In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI GENNAIO 2011
 

Dal produttore al consumatore, parla il presidente della Coldiretti Nicolino Di Bello

La nuova sfida dell’agricoltura

MONTENERO DI BISACCIA. Vendere direttamente al consumatore per avere maggiore reddito e per garantire che i prodotti siano del posto. Se n’è parlato in un incontro organizzato dalla Coldiretti, che ha riunito i numerosi operatori del settore primario nella nuova biblioteca comunale qualche giorno fa. Hanno partecipato il presidente della Coldiretti di Montenero Nicolino Di Bello, il segretario di zona Nicola Cimini e il direttore regionale Angelo Milo.
L’incontro è stato a carattere tecnico, ma non è mancata l’occasione per estendere la riflessione anche ad altre problematiche del settore agricolo, come lo smaltimento dei rifiuti, la Pac 2013 e la normativa riguardante le cisterne del gasolio.
A fine conferenza, l’occasione di ascoltare il parere del presidente della Coldiretti di Montenero. “Il progetto Campagna amica nasce a livello nazionale con lo scopo di effettuare la vendita diretta del prodotto – le parole di Nicolino Di Bello -. Questo ha lo scopo di ridurre i passaggi intermedi e di dare più reddito agli agricoltori; anche in Molise c’è già questa realtà, nei mercati di Campobasso e Termoli”.
E a Montenero?
“La nostra è una realtà più cerealicola, tant’è che Campagna amica può dare vantaggi solo a una parte dei nostri agricoltori. Per questo la Coldiretti, insieme ai Consorzi agrari, sta cercando di accorciare la filiera ed entrare direttamente nella vendita al dettaglio anche dei prodotti finiti derivanti dai cereali. Un sistema che garantirebbe anche la tracciabilità del prodotto – conclude Di Bello -, poiché il consumatore finale acquisterebbe direttamente dai produttori molisani”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 31 gennaio 2011

Nella foto da sinistra Nicolino Di Bello, Angelo Milo e Nicola Cimini

 

 

Botta e risposta dopo la vicenda dell’acqua ai trialometani

Di Pietro jr e Travaglini si denunciano a vicenda

MONTENERO DI BISACCIA. Parole come Procura della Repubblica e reato penale non si sentivano da chissà quanto nell’agone politico locale. Nemmeno nei dieci anni dell’era D’Ascenzo, quando tra i banchi dell’opposizione sedevano da due a tre avvocati contemporaneamente, si è mai sentito minacciare il tintinnio delle manette. Di atti da segnalare alla Corte dei conti più volte, di andare in Procura no. E così c’è voluto il partito che più di tutti fa della giustizia la principale ragion d’essere per ascoltare paroloni come reato, denuncia, querela e, soprattutto, Procura. Sarà solo un caso, ma a farlo è stata l’Italia dei valori, per mano del delfino di casa Di Pietro, il primogenito Cristiano, che è consigliere comunale di minoranza.
Casus belli la presenza di trialometani nell’acqua durante il periodo natalizio, con conseguente divieto in via precauzionale dell’uso dell’acqua potabile per scopi alimentari. A quel punto è partita “l’operazione verità” dell’Idv e Cristiano Di Pietro ha firmato in conferenza stampa la denuncia che i suoi avvocati si sarebbero poi premurati di inoltrare al Tribunale di Larino. Una denuncia per accertare eventuali responsabilità penali, visto che l’azione civile per ottenere un risarcimento già era stata avviata con la class action. Ma, come ribadito in conferenza e qualche giorno dopo persino da Antonio Di Pietro in persona, non ce l’avevano con qualcuno in particolare, mirando a colpire chiunque risultasse responsabile dei disagi arrecati ai cittadini di tutto il Basso Molise.
Inevitabile così che coinvolto si sentisse anche il primo cittadino di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini, reo secondo i dipietristi di aver emesso le ordinanze di divieto in ritardo. Finché mercoledì scorso non è arrivata la reazione del sindaco. Sempre per via legale, da parte di uno che fa l’avvocato ma che, come spiegato in apertura, durante i suoi dieci anni di opposizione in Procura non ha minacciato mai di andarci. Invece adesso, e in un paese che le 6700 anime ancora stenta a raggiungerle, ci sono ben due procedimenti penali che toccano in qualche modo il Comune. Cose mai viste in un centro che allo scontro politico è suo malgrado abituato da sempre, e senza nessun beneficio di rilievo. Di Pietro jr ha firmato la querela in una conferenza stampa aperta anche ai plaudenti supporter; Travaglini ha annunciato di “portare in Tribunale” il suo avversario, per procurato allarme, durante il Consiglio comunale.
La teatralità c’è in entrambi i casi. Per i monteneresi resta da chiedersi per quale motivo è arrivato anche in casa propria quel giustizialismo tanto caro a una parte politica che, proprio grazie a esso, continua a perdere le elezioni. A Montecitorio come a Montenero di Bisaccia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 gennaio 2011

Nella foto un momento dell'ultimo Consiglio comunale

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Cristiano Di Pietro rintuzza l'attacco di Travaglini (29/01/2011)
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Acquedotto: smentite le bugie (27/01/2011)
Idv: acqua contaminata, vogliamo chiarezza (17/01/2011)
Acqua inquinata: l'Idv corre in Procura (09/01/2011)
L'Idv promuove la class action (07/01/2011)
Acqua, Travaglini fa riaprire i rubinetti (04/01/2011)
L'Idv: il sindaco non poteva non sapere (02/01/2011)
Emergenza acqua: Travaglini difende il suo operato (31/12/2010)
E Borgia presenta un'interrogazione al sindaco (31/12/2010)
Il servizio è off limits anche a Montenero (30/12/2010)
Cristiano Di Pietro: informazione scarsa (28/12/2010)

 

 

 

"Livore e rabbia contro di noi"

