di
Rossano D’Antonio
MAFALDA. A volte ritornano? No, lo fanno fin troppo spesso,
perché anche una volta l’anno è molto più che spiacevole
ricevere certe “visite”. Ladri in azione nella notte di ieri
l’altro, quando almeno quattro case sono finite nel mirino
dell’acerrima banda di Morfeo. Il bottino è di una
Volkswagen Golf più dei contanti, rubati in due distinte
abitazioni, mentre in altre due il risveglio dei padroni di
casa ha messo in fuga i furfanti. La zona presa d’assalto è
quella più nuova del paese, che dallo stadio si estende fino
ai terreni vicini al cimitero.
Singolare la scoperta del furto da parte della famiglia che
si è vista portare via l’automobile. Al mattino il marito è
uscito di casa senza far caso all’assenza della Golf nel
parcheggio davanti casa. A usare il mezzo, difatti, è
soprattutto la moglie. La quale poco dopo lo ha chiamato,
per chiedergli di riportarle l’auto affinché potesse
accompagnare i figli all’asilo. Al disappunto è seguita
subito l’amara scoperta: durante la notte i ladri erano
entrati in casa e, senza che loro se ne fossero accorti,
avevano preso la chiave dell’auto e l’avevano rubata.
In un'altra villetta la banda di Morfeo ha invece rubato dei
contanti. Anche in questo caso i proprietari immersi nel
sonno non si sono accorti degli intrusi. Infine gli ultimi
due tentativi, effettuati contemporaneamente dai diversi
componenti della banda, andati a vuoto. A una casa i ladri
hanno provato a forzare le serrande avvolgibili,
graffiandole nel tentativo di sollevarle. Il passaggio
successivo sarebbe stato quello di bucare con un trapano a
batteria in prossimità della maniglia, per poi azionarla
dall’esterno e aprire la finestra. Ed è con questa tecnica
che stavano armeggiando gli altri colleghi nella casa
confinante, dove però la padrona di casa si è accorta di
cosa stesse succedendo ed ha allertato il marito. Vistisi
scoperti, secondo un copione classico per la banda di
Morfeo, i furfanti sono scappati via, subito seguiti dai
colleghi che stavano assaltando la casa accanto.
Così battezzata perché approfitta del sonno dei proprietari
di casa, la banda di Morfeo torna in azione nel piccolo
centro, dove non è la prima volta che le sue scorribande
mettono in allarme i cittadini. Una tipologia di ladri che
entra in casa alla ricerca di chiavi di auto, poiché le
moderne autovetture sono protette da trasponder e non più
scassinabili come si vedeva nei film degli anni Settanta. Se
poi sotto mano capitano dei contanti o gioielli ben venga,
certo non fanno complimenti.
Infine, vale la pena di ricordare che non usano sostanze
soporifere, difficili da reperire e pressoché impossibili da
usare tranne che nei film di James Bond. La banda di Morfeo
entra e ruba solo se i padroni di casa continuano a dormire.
Se questi si svegliano, com’è accaduto anche l’altra notte,
vanno via.
Il Quotidiano del Molise
20 aprile 2011
Nella foto una
veduta di Mafalda
Tutti gli
articoli sulla banda di Morfeo, dal 2006
Sporcizia e fili penzolanti: un cittadino denuncia lo stato
della struttura. Che però è stata
pulita
Il multipiano
nel degrado

MONTENERO DI BISACCIA. Appena vi si entra un puzzo di urina a dir poco
stomachevole. Oltre che una desolazione, leggasi vuoto, che
è diventata una costante da quando l’hanno messo a
pagamento. E’ stato infine pulito il parcheggio multipiano
di via Frentana. E’ avvenuto dopo le segnalazioni di un
cittadino, che oltre a bottiglie e lattine sparse qua e là,
segnalava due fili elettrici che penzolavano dal soffitto
del piano terra. Qualcuno deve aver strappato la plafoniera
del neon, lasciando i cavi appesi: sarebbe bastato toccarli
per prendere una bella, elettrizzante scossa da 220 volt.
Ieri era tutto sistemato. I fili penzolanti spariti, i segni
circolari lasciati dalla spazzatrice meccanica ancora
freschi. La puzza pungente e disgustosa di urina invece
c’era ancora. Più difficile toglierla.
E’ evidente che da un po’ il parcheggio multipiano, che non
è più usato dagli automobilisti da quando è a pagamento, è
diventato meta di bevitori a caccia di un posto dove
svuotare gli scarti delle bottiglie di birra trangugiate.
Oppure, perché no, un luogo dove consumare in tutta
tranquillità litri e litri di bevande alcoliche. Si spera
niente di più.
Anche ieri la struttura era vuota: due macchine al
pianterreno, due a quello di sopra. Quattro posti auto
occupati su sessanta disponibili. Segno inequivocabile che
ai monteneresi di pagare per parcheggiare la macchina lì non
va. Se proprio bisogna lasciare l’obolo di (soli) trenta
centesimi l’ora, tanto vale arrivare fin davanti l’ufficio o
il proprio negozio. Questo il ragionamento tipo che si sente
fare da quando l’amministrazione comunale ha deciso di
verniciare di blu le strisce che delimitano i posti auto del
multipiano. Un esperimento già fatto tempo fa, nel 2003
precisamente, quando si provò a lasciare la sosta a
pagamento per un anno e tre mesi. Quella volta
l’amministrazione dovette cedere alla silente volontà
popolare: i parcheggi tornarono gratuiti e la struttura
tornò a popolarsi di autovetture. Stavolta tutti si chiedono
quanto resisterà il sindaco Nicola Travaglini. Anche perché,
vien spontaneo chiedersi, con meno automobili e quindi
frequentatori, e perciò “controllori”, non potrebbe essere
aumentato il numero di bevitori all’interno del multipiano?
