In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI FEBBRAIO 2011
 

Nel congresso di sabato non è stato possibile eleggere il segretario cittadino del partito

Pd sempre più diviso: pressioni sui candidati e accuse reciproche

     

MONTENERO DI BISACCIA. Tutto fermo a un anno fa: stessi rancori e motivi di divisione. Senza che nessuna luce si intraveda in fondo al tunnel, una soluzione per i problemi che affliggono il Pd locale appare più lontana che mai. Nulla di fatto nel congresso cittadino del Partito democratico, che si è tenuto sabato sera nella sala congressi della nuova biblioteca comunale. E’ stato possibile votare solo la segreteria territoriale del Basso Molise, mentre quella del Pd di Montenero è saltata ed è stata rinviata a non si sa esattamente quando.
Prima che iniziasse il dibattito, è stato letto un documento inviato dai vertici regionali di partito, che intimavano a non procedere con l’elezione del direttivo locale. Questo perché la lista capeggiata da Margherita Rosati presentava delle irregolarità (data di tesseramento, residenza fuori Montenero per alcuni candidati ecc.), mentre la concorrente Daniela Marraffino aveva ritirato la propria candidatura qualche ora prima. Quando la parola è passata ai democrat monteneresi si è capito cosa stesse succedendo. Giuseppe Chiappini, da qualche settimana sospeso dal partito, ha parlato di “forzature esterne che, come avvenuto all’epoca delle comunali, hanno indotto quella ragazza (la Marraffino n.d.r.) a ritirare la candidatura”. Parole dure quelle dell’ex segretario cittadino del Pd, che nei giorni precedenti il congresso auspicava che finalmente si ritrovasse l’unità dopo la disfatta elettorale di un anno prima.
Macché. A rimarcare che il Partito democratico montenerese è fermo alla lotta intestina delle comunali 2010 ci hanno pensato prima Margherita Rosati, poi Adriano Potalivo. Assieme a Chiappini siedono tra i banchi della minoranza in Consiglio comunale, ma in un altro gruppo. La Rosati ha invitato Chiappini a fare i nomi se sa qualcosa sulle presunte pressioni, altrimenti “si getta solo fango”. Sulle divisioni che ancora albergano stabilmente nel Pd, a suo giudizio, sono “i vertici regionali che portano la responsabilità”, poiché hanno permesso che l’anno scorso ci fossero due candidati a sindaco del Pd in competizione tra loro. Il segretario regionale Danilo Leva era lì accanto, ascoltava mentre armeggiava con il cellulare.
Poco dopo è intervenuto Potalivo, addebitando la responsabilità della crisi piddina, oltre che ai dirigenti regionali, anche a Chiappini. Tra il pubblico era presente Mauro Natalini, consigliere regionale, segretario di Sinistra e libertà e l’anno scorso fiancheggiatore della terza lista alle comunali, quella di Chiappini. “Continuare nella ricerca del colpevole non ci porterà da nessuna parte”, questo il suo commento dopo l’invito di Leva a prendere la parola per un saluto.
L’elezione della segreteria è così slittata a data da destinarsi. Visto che la divisione interna non accenna a risolversi, vincerà la componente che fa capo a Chiappini o quella di Rosati-Potalivo? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 febbraio 2011

Nelle foto da sinistra: Giuseppe Chiappini, Margherita Rosati, Adriano Potalivo, Danilo Leva.

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Per approfondire la crisi del Pd a Montenero:
L'era D'Ascenzo - Montenero di Bisaccia negli anni Duemila
(e-book)
Speciale crisi amministrativa a Montenero di Bisaccia e successive elezioni (set 2009-mar 2010)

 

 

Lamentata la mancanza di mezzi pubblici nonostante i solleciti

Sevel: sabato niente autobus per i lavoratori
di Montenero chiamati a fare lo straordinario

MONTENERO DI BISACCIA. Anche nel centro bassomolisano i lavoratori della Sevel di Atessa lamentano la mancanza dell’autobus il sabato. In un comunicato emesso dalla Fim-Cisl è esposto il disagio patito dagli operai che, a fronte della richiesta di lavoro straordinario da parte dell’azienda, si vedono negata l’autolinea Molise-Val Di Sangro, gestita dalla Larivera, nelle giornate di sabato mattina e domenica notte. “Dopo innumerevoli solleciti (…) la Regione Molise non ha dato seguito all’impegno assunto”, si legge nel comunicato diramato dalle sedi molisana e abruzzese della Fim-Cisl.
Da qui l’invio di un telegramma affinché sia convocato un incontro urgente con l’assessorato regionale ai Trasporti. L’auspicio è di risolvere “definitivamente l’annoso problema”, che sta arrecando “enorme disagio con costi aggiuntivi sul piano economico ai lavoratori molisani”. I quali, non potendo usufruire del trasporto pubblico quando è loro richiesto del lavoro straordinario, devono recarsi alla Val di Sangro con la propria auto. E da Montenero significa un viaggio di circa 120 chilometri, tra andata e ritorno. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 febbraio 2011

