappini non sia sceso in campo.
Così a fare concorrenza al pargolo della famiglia Di Pietro,
almeno a sinistra, sarà solo Mauro Natalini, candidato con
Sinistra e libertà. Per il consigliere regionale uscente, eletto
cinque anni fa perché il candidato alla presidenza Roberto Ruta
si dimise, l’arduo obiettivo di riconfermarsi.
Passando al centrodestra, il candidato unico sarebbe Domenico
Porfido, stavolta ai nastri di partenza con l’Unione di centro.
Il condizionale è d’obbligo, perché a insidiare i suoi consensi
c’è sempre Stefano Sabatini* (Molise civile), che
rivendica le sue origini monteneresi: ha preso voti in altre
occasioni nel centro bassomolisano, li prenderà anche stavolta,
si presume.
Vi sono poi i due candidati de La destra: Gabriele Assogna nel
proporzionale, Giuseppe D’Angelo nel maggioritario col candidato
alla presidenza Giovancarmine Mancini. Per il primo è il
battesimo del voto, il secondo invece si è presentato più volte
agli elettori, sia alle comunali sia in elezioni per il rinnovo
di enti superiori.
Come detto, nel 2006 furono invece in sette a presentarsi agli
elettori per le regionali. Uno solo era nel centrodestra, gli
altri tutti nel centrosinistra. E proprio nello schieramento
progressista si assistette a uno scontro fratricida, con accuse
di ogni genere urlate anche in pubblico. Fu il primo avviso che
nella coalizione allora saldamente a capo del Comune di
Montenero qualcosa non andava. Gli effetti si videro in seguito,
col patatrac rimediato alle comunali 2010, oltre che con la
magra figura delle provinciali di quest’anno.
Invece stavolta, per gli avversari del centrodestra, oggi al
potere in municipio, il difficile compito di eleggere un proprio
consigliere regionale. Se ci riuscissero sarebbe per loro la
prima volta, poiché nel 2000 e 2001 Porfido è stato eletto nelle
file dell’Idv, che in questa occasione deve necessariamente
eleggere Cristiano Di Pietro. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 20
settembre 2011
* l'articolo è stato scritto prima
che la lista Molise civile fosse esclusa per vizi nella
presentazione delle firme. Il caso non è ancora chiuso del
tutto.
La coppia rientrava a San
Salvo dopo una giornata in campagna
Scontro con Apecar, muoiono due anziani
Coinvolto anche un giovane di Montenero
SAN SALVO. E’ di due morti il bilancio dell’incidente avvenuto
ieri pomeriggio lungo la vecchia provinciale che collega San
Salvo con la Statale 16 e che costeggia la Trignina. A perdere
la vita due coniugi residenti a San Salvo: Augusto Trovarelli,
84 anni, e Maria Fabrizio, 77enne.
Il fatto è avvenuto intorno alle 16.30, quando gli anziani
stavano tornando a casa dopo essere stati nel podere di
proprietà, in contrada Pepe. Stavano uscendo a bordo del loro
tre ruote da una via di campagna per immettersi sulla strada
principale, quando è avvenuto l’impatto con una Fiat Bravo che
stava sopraggiungendo. Alla guida dell’auto S. C., giovane
operaio di Montenero di Bisaccia. Dopo l’incidente entrambi i
mezzi sono finiti fuori strada, lungo la cunetta, ma mentre il
giovane alla guida della Bravo è uscito quasi illeso, non c’è
stato niente da fare per gli anziani coniugi. Non sono serviti a
nulla i soccorsi, giunti sul posto anche con un’eliambulanza.
S. C. è stato trasportato in ospedale per gli accertamenti di
rito e pare che accusasse dei dolori alle gambe, ma non dovrebbe
trattarsi di nulla di grave. Il giovane era sotto choc dopo
l’urto e, secondo alcune testimonianze, avrebbe riferito di aver
tentato in tutti i modi di evitare l’urto, suonando il clacson e
lampeggiando con i fari. L’apecar, nonostante ciò, avrebbe
continuato ad attraversare la strada fino al tragico impatto. La
dinamica è comunque al vaglio della Polizia stradale.