Cristiano Di Pietro rintuzza l'attacco di Travaglini

MONTENERO DI BISACCIA. “Quello del primo cittadino è un compito pieno di responsabilità, che non vanno di certo disattese, se poi le carica di livore e rabbia nei nostri confronti, ogni sua esternazione rischia di diventare per paradosso buffa e fuori luogo. Dovrebbe fermarsi a riflettere un po’ prima di farsi prendere dalla foga del momento così eviterebbe di fare l’ennesima brutta figura”. Così il commento di Cristiano Di Pietro dopo il Consiglio comunale in cui il sindaco Nicola Travaglini ha dichiarato di denunciarlo per procurato allarme. Al centro della polemica, che dura ormai da un mese, l’acqua ai trialometani sgorgata dai rubinetti a Natale.
Nella nota diffusa dall’Italia dei valori è difeso l’operato di Cristiano Di Pietro e del Circolo montenerese, autori della class action e della denuncia inoltrata alla Procura contro tutti gli eventuali colpevoli del disservizio arrecato ai cittadini.
“Mentre il sindaco in piena emergenza dormiva sugli allori e con le sue mancanze metteva a rischio la salute dei cittadini – si legge nel comunicato dell’Idv -, noi con ‘procurato allarme’ cercavamo di salvaguardarla”. Tant’è che i dipietristi si dicono convinti di “avere agito nel rispetto della legge e di aver fatto più di quanto in nostro potere per la tutela della popolazione “. Da qui la conclusione dei segretari regionale Pierpaolo Nagni, provinciale Domenico De Angelis e di Circolo Simona Contucci: “Se la denuncia annunciata da Travaglini può servire a fargli ritrovare la serenità che da qualche tempo pare abbia smarrito, lo invitiamo a denunciarci subito e a denunciarci tutti”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 gennaio 2011

Nella foto Cristiano Di Pietro

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La motivazione sarebbe un procurato allarme ad opera dell'esponente dell'Idv sulla vicenda acqua

Travaglini: "Porterò Di Pietro jr in Tribunale"

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Porterò Cristiano Di Pietro in Tribunale ”. Un intervento così accorato, anche un tantino stizzito, finora non si era visto dal sindaco Nicola Travaglini. Il primo cittadino ha parlato per ultimo nel Consiglio comunale di mercoledì sera, dove si discuteva di un appello indirizzato alla Regione affinché non si verifichi più un’emergenza idrica come quella vista nel periodo natalizio. Come si ricorderà, al centro di allarmi e polemiche la presenza di trialometani nell’acqua di rubinetto.
Ha aperto la seduta l’assessore Giuseppe Murazzo, che ha ripercorso quanto accaduto e puntualizzato che il divieto è arrivato solo quando vi sono state le condizioni necessarie. A seguire i diversi interventi dei consiglieri di minoranza, quasi tutti contro l’amministrazione. Cristiano Di Pietro ha difeso le iniziative messe in atto dal suo partito, l’Italia dei valori, come la causa collettiva e la denuncia alla Procura della Repubblica contro gli eventuali responsabili.  Giuseppe Chiappini ha invece smorzato i toni, ponendo l’accento su un sistema di controlli che non è stato capace di guadagnare la fiducia di cittadini e istituzioni. Sempre dalla minoranza Michele Borgia ha cercato di ribilanciare la discussione, dicendo che la maggioranza cercava di “arrampicarsi sugli specchi per dire che non è successo niente”. Il riferimento era soprattutto alle parole dell’assessore Gianfranca Marchesani, intervenuta subito prima. La titolare delle Politiche socio-sanitarie, infatti, aveva appena rassicurato che la modestissima quantità di trialometani trovata nell’acqua non era stata giudicata pericolosa per la salute; parole di un luminare della medicina da lei stessa consultato.
Ha chiuso gli interventi dei gruppi di opposizione Margherita Rosati, anche lei favorevole a una chiusura cautelativa dell’acqua potabile prima che arrivassero specifiche disposizioni dagli enti preposti.
A quel punto l’intervento più atteso, quello del sindaco. “Aspettavo con ansia questo Consiglio – l’apertura di Nicola Travaglini – perché volevo un confronto diretto con alcuni consiglieri comunali”. Di seguito la difesa del proprio operato durante l’emergenza. “Non ci si alza la mattina e si emette un’ordinanza che dice che l’acqua non è potabile” ha continuato il primo cittadino, chiarendo che certe azioni hanno conseguenze “particolari e importanti”. In sintesi, vietare l’uso dell’acqua senza dati e disposizioni ufficiali avrebbe significato “creare allarmismo, su quale base?”. Per questo Travaglini ha difeso la sua scelta di intervenire solo quando sono arrivati in Comune “atti formali e ufficiali”, perché “tutto il resto sono chiacchiere”. Poco dopo l’affondo indirizzato al consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro, seduto qualche metro più in là. “In maniera artata e disonesta è stato pubblicato tramite volantino un unico dato negativo e non quello positivo”; queste le parole usate da Travaglini per stigmatizzare il comportamento dei dipietristi, i quali “fanno riunioni nelle botteghe, firmano querele imitando Berlusconi che però firmava i programmi, siamo alla morte della politica!”. Infine il sindaco ha lasciato il fioretto per armarsi di spada, duellando sul campo congeniale all’Idv ma anche a se stesso, la giustizia. “L’ipotesi di reato per Cristiano Di Pietro e Italia dei valori l’ho trovata – le sue parole - e si chiama procurato allarme”. L’interessato è intervenuto dicendo “denunciami!”, attirandosi così il rimprovero del presidente del Consiglio Domenico Porfido per l’interruzione. Il voto finale ha visto tre consiglieri di minoranza astenuti (Rosati, Di Pietro e Borgia), mentre Chiappini ha votato a favore assieme alla maggioranza.

Il Quotidiano del Molise 28 gennaio 2011

Nelle foto, dall'alto in basso: il presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido interviene per ristabilire l'ordine; il consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro; il sindaco Nicola Travaglini.

