In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI APRILE 2011
 

Una porta scaraventata a terra e fili elettrici scoperti

Al "Belvedere" regna il degrado

MONTENERO DI BISACCIA. Una porta divelta abbandonata a terra, un mini quadro elettrico con le prese che sembrano occhi fuori delle orbite. Non sembrano ottimali le condizioni di salute del campetto Belvedere, sito in pieno centro, a pochi passi dal fulcro della vita cittadina e dal municipio.
Per fortuna, dopo una prova effettuata con cacciavite cercafase, si è visto che le prese elettriche, con tanto di fili a vista, sono
staccate dalla rete e non portano corrente. Altrimenti i ragazzi che giocano a pochi metri rischierebbero di prendere la scossa se le toccassero. Mentre la porta di ingresso del campo da gioco è lì a terra, da quanto non si sa. Staccata dalla sua sede: ossia quelle cerniere di ferro che per una decina d’anni hanno svolto onoratamente il proprio servizio, da quando è stato ristrutturato il campetto. Per entrare e giocare a calcetto i ragazzi devono necessariamente passarvi sopra, poiché occupa tutto lo spazio tra la recinzione del campo da gioco e la cancellata che divide la struttura dalla strada. La quale è la più trafficata del paese, usata da chiunque raggiunga il centro.
Possibile che nessuno veda la porta scaraventata a terra e quelle prese elettriche che non appena saranno
riattaccate alla rete andranno in corto circuito? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 aprile 2011

 

 

L'auspicio è che il partito continui a ottenere ottimi risultati

Molise civile lancia Benedetto

Il coordinatore Sabatini ha presentato il candidato del collegio di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. “Quattordici liste a supporto sono il viatico migliore per vincere”, specie a fronte “dell’estrema divisione del centrosinistra”. Stefano Sabatini non ha dubbi: alle provinciali del 15 e 16 maggio sarà eletto presidente Rosario De Matteis. E’ quanto il coordinatore di Molise civile ha affermato la sera di ieri l’altro nella sala polivalente, dove ha presentato il suo candidato nel collegio di Montenero-Petacciato-Tavenna: Donato Benedetto. Presente all’incontro anche il sindaco Nicola Travaglini.
“E’ un collegio cui tengo particolarmente” le parole di Sabatini per spiegare come sia ancora attaccato al paese in cui è nato. L’auspicio è perciò che anche qui Molise civile ottenga ottimi risultati, come “sempre avvenuto da quando è nato”, nel 2006. La parola è poi passata al sindaco, secondo il quale le provinciali di maggio rappresentano “la possibilità di riconquistare un ente” la cui gestione, negli ultimi anni, ha prodotto “risultati uguali a zero”. Anche Travaglini ha perciò attaccato Nicola D’Ascanio, montenerese e presidente uscente non ricandidato alla Provincia.
Un argomento quest’ultimo ripreso infine da Donato Benedetto. “Devo fare quasi un mea culpa” ha confessato il candidato di Molise civile, ricordando di aver votato cinque anni fa la coalizione a sostegno di D’Ascanio. All’epoca era un consigliere comunale di centrosinistra, poi c’è stata la crisi amministrativa e infine la vittoria di Travaglini. A fianco di questi Benedetto è oggi, con delega al bilancio.
“Un territorio mortificato da questa amministrazione provinciale” la definizione data alla giunta D’Ascanio, afflitto da ben tre crisi nel corso del mandato. Benedetto ha perciò ricordato il ruolo avuto dall’Italia dei valori nelle spaccature sia in Comune sia in Provincia. Un partito nel quale egli stesso è nato politicamente, salvo esserne cacciato quando “hanno provato a usare la mia persona per mettere in crisi l’amministrazione comunale (passata n.d.r.)”.
A giudizio di Donato Benedetto ci sarebbero perciò motivi in abbondanza per cambiare pagina anche a Palazzo Magno. E in chiusura di intervento ha spiegato anche gli argomenti sui quali vorrebbe intervenire se eletto: strade, edilizia scolastica, ambiente e Piano energetico provinciale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 aprile 2011

Nella foto da sinistra Stefano Sabatini, Donato Benedetto, Nicola Travaglini

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In attesa di dichiarazioni ufficiali ecco le prime indiscrezioni sull'opera che sorgerà al Bivio

Travaglini: verso il polo scolastico

Si svilupperà su quattro ettari e sarà di legno lamellare. Ma i fondi?

MONTENERO DI BISACCIA. Davvero ci sarà un polo scolastico che comprenderà in un solo stabile scuole Materna, Elementari e Medie? Il sindaco Nicola Travaglini ne sembrerebbe proprio convinto e, nell’attesa di dichiarazioni ufficiali, le prime indiscrezioni descrivono sia pur molto vagamente come sarà il nuovo edificio.
Sarà ubicato nella zona Bivio, quindi nelle aree in via di urbanizzazione, ma non è trapelato di preciso dove. Invece si conosce la superficie occupata, quattro ettari e mezzo, così come la tecnica costruttiva prevista: legno lamellare al posto del normale cemento armato. Anziché distribuire le varie aule su tre piani, la logica seguita dall’amministrazione, meglio tutto in pianterreno, dai quasi lattanti dell’asilo ai giovincelli delle scuole Medie. Nel giro di due-tre anni tutto potrebbe essere finito ma, la questione torre di Montebello insegna, è meglio prendere con due pinze da barbecue i tempi indicati dall’amministrazione comunale.
Top secret, però, su come si intendono reperire i cospicui fondi necessari. Della delibera che tanto scalpore scatenò in alcune forze di minoranza, soprattutto nell’Italia dei valori, si contestava l’ipotesi di vendere alcuni immobili comunali per pagare il nuovo polo scolastico. In tal senso lo stesso sindaco, in Consiglio comunale, ha chiarito che non si è mai pensato di vendere le Elementari di piazza della Libertà. Il più centrale degli edifici, insomma, rimarrebbe pubblico e non sarebbe “svenduto”, per usare la terminologia dell’Idv. Destino diverso potrebbe invece avere la scuola “Colle della speranza”, le cui stanze potrebbero davvero essere vendute ai privati. Edificata a fine anni Settanta dall’allora amministrazione di Luciantonio Sacchetti, la struttura sostituì quella fatiscente e priva di qualunque requisito finanche igienico di via della Pace. C’era bisogno di aule, poiché quelle dell’edificio centrale non bastavano. Ma negli anni a seguire la denatalità ha colpito anche Montenero, con l’aggravante che persone da fuori non sono arrivate, a differenza di altri comuni molisani costieri. Di conseguenza, a distanza di trenta anni dall’apertura, le Elementari di Colle della speranza non servono più come prima e si potrebbero vendere.
Ma certo ciò non basterebbe a coprire un esborso nell’ordine di qualche milione di euro e perciò resta la domanda: dove prendere i soldi? Travaglini non lascia trasparire nulla, se non un certo ottimismo. Dalla Regione starebbero arrivando diversi finanziamenti, ce ne sarà qualcuno di così corposo? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 aprile 2011

 


