In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI GENNAIO 2009

Il furto in una farmacia del paese: la titolare stava mettendo a posto la merce quando
un malvivente è entrato in azione. Un'anziana uscita dalla chiesa è stata scippata

Va nel retrobottega e le svuotano la cassa
 

MONTENERO DI BISACCIA. Cassa svaligiata mentre il negoziante è nel retrobottega e addirittura, fatto probabilmente senza precedenti, avviene uno scippo. Destano inquietudine gli episodi avvenuti la scorsa settimana nel centro bassomolisano, dove si segnalano almeno due furti. Uno dei quali, forse il più preoccupante, riguarda lo scippo della borsetta subito da un’anziana signora che era appena uscita dalla messa. Il fatto è accaduto pertanto in pieno centro, dove con modalità diverse è stata presa di mira anche una farmacia, non si sa se dallo stesso malvivente. Il ladro ha aspettato che la proprietaria andasse nel retro per rimettere a posto la merce, per poi entrare e silenziosamente ripulire il registratore di cassa. Il bottino non è stato elevato, circa un centinaio di euro, mentre alcuni testimoni hanno riferito di aver visto allontanarsi di corsa un giovane tendente al biondo. Non dovrebbe trattarsi di uno del posto.
Torna così l’allarme fra i commercianti di Montenero dopo un periodo di tranquillità. Solo due anni fa, infatti, diversi negozi furono visitati durante la chiusura pomeridiana. La tecnica era di forzare la porta d’ingresso ed entrare quando non vi era nessuno all’interno. Adesso invece non si curano che il titolare stia nel retrobottega, magari lesti a far finta di essere clienti qualora esca all’improvviso. Visto come vanno le cose, da oggi per i negozianti sarà consigliabile tenere sempre chiuso a chiave il registratore di cassa, anche per rimettere a posto un barattolo nel retro. Oppure, in alternativa, c’è il vecchio e sempre valido sistema dei campanellini sulla porta, che suonano quando entra qualcuno. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 gennaio 2009

 

 

Sul sito della Universidad catòlica l'invito a trasferirsi e investire nel piccolo centro molisano

Il Progetto Mafalda approda a Caracas

Eluso però ogni riferimento agli accesi conflitti in corso in paese per la centrale a biomasse
 

MAFALDA. “Proyecto Mafalda”, è chiamato così sul sito dell’Università cattolica di Caracas l’ambizioso quanto contestato disegno di sviluppo concepito dal sindaco Nicola Valentini. Il quale, com’è noto, cerca partner venezuelani, purché di origine italiana, disposti a trasferirsi e investire nel centro molisano. A scoprire il documento è stato un visitatore del blog dei “Giovani mafaldesi”, gruppo agguerrito di ragazzi che sta facendo penare non poco il primo cittadino sulla questione della centrale elettrica a biomasse. Questa dovrebbe essere il primo passo del “Progetto Mafalda”, lo stesso proposto anche oltre Atlantico. Sul sito dell’Universidad catòlica è spiegato perché scegliere il paese molisano per tornare in Italia: ambiente, tranquillità, sviluppo economico con energie rinnovabili e turismo, case nuove o da ristrutturare ecc., non mancherebbe nulla. Purché, è scritto alla fine, almeno uno dei coniugi abbia cittadinanza europea, preferibilmente italiana, e che ogni nucleo familiare porti in dote almeno 100mila euro.
Più volte è citata, quale partecipante al progetto, la Banca di credito cooperativo della Valle del Trigno. E’ l’istituto di credito presieduto dallo stesso Valentini, un fattore che da più parti ha fatto gridare al conflitto di interessi. Il sindaco in Consiglio comunale ha affermato che il fatto non sussiste, ma ha anche sostenuto che nel suo secondo mandato (1980-1985) ha “fatto la banca”. La quale, fino a prova contraria, è una società cooperativa, non un’impresa pubblica.
Fatti non riportati nel sito venezuelano (indirizzo: www.ucab.edu.ve/mafalda.html ) , così come non vi è scritto che la questione biomasse ha spaccato la popolazione come mai era avvenuto in passato. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 gennaio 2008

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Voci insistenti parlano di un imminente arrivo del servizio, non c'è però nessuna conferma ufficiale

