Dal
produttore al consumatore, parla il presidente della
Coldiretti Nicolino Di Bello
La nuova sfida
dell’agricoltura
MONTENERO
DI BISACCIA. Vendere direttamente al consumatore per avere
maggiore reddito e per garantire che i prodotti siano del
posto. Se n’è parlato in un incontro organizzato dalla
Coldiretti, che ha riunito i numerosi operatori del settore
primario nella nuova biblioteca comunale qualche giorno fa.
Hanno partecipato il presidente della Coldiretti di
Montenero Nicolino Di Bello, il segretario di zona Nicola
Cimini e il direttore regionale Angelo Milo.
L’incontro è stato a carattere tecnico, ma non è mancata
l’occasione per estendere la riflessione anche ad altre
problematiche del settore agricolo, come lo smaltimento dei
rifiuti, la Pac 2013 e la normativa riguardante le cisterne
del gasolio.
A fine conferenza, l’occasione di ascoltare il parere del
presidente della Coldiretti di Montenero. “Il progetto
Campagna amica nasce a livello nazionale con lo scopo di
effettuare la vendita diretta del prodotto – le parole di
Nicolino Di Bello -. Questo ha lo scopo di ridurre i
passaggi intermedi e di dare più reddito agli agricoltori;
anche in Molise c’è già questa realtà, nei mercati di
Campobasso e Termoli”.
E a Montenero?
“La nostra è una realtà più cerealicola, tant’è che Campagna
amica può dare vantaggi solo a una parte dei nostri
agricoltori. Per questo la Coldiretti, insieme ai Consorzi
agrari, sta cercando di accorciare la filiera ed entrare
direttamente nella vendita al dettaglio anche dei prodotti
finiti derivanti dai cereali. Un sistema che garantirebbe
anche la tracciabilità del prodotto – conclude Di Bello -,
poiché il consumatore finale acquisterebbe direttamente dai
produttori molisani”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
31 gennaio 2011
Nella foto da
sinistra Nicolino Di Bello, Angelo Milo e Nicola Cimini
Botta
e risposta dopo la vicenda dell’acqua
ai trialometani
Di Pietro jr e
Travaglini si denunciano a vicenda
MONTENERO
DI BISACCIA. Parole come Procura della Repubblica e reato
penale non si sentivano da chissà quanto nell’agone politico
locale. Nemmeno nei dieci anni dell’era D’Ascenzo, quando
tra i banchi dell’opposizione sedevano da due a tre avvocati
contemporaneamente, si è mai sentito minacciare il tintinnio
delle manette. Di atti da segnalare alla Corte dei conti più
volte, di andare in Procura no. E così c’è voluto il partito
che più di tutti fa della giustizia la principale ragion
d’essere per ascoltare paroloni come reato, denuncia,
querela e, soprattutto, Procura. Sarà solo un caso, ma a
farlo è stata l’Italia dei valori, per mano del delfino di
casa Di Pietro, il primogenito Cristiano, che è consigliere
comunale di minoranza.
Casus belli la presenza di trialometani nell’acqua durante
il periodo natalizio, con conseguente divieto in via
precauzionale dell’uso dell’acqua potabile per scopi
alimentari. A quel punto è partita “l’operazione verità”
dell’Idv e Cristiano Di Pietro ha firmato in conferenza
stampa la denuncia che i suoi avvocati si sarebbero poi
premurati di inoltrare al Tribunale di Larino. Una denuncia
per accertare eventuali responsabilità penali, visto che
l’azione civile per ottenere un risarcimento già era stata
avviata con la class action. Ma, come ribadito in conferenza
e qualche giorno dopo persino da Antonio Di Pietro in
persona, non ce l’avevano con qualcuno in particolare,
mirando a colpire chiunque risultasse responsabile dei
disagi arrecati ai cittadini di tutto il Basso Molise.
Inevitabile così che coinvolto si sentisse anche il primo
cittadino di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini, reo
secondo i dipietristi di aver emesso le ordinanze di divieto
in ritardo. Finché mercoledì scorso non è arrivata la
reazione del sindaco. Sempre per via legale, da parte di uno
che fa l’avvocato ma che, come spiegato in apertura, durante
i suoi dieci anni di opposizione in Procura non ha
minacciato mai di andarci. Invece adesso, e in un paese che
le 6700 anime ancora stenta a raggiungerle, ci sono ben due
procedimenti penali che toccano in qualche modo il Comune.
Cose mai viste in un centro che allo scontro politico è suo
malgrado abituato da sempre, e senza nessun beneficio di
rilievo. Di Pietro jr ha firmato la querela in una
conferenza stampa aperta anche ai plaudenti supporter;
Travaglini ha annunciato di “portare in Tribunale” il suo
avversario, per procurato allarme, durante il Consiglio
comunale.
La teatralità c’è in entrambi i casi. Per i monteneresi
resta da chiedersi per quale motivo è arrivato anche in casa
propria quel giustizialismo tanto caro a una parte politica
che, proprio grazie a esso, continua a perdere le elezioni.
A Montecitorio come a Montenero di Bisaccia. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
30 gennaio 2011
Nella foto un momento
dell'ultimo Consiglio comunale
Sullo stesso
tema:
Di' la tua sul
blog di Montenero On Line
Cristiano Di Pietro
rintuzza l'attacco di Travaglini (29/01/2011)
Travaglini: "Porterò Di
Pietro jr in Tribunale" (28/01/2011)
IL VIDEO CON ESTRATTI DEGLI INTERVENTI DI TRAVAGLINI, DI
PIETRO, BORGIA
Acquedotto: smentite le bugie (27/01/2011)
Idv: acqua contaminata, vogliamo chiarezza (17/01/2011)
Acqua inquinata: l'Idv corre in Procura (09/01/2011)
L'Idv promuove la class action (07/01/2011)
Acqua, Travaglini fa riaprire i rubinetti (04/01/2011)
L'Idv: il sindaco non poteva non sapere (02/01/2011)
Emergenza acqua: Travaglini difende il suo operato
(31/12/2010)
E Borgia presenta un'interrogazione al sindaco
(31/12/2010)
Il servizio è off limits anche a Montenero (30/12/2010)
Cristiano Di Pietro: informazione scarsa (28/12/2010)
"Livore
e rabbia contro di noi"
Cristiano Di
Pietro rintuzza l'attacco di Travaglini
MONTENERO
DI BISACCIA. “Quello del primo cittadino è un compito pieno
di responsabilità, che non vanno di certo disattese, se poi
le carica di livore e rabbia nei nostri confronti, ogni sua
esternazione rischia di diventare per paradosso buffa e
fuori luogo. Dovrebbe fermarsi a riflettere un po’ prima di
farsi prendere dalla foga del momento così eviterebbe di
fare l’ennesima brutta figura”. Così il commento di
Cristiano Di Pietro dopo il Consiglio comunale in cui il
sindaco Nicola Travaglini ha dichiarato di denunciarlo per
procurato allarme. Al centro della polemica, che dura ormai
da un mese, l’acqua ai trialometani sgorgata dai rubinetti a
Natale.