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
19 aprile 2011
Nelle foto: a
sinistra i fili penzolanti, poi sistemati come si vede nella
foto a destra. In ambedue i casi il parcheggio multipiano è
vuoto.
Dopo 26 anni
senza poltrona
D’Ascanio non ricandidato alla Provincia
MONTENERO
DI BISACCIA. Da un lato c’è il suo primo mandato completato
da leader. Dall’altro la prima interruzione di un potere
durato ben ventisei anni consecutivi, in tutti i gradini
istituzionali regionali. Perché è dal 1985 che Nicola D’Ascanio
ricopre qualche carica. Prima sindaco, poi assessore e
consigliere regionale, infine presidente della Provincia. In
quest’ultimo ente non è stato riconfermato come candidato,
al termine di una lotta fratricida che ha tenuto banco nelle
cronache politiche degli ultimi tre anni, fra crisi
incrociate e inciuci vari.
Ma almeno stavolta D’Ascanio il mandato l’ha finito. Non c’è
mai riuscito invece da sindaco di Montenero, per tre volte.
Nel 1989 cadde con un anno di anticipo, quando perse
l’appoggio dei democristiani che durava, tra alti e bassi,
da quattro anni. L’anno dopo trionfò con consensi
plebiscitari, ridiventò sindaco ma durò solo diciotto mesi,
perché fu sfiduciato da tre suoi consiglieri. Fu eletto una
terza volta a capo dell’amministrazione comunale nel 1993,
convincendo ad appoggiarlo un avversario della Dc.
Naturalmente in cambio di assessorato e nomina a vice
sindaco. Un inciucio anche allora, in qualche modo
premonitore di quello che tre lustri dopo avrebbe tanto
fatto discutere in Provincia. Neanche quella volta il
mandato da sindaco fu completato, ma non per crisi e litigi,
bensì perché arrivò il salto di qualità: l’elezione in
Consiglio regionale.
C’è poi da analizzare l’andamento storico dei consensi nel
suo paese. Partendo dagli 811 voti ottenuti nella lista del
Partito comunista nel 1985, D’Ascanio arrivò in fretta a
stabilire record mai visti alle comunali di Montenero. Nel
1990, col sistema a quattro preferenze, ottenne 2065 voti.
Annientava così la forza politica dei moderati, che
sarebbero tornati nella stanza dei bottoni solo qualche anno
dopo e su suo invito, per creare quel centrosinistra che
avrebbe amministrato ancora a lungo. Nel 1992 ci furono le
elezioni anticipate, causate proprio dalla inaspettata
caduta della sua maggioranza tutta rossa: ottenne 1851
preferenze. Alle regionali del 1995 furono in 1568 a votarlo
solo a Montenero. Cinque anni dopo un vistoso calo di
consensi, ma va detto che nel frattempo ci si era messo un
compaesano illustre a fargli concorrenza: Antonio Di Pietro
era entrato in politica con il suo partito. D’Ascanio fu
comunque confermato consigliere regionale nel 2000 e nel
2001, rispettivamente con 942 e 915 voti. E in ogni caso
resta suo un record: le preferenze ottenute nel 1995, mai
uguagliate neanche dai vari candidati dipietristi.
Arrivò poi l’elezione a presidente della Provincia, dove
però contare le preferenze è impossibile, poiché votando un
qualsiasi candidato si sceglie anche il leader di
coalizione. E’ storia recente la regia della crisi
amministrativa a Montenero, con successiva e clamorosa
sconfitta della lista da lui sponsorizzata nel 2010. In
questi giorni, infine, la mancata riconferma come candidato
presidente alla Provincia e un paese, il suo, che sembra
farsi scivolare addosso la notizia, senza che traspaia
alcuna emozione diversa dall’indifferenza.
D’Ascanio non ha più il seguito di una volta. Sotto il suo
“regno” a Montenero è finita la sezione dei Ds, già Pci-Pds,
e persino la festa de l’Unità con qualche anno di anticipo.
E non per preveggenza, intuendo che stesse arrivando il
Partito democratico, ma perché non si riusciva più a formare
nemmeno un direttivo.
Lontani i tempi in cui era chiamato Nicolino e considerato
“uno dei nostri” dalla folla che si spellava le mani, quando
tuonava contro i notabili locali della Dc dal palchetto
rosso sistemato davanti al Bar Sport. Oggi, a 59 anni e dopo
9388 giorni passati da consigliere, sindaco, assessore,
presidente ecc. per la prima volta torna a casa. Ironia
delle coincidenze, succede dopo il primo mandato completato
nei panni di leader. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
17 aprile 2011
Nella foto
Nicola D'Ascanio
Le liste e i
candidati alle provinciali 2011 nel collegio di Montenero di
Bisaccia
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Otto
domande per affrontare delicate
tematiche ambientali
Giovani
croniste all'assalto del sindaco
L'intervista a Travaglini rientra nel progetto scolastico
"Giornalisti in ecologia"
MONTENERO
DI BISACCIA. Cosa fa per l’ambiente del suo Comune? A porre
la domanda non è il solito cronista cui tocca fare ore di
anticamera per essere ricevuto, ma alcuni determinati
studenti delle scuole Medie. Nell’ambito del progetto
“Giornalisti in ecologia”, curato da Ambiente Basso Molise,
tre ragazze hanno intervistato il sindaco Nicola Travaglini
e l’assessore Giuseppe Murazzo. Otto le domande poste,
spazianti dalla qualità ambientale di Montenero alle
potenzialità turistiche, dalla raccolta differenziata dei
rifiuti alla produzione di energia da fonti alternative.