Rete Adsl, rimane un'illusione

Amministrazione pronta a contribuire, ma manca la proposta della Telecom
 

MONTENERO DI BISACCIA. La voce gira da un po’, ma in assenza di conferme ufficiali è il caso di essere cauti e non illudersi. Anche perché in passato non sono mancate dicerie sul tema, ma la sostanza è che Montenero non è ancora coperto dalla linea Adsl. L’unico dei quattro comuni costieri molisani sprovvisto di internet veloce via cavo. Ma da un po’ la voce si è fatta più insistente: arriva in primavera, al massimo nell’estate 2009 e, fatto forse sorprendente, il Comune contribuirebbe alla spesa.
Le cose stanno come segue. Ad ottobre l’amministrazione è stata contattata dalla Telecom, la quale si sarebbe mostrata disposta a coprire con l’Adsl anche Montenero. Un’operazione che però avrebbe dei costi elevati secondo l’azienda, da qui l’idea di rivolgersi a “Pantalone”, chiedendo al Comune di contribuire alle spese.  Dal canto suo l’amministrazione ha chiesto di conoscere l’ammontare dei costi eventualmente a suo carico, per valutarne la fattibilità. Dopo quell’incontro informale, e quindi senza documenti, non è ancora seguito niente di ufficiale. Quindi la Telecom ancora non avanza nessuna proposta ed il paese resta tuttora senza Adsl, come è verificabile inserendo un qualsiasi numero cittadino nel portale internet aziendale.
Può darsi che arriverà, meglio tardi che mai, diranno i cittadini. Ma perché il Comune dovrebbe contribuire a finanziare un’opera del genere, dalla quale un’azienda privata trarrà profitto attraverso le bollette? Questa la domanda che più di qualcuno si pone. In altre parole, abbiamo aspettato così tanto, arriviamo per ultimi e tardi, e dobbiamo anche pagare le infrastrutture? Si vedrà. Intanto chi vuole navigare su internet a velocità accettabili deve ancora ricorrere alla tecnologia senza fili wi-fi, fornita da due aziende. Non è veloce come i venti mega di Telecom Alice, ma almeno c’è. Già da due anni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 gennaio 2009


 

Domani a Termoli la presentazione del nuovo cd di don Elio Benedetto

Il cantautore di musica cristiana

"L'Isola che c'è" il titolo dell'album che invita a trova la via della speranza
 

don Elio BenedettoPALATA. E’ attesa per domani sera la presentazione del suo secondo cd presso l’auditorium di Difesa Grande a Termoli. Nel frattempo qualche anticipazione direttamente da don Elio Benedetto, parroco “cantautore di musica cristiana”.
Ecco l'atteso e annunciato nuovo cd. Emozionato?
Certamente dopo due anni vedere la nascita di un nuovo cd provoca una grande emozione. Doveva uscire a settembre, ma difficoltà varie hanno ritardato un lavoro che mi ha tenuto impegnato tante notti in rifiniture”.
L'isola che c'è, perché questo titolo?
“E’ una risposta non polemica, ma proposta di speranza, a quanto per anni è stato cantato: L'isola che non c'è. Accogliendo l'Enciclica ‘Spe Salvi’ di Papa Benedetto XVI, che invitava il mondo intero alla speranza, ho tentato di indicare la rotta per ‘L'isola che c'è’, dando le ragioni della mia speranza, che è solo Dio. Intendo offrire un piccolo aiuto a coloro che sono alla ricerca dell'Isola, indicando la Vergine Maria, stella della speranza”.
In cosa differisce dal precedente lavoro?

“A dire del maestro Luigi Mas, che ha curato arrangiamenti e produzione, c’è una maggiore maturazione musicale. Seconda differenza è che i brani sono per la maggior parte di ispirazione biblica, mentre nel primo cd erano testi della beata Teresa di Calcutta. La terza è che ci sono due brani ispirati direttamente dalla mia vita. La quarta è la presenza di due canzoni composte nei primi di anni di apostolato a Montenero, da giovane sacerdote”.
Seguirà anche stavolta una tournee?

“Penso che dovrò diminuire, perché il mio primo impegno apostolico è l'essere parroco. In oltre 50 concerti ho avuto enorme soddisfazione, anche perché tante persone non pensavano di accogliere il messaggio evangelico con una musica moderna, di genere pop-rock e rhythm & blues. Le emozioni trasmesse, esplicitatemi per e-mail, telefonicamente e di persona, mi hanno ripagato abbondantemente per i sacrifici fatti, insieme ai miei bravissimi accompagnatori”.
Alla presentazione ci sarà il vescovo Gianfranco De Luca. Come accoglie la Chiesa questo suo modo di trasmettere la fede anche attraverso la musica leggera?
“Direi molto bene. Le mie canzoni hanno avuto un’accoglienza oltre l'immaginabile dall'arcivescovo di Lecce, dove ho cantato nel novembre 2008, mentre il mio vescovo mons. De Luca ha voluto lui stesso firmare l'invito al concerto. E poi ho la grande soddisfazione che a fare da filo conduttore, sabato, sarà il vescovo di Sulmona mons. Angelo Spina, delegato regionale delle Comunicazioni sociali. Non potevo ottenere di più come cantautore di musica cristiana”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 gennaio 2009

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Interrogazione urgente della minoranza, che accusa anche Borgia e D'Ascanio

Muro al porto: "Scoperta l'acqua calda"