Piazza pulita assiste al funerale della sinistra molisana

MONTENERO DI BISACCIA. “La sua lettera aperta ai molisani è piena di messaggi che noi piazzisti condividiamo e divulghiamo da tempo, questa campagna elettorale sarà l’ennesima pugnalata ad una sinistra che ormai è inerme e vacilla sotto il fuoco nemico, ma soprattutto sotto il fuoco amico”. L’ultimo comunicato di Piazza pulita suona come un requiem per la sinistra e prende spunto dalla recente uscita di scena, quanto momentanea non si sa, del presidente della Provincia, il montenerese Nicola D’Ascanio. A quest’ultimo è infatti indirizzato l’incipit della lettera aperta del movimento politico, che torna sulla scena dopo un insolito silenzio.
“Volendo continuare punzecchiarla un po’ – si legge - dovremmo chiederle di ricordare le parole irriverenti, crude e, alla luce dei fatti, maledettamente vere che ci scambiammo quella poco illuminata sera”. Con ogni probabilità il riferimento è agli incontri che si susseguirono alla vigilia delle comunali 2010, nel vano tentativo di ricucire un centrosinistra ormai sfrangiato.
Piazza pulita dichiara di “volere ricostruire la sinistra”, ammettendo però di aver “contribuito a distruggerla in ambito comunale” e che rimarrà “a guardare mentre muore in ambito provinciale” a metà maggio. Il tutto per “ricominciare quando sarà il momento della battaglia finale”, ossia le regionali di novembre.
Il movimento politico stringe perciò “in un affezionato e accorato abbraccio fraterno” i concittadini che “si immoleranno per la causa”, vale a dire le elezioni provinciali che si riveleranno “un doloroso bagno di sangue per la sinistra molisana”. Nicola D’Ascanio avrà riconosciuto tra i firmatari di detto comunicato alcuni di quelli che, adolescenti, sventolavano le bandiere rosse fuori della scuola quando lui trionfava alle comunali di venti anni fa? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 aprile 2011

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La lettera aperta di D'Ascanio (da Primonumero.it)

 


 

De Matteis: lavoriamo per una Provincia diversa

MONTENERO DI BISACCIA. “Una Provincia diversa” e una candidatura che dia voce e rappresentanza al territorio. Possibilmente meglio di quanto avvenuto negli ultimi cinque anni, nonostante il presidente sia stato di Montenero, come hanno evidenziato uno per volta tutti gli intervenuti. Si è tenuta ieri sera la presentazione del candidato alla Provincia Nicolino Sacchi, in forza al Popolo della libertà, affiancato dall’aspirante presidente Rosario De Matteis. A sostenerlo anche il gotha regionale del principale partito italiano del centrodestra: la deputata Sabrina De Camillis, il senatore Ulisse Di Giacomo, il consigliere regionale Antonino Molinaro. Mentre in ambito locale hanno manifestato la propria vicinanza il presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido e il sindaco Nicola Travaglini.
Comune denominatore nel corso dei vari interventi la crisi del centrosinistra, laddove la non ricandidatura di un presidente uscente, Nicola D’Ascanio, rappresenta “un caso unico in Italia” (Travaglini). Una ragione in più per cambiare rotta e votare il centrodestra, che fa della coerenza uno dei suoi punti di forza. Coerenza che sembra invece mancare a uno dei candidati a presidente del centrosinistra: Micaela Fanelli. In passato collaboratrice della giunta regionale, ha ricordato il senatore Di Giacomo, oggi “va in giro a parlare male di tutto quello che ha contribuito a costruire”.
La parola è infine passata al candidato locale Nicolino Sacchi, che ha ripercorso per sommi capi i punti sui quali vorrebbe intervenire una volta eletto a Palazzo Magno. Si va dalla viabilità all’edilizia scolastica, passando per l’ambiente, la concertazione con gli altri enti e la consulta permanente con gli enti locali. Sacchi ha sottolineato anche come sia importante essere pronti alla sfida del federalismo, a seguito del quale “chi non sarà in grado di amministrare andrà a casa”.
Ha chiuso la serie di interventi il candidato alla presidenza Rosario De Matteis. A capo di una coalizione che comprende quattordici partiti, si è detto “onorato di essere il conducente di una squadra fortissima”. La compattezza del centrodestra per il consigliere regionale ed ex sindaco di San Giuliano del Sannio permetterà di affrontare tutte le problematiche della Provincia. Tant’è che lo slogan è “insieme”, con una foto che ritrae De Matteis circondato di giovani. Scuola, viabilità, ambiente, politiche sociali e giovanili, nonché cultura, diffusione della banda larga ecc. Anche l’aspirante presidente ha elencato le deleghe dell’ente, evidenziando le criticità “da affrontare con determinazione”, affinché dal 17 maggio ci sia “una Provincia diversa da quella che c’è stata in questi ultimi dieci anni”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 aprile 2011

Le liste e i candidati alle provinciali 2011 nel collegio di Montenero di Bisaccia
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Il sindaco sostiene il candidato del Pdl Sacchi, ma è insidiato anche all'interno del centrodestra

Provinciali: test per Travaglini

Mentre spera nella disfatta degli avversai, il centrosinistra continua a sfaldarsi

MONTENERO DI BISACCIA. Le provinciali come un test anche per la maggioranza che amministra il Comune? Probabilmente sì e come sempre, alla vigilia di qualsivoglia elezione, fioccano punti di vista, pronostici, anticipazioni, cassandre ecc. Stavolta però c’è una novità: la maggioranza è di altro colore e le provinciali del 15 e 16 maggio sono per essa la prima prova. In sostanza il sindaco Nicola Travaglini, a un anno dall’elezione, è chiamato per la prima volta a misurare il proprio consenso. Sosterrà Nicolino Sacchi, in corsa per Palazzo Magno con il Popolo della libertà. Altri candidati monteneresi a fargli concorrenza nel centrodestra saranno Donato Benedetto (Molise civile), Claudio Sabatino (Futuro e libertà) e Silvano Cuculo (La Destra). Proprio da quest’ultimo partito arrivano le critiche più veementi all’indirizzo di Travaglini. Il sindaco è accusato di aver disatteso le promesse fatte a suo tempo in campagna elettorale per le comunali, quando gli storaciani sostennero la lista e candidarono anche un loro esponente, poi non eletto. Quanto peserà la loro erosione ai danni del Pdl si vedrà.
A tirare i piedi al primo cittadino, inoltre, è anche il suo predecessore Giuseppe D’Ascenzo, che sostiene più o meno apertamente Donato Benedetto. Una prova di forza tra attuale ed ex sindaco. Infine, e ovviamente, aspettano al varco Travaglini anche esponenti e sostenitori del centrosinistra. Ancora delusi e bastonati per la sconfitta subita un anno fa, sembrano tutti auspicare un tonfo del nuovo sindaco e del centrodestra. Addirittura c’è chi vocifera che nella maggioranza consiliare vi sia non un solo mal di pancia, ma parecchi. Dove finisce la speranza e dove cominciano i fatti è difficile stabilirlo. D’altronde in questo primo anno di mandato chi ha finito di ridursi a brandelli è stato proprio il centrosinistra: due liste di minoranza sono diventate subito tre gruppi consiliari, per poi trasformarsi in quattro e infine in cinque, se si considera che un consigliere si è astenuto, anziché votare contro, addirittura sul bilancio.
Tuttavia le provinciali saranno un primo test per valutare se a Montenero, paese di centrosinistra almeno dal 1995 in poi, si stia invertendo la tendenza. L’ultima volta che ciò è accaduto è stato negli anni Novanta, con uno scenario politico molto diverso da quello odierno. Ce la farà Travaglini a cambiare consolidate abitudini di voto? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 aprile 2011

Nella foto da sinistra Nicolino Sacchi e Nicola Travaglini

Le liste e i candidati alle provinciali 2011 nel collegio di Montenero di Bisaccia
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Alternativ@ presenta Marraffino e inaugura la sede elettorale

