Travaglini:
“Un primo passo verso una città più sicura”
Nonno Vigile: il
Comune ci riprova
Quattro anni fa l’adesione fu scarsa
MONTENERO
DI BISACCIA. “Una figura amica tanto per i bambini quanto per i
genitori”, queste le parole usate dal sindaco Nicola Travaglini
per descrivere una delle ultime iniziative intraprese
dall’amministrazione comunale. Si tratta dell’istituzione del
nonno vigile, ossia volontari avanti negli anni che dovranno
regolare il traffico davanti alle scuole, vigilare sul rispetto
delle aree verdi ecc. Se n’è parlato nell’ultimo Consiglio
comunale, dove il voto sull’argomento è stato unanime.
“I nonni vigili saranno dotati di pettorina e paletta per essere
immediatamente riconoscibili e potranno segnalare alla scuola o
alla Polizia municipale possibili situazioni pericolose – ha
spiegato il primo cittadino -; rispetto alle aree verdi, i
volontari, riconoscibili grazie ad un apposito tesserino,
fungeranno da punto di riferimento per i frequentatori, al fine
di rilevare e raccogliere segnalazioni relative ad elementi di
potenziale pericolo”.
L’attività non sarà limitata pertanto al controllo dell’entrata
e uscita dei bambini dalle scuole, ma si estenderà alla
sicurezza in generale.
“Questo non è che un primo passo verso un progetto più ampio –
ha aggiunto Travaglini - dedicato alla sicurezza che include,
tra l’altro, la videosorveglianza del territorio urbano; su
questo aspetto specifico richiederemo un apposito finanziamento.
Oggi abbiamo messo in atto la prima di una serie di azioni
concrete e coordinate che rispondono a specifiche necessità
emergenti sul territorio, finalizzate principalmente a prevenire
il degrado, il disordine urbano, l’allarme sociale, la paura,
l’insicurezza percepita e le truffe”.
Resta da verificare, e solo il tempo potrà farlo, se avrà
efficacia l’appello dell’amministrazione comunale stavolta. Già
nel 2007, infatti, si tentò di istituire la figura del nonno
vigile, ma fu piuttosto scarsa l’adesione degli anziani, tant’è
che non se ne fece nulla. Chissà se in quattro anni è cambiato
qualcosa. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 31 luglio 2011
Nella foto il
sindaco Nicola Travaglini
Violento
scontro frontale sulla Chiatalonga: due
feriti
MONTENERO
DI BISACCIA. Torna a far parlare di sé la Chiatalonga, anche se
stavolta in un tratto inusuale. Incidente stradale ieri
pomeriggio, intorno alle 18.30, sulla strada comunale
abitualmente usata per andare a San Salvo dal centro
bassomolisano. Una Ford Escort, condotta da un 24enne, si
dirigeva verso Montenero, quando si è scontrata con un’Alfa 147
che proveniva nella direzione opposta e che era guidata da un
25enne, anch’egli del posto. Violento l’impatto, la cui dinamica
sarà verificata dai Carabinieri, tant’è che le due auto dopo
l’urto si sono ritrovate a circa 50 metri l’una dall’altra.
Feriti i due giovani, per uno dei quali i Vigili del fuoco hanno
dovuto lavorare non poco per estrarlo dall’auto. Le loro
condizioni, nonostante visibili ferite, non desterebbero
preoccupazione. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 30 luglio 2011
Nella foto la Ford
Escort coinvolta nell'incidente
Rinviate le interrogazioni
della minoranza
Il nonno vigile
diventa realtà: sì unanime del Consiglio comunale
MONTENERO
DI BISACCIA. Passano tutti i punti tranne l’ultimo, rinviato
perché assenti i diretti interessati. Si è tenuto in orario
insolito, confermato anche dallo scarso pubblico, l’ultimo
Consiglio comunale. Otto gli ordini del giorno discussi nella
riunione di ieri mattina, iniziata alle dieci e finita un’ora e
tre quarti dopo. Nei primi tre argomenti si è parlato di conti e
bilancio, e non sono mancate frecciatine dai due soli
consiglieri di minoranza presenti: Giuseppe Chiappini e Michele
Borgia. Il primo ha invitato la maggioranza a non abbassare la
guardia nonostante il rispetto del patto di stabilità, poiché il
federalismo fiscale continua a essere una spada di Damocle.
Borgia ha invece tacciato l’amministrazione di immobilismo.