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In conferenza stampa il sindaco Travaglini e il presidente di Molise acque Sabatini

Acquedotto: smentite le bugie

Le condutture del nuovo impianto arriveranno anche a Montenero
Poi l'affondo: "Quelle di Borgia solo bufale elettorali"

MONTENERO DI BISACCIA. “Un eccesso di bugie che causano scompiglio nella popolazione fini personalistici, perché siamo vicini alle elezioni provinciali”. Ha bollato così il sindaco Nicola Travaglini, senza nominarlo, la sortita di Michele Borgia, autore giorni fa di una dichiarazione allarmante: il nuovo acquedotto molisano centrale non arriverà nel centro cittadino ma solo alla marina di Montenero. Tradotto, niente acqua di sorgente nell’abitato una volta che la grossa opera, attualmente in corso e del costo di 55 milioni di euro, sarà completata (estate 2012). Ieri in conferenza stampa, invece, le dichiarazioni del consigliere di minoranza e assessore provinciale sono state smentite, dati alla mano, e definite poco più che “bufale”.
Alla riunione hanno partecipato, oltre al sindaco, il presidente di Molise acque Stefano Sabatini e i tecnici che stanno collaborando al progetto: il direttore dei lavori Giovanni Gentile, il responsabile del procedimento Domenico Montagano e, in rappresentanza della ditta esecutrice, Vitiello. Il primo cittadino Travaglini, dopo una breve presentazione, ha passato la parola a Sabatini. Il presidente dell’ente idrico regionale ha subito rassicurato la popolazione montenerese. Tramite una grossa pianta, ha mostrato come l’acqua proveniente da una sorgente del Matese arriverà eccome nel centro abitato di Montenero. Di più: non sarà più necessario pompare il liquido nelle condutture, grazie alla pressione generata dall’altitudine di partenza, risparmiando i costi attualmente sostenuti utilizzando l’acqua del lago di Guardialfiera.
L’acquedotto molisano centrale servirà complessivamente undici comuni nel Basso Molise, comprese le quattro zone costiere (da Campomarino a Montenero). In queste ultime, e solo nel periodo estivo con l’aumento di consumo per la presenza dei turisti, potrà diventare necessario integrare con l’acqua di diga; per questo i potabilizzatori del lago di Guardialfiera non saranno dismessi una volta in funzione il nuovo impianto.
I monteneresi, come gli altri abitanti del Basso Molise, potranno pertanto bere direttamente dal rubinetto acqua di sorgente, definita da Sabatini “una delle migliori d’Europa”. Un progetto agognato dai primi anni Ottanta e che finalmente si avvia a diventare realtà, paradossalmente in una regione “ricchissima di acqua”, come ammesso anche durante la conferenza di ieri.
In merito alle dichiarazioni di Borgia, che chiedeva anche un Consiglio comunale sul tema, il sindaco Travaglini ha risposto a una domanda e affermato di non sapere “su quali basi è stata messa in giro questa bufala”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 gennaio 2011

Nella foto da sinistra Stefano Sabatini e Nicola Travaglini

Sullo stesso tema:
VIDEO CON ESTRATTI DELLA CONFERENZA STAMPA (26/01/2011)
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Ma monta la polemica dopo la ghiacciata di ieri

Piano neve, il sindaco ringrazia gli operatori

MONTENERO DI BISACCIA. Un ringraziamento a “tutti gli operatori che hanno garantito la riuscita del piano di sgombero neve, messo in atto fin dalle prime ore dell’evento atmosferico”. Così in una nota l’amministrazione comunale dopo la nevicata che si è abbattuta anche su Montenero sabato scorso.“Esprimo soddisfazione – il commento del sindaco Nicola Travaglini – per la solerzia e l’efficienza dimostrata da tutti gli operatori interessati al piano di sgombero neve. Fin dalle prime ore della nevicata abbiamo convocato una riunione operativa finalizzata ad avviare un piano di sgombero già studiato in precedenza e che ha dato i suoi frutti in tempi record; gli spartineve, che hanno operato fino a tarda notte, hanno reso subito percorribili le strade comunali, effettuando interventi anche su quelle di pertinenza della Provincia. Sono stati poi riforniti i punti di raccolta sale previsti in zone strategiche del paese ed è stato effettuato un intervento nella zona a mare, per riaprire alcuni canali che stavano per procurare allagamenti. Nella mattinata di domenica gli operai si sono adoperati per sgomberare la neve presso le chiese e presso le zone di maggior frequentazione del paese, oltre a liberare i vicoli più stretti con mezzi meccanici adeguati. Nonostante l’abbondante nevicata, quindi, la risposta è stata pronta ed immediata, grazie anche alla collaborazione con la Protezione civile e la locale stazione dei Carabinieri. Questa esperienza positiva – dichiara in chiusura del comunicato il sindaco Travaglini - non ci fa comunque abbassare la guardia, ma ci deve servire da sprone per migliorare sempre più la nostra capacità di intervento nelle situazioni di emergenza come quella di sabato scorso”. 
Fin qui il punto di vista dell’amministrazione comunale, all’indirizzo della quale non sono però mancate polemiche. In particolare ieri mattina, quando i mezzi spargisale sono arrivati in ritardo a giudizio di diversi cittadini che si stavano recando al lavoro o a scuola. Poco dopo le 7.00, infatti, autobus e scuolabus si sono dovuti fermare a causa del ghiaccio in via Argentieri, nei pressi di una curva a gomito comunemente chiamata “girone”. Si stava già formando una coda di auto, che in fretta sarebbe arrivata fino alla piazza, se gli autisti non avessero spostato i pesanti mezzi e permesso alle macchine di passare. Più tardi, con l’arrivo degli spargisale e con l’aumento della temperatura, la situazione è tornata alla normalità.
Sull’argomento è intervenuto anche il Circolo dell’Italia dei valori, che in una  nota chiede “all’amministrazione di Montenero una programmazione e una razionalizzazione delle risorse più puntuale, in modo tale da affrontare le future emergenze in maniera opportuna, riducendo i costi, offrendo servizi migliori ed evitando di porre i cittadini in condizioni di grave disagio”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 gennaio 2011

Nella foto una veduta del centro di Montenero di Bisaccia durante la nevicata di sabato 22 gennaio (foto di Luca Di Gregorio)

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Aleggiano le prime indiscrezioni sui papabili alle prossime elezioni