La strada su cui si è verificato l’incidente da tempo è divenuta
secondaria, con condizioni di asfalto a dir poco pietose, oggi
utilizzata soprattutto dai rispettivi proprietari per
raggiungere i terreni. Non è tuttavia disdegnata da chi la
preferisce alla più trafficata Statale Trignina, che le scorre
proprio accanto, per raggiungere la SS 16 o il mare.
Percorrendola ci sono diversi incroci con viuzze di campagna,
uscendo da una delle quali hanno trovato la morte moglie e
marito di San Salvo. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 20
settembre 2011
La denuncia di una lettrice sul
rudere di un catamarano
Rifiuti e degrado alla foce del Trigno
MARINA
DI MONTENERO. I fiumi e le foci sono normalmente luoghi molto
suggestivi, forse i più affascinanti che un territorio possa
offrire. A cavallo, a piedi o in bicicletta, poco importa il
mezzo di trasporto, spostarsi lungo il Trigno fino a quando
confluisce nel mare Adriatico e poi continuare la passeggiata
lungo la spiaggia selvaggia in direzione sud può essere
un’interessante escursione. Purché non si incappi in rifiuti di
ogni genere e, addirittura, in un catamarano abbandonato.
La denuncia arriva da una lettrice, che fa notare lo stato di
degrado che regna su alcuni punti della costa molisana e
montenerese. E così, mentre gli ambientalisti pensano a far
politica fuori tempo massimo continuando a prendersela con il
muro del porto turistico, a pochi metri di distanza si possono
ammirare frigoriferi, mensole di cucina, pneumatici di
automobili. Spazzatura di ogni genere in angoli remoti, dove
protetti da folti arbusti è possibile abbandonare rifiuti
ingombranti senza essere visti.
Arrivando alla foce la storia non cambia, fa sapere la lettrice
incappata in una passeggiata trasformatasi in reportage del
degrado costiero. Ma il colmo è raggiunto vicino all’idrovora,
che è quell’unica costruzione bianca sul litorale sud della
marina di Montenero. Un bel catamarano è incastrato fra gli
scogli, lungo un tratto di spiaggia che è così da sempre, senza
turismo e nient’altro, per la gioia dei sostenitori più radicali
della teoria “al mare di Montenero non si deve toccare nulla”.
Proprio così, non si deve toccare nulla, così nessuno va neanche
a pulire ruderi di vetroresina spiaccicati sugli scogli dalla
forza del mare.
Nel frattempo gli ambientalisti continuano a pensare al muro del
porto, che non è removibile, a differenza del catamarano
abbandonato. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 19
settembre 2011
Nella foto il
rudere del catamarano abbandonato
Travaglini
risponde all’Idv: “Non c’era spazio”
MONTENERO
DI BISACCIA. “Ancora una volta l’Italia dei valori ha preso a
pretesto un atto proveniente da un ufficio di questo Comune per
strumentalizzarlo politicamente”. Non si fa attendere la replica
piccata del sindaco Nicola Travaglini all’accusa di non aver
concesso l’autorizzazione al gazebo per la raccolta firme. Di
più, il primo cittadino si toglie qualche sassolino dalla
scarpa, naturalmente rivolgendosi alla presidente di Circolo Idv
Simona Contucci ed a Cristiano Di Pietro.
Nella nota diramata dal Palazzo di città sono spiegati punto per
punto i motivi per i quali non è stato possibile autorizzare il
gazebo nella giornata del 21 settembre, ossia durante la festa
patronale di san Matteo apostolo. Travaglini precisa intanto che
il diniego non è dipeso da lui, ma dalla Polizia municipale,
deputata a questioni del genere. Ed è proprio dal Comando dei
vigili che sono arrivati i chiarimenti, in base ai quali
risulterebbe “un’oggettiva impossibilità a concedere ulteriori
spazi in piazza della Libertà” nella giornata richiesta. Le
motivazioni, in tre punti, sono state trascritte dal sindaco
integralmente nel comunicato e sono riassumibili nella maniera
che segue.
