In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI OTTOBRE 2009

Il nuovo lavoro sarà presentato stasera in un locale di Bologna

Ramesh, il film di Benedetto

Il cortometraggio è disponibile anche su internet
 

MONTENERO DI BISACCIA. Stavolta Antonio Benedetto è andato addirittura in India per girare il suo nuovo cortometraggio. Si intitola “Ramesh” l’ultima creazione cinematografica sceneggiata e diretta dal 38enne di origine montenerese. Dipendente di banca tutti i giorni, regista e scrittore per diletto, Benedetto presenterà stasera il suo nuovo corto in un locale di Bologna, città dove vive e alla quale è molto affezionato. La storia è tutta incentrata intorno a un bambino, Ramesh, ed al flauto, il cui suono fa da tappeto sonoro per tutti i 19 minuti assieme alle voci, ai rumori della giungla ed ai versi degli animali. Le scene sono state infatti girate nei pressi delle case famiglia di Helen e Lakshmi a Vellanad, in India. I quindici bambini accolti nella struttura, dove opera la volontaria occidentale Michela, studiano lo strumento a fiato che tanto attrae anche il protagonista Ramesh. Questi ogni giorno porta il latte di capra appena munto alla casa famiglia e si ferma a guardare i piccoli suonare, finché non resiste alla tentazione e ruba uno dei flauti. La storia ha un lieto fine e per conoscerla, nonché per ammirare le scenografie naturali e l’estro cinematografico di Antonio Benedetto, il video è disponibile su internet, all’indirizzo: www.celestissima.org/ramesh
A differenza degli altri corti dello stesso autore, “Ramesh” è girato quasi tutto in esterno, sostituendo la tipica ambientazione metropolitana con una storia decisamente più impegnata sul piano sociale. L’iniziativa mira alla raccolta di fondi per l’associazione bolognese “Namastè – onore a te”, che si occupa di adozioni a distanza in India. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 ottobre 2009

 

 

Lo dichiara Mauro Natalini

"Montenero viva ha finalità elettorali"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Mauro Natalini non è tipo che lascia a metà i dibattiti a mezzo stampa. Così, dopo la richiesta di adesione al comitato “Montenero viva”, con successiva replica nella quale si subordinava l’accettazione alla revoca della delibera al centro della crisi amministrativa, arriva la prevedibile controreplica del consigliere comunale e regionale.
“Caro compagno Marco Delle Monache (presidente di “Montenero viva” ed ex consigliere comunale con i Ds n.d.r.), non credo vi sia nulla di insolito e ambiguo nel dichiarare pubblicamente l’intenzione di voler aderire ad una associazione, cosa che obbedisce alle regole di chiarezza e trasparenza (…). Ma la mia decisione di palesare pubblicamente la mia intenzione nasceva da alcuni dubbi sulla reale finalità del comitato o associazione, dichiarata ‘in difesa del territorio e delle potenzialità del turismo’. Dubbi che con la tua risposta – continua Natalini -, sono svaniti facendo apparire la reale strumentalità della funzione di tale comitato: uno strumento, cioè, che ha solo finalità elettoralistiche in vista delle prossime elezioni comunali attraverso cui il regista D’Ascanio deve far passare il ‘suo’ uomo come candidato sindaco. Uomo che, a questo punto, ha anche un nome e cognome e, non a caso, è stato ‘nominato’ presidente del sedicente comitato. D'altronde – e qui inizia l’affondo - mi pareva strana questa forte sensibilità in difesa del territorio e del turismo da parte di chi fu fautore e tramite per la realizzazione di una centrale turbogas nel territorio di Montenero in zona Padula, cosa risaputa da tutti i cittadini e provata da documenti ed iniziative ufficiali. Oggi, chi proponeva e sosteneva la realizzazione di una centrale da 800 mw (questa sì una iniziativa di speculazione economica dannosa per il territorio ed il turismo), non può risultare credibile alla guida di comitati come quello proposto. Eppure la tardiva ‘redenzione’ è stata accolta, da chi non ha mai avuto tentennamenti sulla contrarietà alla centrale, senza neanche ‘pretendere scuse pubbliche’ in nome dell’interesse primario dell’unità del centrosinistra. Respingo ancora una volta la tesi falsa che l’edilizia convenzionata sia una speculazione e ribadisco, anzi, il contrario e cioè che essa nasce proprio contro le speculazioni del libero mercato. In chiusura, voglio porre alcune domande al presidente Marco Delle Monache. Ti ritieni veramente apartitico al punto da ricoprire la carica di presidente di un comitato che si dichiara tale?  Il comitato o associazione possiede uno statuto, e, in caso positivo, in base a quale articolo si rifiuta la mia adesione? E’ possibile rendere pubblico su qualche sito lo statuto, l’atto costitutivo, l’elenco degli oltre 200 iscritti, nonché il verbale di elezione del presidente? C’è un vice-presidente, e chi è? Infine, si può rendere pubblico il verbale della riunione dell’organismo che ha respinto la mia iscrizione con l’elenco delle persone che vi hanno preso parte?”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 ottobre 2009

Sullo stesso tema:
Montenero viva replica a Mauro Natalini (28/10/2009)
Natalini: voglio aderire a Montenero viva (24/10/2009)
Nasce Montenero viva (18/10/2009)
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)
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"Sei ben accetto se revochi la tua delibera"

Montenero viva replica a Mauro Natalini
 

MONTENERO DI BISACCIA. Solo qualche giorno fa, su tutti i giornali, la richiesta di adesione al neonato comitato “Montenero viva” da parte di Mauro Natalini. La replica degli interessati non si è fatta attendere e nel comunicato spiegano anche qual è la condizione affinché la domanda sia accettata. “Riguardo la richiesta avanzata dal sig. Mauro Natalini di aderire al comitato ‘Montenero Viva’ occorre innanzitutto ricordare al consigliere comunale e regionale che risulta essere quanto mai insolito e ambiguo da parte sua farla pervenire solo ed esclusivamente a mezzo stampa. Probabilmente ne comprendiamo le ragioni, dovute ai numerosi impegni che lo tengono occupato in Consiglio regionale e che gli hanno impedito a tutt’oggi di presentare formale domanda. Il nostro comitato, ci preme ricordare, è nato per la difesa e la salvaguardia del territorio nonché contro l’operazione di speculazione edilizia che sta interessando il comune di Montenero nella zona a mare e che il signor Natalini stesso ha reso possibile con il proprio voto favorevole durante l’ultimo Consiglio comunale. Ma per i ravvedimenti c’è sempre tempo e c’è sempre spazio, pertanto saremo ben lieti di accogliere la sua richiesta di adesione, solo se accompagnata dalla revoca della delibera che ci consentirà così di conservare e di tutelare il nostro territorio da questa operazione di cementificazione selvaggia”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 ottobre 2009

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La competizione fra i candidati regionali diventa un test per le fazioni di maggioranza in lotta

Primarie, vince il Partito democratico "ufficiale"
Soddisfatto il coordinatore cittadino Chiappini
 

MONTENERO DI BISACCIA. Anche nel centro bassomolisano è stata buona l’affluenza alle primarie del Partito democratico. 580, questo il numero di persone che, due euro alla mano, hanno voluto partecipare alla scelta dei segretari nazionale e regionale. Ma a livello locale il dato che conta è soprattutto l’espressione di voto per i candidati alla dirigenza regionale. Netta la vittoria di Danilo Leva, che ha ottenuto 339 preferenze, contro le 166 di Domenico De Angelis e le 44 di Michele Pietraroia. A primeggiare, pertanto, è stata la componente ufficiale del Pd montenerese, quella che fa capo al coordinatore Giuseppe Chiappini e che è rimasta accanto al sindaco a partire dalla crisi amministrativa iniziata un mese fa, con la nota vicenda dell’edilizia convenzionata alla marina. L’appoggio a Leva è stato rimarcato anche nell’incontro al quale ha partecipato il deputato Piero Fassino. De Angelis, invece, ha pubblicamente preso posizione contro le nuove costruzioni alla marina in un incontro organizzato dall’Italia dei valori, al quale ha partecipato anche il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio. Per questo la competizione tra i due aspiranti segretari regionali, a Montenero, è diventata la cartina al tornasole per misurare le forze delle due fazioni di maggioranza attualmente in lotta tra loro. Per il momento ha vinto il Pd ufficiale a Montenero, in occasione delle comunali di marzo si vedrà.
L’affluenza di domenica supera sensibilmente quella registrata nell’ottobre di due anni fa, quando furono 405 i monteneresi che parteciparono alle primarie dell’appena nato Partito democratico. “Sono più che soddisfatto – il commento del coordinatore Chiappini a urne appena scrutinate –, stiamo lavorando alla costruzione di un partito e continueremo a farlo nella regione e nel nostro comune”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 ottobre 2009

Nella foto Giuseppe Chiappini

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Tour de force per i soccorsi

Vento e pioggia battente paralizzano la città: allagati box e scantinati
 

 

MONTENERO DI BISACCIA. Ingenti i danni causati dalla pioggia di proporzioni bibliche che per quasi tutta la giornata di ieri si è abbattuta sul centro bassomolisano. Autentico tour de force per Carabinieri, Vigili urbani e pompieri, chiamati qua e là per intervenire e prestare soccorso.  A una palazzina a tre piani in via Turati, nei pressi dello stadio, si sono allagati i garage e gli scantinati, circa 250mila i litri di acqua che i Vigili del fuoco hanno dovuto pompare per liberare i locali. Una pompa dell’impianto fognario andata in tilt la probabile causa. La provinciale Mare-Collina, invece, si è allagata ancora una volta nei pressi dello svincolo con la strada Chiatalonga. Due auto sono rimaste bloccate nell’acqua che ha raggiunto i 30 cm di altezza e sono dovuti intervenire i Carabinieri della locale stazione a fermare il traffico e impedire che altri finissero nell’enorme pozzanghera che ha chiuso la via per San Salvo e Autostrada. Ancora una volta quella che dovrebbe essere la principale strada di entrata e uscita dal paese non ha retto alla forza delle piogge.
Ma la conta dei danni a Montenero non finisce qui. Un ammasso di terra, franata dalla sovrastante scarpata, ha interdetto il transito sulla Provinciale 163, nel tratto che costeggia l’abitato e che è chiamato comunemente “sotto la valle”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 ottobre 2009

Nelle foto: a sin. la Mare-Collina allagata con un'auto soccorsa dal carro attrezzi, a destra i Vigili del fuoco cominciano a pompare l'acqua dai garage allagati di una palazzina


 

La nuova piazza: pietre tutte uguali
Calgione: "Verificare le lastre di basalto"
 

MONTENERO DI BISACCIA. “I cittadini chiedono, e ne hanno diritto, di vedere realizzato quanto esposto in progetto”. Torna all’attacco del sindaco e dell’amministrazione comunale Giuseppe Calgione. Lo fa in qualità di presidente dell’associazione Bisaccium culturale e prendendo di mira i lavori in corso alla piazza Giovanni XXIII, in pieno centro, dirimpetto alla chiesa madre di san Matteo e al municipio. Attraverso un documento regolarmente protocollato, Calgione mette sull’avviso l’amministrazione sul fatto che non ci sarà “la variazione cromatica prevista”. Questo perché le lastre di basalto scuro, destinate alle fasce laterali della piazza, avrebbero una tonalità molto simile a quelle che saranno usate per pavimentare anche il “rettangolo centrale scompartito”. A conferma di ciò, spiega il presidente della Bisaccium, si possono osservare “i campioni dei materiali lapidei esposti presso il Comune”. In sostanza, a fine lavori potrebbero non distinguersi le varie zone della piazza, in particolare quella perimetrale con quella centrale suddivisa in scomparti, poiché le pietre saranno di colore simile. Il che, a giudizio di Calgione, non rispecchia quanto previsto nel progetto. Da qui l’idea di chiedere all’amministrazione di “effettuare i dovuti accertamenti e prove in loco prima di procedere alla definitiva pavimentazione”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 ottobre 2009