Immediata la replica del sindaco Nicola Travaglini, che
rifacendosi a quanto detto poco prima, ha evidenziato la
necessità di un ufficio stampa per meglio informare i cittadini
e, nello specifico, addirittura i consiglieri comunali
dell’operato dell’amministrazione. Il primo cittadino ha perciò
ricordato alcuni importanti provvedimenti, come l’utilizzo di un
finanziamento regionale di 500mila euro, i lavori alla marina,
l’appalto per il restauro della torre di Montebello.
Altro argomento in agenda l’istituzione del nonno vigile. “Non è
che il primo tassello di un progetto più ampio dedicato alla
sicurezza – il commento del sindaco Travaglini -. Siamo convinti
che la presenza continuativa di anziani volontari nelle aree
strategiche del paese, in particolare presso le aree verdi e
quelle scolastiche, costituisca un’importante fonte di
informazioni e di richieste di intervento per quanto riguarda
situazioni di pericolo o di danno e agisce da deterrente nei
confronti di frequentatori non rispettosi delle regole e della
convivenza civile. La presenza dei volontari – ha continuato il
primo cittadino -, dovrà essere regolata sulla base di un
programma e di un calendario concordati con l’amministrazione
comunale e con l’ufficio di Polizia municipale. I compiti dei
nonni vigili saranno i seguenti: rispetto ai plessi scolastici,
in accordo con i dirigenti degli Istituti, i volontari
svolgeranno un ruolo specifico di controllo ed osservazione
delle persone che si troveranno dinanzi alle scuole, in modo da
individuare potenziali criticità o anomalie alle strutture,
oltre a garantire la sicurezza degli alunni all’entrata e
all’uscita da scuola: in questo specifico ambito, la presenza
dei nonni vigili servirà a moderare i comportamenti di alcuni
automobilisti distratti o indisciplinati”.
L’ultimo odg, che riguardava interrogazioni poste da consiglieri
di minoranza, è stato infine rinviato per l’assenza degli stessi
promotori. Si parlerà pertanto successivamente di attese troppo
lunghe per esami radiografici al poliambulatorio e assenza della
guardia medica solo alla marina di Montenero. Due argomenti sui
quali pare che il sindaco si fosse preparato per rispondere a
tono a chi lo stuzzicava, ma dovrà rinviare alla prossima seduta
la sua arringa. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 30 luglio 2011
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Il furto è
avvenuto nel parcheggio multipiano
Rubate targhe a
un'auto francese: scatta la denuncia
MONTENERO
DI BISACCIA. Cosa ci faranno forse lo si scoprirà facendo
attenzione alla cronaca dei prossimi giorni. Nel frattempo sono
iniziate le grane per un pensionato che risiede in Francia, e
che come ogni anno è tornato per le vacanze nel paese di
origine. N. D. B., queste le iniziali del 71enne, ieri mattina
ha ritrovato la propria auto senza le targhe. Durante la notte
dalla sua Mercedes classe B, posteggiata nel parcheggio
multipiano di via Frentana, qualcuno ha sottratto sia quella
anteriore sia quella posteriore.
Un lavoro certosino: i rivetti di alluminio sono stati fatti
saltare con un trapano a batteria e a quel punto zac, è bastato
sfilare le targhe e portarle chissà dove. E per farci chissà
cosa. Nella notte tra martedì e mercoledì oltre a quella di N.
D. B. c’erano anche altre auto nel multipiano, eppure i furfanti
hanno scelto la sua, l’unica con targa straniera. Evidentemente
era quello di cui avevano bisogno.
Il titolare della Mercedes ha subito denunciato l’accaduto ai
Carabinieri della locale stazione, in maniera che eventuali
reati commessi dai ladri non lo mettano nei guai ingiustamente.
Nel frattempo dovrà girare con targhe provvisorie, scritte a
mano, sperando che quelle autentiche siano ritrovate al più
presto. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 28 luglio 2011
Nella foto la
Mercedes alla quale sono state rubate le targhe nel parcheggio
multipiano
Nasce ‘Educanziano’,
il progetto per migliorare la qualità della vita nella terza età
MONTENERO
DI BISACCIA. Educazione alimentare e al movimento, mantenere
efficiente la memoria, prevenire gli incidenti domestici,
imparare a usare il computer. Questi gli obiettivi principali di
“Educanziano”, che si concreterà in una serie di incontri
dedicati agli anziani. Il progetto porta la firma
dell’associazione Abcpsy, presieduta da Francesco Basilico, e
rientra fra le attività che l’amministrazione comunale promuove
per la terza età. Difatti il costo complessivo di quasi 20mila
euro sarà sostenuto interamente dal Comune, mentre gli incontri
settimanali saranno in numero di due o tre, tenuti il lunedì,
mercoledì e venerdì, per una durata di due ore ciascuno.