 

 

La Socim lamenta il muro di gomma che ha bloccato due lavori già autorizzati dalla Regione Molise

Parchi solari: no della Sovrintendenza

"Impossibile dialogare con l'ente e capire cos'è che non va" spiegano i responsabili

MONTENERO DI BISACCIA. Impianti fotovoltaici che vanno bene per venti enti e per uno no, ogni volta per un motivo diverso, anzi spesso non è possibile neanche venire a capo del perché un nuovo parco non s’ha da fare. Ce l’ha con la Sovrintendenza ai beni culturali e paesaggistici la Socim, azienda che ha già realizzato un paio di centrali per la produzione di energia elettrica con il sole. Un settore, quello delle energie cosiddette rinnovabili, in espansione nonostante la crisi dilagante: circa 300 il numero di occupati, considerando il vasto indotto, solo con i progetti realizzati dalla ditta montenerese. Finché non sono cominciati ad arrivare i niet dalla Sovrintendenza, con la quale “è impossibile dialogare” dice un ingegnere della società.
Attualmente sono due i lavori bloccati, uno in agro di Montenero, l’altro di Guglionesi. Ogni volta la solita storia, spiegano tecnici e artigiani della Socim: tutti i pareri sono stati concessi, c’è l’autorizzazione unica della Regione, si cominciano i lavori, dopo un po’ arriva il fermo dalla Sovrintendenza. Alla domanda se hanno provato a contattarla la risposta è: eccome! Ma pare che riuscire a parlare con qualcuno sia più difficile che piazzare pannelli solari su ettari di terreno e far produrre loro corrente elettrica. Cosa che alla Socim sanno fare d’altronde, come dimostra l’impianto di Pozzo Sterparo funzionante da un anno e quello di Pontone Macchiozze. Quest’ultimo appena terminato, ma anch’esso bloccato a suo tempo per due mesi dalla Sovrintendenza, spiegano gli interessati.
I tecnici dell’azienda fanno notare gli impianti di altre regioni, come Veneto ed Emilia, che di megawatt ne contano 75 e 85, altro che i nemmeno due di contrada Palazzetto a Montenero, parco fotovoltaico bloccato la settimana scorsa. “Almeno ci facessero sapere il motivo, cos’è che non va” esclama l’ingegnere, chiarendo che il dialogo con gli enti è fondamentale, ma purché vi sia dialogo.
Un muro di gomma che crea imbarazzo anche agli investitori, provenienti soprattutto dall’estero, che preferiscono il Molise in quanto compromesso ideale tra irraggiamento solare (vista la latitudine) e assenza di criminalità organizzata. Intanto i primi operai sono già tornati a casa e così si sfoga il titolare di una delle imprese che fanno parte del consorzio: “Come faccio a tenerli se non possiamo lavorare e se abbiamo rifiutato altre commesse proprio perché c’erano già tutti i documenti e potevamo cominciare un nuovo impianto?”.
Nel frattempo cominciano a fioccare i ricorsi al Tar contro la Sovrintendenza, anche da parte di altre aziende che si occupano di centrali solari in Molise. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 febbraio 2011

Nella foto una centrale fotovoltaica già realizzata a Montenero di Bisaccia dalla Socim


 

In occasione delle elezioni provinciali di primavera fioccano le indiscrezioni a Montenero di Bisaccia