MONTENERO DI BISACCIA. “L’alternativ@ c’è”: questo lo slogan del partito che sostiene l’aspirante presidente della Provincia Micaela Fanelli, in corsa per le elezioni del 15 e 16 maggio. Ieri pomeriggio la presentazione della sede elettorale del candidato Nicola Marraffino, alla presenza della stessa candidata alla presidenza, di Erminia Gatti e di Giuseppe Chiappini. A quest’ultimo, da poco non più segretario cittadino del Partito democratico, il compito di aprire l’incontro e presentare i convenuti. Subito dopo la parola è passata al giovane Marraffino, il cui slogan è “la politica è bella”. Da qui l’idea di distinguersi dai vecchi “volponi” che dispensano favori, propendendo per una politica che guardi di più ai giovani costretti a lasciare “un Molise che non offre niente”.
A seguire l’intervento di Erminia Gatti, secondo la quale è necessario “un Molise migliore”. Da qui la necessità di una riscossa che deve partire da Montenero, paese capace di dare i natali a personaggi come D’Ascanio, Di Pietro, Natalini, Sabatini. Al tempo stesso, però, è necessaria una scossa, al fine di rimandare a casa una classe dirigente inadeguata partendo dai piccoli centri. Per questo candidature come quella di Nicola Marraffino vanno sostenute, a giudizio della Gatti.
In chiusura l’accorato intervento della candidata alla presidenza della Provincia di Campobasso Micaela Fanelli. La capolista di una delle coalizioni di centrosinistra non ha mancato di criticare il cosiddetto “fuoco amico”, riferendosi probabilmente all’Italia dei valori ma senza nominarla. Una candidatura la sua, che deriva dal coraggio avuto dai partiti “di accettare la scommessa che gioco con loro” per arrivare al ballottaggio con De Matteis. Ed al candidato del centrodestra la Fanelli ha rivolto gran parte del suo intervento, pur dando l’impressione di ambire al ballottaggio piuttosto che a una vittoria al primo turno. Forte della sua esperienza nel comune di Riccia, l’aspirante successore di D’Ascanio ha poi elencato le criticità su cui lavorare una volta eletta a Palazzo Magno. Ma al tempo stesso la Fanelli non ha trascurato un aspetto giudicato importante, vale a dire il rinnovo della classe dirigente. E quale migliore esempio, in negativo, del sindaco di Campobasso Gino Di Bartolomeo, considerato “già superato da mio padre che non c’è più da venti anni”. Per questo l’invito è stato di “scommettere sul futuro, se non ora quando?”, partendo da candidati come Nicola Marraffino. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 aprile 2011

Nella foto da sinistra Erminia Gatti, Nicola Marraffino, Micaela Fanelli, Giuseppe Chiappini

Le liste e i candidati alle provinciali 2011 nel collegio di Montenero di Bisaccia
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Tornano le fiamme in località La Valle

Necessario l'intervento dell'elicottero per spegnere le fiamme, divampate fino alle case

MONTENERO DI BISACCIA. Stavolta è arrivato con largo anticipo e per fortuna i Vigili del fuoco sono giunti tempestivamente. Vasto incendio nel primo pomeriggio di ieri nella zona chiamata “Valle”, ossia lungo la scarpata che dal paese dà sulla Provinciale 163. Sono stati i Carabinieri ad allertare il 115, i cui uomini sono arrivati con una squadra e due mezzi. Sul posto poco dopo anche una volante della Forestale.
Visto il terreno impervio, che rendeva impossibile raggiungere il cuore dell’incendio dalla strada, si è ritenuto opportuno ricorrere all’elicottero. Così poco dopo le 16 è arrivato in volo da Campochiaro un mezzo della Protezione civile. Individuato un laghetto artificiale distante qualche chilometro dal luogo dell’incendio, sono iniziate le operazioni di spegnimento con cestello carico di acqua. Sono occorsi diversi lanci per domare le fiamme e le prime “secchiate” sono state date vicino alle case, quasi lambite dalle lingue di fuoco che si innalzavano da canne e sterpaglie.
L’incendio nella zona Valle è un habitué, poiché non passa anno senza che almeno una volta debbano accorrere i Vigili del fuoco. Generalmente succede nel periodo estivo e, nonostante in paese tutti pensino che la matrice sia dolosa, non è mai stato beccato nessuno ad appiccare il fuoco. Nel 2007 avvenne anche una tragedia: un uomo di sessantanove anni morì mentre dal balcone gettava acqua sul giardino di casa, quasi raggiunto dalle fiamme. Un collasso cardiaco, probabilmente causato dalla concitazione e dall’asfissia, non gli lasciava scampo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 aprile 2011

Nelle foto: le operazioni di spegnimento, il rifornimento del cestello presso un laghetto, l'area dell'incendio


 

Mafalda. Nella notte dell'altro ieri sono spariti contanti e una Golf

La banda di Morfeo visita 4 case

Andati a vuoto altri due tentativi: i ladri messi in fuga da una luce accesa

di Rossano D’Antonio
MAFALDA. A volte ritornano? No, lo fanno fin troppo spesso, perché anche una volta l’anno è molto più che spiacevole ricevere certe “visite”. Ladri in azione nella notte di ieri l’altro, quando almeno quattro case sono finite nel mirino dell’acerrima banda di Morfeo. Il bottino è di una Volkswagen Golf più dei contanti, rubati in due distinte abitazioni, mentre in altre due il risveglio dei padroni di casa ha messo in fuga i furfanti. La zona presa d’assalto è quella più nuova del paese, che dallo stadio si estende fino ai terreni vicini al cimitero.
Singolare la scoperta del furto da parte della famiglia che si è vista portare via l’automobile. Al mattino il marito è uscito di casa senza far caso all’assenza della Golf nel parcheggio davanti casa. A usare il mezzo, difatti, è soprattutto la moglie. La quale poco dopo lo ha chiamato, per chiedergli di riportarle l’auto affinché potesse accompagnare i figli all’asilo. Al disappunto è seguita subito l’amara scoperta: durante la notte i ladri erano entrati in casa e, senza che loro se ne fossero accorti, avevano preso la chiave dell’auto e l’avevano rubata.
In un'altra villetta la banda di Morfeo ha invece rubato dei contanti. Anche in questo caso i proprietari immersi nel sonno non si sono accorti degli intrusi. Infine gli ultimi due tentativi, effettuati contemporaneamente dai diversi componenti della banda, andati a vuoto. A una casa i ladri hanno provato a forzare le serrande avvolgibili, graffiandole nel tentativo di sollevarle. Il passaggio successivo sarebbe stato quello di bucare con un trapano a batteria in prossimità della maniglia, per poi azionarla dall’esterno e aprire la finestra. Ed è con questa tecnica che stavano armeggiando gli altri colleghi nella casa confinante, dove però la padrona di casa si è accorta di cosa stesse succedendo ed ha allertato il marito. Vistisi scoperti, secondo un copione classico per la banda di Morfeo, i furfanti sono scappati via, subito seguiti dai colleghi che stavano assaltando la casa accanto.
Così battezzata perché approfitta del sonno dei proprietari di casa, la banda di Morfeo torna in azione nel piccolo centro, dove non è la prima volta che le sue scorribande mettono in allarme i cittadini. Una tipologia di ladri che entra in casa alla ricerca di chiavi di auto, poiché le moderne autovetture sono protette da trasponder e non più scassinabili come si vedeva nei film degli anni Settanta. Se poi sotto mano capitano dei contanti o gioielli ben venga, certo non fanno complimenti.
Infine, vale la pena di ricordare che non usano sostanze soporifere, difficili da reperire e pressoché impossibili da usare tranne che nei film di James Bond. La banda di Morfeo entra e ruba solo se i padroni di casa continuano a dormire. Se questi si svegliano, com’è accaduto anche l’altra notte, vanno via.