L’Idv ha chiesto per il gazebo lo spazio antistante al monumento
ai caduti, che si trova proprio di fronte alla zona in cui è
montato il palco per lo spettacolo serale. In pratica nel mezzo
del passeggio e nel cuore del pubblico. Altresì, secondo la
Polizia municipale, sono sature tutte le aree destinate al
commercio ambulante, essendo già stati assegnati i posteggi agli
esercenti, che hanno presentato domanda già “all’inizio
dell’anno”. In sintesi, anche cambiando locazione e rinunciando
al fin troppo allettante spazio davanti al monumento, non ci
sarebbe stato un altro posto dove montare il tendone per
raccogliere le firme contro la legge elettorale e per
l’abolizione delle Province. Infine la processione, che durante
il tragitto, al ritorno, sarebbe passata proprio dove i
dipietristi avrebbero voluto allestire il gazebo.
“L’impulso a inondare le redazioni dei quotidiani locali di
notizie pretestuose ed infarcite di argomentazioni che
mirerebbero a gettare ombre sulla legalità e sulla democraticità
di questa amministrazione – il commento di Travaglini -, risulta
evidentemente vano”. In chiusura, poi, il primo cittadino
riprende un suo cruccio vecchio di qualche mese, che all’epoca
non uscì sui media solo perché si era già in silenzio
elettorale. “Farebbe bene invece la Contucci a tenere a freno
l’impeto di Cristiano Di Pietro nel corso dell’imminente
campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale –
l’affondo del sindaco -, al fine di non ripetere l’errore delle
scorse elezioni provinciali, quando lo stesso Di Pietro fu
costretto dalla Polizia municipale di Montenero a staccare, di
proprio pugno, i manifesti dell’Italia dei valori affissi
nottetempo (la sera prima dell’apertura delle urne)
probabilmente con la finalità di coprire i volti degli altri
candidati. Se questa è democrazia e legalità ...”.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 18 settembre 2011
Sullo stesso tema:
Gazebo negato all'Idv
per il nuovo referendum abrogativo (16/09/2011)
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Dal
comitato si levano le polemiche
Gazebo negato all'Idv
per il nuovo referendum abrogativo
MONTENERO
DI BISACCIA. Dopo essere stata presente alle feste di tutto il
Basso Molise, l’Italia dei valori si vede negato il permesso
proprio nel paese di origine del leader nazionale Antonio Di
Pietro. In una nota il Circolo Idv di Montenero critica
duramente il diniego, da parte del sindaco Nicola Travaglini, di
allestire un gazebo per la raccolta firme anche in occasione
della festa patronale di san Matteo apostolo, in programma per
il 21 settembre.
Finisce così in polemica con l’amministrazione comunale, tanto
per cambiare, la campagna dipietrista volta a raccogliere
sottoscrizioni contro la legge elettorale (chiamata anche
Porcellum) e per abolire le Province. “Siamo consapevoli del
fatto che i festeggiamenti implichino una serie di
stravolgimenti e problematiche per quel che riguarda la
circolazione – il commento della presidente di Circolo Simona
Contucci -, ma non ci spieghiamo come mai, durante la nostra
campagna referendaria, sia stato possibile presidiare le piazze
di numerosi comuni in occasione di sagre e manifestazioni con
palchi, bancarelle e concerti, mentre a Montenero sembra non si
riesca quasi mai a trovare soluzioni possibili per le nostre
richieste”.
E già, nel paese suo e di papà Antonio, Cristiano Di Pietro non
potrà registrare il video da pubblicare su Youtube, funzionale
alla campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali che
lo vedono candidato di punta dell’Italia dei valori, come ha
fatto in altri centri, sempre in occasione di affollate feste.
Dal canto suo, il sindaco Travaglini potrebbe ancora ricordare
il boccone amaro che dovette trangugiare nell’agosto 2010,
quando Di Pietro senior, previo annuncio a tappeto a tutti i
media, diventò il primo attore, ripreso da tutte le telecamere,
alla festa dell’associazione Pro Loco. Da qui, vien di pensare,
il timore che l’Idv possa politicizzare la festa del patrono
cittadino. R.d’A.