Dal canto suo il primo cittadino ha risposto con piacere,
definendo l’ambiente “vera risorsa del nostro territorio”.
Da qui la necessità di rispettarlo e per convincere gli
adulti cosa può essere meglio dell’articolo delle giovani
croniste? Sul fronte della raccolta differenziata dei
rifiuti Travaglini ha confermato che a breve nascerà
un’isola ecologica, cui seguirà il conferimento porta a
porta. L’unico sistema, ha spiegato il sindaco, che permette
di “raggiungere percentuali di raccolta differenziata
veramente importanti”.
L’assessore Murazzo è invece intervenuto su temi puramente
ambientali ed ha annunciato che nel prossimo autunno saranno
piantate diverse centinaia di alberi in contrada Colle della
croce e lungo il tratturo Centurelle-Monte secco.
Il progetto “Giornalisti in ecologia” è svolto dagli alunni
delle Medie in orario extra scolastico, è tenuto dai
volontari dell’associazione Ambiente Basso Molise ed è
coordinato dall’insegnante Diana D’Aulerio. Per aiutare i
ragazzi sono intervenuti anche giornalisti ed esperti di
ambiente, i quali hanno dato consigli su come scrivere
articoli su nucleare, inquinamento, costa, parco dei
calanchi, antiche fonti ecc. I vari “pezzi” finiranno sul
giornalino della scuola. Il progetto prevede anche delle
visite guidate, sia presso le redazioni giornalistiche
locali, sia in alcune aziende del nucleo industriale di
Termoli, al fine di comprenderne l’impatto sull’ambiente e
sul territorio. R.d’A.
Il Quotidiano del
Molise 16 aprile 2011
Nel
corso della riunione approvato anche
l'ampliamento della zona artigianale
Consulta
giovanile, passa lo statuto
MONTENERO
DI BISACCIA. Passano con voto unanime nuovo statuto della
Consulta giovanile e ampliamento della zona artigianale. Un
Consiglio, quello di ieri l’altro, caratterizzato da nessun
voto contrario o di astensione da parte della minoranza,
visti gli argomenti trattati, cinque in tutto.
A spiegare come crescerà la zona Pip di contrada Canniviere
è stato il sindaco Nicola Travaglini, che come il suo
predecessore D’Ascenzo ha tenuto per sé la delega
all’Urbanistica. Compito del Comune, ha affermato il primo
cittadino, è creare le condizioni positive affinché imprese
e singoli privati possano investire e insediare aziende. Da
qui l’approdo a un obiettivo “che ci eravamo prefissi di
raggiungere già a breve termine”.
L’iter per arrivare all’adozione definitiva è quindi
cominciato. Seguirà l’iscrizione all’albo pretorio per 30
giorni, affinché i cittadini possano avanzare eventuali
osservazioni, per poi tornare in Consiglio comunale per
l’approvazione definitiva. A quel punto non resterà che
aspettare la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della
Regione: nella zona artigianale ci sarà spazio per nuove
aziende.
Ultimo ordine del giorno, infine, l’approvazione del nuovo
statuto della Consulta giovanile. A riassumere il lavoro
svolto in commissione è stato il consigliere Angelo D’Amario.
Il quale certo non ha nascosto le difficoltà incontrate
nella precedente stesura. Infatti, lo strumento che si
propone di far partecipare i giovani alla cosa pubblica era
già stato avviato nel 2009. Poi litigi, polemiche e, anche
se non è stato detto in Consiglio, la lottizzazione operata
dagli adulti di tutti i partiti, hanno soffocato nella culla
la neonata Consulta.
Per questo lo statuto è stato completamente rivisto, come
spiegato nei vari interventi anche dai consiglieri di
minoranza Giuseppe Chiappini e Margherita Rosati. Infine
l’assessore Giuseppe Di Pinto, che già nella passata
legislatura vi aveva lavorato, si è detto soddisfatto e
fiducioso che stavolta i giovani di Montenero sapranno far
funzionare al meglio la Consulta. Le principali modifiche
allo statuto riguardano la modalità di candidatura, non più
vincolata a un’iscrizione ma che dovrà essere controfirmata
da più giovani, sempre di età compresa fra i 15 ed i 32
anni. Cambia anche il direttivo, che non avrà più le
sembianze di una giunta, ma che sarà composto di nove
elementi e renderà conto direttamente all’assemblea
generale. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 15
aprile 2011
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Il
partito finiano sceglie un volto noto
dello sport per le provinciali nel collegio di Montenero
Claudio
Sabatino in corsa con Fli
L'ufficializzazione è arrivata a pochi giorni dalla
presentazione delle liste
PETACCIATO.
Sceglie un volto noto del calcio regionale e interregionale
Futuro e libertà per l’Italia. Sarà infatti Claudio Sabatino
il candidato alle provinciali di maggio per il partito
finiano. L’ufficializzazione arriva a pochi giorni dalla
presentazione delle liste dal diretto interessato, che si
dice “pronto a lavorare bene per il collegio rappresentato”.