Il Quotidiano del Molise 20 aprile 2011

Nella foto una veduta di Mafalda

Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo, dal 2006


 

Sporcizia e fili penzolanti: un cittadino denuncia lo stato della struttura. Che però è stata pulita

Il multipiano nel degrado

 

MONTENERO DI BISACCIA. Appena vi si entra un puzzo di urina a dir poco stomachevole. Oltre che una desolazione, leggasi vuoto, che è diventata una costante da quando l’hanno messo a pagamento. E’ stato infine pulito il parcheggio multipiano di via Frentana. E’ avvenuto dopo le segnalazioni di un cittadino, che oltre a bottiglie e lattine sparse qua e là, segnalava due fili elettrici che penzolavano dal soffitto del piano terra. Qualcuno deve aver strappato la plafoniera del neon, lasciando i cavi appesi: sarebbe bastato toccarli per prendere una bella, elettrizzante scossa da 220 volt.
Ieri era tutto sistemato. I fili penzolanti spariti, i segni circolari lasciati dalla spazzatrice meccanica ancora freschi. La puzza pungente e disgustosa di urina invece c’era ancora. Più difficile toglierla.
E’ evidente che da un po’ il parcheggio multipiano, che non è più usato dagli automobilisti da quando è a pagamento, è diventato meta di bevitori a caccia di un posto dove svuotare gli scarti delle bottiglie di birra trangugiate. Oppure, perché no, un luogo dove consumare in tutta tranquillità litri e litri di bevande alcoliche. Si spera niente di più.
Anche ieri la struttura era vuota: due macchine al pianterreno, due a quello di sopra. Quattro posti auto occupati su sessanta disponibili. Segno inequivocabile che ai monteneresi di pagare per parcheggiare la macchina lì non va. Se proprio bisogna lasciare l’obolo di (soli) trenta centesimi l’ora, tanto vale arrivare fin davanti l’ufficio o il proprio negozio. Questo il ragionamento tipo che si sente fare da quando l’amministrazione comunale ha deciso di verniciare di blu le strisce che delimitano i posti auto del multipiano. Un esperimento già fatto tempo fa, nel 2003 precisamente, quando si provò a lasciare la sosta a pagamento per un anno e tre mesi. Quella volta l’amministrazione dovette cedere alla silente volontà popolare: i parcheggi tornarono gratuiti e la struttura tornò a popolarsi di autovetture. Stavolta tutti si chiedono quanto resisterà il sindaco Nicola Travaglini. Anche perché, vien spontaneo chiedersi, con meno automobili e quindi frequentatori, e perciò “controllori”, non potrebbe essere aumentato il numero di bevitori all’interno del multipiano? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 aprile 2011

Nelle foto: a sinistra i fili penzolanti, poi sistemati come si vede nella foto a destra. In ambedue i casi il parcheggio multipiano è vuoto.


 

Dopo 26 anni senza poltrona
D’Ascanio non ricandidato alla Provincia

MONTENERO DI BISACCIA. Da un lato c’è il suo primo mandato completato da leader. Dall’altro la prima interruzione di un potere durato ben ventisei anni consecutivi, in tutti i gradini istituzionali regionali. Perché è dal 1985 che Nicola D’Ascanio ricopre qualche carica. Prima sindaco, poi assessore e consigliere regionale, infine presidente della Provincia. In quest’ultimo ente non è stato riconfermato come candidato, al termine di una lotta fratricida che ha tenuto banco nelle cronache politiche degli ultimi tre anni, fra crisi incrociate e inciuci vari.
Ma almeno stavolta D’Ascanio il mandato l’ha finito. Non c’è mai riuscito invece da sindaco di Montenero, per tre volte. Nel 1989 cadde con un anno di anticipo, quando perse l’appoggio dei democristiani che durava, tra alti e bassi, da quattro anni. L’anno dopo trionfò con consensi plebiscitari, ridiventò sindaco ma durò solo diciotto mesi, perché fu sfiduciato da tre suoi consiglieri. Fu eletto una terza volta a capo dell’amministrazione comunale nel 1993, convincendo ad appoggiarlo un avversario della Dc. Naturalmente in cambio di assessorato e nomina a vice sindaco. Un inciucio anche allora, in qualche modo premonitore di quello che tre lustri dopo avrebbe tanto fatto discutere in Provincia. Neanche quella volta il mandato da sindaco fu completato, ma non per crisi e litigi, bensì perché arrivò il salto di qualità: l’elezione in Consiglio regionale.
C’è poi da analizzare l’andamento storico dei consensi nel suo paese. Partendo dagli 811 voti ottenuti nella lista del Partito comunista nel 1985, D’Ascanio arrivò in fretta a stabilire record mai visti alle comunali di Montenero. Nel 1990, col sistema a quattro preferenze, ottenne 2065 voti. Annientava così la forza politica dei moderati, che sarebbero tornati nella stanza dei bottoni solo qualche anno dopo e su suo invito, per creare quel centrosinistra che avrebbe amministrato ancora a lungo. Nel 1992 ci furono le elezioni anticipate, causate proprio dalla inaspettata caduta della sua maggioranza tutta rossa: ottenne 1851 preferenze. Alle regionali del 1995 furono in 1568 a votarlo solo a Montenero. Cinque anni dopo un vistoso calo di consensi, ma va detto che nel frattempo ci si era messo un compaesano illustre a fargli concorrenza: Antonio Di Pietro era entrato in politica con il suo partito. D’Ascanio fu comunque confermato consigliere regionale nel 2000 e nel 2001, rispettivamente con 942 e 915 voti. E in ogni caso resta suo un record: le preferenze ottenute nel 1995, mai uguagliate neanche dai vari candidati dipietristi.
Arrivò poi l’elezione a presidente della Provincia, dove però contare le preferenze è impossibile, poiché votando un qualsiasi candidato si sceglie anche il leader di coalizione. E’ storia recente la regia della crisi amministrativa a Montenero, con successiva e clamorosa sconfitta della lista da lui sponsorizzata nel 2010. In questi giorni, infine, la mancata riconferma come candidato presidente alla Provincia e un paese, il suo, che sembra farsi scivolare addosso la notizia, senza che traspaia alcuna emozione diversa dall’indifferenza.
D’Ascanio non ha più il seguito di una volta. Sotto il suo “regno” a Montenero è finita la sezione dei Ds, già Pci-Pds, e persino la festa de l’Unità con qualche anno di anticipo. E non per preveggenza, intuendo che stesse arrivando il Partito democratico, ma perché non si riusciva più a formare nemmeno un direttivo.
Lontani i tempi in cui era chiamato Nicolino e considerato “uno dei nostri” dalla folla che si spellava le mani, quando tuonava contro i notabili locali della Dc dal palchetto rosso sistemato davanti al Bar Sport. Oggi, a 59 anni e dopo 9388 giorni passati da consigliere, sindaco, assessore, presidente ecc. per la prima volta torna a casa. Ironia delle coincidenze, succede dopo il primo mandato completato nei panni di leader. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 aprile 2011

Nella foto Nicola D'Ascanio

Le liste e i candidati alle provinciali 2011 nel collegio di Montenero di Bisaccia
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Otto domande per affrontare delicate tematiche ambientali

Giovani croniste all'assalto del sindaco

L'intervista a Travaglini rientra nel progetto scolastico "Giornalisti in ecologia"