Cambi di casacca e ritorni eccellenti

Borgia pronto a ‘ripudiar bandiera’, D’Ascenzo affetto da nostalgia di potere

MONTENERO DI BISACCIA. Le elezioni provinciali 2011 saranno ricordate a Montenero come le prime in cui l’attenzione si è spostata dal centrosinistra alla fazione opposta. E’ infatti al centrodestra che si guarda con più interesse, forse solo curiosità, quando mancano circa tre mesi al rinnovo di Palazzo Magno. Intanto la vox populi e anche quella politica scaldano i motori, pur producendo al momento solo indiscrezioni più o meno verosimili.
E, tra le varie voci che girano, ce ne sono diverse che narrano di spericolati tentativi di saltare il fosso e anche di volontà di rientro da parte di chi sembrava aver abbandonato la politica locale. Michele Borgia, secondo indiscrezioni attendibili, avrebbe manifestato l’intenzione di entrare nella maggioranza del sindaco Nicola Travaglini. Questo in cambio della candidatura in una delle liste di centrodestra alla Provincia, dove oggi è assessore con la giunta di centrosinistra.
L’inaspettato tentativo di rientro in politica riguarderebbe invece Giuseppe D’Ascenzo. L’ex sindaco, che ha ceduto lo scettro a Travaglini quasi un anno fa, avrebbe lamentato una sorta di scarso coinvolgimento da parte della nuova maggioranza. La quale, si ricorderà, fu benedetta dallo stesso D’Ascenzo e nacque dalla fusione di elementi di centrosinistra e centrodestra per contrastare l’offensiva scatenata dall’Italia dei valori e dal presidente della Provincia Nicola D’Ascanio. La crisi finì appunto con la vittoria di Travaglini e quindi con un cambio (seppur parziale) di maggioranza dopo venticinque anni di egemonia della sinistra.
L’ex sindaco non si ricandidò alla carica di consigliere, ma fu abbastanza evidente nelle settimane successive alle elezioni, e quindi in pieno totogiunta, la volontà di piazzare suoi uomini nei posti chiave. Ci riuscì in parte, salvo che le indiscrezioni degli ultimi tempi lo vogliono aver perso ascendente verso i “suoi” consiglieri comunali, tranne che con uno. E così adesso D’Ascenzo starebbe facendo pressioni sul suo successore al massimo scranno cittadino: in sostanza, starebbe facendo capire a Travaglini di voler sapere cosa succede nel Palazzo, pur essendo tornato a essere un cittadino normale. Le elezioni provinciali diventerebbero perciò un’occasione per rivendicare quella che può essere definita nostalgia di potere. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 febbraio 2011

Nella foto da sinistra Giuseppe D'Ascenzo e Michele Borgia

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Aderisco con convinzione e metto al servizio dell’Idv la mia esperienza”

L’ex sindaco Panicciari si (ri)tessera nel partito dipietrista

aggiornamento: Panicciari replica

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “E’ un ingresso che ci inorgoglisce, l’avv. Panicciari è una figura di forte spessore professionale e politico che arriva da un’esperienza amministrativa e che rispecchia tutti gli elementi e le caratteristiche ponderanti del nostro partito, avendo dimostrato sempre vicinanza ai temi che per noi sono i più importanti, la tutela dei cittadini, dell’ambiente e della legalità”. Commenta così l’ingresso di Sandro Panicciari nell’Italia dei valori la presidente di Circolo Simona Contucci. In una nota l’Idv annuncia l’adesione dell’ex sindaco di Montenero (1997-99), nonché storico esponente della sinistra locale. Nel documento è riportata anche la prima dichiarazione resa dalla new entry. “Sono tante le motivazioni che mi hanno portato all’ingresso nell’Italia dei valori – le parole di Panicciari -, a livello nazionale abbiamo toccato il fondo sotto la guida di Berlusconi e a livello locale ci troviamo di fronte all’epigono. Viviamo un momento particolarmente delicato in cui occorre, più che mai, un grande senso di responsabilità. Un momento in cui tutti dobbiamo sentire la volontà di salvare dalla deriva l’Italia e il Molise. Ecco perché, sulla base di un comune sentire, aderisco con convinzione all’Italia dei valori mettendo a disposizione la mia conoscenza e la mia esperienza al servizio del partito e dei cittadini”.
Ma chi è Sandro Panicciari? In effetti è stato già nell’Idv e fu proprio l’adesione all’allora neonato partito dipietrista a porre fine alla sua carriera politica. Già assessore, formato da ragazzino alla scuola locale del Pci, fu il primo sindaco di Montenero a essere eletto direttamente (nuova legge elettorale). Oltre che il primo a guidare una maggioranza di centrosinistra, laddove il ritorno dei moderati in amministrazione assumeva un certo peso. Toccò alla giunta di Panicciari portare a compimento quel Piano regolatore iniziato quattordici anni prima dalla Dc. Sempre nel suo triennio amministrativo furono concepite, iniziate e talvolta finite opere come: parcheggio multipiano, nuovo stadio, ristrutturazione della Villa comunale di sotto, sala polivalente, isola pedonale in centro, prime demolizioni di ruderi alla marina. Si aggiungano l’incremento della raccolta differenziata e la modernizzazione degli uffici comunali. Quanto basta affinché il triennio Panicciari sia ricordato ancora oggi all’insegna dell’efficienza amministrativa. Ma allora perché si spaccò una maggioranza del genere e il mandato finì con un anno di anticipo?
La risposta, anche allora, in due nomi e un partito: Antonio Di Pietro, Nicola D’Ascanio, Italia dei valori. Nel 1999 il fenomeno dipietrista si affacciò anche sulla politica montenerese (sotto l’egida de I democratici) e l’adesione più in vista fu proprio quella del sindaco Panicciari (che era Ds). Questi sperava di essere candidato alle regionali, che si sarebbero tenute l’anno dopo e, secondo alcune voci, i maggiorenti Idv di allora lo avrebbero rassicurato in tal senso. Il primo cittadino non fece tuttavia i conti con D’Ascanio, all’epoca consigliere comunale e regionale, indiscusso leader del centrosinistra montenerese. Lo scontro vide Panicciari non reggere il confronto con il suo mentore, si lanciò in imprese disperate per recuperare i pezzi di maggioranza – guidati da D’Ascanio - che gli erano contro. L’amministrazione cadde nell’ottobre 1999 sul regolamento cimiteriale: il sindaco poco dopo si dimise non avendo più i numeri per governare. Ma pare che ancora fosse fiducioso nella candidatura alle regionali con l’Idv. Il che non avvenne e Panicciari scomparve di scena – forse più malconcio di quanto meritasse - uscendo dalla porta dell’Italia dei valori. La stessa dalla quale oggi, ironia della politica, tenta il rientro.