Il quale, oltre a Petacciato, comprende Montenero di
Bisaccia e da quest’anno Tavenna. “Ci sono buone possibilità
di riuscita” ha detto Sabatino, secondo cui sarà importante
il contributo di Fli alla causa del centrodestra, e quindi
del Popolo per la libertà, in occasione di questa tornata
elettorale. L’aspirante a un posto in quel di Palazzo Magno
ha alle spalle già un’esperienza politica, essendo stato
consigliere comunale di minoranza a Montenero nel
quinquennio 2005-2010. Il suo auspicio, così come quello di
tutto il centrodestra regionale, è di rientrare in
maggioranza alle provinciali di metà maggio.
In tal senso è fiducioso anche il coordinatore provinciale
di Fli Adelmo Berardo, che a nome del partito si dice
“soddisfatto della candidatura di Claudio Sabatino, che
saprà fare un ottimo lavoro, contribuendo al successo di
Futuro e libertà e di tutto il centrodestra”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
13 aprile 2011
Nella foto
Claudio Sabatino
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L'ufficio, ubicato al secondo piano
del mercato coperto,
è stato presentato ieri in conferenza stampa
Lo Sportello
giovani diventa realtà
MONTENERO
DI BISACCIA. Far sentire che l’istituzione Comune c’è, dalla
nascita all’ingresso nel mondo del lavoro. E’ stato
presentato ieri mattina in conferenza stampa lo Sportello
giovani, da poco attivo presso il centro multimediale sito
al secondo piano del mercato coperto. A relazionare il
sindaco Nicola Travaglini, il vice e assessore alle
Politiche giovanili Giuseppe Di Pinto e Nicola Malorni
(coordinatore del Piano sociale di zona, ambito di Termoli).
Il primo cittadino ha diffusamente spiegato come la sua
amministrazione intende essere di supporto alla popolazione,
e soprattutto ai giovani, tramite le cosiddette politiche
sociali. Travaglini ha parlato di “attività positive, da
svolgere nel tempo libero, che possono evitare l’insorgere
di devianze” dalle conseguenze anche gravi. E’ stato poi
l’assessore Di Pinto a illustrare come il Comune si stia già
muovendo: parchi giochi in piazza e in periferia, ludoteca,
sala per prove musicali, sala proiezioni, connessione a
internet e biblioteca in un’unica struttura, nonché la
prossima istituzione di una banda musicale cittadina.
Per i più piccoli, e rispettivi genitori, è invece partito
il progetto “Nati per leggere”. Ai nuovi nati, a partire
dall’anno 2010, sarà inviato un buono, tramite il quale
potranno essere ritirati gratuitamente dei libri presso la
biblioteca. “Il nostro è uno dei pochi Comuni che non ha
tagliato i fondi per la cultura” il commento di Giuseppe Di
Pinto.
La parola è infine passata a Nicola Malorni, che ha
sottolineato come sia importante prevenire il disagio
giovanile, piuttosto che curarlo. Ha portato l’esempio dei
ricoveri presso gli istituti minorili, che andrebbero
evitati il più possibile dando in tempo “sostegno alla
genitorialità”, discutendo con le famiglie prima che si
manifestino certi problemi. Essenziale, all’uopo, che da
parte dell’amministrazione comunale vi sia lungimiranza.
Anche perché gli interventi di oggi potrebbero servire a
prevenire le devianze di domani ed è per questo, ha spiegato
Malorni, che le iniziative dello Sportello giovani sono
rivolte a tutte le famiglie e non solo a quelle che già al
loro interno hanno una qualche forma di malessere.
Altro aspetto sottolineato in conferenza stampa il fatto che
il nuovo ufficio sia collocato in un edificio diverso dal
municipio. Ciò allo scopo di tutelare la privacy ma non
solo: l’intento è anche di far conoscere strutture di
eccellenza come ludoteca e centro multimediale alla
popolazione. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
12 aprile 2011
Nella foto da
sinistra Giuseppe Di Pinto, Nicola Travaglini e Nicola
Malorni
Mercoledì in
Consiglio fari puntati sullo statuto della
Consulta giovanile
MONTENERO
DI BISACCIA. Urbanistica, regolamenti e un tema spinoso come
la Consulta giovanile nel prossimo Consiglio comunale. La
riunione dei diciassette membri del parlamentino cittadino è
fissata per mercoledì 13 aprile, quando a partire dalle
19.30 inizierà la discussione dei cinque punti all’ordine
del giorno. Il primo riguarderà il Piano particolareggiato
della zona D3, ossia l’ampliamento della zona artigianale di
contrada Canniviere. Dopo altri odg a carattere tecnico,
arriverà l’approvazione del nuovo statuto della Consulta
giovanile.
Un argomento rivelatosi a suo tempo insidioso, quello
riguardante l’organo che permette ai giovani tra i 15 ed i
32 anni di partecipare alla gestione della cosa pubblica.
Concepita alla fine della passata legislatura, la Consulta
nacque tra mille polemiche. A scatenarle la lottizzazione
messa in atto dagli adulti, di tutti i partiti, che
pensarono bene di piazzare ragazzi di propria fiducia nel
direttivo appena costituito. I contrasti, di natura
squisitamente politico-ideologica, non tardarono a
concretarsi.