Il Quotidiano
del Molise 16 settembre 2011
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Sarà
tenuto dal maestro Santoro
Corso di tamburi e
musica popolare del Meridione
MONTENERO
DI BISACCIA. Il tamburello e la tammorra: un laboratorio di
tamburi a cornice dell’Italia Meridionale. Questo il succo
dell’iniziativa che coinvolgerà il centro bassomolisano dalla
metà di ottobre. Un corso che sarà tenuto dal maestro Walter
Santoro e la cui presentazione, gratuita, è in programma per il
prossimo 1 ottobre alle 17.30 nella sala polivalente.
Qui gli interessati potranno conoscere i dettagli delle lezioni,
che si terranno ogni venerdì, dalle 19.00 alle 20.30, presso le
sedi di Montenero di Bisaccia e di Termoli. Saltarello,
tarantelle del Gargano, calabrese, lucane, siciliane,
balcaniche, oltre che pizzica salentina e tante altre sonorità
popolari, questi i temi musicali affrontati nel corso. Esso è
rivolto a tutti gli appassionati che vogliano cimentarsi con la
musica tradizionale, anche se sprovvisti di qualunque conoscenza
in fatto di pentagrammi, note ecc.
L’inizio dei corsi è previsto per la metà di ottobre, mentre per
informazioni e iscrizioni i recapiti sono: Marcello Pastorini
340/6550584 marcellodora@hotmail.it e Paola Palombino
339/8809550 info@termoliaupair.it. R.d’A.
Il Quotidiano
del Molise 16 settembre 2011
La locandina dell'evento
Fiamme in contrada
Montrone: dieci ettari in fumo

MONTENERO DI BISACCIA. Il caldo non accenna a placarsi e gli
incendi si protraggono anche in un mese insolito come settembre.
Fiamme in contrada Montrone nella notte di ieri l’altro. Una
decina d’ettari, soprattutto di sterpaglie ma anche di orti,
sono andati in fumo quando, a partire dalle 20.00 di domenica
sera, il fuoco ha iniziato a svilupparsi nelle campagne a
sud-est del paese, a qualche chilometro di distanza dall’abitato
ed a poche centinaia di metri dal santuario della Madonna di
Bisaccia.
Sul posto sono sopraggiunte cinque autobotti dei Vigili del
fuoco, che hanno dovuto combattere con l’asperità del terreno
prima che con le lingue di fuoco. La zona, infatti, è un
susseguirsi di colline che piombano a picco sulla piccola
vallata sottostante, stradine e sentieri adatti più al motocross
che alla normale circolazione automobilistica. Da qui le
difficoltà incontrate dai pompieri nelle operazioni di
contenimento delle fiamme e nell’evitare che raggiungessero
qualche masseria presente in loco.
L’incendio si è protratto fino a notte inoltrata, tant’è che
solo intorno alle sei di mattina poteva dirsi domato. A
differenza di quanto accaduto nell’agosto del 2007, stavolta non
è stata attaccata dalle fiamme la grotta della Madonna. Il luogo
di culto tanto caro ai monteneresi si trova infatti proprio su
una delle collinette che caratterizzano la zona. R.d’A.
Il fuoco lambisce il
centro abitato: ennesimo allarme
MONTENERO
DI BISACCIA. Non si placa l’allarme incendi nel centro
bassomolisano. Dopo il rogo che ha devastato contrada Montrone,
un altro è divampato nel pomeriggio di ieri tra le contrade
Fosso melanico e Querce marine. Anche in questo caso a poche
centinaia di metri dalle prime case dell’abitato, ma in
direzione nord-est.
Ignote al momento le cause dell’incendio, che ha interessato sia
gli arbusti circostanti il torrente Tecchio, sia le stoppie di
campi su cui sono stati mietuti i cereali e che erano in attesa
di essere arati.
