Nel
congresso di sabato non è stato possibile eleggere il
segretario cittadino del partito
Pd
sempre più diviso: pressioni sui candidati e accuse
reciproche

MONTENERO DI BISACCIA. Tutto fermo a un anno fa: stessi
rancori e motivi di divisione. Senza che nessuna luce si
intraveda in fondo al tunnel, una soluzione per i problemi
che affliggono il Pd locale appare più lontana che mai.
Nulla di fatto nel congresso cittadino del Partito
democratico, che si è tenuto sabato sera nella sala
congressi della nuova biblioteca comunale. E’ stato
possibile votare solo la segreteria territoriale del Basso
Molise, mentre quella del Pd di Montenero è saltata ed è
stata rinviata a non si sa esattamente quando.
Prima che iniziasse il dibattito, è stato letto un documento
inviato dai vertici regionali di partito, che intimavano a
non procedere con l’elezione del direttivo locale. Questo
perché la lista capeggiata da Margherita Rosati presentava
delle irregolarità (data di tesseramento, residenza fuori
Montenero per alcuni candidati ecc.), mentre la concorrente
Daniela Marraffino aveva ritirato la propria candidatura
qualche ora prima. Quando la parola è passata ai democrat
monteneresi si è capito cosa stesse succedendo. Giuseppe
Chiappini, da qualche settimana sospeso dal partito, ha
parlato di “forzature esterne che, come avvenuto all’epoca
delle comunali, hanno indotto quella ragazza (la Marraffino
n.d.r.) a ritirare la candidatura”. Parole dure quelle
dell’ex segretario cittadino del Pd, che nei giorni
precedenti il congresso auspicava che finalmente si
ritrovasse l’unità dopo la disfatta elettorale di un anno
prima.
Macché. A rimarcare che il Partito democratico montenerese è
fermo alla lotta intestina delle comunali 2010 ci hanno
pensato prima Margherita Rosati, poi Adriano Potalivo.
Assieme a Chiappini siedono tra i banchi della minoranza in
Consiglio comunale, ma in un altro gruppo. La Rosati ha
invitato Chiappini a fare i nomi se sa qualcosa sulle
presunte pressioni, altrimenti “si getta solo fango”. Sulle
divisioni che ancora albergano stabilmente nel Pd, a suo
giudizio, sono “i vertici regionali che portano la
responsabilità”, poiché hanno permesso che l’anno scorso ci
fossero due candidati a sindaco del Pd in competizione tra
loro. Il segretario regionale Danilo Leva era lì accanto,
ascoltava mentre armeggiava con il cellulare.
Poco dopo è intervenuto Potalivo, addebitando la
responsabilità della crisi piddina, oltre che ai dirigenti
regionali, anche a Chiappini. Tra il pubblico era presente
Mauro Natalini, consigliere regionale, segretario di
Sinistra e libertà e l’anno scorso fiancheggiatore della
terza lista alle comunali, quella di Chiappini. “Continuare
nella ricerca del colpevole non ci porterà da nessuna
parte”, questo il suo commento dopo l’invito di Leva a
prendere la parola per un saluto.
L’elezione della segreteria è così slittata a data da
destinarsi. Visto che la divisione interna non accenna a
risolversi, vincerà la componente che fa capo a Chiappini o
quella di Rosati-Potalivo? R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
28 febbraio 2011
Nelle foto da
sinistra: Giuseppe Chiappini, Margherita Rosati, Adriano
Potalivo, Danilo Leva.
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Per approfondire la crisi del
Pd a Montenero:
L'era D'Ascenzo - Montenero di Bisaccia negli anni Duemila
(e-book)
Speciale crisi amministrativa a Montenero di Bisaccia e
successive elezioni (set 2009-mar 2010)
Lamentata la mancanza di mezzi pubblici
nonostante i solleciti
Sevel: sabato
niente autobus per i lavoratori
di Montenero chiamati a fare lo straordinario
MONTENERO DI BISACCIA. Anche nel centro bassomolisano i lavoratori della
Sevel di Atessa lamentano la mancanza dell’autobus il
sabato. In un comunicato emesso dalla Fim-Cisl è esposto il
disagio patito dagli operai che, a fronte della richiesta di
lavoro straordinario da parte dell’azienda, si vedono negata
l’autolinea Molise-Val Di Sangro, gestita dalla Larivera,
nelle giornate di sabato mattina e domenica notte. “Dopo
innumerevoli solleciti (…) la Regione Molise non ha dato
seguito all’impegno assunto”, si legge nel comunicato
diramato dalle sedi molisana e abruzzese della Fim-Cisl.
Da qui l’invio di un telegramma affinché sia convocato un
incontro urgente con l’assessorato regionale ai Trasporti.