MONTENERO DI BISACCIA. Cosa fa per l’ambiente del suo Comune? A porre la domanda non è il solito cronista cui tocca fare ore di anticamera per essere ricevuto, ma alcuni determinati studenti delle scuole Medie. Nell’ambito del progetto “Giornalisti in ecologia”, curato da Ambiente Basso Molise, tre ragazze hanno intervistato il sindaco Nicola Travaglini e l’assessore Giuseppe Murazzo. Otto le domande poste, spazianti dalla qualità ambientale di Montenero alle potenzialità turistiche, dalla raccolta differenziata dei rifiuti alla produzione di energia da fonti alternative.
Dal canto suo il primo cittadino ha risposto con piacere, definendo l’ambiente “vera risorsa del nostro territorio”. Da qui la necessità di rispettarlo e per convincere gli adulti cosa può essere meglio dell’articolo delle giovani croniste? Sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti Travaglini ha confermato che a breve nascerà un’isola ecologica, cui seguirà il conferimento porta a porta. L’unico sistema, ha spiegato il sindaco, che permette di “raggiungere percentuali di raccolta differenziata veramente importanti”.
L’assessore Murazzo è invece intervenuto su temi puramente ambientali ed ha annunciato che nel prossimo autunno saranno piantate diverse centinaia di alberi in contrada Colle della croce e lungo il tratturo Centurelle-Monte secco.
Il progetto “Giornalisti in ecologia” è svolto dagli alunni delle Medie in orario extra scolastico, è tenuto dai volontari dell’associazione Ambiente Basso Molise ed è coordinato dall’insegnante Diana D’Aulerio. Per aiutare i ragazzi sono intervenuti anche giornalisti ed esperti di ambiente, i quali hanno dato consigli su come scrivere articoli su nucleare, inquinamento, costa, parco dei calanchi, antiche fonti ecc. I vari “pezzi” finiranno sul giornalino della scuola. Il progetto prevede anche delle visite guidate, sia presso le redazioni giornalistiche locali, sia in alcune aziende del nucleo industriale di Termoli, al fine di comprenderne l’impatto sull’ambiente e sul territorio. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 aprile 2011


 

Nel corso della riunione approvato anche l'ampliamento della zona artigianale

Consulta giovanile, passa lo statuto

MONTENERO DI BISACCIA. Passano con voto unanime nuovo statuto della Consulta giovanile e ampliamento della zona artigianale. Un Consiglio, quello di ieri l’altro, caratterizzato da nessun voto contrario o di astensione da parte della minoranza, visti gli argomenti trattati, cinque in tutto.
A spiegare come crescerà la zona Pip di contrada Canniviere è stato il sindaco Nicola Travaglini, che come il suo predecessore D’Ascenzo ha tenuto per sé la delega all’Urbanistica. Compito del Comune, ha affermato il primo cittadino, è creare le condizioni positive affinché imprese e singoli privati possano investire e insediare aziende. Da qui l’approdo a un obiettivo “che ci eravamo prefissi di raggiungere già a breve termine”.
L’iter per arrivare all’adozione definitiva è quindi cominciato. Seguirà l’iscrizione all’albo pretorio per 30 giorni, affinché i cittadini possano avanzare eventuali osservazioni, per poi tornare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. A quel punto non resterà che aspettare la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione: nella zona artigianale ci sarà spazio per nuove aziende.
Ultimo ordine del giorno, infine, l’approvazione del nuovo statuto della Consulta giovanile. A riassumere il lavoro svolto in commissione è stato il consigliere Angelo D’Amario. Il quale certo non ha nascosto le difficoltà incontrate nella precedente stesura. Infatti, lo strumento che si propone di far partecipare i giovani alla cosa pubblica era già stato avviato nel 2009. Poi litigi, polemiche e, anche se non è stato detto in Consiglio, la lottizzazione operata dagli adulti di tutti i partiti, hanno soffocato nella culla la neonata Consulta.
Per questo lo statuto è stato completamente rivisto, come spiegato nei vari interventi anche dai consiglieri di minoranza Giuseppe Chiappini e Margherita Rosati. Infine l’assessore Giuseppe Di Pinto, che già nella passata legislatura vi aveva lavorato, si è detto soddisfatto e fiducioso che stavolta i giovani di Montenero sapranno far funzionare al meglio la Consulta. Le principali modifiche allo statuto riguardano la modalità di candidatura, non più vincolata a un’iscrizione ma che dovrà essere controfirmata da più giovani, sempre di età compresa fra i 15 ed i 32 anni. Cambia anche il direttivo, che non avrà più le sembianze di una giunta, ma che sarà composto di nove elementi e renderà conto direttamente all’assemblea generale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 aprile 2011

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Il partito finiano sceglie un volto noto dello sport per le provinciali nel collegio di Montenero

Claudio Sabatino in corsa con Fli

L'ufficializzazione è arrivata a pochi giorni dalla presentazione delle liste

PETACCIATO. Sceglie un volto noto del calcio regionale e interregionale Futuro e libertà per l’Italia. Sarà infatti Claudio Sabatino il candidato alle provinciali di maggio per il partito finiano. L’ufficializzazione arriva a pochi giorni dalla presentazione delle liste dal diretto interessato, che si dice “pronto a lavorare bene per il collegio rappresentato”. Il quale, oltre a Petacciato, comprende Montenero di Bisaccia e da quest’anno Tavenna. “Ci sono buone possibilità di riuscita” ha detto Sabatino, secondo cui sarà importante il contributo di Fli alla causa del centrodestra, e quindi del Popolo per la libertà, in occasione di questa tornata elettorale. L’aspirante a un posto in quel di Palazzo Magno ha alle spalle già un’esperienza politica, essendo stato consigliere comunale di minoranza a Montenero nel quinquennio 2005-2010. Il suo auspicio, così come quello di tutto il centrodestra regionale, è di rientrare in maggioranza alle provinciali di metà maggio.
In tal senso è fiducioso anche il coordinatore provinciale di Fli Adelmo Berardo, che a nome del partito si dice “soddisfatto della candidatura di Claudio Sabatino, che saprà fare un ottimo lavoro, contribuendo al successo di Futuro e libertà e di tutto il centrodestra”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 aprile 2011

Nella foto Claudio Sabatino

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L'ufficio, ubicato al secondo piano del mercato coperto,
è stato presentato ieri in conferenza stampa

Lo Sportello giovani diventa realtà

MONTENERO DI BISACCIA. Far sentire che l’istituzione Comune c’è, dalla nascita all’ingresso nel mondo del lavoro. E’ stato presentato ieri mattina in conferenza stampa lo Sportello giovani, da poco attivo presso il centro multimediale sito al secondo piano del mercato coperto. A relazionare il sindaco Nicola Travaglini, il vice e assessore alle Politiche giovanili Giuseppe Di Pinto e Nicola Malorni (coordinatore del Piano sociale di zona, ambito di Termoli).
Il primo cittadino ha diffusamente spiegato come la sua amministrazione intende essere di supporto alla popolazione, e soprattutto ai giovani, tramite le cosiddette politiche sociali. Travaglini ha parlato di “attività positive, da svolgere nel tempo libero, che possono evitare l’insorgere di devianze” dalle conseguenze anche gravi. E’ stato poi l’assessore Di Pinto a illustrare come il Comune si stia già muovendo: parchi giochi in piazza e in periferia, ludoteca, sala per prove musicali, sala proiezioni, connessione a internet e biblioteca in un’unica struttura, nonché la prossima istituzione di una banda musicale cittadina.
Per i più piccoli, e rispettivi genitori, è invece partito il progetto “Nati per leggere”. Ai nuovi nati, a partire dall’anno 2010, sarà inviato un buono, tramite il quale potranno essere ritirati gratuitamente dei libri presso la biblioteca. “Il nostro è uno dei pochi Comuni che non ha tagliato i fondi per la cultura” il commento di Giuseppe Di Pinto.
La parola è infine passata a Nicola Malorni, che ha sottolineato come sia importante prevenire il disagio giovanile, piuttosto che curarlo. Ha portato l’esempio dei ricoveri presso gli istituti minorili, che andrebbero evitati il più possibile dando in tempo “sostegno alla genitorialità”, discutendo con le famiglie prima che si manifestino certi problemi. Essenziale, all’uopo, che da parte dell’amministrazione comunale vi sia lungimiranza. Anche perché gli interventi di oggi potrebbero servire a prevenire le devianze di domani ed è per questo, ha spiegato Malorni, che le iniziative dello Sportello giovani sono rivolte a tutte le famiglie e non solo a quelle che già al loro interno hanno una qualche forma di malessere.
Altro aspetto sottolineato in conferenza stampa il fatto che il nuovo ufficio sia collocato in un edificio diverso dal municipio. Ciò allo scopo di tutelare la privacy ma non solo: l’intento è anche di far conoscere strutture di eccellenza come ludoteca e centro multimediale alla popolazione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 aprile 2011