Nella foto i lavori in corso in piazza Giovanni XXIII


 

Il consigliere comunale plaude all'iniziativa

Mauro Natalini vuole aderire al comitato "Montenero viva"
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Ho appreso con piacere della costituzione di una associazione per la difesa del territorio e dell’ambiente denominata ‘Montenero viva”. A dirlo il consigliere comunale e regionale Mauro Natalini, che plaude all’iniziativa. La quale ha già ricevuto pubblicamente il placet dall’Italia dei valori, partito con cui l’esponente di Sinistra e libertà, al pari di altri sette consiglieri comunali di maggioranza, è però in rotta totale dopo la nota vicenda dell’edilizia convenzionata alla marina. Natalini intende tuttavia spiegare le sue ragioni. “Ritengo, senza presunzione, di essermi sempre speso per la difesa del territorio e dell’ambiente. A conferma di ciò, mi permetto di richiamare alcune occasioni di significativo impegno per il territorio di Montenero, tralasciando tantissime altre in ambito nazionale o regionale: quella contro la centrale turbogas, a suo tempo prevista nel nostro territorio, quella in favore della realizzazione del parco di Bisaccia, poi in parte concretizzatosi nell’area dei ‘calanchi’ e, infine, quella in favore di una gestione dei rifiuti in maniera differenziata, anch’essa con buoni risultati. Ciò, chiaramente, è stato possibile grazie anche ad altre stimate persone, impegnate come e più di me. Tornando all’associazione ‘Montenero viva’, ho appreso dai giornali che è aperta a tutti, in quanto apartitica e priva di riferimenti ideologici, e che la carica di presidente è ricoperta da Marco delle Monache, amico e compagno di tante lotte, nonché collega assessore in una fase importante della vita di Montenero, per cui ho ritenuto utile palesare pubblicamente la mia intenzione di iscrivermi alla detta associazione e di impegnarmi attivamente per il raggiungimento delle sue finalità”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 ottobre 2009

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Atteso il memorial "Ortolano"

Week end con judo e ju-jitsu al palasport
 

MONTENERO DI BISACCIA. Un fine settimana dedicato alle arti marziali quello che si appresta a vivere il centro bassomolisano. Due, infatti, gli eventi di rilevanza nazionale che avranno come teatro il palazzetto dello sport. Si inizia oggi pomeriggio alle 15.00, con il 7° Trofeo memorial “Luciano Ortolano”. La gara di judo, organizzata dalla Libertas Kodokan di Montenero, è intitolata a un atleta prematuramente scomparso e vedrà fronteggiarsi le varie categorie suddivise in fasce d’età: pre-agonisti (5-11 anni), agonisti esordienti (12-14). A coordinare l’evento il maestro Giuseppe Bracone, un’icona delle arti marziali molisane, che si avvarrà della collaborazione di un suo “vecchio” allievo, Claudio D’Ascenzo.
Si ricomincerà domani mattina, quando il palasport montenerese ospiterà di nuovo la finale nazionale di Coppa Italia ju-jitsu. Un evento che la presidente della Libertas Molise Maria Vincenzo definisce “ancor più spettacolare perché si sfideranno tutte le società d’Italia, e sarà il banco di prova della Nazionale italiana ju-jitsu”. Sul tatami, lo speciale materasso che funge da ring nelle gare di arti marziali, si sfideranno tutte le categorie agoniste, secondo il criterio “duo games”, riservato alle classi: ragazzi, esordienti, speranze, juniores e seniores; ed il criterio “fighting system” che, come da regolamento internazionale, vedrà gareggiare: esordienti, speranze, juniores e seniores. Infine sarà assegnato anche il Trofeo giovanissimi. “Sarà durissima la scelta per l’allenatore della Nazionale italiana Valeriano Casagrande e del suo staff – spiega la presidente Di Vincenzo - che dovranno selezionare la rosa per le prossime gare internazionali, europei e mondiali”. La finale di Coppa sarà coordinata direttamente dal presidente dell’Associazione italiana Ju-Jitsu Dario Quenza, con lo staff nazionale appositamente convocato e la supervisione del vice presidente Aijj Alfredo Pellecchia. Inoltre, saranno presenti responsabili e supervisori della Federazione italiana Judo Lotta Karate ed Arti marziali. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 ottobre 2009


 

Piero Fassino a Montenero per le primarie fa qualche considerazione sulla politica locale

"Pari dignità con l'Idv"

L'onorevole del Pd ammette: "Bisogna capire se è possibile l'accordo"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Piero Fassino sulle beghe locali del centrosinistra non interviene, soprattutto perché così vuole il coordinatore cittadino del Pd Giuseppe Chiappini. Eppure, qualcosa ci scappa lo stesso, specie quando dal pubblico il consigliere comunale Gino Zappitelli fa una domanda scomoda: “Come dobbiamo comportarci con Di Pietro?”. Accade nell’incontro di mercoledì sera, dove l’esponente nazionale del Partito democratico invita il consistente, ma non eccezionalmente numeroso pubblico, a votare e far votare Franceschini alle primarie di domenica. E parla anche di politica in generale. Fassino non esclude un eventuale accordo con l’Udc, ma per gli enti locali specifica che “le alleanze vanno costruire realtà per realtà”, senza dimenticare la linea generale di “consolidare le forze di centrosinistra”. Scendendo più nel dettaglio l’ultimo segretario Ds ammette: “So che il rapporto con Di Pietro è più difficile qui, perché ha un consenso elettorale grande, che lo porta a cercare di affermare il suo ruolo di più che nel resto del paese, ed è normale”. Bisogna però vedere quali sono “le proposte che ha il Partito democratico, la politica che è in grado di mettere in campo, capire se è possibile fare un accordo, e allora se è sì lo si fa, e se è no si vede”. Anche il deputato Pd, pertanto, mette nel conto che il suo partito e quello dipietrista alle prossime comunali possano marciare l’uno contro l’altro. “Non credo che si debba avere né un atteggiamento subalterno né di pregiudizio – afferma Fassino tornando al rapporto con l’Idv -. Dobbiamo fare i conti con le forze politiche con cui ci vogliamo alleare, discutiamo, ragioniamo sulla base di un piano di pari dignità, facendo valere le nostre opinioni e chiedendo loro lo stesso ascolto che diamo alle opinioni dei nostri alleati”.
Intanto, però, Pd e Idv a Montenero sono ai ferri corti e nulla sembra far presagire che possa esserci una riappacificazione. Dopo il disaccordo sulle costruzioni in edilizia convenzionata alla marina, infatti, è stato un susseguirsi di attacchi reciproci, che perdurano già da un mese. E, se dovessero esserci due liste separate alle comunali di marzo, neanche Fassino si scandalizzerebbe. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 ottobre 2009

Sullo stesso tema:
Video dell'intervento di Piero Fassino a Montenero di Bisaccia
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Mafalda. Ieri l’udienza presso il Tribunale Amministrativo che ha rinviato la decisione a gennaio

Biomasse: ‘un punto’ per i contrari

Soddisfatti gli avvocati: occorre la valutazione dell’impatto ambientale

MAFALDA. Un punto a favore dei contrari alla centrale biomasse. E’ quanto sembra emergere dalla discussione, avvenuta ieri presso il Tar, del ricorso presentato dal Codacons e da un cittadino mafaldese. Argomento del contendere la centrale elettrica alimentata da vinacce e scarti di agricoltura che una ditta privata, la Dafin di Chieti, vorrebbe insediare al posto della Smi-Marrollo prefabbricati. L’elemento importante, sottolineano gli avvocati della parte ricorrente Margherita Zezza e Pino Ruta, è che il Tribunale amministrativo ha decretato la necessità della Valutazione di impatto ambientale perché l’impianto abbia il via libera. A sancirlo il ministero dell’Ambiente, interpellato dal Tar dopo la precedente udienza di aprile, quando non era concessa la sospensiva, ma si chiedeva ulteriore documentazione per esprimere un parere. La decisione definitiva dovrebbe arrivare il prossimo 27 gennaio, data nella quale è stata fissata la prossima udienza. Nel frattempo gli avvocati Zezza e Ruta sono fiduciosi per un esito favorevole ai loro assistiti, poiché la necessità della Valutazione di impatto significherebbe che l’iter finora seguito dalla Dafin, vale a dire l’autorizzazione unica della Regione, è nullo. Bisognerebbe ripartire in sostanza da zero, fornendo al ministero tutta la documentazione richiesta e attendere l’iter procedurale per ottenere la Via, notoriamente più complessa.
L’affaire biomasse tiene banco a Mafalda da oltre un anno ed è diventato nella scorsa primavera anche argomento principe della campagna elettorale per le comunali. La lista dell’ex sindaco Nicola Valentini, ideatore e sostenitore del progetto fino all’ultimo, anche per questo è uscita sonoramente sconfitta. I contrari sono preoccupati per i danni che l’impianto potrebbe arrecare alla salute, soprattutto in considerazione dell’elevata potenza (12 mw), che richiederebbe ogni giorno qualche centinaio di tonnellate di materia prima. La paura è che non bastando le vinacce, potrebbe finirvi ogni sorta di rifiuti. Inoltre, l’insediamento della biomasse al posto della Marrollo non garantirebbe il reintegro di tutti i lavoratori attualmente impiegati nello stabilimento di prefabbricati. Il quale, tuttavia, sembra intenzionato ugualmente a chiudere e per questo è in corso un braccio di ferro con le organizzazioni sindacali. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 ottobre 2009

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L'affaire biomasse a Mafalda, tutti gli articoli


 

Atteso per stasera l'onorevole del Pd, ma in Comune il suo partito è in rotta con l'Idv

Piero Fassino accolto nel caos

La confusione padrona assoluta nell'agone politico locale dopo le varie crisi
 

MONTENERO DI BISACCIA. Piero Fassino prenderà una posizione riguardo alla crisi amministrativa? Occhi puntati sull’esponente di spicco del Partito democratico, che interverrà stasera alle 20.30 nella sala polivalente in occasione delle primarie. E tutti si chiedono se tratterà anche il trambusto che da quasi un mese ha sconvolto la maggioranza di centrosinistra, dove l’Italia dei valori è schierata anche contro il partito di Fassino.
Intanto il coordinatore cittadino del Pd, Giuseppe Chiappini, ha ribadito in conferenza stampa la disponibilità verso un’alleanza con altre forze in vista delle comunali di marzo. Un appuntamento nel quale, salvo un’improbabile ma non impossibile ricucitura, il centrosinistra potrebbe presentarsi con due liste: quella dell’Idv sostenuta anche dal presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, e quella composta dai consiglieri, Pd e non, rimasti col sindaco, magari in una lista civica allargata. Ma verso chi? Probabilmente non nella direzione dell’Udc, se questa fa ancora capo a Teresio Di Pietro. L’ex segretario regionale del partito di Casini, infatti, era presente all’incontro organizzato dall’Idv e da D’Ascanio. Inoltre, resta da chiarire quale ruolo ha avuto nel tentativo andato a vuoto di far cadere l’amministrazione con le dimissioni di massa davanti al notaio. Secondo indiscrezioni fondate avrebbe voluto che anche la minoranza firmasse, la quale però ha preferito non farlo per aspettare la naturale scadenza del mandato. Di più, Teresio Di Pietro si è incontrato con Giuseppe Caterina, coordinatore regionale dell’Idv, presso la sede montenerese del partito. E’ accaduto poco dopo le 16.00 del 25 settembre. Solo qualche ora prima del Consiglio blitz col quale sono state approvate le costruzioni alla marina che hanno innescato la crisi di maggioranza.
Resta da chiarire, poi, se le assenze dell’ex assessore Adriano Potalivo negli ultimi appuntamenti siano “sospette”. E’ mancato sia alla conferenza stampa indetta da Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, sia all’incontro di domenica. Ufficialmente per motivi di salute, ma proprio domenica mattina è stato visto davanti a un bar del centro. Si è ammalato improvvisamente nel pomeriggio, oppure inizia a prendere le distanze dai consiglieri Idv dissidenti?
Ma, tornando all’altro fronte, quello della parte di maggioranza rimasta col sindaco, con chi potrà esserci l’alleanza pur di non consegnare il Comune nelle mani di D’Ascanio e Di Pietro jr? Anche con la minoranza o con parti di essa? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 ottobre 2009