L’auspicio è di risolvere “definitivamente l’annoso
problema”, che sta arrecando “enorme disagio con costi
aggiuntivi sul piano economico ai lavoratori molisani”. I
quali, non potendo usufruire del trasporto pubblico quando è
loro richiesto del lavoro straordinario, devono recarsi alla
Val di Sangro con la propria auto. E da Montenero significa
un viaggio di circa 120 chilometri, tra andata e ritorno.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
24 febbraio 2011
La
Socim lamenta il muro di gomma che ha
bloccato due lavori già autorizzati dalla Regione Molise
Parchi solari:
no della Sovrintendenza
"Impossibile dialogare con l'ente e capire cos'è che non va"
spiegano i responsabili
MONTENERO
DI BISACCIA. Impianti fotovoltaici che vanno bene per venti
enti e per uno no, ogni volta per un motivo diverso, anzi
spesso non è possibile neanche venire a capo del perché un
nuovo parco non s’ha da fare. Ce l’ha con la Sovrintendenza
ai beni culturali e paesaggistici la Socim, azienda che ha
già realizzato un paio di centrali per la produzione di
energia elettrica con il sole. Un settore, quello delle
energie cosiddette rinnovabili, in espansione nonostante la
crisi dilagante: circa 300 il numero di occupati,
considerando il vasto indotto, solo con i progetti
realizzati dalla ditta montenerese. Finché non sono
cominciati ad arrivare i niet dalla Sovrintendenza, con la
quale “è impossibile dialogare” dice un ingegnere della
società.
Attualmente sono due i lavori bloccati, uno in agro di
Montenero, l’altro di Guglionesi. Ogni volta la solita
storia, spiegano tecnici e artigiani della Socim: tutti i
pareri sono stati concessi, c’è l’autorizzazione unica della
Regione, si cominciano i lavori, dopo un po’ arriva il fermo
dalla Sovrintendenza. Alla domanda se hanno provato a
contattarla la risposta è: eccome! Ma pare che riuscire a
parlare con qualcuno sia più difficile che piazzare pannelli
solari su ettari di terreno e far produrre loro corrente
elettrica. Cosa che alla Socim sanno fare d’altronde, come
dimostra l’impianto di Pozzo Sterparo funzionante da un anno
e quello di Pontone Macchiozze. Quest’ultimo appena
terminato, ma anch’esso bloccato a suo tempo per due mesi
dalla Sovrintendenza, spiegano gli interessati.
I tecnici dell’azienda fanno notare gli impianti di altre
regioni, come Veneto ed Emilia, che di megawatt ne contano
75 e 85, altro che i nemmeno due di contrada Palazzetto a
Montenero, parco fotovoltaico bloccato la settimana scorsa.
“Almeno ci facessero sapere il motivo, cos’è che non va”
esclama l’ingegnere, chiarendo che il dialogo con gli enti è
fondamentale, ma purché vi sia dialogo.
Un muro di gomma che crea imbarazzo anche agli investitori,
provenienti soprattutto dall’estero, che preferiscono il
Molise in quanto compromesso ideale tra irraggiamento solare
(vista la latitudine) e assenza di criminalità organizzata.
Intanto i primi operai sono già tornati a casa e così si
sfoga il titolare di una delle imprese che fanno parte del
consorzio: “Come faccio a tenerli se non possiamo lavorare e
se abbiamo rifiutato altre commesse proprio perché c’erano
già tutti i documenti e potevamo cominciare un nuovo
impianto?”.
Nel frattempo cominciano a fioccare i ricorsi al Tar contro
la Sovrintendenza, anche da parte di altre aziende che si
occupano di centrali solari in Molise. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
22 febbraio 2011
Nella foto una
centrale fotovoltaica già realizzata a Montenero di Bisaccia
dalla Socim
In
occasione delle elezioni provinciali
di primavera fioccano le indiscrezioni a Montenero di
Bisaccia
Cambi di
casacca e ritorni eccellenti
Borgia pronto a ‘ripudiar bandiera’, D’Ascenzo affetto da
nostalgia di potere
MONTENERO
DI BISACCIA. Le elezioni provinciali 2011 saranno ricordate
a Montenero come le prime in cui l’attenzione si è spostata
dal centrosinistra alla fazione opposta. E’ infatti al
centrodestra che si guarda con più interesse, forse solo
curiosità, quando mancano circa tre mesi al rinnovo di
Palazzo Magno. Intanto la vox populi e anche quella politica
scaldano i motori, pur producendo al momento solo
indiscrezioni più o meno verosimili.
E, tra le varie voci che girano, ce ne sono diverse che
narrano di spericolati tentativi di saltare il fosso e anche
di volontà di rientro da parte di chi sembrava aver
abbandonato la politica locale. Michele Borgia, secondo
indiscrezioni attendibili, avrebbe manifestato l’intenzione
di entrare nella maggioranza del sindaco Nicola Travaglini.
Questo in cambio della candidatura in una delle liste di
centrodestra alla Provincia, dove oggi è assessore con la
giunta di centrosinistra.