Previste anche due gite a tema, al fine di creare una continuità
tra le attività svolte e il territorio.
I dettagli di “Educanziano” sono descritti nel progetto, che è
integralmente pubblicato sul sito internet
www.comune.montenerodibisaccia.cb.it.
Si legge nel documento che l’iniziativa mira a far meglio
conoscere le “problematiche sanitarie e sociali più frequenti
nella terza età”. In sintesi arrivare a “una
responsabilizzazione dell’anziano, che imparerà uno stile di
vita più sano e rispondente alle sue particolari esigenze”. Le
lezioni saranno utili anche per prevenire gli incidenti
domestici, ai quali chi è avanti negli anni è più esposto.
Nell’ottica di migliorare la qualità della vita, infine, è
prevista “un’alfabetizzazione informatica”. In altri termini,
gli anziani che non sanno usare il computer potranno imparare a
farlo, diventando così più autonomi in una società in cui sempre
più sono indispensabili le nuove tecnologie. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 25 luglio 2011
Mario Di
Luzio era originario di Montenero ma viveva da anni nelle Marche
Muore
travolto da un camion durante un’uscita in bicicletta
di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Nel quartiere di via Valentina
bastava aspettare il suo ritorno per farsi sistemare porte,
finestre, tapparelle, serrature ecc. Perché Mario Di Luzio era
un falegname in pensione. “Era”: il tempo imperfetto corrisponde
tragicamente alla realtà da ieri l'altro mattina, quando il
73enne ha trovato la morte sulla Statale 16 in territorio di
Fermo. Abitava da anni nelle Marche, precisamente a Porto
Sant’Elpidio, dopo essere rientrato dalla Svizzera, ma era originario
di Montenero. Il destino ha voluto che finisse i suoi
giorni a bordo del mezzo che solo chi pratica lo sport del
pedale sa quanto è possibile amare. Si trovava sulla sua bicicletta
da corsa Mario, intorno alle 9.45 di venerdì mattina. Aveva
appena imboccato una rotatoria sulla Statale Adriatica quando
un camion lo ha colpito scaraventandolo a terra. L’autista
non si è accorto di nulla, tant’è che alcuni passanti lo hanno
inseguito per avvisarlo. A quel punto il conducente del camion
ha subito fatto marcia indietro per vedere cos’era accaduto.
Purtroppo per il ciclista non c’era più niente da fare: il
suo cuore aveva smesso di battere e a nulla è servito anche
l’intervento dell’eli-ambulanza. Mario Di Luzio lascia la
moglie e i figli. Tornava molto spesso a Montenero, inconfondibile
a bordo della vecchia Opel Ascona, esemplare ormai quasi unico, ma perfettamente
funzionante. Anche nel centro basso molisano praticava ciclismo
e perciò era conosciuto dagli altri amanti di questo sport. Raccontava sempre di
essere tesserato con la società “Berdini”, che conta ben sessanta
iscritti. Lui era uno di loro, tant’è che è stato subito identificato
dopo l’incidente grazie alla tessera sportiva della Uisp.
E c’era la falegnameria, mestiere praticato per una vita e che
era diventato un piacevole hobby. Chi lo conosceva gli chiedeva
di aggiustare la maniglia, di riverniciare una porta o una
finestra. Mario era sempre disponibile
e gentile. Ora non
tornerà più in quella casetta di
via Valentina, quartiere che si
trova a duecento metri dal centro
di Montenero. Da poco
aveva iniziato anche a usare il
computer e aveva un profilo
su Facebook. Solo quattro le
foto finora pubblicate sulla
sua pagina e due in particolare
attirano l’attenzione. Una è
di diversi anni fa, è con la moglie
e sono tutti e due vestiti
da carnevale. Nell’altra, intitolata
la mia passione, è a bordo
della sua bicicletta da corsa.
Forse è la stessa sulla quale ha perso la vita ieri mattina.