Nella foto da sinistra Giuseppe Di Pinto, Nicola Travaglini e Nicola Malorni


 

Mercoledì in Consiglio fari puntati sullo statuto della Consulta giovanile

MONTENERO DI BISACCIA. Urbanistica, regolamenti e un tema spinoso come la Consulta giovanile nel prossimo Consiglio comunale. La riunione dei diciassette membri del parlamentino cittadino è fissata per mercoledì 13 aprile, quando a partire dalle 19.30 inizierà la discussione dei cinque punti all’ordine del giorno. Il primo riguarderà il Piano particolareggiato della zona D3, ossia l’ampliamento della zona artigianale di contrada Canniviere. Dopo altri odg a carattere tecnico, arriverà l’approvazione del nuovo statuto della Consulta giovanile.
Un argomento rivelatosi a suo tempo insidioso, quello riguardante l’organo che permette ai giovani tra i 15 ed i 32 anni di partecipare alla gestione della cosa pubblica. Concepita alla fine della passata legislatura, la Consulta nacque tra mille polemiche. A scatenarle la lottizzazione messa in atto dagli adulti, di tutti i partiti, che pensarono bene di piazzare ragazzi di propria fiducia nel direttivo appena costituito. I contrasti, di natura squisitamente politico-ideologica, non tardarono a concretarsi.
Di fatto alla Consulta giovanile non si riuscì a dare una presidenza e, dopo litigi e mozioni di sfiducia, tutto finì prima in un nulla di fatto, poi direttamente nel dimenticatoio. Adesso a rispolverare l’iniziativa è lo stesso che a suo tempo si adoperò per crearla a Montenero: l’assessore Giuseppe Di Pinto. Stavolta però con una differenza sostanziale: nel dicembre 2009 mancava qualche mese alle elezioni comunali, mentre ora si è a inizio mandato. Il clima politico dovrebbe pertanto essere meno rovente.
E poiché dalla Consulta ci si aspetta che crei le condizioni per scacciare gli adulti, specie se da troppo tempo incollati alle poltrone politiche, la speranza è che stavolta i “vecchi” non vi mettano di nuovo le mani sopra. O che almeno i ragazzi sappiano accogliere a bastonate quelle mani. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 aprile 2011

Nella foto la costituzione della Consulta giovanile nel dicembre 2009

Sullo stesso tema:
Consulta "bloccata" dalla politica e lottizzata dai partiti (14/03/2010)
E' nata la Consulta giovanile (15/12/2009)


 

Il principale partito del centrodestra scioglie le riserve e dà l'annuncio

Sacchi candidato del Pdl

Il coordinatore cittadino correrà per le provinciali nel collegio di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Confermate le indiscrezioni che circolavano da giorni: sarà Nicolino Sacchi il candidato in quota al Popolo della libertà alle provinciali di maggio. Prima in Forza Italia, poi nel partito unico nato dopo il famoso annuncio dal predellino di Berlusconi, Sacchi milita nella più importante formazione del centrodestra dal 2001. Entrò infatti a far parte del direttivo del partito azzurro subito dopo la sua istituzione a Montenero. Successivamente è diventato coordinatore cittadino, carica ricoperta ininterrottamente fino ad oggi.
E’ già stato candidato alla Provincia nel 2002 e alle comunali nel 2005, mentre l’anno scorso da coordinatore Pdl ha contribuito alla vittoria del centrodestra, guidato da Nicola Travaglini, alle elezioni amministrative di Montenero.
Sposato e padre di due figlie, Sacchi si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Perugia ed ha successivamente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato; attualmente lavora come funzionario presso la Presidenza della Regione Molise. Correrà per un posto a Palazzo Magno alle elezioni provinciali di metà maggio, nel collegio che comprende Montenero, Petacciato e Tavenna. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 aprile 2011

Nella foto Nicolino Sacchi

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Il primo cittadino di Montenero risponde a Di Pietro jr e Natalini

Nicola Travaglini: ‘Solo disinformazione elettorale’

MONTENERO DI BISACCIA. Una nuova fase per ammodernare il paese e la condanna secca della disinformazione improntata a “un mero tornaconto elettorale”. Nicola Travaglini interviene per difendere il bilancio e il piano delle opere pubbliche, ambedue approvati in Consiglio comunale a fine marzo. E’ affidata a un comunicato stampa la replica del sindaco al consigliere di minoranza Cristiano Di Pietro e al consigliere regionale Mauro Natalini, ambedue nei giorni scorsi critici verso l’operato dell’amministrazione comunale insediatasi dodici mesi fa.
“Nel corso di questo primo anno di amministrazione – scrive Travaglini – abbiamo mantenuto ed in altri casi ampliato i servizi dedicati ai cittadini; stiamo procedendo a migliorare l’arredo urbano, con un occhio particolare anche ai giochi per i bambini. Va ricordato che al momento del nostro insediamento, Montenero non aveva una zona produttiva regolarmente approvata ed operativa; noi abbiamo quindi provveduto ad approvare la realizzazione di due complanari nella zona commerciale di contrada Valle Campanile, le quali renderanno possibile uno sviluppo più concreto di questa zona, rendendola inoltre più facilmente accessibile. Nel prossimo Consiglio comunale sarà approvato lo strumento attuativo per il completamento e l’ampliamento della zona artigianale di contrada Canniviere, mentre a breve sarà approvato anche il Piano attuativo della zona Pip all’interno della zona industriale di contrada Padula”.
Fin qui l’elenco di quanto fatto. Nel seguito del comunicato, invece, il sindaco Travaglini passa all’attacco. “Colpisce – continua il primo cittadino – che alcuni esponenti politici locali continuino a propagandare inerzie ed inefficienze che non hanno alcun riscontro con la realtà dei fatti. Anche oggi apprendo con mesto stupore che, a fare eco al solito megafono della disinformazione, è stato il consigliere regionale Mauro Natalini il quale, pur non vivendo più a Montenero, è probabilmente molto più interessato a lanciare messaggi elettorali a futuri candidati ed a futuri elettori della sua formazione politica, che a dare informazioni corrette alla cittadinanza. Anche Mauro Natalini, così come Cristiano Di Pietro, dovrebbe spiegare ai cittadini cosa egli abbia fatto in concreto, all’interno dei consessi in cui si è fatto eleggere, per lo sviluppo di questo territorio”.
In chiusura il sindaco alza ulteriormente i toni: “Io credo che i monteneresi bene abbiano fatto nel recente passato a non dare seguito alle chiacchiere e che bene faranno nel prossimo futuro a distinguere i guerrafondai a tutti i costi da chi vuole veder crescere questa comunità con uno spirito propositivo ed improntato al bene comune”. Travaglini sostiene inoltre che a Montenero vi sia un “problema della disinformazione, che continua a creare apprensione e disagio nella cittadinanza”. Da qui l’idea di organizzare a breve un incontro pubblico “per denunciare questo atteggiamento strumentale che nulla ha di concreto, ma che è invece improntato ad un mero tornaconto elettorale”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 aprile 2011