Sullo stesso tema:
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)
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La replica del segretario dell'Idv

Simona Contucci risponde alle accuse del Pd
 

MONTENERO DI BISACCIA. “È scorretto far passare il partito dell'Italia dei Valori per quello che non è”. Non tarda la replica alle dichiarazioni del coordinatore Pd Chiappini, che accusava i dipietristi di aver impropriamente usato i simboli di partito nell’incontro di domenica sul turismo. “Noi abbiamo parlato alla gente – scrive in una nota il segretario Idv Simona Contucci -, abbiamo chiesto come percepisce l'argomento dell'edilizia convenzionata, dal momento che sono i monteneresi i veri protagonisti di questa vicenda. Se ci sono delle beghe all'interno del Pd, vanno risolte nelle sedi opportune e non possono diventare un mezzo per ingenerare confusione. Nel corso di queste settimane si sono alternate numerose conferenze stampa, tutte con un unico obiettivo: attaccare l'Italia dei valori. Nessuna considerazione su quello che invece sta accadendo alla Marina di Montenero: speculazioni, aumenti di cubatura, oneri di urbanizzazione caricati sulle spalle dei contribuenti”.
La Contucci spiega che durante l’incontro “abbiamo voluto condividere il più possibile con i cittadini, con esperti e anche con esponenti del Pd e dell'Idv insieme, fossero essi amministratori o dirigenti di partito, le sorti del nostro comune, lo abbiamo fatto in particolar modo nei riguardi di un'operazione che rischia di compromettere in via definitiva lo sviluppo di Montenero”. Da qui l’invito a “un confronto leale, che si basi sulla programmazione, sulle prospettive e sulle potenzialità di questo paese e non su fantomatiche usurpazioni di ruoli o titoli, di bandiere o vessilli”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 ottobre 2009

Nella foto Simona Contucci

Sullo stesso tema:
L'Idv usurpa il nostro simbolo (20/10/2009)
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)
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Incontro con i cittadini nella sala polivalente

Ecco il turismo secondo l'Idv
Un giovane contesta i presenti
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Il turismo che i cittadini si aspettano”, questo il titolo dell’incontro organizzato dall’Italia dei valori e che si è tenuto domenica sera nella sala polivalente. Sono intervenuti diversi esponenti locali di partito, nonché il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e il prof. Antonio Minguzzi, che insegna Scienze del turismo all’Università del Molise. Un convegno che si riallaccia molto da vicino alla crisi amministrativa e al progetto di edilizia convenzionata al centro della spaccatura di maggioranza. L’Idv, infatti, è contraria ed ha voluto esporre la sua visione di sviluppo turistico. Nella sua introduzione la presidente del Circolo Simona Contucci ha annunciato la nascita di “Montenero viva”, un comitato che “abbiamo deciso di creare”. Solo il giorno prima, però, in un comunicato ufficiale il movimento si è definito “apartitico”. Il prof. Minguzzi ha esposto la sua relazione, sottolineando aspetti come sostenibilità, territorio, strutture e imprenditorialità. A seguire il consigliere comunale Michele Borgia, che ha rimarcato i motivi del no alle nuove costruzioni alla marina: “Siamo contrari alle schifezze che questa amministrazione vuole portare sul nostro territorio (…), siamo diventati scomodi per aver denunciato una speculazione edilizia”. Improntato sul presunto accordo tra minoranza e sindaco l’intervento di Cristiano Di Pietro, secondo il quale è stato chiesto a Giuseppe D’Ascenzo di “distruggere il centrosinistra” per far vincere le elezioni all’opposizione. La folta platea ha applaudito al termine di ogni discorso e lo ha fatto anche dopo aver ascoltato Lorenzo Di Stefano, intervenuto dal pubblico. Il giovane attivista di sinistra ha sparato a zero sugli organizzatori dell’incontro: “Anche con la complicità di persone che sono qui sedute la nostra costa è stata distrutta, con un porto turistico di 400 posti barca (…) con delle villette a ridosso della costa e non vedo perché l’edilizia convenzionata che è dietro alle villette che già esistono non sia legittimata, mentre quelle degli altri imprenditori locali vanno bene”. Avrebbe voluto replicare Borgia, subito bloccato da D’Ascanio, il quale poco dopo ha risposto. “Sostenibilità significa né che si può fare tutto, né che non si può fare niente – le parole del presidente della Provincia -, sono i due estremi in cui non bisogna cadere. Di Stefano credo che sia caduto in uno di questi due estremi, quello secondo il quale non si dovrebbe fare nulla”. D’Ascanio ha confermato la contrarietà all’edilizia convenzionata a monte della Ss 16, dicendosi fiducioso che il progetto sarà respinto, perché “c’è stata più di una violazione della legge urbanistica”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 ottobre 2009

Sullo stesso tema:
Video: estratti dall'incontro dell'Idv, anche dell'intervento polemico di Di Stefano

SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)


 

Monito del coordinatore del Pd Chiappini: "Hanno esposto le nostre bandiere senza autorizzazione"

"L'Idv usurpa il  nostro simbolo"

Domani l'onorevole Fassino sarà a Montenero, ma la crisi interna continua

MONTENERO DI BISACCIA. “Un fatto di gravità assoluta”, di fronte al quale “diciamo basta”. Cosi ieri in conferenza stampa Giuseppe Chiappini. Il coordinatore cittadino del Partito democratico ha lanciato il suo affondo dopo l’uso definito improprio del simbolo del Pd da parte dell’Italia dei valori. E’ accaduto durante il convegno sul turismo che si è tenuto domenica sera nella sala polivalente. Accanto alla bandiera dipietrista è stata esposta quella tricolore del Pd, come se anche quest’ultimo partito avesse organizzato l’incontro, cosa peraltro detta durante i vari interventi. Invece, secondo Chiappini, non c’è stata alcuna autorizzazione, né richiesta, e si è davanti a una vera e propria usurpazione, nonostante egli stesso a mezzo stampa – e dopo aver visto il simbolo comparire su dei volantini – abbia intimato all’Idv di non andare oltre. “Non permetto a nessuno di usare il simbolo del Partito democratico senza autorizzazione – le parole del coordinatore -, di cui questa sezione, questo Direttivo e questo coordinatore sono responsabili”. In effetti agli esponenti dell’Italia dei valori, per esporre il vessillo, bastava aver tra intervenuti e invitati alcuni esponenti Pd. Ad esempio l’ex assessore Adriano Potalivo, peraltro assente, e il candidato alla segreteria regionale Domenico De Angelis. Ciò che per Chiappini non basta, in quanto se anche Potalivo fosse intervenuto, “lo avrebbe fatto a titolo personale”.
Continua così, fra Partito democratico e Italia dei valori, il clima di gelo innescatosi dopo la crisi amministrativa per le costruzioni alla marina. Chiappini, inoltre, ha replicato a quegli iscritti che in una lettera lo tacciavano di spacciarsi impropriamente per coordinatore del Pd. “Sono stato regolarmente eletto dal Direttivo” ha detto, aggiungendo che ben otto dei diciassette firmatari non sono neanche iscritti al partito, oltre al fatto che già due persone si sono dissociate pubblicamente dalla missiva. Infine l’annuncio che domani sera, alle 20.30, nella sala polivalente di Montenero parlerà un big del Partito democratico: Piero Fassino. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 ottobre 2009

Sullo stesso tema:
Video: estratti della conferenza stampa di Giuseppe Chiappini

SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)


 

Illustrato il ricorso al Tar dell'Italia dei valori contro l'odg sull'edilizia convenzionata

Sindaco alleato della minoranza

Borgia e Di Pietro jr (Idv): "D'Ascenzo lavora per distruggere il centrosinistra"
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Il ricorso al Tar sarà presentato non appena “avremo tutti i documenti necessari”, mentre per l’eventuale ricucitura col resto della maggioranza saranno necessari ritiro dell’odg e le scuse ai cittadini da parte del sindaco e dei consiglieri che l’hanno approvato. Ad affermarlo Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, che hanno tenuto ieri una conferenza stampa nella sede del proprio partito, l’Italia dei valori. Continua a tenere banco la crisi amministrativa, innescatasi a fine settembre con la nota questione dell’edilizia convenzionata alla marina. 144 nuovi appartamenti, che un privato vorrebbe costruire, al centro di una spaccatura politica a pochi mesi dalle elezioni comunali. Secondo i due esponenti Idv si è di fronte a una speculazione edilizia senza precedenti, che peserà sulle casse comunali per la fornitura di servizi e infrastrutture. Da qui l’idea di ricorrere al Tribunale amministrativo affinché blocchi la delibera approvata da soli otto consiglieri in seconda convocazione. E’ stata messa invece da parte l’ipotesi di ricorrere anche contro la presunta illegittimità del Consiglio comunale in questione.
Stoccate anche per la minoranza, che tardivamente avrebbe manifestato la propria contrarietà al progetto e che ha definito “i tre moschettieri” i dissidenti di maggioranza. “La realtà è che hanno disertato il Consiglio – le parole di Borgia -, perché era stato concordato tutto con questo sindaco abusivo”. Sulla storia dell’accordo fra primo cittadino e minoranza anche Cristiano Di Pietro: “Ci sono pupi, i consiglieri di opposizione, e un puparo, il sindaco”. Giuseppe D’Ascenzo, definito tra l’altro “podestà”, starebbe pertanto “lavorando con la destra per distruggere il centrosinistra”. E questo accordo sarebbe un qualcosa “che si trascina da tempo, ma lo abbiamo scoperto solo adesso, altrimenti ci saremmo mossi prima”.
E’ stato perciò chiesto se vi siano margini, e a quali condizioni, per una ricucitura col resto della maggioranza e col Partito democratico. “Purché sia ritirato quell’ordine del giorno”, la risposta di Borgia, “e che chiedano scusa ai cittadini” l’aggiunta di Di Pietro.
Intanto i due esponenti Idv si sono detti fiduciosi per l’esito del ricorso al Tar, per il quale è stata chiesta anche la sospensiva onde bloccare sul nascere il progetto di edilizia convenzionata. Ed è stato annunciato anche un incontro sul tema del turismo, in programma per domenica 18 ottobre alle 18.30 nella sala polivalente. Interverranno esponenti locali dell’Italia dei valori e, aspetto singolare, del Partito democratico, come il consigliere regionale Michele Pietraroia e Domenico De Angelis. Sarà interessante capire se questi si schiereranno dalla parte dell’Idv o dei loro compagni di partito che a Montenero sono rimasti accanto al sindaco.