Il Quotidiano del Molise 24 luglio 2011
Nella foto Mario
Di Luzio
La
rievocazione degli antichi metodi di
mietitura
Festa della
trebbiatura, al via la seconda edizione
MONTENERO
DI BISACCIA. Un tuffo nel passato neanche troppo lontano che
però sembra distante chissà quanto, tanto è stato nel frattempo
il progresso tecnologico. Eppure è un rito che conserva immutato
il suo fascino, il suo essere impregnato di storia e di cultura
popolare. E perciò anche quest’anno l’associazione “La trebbia”
ripropone la “Festa della trebbiatura”, che giunge alla seconda
edizione.
L’appuntamento è per oggi e domani in via don Sturzo, ossia nei
pressi del palazzetto dello sport, lungo la principale strada di
accesso e uscita da Montenero. In ambedue le giornate il
programma prevede la rievocazione della mietitura e della
trebbiatura come si faceva un tempo. Anche i più giovani
potranno ammirare il taglio delle spighe con le falci, secondo
il metodo più antico, per poi passare a quello più “moderno”
(usato nel dopoguerra) e cioè con la falciatrice meccanica. A
seguire la trebbiatura con le antiche macchine che, tuttavia, al
loro tempo segnarono un importante passo avanti. Non mancherà
inoltre l’esposizione di mezzi anche più nuovi, come le prime
mietitrebbiatrici degli anni Sessanta-Settanta, fino alle
fuoriserie attuali, livellate e con cabina più confortevole di
un’automobile di lusso.
In ambedue le serate spazio per divertimento e degustazione di
prodotti tipici negli stand gastronomici. Stasera balli
latino-americani con “Il tarlo e la noce”, domani sera cover
band dei Nomadi con “I giullari” e a seguire Alberto Bertoli.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 23 luglio 2011
Nella foto un
momento della passata edizione della festa della trebbiatura a
Montenero di Bisaccia (foto di Nicola Borgia)
Reportage dell'edizione 2011 (montenerolife.it)
Il reportage dell'edizione 2010 della festa della trebbiatura (montenerolife.it)
Ecco gli stipendi
degli amministratori di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Tecnicamente si chiama
“indennità di funzione”, nella parlata comune è meglio dire
“stipendi dei politici”, si capisce meglio. Ma quanto “prendono”
al mese gli amministratori comunali di Montenero? Qual è il loro
stipendio? In aiuto interviene la rete internet, sulla quale da
gennaio è obbligatorio per il municipio pubblicare gli atti. In
barba alla trasparenza invocata per decenni a Montenero dalla
sinistra più o meno radical chiccheggiante, adesso è veramente
una casa di vetro il palazzo bianco di piazza della Libertà. La
tecnologia ha fatto molto di più, e in fretta, delle chiacchiere
ascoltate per anni dai parolai rossi degli anni Ottanta, che nei
Novanta e Duemila hanno convinto anche i moderati a scrivere
certe ovvietà in ogni programma elettorale.
E così si scoprono tutti gli stipendi dei politici comunali, ma
occorre considerare che le cifre riportate sono lorde e che
quindi in tasca agli interessati va poco più della metà. In ogni
caso, gli euro sborsati dai contribuenti sono esattamente quelli
riportati di seguito. Al sindaco Nicola Travaglini vanno 2509,98
euro al mese, al vice sindaco e assessore Giuseppe Di Pinto
627,50, agli assessori Gianfranca Marchesani e Giuseppe Murazzo
564,75, ad Angelo Magagnato 1129,49, mentre a Domenico Porfido,
che non è in giunta ma è presidente del Consiglio comunale
250,99 euro al mese.
Vanno aggiunti i gettoni di presenza per le partecipazioni alle
assise dei consiglieri comunali, la cui spesa ammonta a 2230
euro l’anno. In conclusione, il Comune di Montenero spende
complessivamente circa 70mila euro l’anno tra Consiglio e
giunta. Sulla delibera di giunta 108 è evidenziato che le
indennità di funzione e i gettoni di presenza sono conferiti in
base alla legge, ma nella “misura minima concedibile”. Se ne
deduce che l’amministrazione di Nicola Travaglini ha scelto per
nutrire se stessa il minimo nella forbice prevista dalla
normativa.