Il Quotidiano
del Molise 13 settembre 2011
Esordio sui banchi per
48 alunni in tre prime Elementari
MONTENERO
DI BISACCIA. Quarantotto alunni e tre classi prime: due in
piazza della Libertà, una a Colle della speranza. Trentaquattro
piccolissimi alunni in centro, quattordici nella scuola più
periferica. Al via ieri le lezioni anche nel centro
bassomolisano e come sempre ad attirare di più l’attenzione, di
genitori e passanti, è stata l’uscita dei bambini di prima
Elementare. Al loro primo giorno di scuola, gli alunni più
piccoli non si sono dimostrati affatto imbarazzati di fronte
all’obiettivo. Con ordine e sotto lo sguardo vigile delle
insegnanti, sono usciti alle 13.20 dall’edificio che da qui a
cinque anni li accoglierà ogni mattina. Ad aspettarli mamme,
papà e anche i nonni in qualche caso.
La classe 2005 fa così il suo ingresso nel mondo
dell’istruzione. Dal punto di vista demografico rappresenta una
delle meno nutrite per Montenero, essendo nati in quell’anno 54
bambini: qualcuno in più del catastrofico 2004 (solo 37) e
qualcuno in meno rispetto al trend che dopo un po’ sarebbe
diventato lo standard fino a oggi, ossia una sessantina di nuovi
residenti ogni anno. R.d’A.
Il Quotidiano del
Molise 13 settembre 2011
Fu acquistato
dalla passata amministrazione con gli incentivi previsti per i
mezzi a gas naturale
Bus a metano, lo
‘spreco’ sul risparmio
Il mezzo
pubblico ha solo 200 km di autonomia e occorre percorrerne 30
per rifornirlo
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Consumare di meno, limitando le emissioni
di co2 e quindi contribuire alla salvaguardia del pianeta? Chi è
che può dichiararsi contrario, ma davvero un autobus risparmia e
inquina tanto di meno se quasi il dieci per cento dei chilometri
percorsi servono per arrivare al più vicino distributore di
metano, ossia solo ed esclusivamente per alimentare se stesso?
Difficile dare un nome a questa sindrome da risparmio
immaginario, che spesso colpisce anche i privati. Si racconta di
persone che hanno acquistato una Panda a metano pur avendo il
distributore di gas naturale più vicino a ben settanta
chilometri. Ergo, un terzo dell’autonomia del serbatoio
servirebbe per arrivare alla pompa di rifornimento. Per la
circolare-scuolabus di Montenero non siamo a questi livelli, il
distributore più vicino si trova nella zona industriale di San
Salvo, circa quindici chilometri ad andare e altrettanti per
tornare. Ma se l’autonomia del mezzo pubblico è sì e no di 200
chilometri, può ugualmente dirsi vanificato ogni buon proposito
che spinse la passata amministrazione comunale ad acquistarlo.
Il bando di settembre 2009, infatti, rottamava una vecchia
circolare del 1991 a gasolio. Così nella primavera 2010, proprio
a fine mandato amministrativo, arrivava il nuovo bus a metano,
color arancio fiammante. A far convergere sulla sua scelta gli
incentivi statali, che premiavano le amministrazioni che si
dotavano di mezzi alimentati a gas naturale.
La sua destinazione: coprire il tragitto Montenero
centro-contrada Montebello. Pazienza se ogni due giorni deve
essere rifornito di metano, per cui è necessario recarsi a San
Salvo dopo aver scaricato i passeggeri. Almeno per il normale e
puzzolente gasolio dentro Montenero ci sono ben tre
distributori. Ne consegue che anche per raggiungere il più
lontano, dal garage comunale, sono soltanto sei chilometri, tra
andata e ritorno. Un quinto di quelli necessari per il gas
metano.
Di più: guai a dimenticare di fare il pieno in tempo, perché
occorrerebbe portare col carro attrezzi l’autobus ecologico da
Montenero a San Salvo. E solo per riempirlo di carburante. Una
volta è infatti accaduto che accidentalmente, forse a causa di
una perdita, si sia svuotato il serbatoio dello scuolabus mentre
era fermo nella rimessa comunale. Fu necessario rimorchiarlo
fino al distributore più vicino, ossia a quindici chilometri,
chissà con quali costi extra.
Infine, quanto costa e quanto maggior inquinamento produce in
termini di pneumatici che si consumano, usura del mezzo, dover
percorrere cinque volte la distanza necessaria per la normale
nafta, oltre a dover rifornire con frequenza doppia, vista
l’esigua autonomia per pieno?