Il Quotidiano del Molise 17 ottobre 2009

Nella foto: da sinistra Michele Borgia e Cristiano Di Pietro

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Video integrale della conferenza stampa di Michele Borgia e Cristiano Di Pietro
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Riparte e si schianta contro un pilastro nel parcheggio coperto
 

MONTENERO  DI BISACCIA. Un incidente davvero singolare quello avvenuto al piano inferiore del parcheggio coperto. L. C., queste le iniziali dell’operaio trentottenne che ieri sera, intorno alle 18.30, si è schiantato contro un pilastro della struttura, che ospita sessanta posti auto e si trova in pieno centro. Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava uscendo dal parcheggio a bordo di una Volkswagen Polo quando, per cause in corso di accertamento, ha preso frontalmente uno dei pilastri di cemento armato. Nell’impatto il muso della vettura si è accartocciato, mentre il conducente ha battuto con la testa contro il parabrezza, incrinandolo. Avvisati da alcuni ragazzi che hanno assistito alla scena, sul posto in breve sono giunti i sanitari del 118. Al loro arrivo hanno trovato L. C. privo di sensi e, dopo avergli applicato il collare, lo hanno immediatamente portato all’ospedale di Termoli.

Il Quotidiano del Molise 17 ottobre 2009


 

Il monito dell'esponente provinciale al primo cittadino

"Anche se pensa ad altro accenda i termosifoni a scuola"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Accendere anticipatamente i riscaldamenti nelle scuole Elementari e Medie perché “non è degno vedere i nostri studenti frequentare le lezioni con cappotti e cappelli”. La richiesta al primo cittadino arriva dal consigliere comunale Cristiano Di Pietro, che chiede a Giuseppe D’Ascenzo di “attivarsi immediatamente per porre termine a una situazione che non può assolutamente più persistere”. Il freddo, in effetti, è arrivato di colpo e per questo l’esponente dell’Italia dei valori ha ritenuto di protocollare l’istanza in Comune. ”Per quanto riguarda gli istituti superiori – aggiunge Cristiano Di Pietro -, il sindaco dovrebbe presentare un’ordinanza a sua firma presso la Provincia di Campobasso in cui chiede l’attivazione anticipata dell’impianto; senza tale passaggio, infatti, l’assessore all’Edilizia scolastica non può procedere, come lui stesso mi ha confermato in un incontro avuto stamane sull’argomento, alla messa in funzione del riscaldamento”. Non passa inosservata, infine, la frase di chiusura del documento protocollato ieri mattina: “Consapevole che ci sono argomenti che più l’appassionano – scrive Di Pietro jr a D’Ascenzo -, la sprono ad intervenire immediatamente”. Tanto per confermare il clima di ostilità che regna in maggioranza dopo la spaccatura di fine settembre. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 ottobre 2009


 

Un rapporto da subito difficile: dai battibecchi isolati alla crisi amministrativa

D'Ascenzo-Idv, una storia di litigi

Dal mercato alla marina: cronistoria delle contese fra sindaco e partito dipietrista
 

MONTENERO DI BISACCIA. Da un lato c’è il partito più votato, che però è litigioso al suo interno e con gli alleati; dall’altro un sindaco che più di una volta ha dovuto rinunciare allo stile pilatesco di restare fuori dalle beghe altrui e prendere in mano la situazione. La storia dello scontro politico fra Giuseppe D’Ascenzo e l’Italia dei valori, o meglio le sue diverse anime, inizia nella primavera 2006 e culmina con la crisi tuttora in corso. Infatti non è ancora ricucita, semmai lo sarà, la spaccatura generatasi a fine settembre sull’edilizia convenzionata alla marina.
Può essere allora utile ricostruire la cronologia che, un battibecco dopo l’altro, narra di un rapporto da sempre difficile, con attori che si alternano.
Aprile 2005: in occasione delle comunali, l’Italia dei valori entra nella coalizione di centrosinistra. Fa da paciere il vice sindaco uscente Antonino D’Antonio, che dalla Margherita è passato dipietrista. Non tarderà a pentirsi della nuova tessera e dell’aver portato in maggioranza l’Idv.
Marzo 2006: Cristiano Di Pietro litiga a suon di comunicati stampa con il sindaco, dopo che non è accettata la sua richiesta di riportare in piazza il mercato quindicinale.
Agosto 2006: nuovo litigio tra il sindaco e Di Pietro jr, stavolta per l’ubicazione di una pedana sulla strada davanti a un bar. Il fatto finisce sul quotidiano La Repubblica.
Novembre 2006: Antonino D’Antonio guida la cordata dei quattro consiglieri Idv che abbandonano la seduta e fanno saltare il numero legale. Il motivo: il sindaco non ha ancora revocato l’assessore Valeria D’Ottavio, che ha attaccato D’Antonio durante la campagna elettorale per le regionali. Nei giorni successivi la revoca arriva, al posto della D’Ottavio è nominato Donato Benedetto (sempre Idv). La crisi rientra, l’unica donna del Consiglio lascia partito e maggioranza.
Luglio 2008: il Circolo Idv dichiara che l’assessore Benedetto non ha più la fiducia del partito, che da questo momento non rappresenta più. Il motivo: non ha condiviso la critica verso l’azione amministrativa della maggioranza, che andrebbe rilanciata. Da questo momento l’Italia dei valori inizia a contrastare il sindaco D’Ascenzo non più con azioni isolate e personali, ma in quanto partito.
Dicembre 2008: Michele Borgia, che è anche assessore provinciale in quota Idv, lancia l’allarme per il muro che stanno innalzando al costruendo porto turistico. L’opera è privata, ma è chiara la critica rivolta anche all’amministrazione comunale, che a suo tempo ha ideato e autorizzato il porto.
Seguono battibecchi anche con la minoranza, se ne discute in Consiglio e tutto finisce com’è cominciato.
Aprile 2009: è sempre Borgia a contestare, stavolta per un grosso impianto di pannelli solari su un terreno poco distante dall’abitato. Non si accorge praticamente nessuno della protesta.
Maggio 2009: il Circolo Idv non condivide il metodo adottato dalla maggioranza per assumere l’istruttore-comandante dei Vigili.
Giugno 2009: nel giro di pochi giorni Cristiano Di Pietro avanza due richieste per iscritto al sindaco: video-sorveglianza in centro e trasferimento del mercato in piazza. Un’azione che non produce alcuna conseguenza, ma che conferma il clima di freddezza in maggioranza.
Sempre a giugno è discusso per la prima volta in Consiglio l’ordine del giorno sulle nuove costruzioni alla marina di Montenero. Quando si intuisce che non c’è maggioranza, per la contrarietà di tre consiglieri (due Idv e un Ds), l’argomento è rinviato su proposta di Antonino D’Antonio (ancora Idv?).
Questa per sommi capi la ricostruzione di un rapporto che si è deteriorato progressivamente durante la seconda amministrazione D’Ascenzo, sfociando nell’attuale spaccatura, che sembra irreversibile e che potrebbe portare alla presentazione di due liste alle comunali di marzo. La storia dirà chi avrà ragione o, più semplicemente, se il centrosinistra montenerese dopo venticinque anni di potere si è logorato da sé e gli è rimasto ben poco da dire. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 ottobre 2009

Nella foto da sin. Cristiano Di Pietro e il sindaco Giuseppe D'Ascenzo in uno dei rari momenti di distensione

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Intervista al consigliere Mauro Natalini sulla lite in corso nella maggioranza

Speculazione politica di D'Ascanio

Il motivo della crisi: "Durante la spaccatura in Provincia non ci schierammo col presidente"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Crisi amministrativa e lotta intestina nel centrosinistra non si placano. Nell’intervista che segue il consigliere comunale e regionale Mauro Natalini, eletto in quota a Rifondazione, dice la sua.
I tre consiglieri dissidenti sostengono che, dietro la questione dell’edilizia popolare convenzionata, si nasconde una speculazione edilizia. Che ne pensa?
“Ma quale speculazione edilizia! Siamo in presenza di una crisi immotivata, studiata a tavolino, che non ha nulla a che vedere con l’edilizia convenzionata, sostenuta solo da insinuazioni inconsistenti e da frasi roboanti ma vuote, del tipo: pericolo di infiltrazioni mafiose, senza spiegare il perché e, soprattutto, perché esisterebbero solo per questa iniziativa e non per le altre decine realizzate o in via di realizzazione; aumento della cubatura del 400%, totalmente falso in quanto è esattamente la stessa prevista per la precedente destinazione di quell’area, la sola che può essere di riferimento; evocati “alluvioni e disastri”, pur sapendo che ogni intervento in quell’area è sottoposto alle prescrizioni dell’Autorità di bacino del Trigno. L’unica speculazione esistente è quella politica portata avanti dal presidente D’Ascanio. E’ il caso di ricordare che quando vi fu la crisi dell’amministrazione Panicciari, sindaco da lui proposto e poi ripudiato, si usò addirittura come pretesto il regolamento cimiteriale. C’era una speculazione edilizia anche in quel caso?”.
Quali allora i veri motivi?
“Durante la crisi alla Provincia dell’anno scorso, gli otto consiglieri oggi additati come mafiosi non si schierarono apertamente al fianco del presidente, motivo per cui sono stati, per così dire, iscritti nel libro nero. Non a caso, dei tre consiglieri comunali oggi dissidenti, due sono anche in Provincia ed il terzo è il sempre fedele Potalivo”.
Il ruolo dell’Italia dei valori?
“A Montenero ha un gruppo dirigente molto giovane e questo è un fatto positivo. Però la mancanza di esperienza la espone al rischio di essere influenzata da altri e per altri fini. Cosa che puntualmente ha fatto il presidente della Provincia utilizzando, appunto, il suo ruolo istituzionale. Per quanto riguarda Michele Borgia, infatti, non credo si tratti di inesperienza, però, essendo anche assessore provinciale – e perciò revocabile in qualsiasi momento dal presidente (cosa non inusuale in quell’ente) – non può fare a meno di sostenere D’Ascanio. Ecco perché parlo di speculazione politica, nel senso di approfittare del momento propizio per i propri interessi. Oggi l’Idv montenerese è stata messa totalmente  nelle mani di D’Ascanio che, chiaramente ed inevitabilmente, vi scarica tutte le sue tensioni politiche accumulate in decenni. Tutto ciò fa sì che quello che poteva rappresentare un partito giovane e foriero di rinnovamento, si ritrova ad essere di colpo vecchio”.
Il futuro di un centrosinistra così in vista delle comunali 2010?
“Siamo indubbiamente di fronte ad una divisione reale e difficile ma, per quanto mi riguarda, non impossibile da recuperare, e il mio impegno sarà speso fino all’ultimo in questa direzione. Per questo mi auguro che si rinunci sensatamente al tentativo di far cadere un’amministrazione di centrosinistra chiedendo pubblicamente al centrodestra le firme di dimissioni davanti al notaio”.
E se la divisione permanesse?
“Beh, significherà che l’Idv e D’Ascanio continueranno nel percorso deciso da quest’ultimo da tempo, di cui l’attuale crisi non è che una tappa. Basta rileggere le numerose prese si posizione contro l’amministrazione di Cristiano Di Pietro e Borgia dei mesi scorsi. La prossima mossa sarà quella di D’Ascanio tesa ad imporre, ancora una volta, un candidato sindaco a lui vicino personalmente e politicamente, facendolo digerire attraverso un lungo percorso persuasivo all’Idv, con relativa lista ovviamente preclusa a tutti quelli iscritti sul suo libro nero”.
E a quel punto?
“E’ chiaro che non stiamo con le mani in mano. Si lavorerà per una nostra lista con un chiaro orientamento di centrosinistra ma, nel contempo, fortemente aperta alla società civile progressista”.                                                                                                            
Riuscirebbe a perdonarsi se questo significasse la vittoria del centrodestra?
“Questa la mia grande preoccupazione e amarezza. Per questo bisogna lavorare per evitare di consegnare il paese al centrodestra. E’ fondamentale mettere al riparo il centrosinistra di Montenero dalle vicende che, spesso, hanno rappresentato motivo di divisione tra i rappresentanti le forze politiche di riferimento in ambito regionale e nazionale. Solo con questa premessa, sarà possibile offrire una chance di unità allo schieramento. Solo un passo indietro di tutti permetterà di farne uno avanti. La pretesa di rese incondizionate accompagnate da inspiegabili scuse ai cittadini, che in politica non esistono, incarna la posizione di chi rifiuta il confronto e non è interessato a ricercare soluzioni”.
D’Ascanio regista della crisi… ma non crede di avergli garantito il potere, assieme alla maggioranza?
“Per questo ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso, da mediatore”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 14 ottobre 2009