Ad ogni modo sono cifre lontane da quelle di centri più grandi,
dove anche un semplice consigliere comunale inizia a percepire
un piccolo stipendio. Dando uno sguardo al passato, infine,
nella storia di Montenero più volte l’indennità degli
amministratori è stata al centro di polemiche politiche. Nel
1974, nel 1975, nel 1986 per esempio, con quasi sempre gli
esponenti di sinistra pronti a difendere lo stipendino degli
amministratori. Adesso la maggioranza è di centrodestra, dopo
anni di predominio degli avversari, e l’indennità la si riscuote
lo stesso. Ma almeno nessuno di loro oggi svolge l’attività
amministrativa come lavoro esclusivo.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 21 luglio 2011
Nella foto da
sinistra Travaglini, Porfido, Magagnato, Di Pinto, Marchesani,
Murazzo
Di
Pietro si dedica all'agricoltura e costruisce una serra in
contrada Piscone
MONTENERO
DI BISACCIA. Il Tonino nazionale da tempo si è dato anche
all’agricoltura, sua antica passione, ora rilancia e addirittura
costruisce una serra in contrada Piscone. Ebbene sì, l’impianto
sorgerà su quei terreni arsi dal sole, dove il panorama
mozzafiato con l’Adriatico sullo sfondo contrasta con le pietre
che da troppi decenni continuano a uscire dal terreno, il quale
certo non è il massimo in fatto di produttività.
Ma è lì che Antonio Di Pietro è nato sessantuno anni fa, lì che
da qualche anno ha ristrutturato, trasformandola in una
“villaccia” (come si dice a Montenero) la masseria dei genitori.
Sempre lì pare che abbia fatto compere, ampliando la proprietà
con altri poderi e fabbricati. Sempre in contrada Piscone, tre
chilometri in linea d’aria a sud dell’abitato, costruirà la
serra. E’ quanto si apprende consultando l’albo pretorio sul
sito internet del Comune di Montenero di Bisaccia. Non ci sono
dubbi sull’identità: è proprio il leader dell’Italia dei valori,
lo confermano data di nascita e comune di residenza nel
bergamasco. Il progetto riguarda “una serra ad uso agricolo”,
per la quale ieri è stato rilasciato il permesso di costruire
dall’Ufficio tecnico. Altri dettagli sull’albo pretorio non vi
sono, ma è riportato che gli atti, progetto compreso, sono
disponibili nel predetto ufficio per chi volesse visionarli,
come previsto in tutti i casi del genere dalla normativa.
Chissà cosa coltiverà nella serra Di Pietro. In zona di impianti
del genere non se ne vedono, poiché da sempre dominano
incontrastate le colture cerealicole e gli alberi di olivo. Ora
arriva il salto di qualità e magari sarà lo stesso Tonino a
presentare i lavori nella festa che ogni anno tiene in campagna
ad agosto. Vi arriva qualche migliaio di militanti dell’Idv, una
quantità di gente che non è certo consuetudine vedere in
contrada Piscone, altrimenti nota come “Lu pisciarill”, dal nome
di un’antica fonte situata in loco. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 19 luglio 2011
Nella foto una
veduta di contrada Piscone
Pochi
giorni fa la sentenza che ha dato ragione alla
Fiat di Melfi
Radici monteneresi
per il giudice del lavoro più noto d’Italia
MONTENERO DI BISACCIA. Il licenziamento dei tre operai Fiat di
Melfi era legittimo ed a sancirlo è un giudice il cui albero
genealogico parla montenerese. Amerigo Palma, questo il nome del
magistrato del Tribunale del lavoro del centro lucano, cui è
toccato esprimersi sulla spinosa vicenda che tiene banco da un
anno su tutti i media nazionali. Una querelle che ha visto
contrapposti il colosso automobilistico Fiat da un lato e la
Fiom dall’altro. Quest’ultima organizzazione sindacale
intervenuta in difesa di tre operai licenziati nel luglio 2010,
accusati di aver sabotato la produzione durante uno sciopero
contro i carichi di lavoro.
La sentenza emessa da Amerigo Palma ribalta quella di primo
grado, quando i tre operai erano stati riammessi sul posto di
lavoro. A Montenero la notizia si è diffusa in un attimo, con la
soddisfazione stampata in viso a papà Attilio, che da diversi
anni è tornato a vivere nel suo paese. Il suo primogenito, oggi
magistrato, nacque a Potenza, dove egli ha vissuto per molti
anni e dove mise su famiglia. Dopo l’epopea di Tangentopoli, il
centro molisano torna a far parlare di sé in ambito giudiziario
nazionale. Prima con Antonio Di Pietro, oggi con un giovane
giudice del lavoro chiamato a decidere su una questione
sicuramente non facile. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 17
luglio 2011
Quasi 100 genitori hanno scritto
al provveditore e alle istituzioni
Montenero, no alla riduzione delle classi
alle scuole Medie
MONTENERO
DI BISACCIA. Sono genitori preoccupati ma determinati quelli che
in questi giorni stanno sollevando l’allarme sulla riduzione
delle classi alle scuole Medie. Novantaquattro, questo il numero
dei firmatari della lettera avente come destinatari: il
provveditore agli studi, i presidenti di Regione e Provincia, il
sindaco di Montenero di Bisaccia, il dirigente scolastico.