Di fatto alla Consulta giovanile non si riuscì a dare una
presidenza e, dopo litigi e mozioni di sfiducia, tutto finì
prima in un nulla di fatto, poi direttamente nel
dimenticatoio. Adesso a rispolverare l’iniziativa è lo
stesso che a suo tempo si adoperò per crearla a Montenero:
l’assessore Giuseppe Di Pinto. Stavolta però con una
differenza sostanziale: nel dicembre 2009 mancava qualche
mese alle elezioni comunali, mentre ora si è a inizio
mandato. Il clima politico dovrebbe pertanto essere meno
rovente.
E poiché dalla Consulta ci si aspetta che crei le condizioni
per scacciare gli adulti, specie se da troppo tempo
incollati alle poltrone politiche, la speranza è che
stavolta i “vecchi” non vi mettano di nuovo le mani sopra. O
che almeno i ragazzi sappiano accogliere a bastonate quelle
mani. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
11 aprile 2011
Nella foto
la costituzione della Consulta giovanile nel dicembre 2009
Sullo stesso
tema:
Consulta "bloccata" dalla politica e lottizzata dai partiti
(14/03/2010)
E'
nata la Consulta giovanile (15/12/2009)
Il principale partito del
centrodestra scioglie le riserve
e dà l'annuncio
Sacchi candidato del Pdl
Il coordinatore
cittadino correrà per le provinciali nel collegio di
Montenero
MONTENERO
DI BISACCIA. Confermate le indiscrezioni che circolavano da
giorni: sarà Nicolino Sacchi il candidato in quota al Popolo
della libertà alle provinciali di maggio. Prima in Forza
Italia, poi nel partito unico nato dopo il famoso annuncio
dal predellino di Berlusconi, Sacchi milita nella più
importante formazione del centrodestra dal 2001. Entrò
infatti a far parte del direttivo del partito azzurro subito
dopo la sua istituzione a Montenero. Successivamente è
diventato coordinatore cittadino, carica ricoperta
ininterrottamente fino ad oggi.
E’ già stato candidato alla Provincia nel 2002 e alle
comunali nel 2005, mentre l’anno scorso da coordinatore Pdl
ha contribuito alla vittoria del centrodestra, guidato da
Nicola Travaglini, alle elezioni amministrative di
Montenero.
Sposato e padre di due figlie, Sacchi si è laureato in
Giurisprudenza all’Università di Perugia ed ha
successivamente conseguito l’abilitazione alla professione
di avvocato; attualmente lavora come funzionario presso la
Presidenza della Regione Molise. Correrà per un posto a
Palazzo Magno alle elezioni provinciali di metà maggio, nel
collegio che comprende Montenero, Petacciato e Tavenna.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
9 aprile 2011
Nella foto
Nicolino Sacchi
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Il primo
cittadino di Montenero risponde a Di Pietro jr e Natalini
Nicola Travaglini: ‘Solo
disinformazione elettorale’
MONTENERO
DI BISACCIA. Una nuova fase per ammodernare il paese e la
condanna secca della disinformazione improntata a “un mero
tornaconto elettorale”. Nicola Travaglini interviene per
difendere il bilancio e il piano delle opere pubbliche,
ambedue approvati in Consiglio comunale a fine marzo. E’
affidata a un comunicato stampa la replica del sindaco al
consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro e al
consigliere regionale Mauro Natalini, ambedue nei giorni
scorsi critici verso l’operato dell’amministrazione comunale
insediatasi dodici mesi fa.
“Nel corso di questo primo anno di amministrazione – scrive
Travaglini – abbiamo mantenuto ed in altri casi ampliato i
servizi dedicati ai cittadini; stiamo procedendo a
migliorare l’arredo urbano, con un occhio particolare anche
ai giochi per i bambini. Va ricordato che al momento del
nostro insediamento, Montenero non aveva una zona produttiva
regolarmente approvata ed operativa; noi abbiamo quindi
provveduto ad approvare la realizzazione di due complanari
nella zona commerciale di contrada Valle Campanile, le quali
renderanno possibile uno sviluppo più concreto di questa
zona, rendendola inoltre più facilmente accessibile. Nel
prossimo Consiglio comunale sarà approvato lo strumento
attuativo per il completamento e l’ampliamento della zona
artigianale di contrada Canniviere, mentre a breve sarà
approvato anche il Piano attuativo della zona Pip
all’interno della zona industriale di contrada Padula”.
Fin qui l’elenco di quanto fatto. Nel seguito del
comunicato, invece, il sindaco Travaglini passa all’attacco.
“Colpisce – continua il primo cittadino – che alcuni
esponenti politici locali continuino a propagandare inerzie
ed inefficienze che non hanno alcun riscontro con la realtà
dei fatti. Anche oggi apprendo con mesto stupore che, a fare
eco al solito megafono della disinformazione, è stato il
consigliere regionale Mauro Natalini il quale, pur non
vivendo più a Montenero, è probabilmente molto più
interessato a lanciare messaggi elettorali a futuri
candidati ed a futuri elettori della sua formazione
politica, che a dare informazioni corrette alla
cittadinanza. Anche Mauro Natalini, così come Cristiano Di
Pietro, dovrebbe spiegare ai cittadini cosa egli abbia fatto
in concreto, all’interno dei consessi in cui si è fatto
eleggere, per lo sviluppo di questo territorio”.