L’inaspettato tentativo di rientro in politica riguarderebbe
invece Giuseppe D’Ascenzo. L’ex sindaco, che ha ceduto lo
scettro a Travaglini quasi un anno fa, avrebbe lamentato una
sorta di scarso coinvolgimento da parte della nuova
maggioranza. La quale, si ricorderà, fu benedetta dallo
stesso D’Ascenzo e nacque dalla fusione di elementi di
centrosinistra e centrodestra per contrastare l’offensiva
scatenata dall’Italia dei valori e dal presidente della
Provincia Nicola D’Ascanio. La crisi finì appunto con la
vittoria di Travaglini e quindi con un cambio (seppur
parziale) di maggioranza dopo venticinque anni di egemonia
della sinistra.
L’ex sindaco non si ricandidò alla carica di consigliere, ma
fu abbastanza evidente nelle settimane successive alle
elezioni, e quindi in pieno totogiunta, la volontà di
piazzare suoi uomini nei posti chiave. Ci riuscì in parte,
salvo che le indiscrezioni degli ultimi tempi lo vogliono
aver perso ascendente verso i “suoi” consiglieri comunali,
tranne che con uno. E così adesso D’Ascenzo starebbe facendo
pressioni sul suo successore al massimo scranno cittadino:
in sostanza, starebbe facendo capire a Travaglini di voler
sapere cosa succede nel Palazzo, pur essendo tornato a
essere un cittadino normale. Le elezioni provinciali
diventerebbero perciò un’occasione per rivendicare quella
che può essere definita nostalgia di potere. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
21 febbraio 2011
Nella foto da
sinistra Giuseppe D'Ascenzo e Michele Borgia
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“Aderisco
con convinzione e metto al servizio dell’Idv la mia
esperienza”
L’ex sindaco
Panicciari si (ri)tessera nel partito dipietrista
aggiornamento:
Panicciari replica
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “E’ un ingresso che ci inorgoglisce,
l’avv. Panicciari è una figura di forte spessore
professionale e politico che arriva da un’esperienza
amministrativa e che rispecchia tutti gli elementi e le
caratteristiche ponderanti del nostro partito, avendo
dimostrato sempre vicinanza ai temi che per noi sono i più
importanti, la tutela dei cittadini, dell’ambiente e della
legalità”. Commenta così l’ingresso di Sandro Panicciari
nell’Italia dei valori la presidente di Circolo Simona
Contucci. In una nota l’Idv annuncia l’adesione dell’ex
sindaco di Montenero (1997-99), nonché storico esponente
della sinistra locale. Nel documento è riportata anche la
prima dichiarazione resa dalla new entry. “Sono tante le
motivazioni che mi hanno portato all’ingresso nell’Italia
dei valori – le parole di Panicciari -, a livello nazionale
abbiamo toccato il fondo sotto la guida di Berlusconi e a
livello locale ci troviamo di fronte all’epigono. Viviamo un
momento particolarmente delicato in cui occorre, più che
mai, un grande senso di responsabilità. Un momento in cui
tutti dobbiamo sentire la volontà di salvare dalla deriva
l’Italia e il Molise. Ecco perché, sulla base di un comune
sentire, aderisco con convinzione all’Italia dei valori
mettendo a disposizione la mia conoscenza e la mia
esperienza al servizio del partito e dei cittadini”.
Ma chi è Sandro Panicciari? In effetti è stato già
nell’Idv e fu proprio l’adesione all’allora neonato partito
dipietrista a porre fine alla sua carriera politica. Già
assessore, formato da ragazzino alla scuola locale del Pci,
fu il primo sindaco di Montenero a essere eletto
direttamente (nuova legge elettorale). Oltre che il primo a
guidare una maggioranza di centrosinistra, laddove il
ritorno dei moderati in amministrazione assumeva un certo
peso. Toccò alla giunta di Panicciari portare a compimento
quel Piano regolatore iniziato quattordici anni prima dalla
Dc. Sempre nel suo triennio amministrativo furono concepite,
iniziate e talvolta finite opere come: parcheggio
multipiano, nuovo stadio, ristrutturazione della Villa
comunale di sotto, sala polivalente, isola pedonale in
centro, prime demolizioni di ruderi alla marina. Si
aggiungano l’incremento della raccolta differenziata e la
modernizzazione degli uffici comunali. Quanto basta affinché
il triennio Panicciari sia ricordato ancora oggi all’insegna
dell’efficienza amministrativa. Ma allora perché si spaccò
una maggioranza del genere e il mandato finì con un anno di
anticipo?
La risposta, anche allora, in due nomi e un partito: Antonio
Di Pietro, Nicola D’Ascanio, Italia dei valori. Nel 1999 il
fenomeno dipietrista si affacciò anche sulla politica
montenerese (sotto l’egida de I democratici) e l’adesione
più in vista fu proprio quella del sindaco Panicciari (che
era Ds). Questi sperava di essere candidato alle regionali,
che si sarebbero tenute l’anno dopo e, secondo alcune voci,
i maggiorenti Idv di allora lo avrebbero rassicurato in tal
senso. Il primo cittadino non fece tuttavia i conti con D’Ascanio,
all’epoca consigliere comunale e regionale, indiscusso
leader del centrosinistra montenerese. Lo scontro vide
Panicciari non reggere il confronto con il suo mentore, si
lanciò in imprese disperate per recuperare i pezzi di
maggioranza – guidati da D’Ascanio - che gli erano contro.