Il Quotidiano del Molise 20 febbraio 2011 

La replica di Sandro Panicciari (21 febbraio 2011)

Già nel passato sono dovuto intervenire per ristabilire la verità, e speravo che la questione fosse definitivamente chiusa. Nel pezzo relativo alla mia adesione all’Italia dei Valori, si sostiene che nel 1999, mi sarei tesserato  al partito de I Democratici, che vedeva tra i leaders l’on. Antonio Di Pietro,  al fine di “essere candidato alle regionali, che si sarebbero tenute l’anno dopo e, secondo alcune voci, i maggiorenti Idv di allora (…mi…) avrebbero rassicurato in tal senso.” Tale concetto viene ribadito laddove si narra che, dopo la caduta dell’amministrazione da me presieduta, avrei ricevuto dalla stessa formazione politica ulteriori rassicurazioni sulla mia presenza nelle liste per il rinnovo di Palazzo Moffa. Tale ricostruzione dei fatti appare infondata e destituita di ogni fondamento. La macchina del fango, ieri come oggi, si è rimessa in moto. La mia adesione fu frutto di una valutazione politica, a fronte di una necessità di cambiamento che, in Molise e a Montenero di Bisaccia, vedeva l’IDV ed il suo fondatore come la forza trainante per  un profondo rinnovamento della classe dirigente. Temi come la difesa della legalità, del lavoro, dell’ambiente, mi sembrava e mi sembra vengano meglio interpretati dal mio partito che non da altri. Per questi motivi, ho rinnovato la mia adesione all’IDV. Il giornalista che mi accusa di aver mercanteggiato la mia tessera al partito, contrariamente a me, ha visto candidato il fratello alle regionali nella stessa formazione politica. Alla faccia della gratitudine e della coerenza! Se la mia adesione nella formazione politica di Tonino Di Pietro mette in apprensione qualcuno, vuol dire che l’IDV è in salute, pronto a rispondere ai bisogni dei cittadini e a sostenere i prossimi appuntamenti elettorali, con rinnovata fiducia.

Avv. Sandro PANICCIARI

Nella foto Sandro Panicciari

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A Montenero si è tenuto un incontro sulla normativa che entrerà in vigore da fine maggio

Rifiuti speciali, aiuto dalla Coldiretti

MONTENERO DI BISACCIA. Un problema ambientale e aziendale al quale dare risposte concrete. Si è tenuto ieri l’altro un incontro sullo smaltimento dei rifiuti agricoli. A organizzarlo la Coldiretti, che ha stipulato con un’azienda specializzata una convenzione, della quale potranno usufruire tutti gli agricoltori molisani. Nel convegno è stato confermato che entro il 31 maggio tutte le aziende, piccole o grandi che siano, dovranno mettersi in regola. In sostanza occorrerà smaltire secondo le normative vigenti i cosiddetti rifiuti “pericolosi” (oli esausti, batterie, contenitori di fitofarmaci non bonificati ecc.) e quelli definiti “speciali” (rottami di ferro, gomme usate, materiali plastici ecc.).
Da qui la necessità di aziende specializzate nel fornire il servizio in questione. Secondo l’accordo che la Coldiretti ha stipulato con una di esse, fino a 100 kg di rifiuti (tra pericolosi e speciali) gli agricoltori pagheranno un forfait di 145 euro l’anno, ridotti a 80 per chi coltiva meno di cinque ettari.
Pesanti le sanzioni per i contravventori, che rischiano anche la sospensione dei contributi Agea. Per questo il presidente della Coldiretti di Montenero, Nicolino Di Bello, invita tutti gli agricoltori a rivolgersi alla propria sezione per mettersi in regola entro la scadenza fissata. “E’ un problema estremamente sentito dagli operatori del settore – il commento di Di Bello -, per questo dal giorno dell’insediamento ho cominciato a occuparmene. Visto il frazionamento delle aziende molisane, l’iniziativa della Coldiretti si rivela di grande utilità per gli agricoltori, i quali avrebbero incontrato serie difficoltà se avessero dovuto adempiere singolarmente agli obblighi suddetti, con costi per altro maggiori”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 febbraio 2011


 