Nella nota diffusa dall’Italia dei valori è difeso l’operato
di Cristiano Di Pietro e del Circolo montenerese, autori
della class action e della denuncia inoltrata alla Procura
contro tutti gli eventuali colpevoli del disservizio
arrecato ai cittadini.
“Mentre il sindaco in piena emergenza dormiva sugli allori e
con le sue mancanze metteva a rischio la salute dei
cittadini – si legge nel comunicato dell’Idv -, noi con
‘procurato allarme’ cercavamo di salvaguardarla”. Tant’è che
i dipietristi si dicono convinti di “avere agito nel
rispetto della legge e di aver fatto più di quanto in nostro
potere per la tutela della popolazione “. Da qui la
conclusione dei segretari regionale Pierpaolo Nagni,
provinciale Domenico De Angelis e di Circolo Simona Contucci:
“Se la denuncia annunciata da Travaglini può servire a
fargli ritrovare la serenità che da qualche tempo pare abbia
smarrito, lo invitiamo a denunciarci subito e a denunciarci
tutti”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
29 gennaio 2011
Nella foto
Cristiano Di Pietro
Sullo stesso
tema:
Travaglini: "Porterò Di
Pietro jr in Tribunale" (28/01/2011)
IL VIDEO CON ESTRATTI DEGLI INTERVENTI DI TRAVAGLINI, DI
PIETRO, BORGIA
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Acquedotto: smentite le bugie (27/01/2011)
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Cristiano Di Pietro: informazione scarsa (28/12/2010)
La
motivazione sarebbe un procurato allarme
ad opera dell'esponente dell'Idv sulla vicenda acqua
Travaglini:
"Porterò Di Pietro jr in Tribunale"
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Porterò Cristiano Di Pietro in
Tribunale ”. Un intervento così accorato, anche un tantino
stizzito, finora non si era visto dal sindaco Nicola
Travaglini. Il primo cittadino ha parlato per ultimo nel
Consiglio comunale di mercoledì sera, dove si discuteva di
un appello indirizzato alla Regione affinché non si
verifichi più un’emergenza idrica come quella vista nel
periodo natalizio. Come si ricorderà, al centro di allarmi e
polemiche la presenza di trialometani nell’acqua di
rubinetto.
Ha aperto la seduta l’assessore Giuseppe Murazzo, che ha
ripercorso quanto accaduto e puntualizzato che il divieto è
arrivato solo quando vi sono state le condizioni necessarie.
A seguire i diversi interventi dei consiglieri di minoranza,
quasi tutti contro l’amministrazione. Cristiano Di Pietro ha
difeso le iniziative messe in atto dal suo partito, l’Italia
dei valori, come la causa collettiva e la denuncia alla
Procura della Repubblica contro gli eventuali responsabili.
Giuseppe Chiappini ha invece smorzato i toni, ponendo
l’accento su un sistema di controlli che non è stato
capace
di guadagnare la fiducia di cittadini e istituzioni. Sempre
dalla minoranza Michele Borgia ha cercato di ribilanciare la
discussione, dicendo che la maggioranza cercava di
“arrampicarsi sugli specchi per dire che non è successo
niente”. Il riferimento era soprattutto alle parole
dell’assessore Gianfranca Marchesani, intervenuta subito
prima. La titolare delle Politiche socio-sanitarie, infatti,
aveva appena rassicurato che la modestissima quantità di
trialometani trovata nell’acqua non era stata giudicata
pericolosa per la salute; parole di un luminare della
medicina da lei stessa consultato.
Ha chiuso gli interventi dei gruppi di opposizione
Margherita Rosati, anche lei favorevole a una chiusura
cautelativa dell’acqua potabile prima che arrivassero
specifiche disposizioni dagli enti preposti.
A quel punto l’intervento più atteso, quello del sindaco.
“Aspettavo con ansia questo Consiglio – l’apertura di Nicola
Travaglini – perché volevo un confronto diretto con alcuni
consiglieri comunali”. Di seguito la difesa del proprio
operato durante l’emergenza. “Non ci si alza la mattina e si
emette un’ordinanza che dice che l’acqua non è potabile” ha
continuato il primo cittadino, chiarendo che certe azioni
hanno conseguenze “particolari e importanti”. In sintesi,
vietare l’uso dell’acqua senza dati e disposizioni ufficiali
avrebbe
significato
“creare allarmismo, su quale base?”. Per questo Travaglini
ha difeso la sua scelta di intervenire solo quando sono
arrivati in Comune “atti formali e ufficiali”, perché “tutto
il resto sono chiacchiere”. Poco dopo l’affondo indirizzato
al consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro, seduto
qualche metro più in là. “In maniera artata e disonesta è
stato pubblicato tramite volantino un unico dato negativo e
non quello positivo”; queste le parole usate da Travaglini
per stigmatizzare il comportamento dei dipietristi, i quali
“fanno riunioni nelle botteghe, firmano querele imitando
Berlusconi che però firmava i programmi, siamo alla morte
della politica!”. Infine il sindaco ha lasciato il fioretto
per armarsi di spada, duellando sul campo congeniale all’Idv
ma anche a se stesso, la giustizia. “L’ipotesi di reato per
Cristiano Di Pietro e Italia dei valori l’ho trovata – le
sue parole - e si chiama procurato allarme”. L’interessato è
intervenuto dicendo “denunciami!”, attirandosi così il
rimprovero del presidente del Consiglio Domenico Porfido per
l’interruzione. Il voto finale ha visto tre consiglieri di
minoranza astenuti (Rosati, Di Pietro e Borgia), mentre
Chiappini ha votato a favore assieme alla maggioranza.
Il Quotidiano del Molise
28 gennaio 2011
Nelle foto,
dall'alto in basso: il presidente del Consiglio comunale
Domenico Porfido interviene per ristabilire l'ordine; il
consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro; il sindaco
Nicola Travaglini.