Nella foto Nicola Travaglini

Sullo stesso tema:
Natalini: resettare e ripartire (04/04/2011)
Bilancio, Di Pietro jr: porteremo la gente in piazza (03/04/2011)

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Il consigliere regionale fa il punto sulla situazione politica nel suo comune

Natalini:“Resettare e ripartire”

“La disfatta del centrosinistra?Non abbiamo sbagliato solo noi”

MONTENERO DI BISACCIA. All’ammissione che ci sono stati degli errori fa da contraltare la volontà di riportare il centrosinistra alla guida del Comune. Mauro Natalini, consigliere regionale, segretario di Sel e riferimento storico della politica montenerese, fa il punto della situazione nell’intervista che segue.
Un anno dopo la disfatta del centrosinistra a Montenero, culminata con la sconfitta alle elezioni comunali dopo molti anni di egemonia. Cosa ne pensa?
“A un anno dalla vittoria, credo sia evidente a tutti che questo sindaco e la sua maggioranza non sono capaci di dare una risposta né ai problemi quotidiani, né nel programmare prospettive di sviluppo per il futuro. E’ il caso di ricordare che tutti i lavori pubblici portati avanti in questi mesi sono stati progettati, finanziati e appaltati dalla vecchia amministrazione”.
Dica la verità, se tornasse indietro parteciperebbe così attivamente alla formazione della terza lista?
“Indietro, come si sa, non è possibile tornare. Pertanto, l’unica possibilità di recuperare i gravi errori commessi, credo da parte di tutti noi, sia quella di guardare avanti, tornando a lavorare insieme per costruire una valida alternativa di centrosinistra all’attuale amministrazione il prima possibile. I danni provocati all’economia del nostro comune – prosegue Mauro Natalini - sono commisurati al tempo di permanenza di questo sindaco e della sua maggioranza”.
Quindi pensa che non sia stata colpa di Progresso e libertà se il centrosinistra ha perso a Montenero?
“Ripeto. Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, ma serve a poco se gli altri non faranno lo stesso. Così non si riparte, non si va da nessuna parte. Questa comunità ha bisogno di chi decide e sceglie in base alle esigenze di Montenero e non della provincia d’Isernia”.
Manca pochissimo alle provinciali, nelle quali lei è stato uno degli eletti monteneresi nelle passate consultazioni. Alla luce del modificato scacchiere politico locale, pensa che stavolta il paese manderà qualcuno a Campobasso?
“Sono convinto di sì. Le elezioni provinciali saranno la prima occasione di rivincita del centrosinistra. Il nostro partito lavorerà con spirito unitario a questo obiettivo”.
Appunto, il suo partito: Sinistra ecologia e libertà candiderà qualcuno?
“L’obiettivo prioritario non è portare un voto in più al nostro partito – conclude Natalini -, ma rendere possibile un’alternativa al fallimentare governo del Comune. Per tale motivazione siamo pronti a ospitare candidature esterne, che possano contribuire a raggiungere questo traguardo”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 aprile 2011

Nella foto Mauro Natalini

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Fioccano le congetture dopo la sorpresa riservata da Adriano Potalivo

Si astiene, cambio di casacca vicino

Lo storico esponente di sinistra, contrariamente
alla prassi, non ha votato contro il bilancio di previsione

MONTENERO DI BISACCIA. Quand’era consigliere di minoranza Teresio Di Pietro definiva il voto di astensione “un’apertura di credito”. Una prova di fiducia che in circoscritti casi chi era all’opposizione concedeva ai propri avversari politici. Meno che mai, però, quando si trattava di votare il bilancio. Ossia il più politico degli atti prodotti da un’amministrazione comunale, con cui si definisce la linea da seguire per il futuro, immediato ed a lungo termine.
Sorprende pertanto che Adriano Potalivo si sia astenuto nel Consiglio comunale di fine marzo, dove si è votato appunto il bilancio di previsione e il piano delle opere pubbliche. Ciò anche alla luce del suo voto nettamente contrario espresso sullo stesso argomento in altre occasioni.
Tra l’altro, pare che nelle segrete stanze del municipio si sapesse già alcune ore prima della votazione a sorpresa di Potalivo.
Ne consegue che il gesto ha dato immediatamente adito a un’unica congettura: sta per passare in maggioranza? Diversamente diventa difficile comprendere il perché di quell’astensione, specie da uno che la tessera di partito in tasca l’ha sempre avuta, nell’ordine: Pci, Pds, Ds, Pd. Ancor più da chi siede ininterrottamente in Consiglio comunale dal 1990, sempre nelle file della sinistra, orgoglioso di definirsi “compagno”. E da sempre d’ascaniano, forse da prima che esistesse la linea di pensiero riconducibile al leader politico montenerese e presidente della Provincia uscente, Nicola D’Ascanio.
Ma se davvero Potalivo sta meditando il primo salto di schieramento della sua carriera, quale convenienza avrebbe il sindaco Nicola Travaglini ad accoglierlo? La maggioranza del primo cittadino finora non ha mostrato crepe, i numeri per amministrare ci sono più che abbondantemente. Allora perché? Per rispondere occorrerebbe la sfera di cristallo, oppure bisogna come sempre fiutare le indiscrezioni di piazza. E queste ultime vogliono che la maggioranza di Travaglini sia ancora alle prese con l’ombra dell’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo. Questi, in pratica, avrebbe ancora ascendente su qualche consigliere comunale, al punto da dare la sua benedizione anche a una candidatura alle provinciali per uno dei suoi. Una sorta di cavallo di troia dentro l’amministrazione, la quale però starebbe correndo ai ripari, cercando di isolare il o i consiglieri troppo “d’ascenziani”. Uno scenario del genere potrebbe giustificare l’accoglimento di Potalivo in maggioranza, della serie: se i miei mi danno problemi, mi cerco altrove il sostegno.
Fin qui le ipotesi, al futuro non troppo lontano l’ardua sentenza. Al presente invece la conferma di quanto anticipato da tempo su queste colonne: i gruppi consiliari di minoranza finalmente sono diventati cinque. Uno per ogni consigliere, un record – di divisione - assoluto. Travaglini sentitamente ringrazia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 aprile 2011

Nella foto Adriano Potalivo durante il suo voto di astensione per il bilancio

Sullo stesso tema:
Travaglini vara il suo primo bilancio (02/04/2011)
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L’esponente dell’Idv interviene dopo l’ultimo Consiglio

Bilancio, Di Pietro jr annuncia: “Porteremo la gente in piazza”