L’amministrazione cadde nell’ottobre 1999 sul regolamento
cimiteriale: il sindaco poco dopo si dimise non avendo più i
numeri per governare. Ma pare che ancora fosse fiducioso
nella candidatura alle regionali con l’Idv. Il che non
avvenne e Panicciari scomparve di scena – forse più
malconcio di quanto meritasse - uscendo dalla porta
dell’Italia dei valori. La stessa dalla quale oggi, ironia
della politica, tenta il rientro.
Il Quotidiano del Molise
20 febbraio 2011
La replica di
Sandro Panicciari (21 febbraio 2011)
Già nel passato sono dovuto
intervenire per ristabilire la verità, e speravo che la
questione fosse definitivamente chiusa. Nel pezzo relativo
alla mia adesione all’Italia dei Valori, si sostiene che nel
1999, mi sarei tesserato al partito de I Democratici, che
vedeva tra i leaders l’on. Antonio Di Pietro, al fine di
“essere candidato alle regionali, che si sarebbero tenute
l’anno dopo e, secondo alcune voci, i maggiorenti Idv di
allora (…mi…) avrebbero rassicurato in tal senso.”
Tale concetto viene ribadito laddove si narra che, dopo la
caduta dell’amministrazione da me presieduta, avrei ricevuto
dalla stessa formazione politica ulteriori rassicurazioni
sulla mia presenza nelle liste per il rinnovo di Palazzo
Moffa. Tale ricostruzione dei fatti appare infondata e
destituita di ogni fondamento. La macchina del fango, ieri
come oggi, si è rimessa in moto. La mia adesione fu frutto
di una valutazione politica, a fronte di una necessità di
cambiamento che, in Molise e a Montenero di Bisaccia, vedeva
l’IDV ed il suo fondatore come la forza trainante per un
profondo rinnovamento della classe dirigente. Temi come la
difesa della legalità, del lavoro, dell’ambiente, mi
sembrava e mi sembra vengano meglio interpretati dal mio
partito che non da altri. Per questi motivi, ho rinnovato la
mia adesione all’IDV. Il giornalista che mi accusa di aver
mercanteggiato la mia tessera al partito, contrariamente a
me, ha visto candidato il fratello alle regionali nella
stessa formazione politica. Alla faccia della gratitudine e
della coerenza! Se la mia adesione nella formazione politica
di Tonino Di Pietro mette in apprensione qualcuno, vuol dire
che l’IDV è in salute, pronto a rispondere ai bisogni dei
cittadini e a sostenere i prossimi appuntamenti elettorali,
con rinnovata fiducia.
Avv. Sandro PANICCIARI
Nella foto
Sandro Panicciari
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A
Montenero si è tenuto un incontro sulla
normativa che entrerà in vigore da fine maggio
Rifiuti
speciali, aiuto dalla Coldiretti
MONTENERO
DI BISACCIA. Un problema ambientale e aziendale al quale
dare risposte concrete. Si è tenuto ieri l’altro un incontro
sullo smaltimento dei rifiuti agricoli. A organizzarlo la
Coldiretti, che ha stipulato con un’azienda specializzata
una convenzione, della quale potranno usufruire tutti gli
agricoltori molisani. Nel convegno è stato confermato che
entro il 31 maggio tutte le aziende, piccole o grandi che
siano, dovranno mettersi in regola. In sostanza occorrerà
smaltire secondo le normative vigenti i cosiddetti rifiuti
“pericolosi” (oli esausti, batterie, contenitori di
fitofarmaci non bonificati ecc.) e quelli definiti
“speciali” (rottami di ferro, gomme usate, materiali
plastici ecc.).
Da qui la necessità di aziende specializzate nel fornire il
servizio in questione. Secondo l’accordo che la Coldiretti
ha stipulato con una di esse, fino a 100 kg di rifiuti (tra
pericolosi e speciali) gli agricoltori pagheranno un forfait
di 145 euro l’anno, ridotti a 80 per chi coltiva meno di
cinque ettari.
Pesanti le sanzioni per i contravventori, che rischiano
anche la sospensione dei contributi Agea. Per questo il
presidente della Coldiretti di Montenero, Nicolino Di Bello,
invita tutti gli agricoltori a rivolgersi alla propria
sezione per mettersi in regola entro la scadenza fissata.
“E’ un problema estremamente sentito dagli operatori del
settore – il commento di Di Bello -, per questo dal giorno
dell’insediamento ho cominciato a occuparmene. Visto il
frazionamento delle aziende molisane, l’iniziativa della
Coldiretti si rivela di grande utilità per gli agricoltori,
i quali avrebbero incontrato serie difficoltà se avessero
dovuto adempiere singolarmente agli obblighi suddetti, con
costi per altro maggiori”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 19
febbraio 2011
L'analisi: gli eletti in Consiglio
comunale sono passati da 5 a 1 in sei anni
L'Idv perde
pezzi, Di Pietro jr è rimasto l'unico presente in municipio
MONTENERO DI BISACCIA. Se il numero dei rappresentanti nelle istituzioni
conta qualcosa, l’Idv può dirsi soddisfatta degli ultimi
anni? Può considerarsi efficiente la gestione di leader che,
negli ultimi sei anni, hanno visto ridurre il numero dei
consiglieri comunali del proprio partito da cinque a uno?