L'analisi: gli eletti in Consiglio comunale sono passati da 5 a 1 in sei anni

L'Idv perde pezzi, Di Pietro jr è rimasto l'unico presente in municipio

MONTENERO DI BISACCIA. Se il numero dei rappresentanti nelle istituzioni conta qualcosa, l’Idv può dirsi soddisfatta degli ultimi anni? Può considerarsi efficiente la gestione di leader che, negli ultimi sei anni, hanno visto ridurre il numero dei consiglieri comunali del proprio partito da cinque a uno? Che nell’Italia dei valori le fughe siano prassi consolidata lo si osserva a livello nazionale, non stupisce pertanto che anche nel paese natale del leader e fondatore di partito succeda la stessa cosa.
O forse un po’ sì, perché la perdita di eletti nell’Idv, almeno dal 2005, è stata direttamente proporzionale all’accrescimento del potere del rampollo di casa Di Pietro. E già, perché Cristiano, il primogenito di Tonino, ha fatto il suo ingresso in politica nella primavera di sei anni fa. Poi, pian piano ma non troppo, ha fatto capire che il leader di partito a Montenero sarebbe diventato lui, con buona pace di un veterano come Antonino D’Antonio, convinto inizialmente di poterlo domare. Quest’ultimo si sarebbe presto pentito di aver aderito all’Idv e di averla riportata in maggioranza comunale, per giunta riuscendo a far eleggere tutti i quattro candidati di riferimento nella lista de L’Unione.
Ma di quei quattro consiglieri comunali, diventati cinque con l’adesione di Michele Borgia un anno dopo, già alla fine del mandato sarebbero rimasti solo in due. Che erano, appunto, Cristiano Di Pietro e lo stesso Borgia. Quest’ultimo vincolato alla causa dipietrista dal fatto di essere anche assessore provinciale, dove il presidente Nicola D’Ascanio (manco a dirlo di Montenero), stava nel frattempo aderendo all’Idv. Per pochissimo tempo, si sarebbe visto in seguito.
Intanto arrivavano le scoppiettanti comunali 2010, destinate a finire su tutti i media nazionali poiché Antonio Di Pietro si apprestava a perdere per la seconda volta nel suo paese. E di nuovo col suo prorompente intervento diretto. In minoranza erano eletti Di Pietro jr e Borgia, ma la presenza Idv in Consiglio era destinata a dimezzarsi dopo appena due assise, ossia già nel giugno 2010. Questioni riguardanti la Provincia, dove l’assessore rimaneva accanto al presidente D’Ascanio, come detto già in rotta con l’Idv.
Ergo, l’Italia dei valori aveva cinque consiglieri comunali a Montenero nel 2006, oggi ne ha uno solo. Il quale è lo stesso che, man mano che la rappresentanza dipietrista in municipio si è sfoltita, ha acquistato sempre più potere, affermando la piena leadership nel partito: Cristiano Di Pietro. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 febbraio 2011

Nella foto il gruppo Idv al Consiglio di Montenero di Bisaccia quando era ancora al completo nel marzo 2006.

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Montenero: il multipiano a pagamento non piace

Parcheggi vuoti a via Frentana

 

MONTENERO DI BISACCIA. Da quando è a pagamento non ci va più nessuno. E in fondo è un dejà vu, poiché già un’altra volta accadde la stessa cosa al parcheggio multipiano di via Frentana. Nel 2003 le strisce blu avrebbero dovuto evitare che la struttura fosse usata a mo’ di garage, con auto lasciate lì per giorni interi, sottraendo il posto a chi doveva posteggiare per recarsi al lavoro o sbrigare qualche faccenda in centro. Stavolta, invece, l’amministrazione ha tolto i parcheggi a pagamento in via Massangioli e, per rimpiazzarli, ha fatto disegnare le strisce blu nel multipiano. La ditta privata che gestisce il servizio è contenta, poiché incassa di più, mentre dal Comune rispondono che è più giusto pagare un parcheggio coperto e riparato piuttosto che normali posteggi lungo la strada.
Eppure il multipiano è vuoto da quando bisogna lasciare l’obolo di trenta centesimi l’ora. Dei sessanta posti disponibili ne saranno occupati sì e no dieci durante le ore lavorative di un giorno feriale. Insegnanti, impiegati, commercianti, altri lavoratori, consumatori ecc. che ogni mattina ne usufruivano adesso trovano altre soluzioni. Lasciano l’auto più lontano, dove non si paga, ma occupando così parcheggi che in passato rimanevano liberi. Invece resta pressoché immutato il vantaggio per chi alla propria amata quattroruote vuol far passare la notte sotto un tetto: al multipiano non si paga dalle 20.00 alle 8.00 del mattino successivo.
E se la struttura è vuota, logica deduzione, significa che non serve tanto a chi arriva da fuori, quanto piuttosto agli stessi monteneresi. I quali trovano però alternative per non pagare. E allora perché tenere le strisce blu nel multipiano? Eterno dilemma, esattamente come otto anni fa. Allora l’esperimento durò un anno e tre mesi: infatti nel giugno 2004 l’amministrazione di Giuseppe D’Ascenzo ripristinò la sosta gratuita. Motivo? Non ci parcheggiava più nessuno, una delle migliori opere pubbliche di Montenero, era inutilizzata. Sic et simpliciter, così, in pieno centro.
Quanto impiegherà stavolta il sindaco Nicola Travaglini a fare dietro front come il suo predecessore? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 febbraio 2011