Sotto accusa la paventata riduzione delle sezioni, che da
quattro diventerebbero tre, con conseguente maggior numero di
studenti per ogni aula. Quanto basta, secondo il comitato di
genitori, per preoccuparsi anche della sicurezza. Per ciascun
alunno, infatti, la normativa vigente prevede 1,80 metri quadri,
oltre che adeguato microclima, giusta areazione e illuminazione,
locali salubri. Tutte peculiarità che verrebbero meno qualora
tutti gli studenti della classe I della scuola secondaria di
primo grado fossero collocati in sole tre sezioni.
“Se è ancora vero che la scuola insieme alla famiglia è
l’agenzia educativa più importante nella nostra società –
scrivono i genitori -, se ‘educere’ significa ancora tirare
fuori il meglio da ogni ragazzo attraverso il dialogo, l’ascolto
e l’empatia che si crea tra l’insegnante che incanta i suoi
alunni conducendoli al sapere e l’alunno stesso che apprende
attraverso le sue parole, come può tutta questa alchimia
avvenire nell’ora di lezione in una classe di 28-30 alunni
collocati in un unico ambiente?”.
Indice puntato quindi sulla riforma della scuola, che andrebbe a
colpire le Medie di Montenero in maniera sensibile. L’appello è
pertanto rivolto alle autorità competenti affinché le sezioni
nell’edificio di via Valentina restino quattro anche nel
prossimo anno scolastico, che inizierà a settembre. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 12
luglio 2011
Nella foto le
scuole Medie di Montenero di Bisaccia
Ad inaugurare le
serate lo spettacolo di Apres la classe
Un'estate per tutte le età
Presentato il cartellone degli eventi
MONTENERO
DI BISACCIA. “Rendere Montenero un comune interessante sotto il
profilo turistico” e perciò quale migliore vetrina dell’Estate
montenerese? Il sindaco Nicola Travaglini non ha dubbi, il
cartellone degli eventi in programma da domani a settembre è
interessante, in grado di “dare risposte a tutte le età”. Ieri
mattina la presentazione in municipio, con una conferenza stampa
alla quale hanno partecipato anche gli assessori Angelo
Magagnato e Giuseppe Di Pinto, oltre che il consigliere comunale
Pasqualino D’Ascenzo.
Al primo cittadino il compito di illustrare per sommi capi
l’Estate montenerese, alla quale fanno da corredo alcune opere
pubbliche, realizzate in centro come alla marina, e una maggiore
attenzione all’ordine e al traffico veicolare.
L’assessore ai Lavori pubblici Magagnato ha poi elencato i
diversi interventi messi in atto in paese e alla marina.
Completati rete idrica e impianti fognari, riassaltate le strade
alla Costa Verde, oltre che un pennello frangiflutti sulla
spiaggia per limitare l’annoso problema dell’erosione costiera.
Per quanto riguarda il centro Magagnato ha parlato di attenzione
rivolta soprattutto ai più piccoli. Dimostrazione ne sono i
nuovi giochi posizionati sia nella Villa comunale in centro, sia
in piazza san Paolo nella zona Bivio.
La parola è poi passata a colui che si occupa dell’Estate
montenerese ormai da sei anni consecutivi. Giuseppe Di Pinto ha
parlato di un programma itinerante, che “abbraccia tutto il
vasto territorio di Montenero”. Quattro i big che quest’anno
calcheranno la scena locale: dagli “Apres la classe” (stasera in
piazza della Libertà) ai Collage per la musica, da Paolo Rossi
al trio “La ricotta” per il cabaret. Tutti eventi gratuiti, ha
evidenziato Di Pinto, tranne quello che si terrà il 29 luglio
allo stadio, con Pino Campagna, gli Emo e Rocco Gigolò, il cui
incasso servirà a finanziare il settore giovanile del calcio
locale. L’assessore alla Cultura e al Turismo ha inoltre
rimarcato come l’Estate montenerese ancora una volta promuova
prodotti e tradizioni locali. E’ il caso delle varie sagre
dedicate a ventricina, vino ecc., passando per la festa della
trebbiatura, riproposta anche quest’anno.