Sullo stesso
tema:
IL VIDEO CON ESTRATTI DEGLI INTERVENTI DI TRAVAGLINI, DI
PIETRO, BORGIA
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Acquedotto: smentite le bugie (27/01/2011)
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Emergenza acqua: Travaglini difende il suo operato
(31/12/2010)
E Borgia presenta un'interrogazione al sindaco
(31/12/2010)
Il servizio è off limits anche a Montenero (30/12/2010)
Cristiano Di Pietro: informazione scarsa (28/12/2010)
In
conferenza stampa il sindaco Travaglini e il presidente di
Molise acque Sabatini
Acquedotto:
smentite le bugie
Le
condutture del nuovo impianto arriveranno anche a Montenero
Poi l'affondo: "Quelle di Borgia solo bufale elettorali"
MONTENERO
DI BISACCIA. “Un eccesso di bugie che causano scompiglio
nella popolazione fini personalistici, perché siamo vicini
alle elezioni provinciali”. Ha bollato così il sindaco
Nicola Travaglini, senza nominarlo, la sortita di Michele
Borgia, autore giorni fa di una dichiarazione allarmante: il
nuovo acquedotto molisano centrale non arriverà nel centro
cittadino ma solo alla marina di Montenero. Tradotto, niente
acqua di sorgente nell’abitato una volta che la grossa
opera, attualmente in corso e del costo di 55 milioni di
euro, sarà completata (estate 2012). Ieri in conferenza
stampa, invece, le dichiarazioni del consigliere di
minoranza e assessore provinciale sono state smentite, dati
alla mano, e definite poco più che “bufale”.
Alla riunione hanno partecipato, oltre al sindaco, il
presidente di Molise acque Stefano Sabatini e i tecnici che
stanno collaborando al progetto: il direttore dei lavori
Giovanni Gentile, il responsabile del procedimento Domenico
Montagano e, in rappresentanza della ditta esecutrice,
Vitiello. Il primo cittadino Travaglini, dopo una breve
presentazione, ha passato la parola a Sabatini. Il
presidente dell’ente idrico regionale ha subito rassicurato
la popolazione montenerese. Tramite una grossa pianta, ha
mostrato come l’acqua proveniente da una sorgente del Matese
arriverà eccome nel centro abitato di Montenero. Di più: non
sarà più necessario pompare il liquido nelle condutture,
grazie alla pressione generata dall’altitudine di partenza,
risparmiando i costi attualmente sostenuti utilizzando
l’acqua del lago di Guardialfiera.
L’acquedotto molisano centrale servirà complessivamente
undici comuni nel Basso Molise, comprese le quattro zone
costiere (da Campomarino a Montenero). In queste ultime, e
solo nel periodo estivo con l’aumento di consumo per la
presenza dei turisti, potrà diventare necessario integrare
con l’acqua di diga; per questo i potabilizzatori del lago
di Guardialfiera non saranno dismessi una volta in funzione
il nuovo impianto.
I monteneresi, come gli altri abitanti del Basso Molise,
potranno pertanto bere direttamente dal rubinetto acqua di
sorgente, definita da Sabatini “una delle migliori
d’Europa”. Un progetto agognato dai primi anni Ottanta e che
finalmente si avvia a diventare realtà, paradossalmente in
una regione “ricchissima di acqua”, come ammesso anche
durante la conferenza di ieri.
In merito alle dichiarazioni di Borgia, che chiedeva anche
un Consiglio comunale sul tema, il sindaco Travaglini ha
risposto a una domanda e affermato di non sapere “su quali
basi è stata messa in giro questa bufala”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
27 gennaio 2011
Nella foto da
sinistra Stefano Sabatini e Nicola Travaglini
Sullo
stesso tema:
VIDEO CON ESTRATTI DELLA CONFERENZA STAMPA
(26/01/2011)
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Ma
monta la polemica dopo la ghiacciata
di ieri
Piano neve, il
sindaco ringrazia gli operatori
MONTENERO
DI BISACCIA. Un ringraziamento a “tutti gli operatori che
hanno garantito la riuscita del piano di sgombero neve,
messo in atto fin dalle prime ore dell’evento atmosferico”.
Così in una nota l’amministrazione comunale dopo la nevicata
che si è abbattuta anche su Montenero sabato scorso.“Esprimo
soddisfazione – il commento del sindaco Nicola Travaglini –
per la solerzia e l’efficienza dimostrata da tutti gli
operatori interessati al piano di sgombero neve. Fin dalle
prime ore della nevicata abbiamo convocato una riunione
operativa finalizzata ad avviare un piano di sgombero già
studiato in precedenza e che ha dato i suoi frutti in tempi
record; gli spartineve, che hanno operato fino a tarda
notte, hanno reso subito percorribili le strade comunali,
effettuando interventi anche su quelle di pertinenza della
Provincia. Sono stati poi riforniti i punti di raccolta sale
previsti in zone strategiche del paese ed è stato effettuato
un intervento nella zona a mare, per riaprire alcuni canali
che stavano per procurare allagamenti. Nella mattinata di
domenica gli operai si sono adoperati per sgomberare la neve
presso le chiese e presso le zone di maggior frequentazione
del paese, oltre a liberare i vicoli più stretti con mezzi
meccanici adeguati. Nonostante l’abbondante nevicata,
quindi, la risposta è stata pronta ed immediata, grazie
anche alla collaborazione con la Protezione civile e la
locale stazione dei Carabinieri. Questa esperienza positiva
– dichiara in chiusura del comunicato il sindaco Travaglini
- non ci fa comunque abbassare la guardia, ma ci deve
servire da sprone per migliorare sempre più la nostra
capacità di intervento nelle situazioni di emergenza come
quella di sabato scorso”.
Fin qui il punto di vista dell’amministrazione comunale,
all’indirizzo della quale non sono però mancate polemiche.
In particolare ieri mattina, quando i mezzi spargisale sono
arrivati in ritardo a giudizio di diversi cittadini che si
stavano recando al lavoro o a scuola. Poco dopo le 7.00,
infatti, autobus e scuolabus si sono dovuti fermare a causa
del ghiaccio in via Argentieri, nei pressi di una curva a
gomito comunemente chiamata “girone”. Si stava già formando
una coda di auto, che in fretta sarebbe arrivata fino alla
piazza, se gli autisti non avessero spostato i pesanti mezzi
e permesso alle macchine di passare. Più tardi, con l’arrivo
degli spargisale e con l’aumento della temperatura, la
situazione è tornata alla normalità.
Sull’argomento è
intervenuto anche il Circolo dell’Italia dei valori, che in
una nota chiede “all’amministrazione di Montenero una
programmazione e una razionalizzazione delle risorse più
puntuale, in modo tale da affrontare le future emergenze in
maniera opportuna, riducendo i costi, offrendo servizi
migliori ed evitando di porre i cittadini in condizioni di
grave disagio”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
26 gennaio 2011
Nella foto una veduta del
centro di Montenero di Bisaccia durante la nevicata di
sabato 22 gennaio (foto di Luca Di Gregorio)
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Aleggiano le prime indiscrezioni sui papabili alle
prossime elezioni
Provinciali,
prende il via il toto-candidati
MONTENERO DI BISACCIA. Quanti saranno? E chi sarà in lista per la
Provincia? Aspettando le elezioni di primavera il
toto-candidati inizia a muovere i primi passi, specie a
Montenero, che ancora una volta potrebbe diventare il fulcro
della politica regionale. E, d’altronde, il centro
bassomolisano ha tra i suoi residenti il presidente della
Provincia Nicola D’Ascanio, oltre che un consigliere e un
assessore. Infine, sempre Montenero è stato teatro, diretto
o indiretto, dei travagliati avvenimenti che hanno
accompagnato il mandato amministrativo di D’Ascanio, il
quale per la prima volta si accinge a completarne uno, nella
veste di leader, da quando è in politica.