Che nell’Italia dei valori le fughe siano prassi consolidata
lo si osserva a livello nazionale, non stupisce pertanto che
anche nel paese natale del leader e fondatore di partito
succeda la stessa cosa.
O forse un po’ sì, perché la perdita di eletti nell’Idv,
almeno dal 2005, è stata direttamente proporzionale
all’accrescimento del potere del rampollo di casa Di Pietro.
E già, perché Cristiano, il primogenito di Tonino, ha fatto
il suo ingresso in politica nella primavera di sei anni fa.
Poi, pian piano ma non troppo, ha fatto capire che il leader
di partito a Montenero sarebbe diventato lui, con buona pace
di un veterano come Antonino D’Antonio, convinto
inizialmente di poterlo domare. Quest’ultimo si sarebbe
presto pentito di aver aderito all’Idv e di averla riportata
in maggioranza comunale, per giunta riuscendo a far eleggere
tutti i quattro candidati di riferimento nella lista de
L’Unione.
Ma di quei quattro consiglieri comunali, diventati cinque
con l’adesione di Michele Borgia un anno dopo, già alla fine
del mandato sarebbero rimasti solo in due. Che erano,
appunto, Cristiano Di Pietro e lo stesso Borgia.
Quest’ultimo vincolato alla causa dipietrista dal fatto di
essere anche assessore provinciale, dove il presidente
Nicola D’Ascanio (manco a dirlo di Montenero), stava nel
frattempo aderendo all’Idv. Per pochissimo tempo, si sarebbe
visto in seguito.
Intanto arrivavano le scoppiettanti comunali 2010, destinate
a finire su tutti i media nazionali poiché Antonio Di Pietro
si apprestava a perdere per la seconda volta nel suo paese.
E di nuovo col suo prorompente intervento diretto. In
minoranza erano eletti Di Pietro jr e Borgia, ma la presenza
Idv in Consiglio era destinata a dimezzarsi dopo appena due
assise, ossia già nel giugno 2010. Questioni riguardanti la
Provincia, dove l’assessore rimaneva accanto al presidente
D’Ascanio, come detto già in rotta con l’Idv.
Ergo, l’Italia dei valori aveva cinque consiglieri comunali
a Montenero nel 2006, oggi ne ha uno solo. Il quale è lo
stesso che, man mano che la rappresentanza dipietrista in
municipio si è sfoltita, ha acquistato sempre più potere,
affermando la piena leadership nel partito: Cristiano Di
Pietro. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
18 febbraio 2011
Nella foto il
gruppo Idv al Consiglio di Montenero di Bisaccia quando era
ancora al completo nel marzo 2006.
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Montenero: il
multipiano a pagamento non piace
Parcheggi vuoti a via Frentana

MONTENERO DI BISACCIA. Da quando è a pagamento non ci va più nessuno. E
in fondo è un dejà vu, poiché già un’altra volta accadde la
stessa cosa al parcheggio multipiano di via Frentana. Nel
2003 le strisce blu avrebbero dovuto evitare che la
struttura fosse usata a mo’ di garage, con auto lasciate lì
per giorni interi, sottraendo il posto a chi doveva
posteggiare per recarsi al lavoro o sbrigare qualche
faccenda in centro. Stavolta, invece, l’amministrazione ha
tolto i parcheggi a pagamento in via Massangioli e, per
rimpiazzarli, ha fatto disegnare le strisce blu nel
multipiano. La ditta privata che gestisce il servizio è
contenta, poiché incassa di più, mentre dal Comune
rispondono che è più giusto pagare un parcheggio coperto e
riparato piuttosto che normali posteggi lungo la strada.
Eppure
il multipiano è vuoto da quando bisogna lasciare l’obolo di
trenta centesimi l’ora. Dei sessanta posti disponibili ne
saranno occupati sì e no dieci durante le ore lavorative di
un giorno feriale. Insegnanti, impiegati, commercianti,
altri lavoratori, consumatori ecc. che ogni mattina ne
usufruivano adesso trovano altre soluzioni. Lasciano l’auto
più lontano, dove non si paga, ma occupando così parcheggi
che in passato rimanevano liberi. Invece resta pressoché
immutato il vantaggio per chi alla propria amata
quattroruote vuol far passare la notte sotto un tetto: al
multipiano non si paga dalle 20.00 alle 8.00 del mattino
successivo.
E se la struttura è vuota, logica deduzione, significa che
non serve tanto a chi arriva da fuori, quanto piuttosto agli
stessi monteneresi. I quali trovano però alternative per non
pagare. E allora perché tenere le strisce blu nel
multipiano? Eterno dilemma, esattamente come otto anni fa.