In chiusura il sindaco alza ulteriormente i toni: “Io credo
che i monteneresi bene abbiano fatto nel recente passato a
non dare seguito alle chiacchiere e che bene faranno nel
prossimo futuro a distinguere i guerrafondai a tutti i costi
da chi vuole veder crescere questa comunità con uno spirito
propositivo ed improntato al bene comune”. Travaglini
sostiene inoltre che a Montenero vi sia un “problema della
disinformazione, che continua a creare apprensione e disagio
nella cittadinanza”. Da qui l’idea di organizzare a breve un
incontro pubblico “per denunciare questo atteggiamento
strumentale che nulla ha di concreto, ma che è invece
improntato ad un mero tornaconto elettorale”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
5 aprile 2011
Nella foto
Nicola Travaglini
Sullo stesso tema:
Natalini: resettare e
ripartire (04/04/2011)
Bilancio, Di Pietro
jr: porteremo la gente in piazza (03/04/2011)
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Il
consigliere regionale fa il punto sulla situazione
politica nel suo comune
Natalini:“Resettare e ripartire”
“La disfatta del
centrosinistra?Non abbiamo sbagliato solo noi”
MONTENERO
DI BISACCIA. All’ammissione che ci sono stati degli errori
fa da contraltare la volontà di riportare il centrosinistra
alla guida del Comune. Mauro Natalini, consigliere
regionale, segretario di Sel e riferimento storico della
politica montenerese, fa il punto della situazione
nell’intervista che segue.
Un anno dopo la disfatta del centrosinistra a Montenero,
culminata con la sconfitta alle elezioni comunali dopo molti
anni di egemonia. Cosa ne pensa?
“A un anno dalla vittoria, credo sia evidente a tutti che
questo sindaco e la sua maggioranza non sono capaci di dare
una risposta né ai problemi quotidiani, né nel programmare
prospettive di sviluppo per il futuro. E’ il caso di
ricordare che tutti i lavori pubblici portati avanti in
questi mesi sono stati progettati, finanziati e appaltati
dalla vecchia amministrazione”.
Dica la verità, se tornasse indietro parteciperebbe così
attivamente alla formazione della terza lista?
“Indietro, come si sa, non è possibile tornare. Pertanto,
l’unica possibilità di recuperare i gravi errori commessi,
credo da parte di tutti noi, sia quella di guardare avanti,
tornando a lavorare insieme per costruire una valida
alternativa di centrosinistra all’attuale amministrazione il
prima possibile. I danni provocati all’economia del nostro
comune – prosegue Mauro Natalini - sono commisurati al tempo
di permanenza di questo sindaco e della sua maggioranza”.
Quindi pensa che non sia stata colpa di Progresso e
libertà se il centrosinistra ha perso a Montenero?
“Ripeto. Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità,
ma serve a poco se gli altri non faranno lo stesso. Così non
si riparte, non si va da nessuna parte. Questa comunità ha
bisogno di chi decide e sceglie in base alle esigenze di
Montenero e non della provincia d’Isernia”.
Manca pochissimo alle provinciali, nelle quali lei è
stato uno degli eletti monteneresi nelle passate
consultazioni. Alla luce del modificato scacchiere politico
locale, pensa che stavolta il paese manderà qualcuno a
Campobasso?
“Sono convinto di sì. Le elezioni provinciali saranno la
prima occasione di rivincita del centrosinistra. Il nostro
partito lavorerà con spirito unitario a questo obiettivo”.
Appunto, il suo partito: Sinistra ecologia e libertà
candiderà qualcuno?
“L’obiettivo prioritario non è portare un voto in più al
nostro partito – conclude Natalini -, ma rendere possibile
un’alternativa al fallimentare governo del Comune. Per tale
motivazione siamo pronti a ospitare candidature esterne, che
possano contribuire a raggiungere questo traguardo”. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
4 aprile 2011
Nella foto
Mauro Natalini
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Fioccano le congetture dopo
la sorpresa riservata da Adriano Potalivo
Si astiene, cambio di casacca vicino
Lo storico esponente di
sinistra, contrariamente
alla prassi, non ha votato contro il bilancio di previsione
MONTENERO
DI BISACCIA. Quand’era consigliere di minoranza Teresio Di
Pietro definiva il voto di astensione “un’apertura di
credito”. Una prova di fiducia che in circoscritti casi chi
era all’opposizione concedeva ai propri avversari politici.
Meno che mai, però, quando si trattava di votare il
bilancio. Ossia il più politico degli atti prodotti da
un’amministrazione comunale, con cui si definisce la linea
da seguire per il futuro, immediato ed a lungo termine.
Sorprende pertanto che Adriano Potalivo si sia astenuto nel
Consiglio comunale di fine marzo, dove si è votato appunto
il bilancio di previsione e il piano delle opere pubbliche.
Ciò anche alla luce del suo voto nettamente contrario
espresso sullo stesso argomento in altre occasioni.
Tra l’altro, pare che nelle segrete stanze del municipio si
sapesse già alcune ore prima della votazione a sorpresa di
Potalivo.
Ne consegue che il gesto ha dato immediatamente adito a
un’unica congettura: sta per passare in maggioranza?
Diversamente diventa difficile comprendere il perché di
quell’astensione, specie da uno che la tessera di partito in
tasca l’ha sempre avuta, nell’ordine: Pci, Pds, Ds, Pd.