Provinciali, prende il via il toto-candidati

MONTENERO DI BISACCIA. Quanti saranno? E chi sarà in lista per la Provincia? Aspettando le elezioni di primavera il toto-candidati inizia a muovere i primi passi, specie a Montenero, che ancora una volta potrebbe diventare il fulcro della politica regionale. E, d’altronde, il centro bassomolisano ha tra i suoi residenti il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, oltre che un consigliere e un assessore. Infine, sempre Montenero è stato teatro, diretto o indiretto, dei travagliati avvenimenti che hanno accompagnato il mandato amministrativo di D’Ascanio, il quale per la prima volta si accinge a completarne uno, nella veste di leader, da quando è in politica.
Il presidente potrebbe diventare il candidato montenerese più in vista, essendosi proposto per la riconferma; resta da definire la composizione dello schieramento che dovrà sostenerlo. Rimanendo sul fronte (o galassia) del centrosinistra, sembra che Giuseppe Chiappini sia intenzionato a tentare la corsa. Tornerebbe, se eletto, nell’ente dove è già stato nelle vesti di consigliere, assessore e vice presidente nel periodo 2000-2006. Dopo aver riacceso i motori alle passate comunali, dove ha perso da candidato a sindaco, dovrebbe essere lui l’alfiere del Partito democratico.
Spostando l’obiettivo più a sinistra appare nell’inquadratura il candidato di Sinistra ecologia e libertà: potrebbe essere il portavoce Marcello Di Stefano, fedelissimo di Mauro Natalini, consigliere regionale e referente locale per il partito di Vendola.
L’Italia dei valori invece ha già da un pezzo cominciato la campagna elettorale, tra comunicati stampa, iniziative legali per l’acqua ai trialometani ecc. Esprimerà ovviamente un suo candidato per le provinciali e i nomi che circolano sono due: la presidente di Circolo Simona Contucci oppure un libero professionista semi nuovo nel panorama politico locale.
Non dovrebbe mancare inoltre un rappresentante del cosiddetto terzo polo, ossia la rutelliana Alleanza per l’Italia. Il nome più gettonato è quello di Michele Borgia, assessore uscente a Palazzo Magno. Rimane infine da scandagliare il centrodestra, che per la prima volta affronta un’elezione sovra comunale da forza di maggioranza al municipio. Ed è qui che potrebbe arrivare una sorpresa, per la verità a metà, visto che anche le comunali dello scorso anno furono vinte grazie alla fusione con elementi di centrosinistra. Antonino D’Antonio potrebbe tornare in sella e candidarsi con Molise civile, sostenuto perciò dal centrodestra. Per l’ex assessore, esponente del centrosinistra prima che questo si auto-annientasse alle passate comunali, significherebbe riproporsi agli elettori dopo un anno di astinenza e un cambio di schieramento.
Resta da verificare se vi saranno altri pretendenti nel fronte berlusconiano a Montenero, come rimane da appurare se le indiscrezioni finora elencate saranno confermate. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 gennaio 2011

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Montenero: "denunciato" un cartello... troppo basso

MONTENERO DI BISACCIA. Dalle stanze di sindaco e giunta comunale la distanza sarà una ventina di metri; dal suolo è poco più di uno. Sicuramente poco, almeno nel secondo caso, poiché qualcuno può sbattere con il viso contro il risvolto posteriore del segnale stradale, facendosi seriamente male. Accade all’ingresso-uscita di piazza Giovanni XXIII, in pieno centro di Montenero, di fronte al municipio e alla chiesa madre di san Matteo apostolo. Un’area da pochi mesi ristrutturata completamente, con nuova pavimentazione e ora divenuta isola pedonale. Sul posto campeggia l’indicazione che, accanto al nome del papa buono, ricorda che un tempo il luogo si chiamava Portella. Nessun riferimento, nonostante i compagni non siano più al potere, al fatto che nel frattempo la piazza sia stata intitolata anche a Umberto I.
Ma torniamo al segnale a prova di “faccia”. La segnalazione è giunta al Quotidiano da un cittadino, che si è chiesto: cosa succede se un ragazzino mentre corre, oppure un adulto in quel momento un po’ distratto, batte il viso sul segnale stradale troppo basso? Non è difficile immaginare le conseguenze e cioè, nella migliore delle ipotesi, un vistoso taglio.
Come detto il tutto è in pieno centro, solo che a nessuno finora è passato per la mente di alzare il segnale stradale, indipendentemente da qualunque regolamento specifico, in modo da far sì che ci si passi sotto senza rischiare di lasciarci la faccia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 gennaio 2011

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L'incidente nel tardo pomeriggio di ieri alla periferia del paese

Prende in pieno un'auto - Scontro tra due anziani

MONTENERO DI BISACCIA. Incidente stradale ieri sera nel centro bassomolisano, per fortuna senza gravi conseguenze per i conducenti, tutti e due del posto. E’ avvenuto intorno alle ore 18.00, quasi alla periferia del paese. La Mercedes condotta da un 74enne stava percorrendo via De Gasperi, in direzione del centro, quando si è vista invasa la propria corsia dalla Lancia Y condotta da un uomo di 69 anni, che proveniva da via Don Sturzo e stava svoltando a sinistra.
Nell’impatto la Y è stata colpita in pieno alla portiera, si è girata su se stessa ed è finita sul marciapiede del lato opposto della strada. Tuttavia l’uomo che era alla guida è sceso subito dall’auto e non avrebbe riportato ferite preoccupanti. E’ stato comunque trasportato dal 118 presso l’ospedale di Termoli per i necessari accertamenti. Illeso, viceversa, il conducente della Mercedes. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della locale stazione e i Vigili urbani, che hanno regolato il traffico, sempre intenso sul crocevia che divide le due principali vie di accesso e uscita da Montenero. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 gennaio 2011

Nella foto il luogo dell'incidente


 

Montenero "al riparo", il paese non si spopola più

Demografia stabile. L'andamento negativo degli ultimi anni sembra acqua passata.

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Un paese che sembra pian piano buttarsi alle spalle il calo di abitanti che qualche anno fa sembrava inesorabile, ma dove il numero dei morti continua a superare quello dei nati. Questa per sommi capi la fotografia demografica di Montenero quando il 2010 è stato appena archiviato. 6781 schede individuali al 31 dicembre significa che, rispetto a un anno prima, il numero dei residenti è cresciuto di sole sette unità. Un incremento modesto, reso possibile da coloro che dall’estero hanno trasferito la propria residenza a Montenero (31). Difatti, il bilancio tra iscritti e cancellati per altri comuni italiani resta deficitario, confermando la tendenza consolidatasi negli ultimi venti anni: da Montenero quelli che vanno via sono di più di quanti restano. In sintesi, se non fossero arrivati nuovi residenti dall’estero sarebbero stati persi degli abitanti.
C’è poi il dato demografico per eccellenza, vale a dire la differenza tra nati e morti. Nel 2010 coloro che hanno esalato l’ultimo respiro sono stati dieci in più rispetto ai bambini che hanno emesso il primo vagito, tradotto: 72 morti a fronte di 62 nati. Va tuttavia rilevato che negli ultimi anni, seppur in termini modesti, la cicogna viene più spesso in paese. Dopo l’anno nero, il 2004, in cui nacquero solo 37 bambini, Montenero pare aver invertito la tendenza: dal 2007 riesce a far firmare almeno sessanta cartoline di auguri al sindaco per i nuovi cittadini.
Più in generale, anche nel 2010 la popolazione del centro bassomolisano si conferma stabile, dove il tasso di denatalità è compensato da gente che si trasferisce da altrove, come detto soprattutto dall’estero. Parrebbe superato il progressivo declino demografico iniziato negli anni Ottanta e che nel 2006 fece registrare il punto più basso, soli 6638 abitanti; ma al tempo stesso non si può ancora mettere la parola fine al gap che vede Montenero, fra i quattro comuni costieri molisani, fanalino di coda in fatto di crescita demografica.