MONTENERO DI BISACCIA. Un bilancio che non reggerà alla prova dei fatti e soprattutto dei numeri. Ne è convinto Cristiano Di Pietro, che in una nota esprime le sue perplessità sullo strumento finanziario approvato dall’amministrazione comunale il 31 marzo. Incongruenze sulle entrate previste per i permessi a costruire, i contenziosi dell’ente, introiti per opere a lungo termine nell’ordine di milioni di euro che non si sa da dove arriveranno; ma anche “capire cosa intendano fare della zona a mare” e quali le azioni volte a “tutela dell’ambiente con una previsione di sviluppo così sconclusionata”.
Poi gli argomenti che ultimamente più stanno a cuore all’Italia dei valori e sui quali non si escludono in futuro referendum cittadini: il palaghiaccio e il polo scolastico. Di Pietro jr chiede dove e come saranno reperiti i cospicui fondi necessari. “Vogliamo vedere le carte” scrive l’esponente Idv, che lancia anche un monito: “Vendere le scuole sarebbe un’operazione scellerata, fatta ai danni della storia del nostro paese. Le scuole sono il simbolo della nostra comunità e se questa è l’intenzione del sindaco noi mobiliteremo tutta la cittadinanza per impedirlo”. Il riferimento è alla possibilità, valutata dalla maggioranza del sindaco Nicola Travaglini, di vendere alcuni edifici comunali per finanziare la costruzione del nuovo polo che dovrebbe inglobare tutte le scuole dell’obbligo.
Ne consegue, secondo Cristiano Di Pietro, che “è necessario istituire al più presto le norme attuative per il referendum comunale, che abbiamo già presentato, e far decidere ai monteneresi della bontà di questo progetto”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 aprile 2011

Sullo stesso tema:
Travaglini vara il suo primo bilancio (02/04/2011)
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Nel programma triennale ci sono grandi opere in cantiere. Dalla minoranza: "E' un libro dei sogni"

Travaglini vara il suo primo bilancio

L'opposizione si divide e si astiene anche Potalivo: preambolo a un cambio di casacca?

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Chi non rinuncia all’istinto di trascinatore di piazza, chi avvia manovre di salto della quaglia, chi infine approva il suo primo bilancio. Si è tenuto la sera di ieri l’altro il Consiglio comunale, il cui principale argomento è stato il varo dello strumento finanziario. Aperta la seduta dal presidente Domenico Porfido, al terzo odg sono stati discussi il bilancio preventivo 2011 e il piano triennale delle opere pubbliche.
Al consigliere delegato Donato Benedetto il compito di spiegare come si è arrivati a stendere la finanziaria comunale, la prima predisposta interamente dalla nuova amministrazione. Nonostante i tagli effettuati da Stato e Regione, il Comune è riuscito a mantenere i servizi essenziali a livelli eccellenti senza aumentare le tariffe. Questa la convinzione di Benedetto, che ha riassunto le linee guida del bilancio, ancora una volta rispettoso del Patto di stabilità.
La parola è poi passata all’assessore Angelo Magagnato, che ha indicato come l’amministrazione intende spendere nei prossimi anni e come reperire i cospicui fondi. Due i piani: annuale e triennale. A breve termine sono previsti messa in sicurezza di diversi edifici (scuole Elementari, mercato coperto), interventi sulla pubblica illuminazione, isola ecologica e altro. Nel programma triennale figurano invece opere più corpose, come costruzione del polo scolastico in via Gramsci, urbanizzazione alla marina, strada di collegamento zone artigianale e commerciale ecc. In chiusura l’assessore ha confermato che la maggioranza intende valutare la realizzazione di un palaghiaccio, argomento già nelle settimane passate al centro di polemiche. Le quali, come prevedibile, si sono ripetute nel Consiglio di ieri l’altro. Per le opposizioni ha parlato per primo Cristiano Di Pietro. L’esponente Idv ha elencato una serie di criticità del bilancio. Ha chiesto dove la maggioranza troverà i fondi per tutte quelle opere, riservando l’affondo finale al palaghiaccio e al nuovo polo scolastico: “fate decidere alla gente con un referendum”. Altrimenti, la chiosa, portiamo noi dipietristi la gente in piazza.
Subito dopo Giuseppe Chiappini ha annunciato un intervento breve, non si sa con quanta ironia, visto che si è dilungato secondo il suo stile (qualche consigliere ha persino abbassato la testa sul banco). Chiappini non ha voluto bollare il piano delle opere come un libro dei sogni, ammonendo però che il tempo dimostrerà se è realizzabile o meno.
Più duro il punto di vista di Michele Borgia, secondo il quale si privilegiano gli interessi privati a scapito di quelli collettivi. Da qui l’invito a un confronto con la cittadinanza, anche per evitare che siano derise iniziative come il palaghiaccio. Sulla stessa linea il quarto intervento delle opposizioni, quello di Margherita Rosati, secondo cui nella relazione di “programmatico c’è ben poco”.
Infine è arrivata la replica, punto per punto, del sindaco Nicola Travaglini. Il primo cittadino ha ricordato che l’assessore Magagnato, poco prima, aveva spiegato come ottenere i fondi per le opere previste (project financing, leasing, vendita di immobili comunali). Il palaghiaccio e il polo scolastico rientrano in un piano di “idee ragionate”, che comportano studi di fattibilità. Opere che pertanto non si devono fare per forza, ma solo dopo che ne siano state dimostrate utilità e realizzabilità. Una replica dettagliata quella di Travaglini, che ha spaziato dalla Polizia municipale allo sviluppo costiero.
Infine il voto, con sorpresa. Hanno votato contro Borgia, Rosati e Di Pietro, mentre si sono astenuti Chiappini e Adriano Potalivo. Non passa inosservato il nuovo atteggiamento di quest’ultimo: improvvisamente ammorbidito e proprio su un argomento importante come il bilancio. Saranno vere le voci di popolo che vogliono Potalivo avvicinarsi alla maggioranza di Travaglini?

Il Quotidiano del Molise 2 aprile 2011

Nella foto il momento dell'astensione di Potalivo, al centro con la maglia rossa

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Soddisfatto Riccioni: "E' andata come volevano i cittadini"

Centrale a biomasse, stop dal Consiglio di Stato

MAFALDA. “Una grande soddisfazione, perché finalmente si è conclusa questa vicenda nel migliore dei modi, come ritenevamo io e la maggioranza dei mafaldesi, che si era chiaramente espressa anche con il voto”. Così il sindaco Egidio Riccioni all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che mette la parola fine all’affaire centrale a biomasse. Il responso del massimo organo di giustizia amministrativa è arrivato il 31 marzo ed ha confermato in pieno quanto già sancito dal Tar un anno fa. Accolte quindi le istanze presentate dagli avvocati Pino Ruta e Margherita Zezza per conto del Codacons e di un privato cittadino.
A rendere nulla l’autorizzazione a suo tempo ottenuta, è stata l’assenza di un’adeguata istruttoria da parte della Regione Molise. In particolare mancava una Valutazione d’impatto ambientale, ritenuta necessaria dalla commissione tecnica di verifica costituita presso il ministero, cui il giudice aveva demandato il relativo accertamento. Pertanto l’impianto per la produzione di energia con l’incenerimento di scarti di agricoltura non ci sarà alla zona artigianale di Mafalda.
Una vicenda iniziata nell’autunno 2008, voluta dalla precedente amministrazione comunale e che divise profondamente il paese. La centrale a biomasse era fonte di inquinamento per una parte, portatrice di un vero sviluppo industriale per l’altra. Diventò argomento decisivo nella campagna elettorale per le comunali nell’estate successiva, quando a vincere era Riccioni, contrario al progetto. Ora gli ha dato ragione anche il Consiglio di Stato.
Rimane ancora aperta, invece, la causa intentata dalla ditta costruttrice, che ha citato per danni i consiglieri di maggioranza in carica, chiedendo loro ben 40 milioni di euro. In proposito Riccioni si dice fiducioso e pensa che anche in questo caso avrà ragione: se ci fossero responsabilità, la sua tesi, “sono di chi c’era prima di noi ed ha rilasciato le autorizzazioni in modo difforme dalle disposizioni previste”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 aprile 2011

Nella foto il sindaco di Mafalda Egidio Riccioni

Sullo stesso tema:
Speciale affaire biomasse a Mafalda


 


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