Ancor più da chi siede ininterrottamente in Consiglio
comunale dal 1990, sempre nelle file della sinistra,
orgoglioso di definirsi “compagno”. E da sempre d’ascaniano,
forse da prima che esistesse la linea di pensiero
riconducibile al leader politico montenerese e presidente
della Provincia uscente, Nicola D’Ascanio.
Ma se davvero Potalivo sta meditando il primo salto di
schieramento della sua carriera, quale convenienza avrebbe
il sindaco Nicola Travaglini ad accoglierlo? La maggioranza
del primo cittadino finora non ha mostrato crepe, i numeri
per amministrare ci sono più che abbondantemente. Allora
perché? Per rispondere occorrerebbe la sfera di cristallo,
oppure bisogna come sempre fiutare le indiscrezioni di
piazza. E queste ultime vogliono che la maggioranza di
Travaglini sia ancora alle prese con l’ombra dell’ex sindaco
Giuseppe D’Ascenzo. Questi, in pratica, avrebbe ancora
ascendente su qualche consigliere comunale, al punto da dare
la sua benedizione anche a una candidatura alle provinciali
per uno dei suoi. Una sorta di cavallo di troia dentro
l’amministrazione, la quale però starebbe correndo ai
ripari, cercando di isolare il o i consiglieri troppo “d’ascenziani”.
Uno scenario del genere potrebbe giustificare l’accoglimento
di Potalivo in maggioranza, della serie: se i miei mi danno
problemi, mi cerco altrove il sostegno.
Fin qui le ipotesi, al futuro non troppo lontano l’ardua
sentenza. Al presente invece la conferma di quanto
anticipato da tempo su queste colonne: i gruppi consiliari
di minoranza finalmente sono diventati cinque. Uno per ogni
consigliere, un record – di divisione - assoluto. Travaglini
sentitamente ringrazia. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
3 aprile 2011
Nella foto
Adriano Potalivo durante il suo voto di astensione per il
bilancio
Sullo stesso
tema:
Travaglini vara il suo
primo bilancio (02/04/2011)
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L’esponente dell’Idv
interviene dopo l’ultimo Consiglio
Bilancio, Di Pietro jr annuncia:
“Porteremo la gente in piazza”
MONTENERO DI BISACCIA. Un bilancio che non reggerà alla prova dei fatti
e soprattutto dei numeri. Ne è convinto Cristiano Di Pietro,
che in una nota esprime le sue perplessità sullo strumento
finanziario approvato dall’amministrazione comunale il 31
marzo. Incongruenze sulle entrate previste per i permessi a
costruire, i contenziosi dell’ente, introiti per opere a
lungo termine nell’ordine di milioni di euro che non si sa
da dove arriveranno; ma anche “capire cosa intendano fare
della zona a mare” e quali le azioni volte a “tutela
dell’ambiente con una previsione di sviluppo così
sconclusionata”.
Poi gli argomenti che ultimamente
più stanno a cuore all’Italia dei valori e sui quali non si
escludono in futuro referendum cittadini: il palaghiaccio e
il polo scolastico. Di Pietro jr chiede dove e come saranno
reperiti i cospicui fondi necessari. “Vogliamo vedere le
carte” scrive l’esponente Idv, che lancia anche un monito:
“Vendere le scuole sarebbe un’operazione scellerata, fatta
ai danni della storia del nostro paese. Le scuole sono il
simbolo della nostra comunità e se questa è l’intenzione del
sindaco noi mobiliteremo tutta la cittadinanza per
impedirlo”. Il riferimento è alla possibilità, valutata
dalla maggioranza del sindaco Nicola Travaglini, di vendere
alcuni edifici comunali per finanziare la costruzione del
nuovo polo che dovrebbe inglobare tutte le scuole
dell’obbligo.
Ne consegue, secondo Cristiano Di Pietro, che “è necessario
istituire al più presto le norme attuative per il referendum
comunale, che abbiamo già presentato, e far decidere ai
monteneresi della bontà di questo progetto”. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 3 aprile 2011
Sullo stesso tema:
Travaglini vara il suo
primo bilancio (02/04/2011)
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Nel
programma triennale ci sono grandi opere in cantiere.
Dalla minoranza: "E' un libro dei sogni"
Travaglini vara il suo primo
bilancio
L'opposizione si divide
e si astiene anche Potalivo: preambolo a un cambio di
casacca?
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Chi non rinuncia all’istinto di
trascinatore di piazza, chi avvia manovre di salto della
quaglia, chi infine approva il suo primo bilancio. Si è
tenuto la sera di ieri l’altro il Consiglio comunale, il cui
principale argomento è stato il varo dello strumento
finanziario. Aperta la seduta dal presidente Domenico
Porfido, al terzo odg sono stati discussi il bilancio
preventivo 2011 e il piano triennale delle opere pubbliche.
Al consigliere delegato Donato Benedetto il compito di
spiegare come si è arrivati a stendere la finanziaria
comunale, la prima predisposta interamente dalla nuova
amministrazione. Nonostante i tagli effettuati da Stato e
Regione, il Comune è riuscito a mantenere i servizi
essenziali a livelli eccellenti senza aumentare le tariffe.
Questa la convinzione di Benedetto, che ha riassunto le
linee guida del bilancio, ancora una volta rispettoso del
Patto di stabilità.