Nella foto Mauro Natalini

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Il gruppo Alternativa e sviluppo interviene sulla bagarre in corso nell'amministrazione comunale

La crisi: solo litigi della maggioranza

"Non assecondiamo gli ordini dei tre moschettieri e dell'Idv
ostaggi dell'uomo ombra che li manovra"

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “La crisi è frutto solo ed esclusivamente dei litigi interni alla maggioranza, quindi è un loro esclusivo problema e nessuno deve permettersi di tirarci per la giacchetta in questioni che non ci appartengono!”. In una nota il gruppo di minoranza Alternativa e sviluppo torna a parlare dell’agitazione che, da qualche settimana, sta sconvolgendo la maggioranza di centrosinistra alla guida del Comune. Una crisi, tuttavia, nella quale anche l’opposizione si è vista più volte chiamata in causa. In special modo l’Italia dei valori continua ad accusarla di connivenza con il sindaco Giuseppe D’Ascenzo e i sette consiglieri rimasti al suo fianco nella nota questione dell’edilizia convenzionata alla marina. In proposito Alternativa e sviluppo chiarisce: “Siamo stati sempre contrari, perché abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere che per la zona Montebello–Costa Verde è necessaria una specifica variante al Piano regolatore, sempre avversata dai ‘tre moschettieri’ unitamente alla maggioranza”. I tre chiamati ironicamente con l’appellativo di dumasiana memoria sono i consiglieri Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Adriano Potalivo. Gli stessi che a settembre hanno abbandonato l’aula e innescato la crisi amministrativa. La minoranza ricorda inoltre che fu proprio l’Idv, il 4 giugno, a chiedere il rinvio dell’ordine del giorno, “quando avevamo proposto di votare contro l’intervento di lottizzazione e vi erano i numeri sufficienti per bocciarlo”. A preferire la posticipazione, quella volta, furono anche “i tre moschettieri”, il che “non ci ha permesso di bocciare definitivamente il provvedimento” e pertanto “è più che lecito pensare male”.
Alternativa e sviluppo replica poi alle accuse di non aver voluto firmare le dimissioni contestuali per far cadere l’amministrazione. “Da ormai tre anni (…) abbiamo ripetutamente ed insistentemente chiesto, in particolare ai consiglieri dell’Idv, ‘divenuta specie rara’, di rassegnare le proprie dimissioni unitamente alle nostre ma, per tutta risposta, tutti i membri di maggioranza, nessuno escluso, hanno continuato ad alzare la mano per esprimere voti favorevoli su provvedimenti scellerati e spesso illegittimi, che hanno pregiudicato il benessere e lo sviluppo del nostro territorio e della nostra comunità”. Tradotto: quando mancano cinque mesi e mezzo alle elezioni non ha più senso far finire prima del tempo il mandato.
“Borgia, Di Pietro e Potalivo – continua la nota - farebbero bene e meglio a spiegare che cosa hanno fatto insieme alla loro maggioranza per i cittadini di Montenero nei cinque anni trascorsi, specificando quale dei mille problemi hanno affrontato (oltre la tutela delle poltrone, dei rimborsi e delle loro amicizie, ma di questo diremo in altra sede)”. La minoranza chiude il comunicato precisando che non intende “assecondare ordini di burattini e burattinai e tanto meno di quell’Italia dei valori ormai ostaggio dell’uomo ombra (quasi certamente Nicola D’Ascanio n.d.r.) che da decenni aleggia sul nostro Comune e a cui i cittadini devono chiedere conto circa i fallimenti ed i mille problemi mai risolti”.

Il Quotidiano del Molise 13 ottobre 2009

Nelle foto: in alto la minoranza, in basso da sin. Michele Borgia, Cristiano Di Pietro, Adriano Potalivo

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Per l'Idv è speculazione edilizia, favorevoli sindaco e sette consiglieri, maggioranza spaccata

Le case della discordia

Le costruzioni in edilizia convenzionata sorgeranno tra la Statale 16 e la ferrovia
 

MONTENERO DI BISACCIA. Ma come e dove saranno edificate le case che, almeno in teoria, hanno innescato la crisi nella maggioranza consiliare? Una domanda la cui risposta, in effetti, è stata un po’ trascurata nel trambusto seguito alla caduta del numero legale nel Consiglio del 24 settembre, al tentativo di dimissioni di massa per far cadere l’amministrazione e alla sequela di conferenze, comizi e comunicati stampa. Il tutto perché tre consiglieri di maggioranza, Idv e Ds-Pd, si sono detti assolutamente contrari all’approvazione di un progetto privato, riguardante abitazioni da realizzare col modulo dell’edilizia convenzionata e popolare, cioè con prezzi e metrature stabiliti dalla Regione.
Le nuove case sorgeranno in contrada Padula, la quale dalla spiaggia si spinge nell’entroterra, quindi parte dal mare e si estende verso una delle zone agricole più ambite del territorio montenerese. In particolare l’area scelta dal costruttore è oggi un terreno agricolo di circa 1,3 ettari, situato tra la Statale 16 e la ferrovia, pertanto non dirimpetto al mare, e distante alcune centinaia di metri dalla zona prettamente riservata ai turisti. I moduli prevedranno al massimo 12 abitazioni e complessivamente gli appartamenti saranno 144. Le singole costruzioni avranno l’aspetto di case a due piani e ogni famiglia avrà un garage. Circa novanta metri quadri lo spazio a disposizione, mentre l’altezza massima alla gronda sarà di otto metri. Un valore quest’ultimo che si discosta di mezzo metro sia dagli appartamenti ad uso turistico più vicini al mare, sia da quelli in costruzione nei pressi del centro commerciale. In questi due casi, infatti, il valore è di 7,50 metri.
Il prezzo per metro quadro, come detto, è stabilito per legge e, conti alla mano, le famiglie interessate potranno avere un appartamento sborsando all’incirca 110-115mila euro. Una cifra che, se ci si avvicina alla spiaggia, consente di acquistare un appartamento che non raggiunge i 50 metri quadri.
Simulando un volo radente sull’area una volta costruite le case, rivela uno dei tecnici che stanno lavorando al progetto, non si avvertirebbero differenze sostanziali nelle volumetrie e nell’impatto visivo rispetto alle altre costruzioni già presenti in zona. Di avviso diverso, naturalmente, i contrari al progetto, secondo i quali si va a sconvolgere la vocazione turistica della marina di Montenero, oltre a dare il la a un’iniziativa in odor di speculazione edilizia. Chi ha ragione? Difficile dirlo adesso, ma lo faranno gli elettori a marzo, in occasione delle elezioni comunali. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 ottobre 2009

Nell'immagine, indicata con una freccia, la zona dove si vogliono costruire le nuove case

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A presentarlo i consiglieri Borgia, Di Pietro e Potalivo

Un ricorso contro l'odg della discordia, prosegue la querelle
 

MONTENERO DI BISACCIA. Un ricorso al Tar contro un’approvazione che “ha avvallato una pericolosa speculazione edilizia nella zona a mare con il voto favorevole di soli sette consiglieri più il sindaco”. In una nota i consiglieri Idv  Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, e il Pd-Ds Adriano Potalivo, annunciano che presenteranno nei prossimi giorni un’istanza al Tribunale amministrativo. Vi sarà contenuta l’“esplicita richiesta di annullamento, previa sospensiva del citato provvedimento amministrativo, che contiene evidenti e palesi vizi di legittimità”. L’argomento riguarda ancora le costruzioni in edilizia convenzionata alla marina, il famoso ordine del giorno che a fine settembre ha innescato la crisi in maggioranza. Secondo i tre consiglieri dissidenti, si è di fronte a “violazioni di legge in materia urbanistica e di bilancio, nonché sotto il profilo della aggressione al territorio e della sicurezza dei cittadini per ciò che concerne gli aspetti idro-ambientali”. Inoltre il Tar dovrà valutare la presunta illegittimità del Consiglio che, in seconda convocazione, ha approvato il progetto, oltre che altri odg, fra i quali argomenti di Bilancio.
Di Pietro, Borgia e Potalivo annunciano infine che possono sottoscrivere il ricorso al Tar anche i membri della minoranza. A questi ultimi è indirizzato un monito: “Qualora i citati consiglieri dovessero ancora una volta rimanere sordi di fronte alla difesa del bene comune, sarebbe la prova definitiva della loro connivenza politico-amministrativa con l’operato del sindaco e di conseguenza verrebbe dimostrato che il centrodestra del nostro comune pratica lo sport di abbaiare alla luna”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 ottobre 2009

Nella foto da sinistra Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Adriano Potalivo

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Lettera aperta di 17 iscritti al Partito democratico
che si dissociano dalle dichiarazioni rese in conferenza stampa

"Chiappini non è il nostro leader"