Il presidente potrebbe diventare il candidato montenerese
più in vista, essendosi proposto per la riconferma; resta da
definire la composizione dello schieramento che dovrà
sostenerlo. Rimanendo sul fronte (o galassia) del
centrosinistra, sembra che Giuseppe Chiappini sia
intenzionato a tentare la corsa. Tornerebbe, se eletto,
nell’ente dove è già stato nelle vesti di consigliere,
assessore e vice presidente nel periodo 2000-2006. Dopo aver
riacceso i motori alle passate comunali, dove ha perso da
candidato a sindaco, dovrebbe essere lui l’alfiere del
Partito democratico.
Spostando l’obiettivo più a sinistra appare
nell’inquadratura il candidato di Sinistra ecologia e
libertà: potrebbe essere il portavoce Marcello Di Stefano,
fedelissimo di Mauro Natalini, consigliere regionale e
referente locale per il partito di Vendola.
L’Italia dei valori invece ha già da un pezzo cominciato la
campagna elettorale, tra comunicati stampa, iniziative
legali per l’acqua ai trialometani ecc. Esprimerà ovviamente
un suo candidato per le provinciali e i nomi che circolano
sono due: la presidente di Circolo Simona Contucci oppure un
libero professionista semi nuovo nel panorama politico
locale.
Non dovrebbe mancare inoltre un rappresentante del
cosiddetto terzo polo, ossia la rutelliana Alleanza per
l’Italia. Il nome più gettonato è quello di Michele Borgia,
assessore uscente a Palazzo Magno. Rimane infine da
scandagliare il centrodestra, che per la prima volta
affronta un’elezione sovra comunale da forza di maggioranza
al municipio. Ed è qui che potrebbe arrivare una sorpresa,
per la verità a metà, visto che anche le comunali dello
scorso anno furono vinte grazie alla fusione con elementi di
centrosinistra. Antonino D’Antonio potrebbe tornare in sella
e candidarsi con Molise civile, sostenuto perciò dal
centrodestra. Per l’ex assessore, esponente del
centrosinistra prima che questo si auto-annientasse alle
passate comunali, significherebbe riproporsi agli elettori
dopo un anno di astinenza e un cambio di schieramento.
Resta da verificare se vi saranno altri pretendenti nel
fronte berlusconiano a Montenero, come rimane da appurare se
le indiscrezioni finora elencate saranno confermate. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
23 gennaio 2011
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blog di Montenero On Line
Montenero:
"denunciato" un cartello... troppo basso
MONTENERO
DI BISACCIA. Dalle stanze di sindaco e giunta comunale la
distanza sarà una ventina di metri; dal suolo è poco più di
uno. Sicuramente poco, almeno nel secondo caso, poiché
qualcuno può sbattere con il viso contro il risvolto
posteriore del segnale stradale, facendosi seriamente male.
Accade all’ingresso-uscita di piazza Giovanni XXIII, in
pieno centro di Montenero, di fronte al municipio e alla
chiesa madre di san Matteo apostolo. Un’area da pochi mesi
ristrutturata completamente, con nuova pavimentazione e ora
divenuta isola pedonale. Sul posto campeggia l’indicazione
che, accanto al nome del papa buono, ricorda che un tempo il
luogo si chiamava Portella. Nessun riferimento, nonostante i
compagni non siano più al potere, al fatto che nel frattempo
la piazza sia stata intitolata anche a Umberto I.
Ma torniamo al segnale a prova di “faccia”. La segnalazione
è giunta al Quotidiano da un cittadino, che si è chiesto:
cosa succede se un ragazzino mentre corre, oppure un adulto
in quel momento un po’ distratto, batte il viso sul segnale
stradale troppo basso? Non è difficile immaginare le
conseguenze e cioè, nella migliore delle ipotesi, un vistoso
taglio.
Come detto il tutto è in pieno centro, solo che a nessuno
finora è passato per la mente di alzare il segnale stradale,
indipendentemente da qualunque regolamento specifico, in
modo da far sì che ci si passi sotto senza rischiare di
lasciarci la faccia. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
22 gennaio 2011
Di' la tua sul
blog di Montenero On Line
L'incidente nel tardo pomeriggio di ieri alla
periferia del paese
Prende in pieno
un'auto - Scontro tra due anziani
MONTENERO
DI BISACCIA. Incidente stradale ieri sera nel centro
bassomolisano, per fortuna senza gravi conseguenze per i
conducenti, tutti e due del posto. E’ avvenuto intorno alle
ore 18.00, quasi alla periferia del paese. La Mercedes
condotta da un 74enne stava percorrendo via De Gasperi, in
direzione del centro, quando si è vista invasa la propria
corsia dalla Lancia Y condotta da un uomo di 69 anni, che
proveniva da via Don Sturzo e stava svoltando a sinistra.
Nell’impatto la Y è stata colpita in pieno alla portiera, si
è girata su se stessa ed è finita sul marciapiede del lato
opposto della strada. Tuttavia l’uomo che era alla guida è
sceso subito dall’auto e non avrebbe riportato ferite
preoccupanti. E’ stato comunque trasportato dal 118 presso
l’ospedale di Termoli per i necessari accertamenti. Illeso,
viceversa, il conducente della Mercedes. Sul posto sono
intervenuti anche i Carabinieri della locale stazione e i
Vigili urbani, che hanno regolato il traffico, sempre
intenso sul crocevia che divide le due principali vie di
accesso e uscita da Montenero. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 21
gennaio 2011
Nella foto il
luogo dell'incidente
Montenero "al riparo", il paese non
si spopola più
Demografia stabile. L'andamento negativo degli ultimi anni
sembra acqua passata.
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Un paese che sembra pian piano
buttarsi alle spalle il calo di abitanti che qualche anno fa
sembrava inesorabile, ma dove il numero dei morti continua a
superare quello dei nati. Questa per sommi capi la
fotografia demografica di Montenero quando il 2010 è stato
appena archiviato. 6781 schede individuali al 31 dicembre
significa che, rispetto a un anno prima, il numero dei
residenti è cresciuto di sole sette unità. Un incremento
modesto, reso possibile da coloro che dall’estero hanno
trasferito la propria residenza a Montenero (31). Difatti,
il bilancio tra iscritti e cancellati per altri comuni
italiani resta deficitario, confermando la tendenza
consolidatasi negli ultimi venti anni: da Montenero quelli
che vanno via sono di più di quanti restano. In sintesi, se
non fossero arrivati nuovi residenti dall’estero sarebbero
stati persi degli abitanti.