La parola è poi passata all’assessore Angelo Magagnato, che
ha indicato come l’amministrazione intende spendere nei
prossimi anni e come reperire i cospicui fondi. Due i piani:
annuale e triennale. A breve termine sono previsti messa in
sicurezza di diversi edifici (scuole Elementari, mercato
coperto), interventi sulla pubblica illuminazione, isola
ecologica e altro. Nel programma triennale figurano invece
opere più corpose, come costruzione del polo scolastico in
via Gramsci, urbanizzazione alla marina, strada di
collegamento zone artigianale e commerciale ecc. In chiusura
l’assessore ha confermato che la maggioranza intende
valutare la realizzazione di un palaghiaccio, argomento già
nelle settimane passate al centro di polemiche. Le quali,
come prevedibile, si sono ripetute nel Consiglio di ieri
l’altro. Per le opposizioni ha parlato per primo Cristiano
Di Pietro. L’esponente Idv ha elencato una serie di
criticità del bilancio. Ha chiesto dove la maggioranza
troverà i fondi per tutte quelle opere, riservando l’affondo
finale al palaghiaccio e al nuovo polo scolastico: “fate
decidere alla gente con un referendum”. Altrimenti, la
chiosa, portiamo noi dipietristi la gente in piazza.
Subito dopo Giuseppe Chiappini ha annunciato un intervento
breve, non si sa con quanta ironia, visto che si è dilungato
secondo il suo stile (qualche consigliere ha persino
abbassato la testa sul banco). Chiappini non ha voluto
bollare il piano delle opere come un libro dei sogni,
ammonendo però che il tempo dimostrerà se è realizzabile o
meno.
Più duro il punto di vista di Michele Borgia, secondo il
quale si privilegiano gli interessi privati a scapito di
quelli collettivi. Da qui l’invito a un confronto con la
cittadinanza, anche per evitare che siano derise iniziative
come il palaghiaccio. Sulla stessa linea il quarto
intervento delle opposizioni, quello di Margherita Rosati,
secondo cui nella relazione di “programmatico c’è ben poco”.
Infine è arrivata la replica, punto per punto, del sindaco
Nicola Travaglini. Il primo cittadino ha ricordato che
l’assessore Magagnato, poco prima, aveva spiegato come
ottenere i fondi per le opere previste (project financing,
leasing, vendita di immobili comunali). Il palaghiaccio e il
polo scolastico rientrano in un piano di “idee ragionate”,
che comportano studi di fattibilità. Opere che pertanto non
si devono fare per forza, ma solo dopo che ne siano state
dimostrate utilità e realizzabilità. Una replica dettagliata
quella di Travaglini, che ha spaziato dalla Polizia
municipale allo sviluppo costiero.
Infine il voto, con sorpresa. Hanno votato contro Borgia,
Rosati e Di Pietro, mentre si sono astenuti Chiappini e
Adriano Potalivo. Non passa inosservato il nuovo
atteggiamento di quest’ultimo: improvvisamente ammorbidito e
proprio su un argomento importante come il bilancio. Saranno
vere le voci di popolo che vogliono Potalivo avvicinarsi
alla maggioranza di Travaglini?
Il Quotidiano del Molise
2 aprile 2011
Nella foto
il momento dell'astensione di Potalivo, al centro con la
maglia rossa
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Soddisfatto
Riccioni: "E' andata come volevano i
cittadini"
Centrale a biomasse, stop dal
Consiglio di Stato
MAFALDA.
“Una grande soddisfazione, perché finalmente si è conclusa
questa vicenda nel migliore dei modi, come ritenevamo io e
la maggioranza dei mafaldesi, che si era chiaramente
espressa anche con il voto”. Così il sindaco Egidio Riccioni
all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che mette
la parola fine all’affaire centrale a biomasse. Il responso
del massimo organo di giustizia amministrativa è arrivato il
31 marzo ed ha confermato in pieno quanto già sancito dal
Tar un anno fa. Accolte quindi le istanze presentate dagli
avvocati Pino Ruta e Margherita Zezza per conto del Codacons
e di un privato cittadino.
A rendere nulla l’autorizzazione a suo tempo ottenuta, è
stata l’assenza di un’adeguata istruttoria da parte della
Regione Molise. In particolare mancava una Valutazione
d’impatto ambientale, ritenuta necessaria dalla commissione
tecnica di verifica costituita presso il ministero, cui il
giudice aveva demandato il relativo accertamento. Pertanto
l’impianto per la produzione di energia con l’incenerimento
di scarti di agricoltura non ci sarà alla zona artigianale
di Mafalda.
Una vicenda iniziata nell’autunno 2008, voluta dalla
precedente amministrazione comunale e che divise
profondamente il paese. La centrale a biomasse era fonte di
inquinamento per una parte, portatrice di un vero sviluppo
industriale per l’altra. Diventò argomento decisivo nella
campagna elettorale per le comunali nell’estate successiva,
quando a vincere era Riccioni, contrario al progetto. Ora
gli ha dato ragione anche il Consiglio di Stato.
Rimane ancora aperta, invece, la causa intentata dalla ditta
costruttrice, che ha citato per danni i consiglieri di
maggioranza in carica, chiedendo loro ben 40 milioni di
euro. In proposito Riccioni si dice fiducioso e pensa che
anche in questo caso avrà ragione: se ci fossero
responsabilità, la sua tesi, “sono di chi c’era prima di noi
ed ha rilasciato le autorizzazioni in modo difforme dalle
disposizioni previste”. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 2 aprile 2011
Nella foto il
sindaco di Mafalda Egidio Riccioni
Sullo stesso tema:
Speciale affaire biomasse a Mafalda