Forse, molto semplicemente, lo Stato prima di incentivare –
giustamente – i parsimoniosi mezzi a gas naturale, dovrebbe
pensare a dotare il territorio di appositi distributori. Per il
momento l’autobus a metano di Montenero, al pari di quelli di
chissà quanti altri comuni, fa avanti e indietro soprattutto per
dar da bere a se stesso.
Il Quotidiano
del Molise 11 settembre 2011
Terremoto, ecco i
fondi impegnati a Montenero di Bisaccia
MONTENERO
DI BISACCIA. Quasi tre milioni e trecentomila euro, per la
precisione 3.291.943,52, questa la somma che ha fruttato a
Montenero il terremoto del 2002. La rendicontazione di quanto
finanziato nel periodo 2003-2010 dalla Regione Molise per i
danni post sisma è stata appena pubblicata. E nel consultarla
non mancano le sorprese, prima fra tutte l’impennata che le
somme elargite da Palazzo Moffa subiscono da un certo punto in
poi. Per i più maligni la conferma che bisogna essere nelle
grazie del potere regionale per ottenere qualcosa.
L’analisi delle cifre crude, tuttavia, mostra che quasi tutte le
opere pubbliche realizzate nel secondo mandato del sindaco
Giuseppe D’Ascenzo (o completate in questo primo scorcio di
Nicola Travaglini), sono state finanziate con i fondi del
terremoto. Il quale a Montenero si avvertì, ma qualora si
proponesse a chicchessia di mettere la mano sul fuoco per
garantire che abbia fatto davvero danni, potrebbe rivelarsi
impresa disperata trovare emuli di Muzio Scevola. Ma tant’è, i
soldi sono arrivati anche qui, sarebbe stato un peccato non
approfittarne da parte degli amministratori.
Nel 2003, primo anno di manna sismica, Montenero riceve 145mila
euro. Le somme sono utilizzate soprattutto per pagare le
autonome sistemazioni a famiglie che hanno dovuto sloggiare
dalla propria casa dopo la scossa tellurica. Non mancano
tuttavia voci di spesa che riguardano la riparazione funzionale
di opere varie.
L’anno successivo aumenta la somma elargita in favore del centro
bassomolisano, all’epoca di colore opposto a quello del governo
regionale, col quale cominciano anche le prime scaramucce per
questioni urbanistiche. I 264mila euro del 2004 sono così
utilizzati per riparazioni private e anche per le scuole.
Arriva il 2005 e con esso “solo” 132mila euro, destinati sempre
a riparazioni funzionali di stabili danneggiati dal sisma di tre
anni prima.
In linea generale hanno la stessa destinazione anche le somme
percepite nel 2006, che ammontano a 180mila euro: oltre a case
private, sono finanziati i lavori per ristrutturare le scuole.
Nel 2007 la Regione pare tirare i cordoni della borsa: a
Montenero arrivano solo 118mila euro, per riparazioni
funzionali, sistemazione e riattivazione di scuole.
Contributi a pioggia anche l’anno successivo: 193mila gli euro
elargiti nel 2008.
Infine il cambio di rotta nel 2009, quando Palazzo Moffa dirotta
sul centro bassomolisano ben 345mila euro. Il cambio di passo si
vede subito: a fine mandato arrivano importanti opere come la
sistemazione di piazza Giovanni XXIII (accanto alla chiesa
madre) e di via San Giovanni, a due passi dal centro.
Ma occorre ricordare cos’è avvenuto nel 2009 in ambito politico
per tentare di avere un quadro più chiaro della situazione. A
pochi mesi dalla scadenza naturale del secondo mandato di D’Ascenzo,
il centrosinistra montenerese si spacca e scatena una furiosa
crisi amministrativa. Dopo mesi di battibecchi, trattative,
litigi, ricorsi al Tar ecc. succede che parte del centrosinistra
si allea con la minoranza di centrodestra. Il risultato è la
lista guidata da Nicola Travaglini, che nella primavera 2010
diventa così sindaco.