Il Quotidiano del Molise 18 gennaio 2011


 

I dipietristi e la class action

Acqua contaminata: "Vogliamo chiarezza"

MONTENERO DI BISACCIA. Antonio Di Pietro è con i suoi nel paese natale anche per la questione dell’acqua ai trialometani e per dimostrarlo non esita a sostenere la class action in piazza. Conferenza stampa per il leader dell’Italia dei valori ieri mattina, che ha spiegato la sua posizione sull’azione collettiva che il suo partito sta portando avanti assieme ad alcune associazioni di consumatori. L’intento è di far avere un risarcimento di mille euro a ogni aderente all’iniziativa, che interessa quanti si sentono danneggiati dai disagi derivanti dalla presenza di trialometani nell’acqua di rubinetto, con conseguente divieto di uso per scopi alimentari, durante il periodo natalizio.
“Non bisogna né essere elettori dell’Italia dei valori, né di centrosinistra né di centrodestra – ha dichiarato Di Pietro durante la conferenza -, non c’azzecca niente (sic! n.d.r.) essere di destra o di sinistra, si tratta di far valere in modo collettivo un diritto”. A giudizio del leader Idv lo scopo dell’azione è “innanzitutto sapere la verità (…), è vero o non è vero che c’erano sostanze inquinanti (nell’acqua n.d.r)? Se dovessimo accertare che non fosse vero, saremmo più contenti ancora. Cioè, non è che noi vogliamo vincere la causa, anzi, magari la potessimo perdere nel senso che non c’è problema, che non c’è inquinamento”.
Antonio Di Pietro ha precisato anche che “non siamo qui a fare accuse specifiche contro una persona, perché bisogna accertare in concreto le responsabilità di ognuno nei vari livelli”. Nessun riferimento specifico pertanto al sindaco di Montenero Nicola Travaglini, che viceversa è stato duramente attaccato nelle precedenti conferenze stampa dell’Idv, in particolare dal primogenito di Tonino, il consigliere comunale e provinciale Cristiano Di Pietro.
La conferenza è stata anche l’occasione per qualche domanda a carattere più generale e politico. In particolare è stato chiesto al leader Idv di interpretare le ultime fuoriuscite dal partito in Molise. “In realtà i fuoriusciti non ci sono stati – la risposta di Antonio Di Pietro -, perché quelli che se ne sono andati non erano stati eletti nell’Italia dei valori ad eccezione di Nicandro (Ottaviano n.d.r.), che mi risulta essere stato definito da tempo ‘il silente’, quindi non se n’è accorto nessuno”.
Di Pietro ha infine portato l’esempio della raccolta firme contro le centrali nucleari, fatta dal suo partito, per spiegare il rischio che può avere non avvisare in tempo i cittadini dei rischi che si corrono. Però poco dopo al cronista che gli ricordava una sua differente posizione sul nucleare nel 2007 ha detto di “sbagliare persona”. Pazienza se ancora oggi in rete è presente la sua dichiarazione, resa subito dopo aver litigato con l’allora collega ministro Alfonso Pecoraro Scanio: “Il nucleare oggi non è come quello di ieri – dichiarava Tonino il 14 settembre 2007 -. Non so se ne abbiamo davvero bisogno. Personalmente vorrei adoperarmi affinché non vi si ricorra. La differenziazione delle fonti di energia è fondamentale per il nostro paese, ma non facciamo demagogia. In attesa che un'energia differenziata possa attecchire da noi abbiamo bisogno di un'energia domani mattina sennò quest'inverno rimaniamo al freddo”. Parole di Antonio Di Pietro, non di qualcun altro. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 gennaio 2011

Nota: le adesioni alla class action a Montenero sono circa 350 finora

Nella foto da sinistra Simona Contucci, Antonio Di Pietro e Pierpaolo Nagni

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Il consigliere Mancini parla in vista delle elezioni

Provinciali, La destra va da sola
... in attesa di un segnale

MONTENERO DI BISACCIA. “Non possono ricordarsi di noi solo alla vigilia delle elezioni” e poi dimenticare le promesse fatte. E’ categorico il commento di Giovancarmine Mancini, consigliere provinciale a Isernia de La destra, che ha partecipato ieri a una riunione nella sezione montenerese del partito di Storace. Alla presenza di diversi iscritti, nonché del segretario Giuseppe D’Angelo, si è parlato soprattutto di elezioni provinciali, il primo dei diversi appuntamenti con le urne del 2011.
Mancini ha lamentato come ogni volta sia negata a La destra la visibilità meritata alle urne, oltre al fatto che il suo movimento non condivide la politica clientelare del centrodestra molisano. “Le Asl sono diventate un’azienda di collocamento per amici e parenti – il suo affondo -, mentre è a casa chi non ha santi in Paradiso”. Da qui la possibilità concreta che alle provinciali ci sia una lista propria, sganciata dall’alleanza con il Pdl. “Non abbiamo alcun segnale di cambio di rotta” ha detto ancora Mancini, anche se “aspettiamo un’inversione di tendenza”. La quale potrebbe arrivare proprio da Montenero, dove a suo giudizio la maggioranza di Nicola Travaglini avrebbe subito dimenticato il contributo de La destra alle comunali di marzo. Quasi cento voti, senza i quali “non avrebbero vinto”. In sintesi, l’auspicio era che gli assessori si dimettessero, così da far entrare in Consiglio i non eletti, fra i quali Giuseppe D’Angelo. “Mi hanno risposto che in questo momento c’è una situazione particolare e Travaglini non può essere disturbato” il commento sarcastico di Mancini, ammettendo tuttavia che in merito non è stato sottoscritto un accordo pre-elettorale.
E’ stato perciò definito un “segnale che potrebbe far rivedere positivamente le nostre posizioni” l’eventuale ingresso in Consiglio dei non eletti. Ma a Montenero non è mai successo che gli assessori si siano dimessi in blocco per far entrare i colleghi meno votati. E’ stato fatto notare anche a Mancini, che ha rilanciato così: “Andremo da soli”. Il candidato di Montenero alle provinciali sarà deciso durante le riunioni che si susseguiranno fino all’appuntamento elettorale di primavera. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 gennaio 2011