C’è poi il dato demografico per eccellenza, vale a dire la
differenza tra nati e morti. Nel 2010 coloro che hanno
esalato l’ultimo respiro sono stati dieci in più rispetto ai
bambini che hanno emesso il primo vagito, tradotto: 72 morti
a fronte di 62 nati. Va tuttavia rilevato che negli ultimi
anni, seppur in termini modesti, la cicogna viene più spesso
in paese. Dopo l’anno nero, il 2004, in cui nacquero solo 37
bambini, Montenero pare aver invertito la tendenza: dal 2007
riesce a far firmare almeno sessanta cartoline di auguri al
sindaco per i nuovi cittadini.
Più in generale, anche nel 2010 la popolazione del centro
bassomolisano si conferma stabile, dove il tasso di
denatalità è compensato da gente che si trasferisce da
altrove, come detto soprattutto dall’estero. Parrebbe
superato il progressivo declino demografico iniziato negli
anni Ottanta e che nel 2006 fece registrare il punto più
basso, soli 6638 abitanti; ma al tempo stesso non si può
ancora mettere la parola fine al gap che vede Montenero, fra
i quattro comuni costieri molisani, fanalino di coda in
fatto di crescita demografica.
Il Quotidiano del Molise
18 gennaio 2011
I
dipietristi e la class action
Acqua
contaminata: "Vogliamo chiarezza"
MONTENERO
DI BISACCIA. Antonio Di Pietro è con i suoi nel paese natale
anche per la questione dell’acqua ai trialometani e per
dimostrarlo non esita a sostenere la class action in piazza.
Conferenza stampa per il leader dell’Italia dei valori ieri
mattina, che ha spiegato la sua posizione sull’azione
collettiva che il suo partito sta portando avanti assieme ad
alcune associazioni di consumatori. L’intento è di far avere
un risarcimento di mille euro a ogni aderente
all’iniziativa, che interessa quanti si sentono danneggiati
dai disagi derivanti dalla presenza di trialometani
nell’acqua di rubinetto, con conseguente divieto di uso per
scopi alimentari, durante il periodo natalizio.
“Non bisogna né essere elettori dell’Italia dei valori, né
di centrosinistra né di centrodestra – ha dichiarato Di
Pietro durante la conferenza -, non c’azzecca niente (sic!
n.d.r.) essere di destra o di sinistra, si tratta di far
valere in modo collettivo un diritto”. A giudizio del leader
Idv lo scopo dell’azione è “innanzitutto sapere la verità
(…), è vero o non è vero che c’erano sostanze inquinanti
(nell’acqua n.d.r)? Se dovessimo accertare che non fosse
vero, saremmo più contenti ancora. Cioè, non è che noi
vogliamo vincere la causa, anzi, magari la potessimo perdere
nel senso che non c’è problema, che non c’è inquinamento”.
Antonio Di Pietro ha precisato anche che “non siamo qui a
fare accuse specifiche contro una persona, perché bisogna
accertare in concreto le responsabilità di ognuno nei vari
livelli”. Nessun riferimento specifico pertanto al sindaco
di Montenero Nicola Travaglini, che viceversa è stato
duramente attaccato nelle precedenti conferenze stampa dell’Idv,
in particolare dal primogenito di Tonino, il consigliere
comunale e provinciale Cristiano Di Pietro.
La conferenza è stata anche l’occasione per qualche domanda
a carattere più generale e politico. In particolare è stato
chiesto al leader Idv di interpretare le ultime fuoriuscite
dal partito in Molise. “In realtà i fuoriusciti non ci sono
stati – la risposta di Antonio Di Pietro -, perché quelli
che se ne sono andati non erano stati eletti nell’Italia dei
valori ad eccezione di Nicandro (Ottaviano n.d.r.), che mi
risulta essere stato definito da tempo ‘il silente’, quindi
non se n’è accorto nessuno”.
Di Pietro ha infine portato l’esempio della raccolta firme
contro le centrali nucleari, fatta dal suo partito, per
spiegare il rischio che può avere non avvisare in tempo i
cittadini dei rischi che si corrono. Però poco dopo al
cronista che gli ricordava una sua differente posizione sul
nucleare nel 2007 ha detto di “sbagliare persona”. Pazienza
se ancora oggi in rete è presente la sua dichiarazione, resa
subito dopo aver litigato con l’allora collega ministro
Alfonso Pecoraro Scanio: “Il nucleare oggi non è come quello
di ieri – dichiarava Tonino il 14 settembre 2007 -. Non so
se ne abbiamo davvero bisogno. Personalmente vorrei
adoperarmi affinché non vi si ricorra. La differenziazione
delle fonti di energia è fondamentale per il nostro paese,
ma non facciamo demagogia. In attesa che un'energia
differenziata possa attecchire da noi abbiamo bisogno di
un'energia domani mattina sennò quest'inverno rimaniamo al
freddo”. Parole di Antonio Di Pietro, non di qualcun altro.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
17 gennaio 2011
Nota: le adesioni alla class
action a Montenero sono circa 350 finora
Nella foto da
sinistra Simona Contucci, Antonio Di Pietro e Pierpaolo
Nagni
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Il
consigliere Mancini parla in vista delle
elezioni
Provinciali, La
destra va da sola
... in attesa di un segnale
MONTENERO
DI BISACCIA. “Non possono ricordarsi di noi solo alla
vigilia delle elezioni” e poi dimenticare le promesse fatte.
E’ categorico il commento di Giovancarmine Mancini,
consigliere provinciale a Isernia de La destra, che ha
partecipato ieri a una riunione nella sezione montenerese
del partito di Storace. Alla presenza di diversi iscritti,
nonché del segretario Giuseppe D’Angelo, si è parlato
soprattutto di elezioni provinciali, il primo dei diversi
appuntamenti con le urne del 2011.
Mancini ha lamentato come ogni volta sia negata a La destra
la visibilità meritata alle urne, oltre al fatto che il suo
movimento non condivide la politica clientelare del
centrodestra molisano. “Le Asl sono diventate un’azienda di
collocamento per amici e parenti – il suo affondo -, mentre
è a casa chi non ha santi in Paradiso”. Da qui la
possibilità concreta che alle provinciali ci sia una lista
propria, sganciata dall’alleanza con il Pdl. “Non abbiamo
alcun segnale di cambio di rotta” ha detto ancora Mancini,
anche se “aspettiamo un’inversione di tendenza”. La quale
potrebbe arrivare proprio da Montenero, dove a suo giudizio
la maggioranza di Nicola Travaglini avrebbe subito
dimenticato il contributo de La destra alle comunali di
marzo. Quasi cento voti, senza i quali “non avrebbero
vinto”. In sintesi, l’auspicio era che gli assessori si
dimettessero, così da far entrare in Consiglio i non eletti,
fra i quali Giuseppe D’Angelo. “Mi hanno risposto che in
questo momento c’è una situazione particolare e Travaglini
non può essere disturbato” il commento sarcastico di
Mancini, ammettendo tuttavia che in merito non è stato
sottoscritto un accordo pre-elettorale.