Difeso l'operato dell'ex assessore Potalivo: "Ha pagato in prima persona"
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Chiappini non è il coordinatore e nemmeno il padrone del Pd”.  Questa la frase di apertura di una lettera aperta firmata da diciassette iscritti al Partito democratico, che si dissociano da quanto affermato da Giuseppe Chiappini in conferenza stampa qualche giorno fa. La missiva è uno dei tanti effetti conseguenti alla crisi amministrativa che si è innescata a fine settembre, con l’ormai nota vicenda delle costruzioni alla marina e la dipartita dell’assessore Pd Adriano Potalivo. Del quale si prendono le difese: “Potalivo ha più volte ribadito sia nelle sedi di partito che in maggioranza, che condivideva tutti gli altri 19 argomenti presenti nell’ordine del giorno in discussione, ed era pronto a votarli favorevolmente. Perciò l’affermazione del presunto coordinatore è una palese presa in giro verso i cittadini”. Il riferimento è alle dichiarazioni con le quali Chiappini ha stigmatizzato il comportamento dell’ex assessore, che prima ha abbandonato l’aula assieme ad altri due consiglieri Idv e, sempre con gli stessi, si è recato dal notaio a firmare le dimissioni per tentare di far decadere il sindaco. Ma al “presunto coordinatore” si contesta anche lo spacciarsi per dirigente di partito quando “in fase congressuale tutte le cariche politiche vengono completamente azzerate”. Ma nonostante questo, non ha convocato “l’assemblea degli iscritti per aprire un confronto sereno ed obiettivo anche con i cittadini”, data l’importanza dell’argomento. In base a queste considerazioni, continuano i firmatari della lettera, “il patto con i monteneresi lo tradisce chi cambia le carte in tavola, chi cambia maggioranza e chi decide di contrabbandare una speculazione edilizia dannosa per gli interessi della comunità in progetto di sviluppo”. Infine Chiappini è considerato primo responsabile “sia del declino che del fallimento” del Partito democratico a Montenero negli ultimi tempi.
Quanto all’ex assessore Potalivo, invece, si sottolinea come abbia pagato “in prima persona la sua contrarietà ad una decisione scellerata che riteniamo non rispondente alle esigenze della comunità ed alle prospettive di uno sviluppo serio e adeguato del nostro territorio”. I diciassette iscritti affermano che “un dibattito sereno sul tema della realizzazione dell’edilizia popolare e convenzionata che interessa la zona a mare di Montenero, che veda la partecipazione di tutti gli iscritti e simpatizzanti è ancora possibile”. In chiusura del documento l’invito a ritrovare “un rapporto con la cittadinanza e con le altre forze del centro sinistra per riproporsi con rinnovato vigore alle prossime competizioni elettorali”. Una condizione indispensabile secondo i firmatari per “uscire da una situazione di crisi che negli ultimi anni ha registrato un costante declino elettorale riducendolo ai minimi termini”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 ottobre 2009

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Intanto si attende il ricorso al Tar che dovrà decidere sulla discussa centrale elettrica a Mafalda

Biomasse: la Dafin scrive al Comune

La lettera è stata inviata a tutti i consiglieri, ma la maggioranza rimane contraria
 

MAFALDA. “Vi invitiamo a desistere dal tenere comportamenti contrari agli obblighi contrattuali da voi verso la scrivente assunti”. Termina così la lettera che la Dafin ha inviato al sindaco e ai consiglieri comunali a fine settembre. L’azienda di Chieti fa così capire di non demordere e di voler impiantare la centrale elettrica a biomasse nella zona artigianale, così come pattuito con l’amministrazione comunale sconfitta alle urne a giugno. Fra le cause della batosta elettorale, infatti, vi era anche la contrarietà alla biomasse espressa in campagna elettorale dalla lista poi vincitrice, quella guidata dal sindaco Egidio Riccioni. A destare paura fra i detrattori sono le dimensioni della centrale che si vuole impiantare: 12 mw, per i quali serviranno alcune centinaia di tonnellate di materia prima al giorno. L’azienda e l’ex sindaco Nicola Valentini hanno sempre garantito che sarebbero sufficienti, o quasi, le vinacce prodotte dalla distilleria che affiancherà l’impianto. Tuttavia in paese è diffuso il timore che, non bastando le vinacce e altri scarti di agricoltura, vi finiscano chissà quali tipi di rifiuti.
Nella lettera inviata ai consiglieri, la Dafin ricorda gli obblighi contrattuali sottoscritti dalla precedente amministrazione, in base ai quali non si giustifica “l’ostacolo che il Comune di Mafalda intende porre in essere alla realizzazione dell’impianto, per mere ragioni di opportunità, siano esse politiche o di altro genere”. Per questo l’azienda si dice pronta “a rinnovare lo spirito di collaborazione che costituisce l’oggetto di una specifica pattuizione”. Viceversa, nel caso in cui “l’iniziativa ormai avviata continui ad essere ingiustamente ostacolata e/o pregiudicata, tenuto conto degli ingenti ulteriori danni che la nostra società verrebbe a sopportare, saremmo costretti a far valere ogni conseguente vostra responsabilità”.
Una missiva che ha infastidito non poco la maggioranza, tuttora determinata a non far insediare la centrale sul territorio comunale e che ha espressamente chiesto alla Regione di revocare l’autorizzazione rilasciata a gennaio. Allo stato i lavori sono iniziati, ma solo nella forma, per evitare che scadesse detta autorizzazione. E la Smi-Marrollo prefabbricati, il cui stabilimento dovrebbe essere convertito per far posto a centrale e distilleria, continua a lavorare più o meno regolarmente. In pratica tutti attendono l’esito del ricorso al Tar, che sarà discusso il 21 ottobre, presentato dal Codacons e da un cittadino di Mafalda contro il progetto. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 ottobre 2009

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Il coordinatore Chiappini spiega la posizione del partito sulla crisi amministrativa

Il Pd critica Adriano Potalivo

All'Idv: "L'eventuale ricucitura deve partire da chi ha generato la frattura"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Il Partito democratico “stigmatizza il comportamento” del suo consigliere comunale Adriano Potalivo e chiede all’Italia dei valori “cosa vuole?”. Mancava all’appello solo il Pd nella serie di conferenze stampa tenute dopo la crisi amministrativa che si è innescata a fine settembre, con la nota questione delle costruzioni in edilizia convenzionata alla marina di Montenero. A convocarne una ci ha pensato ieri mattina il coordinatore del Circolo cittadino Giuseppe Chiappini. “Non vorrei ancora credere che sia stato un disegno pre-ordinato e riuscito male – le sue parole -, però rimane il dubbio che questa operazione sia stata condotta con lo scopo di far cadere l’amministrazione”. Moderato di natura, prima che per estrazione politica, l’ex vice presidente della Provincia ha così commentato quanto accaduto due settimane fa, quando tre consiglieri di maggioranza, due Idv e un Pd, hanno abbandonato l’aula e, seguiti ovviamente dalla minoranza, fatto cadere il numero legale. Un comportamento che “il Pd respinge”, soprattutto in riferimento a uno dei tre: Adriano Potalivo, assessore dimissionato all’indomani del gesto e tuttora tesserato col partito di Franceschini. Chiappini ha ricordato le riunioni che si sono susseguite già dalla primavera, quando l’ordine del giorno della discordia ancora non era discusso in Consiglio comunale. Di fronte alle perplessità già espresse da Potalivo, i Pd si aspettavano che manifestasse col voto contrario o con l’astensione il suo dissenso, non seguendo i consiglieri Idv Michele Borgia e Cristiano Di Pietro nel plateale abbandono dell’aula. Ad aggravare il tutto, il fatto che anche Potalivo sia andato dal notaio a depositare la firma per le dimissioni contestuali che, non arrivando a nove, non hanno determinato la fine anticipata del mandato amministrativo.
Il coordinatore del Partito democratico, pertanto conferma il “pieno appoggio al sindaco” Giuseppe D’Ascenzo e, contestualmente, chiede all’Italia dei valori di far capire cosa vuole. Non prima di ricordare quanti “mal di pancia ci siamo dovuti sorbire in questi anni”, dalle richieste di rimpasto di giunta al passaggio di Michele Borgia dal Pd all’Idv mentre, in quota al partito di origine, ricopriva il ruolo in Comunità montana ecc. Per Chiappini i dipietristi “hanno tradito il patto elettorale assunto con i cittadini”, perché non hanno atteso la fine del mandato e hanno voluto determinare la crisi. Da qui la dichiarazione a sorpresa: “Non escludiamo di allargare l’alleanza anche ad altre forze di centro”. In seguito, dopo specifica domanda, il coordinatore ha precisato che “non c’è nessuna preclusione” a continuare l’alleanza con l’Idv, ma l’eventuale ricucitura dovrebbe partire da “chi ha generato la frattura”. E se questo non dovesse accadere, ha concluso Chiappini, “ci sentiremo autorizzati a trovare le convergenze con persone di buona volontà, che possano portare a una sana amministrazione in questo comune”. Per quanto riguarda Adriano Potalivo, invece, allo stato non è previsto nessun provvedimento di espulsione dal Partito democratico. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 ottobre 2009

Nella foto Giuseppe Chiappini

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Video: conferenza stampa del coordinatore Pd Giuseppe Chiappini
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)


 

Quiete apparente dopo due settimane di lotta nella maggioranza di centrosinistra.
Frattura insanabile

Crisi amministrativa: e Di Pietro?

Il leader dell'Italia dei valori chiamato in causa dal sindaco durante il comizio
 

MONTENERO DI BISACCIA. Come D’Ascanio anche Di Pietro una volta chiamato in causa uscirà allo scoperto per dichiarare da che parte sta? E’ una strana quiete dopo la tempesta quella che si vive nel centro bassomolisano dopo lo scintillante comizio tenuto domenica dal sindaco, l’ultima manifestazione in ordine di tempo da quando è esplosa la crisi amministrativa del 24 settembre. A originare l’insanabile frattura del centrosinistra montenerese, al potere da venticinque anni, le nuove costruzioni in edilizia convenzionata alla marina di Montenero, tra la Statale 16 e la ferrovia. Per il sindaco e i consiglieri rimasti al suo fianco è solo una scusa per rompere l’alleanza e mettere in cattiva luce l’operato dell’amministrazione. Il tutto in vista delle comunali del prossimo anno, sulle quali il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e l’Italia dei valori vorrebbero mettere le mani e piazzare propri fedelissimi. Di avviso diverso i contestatori del sindaco, secondo i quali si è di fronte a uno scempio urbanistico gravido di conseguenze, dove una zona a carattere prettamente turistico è sconvolta da un progetto in odor di speculazione edilizia.
Così il sindaco Giuseppe D’Ascenzo si è chiesto dov’è Antonio Di Pietro, cosa fa, “ha chiuso gli occhi? Ha girato la testa? Fa finta che non sa e non vede, e quindi ha dato il nulla osta a questa guerriglia?”. L’ex pm di Mani pulite e leader nazionale dell’Italia dei valori finora non è intervenuto sull’argomento che ha spaccato la maggioranza. Ma egli è anche il padre di Cristiano, uno dei tre consiglieri comunali che, col proprio parere contrario, hanno innescato la crisi. Fino a quando Di Pietro senior riuscirà a rimanere fuori della mischia? Scenderà in campo personalmente durante la campagna elettorale di primavera per le comunali, come già fece dieci anni fa? Nel 1999, stranezze o normalità della politica, lui e Nicola D’Ascanio erano su fronti opposti. Il presidente della Provincia era consigliere regionale. Antonio Di Pietro, invece, uno che da poco era entrato nell’agone politico nazionale e che sponsorizzava, con tanto di comizi, una propria lista nel suo paese. Che poi perse.
Stavolta i due fuoriclasse monteneresi della politica sono alleati. Probabilmente presenteranno una lista insieme, che dovrà vedersela con non si sa quante altre compagini al momento. Si pensa a due, Pd e Pdl, magari sotto le spoglie di liste civiche. Si vedrà, ma al momento resta la domanda: Antonio Di Pietro, specie dopo essere stato chiamato direttamente in causa dal sindaco, prenderà o meno una posizione sulla crisi? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 ottobre 2009

Nella foto gli attori nella crisi: da sinistra Michele Borgia, Nicola D'Ascanio, Antonio Di Pietro, Giuseppe D'Ascenzo, Cristiano Di Pietro

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Comizio in piazza del sindaco sulla crisi amministrativa: "Di Pietro fa finta di non vedere"