Nella foto da sinistra Giovancarmine Mancini e Giuseppe D'Angelo

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Elezioni, fermenti anche a Montenero di Bisaccia

MONTENERO DI BISACCIA. Un anno fa il centrosinistra teneva ancora in pugno il Comune e stava già facendo di tutto per perderlo. Dodici mesi dopo, secondo la logica ormai più che decennale che lo vuole sempre in campagna elettorale, a Montenero è già iniziata la battaglia per le provinciali di primavera. Seguirà in autunno quella per le regionali: in un caso e nell’altro il paese sarà fornitore di candidati a iosa, compreso il presidente uscente della Provincia.
Eppure, a parte il cambio di colore politico al municipio dopo venticinque anni di egemonia del centrosinistra e di Nicola D’Ascanio, c’è qualcosa che per una strana coincidenza assomiglia a un anno fa esatto. Nel gennaio 2010 l’Italia dei valori festeggiava con bottiglie di spumante la vittoria al Tar, che bloccava l’edilizia convenzionata alla marina, argomento all’epoca ancora spacciato quale causa della crisi amministrativa. Oggi è presto per brindare, ma ancora una volta i dipietristi ricorrono alla giustizia: sabato scorso la notizia della denuncia di Cristiano Di Pietro alla Procura della Repubblica, affinché siano individuate le responsabilità dell’acqua ai trialometani sgorgata dai rubinetti nel periodo natalizio.
Una denuncia che, seppur non in modo specifico, prende di mira anche il sindaco Nicola Travaglini, bollato da Di Pietro jr come incapace nella gestione dell’emergenza. Tuttavia, oggi come un anno fa, resta da verificare quanto il ricorso al Tribunale giovi al serbatoio elettorale dell’Italia dei valori. E già, perché nel 2010 ha vinto al Tar, stappando lo spumante, ma poi ha perso le elezioni comunali nel paese di Antonio Di Pietro, attirando l’ilarità di tutti i media nazionali. Oggi l’Idv, tramite Cristiano Di Pietro, alza il tiro e addirittura punta sul penale e, inevitabilmente, la domanda è se perderà anche la Provincia, unico bastione di rilievo ancora in mano al centrosinistra nel Molise. Si vedrà in primavera, ma intanto anche per la nuova maggioranza insediata nel Palazzo di città inizia a finire la luna di miele. Quando è passato quasi un anno dalle elezioni, arrivano le prime critiche al sindaco Travaglini. Il restauro della torre di Montebello entro settembre e l’Adsl entro novembre, due prime date disattese, forse per i motivi più diversi e giustificati, ma i cittadini le promesse le ricordano. Altri cominciano a chiedere: “ma cosa sta facendo questa nuova amministrazione?”. Un interrogativo che, paradossalmente, potrebbe indicare il buono stato di salute della maggioranza, poiché la gente è notoriamente interessata ai fatti del municipio quando ci sono crisi politiche in atto e, se non sa cosa succede, vuol dire che tutto fila liscio. Resta il fatto che nel 2011 Travaglini non potrà più contare sull’effetto novità e sulla bontà di solito accordata ai nuovi sindaci, specie se di colore opposto al predecessore. Ma al tempo stesso rimane la domanda su come possa seriamente insidiarlo una minoranza suddivisa in quattro diversi gruppi (su cinque consiglieri), dei quali uno è la stessa Italia dei valori che ancora una volta sventola davanti ai monteneresi le denunce al Tribunale, che elettoralmente pare non portino fortuna. O almeno è quanto si vedrà durante il 2011, che per l’ennesima volta farà diventare Montenero il centro della politica provinciale e regionale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 gennaio 2011

Nella foto un momento più unico e raro di distensione fra Cristiano Di Pietro e Nicola Travaglini, subito dopo la vittoria alle comunali di quest'ultimo

Sullo stesso tema:
Acqua inquinata: l'Idv "corre" in Procura (09/01/2011)
Video della conferenza stampa dell'Idv sull'emergenza acqua

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In una conferenza stampa annunciata "l'operazione verità"

Acqua inquinata: l'Idv "corre" in Procura

MONTENERO DI BISACCIA. “Un’operazione verità” al termine della quale chi ha sbagliato dovrà pagare. Civilmente, cioè risarcendo i danni e, fatto sicuramente più clamoroso, anche penalmente. Si è tenuta ieri sera presso la sede di partito la conferenza dell’Italia dei valori, che ha presentato un dossier-denuncia sull’emergenza acqua potabile verificatasi nel periodo natalizio. Fra i comuni coinvolti Montenero, poiché anch’esso rifornito dal lago di Guardialfiera. Ed è all’indirizzo del sindaco Nicola Travaglini che sono arrivate le bordate più virulente, specie da Cristiano Di Pietro. Il consigliere comunale e provinciale ha esordito spiegando che sta avendo successo l’azione collettiva avviata dall’Idv, con la quale si mira a far ottenere un risarcimento ai cittadini coinvolti. Poi Di Pietro jr ha parlato di “mancanza di informazione tremenda” riferendosi a quanto accaduto in tutto il Basso Molise, “a causa dell’incapacità amministrativa della classe politica del centrodestra”. Una situazione di “angoscia e scompiglio”, dove “la punta massima dell’incapacità amministrativa è stata raggiunta a Montenero di Bisaccia”. Questo perché il sindaco Travaglini, “nella sua incompetenza totale, chiude l’acqua in tutto il paese solamente il 29 dicembre”, praticamente dodici giorni dopo il primo allarme e solo dopo un’interrogazione dell’Italia dei valori. A quel punto Cristiano Di Pietro ha alzato il tiro: “Ho deciso come cittadino (…) di presentare un atto di denuncia-querela, presso la Procura della Repubblica di Larino, contro tutti quelli che sono stati causa di questa disinformazione, che hanno creato l’inquinamento al trialometano nella diga”. Non una denuncia solo per il sindaco, è stato specificato, ma contro tutti gli eventuali colpevoli, ossia fino a chi gestisce l’acqua a livello regionale.
Subito dopo la firma del documento, che già lunedì mattina sarà presentato dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Salvatore Di Pardo, presenti alla conferenza e che hanno spiegato gli aspetti giuridici delle due cause, civile e penale. E’ intervenuto anche il segretario regionale Idv Pierpaolo Nagni. A suo giudizio la “matrice” di tutta la vicenda è “il governo di centrodestra di questa regione”, al quale ha fatto compagnia “una catena omertosa” di silenzio nei vari Comuni che hanno evitato di protestare essendo dello stesso colore politico.
In chiusura di conferenza è stato fatto notare, agli esponenti politici presenti, che a Montenero un sindaco è invitato a presentarsi in Tribunale proprio quando arriva l’Italia dei valori, dai detrattori considerato il partito dei giudici. “Il nostro non è giustizialismo – la risposta di Cristiano Di Pietro -, la nostra è ricerca della verità, (…) se si tratta di andare in Procura della Repubblica per capire qual è la verità, noi andiamo in Procura della Repubblica”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 gennaio 2011