Nelle foto il parcheggio multipiano di Montenero di Bisaccia: in alto a sinistra il piano superiore, a destra il piano inferiore, sotto veduta esterna da via Frentana.

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Ai raggi X la delibera 315: palaghiaccio, parcheggio, strada zona Pip, scuola

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. La prima idea dopo che quelle contenute nel Prg dell’allora Dc sono state spremute dal centrosinistra in 25 anni, o progetti faraonici che difficilmente troveranno applicazione pratica? O ancora: finalmente si prende atto che non ci sarà mai il ponte sulla Trignina e che perciò la zona artigianale va più facilmente e finalmente collegata con la Mare-Collina?
Quot capita tot sententiae, quante sono le teste altrettanti sono i giudizi, si diceva una volta. E la delibera 315, emessa il 30 dicembre scorso dalla giunta comunale, non può certo far eccezione. Tra i progetti presi in esame dall’esecutivo di Nicola Travaglini spicca il palaghiaccio, al centro di polemiche targate come sempre Italia dei valori. Ma c’è anche un nuovo parcheggio multipiano tra le vie Frentana ed Europa: un orticello incolto, che non sarà edificato e che finalmente servirà a qualcosa. Nella delibera si ipotizza poi di costruire un unico polo scolastico in via Gramsci, ossia nella nuova zona del paese. In pratica si vorrebbe recuperare l’area dominata da trent’anni dal rudere che, nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuto diventare l’Istituto professionale. Le vicende fallimentari del costruttore, e forse la poca volontà politica successiva, hanno fatto sì che ancora oggi faccia bella mostra un enorme scheletro di cemento armato. Al suo posto, si augura il sindaco Travaglini, dovrà sorgere una scuola che comprenda Materne, Elementari e Medie. Un progetto da finanziare con l’alienazione, cioè la vendita degli edifici scolastici esistenti, situati tutti in centro.
Altro progetto che la delibera prevede di valutare è la costruzione di una strada che colleghi la zona Pip (artigianale) di contrada Canniviere con la Sp 153Mare-Collina, vale a dire la principale via di accesso al paese. Un’opera importante, visto che per arrivare alle aziende site in loco i camion passano ancora oggi nell’abitato, con disagi per i trasportatori e per i cittadini. Un’opera che per anni è stata tralasciata, poiché si aspettava il mitico ponte sulla Statale Trignina, che avrebbe collegato la zona Pip addirittura con la seconda arteria più importante del Molise. Quel viadotto non ci sarà più, è ragionevole ipotizzare, se nemmeno Antonio Di Pietro da ministro c’è riuscito e se quando a presiedere la Provincia è arrivato un montenerese, Nicola D’Ascanio, il progetto è stato depennato dal Piano pluriennale delle Opere pubbliche.
Tornando alla delibera della giunta di Montenero, si prevede anche la riqualificazione della vecchia caserma dei Carabinieri, da attuare dopo il trasferimento dell’Arma nella nuova struttura di via Don Sturzo. Per tutte queste buone intenzioni il sindaco e gli assessori hanno stanziato una somma di 12.500 euro, che dovrebbe coprire le spese per gli studi di fattibilità, ossia verificare se vale la pena di realizzare le opere e se ci sono i presupposti essenziali (tecnici ed economici).
Come detto, il documento redatto a fine anno dalla giunta ha scatenato qualche polemica. L’Idv e Cristiano Di Pietro si sono chiesti a cosa servirà un palaghiaccio, per esempio, mentre altri sono contrari alla vendita degli edifici scolastici del centro.
Analizzando il tutto in termini più storici, tuttavia, non può sfuggire un fattore. Ed è che arriva finalmente qualche progetto nuovo, del tipo che cambiano la città sul serio, ideato di sana pianta e non più ricollegabile al mitico Piano regolatore avviato dalla Democrazia cristiana nei primi anni Ottanta e, grazie alle varie amministrazioni di sinistra e di centrosinistra, arrivato a compimento con una ventina di anni di ritardo. La nuova amministrazione si propone con idee proprie, ma resta da capire quanto saprà renderle concrete. E già, perché la gente aspetta ancora il restauro della torre di Montebello e l’arrivo dell’Adsl per internet, dati per certi entro il 2010 e, par di capire, ancora in alto mare.