E’ stato perciò definito un “segnale che potrebbe far
rivedere positivamente le nostre posizioni” l’eventuale
ingresso in Consiglio dei non eletti. Ma a Montenero non è
mai successo che gli assessori si siano dimessi in blocco
per far entrare i colleghi meno votati. E’ stato fatto
notare anche a Mancini, che ha rilanciato così: “Andremo da
soli”. Il candidato di Montenero alle provinciali sarà
deciso durante le riunioni che si susseguiranno fino
all’appuntamento elettorale di primavera. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
16 gennaio 2011
Nella foto da
sinistra Giovancarmine Mancini e Giuseppe D'Angelo
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Elezioni,
fermenti anche a Montenero di
Bisaccia
MONTENERO
DI BISACCIA. Un anno fa il centrosinistra teneva ancora in
pugno il Comune e stava già facendo di tutto per perderlo.
Dodici mesi dopo, secondo la logica ormai più che decennale
che lo vuole sempre in campagna elettorale, a Montenero è
già iniziata la battaglia per le provinciali di primavera.
Seguirà in autunno quella per le regionali: in un caso e
nell’altro il paese sarà fornitore di candidati a iosa,
compreso il presidente uscente della Provincia.
Eppure, a parte il cambio di colore politico al municipio
dopo venticinque anni di egemonia del centrosinistra e di
Nicola D’Ascanio, c’è qualcosa che per una strana
coincidenza assomiglia a un anno fa esatto. Nel gennaio 2010
l’Italia dei valori festeggiava con bottiglie di spumante la
vittoria al Tar, che bloccava l’edilizia convenzionata alla
marina, argomento all’epoca ancora spacciato quale causa
della crisi amministrativa. Oggi è presto per brindare, ma
ancora una volta i dipietristi ricorrono alla giustizia:
sabato scorso la notizia della denuncia di Cristiano Di
Pietro alla Procura della Repubblica, affinché siano
individuate le responsabilità dell’acqua ai trialometani
sgorgata dai rubinetti nel periodo natalizio.
Una denuncia che, seppur non in modo specifico, prende di
mira anche il sindaco Nicola Travaglini, bollato da Di
Pietro jr come incapace nella gestione dell’emergenza.
Tuttavia, oggi come un anno fa, resta da verificare quanto
il ricorso al Tribunale giovi al serbatoio elettorale
dell’Italia dei valori. E già, perché nel 2010 ha vinto al
Tar, stappando lo spumante, ma poi ha perso le elezioni
comunali nel paese di Antonio Di Pietro, attirando l’ilarità
di tutti i media nazionali. Oggi l’Idv, tramite Cristiano Di
Pietro, alza il tiro e addirittura punta sul penale e,
inevitabilmente, la domanda è se perderà anche la Provincia,
unico bastione di rilievo ancora in mano al centrosinistra
nel Molise. Si vedrà in primavera, ma intanto anche per la
nuova maggioranza insediata nel Palazzo di città inizia a
finire la luna di miele. Quando è passato quasi un anno
dalle elezioni, arrivano le prime critiche al sindaco
Travaglini. Il restauro della torre di Montebello entro
settembre e l’Adsl entro novembre, due prime date disattese,
forse per i motivi più diversi e giustificati, ma i
cittadini le promesse le ricordano. Altri cominciano a
chiedere: “ma cosa sta facendo questa nuova
amministrazione?”. Un interrogativo che, paradossalmente,
potrebbe indicare il buono stato di salute della
maggioranza, poiché la gente è notoriamente interessata ai
fatti del municipio quando ci sono crisi politiche in atto
e, se non sa cosa succede, vuol dire che tutto fila liscio.
Resta il fatto che nel 2011 Travaglini non potrà più contare
sull’effetto novità e sulla bontà di solito accordata ai
nuovi sindaci, specie se di colore opposto al predecessore.
Ma al tempo stesso rimane la domanda su come possa
seriamente insidiarlo una minoranza suddivisa in quattro
diversi gruppi (su cinque consiglieri), dei quali uno è la
stessa Italia dei valori che ancora una volta sventola
davanti ai monteneresi le denunce al Tribunale, che
elettoralmente pare non portino fortuna. O almeno è quanto
si vedrà durante il 2011, che per l’ennesima volta farà
diventare Montenero il centro della politica provinciale e
regionale. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
11 gennaio 2011
Nella foto un
momento più unico e raro di distensione fra Cristiano Di
Pietro e Nicola Travaglini, subito dopo la vittoria alle
comunali di quest'ultimo
Sullo
stesso tema:
Acqua inquinata:
l'Idv "corre" in Procura (09/01/2011)
Video della conferenza stampa dell'Idv sull'emergenza acqua
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blog di Montenero On Line
In una
conferenza stampa annunciata
"l'operazione verità"
Acqua
inquinata: l'Idv "corre" in Procura
MONTENERO
DI BISACCIA. “Un’operazione verità” al termine della quale
chi ha sbagliato dovrà pagare. Civilmente, cioè risarcendo i
danni e, fatto sicuramente più clamoroso, anche penalmente.
Si è tenuta ieri sera presso la sede di partito la
conferenza dell’Italia dei valori, che ha presentato un
dossier-denuncia sull’emergenza acqua potabile verificatasi
nel periodo natalizio. Fra i comuni coinvolti Montenero,
poiché anch’esso rifornito dal lago di Guardialfiera. Ed è
all’indirizzo del sindaco Nicola Travaglini che sono
arrivate le bordate più virulente, specie da Cristiano Di
Pietro. Il consigliere comunale e provinciale ha esordito
spiegando che sta avendo successo l’azione collettiva
avviata dall’Idv, con la quale si mira a far ottenere un
risarcimento ai cittadini coinvolti. Poi Di Pietro jr ha
parlato di “mancanza di informazione tremenda” riferendosi a
quanto accaduto in tutto il Basso Molise, “a causa
dell’incapacità amministrativa della classe politica del
centrodestra”. Una situazione di “angoscia e scompiglio”,
dove “la punta massima dell’incapacità amministrativa è
stata raggiunta a Montenero di Bisaccia”. Questo perché il
sindaco Travaglini, “nella sua incompetenza totale, chiude
l’acqua in tutto il paese solamente il 29 dicembre”,
praticamente dodici giorni dopo il primo allarme e solo dopo
un’interrogazione dell’Italia dei valori. A quel punto
Cristiano Di Pietro ha alzato il tiro: “Ho deciso come
cittadino (…) di presentare un atto di denuncia-querela,
presso la Procura della Repubblica di Larino, contro tutti
quelli che sono stati causa di questa disinformazione, che
hanno creato l’inquinamento al trialometano nella diga”. Non
una denuncia solo per il sindaco, è stato specificato, ma
contro tutti gli eventuali colpevoli, ossia fino a chi
gestisce l’acqua a livello regionale.