Allora l’esperimento durò un anno e tre mesi: infatti nel
giugno 2004 l’amministrazione di Giuseppe D’Ascenzo
ripristinò la sosta gratuita. Motivo? Non ci parcheggiava
più nessuno, una delle migliori opere pubbliche di
Montenero, era inutilizzata. Sic et simpliciter, così, in
pieno centro.
Quanto impiegherà stavolta il sindaco Nicola Travaglini a
fare dietro front come il suo predecessore? R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
13 febbraio 2011
Nelle foto il
parcheggio multipiano di Montenero di Bisaccia: in alto a
sinistra il piano superiore, a destra il piano inferiore,
sotto veduta esterna da via Frentana.
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Ai
raggi X la delibera 315: palaghiaccio,
parcheggio, strada zona Pip, scuola
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. La prima idea dopo che quelle
contenute nel Prg dell’allora Dc sono state spremute dal
centrosinistra in 25 anni, o progetti faraonici che
difficilmente troveranno applicazione pratica? O ancora:
finalmente si prende atto che non ci sarà mai il ponte sulla
Trignina e che perciò la zona artigianale va più facilmente
e finalmente collegata con la Mare-Collina?
Quot capita tot sententiae, quante sono le teste altrettanti
sono i giudizi, si diceva una volta. E la delibera 315,
emessa il 30 dicembre scorso dalla giunta comunale, non può
certo far eccezione. Tra i progetti presi in esame
dall’esecutivo di Nicola Travaglini spicca il palaghiaccio,
al centro di polemiche targate come sempre Italia dei
valori. Ma c’è anche un nuovo parcheggio multipiano tra le
vie Frentana ed Europa: un orticello incolto, che non sarà
edificato e che finalmente servirà a qualcosa. Nella
delibera si ipotizza poi di costruire un unico polo
scolastico in via Gramsci, ossia nella nuova zona del paese.
In pratica si vorrebbe recuperare l’area dominata da
trent’anni dal rudere che, nelle intenzioni iniziali,
sarebbe dovuto diventare l’Istituto professionale. Le
vicende fallimentari del costruttore, e forse la poca
volontà politica successiva, hanno fatto sì che ancora oggi
faccia bella mostra un enorme scheletro di cemento armato.
Al suo posto, si augura il sindaco Travaglini, dovrà sorgere
una scuola che comprenda Materne, Elementari e Medie. Un
progetto da finanziare con l’alienazione, cioè la vendita
degli edifici scolastici esistenti, situati tutti in centro.
Altro progetto che la delibera prevede di valutare è la
costruzione di una strada che colleghi la zona Pip
(artigianale) di contrada Canniviere con la Sp
153Mare-Collina, vale a dire la principale via di accesso al
paese. Un’opera importante, visto che per arrivare alle
aziende site in loco i camion passano ancora oggi
nell’abitato, con disagi per i trasportatori e per i
cittadini. Un’opera che per anni è stata tralasciata, poiché
si aspettava il mitico ponte sulla Statale Trignina, che
avrebbe collegato la zona Pip addirittura con la seconda
arteria più importante del Molise. Quel viadotto non ci sarà
più, è ragionevole ipotizzare, se nemmeno Antonio Di Pietro
da ministro c’è riuscito e se quando a presiedere la
Provincia è arrivato un montenerese, Nicola D’Ascanio, il
progetto è stato depennato dal Piano pluriennale delle Opere
pubbliche.
Tornando alla delibera della giunta di Montenero, si prevede
anche la riqualificazione della vecchia caserma dei
Carabinieri, da attuare dopo il trasferimento dell’Arma
nella nuova struttura di via Don Sturzo. Per tutte queste
buone intenzioni il sindaco e gli assessori hanno stanziato
una somma di 12.500 euro, che dovrebbe coprire le spese per
gli studi di fattibilità, ossia verificare se vale la pena
di realizzare le opere e se ci sono i presupposti essenziali
(tecnici ed economici).
Come detto, il documento redatto a fine anno dalla giunta ha
scatenato qualche polemica. L’Idv e Cristiano Di Pietro si
sono chiesti a cosa servirà un palaghiaccio, per esempio,
mentre altri sono contrari alla vendita degli edifici
scolastici del centro.
Analizzando il tutto in termini più storici, tuttavia, non
può sfuggire un fattore. Ed è che arriva finalmente qualche
progetto nuovo, del tipo che cambiano la città sul serio,
ideato di sana pianta e non più ricollegabile al mitico
Piano regolatore avviato dalla Democrazia cristiana nei
primi anni Ottanta e, grazie alle varie amministrazioni di
sinistra e di centrosinistra, arrivato a compimento con una
ventina di anni di ritardo. La nuova amministrazione si
propone con idee proprie, ma resta da capire quanto saprà
renderle concrete. E già, perché la gente aspetta ancora il
restauro della torre di Montebello e l’arrivo dell’Adsl per
internet, dati per certi entro il 2010 e, par di capire,
ancora in alto mare.