Il Quotidiano del Molise 10 febbraio 2011

Nella foto il sindaco Nicola Travaglini

Temi correlati:
Repliche ai dipietristi: Travaglini adotta la voce del silenzio (04/02/2011)
Idv: No secco al palaghiaccio (03/02/2011)

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E’ on line il nuovo numero del periodico ‘Montezero

MONTENERO DI BISACCIA. Quattro pagine per il numero sei di Montezero, pubblicazione di Piazza pulita da poco disponibile sul sito del movimento politico di sinistra. In prima pagina, a firma di Lorenzo Di Stefano, un affondo all’amministrazione comunale, rea di aver confermato l’incarico a un tecnico che dovrà occuparsi della ricostruzione post sismica. Questo perché a giudizio di Piazza pulita il terremoto a Montenero non c’è mai stato e, difatti, sono state contestate pure altre opere pubbliche, anche della passata amministrazione di centrosinistra, realizzate con i fondi post sisma del 2002.
Il numero 6 di Montezero riprende inoltre un tema a lungo dibattuto e mai risolto: il referendum per la monarchia o la repubblica del 1946. E’ riportata la singolare tesi di Antonio Ciano, fondatore del Partito del sud, secondo il quale i meridionali di allora erano talmente ignoranti da capire che sarebbero tornati i Borboni al posto dei Savoia. Da qui il voto favorevole alla monarchia nel Mezzogiorno, almeno secondo la tesi, come minimo discutibile, di Ciano.
A pagina due del giornalino è riportata la testimonianza di un metalmeccanico montenerese sul conflitto tra la Fiat e il sindacato Fiom, mentre nella terza facciata è di nuovo Di Stefano a firmare un articolo che invita a valorizzare le grotte arenarie di Montenero. Il giornalino è scaricabile dal sito internet: www.montezero.it. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 febbraio 2011

Clicca qui per scaricare il numero 6 direttamente dal sito Montezero.it


 

Il sindaco di Montenero non risponde alle accuse di Cristiano Di Pietro

Repliche agli attacchi dipietristi: Travaglini adotta la voce del silenzio

MONTENERO DI BISACCIA. Durante l’ultimo Consiglio il sindaco ha fatto capire di preferire il Parlamentino cittadino per replicare agli attacchi a lui rivolti. Ma neanche il tempo di finire di parlare di trialometani nell’acqua potabile, che dall’Italia dei valori è arrivata un’altra stoccata, sui giornali e tramite volantinaggio. Rimane così da capire se Nicola Travaglini vorrà convocare un Consiglio comunale per replicare anche alla questione dell’autorizzazione concessa dalla giunta al palaghiaccio, tirata fuori dai dipietristi qualche giorno fa. Oppure se il primo cittadino preferirà far passare il tutto sotto silenzio, stanco – come par di capire – delle continue sortite di Cristiano Di Pietro.
In tal caso, però, Travaglini rischia di trovarsi almeno una volta la settimana sotto il fuoco del celebre figlio d’arte, senza rispondere. La candidatura di Di Pietro jr alle regionali è data per scontata già da qualche anno e, com’è noto, per il rinnovo dei consiglieri di Palazzo Moffa si voterà a novembre. Mancano quindi ancora molti mesi e perciò è facilmente prevedibile che la caccia alla visibilità difficilmente farà rinunciare il delfino di casa Di Pietro a condurre, anche in casa propria, le più svariate battaglie, su qualunque tema capiti sotto mano. In sintonia col dipietrese: vicini ai cittadini e… ai mass media.
Travaglini dovrà perciò scegliere se emulare il suo predecessore, Giuseppe D’Ascenzo, che si lasciava scivolare addosso le critiche di Cristiano Di Pietro come di altri, oppure se replicare di volta in volta, come ha fatto in passato. In un caso come nell’altro ci sarebbero vantaggi e svantaggi. Lasciando correre, però, l’inquilino del Palazzo di città rischierebbe di permettere la diffusione anche di inesattezze, se non di clamorosi abbagli. E’ accaduto proprio all’Italia dei valori un paio di mesi fa. Gli assessori avevano lasciato solo una delle diverse deleghe da ciascuno ricoperte, in favore di due consiglieri comunali, che i dipietristi sono partiti all’attacco. Nel loro comunicato l’errore madornale che, nonostante la successiva replica del sindaco, ha continuato ad albergare nelle discussioni cittadine e regionali: gli assessori si sono dimessi. Non stavano così le cose, ma intanto il tam tam era partito. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 febbraio 2011

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Estremamente critica la posizione dell'Idv che richiama all'ordine il sindaco:
"Invece di pensare all'emergenza idrica vuole creare un'opera che non serve a nessuno"

"No secco al palaghiaccio"