“Sono davvero soddisfatto di questo programma – il commento di
Giuseppe Di Pinto -, fatto con risorse economiche limitate. Sei
anni fa, quando cominciai a organizzarla, da fuori l’Estate
montenerese non era conosciuta, adesso nei comuni limitrofi
aspettano l’arrivo dei big che ogni anno facciamo esibire”.
In chiusura di conferenza l’intervento di Pasqualino D’Ascenzo,
che su delega del sindaco si occupa di trasporti e viabilità.
Il consigliere comunale ha ricordato che come ogni anno è attivo
il servizio di trasporto pubblico da e verso la marina, con
orari leggermente modificati di recente in base alle esigenze
dei cittadini. Inoltre è fornito il servizio di trasporto anche
per i disabili che seguono un corso di riabilitazione presso la
piscina del Calypso a Petacciato marina. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 9
luglio 2011
Nella foto da
sinistra Nicola Travaglini, Angelo Magagnato, Giuseppe Di Pinto,
Pasqualino D'Ascenzo
Di'
la tua sul blog di Montenero On Line
Il programma completo dell'Estate montenerese 2011 sul sito del
Comune di Montenero di Bisaccia
Ad aggiudicarsi i lavori
un'impresa campana che dovrà recuperare
la fortificazione realizzata nel 1560 da Vialante
Torre di Montebello, al via il restauro
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Torre di Montebello: finalmente arriva il
restauro. E stavolta davvero, anche se con un certo ritardo su
una tabella di marcia un po’ imprudentemente accelerata dal
sindaco Nicola Travaglini. Ma si sa, in campagna elettorale (era
la primavera 2010) si perdona qualche promessa di troppo. E’
stato appena pubblicato sull’albo pretorio del Comune il
risultato della gara di appalto, tenutasi presso il
Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise.
Sulle sessantasette imprese che hanno presentato un’offerta,
delle quali solo due escluse dalla gara, ha avuto la meglio la
Cipriani Giuliano, di Capriati al Volturno (Ce). Con un ribasso
del 25,56 per cento la ditta campana si è aggiudicato il lavoro
che nel giro di alcuni mesi dovrebbe iniziare e il cui costo
sarà di 322mila euro.
Si tratterà di restaurare la fortificazione edificata da
Vialante nel 1560 per avvistare in tempo utile le incursioni dei
pirati turchi, che giungevano dal mare Adriatico. La torre è
chiusa ai visitatori dalla metà degli anni Ottanta, poiché
pericolante. E’ infatti sempre più vistosa la spaccatura
centrale, che affligge il bastione su due lati e che ha fatto
crollare i due solai e il tetto. Il restauro permetterebbe la
riapertura al pubblico e l’utilizzo per fini turistico-culturali.
Situata nell’omonima contrada, la torre di Montebello si trova a
due passi dal mare, dalle cui strutture ricettive è già oggi
facilmente e velocemente raggiungibile.
Atteso da anni, il recupero della fortificazione ha iniziato a
diventare realtà solo nel 2007, quando l’allora ministro Antonio
Di Pietro trovava i fondi di concerto col titolare dei Beni
culturali Francesco Rutelli. Poco dopo, e per motivi tuttora
poco chiari, tutto si arenava, lasciando la torre imbracata con
le impalcature ma senza che di fatto iniziassero i lavori.
Finché in campagna elettorale per le comunali non è arrivata la
promessa a sorpresa di Nicola Travaglini: entro i primi cento
giorni di amministrazione sarebbero state avviate le pratiche
per il restauro, che comunque sarebbe iniziato entro il 2010. Di
tempo ce n’è voluto di più, da qui la dichiarazione imprudente,
ma i lavori sono arrivati sul serio. La tesi del sindaco è che
il finanziamento dell’allora governo nazionale di centrosinistra
era andato perso, ma è stato poi recuperato grazie all’azione
sinergica di Comune, Regione e del premier Silvio Berlusconi,
nel frattempo subentrato a Romano Prodi. Ergo: Di Pietro aveva
trovato i fondi, ma erano andati persi e li hanno recuperati
Travaglini, Michele Iorio e il Cavaliere.
Beghe politiche a parte, la torre di Montebello sarà a breve
restaurata e in fondo è questo che rimarrà ai posteri, che
rischiavano di perdere un pezzo di storia lungo già ora
cinquecento anni.