Il Quotidiano del Molise
10 febbraio 2011
Nella foto il
sindaco Nicola Travaglini
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Repliche ai dipietristi:
Travaglini adotta la voce del silenzio (04/02/2011)
Idv: No secco al
palaghiaccio (03/02/2011)
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E’ on line il
nuovo numero del periodico ‘Montezero’
MONTENERO
DI BISACCIA. Quattro pagine per il numero sei di Montezero,
pubblicazione di Piazza pulita da poco disponibile sul sito
del movimento politico di sinistra. In prima pagina, a firma
di Lorenzo Di Stefano, un affondo all’amministrazione
comunale, rea di aver confermato l’incarico a un tecnico che
dovrà occuparsi della ricostruzione post sismica. Questo
perché a giudizio di Piazza pulita il terremoto a Montenero
non c’è mai stato e, difatti, sono state contestate pure
altre opere pubbliche, anche della passata amministrazione
di centrosinistra, realizzate con i fondi post sisma del
2002.
Il numero 6 di Montezero riprende inoltre un tema a lungo
dibattuto e mai risolto: il referendum per la monarchia o la
repubblica del 1946. E’ riportata la singolare tesi di
Antonio Ciano, fondatore del Partito del sud, secondo il
quale i meridionali di allora erano talmente ignoranti da
capire che sarebbero tornati i Borboni al posto dei Savoia.
Da qui il voto favorevole alla monarchia nel Mezzogiorno,
almeno secondo la tesi, come minimo discutibile, di Ciano.
A pagina due del giornalino è riportata la testimonianza di
un metalmeccanico montenerese sul conflitto tra la Fiat e il
sindacato Fiom, mentre nella terza facciata è di nuovo Di
Stefano a firmare un articolo che invita a valorizzare le
grotte arenarie di Montenero. Il giornalino è scaricabile
dal sito internet: www.montezero.it. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
6 febbraio 2011
Clicca qui per scaricare il numero 6 direttamente dal sito
Montezero.it
Il
sindaco di Montenero non risponde alle accuse di Cristiano
Di Pietro
Repliche agli
attacchi dipietristi: Travaglini adotta la voce del
silenzio
MONTENERO
DI BISACCIA. Durante l’ultimo Consiglio il sindaco ha fatto
capire di preferire il Parlamentino cittadino per replicare
agli attacchi a lui rivolti. Ma neanche il tempo di finire
di parlare di trialometani nell’acqua potabile, che
dall’Italia dei valori è arrivata un’altra stoccata, sui
giornali e tramite volantinaggio. Rimane così da capire se
Nicola Travaglini vorrà convocare un Consiglio comunale per
replicare anche alla questione dell’autorizzazione concessa
dalla giunta al palaghiaccio, tirata fuori dai dipietristi
qualche giorno fa. Oppure se il primo cittadino preferirà
far passare il tutto sotto silenzio, stanco – come par di
capire – delle continue sortite di Cristiano Di Pietro.
In tal caso, però, Travaglini rischia di trovarsi almeno una
volta la settimana sotto il fuoco del celebre figlio d’arte,
senza rispondere. La candidatura di Di Pietro jr alle
regionali è data per scontata già da qualche anno e, com’è
noto, per il rinnovo dei consiglieri di Palazzo Moffa si
voterà a novembre. Mancano quindi ancora molti mesi e perciò
è facilmente prevedibile che la caccia alla visibilità
difficilmente farà rinunciare il delfino di casa Di Pietro a
condurre, anche in casa propria, le più svariate battaglie,
su qualunque tema capiti sotto mano. In sintonia col
dipietrese: vicini ai cittadini e… ai mass media.
Travaglini dovrà perciò scegliere se emulare il suo
predecessore, Giuseppe D’Ascenzo, che si lasciava scivolare
addosso le critiche di Cristiano Di Pietro come di altri,
oppure se replicare di volta in volta, come ha fatto in
passato. In un caso come nell’altro ci sarebbero vantaggi e
svantaggi. Lasciando correre, però, l’inquilino del Palazzo
di città rischierebbe di permettere la diffusione anche di
inesattezze, se non di clamorosi abbagli. E’ accaduto
proprio all’Italia dei valori un paio di mesi fa. Gli
assessori avevano lasciato solo una delle diverse deleghe da
ciascuno ricoperte, in favore di due consiglieri comunali,
che i dipietristi sono partiti all’attacco. Nel loro
comunicato l’errore madornale che, nonostante la successiva
replica del sindaco, ha continuato ad albergare nelle
discussioni cittadine e regionali: gli assessori si sono
dimessi. Non stavano così le cose, ma intanto il tam tam era
partito. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
4 febbraio 2011
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Estremamente critica la posizione
dell'Idv che richiama all'ordine il sindaco:
"Invece di pensare all'emergenza idrica vuole creare
un'opera che non serve a nessuno"
"No secco al
palaghiaccio"
MONTENERO
DI BISACCIA. Un sindaco che invece di pensare all’acqua
inquinata era occupato dal fantomatico progetto di un
palaghiaccio. Ne è convinta l’Italia dei valori, che ne dà
notizia tramite un comunicato firmato dal consigliere
comunale Cristiano Di Pietro e dalla presidente di Circolo
Simona Contucci. “Leggendo la delibera di giunta n. 315, di
fine anno, abbiamo capito perché il sindaco di Montenero
durante la piena emergenza dell’acqua inquinata da
trialometani sia stato così distratto”. Esordisce così la
nota, nel corso della quale è spiegato come nella delibera
si preveda “la necessità di un altro parcheggio multipiano
da edificarsi tra viale Europa e via Frentana. Altrettanto
necessario sembrerebbe essere uno studio sulla riconversione
della ormai ex Caserma dei Carabinieri, la realizzazione di
un collegamento viario e per la predisposizione di documenti
relativi al Programma di Sviluppo rurale del Molise”. Finché
non arriva il singolare progetto di un palazzetto dedicato
al pattinaggio su ghiaccio.