E con una regione amica, ormai dello stesso colore politico dopo
trascorsi spesso burrascosi, forse è anche il caso di ricevere
un occhio di riguardo. Sarà per questo che nel 2010, e sempre
per il famoso terremoto, arriva a Montenero la bellezza di 1
milione e 911mila euro? Chissà, intanto i frutti si vedono a
suon di cemento, fognature, pavimentazioni, asfalti, lampioni
nuovi ecc. Il Comune sistema una dietro l’altra le vie Pietro
Micca, Beato Matteo, Regina Elena, Nicola Luciani, XXIV maggio,
Valentina, Carducci, Carabba, Napoli, Enrico Fermi. E, perché
no, anche il cimitero.
Il terremoto forse non c’è stato, di sicuro non ha causato gli
stessi danni dell’epicentro, San Giuliano di Puglia, ma va
almeno riconosciuto che con i fondi sono state realizzate
soprattutto opere pubbliche, oggi fruite dalla collettività.
Infine, visto che i soldi sono stati stanziati comunque, quanto
è costata a Montenero l’inimicizia con la Regione perdurata per
buona parte degli anni Duemila? R.d’A.
Il Quotidiano
del Molise 9 settembre 2011
Nella foto piazza
Giovanni XXIII
Saranno
soprattutto nel centrosinistra ad ambire a un posto a Palazzo
Moffa
Regionali, parte il
totocandidati
I
cittadini si chiedono se qualcuno ce la farà o se rimarranno
tutti a bocca asciutta
MONTENERO DI BISACCIA. Saranno come al solito in tanti? Chi si
metterà in lista? E soprattutto: qualcuno ce la farà o accadrà
come alle provinciali di maggio, quando nessuno di Montenero è
rientrato? Queste le domande quando manca poco più di un mese
alle elezioni regionali e una decina di giorni alla
presentazione delle liste.
Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che, come al solito, ad
abbondare maggiormente di candidati locali sarà il
centrosinistra. Nicola D’Ascanio, appena uscito sconfitto (e
pesantemente) alle primarie, dovrebbe essere ai nastri di
partenza. A fargli compagnia il rivale di più o meno lunga data
Mauro Natalini, che pur abitando a Termoli da un po’ raccoglie
il grosso dei consensi nel paese di origine. Potrebbe inoltre
candidarsi anche Giuseppe Chiappini, il “rieccolo” della
situazione avrebbe detto Montanelli, che alle primarie ha
sostenuto il vincitore Paolo Di Laura Frattura. E’ stata infine
annunciata già da un po’ la discesa in campo per le regionali di
Cristiano Di Pietro, che forte dell’appoggio di papà Antonio e
di tutto il partito punta a conquistare un ben retribuito posto
a Palazzo Moffa. Se questo scenario fosse confermato, si
avrebbero quattro candidati nel centrosinistra a Montenero,
ossia due in meno rispetto alla passata consultazione del 2006.
Non è da escludere, però, che all’ultimo momento non possano
uscire candidature civetta senza speranza, per la cui ragion
d’esistere la più avanzata scienza politica e sociale ancora non
riesce a trovare una spiegazione razionale.
E nel centrodestra? Ci sarà un unico pretendente o, come
avvenuto per le provinciali, regnerà la divisione e alla fine
nessuno centrerà l’obiettivo? Al momento l’unico che è uscito
allo scoperto è Domenico Porfido, che ha annunciato di competere
al fianco del presidente uscente Michele Iorio. L’ex consigliere
regionale (eletto però nelle file dell’allora Italia dei
valori), e attuale presidente del Consiglio comunale, avrebbe
possibilità di farcela, purché non gli fiocchino candidati a
raffica nello schieramento di centrodestra. Al momento parrebbe
essere l’unico interessato a tentare nella coalizione che da un
anno e mezzo ha in mano anche il Comune. Ma c’è da dire che pure
nel 2006 era solo nel centrodestra e, nonostante alla fine
risultò il primo eletto a Montenero, non ce la fece. Stavolta si
vedrà. R.d’A.