MONTENERO DI BISACCIA. Un sindaco che invece di pensare all’acqua inquinata era occupato dal fantomatico progetto di un palaghiaccio. Ne è convinta l’Italia dei valori, che ne dà notizia tramite un comunicato firmato dal consigliere comunale Cristiano Di Pietro e dalla presidente di Circolo Simona Contucci. “Leggendo la delibera di giunta n. 315, di fine anno, abbiamo capito perché il sindaco di Montenero durante la piena emergenza dell’acqua inquinata da trialometani sia stato così distratto”. Esordisce così la nota, nel corso della quale è spiegato come nella delibera si preveda “la necessità di un altro parcheggio multipiano da edificarsi tra viale Europa e via Frentana. Altrettanto necessario sembrerebbe essere uno studio sulla riconversione della ormai ex Caserma dei Carabinieri, la realizzazione di un collegamento viario e per la predisposizione di documenti relativi al Programma di Sviluppo rurale del Molise”. Finché non arriva il singolare progetto di un palazzetto dedicato al pattinaggio su ghiaccio.
“La cosa che più di ogni altra merita attenzione – scrive infatti l’Idv - è la realizzazione del palaghiaccio con relativo studio di fattibilità su un progetto che proprio non capiamo a cosa possa servire”. Quanto basta, per la dirigente dipietrista Contucci, per ipotizzare che “le copiose nevicate degli ultimi tempi hanno convinto il sindaco che il paese avesse, per così dire, una vocazione agli sport invernali e perciò il 30 dicembre 2010, durante l’emergenza dei trialometani nell’acqua potabile, ha pensato bene di riunire la giunta per affidare 12500 euro a tecnici esterni affinché predisponessero studi di fattibilità per la realizzazione di queste ‘opere”.
Altresì, aggiunge Di Pietro jr, “le prove generali di scivolamento sul ghiaccio, a cui il sindaco ha sottoposto i cittadini di Montenero in occasione delle ultime ondate di maltempo, servivano per vedere se l’idea del palazzo del ghiaccio poteva funzionare. E pensare che noi, scioccamente, lo abbiamo criticato per aver risparmiato sul ghiaccio chimico”.
La nota dell’Idv prosegue stigmatizzando anche il ricorso a tecnici esterni, con “ulteriore esborso di denaro pubblico”. Il sindaco Nicola Travaglini è poi accusato dalla Contucci di abusare “troppo della pazienza dei cittadini di Montenero”, dove “ci sono troppe e tante emergenze a cominciare dalla opportunità di una seria programmazione di interventi legati al disagio di tanti giovani senza lavoro, passando per la necessità del rilancio del turismo”.  Cristiano Di Pietro chiede infine “dove vorrebbe piazzarlo questo palaghiaccio, sulla costa o nella piazza del paese?”, nonché se “è solo frutto di un’idea stravagante oppure rappresenta la solita mossa per dare qualche contentino pre elettorale”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 febbraio 2011

Nella foto Simona Contucci e Cristiano Di Pietro


 

Il municipio resta operativo anche durante il pomeriggio, confermato orario

MONTENERO DI BISACCIA. Diventa definitiva, almeno per tutto il 2011, l’apertura pomeridiana degli uffici comunali. Con l’ordinanza numero 6 del 31 gennaio, il sindaco Nicola Travaglini conferma l’orario entrato in vigore la scorsa estate in via sperimentale e che, ancora per i prossimi mesi, vedrà il personale municipale godere del sabato libero. Infatti i vari uffici comunali osserveranno due rientri pomeridiani: il martedì e il giovedì fino alla fine di febbraio, il lunedì e il mercoledì dal 1 marzo al 31 dicembre 2011. Ne consegue che il sabato il municipio resterà chiuso, con buona pace di chi, avendolo libero, avrebbe preferito il vecchio sistema per recarsi in Comune.
Nel dettaglio ecco gli orari che i diversi uffici osserveranno fino alla fine del 2011.
Protocollo e notifiche - Anagrafe, stato civile, elettorale e leva - Sportello riscossione tariffe: dal lunedì al venerdì dalle ore 8,15 alle 13,00 e nei due giorni di rientro pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30.
Ragioneria: nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,15 alle 11,30 e martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 (dal 01/03/2011 sarà il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,30).
Tributi: dal lunedì al venerdì dalle ore 8,15 alle 12,00 e nei due giorni di rientro pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30.
Segreteria: nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,15 alle 11,30 e martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 (dal 01/03/2011 sarà il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,30).
Ufficio tecnico: nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,15 alle 11,30 e martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 (dal 01/03/2011 sarà il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,30).
Ufficio polizia municipale: dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle 12,00.
Servizi sociali e alla persona: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e nei due giorni di rientro pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30.
Biblioteca: lunedì dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 e dal martedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18,30.

Il Quotidiano del Molise 3 febbraio 2011



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