Nella foto da sinistra Pierpaolo Nagni, Cristiano Di Pietro, Vincenzo Iacovino, Salvatore Di Pardo

Sullo stesso tema:
Video della conferenza stampa dell'Idv sull'emergenza acqua

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Cinque euro per aderire

L'Idv promuove la class action, via alla raccolta adesioni

MONTENERO DI BISACCIA. Porta la firma dell’Italia dei valori la prima class action del Molise, avviata ieri l’altro presso la sede del partito in via Argentieri. L’iniziativa, in collaborazione con Lega consumatori e Arco consumatori, mira a far ottenere un risarcimento ai cittadini del Basso Molise per i danni causati dall’acqua del Liscione non potabile durante il periodo natalizio. Come noto, sono stati i trialometani a far emettere ordinanze di divieto di uso dell’acqua per scopi alimentari in vari comuni bassomolisani. Da qui l’idea dei dipietristi di far risarcire i cittadini di mille euro a testa, a fronte di una spesa di cinque euro per avviare le pratiche risarcitorie della causa collettiva.
All’incontro di ieri l’altro hanno partecipato il segretario regionale Idv Pierpaolo Nagni, la presidente del Circolo montenerese Simona Contucci e l’avvocato Domenico De Angelis, nella doppia veste di segretario provinciale di partito e rappresentante delle associazioni dei consumatori coinvolte.
La nostra intenzione - ha commentato la Contucci - è quella di informare la gente sul grave episodio che si è verificato e che è stato gestito molto male da parte di chi avrebbe dovuto, prima di ogni altra cosa, tutelare la cittadinanza”. L’Italia dei valori organizzerà dei presidi in tutti i comuni coinvolti, mentre a partire da oggi nella sede montenerese gli interessati potranno riempire la modulistica per avviare la pratica. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 gennaio 2011


 

Vita da odissea dietro un fallimento

MONTENERO DI BISACCIA. La giustizia marcia a passo di lumaca, perde i più elementari diritti civili per un quarto di secolo e infine decide di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Armando Potalivo, classe 1943, ha visto iniziati i suoi guai negli anni Settanta, quando con la sua impresa edile iniziò ad accumulare qualche debito con le banche. Nel maggio 1983 il Tribunale di Larino lo assoggettò ad amministrazione controllata e, dopo le istanze delle banche creditrici, fu aperta la procedura fallimentare nel 1987. Da quel momento Potalivo non ha più votato, né potuto chiedere prestiti.
''Inutili - spiegano i suoi avvocati, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona - le proposte di tentativi di concordato fallimentare: cambiano giudici, avvocati, curatori fallimentari, il fascicolo si perde più volte e... per vent'anni le sue istanze non vengono prese minimamente in considerazione. Intanto non riceve credito da nessuno, nemmeno quando deve sottoporsi ad una operazione chirurgica che viene poi finanziata dai parenti. Senza considerare - spiegano i difensori - che non ha mai potuto votare per la 'Seconda Repubblica'''. Così è arrivata la decisione di ricorrere alla legge Pinto per far causa allo Stato tramite la Corte europea dei diritti dell’uomo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 gennaio 2011


I cittadini chiamati a raccolta

Acqua non potabile, l'Idv guida la class action

MONTENERO DI BISACCIA. Class action, ossia azione collettiva: una sola causa per tanti cittadini accomunati dalla stessa (presunta fino a sentenza) ingiustizia. Come anticipato, l’Italia dei valori passa alle vie di fatto e intende chiedere un risarcimento “dei danni patrimoniali e morali subiti dai cittadini bassomolisani in seguito all’inquinamento dell’acqua potabile proveniente dall’invaso di Guardialfiera”. A darne notizia una nota dell’ufficio stampa Idv, che dà appuntamento agli interessati per oggi pomeriggio alle 18.30, presso la sede del partito in via Argentieri.
“Con questa azione – il commento di Simona Contucci, presidente del Circolo Idv di Montenero – intendiamo tutelare i cittadini, vere vittime di questa vicenda, senza alzare polveroni e senza cedere alle polemiche, agli attacchi strumentali e alle invettive di cui siamo stati oggetto. L’inquinamento dell’acqua potabile rappresenta un problema che ha colpito tutti i cittadini bassomolisani, indistintamente. Altrettanto indistintamente l’Italia dei valori, in collaborazione con Lega consumatori e Arco consumatori, si impegna in azioni concrete, nell’intento di tutelare il diritto essenziale alla salute pubblica di tutti coloro che abbiano subito danni a causa della situazione critica che si è venuta a creare”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 gennaio 2011

Nella foto la presidente del Circolo Idv di Montenero Simona Contucci

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Ieri mattina la nuova ordinanza del sindaco. Ma le polemiche continuano