Il Quotidiano
del Molise 7 settembre 2011
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
In origine
doveva divenire un centro culturale, che
poi fu realizzato altrove
Palazzo Valerio
abbandonato a se stesso
L’edificio
è stato acquistato dal Comune nel 1998, ma ristrutturarlo costa
troppo
MONTENERO
Di BISACCIA. Sarà mai ristrutturato? Servirà a qualcosa che vada
oltre l’essere un deposito di sedie per le manifestazioni estive
all’aperto? Chissà, intanto il Palazzo Valerio continua a fare
“bella” mostra di sé, in pieno centro, con lo stretto vicolo a
lato puntellato da quasi dieci anni ormai. Precisamente dal
terremoto dell’ottobre 2002, che colpì San Giuliano di Puglia ma
che si sentì anche dalle parti di Montenero.
L’edificio fu acquistato dall’amministrazione comunale nel 1998,
prima apparteneva alla Chiesa. Nei primissimi anni Duemila si
pensò di renderlo un centro culturale e multimediale, nel quale
trasferire anche la biblioteca comunale. Cosa che anni dopo è
effettivamente avvenuta, ma occupando un altro immobile
comunale, ossia il secondo piano del mercato coperto. Intanto
per il Palazzo Valerio iniziava una lunga stagione di
inutilizzo: troppo costoso ristrutturarlo da capo a piedi. E nel
frattempo ci si metteva pure il terremoto, a seguito del quale
diventava necessario puntellare il vicolo accanto. Ancora oggi,
nove anni dopo quel drammatico evento, si passa sotto le
impalcature. Ogni tanto la viuzza, che a causa dei ponteggi è
perennemente buia, diventa talmente sporca che i residenti
reclamano all’indirizzo dell’amministrazione comunale. Negli
ultimi giorni è stato pulito anche sopra l’impalcato, dove si
erano stratificati i bisogni fisiologici degli onnipresenti
piccioni.
Un vicoletto, fa sapere un’anziana che abita da quelle parti,
percorso anche dai turisti d’estate, incuriositi dal centro
storico di Montenero che si dirama dietro la chiesa madre di san
Matteo. E non sempre l’effetto sul forestiero è dei migliori.
Questa la situazione del Palazzo Valerio tredici anni e tre
legislature dopo il suo acquisto. Chissà se e quando servirà a
qualcosa. R.d’A.
Il Quotidiano
del Molise 4 settembre 2011
Questa
sera il comizio in vista delle primarie
Ultimo appello di
D'Ascanio alla sua Montenero
MONTENERO
DI BISACCIA. Sceglie il suo paese Nicola D’Ascanio per chiudere
la campagna elettorale per le primarie del centrosinistra. E’
previsto per stasera alle 20.00, in piazza della Libertà, il
comizio dell’aspirante candidato alla presidenza della Regione
Molise, le cui elezioni si terranno a metà ottobre.
L’intervento dell’ex presidente della Provincia arriva dopo una
lettera fatta recapitare a tutte le famiglie monteneresi. In
essa sono spiegati i perché della candidatura, “Con voi e per
voi” sottolinea D’Ascanio rivolgendosi ai suoi concittadini.
“L’appuntamento delle primarie – si legge – costituisce per la
nostra comunità una opportunità di forte protagonismo nello
scenario politico regionale, perché mi vede candidato a lottare
in prima persona contro Iorio e il suo malgoverno, quale vostro
diretto rappresentante”. L’auspicio è pertanto di ottenere
consensi soprattutto dai suoi compaesani, anche perché “gli
altri candidati non vogliono bene a Montenero più del
sottoscritto” è specificato alla fine del foglio.
Rimane da vedere, e lo si saprà già domani sera sul tardi, se i
concittadini risponderanno all’appello di Nicola D’Ascanio e
come lo collocheranno in graduatoria rispetto agli altri quattro
candidati. Come spiegato da più parti, si potrà votare per le
primarie del centrosinistra dalle 8.00 alle 21.00 di domenica 4
settembre e occorrerà versare un obolo di due euro. A Montenero
il seggio sarà allestito nella sala polivalente, in piazza della
Libertà. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 3 settembre 2011