Subito dopo la firma del documento, che già lunedì mattina
sarà presentato dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Salvatore
Di Pardo, presenti alla conferenza e che hanno spiegato gli
aspetti giuridici delle due cause, civile e penale. E’
intervenuto anche il segretario regionale Idv Pierpaolo
Nagni. A suo giudizio la “matrice” di tutta la vicenda è “il
governo di centrodestra di questa regione”, al quale ha
fatto compagnia “una catena omertosa” di silenzio nei vari
Comuni che hanno evitato di protestare essendo dello stesso
colore politico.
In chiusura di conferenza è stato fatto notare, agli
esponenti politici presenti, che a Montenero un sindaco è
invitato a presentarsi in Tribunale proprio quando arriva
l’Italia dei valori, dai detrattori considerato il partito
dei giudici. “Il nostro non è giustizialismo – la risposta
di Cristiano Di Pietro -, la nostra è ricerca della verità,
(…) se si tratta di andare in Procura della Repubblica per
capire qual è la verità, noi andiamo in Procura della
Repubblica”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
9 gennaio 2011
Nella foto da
sinistra Pierpaolo Nagni, Cristiano Di Pietro, Vincenzo
Iacovino, Salvatore Di Pardo
Sullo
stesso tema:
Video della conferenza stampa dell'Idv sull'emergenza acqua
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Cinque euro per aderire
L'Idv promuove
la class action, via alla raccolta adesioni
MONTENERO DI BISACCIA. Porta
la firma dell’Italia dei valori la prima class action del
Molise, avviata ieri l’altro presso la sede del partito in
via Argentieri. L’iniziativa, in collaborazione con Lega
consumatori e Arco consumatori, mira a far ottenere un
risarcimento ai cittadini del Basso Molise per i danni
causati dall’acqua del Liscione non potabile durante il
periodo natalizio. Come noto, sono stati i trialometani a
far emettere ordinanze di divieto di uso dell’acqua per
scopi alimentari in vari comuni bassomolisani. Da qui l’idea
dei dipietristi di far risarcire i cittadini di mille euro a
testa, a fronte di una spesa di cinque euro per avviare le
pratiche risarcitorie della causa collettiva.
All’incontro di ieri l’altro hanno partecipato il segretario
regionale Idv Pierpaolo Nagni, la presidente del Circolo
montenerese Simona Contucci e l’avvocato Domenico De
Angelis, nella doppia veste di segretario provinciale di
partito e rappresentante delle associazioni dei consumatori
coinvolte.
La nostra intenzione - ha commentato la Contucci - è quella
di informare la gente sul grave episodio che si è verificato
e che è stato gestito molto male da parte di chi avrebbe
dovuto, prima di ogni altra cosa, tutelare la cittadinanza”.
L’Italia dei valori organizzerà dei presidi in tutti i
comuni coinvolti, mentre a partire da oggi nella sede
montenerese gli interessati potranno riempire la modulistica
per avviare la pratica. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
7 gennaio 2011
Vita da
odissea dietro un fallimento
MONTENERO DI BISACCIA. La giustizia marcia a passo di lumaca, perde i
più elementari diritti civili per un quarto di secolo e
infine decide di ricorrere alla Corte europea dei diritti
dell’uomo. Armando Potalivo, classe 1943, ha visto iniziati
i suoi guai negli anni Settanta, quando con la sua impresa
edile iniziò ad accumulare qualche debito con le banche. Nel
maggio 1983 il Tribunale di Larino lo assoggettò ad
amministrazione controllata e, dopo le istanze delle banche
creditrici, fu aperta la procedura fallimentare nel 1987. Da
quel momento Potalivo non ha più votato, né potuto chiedere
prestiti.
''Inutili - spiegano i suoi avvocati, Anna Orecchioni e
Giacinto Canzona - le proposte di tentativi di concordato
fallimentare: cambiano giudici, avvocati, curatori
fallimentari, il fascicolo si perde più volte e... per
vent'anni le sue istanze non vengono prese minimamente in
considerazione. Intanto non riceve credito da nessuno,
nemmeno quando deve sottoporsi ad una operazione chirurgica
che viene poi finanziata dai parenti. Senza considerare -
spiegano i difensori - che non ha mai potuto votare per la
'Seconda Repubblica'''. Così è arrivata la decisione di
ricorrere alla legge Pinto per far causa allo Stato tramite
la Corte europea dei diritti dell’uomo. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
5 gennaio 2011
I
cittadini chiamati a raccolta
Acqua non potabile, l'Idv guida
la class action
MONTENERO
DI BISACCIA. Class action, ossia azione collettiva: una sola
causa per tanti cittadini accomunati dalla stessa (presunta
fino a sentenza) ingiustizia. Come anticipato, l’Italia dei
valori passa alle vie di fatto e intende chiedere un
risarcimento “dei danni patrimoniali e morali subiti dai
cittadini bassomolisani in seguito all’inquinamento
dell’acqua potabile proveniente dall’invaso di Guardialfiera”.
A darne notizia una nota dell’ufficio stampa Idv, che dà
appuntamento agli interessati per oggi pomeriggio alle
18.30, presso la sede del partito in via Argentieri.
“Con questa azione – il commento di Simona Contucci,
presidente del Circolo Idv di Montenero – intendiamo
tutelare i cittadini, vere vittime di questa vicenda, senza
alzare polveroni e senza cedere alle polemiche, agli
attacchi strumentali e alle invettive di cui siamo stati
oggetto. L’inquinamento dell’acqua potabile rappresenta un
problema che ha colpito tutti i cittadini bassomolisani,
indistintamente. Altrettanto indistintamente l’Italia dei
valori, in collaborazione con Lega consumatori e Arco
consumatori, si impegna in azioni concrete, nell’intento di
tutelare il diritto essenziale alla salute pubblica di tutti
coloro che abbiano subito danni a causa della situazione
critica che si è venuta a creare”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
5 gennaio 2011
Nella foto la
presidente del Circolo Idv di Montenero Simona Contucci
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Ieri
mattina la nuova ordinanza del sindaco. Ma le
polemiche continuano
Acqua potabile,
Travaglini fa "riaprire" i rubinetti
MONTENERO DI BISACCIA. E’ finita l’emergenza acqua potabile anche nel
centro bassomolisano. Ieri mattina il sindaco Nicola
Travaglini ha emesso un’ordinanza con la quale revoca le
precedenti due, di divieto. Così anche a Montenero si può
tornare a usare l’acqua di rubinetto per scopi alimentari,
oltre che per l’igiene personale. Evidentemente il valore di
trialometani è rientrato nella norma e al sindaco sono
giunte disposizioni dall’Asrem.