Acqua potabile, Travaglini fa "riaprire" i rubinetti

MONTENERO DI BISACCIA. E’ finita l’emergenza acqua potabile anche nel centro bassomolisano. Ieri mattina il sindaco Nicola Travaglini ha emesso un’ordinanza con la quale revoca le precedenti due, di divieto. Così anche a Montenero si può tornare a usare l’acqua di rubinetto per scopi alimentari, oltre che per l’igiene personale. Evidentemente il valore di trialometani è rientrato nella norma e al sindaco sono giunte disposizioni dall’Asrem.
Una notizia accolta con favore dalla popolazione, dopo un Natale all’insegna dell’assalto ai supermercati per accaparrarsi le ultime bottiglie di minerale. Non sono certo mancate le polemiche e in particolare Travaglini è stato additato di essersi mosso in ritardo rispetto agli omologhi degli altri comuni. L’ordinanza è stata emessa quando sono stati rilevati valori oltre la norma dice invece il sindaco, per il quale è stato creato inutile allarmismo in quel dell’Italia dei valori, in prima linea nell’attaccarlo.
A parte gli opportunismi politici in vista delle mai assenti elezioni, resta tuttavia la madre delle domande. I trialometani quand’è che diventano pericolosi, oltre i 30 µg/l come previsto in Molise o se superano gli 80 µg/l come indica la normativa pugliese? Sarebbe interessante scoprirlo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 gennaio 2011

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Montenero, vinti 20mila euro al Lotto

MONTENERO DI BISACCIA. Quasi ventimila euro vinti con una giocata di soli due e cinquanta. Torna la dea bendata a Montenero e ancora una volta sceglie la centralissima ricevitoria Benedetto. Qui il fortunato giocatore ha centrato una quaterna nell’estrazione del Lotto del 30 dicembre, facendo un botto di fine anno certo più fruttuoso di quelli a base di polvere da sparo convenzionale. Top secret sul suo nome, come tradizione nella ricevitoria Benedetto, ma pare che sia di Montenero. La combinazione vincente è stata ottenuta sulla ruota di Cagliari, dove sono usciti i numeri 21, 44, 63 e 90. La cifra di 19434,50 euro è stata ottenuta anche con gli ambi e i terni, ma il grosso della vincita è arrivato grazie alla quaterna, che con soli dieci centesimi ha fruttato ben 12.000 euro. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 gennaio 2011


 

L’esposizione fino al 6 gennaio

Frammenti di storia nella mostra della Pro loco

MONTENERO DI BISACCIA. “Frammenti di storia locale”, questo il titolo della mostra in corso presso la sala polivalente e visitabile fino al 6 gennaio. Organizzato sotto l’egida della Pro Loco “Frentana”, l’evento è curato dall’insegnante Maria Teresa Bracone e da Giancarlo Rusciano. Circa cento i pezzi esposti, risalenti principalmente all’alto medioevo e datati fra l’800 e l’anno mille. Per la catalogazione è stata richiesta la consulenza della Sovrintendenza di Campobasso e dell’Università di Chieti, enti che hanno accertato l’autenticità di cocci di vaso, pietre di tombe, fossili e altro.
Degno di nota anche lo studio effettuato sulla presenza dei monasteri benedettini in agro di Montenero. Ve n’erano tre un tempo e precisamente si trovavano nelle contrade Montebello, Colle della guardia e Pietra fracida. “Questa mostra deve essere un inizio – il commento della professoressa Bracone -, che stimoli anche i giovani all’indagine e alla ricerca per approfondire la storia del paese e il suo patrimonio culturale, che va promosso e riqualificato”.
L’iniziativa sta registrando una buona affluenza di pubblico e, anche grazie alla semplice disposizione di reperti, cartine, pagine di libri ecc., la comprensione diventa facile anche per i non addetti ai lavori. Come detto, c’è tempo fino al giorno dell’Epifania per una visita, l’ingresso è libero. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 gennaio 2011


 

L'Idv attacca il primo cittadino su come ha gestito l'emergenza

Acqua, affondo al sindaco: "Travaglini non poteva non sapere"

MONTENERO DI BISACCIA. L’Italia dei valori prepara un dossier da presentare “al più presto alla Procura della Repubblica” e, visto che ci siamo, perché non rispolverare la massima in voga ai tempi di Mani pulite: “non poteva non sapere”. Nel centro del mirino dipietrista c’è il sindaco Nicola Travaglini, il quale nella conferenza stampa di giovedì scorso avrebbe fatto emergere “la colpevolezza per non aver svolto il proprio dovere”. Questo e tanto altro nell’ultimo comunicato-volantino dell’Idv di Montenero, che torna sul tema che ha tenuto banco durante tutto il periodo natalizio. Ossia la presenza di trialometani nell’acqua dei comuni serviti dal lago di Guardialfiera. A giudizio del Circolo dipietrista il primo cittadino non ha svolto il proprio dovere e se non fosse stato per l’allarme lanciato da loro stessi non ci sarebbe stata nessuna ordinanza di divieto. Differente la posizione del sindaco Travaglini, che invece ha tacciato di sciacallaggio Cristiano Di Pietro, figlio del leader nazionale Idv e consigliere comunale di minoranza a Montenero. Il sindaco ha affermato di essersi attivato non appena sono giunti dati ufficiali dall’Asrem, l’unico ente dal quale egli poteva ricevere disposizioni in merito al divieto di far usare l’acqua per scopi alimentari. Così è avvenuto che l’ordinanza abbia riguardato prima il solo poliambulatorio, in base ai dati del 24 dicembre, poi tutto il paese, con i rilevamenti del 28.
Secondo l’Idv, invece, Travaglini avrebbe potuto visionare il sito internet dell’Arpa (www.arpamolise.it) e intervenire prima. Insomma, “non poteva non sapere”, proprio come si ascoltava ai tempi di Mani pulite; pazienza se quella frase è oggi la più efficace, per i detrattori, per gettare una pesante ombra sull’intera mega inchiesta di inizio anni Novanta.
Ma visto che l’Arpa Molise pubblica i dati sul suo sito internet, quali sono i valori di trialometani nell’acqua che sgorga dai rubinetti di Montenero? L’ultimo rilevamento è del 29 dicembre, giorno stesso dell’ordinanza del sindaco che ancora vieta l’uso dell’acqua, e riporta valori pari a 30 µg/l, quindi entro i limiti stabiliti dalla normativa regionale. Ma un sindaco può dopo una navigata sulla grande rete prendere simili decisioni o deve aspettare che gli giungano disposizioni dagli organi per legge preposti? In quale caso rischierebbe di finire davvero davanti alla Procura della Repubblica, facendo di testa sua o aspettando dati e suggerimenti ufficiali? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 gennaio 2011

Nella foto il sindaco Nicola Travaglini durante la conferenza stampa

Sullo stesso tema:
Video della conferenza stampa (30/12/2010)
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La pagina sul sito dell'Arpa Molise con i dati delle analisi effettuate (il valore normale è max 30)



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