D'Ascenzo contro il partito del no

"L'edilizia convenzionata è una scusa, tramano per far cadere il Consiglio comunale"
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Dov’è l’onorevole Di Pietro? Ha chiuso gli occhi? Ha girato la testa? Fa finta che non sa e non vede, e quindi ha dato il nulla osta a questa guerriglia nella stessa componente politica di centrosinistra?”. E’ un Giuseppe D’Ascenzo aggressivo come raramente si vede quello che parla ai concittadini domenica sera. Un comizio che lo stesso sindaco non immaginava di dover tenere a “pochi mesi dalla scadenza del mio mandato”, ma “gli avvenimenti gravi di questi giorni mi inducono a questo dovere, con una certa urgenza”. A far salire sul palco il primo cittadino è la crisi che si è scatenata negli ultimi giorni di settembre per l’ormai famigerata questione dell’edilizia convenzionata alla marina. Una “scusa” secondo D’Ascenzo, per il quale il vero scopo dei tre consiglieri dissidenti (Idv e Ds) era “far saltare il Consiglio comunale e il sindaco sugli equilibri di Bilancio”. In altre parole “una trappola”, tesa “nel paese di Di Pietro” dove “il figlio di Di Pietro (Cristiano n.d.r.), il partito di Di Pietro nella figura di Michele Borgia, con un regista che sta dietro le quinte, si permettono queste cose!”. Da qui la domanda su cosa stia facendo Antonio Di Pietro, dov’è; mentre su chi sia il regista della crisi anche il sindaco non ha molti dubbi. “Il presidente della Provincia (Nicola D’Ascanio n.d.r.) che va in una manifestazione dell’Italia dei valori, dove sugli scranni erano seduti gli stessi consiglieri che hanno fatto questa azione criminosa dal punto di vista politico, va a dare manforte. Ma vuoi chiedere, interloquire con chi rappresenta le istituzioni, sei presidente di un ente sovra comunale, non sei il presidente dell’Italia dei valori”.
Di seguito D’Ascenzo scende nel dettaglio dell’argomento che ha scatenato la crisi: 144 appartamenti da costruire con il modulo dell’edilizia convenzionata alla marina di Montenero, non davanti alla spiaggia ma tra la Statale 16 e la ferrovia. Il sindaco difende la scelta di approvare l’intervento che, “alla fine di agosto”, sarebbe stato definito ottimo dallo stesso Antonio Di Pietro. “Non spopoleremo Montenero” sostiene il primo cittadino spiegando che le nuove case alletteranno coppie di tutta la vallata del Trigno, intenzionate a trasferirsi sulla costa e che ora scelgono altri centri. Ne consegue la necessità di costruire anche prime case, esenti da Ici, e non solo appartamentini di 50 metri quadri adatti al soggiorno turistico.
Poi D’Ascenzo riprende la tesi del “ricatto” perpetrato ai suoi danni dai consiglieri dissidenti Idv e Ds. Ricorda come nel Consiglio del 4 giugno si rinviava l’argomento per meglio approfondirlo. Dopo, però, “non si è visto più nessuno in Comune, li ho anche incontrati, non hanno voluto vedere neanche il progetto, non gli interessa”. Quanto basta, secondo il sindaco, per avere conferma che il dialogo è stato rifiutato e che è stata tesa la trappola per scatenare la crisi in Consiglio. E quella sull’edilizia convenzionata “non è stata la prima bordata”, poiché prima di essa l’Italia dei valori ha polemizzato per il muro al porto turistico, un impianto fotovoltaico e altro. “Sempre sui giornali – continua D’Ascenzo – mai un dialogo come ci si aspetta da un consigliere della propria amministrazione”. Finché non “hanno attraversato il guado, sono andati dal notaio per far cadere l’amministrazione” (ma non sono state raggiunte le nove firme necessarie). Infine l’affondo diretto a D’Ascanio e all’Idv: “Se questa parte politica andrà al potere bloccherà tutto (…), questo è il partito del no, della critica facile, ma non hanno fatto mai niente”. In proposito ricorda come il presidente abbia fatto perdere “nei meandri della Provincia” il progetto del ponte sulla Trignina per collegare la zona artigianale all’importante arteria.
A Montenero si voterà per le comunali a marzo: la campagna elettorale più lunga della sua storia è iniziata.

Il Quotidiano del Molise 6 ottobre 2009

Nella foto il sindaco Giuseppe D'Ascenzo

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Video: intervento integrale del sindaco Giuseppe D'Ascenzo in comizio

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ECCO DOV’ERA
ANTONIO DI PIETRO DOMENICA

Qualche ora prima che il sindaco D’Ascenzo parlasse ai concittadini chiedendosi dove fosse, Antonio Di Pietro è stato visto a Montenero. Il leader nazionale dell’Italia dei valori ha fatto la spesa domenica mattina nel supermercato Eurospin, dove è arrivato da solo a bordo di un’utilitaria. Dopo un breve giro col carrello tra gli scaffali ha acquistato alcuni prodotti pronti per l’uso, probabilmente destinati al pranzo che di lì a poco avrebbe tenuto nella sua villa in campagna.

Il Quotidiano del Molise 6 ottobre 2009


 

A Montenero arriva l'agognata Adsl
 

MONTENERO DI BISACCIA. Arriverà l’Adsl nel centro bassomolisano. Quando nessuno ci sperava più, dopo anni di vana attesa, la buona notizia arriva direttamente dal sito internet della Telecom Italia (http://www.wholesale-telecomitalia.it/cgi-bin/wholesale.dll/wholesale/TI_WS_GuestLogin.jsp ). Montenero è stato inserito tra i comuni che saranno coperti con la banda larga entro la fine dell’anno. Finora il collegamento veloce a internet era garantito dalla tecnologia wi-fi, con trasmissione via radio dei dati, che ha ovviato al cosiddetto digital divide a partire dal 2007. L’arrivo dell’Adsl permetterà trasmissione e ricezione dei dati dalla grande rete in maniera ancora più rapida. Il servizio dovrebbe arrivare fisicamente nelle case dei monteneresi entro i primi mesi del 2010.

Il Quotidiano del Molise 05/10/2009


 

L'incontro organizzato dall'Italia dei valori per discutere della crisi amministrativa in corso

"Il sindaco in linea con la minoranza"

D'Ascanio detta le regole per ricucire lo strappo e chiedere scusa ai cittadini
 

MONTENERO DI BISACCIA. Una scelta definita “una porcheria e una schifezza” e che testimonia “l’inciucio politico tra maggioranza e minoranza”. Questo e tanto altro, visto il numero degli intervenuti, nell’incontro organizzato dall’Italia dei valori ieri l’altro nella sala polivalente. Per la prima volta, da quando è iniziata la crisi in Comune, compare anche Nicola D’Ascanio. Chiamato più volte in causa quale stratega, da maggioranza e opposizione, quanto meno conferma da che parte sta: contro il sindaco D’Ascenzo e l’approvazione dell’edilizia convenzionata alla marina di Montenero.
Durante l’incontro ha espresso la sua posizione anche l’ex assessore Adriano Potalivo, dimissionato proprio perché contrario al progetto. “Più volte ho invitato il sindaco a rivedere tutto il piano”, ma niente da fare. Questo spiega il suo abbandono dell’aula assieme ai consiglieri Idv Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, dando inizio alla crisi di maggioranza. Borgia ha parlato di “scelta sciagurata per questa collettività”, perché costruendo le case lì si faranno scappare le giovani coppie dal centro abitato. Inoltre non si va incontro alle famiglie meno abbienti, poiché i costi vicino al mare sono notoriamente più elevati. Tutto focalizzato sul presunto inciucio tra maggioranza e minoranza, invece, l’intervento di Cristiano Di Pietro. “Oggi la Pdl sta con il sindaco”, le parole del consigliere comunale e provinciale, secondo il quale Giuseppe D’Ascenzo “punta a distruggere la sinistra per dare la vittoria al centrodestra”. All’origine di questa tesi il fatto che la minoranza non si sia presentata alla seconda convocazione del Consiglio, dove è passato l’argomento, e che abbia rifiutato di firmare le dimissioni per far decadere l’amministrazione, come dall’Idv proposto. Definita sospetta, inoltre, l’assenza di due consiglieri di opposizione.
Per Nicola D’Ascanio si è di fronte alla “rottura del patto democratico sancito davanti all’elettorato perché un sindaco ha cambiato maggioranza”. Secondo il presidente della Provincia “il turismo non si fa con le case popolari”, oltre al fatto che il sito individuato sarebbe soggetto a esondazioni del fiume Trigno. E giù di nuovo con la tesi dell’inciucio: “Ci volevano preparare un pacco che avremmo potuto scoprire alla vigilia delle elezioni e che invece abbiamo scoperto in anticipo”. Rispondendo al consigliere di minoranza Domenico Porfido ha assicurato che non si candiderà a sindaco ed ha annunciato l’avvio di “un’azione sinergica con i cittadini” in vista delle elezioni comunali di primavera. “E’ tutto perduto?” la domanda di D’Ascanio in chiusura. “Forse no” la risposta, purché il sindaco rispetti due condizioni: ritirare l’ordine del giorno e scusarsi con i cittadini. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 ottobre 2009

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Video dell'intervento integrale di Nicola D'Ascanio all'incontro dell'Idv
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Interviene il consigliere comunale e regionale

Natalini sulle scelte amministrative
 

MONTENERO DI BISACCIA. Sull’ordine del giorno che tanto sta suscitando polemiche, interviene anche il consigliere comunale e regionale Mauro Natalini. “La scelta dell’amministrazione di far realizzare case di edilizia popolare convenzionata nella zona a mare, tra la ferrovia e la strada statale 16 (e non sulla spiaggia come qualcuno vorrebbe far credere) – scrive in una nota l’ex assessore -, scaturisce dalla convinzione della necessità di avere un nucleo residenziale fisso, e non solo stagionale, in quella zona. Ciò permetterà una crescita più armoniosa dei settori turistico, commerciale e residenziale”. Come il sindaco, anche Natalini pensa che le abitazioni in quella zona possano attirare soprattutto “famiglie provenienti da altra residenza (ad es. Valle del Trigno) che, sempre per gli stessi motivi, si riversano da anni nella vicina San Salvo”. Il che non preclude che possano insediarvisi anche persone di Montenero che “per motivi di lavoro o per libera scelta trovano più opportuno vivere in quella zona del nostro comune (non di altro comune)”.
Natalini ricorda che quell’area era stata precedentemente destinata a capannoni commerciali. “Strutture che, vista la crisi in atto, probabilmente non avrebbe mai realizzato nessuno o, peggio, si correva il rischio di realizzare per poi abbandonarle creando zone di degrado urbano. In ogni caso più impattanti di case per civile abitazione”. Per questo l’esponente di maggioranza difende la scelta fatta dall’amministrazione e ricorda esempi virtuosi di tale tipo di edilizia osservabili in paese.