Il Quotidiano del Molise 5 luglio 2011
Nella foto la
torre di Montebello
Sullo stesso tema:
Speciale torre di Montebello, tutti gli articoli dal 2002 a oggi
Ma i commercianti si lamentano:
“Così i clienti si spaventano e vanno via”
Montenero, tolleranza zero per le soste in
centro
MONTENERO
DI BISACCIA. Nicola Travaglini vara la tolleranza zero, ma forse
dimentica che ci hanno già provato in passato. Invano. Con
l’aumento del personale in forza al locale comando di Polizia
municipale si vedono più vigili in giro. Tutti con contratto a
termine, valido solo qualche mese. Tutti giovani e con
rispettato alla perfezione il concetto di pari opportunità: due
maschi e due femmine.
Secondo indiscrezioni sarebbe stato loro impartito un ordine
preciso: tolleranza zero. Tradotto, niente auto sui marciapiedi
o sulle strisce pedonali, neanche per un minuto. E se in centro
tutti i parcheggi sono a pagamento, da anni, è facile dedurre
che più di qualcuno avrà la sensazione di vivere in un “paese di
polizia”. Se si lascia la macchina sulle strisce blu senza
biglietto arrivano gli ausiliari del traffico, che dopo qualche
minuto di attesa comminano la multa. Se tutti i posti sono
occupati, o se si impiegano solo due minuti per una piccola
spesa, non si può più sfruttare il marciapiede perché arrivano i
vigili. Come fare allora? Facile la risposta: si cerca un
parcheggio più lontano, si mettono trenta centesimi nel
parchimetro se necessario, si raggiunge il punto vendita e si fa
la piccola spesa. La realtà è un tantino diversa, come sanno
bene i commercianti del centro. Infatti i clienti vanno via e
optano per i negozi dove possono arrivare il più vicino
possibile con l’auto. Anche perché spesso si impiega più tempo a
ritirare il biglietto dal parchimetro che a comprare un
vassoietto di dolci o un litro di latte fresco.
Ergo, la tolleranza zero impartita dal sindaco Travaglini e
dalla sua giunta si traduce in un disincentivo a frequentare i
negozi del centro.
E qui non ci sono solo esercizi commerciali ma anche residenti.
Così se qualcuno deve scaricare le buste della spesa, il
passeggino del bambino ecc., e si ferma per un minuto sul
marciapiede davanti casa, perché non ci sono parcheggi, rischia
di essere rimbrottato all’istante.
Dando uno sguardo al passato si scopre che non è la prima volta
che dal Comune si tenta la via dell’intransigenza. Già negli
anni Novanta l’allora amministrazione di centrosinistra ci
provò. Anche all’epoca fu preso di mira il centro, dove per la
verità c’era e c’è più congestione dovuta al traffico. Col tempo
la morsa si allentò e si arrivò a un atteggiamento più
conciliante, laddove si tollerava qualche divieto di sosta
purché limitato al carico e scarico di merci. E’ stata questa la
dottrina D’Ascenzo per tutti gli anni Duemila.
Adesso nuova amministrazione, nuovo colore politico,
riproposizione della tolleranza zero. Il risultato della
dottrina Travaglini si vedrà, nel frattempo i commercianti del
centro “ringraziano” per i minori incassi. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 3
luglio 2011
Nella foto il
sindaco Nicola Travaglini
Di Pietro striglia Porfido sul
referendum:
"Che fine ha fatto la mia proposta"
MONTENERO
DI BISACCIA. Che fine ha fatto la mia proposta di regolamento
del referendum comunale? Non si sa, o almeno così la pensa
Cristiano Di Pietro, che in una nota torna a punzecchiare
l’amministrazione retta da Nicola Travaglini. L’atto di
sollecito, a firma del consigliere di minoranza, è stato
presentato ai presidenti del Consiglio comunale e della
Commissione statuto e regolamenti. Figure che coincidono nella
stessa persona, ossia Domenico Porfido.
Di Pietro jr fa riferimento alla bozza di regolamento che
depositò a dicembre. Oggi asserisce che non ha ricevuto alcuna
risposta, tanto meno quella proposta è stata inserita tra gli
ordini del giorno da discutere in Consiglio. E così l’unico
esponente dipietrista rimasto in Comune sprona la maggioranza
affinché sia data la giusta attenzione a uno “strumento
partecipativo della vita democratica della comunità montenerese”.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 2
luglio 2011
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