Una notizia accolta con favore dalla popolazione, dopo un
Natale all’insegna dell’assalto ai supermercati per
accaparrarsi le ultime bottiglie di minerale. Non sono certo
mancate le polemiche e in particolare Travaglini è stato
additato di essersi mosso in ritardo rispetto agli omologhi
degli altri comuni. L’ordinanza è stata emessa quando sono
stati rilevati valori oltre la norma dice invece il sindaco,
per il quale è stato creato inutile allarmismo in quel
dell’Italia dei valori, in prima linea nell’attaccarlo.
A parte gli opportunismi politici in vista delle mai assenti
elezioni, resta tuttavia la madre delle domande. I
trialometani quand’è che diventano pericolosi, oltre i 30 µg/l
come previsto in Molise o se superano gli 80 µg/l come
indica la normativa pugliese? Sarebbe interessante
scoprirlo. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
4 gennaio 2011
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Montenero,
vinti 20mila euro al Lotto
MONTENERO DI BISACCIA. Quasi ventimila euro vinti con una giocata di
soli due e cinquanta. Torna la dea bendata a Montenero e
ancora una volta sceglie la centralissima ricevitoria
Benedetto. Qui il fortunato giocatore ha centrato una
quaterna nell’estrazione del Lotto del 30 dicembre, facendo
un botto di fine anno certo più fruttuoso di quelli a base
di polvere da sparo convenzionale. Top secret sul suo nome,
come tradizione nella ricevitoria Benedetto, ma pare che sia
di Montenero. La combinazione vincente è stata ottenuta
sulla ruota di Cagliari, dove sono usciti i numeri 21, 44,
63 e 90. La cifra di 19434,50 euro è stata ottenuta anche
con gli ambi e i terni, ma il grosso della vincita è
arrivato grazie alla quaterna, che con soli dieci centesimi
ha fruttato ben 12.000 euro. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
4 gennaio 2011
L’esposizione fino al 6 gennaio
Frammenti di
storia nella mostra della Pro loco
MONTENERO
DI BISACCIA. “Frammenti di storia locale”, questo il titolo
della mostra in corso presso la sala polivalente e
visitabile fino al 6 gennaio. Organizzato sotto l’egida
della Pro Loco “Frentana”, l’evento è curato dall’insegnante
Maria Teresa Bracone e da Giancarlo Rusciano. Circa cento i
pezzi esposti, risalenti principalmente all’alto medioevo e
datati fra l’800 e l’anno mille. Per la catalogazione è
stata richiesta la consulenza della Sovrintendenza di
Campobasso e dell’Università di Chieti, enti che hanno
accertato l’autenticità di cocci di vaso, pietre di tombe,
fossili e altro.
Degno di nota anche lo studio effettuato sulla presenza dei
monasteri benedettini in agro di Montenero. Ve n’erano tre
un tempo e precisamente si trovavano nelle contrade
Montebello, Colle della guardia e Pietra fracida. “Questa
mostra deve essere un inizio – il commento della
professoressa Bracone -, che stimoli anche i giovani
all’indagine e alla ricerca per approfondire la storia del
paese e il suo patrimonio culturale, che va promosso e
riqualificato”.
L’iniziativa sta registrando una buona affluenza di pubblico
e, anche grazie alla semplice disposizione di reperti,
cartine, pagine di libri ecc., la comprensione diventa
facile anche per i non addetti ai lavori. Come detto, c’è
tempo fino al giorno dell’Epifania per una visita,
l’ingresso è libero. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
3 gennaio 2011
L'Idv
attacca il primo cittadino su come ha
gestito l'emergenza
Acqua, affondo
al sindaco: "Travaglini non poteva non sapere"
MONTENERO
DI BISACCIA. L’Italia dei valori prepara un dossier da
presentare “al più presto alla Procura della Repubblica” e,
visto che ci siamo, perché non rispolverare la massima in
voga ai tempi di Mani pulite: “non poteva non sapere”. Nel
centro del mirino dipietrista c’è il sindaco Nicola
Travaglini, il quale nella conferenza stampa di giovedì
scorso avrebbe fatto emergere “la colpevolezza per non aver
svolto il proprio dovere”. Questo e tanto altro nell’ultimo
comunicato-volantino dell’Idv di Montenero, che torna sul
tema che ha tenuto banco durante tutto il periodo natalizio.
Ossia la presenza di trialometani nell’acqua dei comuni
serviti dal lago di Guardialfiera. A giudizio del Circolo
dipietrista il primo cittadino non ha svolto il proprio
dovere e se non fosse stato per l’allarme lanciato da loro
stessi non ci sarebbe stata nessuna ordinanza di divieto.
Differente la posizione del sindaco Travaglini, che invece
ha tacciato di sciacallaggio Cristiano Di Pietro, figlio del
leader nazionale Idv e consigliere comunale di minoranza a
Montenero. Il sindaco ha affermato di essersi attivato non
appena sono giunti dati ufficiali dall’Asrem, l’unico ente
dal quale egli poteva ricevere disposizioni in merito al
divieto di far usare l’acqua per scopi alimentari. Così è
avvenuto che l’ordinanza abbia riguardato prima il solo
poliambulatorio, in base ai dati del 24 dicembre, poi tutto
il paese, con i rilevamenti del 28.
Secondo l’Idv, invece, Travaglini avrebbe potuto visionare
il sito internet dell’Arpa (www.arpamolise.it) e intervenire
prima. Insomma, “non poteva non sapere”, proprio come si
ascoltava ai tempi di Mani pulite; pazienza se quella frase
è oggi la più efficace, per i detrattori, per gettare una
pesante ombra sull’intera mega inchiesta di inizio anni
Novanta.
Ma visto che l’Arpa Molise pubblica i dati sul suo sito
internet, quali sono i valori di trialometani nell’acqua che
sgorga dai rubinetti di Montenero? L’ultimo rilevamento è
del 29 dicembre, giorno stesso dell’ordinanza del sindaco
che ancora vieta l’uso dell’acqua, e riporta valori pari a
30 µg/l, quindi entro i limiti stabiliti dalla normativa
regionale. Ma un sindaco può dopo una navigata sulla grande
rete prendere simili decisioni o deve aspettare che gli
giungano disposizioni dagli organi per legge preposti? In
quale caso rischierebbe di finire davvero davanti alla
Procura della Repubblica, facendo di testa sua o aspettando
dati e suggerimenti ufficiali? R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
2 gennaio 2011
Nella foto il
sindaco Nicola Travaglini durante la conferenza stampa
Sullo
stesso tema:
Video della conferenza stampa (30/12/2010)
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La pagina sul sito dell'Arpa Molise con i dati delle analisi
effettuate (il valore normale è max 30)