“La cosa che più di ogni altra merita attenzione – scrive
infatti l’Idv - è la realizzazione del palaghiaccio con
relativo studio di fattibilità su un progetto che proprio
non capiamo a cosa possa servire”. Quanto basta, per la
dirigente dipietrista Contucci, per ipotizzare che “le
copiose nevicate degli ultimi tempi hanno convinto il
sindaco che il paese avesse, per così dire, una vocazione
agli sport invernali e perciò il 30 dicembre 2010, durante
l’emergenza dei trialometani nell’acqua potabile, ha pensato
bene di riunire la giunta per affidare 12500 euro a tecnici
esterni affinché predisponessero studi di fattibilità per la
realizzazione di queste ‘opere”.
Altresì, aggiunge Di Pietro jr, “le prove generali di
scivolamento sul ghiaccio, a cui il sindaco ha sottoposto i
cittadini di Montenero in occasione delle ultime ondate di
maltempo, servivano per vedere se l’idea del palazzo del
ghiaccio poteva funzionare. E pensare che noi, scioccamente,
lo abbiamo criticato per aver risparmiato sul ghiaccio
chimico”.
La nota dell’Idv prosegue stigmatizzando anche il ricorso a
tecnici esterni, con “ulteriore esborso di denaro pubblico”.
Il sindaco Nicola Travaglini è poi accusato dalla Contucci
di abusare “troppo della pazienza dei cittadini di
Montenero”, dove “ci sono troppe e tante emergenze a
cominciare dalla opportunità di una seria programmazione di
interventi legati al disagio di tanti giovani senza lavoro,
passando per la necessità del rilancio del turismo”.
Cristiano Di Pietro chiede infine “dove vorrebbe piazzarlo
questo palaghiaccio, sulla costa o nella piazza del paese?”,
nonché se “è solo frutto di un’idea stravagante oppure
rappresenta la solita mossa per dare qualche contentino pre
elettorale”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
3 febbraio 2011
Nella foto
Simona Contucci e Cristiano Di Pietro
Il municipio
resta operativo anche durante il pomeriggio, confermato
orario
MONTENERO DI BISACCIA. Diventa definitiva, almeno
per tutto il 2011, l’apertura pomeridiana degli uffici
comunali. Con l’ordinanza numero 6 del 31 gennaio, il
sindaco Nicola Travaglini conferma l’orario entrato in
vigore la scorsa estate in via sperimentale e che, ancora
per i prossimi mesi, vedrà il personale municipale godere
del sabato libero. Infatti i vari uffici comunali
osserveranno due rientri pomeridiani: il martedì e il
giovedì fino alla fine di febbraio, il lunedì e il mercoledì
dal 1 marzo al 31 dicembre 2011. Ne consegue che il sabato
il municipio resterà chiuso, con buona pace di chi, avendolo
libero, avrebbe preferito il vecchio sistema per recarsi in
Comune.
Nel dettaglio ecco gli orari che i diversi uffici
osserveranno fino alla fine del 2011.
Protocollo e notifiche
-
Anagrafe, stato civile,
elettorale e leva -
Sportello riscossione tariffe:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8,15 alle 13,00 e nei
due giorni di rientro pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30.
Ragioneria:
nei giorni di martedì, giovedì
e venerdì dalle ore 8,15 alle 11,30 e martedì pomeriggio
dalle 15,30 alle 17,30 (dal 01/03/2011 sarà il mercoledì
pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,30).
Tributi:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8,15
alle 12,00 e nei due giorni di rientro pomeridiano dalle
15,30 alle 17,30.
Segreteria:
nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,15
alle 11,30 e martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 (dal
01/03/2011 sarà il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle
ore 17,30).
Ufficio tecnico:
nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,15 alle
11,30 e martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 (dal
01/03/2011 sarà il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle
ore 17,30).
Ufficio polizia
municipale: dal
lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle 12,00.
Servizi sociali e alla
persona: dal
lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e nei due giorni
di rientro pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30.
Biblioteca:
lunedì dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 e
dal martedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30 e dalle
15,00 alle 18,30.
Il Quotidiano del Molise 3 febbraio 2011