Il Quotidiano del Molise 4 ottobre 2009

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La consigliera spiega in conferenza stampa la sua posizione rispetto alla crisi amministrativa

D'Ottavio: "Sono una voce unica"

Bordate all'Italia dei valori: "Non sono stata convocata per firmare le dimissioni"
 

MONTENERO DI BISACCIA. “La mia è una presa di distacco dalla maggioranza e dalle due minoranze”. Valeria D’Ottavio si definisce una “voce unica” nella conferenza stampa convocata ieri mattina per esprimere il suo punto di vista sulla crisi amministrativa in corso. Uno scenario dove accanto ad una maggioranza rimasta vicina al sindaco Giuseppe D’Ascenzo, si sarebbero formate due opposizioni: quella sconfitta alle urne nel 2005 e i tre consiglieri Idv e Ds che col parere contrario all’edilizia convenzionata alla marina hanno aperto di fatto la crisi. Per la consigliera comunale è anche l’occasione per difendersi dalle accuse, soprattutto dell’Italia dei valori, di non essersi presentata dal notaio per firmare le dimissioni contestuali. Sostiene di non essere stata avvisata e di aver saputo tramite i mass media dell’appello diramato dall’Italia dei valori alla minoranza e, come dichiarato in conferenza, anche a lei. Ma, nel caso fosse stata avvisata, ha precisato che ugualmente “non avrebbe presenziato” e non per “la volontà o meno di mandare a casa questo sindaco, ma per i metodi”. A motivo di ciò, secondo la D’Ottavio, la convinzione che “questi tipi di decisioni vanno presi davanti a tutti, in maniera trasparente, dove tutti i consiglieri comunali possano esprimere la propria opinione”. Allo scopo il contesto ideale sarebbe il Consiglio comunale e non “una prova di forza” come quella messa in atto dall’Idv.
Frecciate anche per Nicola Travaglini. All’esponente di minoranza è stata addebitata “la politica dello scarica barile” riferendosi a dichiarazioni rese alla stampa, dalle quali si intuiva che la minoranza avrebbe firmato le dimissioni di massa solo dopo un passo in tal senso da parte sua.
Valeria D’Ottavio, eletta in quota Idv, è da un paio d’anni in rotta col partito e rispetto alla maggioranza è andata assumendo un atteggiamento di progressiva indipendenza. All’origine di ciò liti interne all’Italia dei valori e la revoca della delega assessorile a fine 2006. Nel merito dell’ordine del giorno che tanto sta facendo discutere, la sua posizione è di contrarietà, “perché occorre una variante al Piano regolatore” e pertanto vi sono vizi procedurali negli atti approvati. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 ottobre 2009

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Video: conferenza stampa di Valeria D'Ottavio
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Intervista al sindaco D'Ascenzo: "Nelle riunioni non hanno detto che non dovevo portare quell'odg"

"L'Idv ha voluto ricattare in pubblico"

"Le nuove case permetteranno alle giovani coppie di avere una casa a prezzi modici"
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Perché non hanno detto nella riunione di maggioranza che se portavo quell’ordine del giorno si sarebbe spaccato il Consiglio? Me lo devono dire qui e non venire lì e fare il ricatto davanti a tutti”. Questo lo sfogo del sindaco Giuseppe D’Ascenzo a una settimana dalla crisi innescata da tre consiglieri (Idv e Ds) contrari all’approvazione di nuove costruzioni alla marina. Secondo il primo cittadino, in sostanza, durante le riunioni preliminari al Consiglio dove è saltato il numero legale, nessuno lo avrebbe messo sul chi va là. In parole più semplici, Michele Borgia e Adriano Potalivo, poiché Cristiano Di Pietro pare che non partecipi più a dette riunioni, avrebbero lasciato che il sindaco inserisse l’odg proibito per poi scatenare la crisi in pubblico. Questa la tesi di Giuseppe D’Ascenzo, il quale ha risposto anche ad altre domande.
Secondo l’Italia dei valori le nuove costruzioni sconvolgono la vocazione turistica della marina, oltre a costituire un aggravio di spese per i cittadini, dovendo il Comune fornire i servizi a una zona non ancora urbanizzata.
“Abbiamo portato in quella zona rete idrica e fognante, il metano per fare cosa? E’ invece un’area altamente vocata per essere abitata. San Salvo e Vasto ce lo hanno dimostrato. Perché con l’edilizia convenzionata si ha la metratura giusta per abitare, con prezzi calmierati che sono circa la metà di altre parti. C’è una grande richiesta di giovani coppie, non di Montenero ma di tutta la valle del Trigno, che vogliono andare ad abitare lì e non trovano case della giusta dimensione ed a basso costo”. D’Ascenzo precisa, inoltre, che per il turismo rimane a disposizione tutta l’area aldilà della Ss 16 e più vicina al mare.
Dieci anni fa iniziava l’esperienza di sindaco con il centrosinistra. Immaginava che sarebbe finita così? Ha qualcosa da rimproverarsi?
“E’ difficile rispondere. Qualcosa da rimproverarmi… ognuno di noi è convinto sempre di agire al meglio. E’ chiaro che il centrosinistra è andato perdendo la sua identità, con una litigiosità anche su argomenti effimeri, ridicoli. Quando abbiamo iniziato la seconda legislatura, con l’ingresso anche del partito di Di Pietro, sono stato contento, perché ero convinto che avrebbe dato forza, slancio, stabilità. Invece è risultato tutto il contrario, gente che non ha saputo gestire il proprio partito neanche a livello locale, ora pretende di dettare a tutti gli altri le regole di uno sviluppo. I metodi dell’Idv sono inaccettabili, non possono ricattare come hanno fatto ogni anno”.
Se potesse tornare indietro lascerebbe tutto nel cassetto e farebbe decidere alla nuova amministrazione, che si insedierà in primavera, sulle costruzioni della discordia?
“Quando si amministra o si gestisce un ente, bisogna avere l’occhio sul mercato, il quale oggi ti chiede delle cose che domani non trovi più. Chi ci dice che la prossima amministrazione, una volta insediata, troverà gli imprenditori disponibili a fare quel discorso? Noi siamo chiamati a decidere, la gente perché ci vota? Dobbiamo gestire e decidere. Questo argomento mica è nato ieri, sta sul tavolo da febbraio-marzo. Voglio ricordare che a Campobasso l’amministrazione di centrosinistra ha approvato l’edilizia convenzionata e nessuno ha detto niente. Non è possibile che un partito a Campobasso dice una cosa, a Montenero un’altra, il suo leader (Antonio Di Pietro n.d.r.) in televisione dice che è buono, a me in privato dice che è buono, in Consiglio comunale loro fanno la guerra”.

Il Quotidiano del Molise 2 ottobre 2009

Nella foto il sindaco Giuseppe D'Ascenzo

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Video: intervista completa al sindaco D'Ascenzo
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"Finora siete stati maggioranza e adesso ci chiedete aiuto?"

La minoranza: niente inciuci
Secca replica alle accuse dell'Idv
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Stanno tradendo il mandato degli elettori e, per raggiungere scopi che a noi sembrano dettati da piccoli affari di bottega, ora vorrebbero una collaborazione sempre rifiutata nei 4 anni e mezzo passati”. La replica della minoranza alle accuse di inciucio arriva a stretto giro di posta. Solo ieri l’altro l’appello dell’Italia dei valori a firmare le dimissioni contestuali per far decadere l’amministrazione, ma dell’opposizione si è recato solo Giorgio Ferrara dal notaio. Tanto è bastato a Cristiano Di Pietro per parlare di alleanza di fatto tra minoranza e sindaco. Per questo nel comunicato è spiegato che Ferrara era “presente all'appuntamento presso il notaio con gli esponenti dell'Idv a nome di tutta l'opposizione e non a titolo personale, dovendosi constatare se vi erano davvero le quattro firme sbandierate dall'Italia dei valori e verificando come erano solo in tre propensi a firmare le dimissioni, tanto che il numero di nove necessario non poteva essere raggiunto”.
Al gruppo di Alternativa e sviluppo non “piace il modo in cui l'Idv ci vorrebbe portare a sottoscrivere le dimissioni, visto che già in altre occasioni, e sono tante, sono entrati in rotta di collisione con il sindaco e noi avevamo lì pronte le firme da integrare innanzi al segretario comunale, ma loro ribadivano di essere comunque parte integrante della maggioranza e che non volevano fare inciuci con l'opposizione”. I consiglieri di minoranza ricordano come i dipietristi abbiano votato con la maggioranza temi come urbanistica, raccolta rifiuti, strada Mare-Collina. “Ogni volta sono rimasti sordi ed arroccati, abbarbicati alle poltrone e solo adesso, le elezioni sarebbero a marzo 2010, si inventano le dimissioni”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 ottobre 2009

Nella foto i consiglieri di minoranza

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Di Pietro: "Siamo noi l'unica alternativa alla maggioranza"

Solo quattro firme, D'Ascenzo resta in sella

Ferrara unico esponente dell'opposizione davanti al notaio. Alta tensione tra Pd e Idv
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Oggi prendiamo atto che l’unica opposizione al sindaco siamo noi, l’unica rimasta. La minoranza, così si fa chiamare, è la nuova maggioranza e l’Italia dei valori rimarrà l’unica opposizione sia del sindaco sia di questa nuova maggioranza, fatta dal Pd e dalla Pdl”. Questa la dichiarazione a caldo di Cristiano Di Pietro all’uscita dallo studio notarile ieri pomeriggio, subito dopo aver dichiarato la disponibilità alle dimissioni assieme a Michele Borgia, Adriano Potalivo e Giorgio Ferrara. Quest’ultimo l’unico membro della minoranza che ha aderito all’appello alle dimissioni contestuali per far decadere il Consiglio comunale. Non si sono visti gli altri quattro consiglieri di opposizione, tanto meno Valeria D’Ottavio, un tempo in maggioranza e oggi indipendente. Nulla di fatto, pertanto, poiché sarebbero servite nove firme per far saltare l’amministrazione di Giuseppe D’Ascenzo. Intanto i quattro firmatari conservano il posto in Consiglio, poiché non protocolleranno le proprie dimissioni non avendo raggiunto il quorum. Non è escluso che, realizzandone l’inefficacia, non abbiano firmato affatto. Alla stampa, d’altronde, non hanno permesso di entrare e di documentare con le foto l’avvenuta sottoscrizione.
La crisi politica si è aperta esattamente una settimana fa con la famigerata approvazione di nuove abitazioni in edilizia convenzionata alla marina di Montenero. Un odg che da mesi causava mal di pancia nella maggioranza e che, una volta riportato in Consiglio, ha condotto a una spaccatura insanabile. L’atto veniva approvato in seconda convocazione: in modo illegittimo secondo i contrari, del tutto regolarmente per il sindaco ed i sette consiglieri rimasti al suo fianco.
Secondo Cristiano Di Pietro, a questo punto, si può parlare di “inciucio tra maggioranza e minoranza”, dal momento che quest’ultima non ha accettato l’invito per far decadere il sindaco e considerando che a giugno essa stessa aveva invitato i consiglieri in disaccordo con D’Ascenzo a firmare le dimissioni.
Perché la minoranza non ha firmato? Dilemma che si presta alle più svariate analisi politiche, ma una prima impressione è che, quando mancano pochi mesi alle elezioni, non si abbia interesse a mettere il dito in una diatriba tutta interna alla maggioranza. Della serie, scornatevi da soli visto che lo fate così bene, e a marzo, al momento del voto, si vedrà; questo potrebbe essere il pensiero del gruppo Alternativa e sviluppo.
Passando invece all’altro fronte, è ormai evidente che la frattura tra Partito democratico e Italia dei valori diventa sempre più profonda. Smetterla con le ostilità e non firmare le dimissioni per tentare di sciogliere il Consiglio, queste le due condizioni che, secondo indiscrezioni, erano state poste alcuni giorni fa dalla parte di maggioranza rimasta accanto al sindaco. Nessuna delle due è stata rispettata e, allo stato, appare più che ragionevole pensare che Pd e Idv correranno con due liste separate alle prossime comunali. Diversamente, gli elettori potrebbero non faticare molto per sentirsi presi in giro.

Il Quotidiano del Molise 1 ottobre 2009

Nella foto i firmatari: da sinistra Giorgio Ferrara, Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Adriano Potalivo

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SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA A MONTENERO DI BISACCIA (TESTI E VIDEO)


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