Chiesto un Consiglio comunale per capire se è stato rispettato il progetto
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Conoscere la reale situazione tecnico–amministrativa del porto e la rispondenza del progetto a quanto in corso di realizzazione”. Interviene anche Alternativa e sviluppo sulla questione del muro alto sei metri e lungo 400 che si sta costruendo al porto turistico. Con un’interrogazione urgente, i membri della minoranza chiedono una risposta in Consiglio comunale. Non prima, però, di spiegare la loro posizione e la scoperta “dell’acqua calda” da parte di Michele Borgia e Nicola D’Ascanio, rispettivamente vice e presidente della Provincia, intervenuti nelle settimane scorse sulla vicenda.
Il muro che tanto sta facendo discutere servirà a proteggere le imbarcazioni da vento e onde, nel costruendo porto turistico della marina di Montenero. Il problema è che copre l’orizzonte ai bagnanti, in particolare la vista del golfo di Vasto. La minoranza perciò ricorda di aver già in passato “provveduto ad avversare l’ubicazione dell’opera, ritenendo che fosse questo l’unico tratto di costa che vedeva la presenza di una spiaggia immediatamente fruibile, anche se di limitate dimensioni”. Ma ogni tentativo di convincere la maggioranza a “spostare l’opera alla destra del fiume Trigno, in una zona tuttora non sviluppata” risultò a suo tempo vano. Da qui la stigmatizzazione degli esponenti provinciali che ora chiedono di fermare i lavori. Infatti sia Borgia, che è anche consigliere comunale, sia D’Ascanio hanno definito uno scempio ambientale il muro, chiedendo che si intervenga per ridurne le dimensioni. “E’ necessario ed urgente chiarire alla cittadinanza lo stato della questione – scrive la minoranza - e se effettivamente ci sia un abuso edilizio o si tratta dell’ennesima bufala del Borgia, che pur di attirare l’attenzione su di sé non risparmia neanche i colleghi amministratori di maggioranza ed il suo sindaco D’Ascenzo”. Mentre è definita “ancora più sconvolgente la presa di posizione del presidente della Provincia D’Ascanio”. Gli si contesta l’aver “presieduto la presentazione pubblica dell’opera, definendola come una delle soluzioni ai problemi di Montenero, tanto è vero che un qualsiasi cittadino che entra nella casa comunale ne vede le pareti tappezzate dalle raffigurazioni grafiche del futuro porto, comprensivo del muro”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 gennaio 2009

Nella foto il muro in costruzione al porto turistico di Montenero di Bisaccia

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Non appena possibile si terrà anche l'incontro pubblico sulle biomasse

"Sette giorni sono pochi"

I Giovani mafaldesi scrivono al sindaco. Intanto il loro blog va a gonfie vele
 

MAFALDA. Per il sindaco sette giorni potevano bastare per ricevere documentazione scientifica contro la centrale a biomasse. Invece i “Giovani mafaldesi” gli hanno replicato, a mezzo raccomandata, di volersi prendere “tutto il tempo che verrà ritenuto necessario per lo studio e la preparazione di un primo degno ed accurato momento di informazione”. E’ solo l’ultimo capitolo della battaglia in corso fra un gruppo di ragazzi ed il sindaco Nicola Valentini, che vuole far insediare una centrale elettrica nel territorio comunale. I “Giovani mafaldesi” precisano di aver inviato la lettera all’amministrazione affinché questa non creda di avere “l’opportunità di sottovalutare, o addirittura denigrare, l’attivismo del gruppo dinanzi ad un ‘apparente’ silenzio a soli sette giorni dalla costituzione dello stesso”. Non appena possibile ci sarà anche l’annunciato incontro pubblico, al quale Valentini è sin d’ora invitato. Intanto sul blog del gruppo, giovanimafaldesi.blogspot.com, continua il confronto serrato tra sostenitori e detrattori della biomasse. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 gennaio 2009

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Il partito più votato è anche il più diviso nel Consiglio comunale

Idv: 5 consiglieri, altrettanti gruppi

Michelino Borgia va nella formazione dopo le dimissioni di Di Pietro jr

MONTENERO DI BISACCIA. Alla fine sono diventati sul serio cinque diversi gruppi. Uno per ciascuno dei consiglieri un tempo appartenenti tutti all’Italia dei valori, primo partito a Montenero in fatto di voti e, dopo l’ennesima conferma, di divisioni. Michele Borgia ha formalizzato la sua adesione al gruppo Idv, lasciando quindi l’Idv per Montenero. Una decisione maturata dopo le dimissioni di Cristiano Di Pietro da ogni incarico di partito e quindi anche dal gruppo di appartenenza in Consiglio comunale. Com’è noto, l’abbandono dell’Idv da parte di Di Pietro jr è arrivato dopo la bufera causata dalle intercettazioni di sue telefonate con Mario Mautone, ex provveditore alle Opere pubbliche arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti napoletani. Così il vuoto in Consiglio comunale a Montenero, dove di fatto il gruppo Italia dei valori era rimasto senza membri, è stato colmato da Borgia. Cristiano Di Pietro a questo punto confluirebbe nel gruppo misto. Resta però da capire se sarà lo stesso di Valeria D’Ottavio, anch’ella dipietrista un tempo, ma che a novembre ha costituito un gruppo autonomo.
Riepilogando, la fu Italia dei valori è così divisa oggi in Consiglio comunale:
- Donato Benedetto (vice sindaco), non si sa bene a quale gruppo appartenga, dopo la sfiducia del partito nell’estate 2008 non è stato più riabilitato;
- Antonino D’Antonio, è rimasto l’unico membro di Italia dei valori per Montenero, gruppo nato a fine 2006 dopo i dissensi con la D’Ottavio;
- Michele Borgia, unico nell’Italia dei valori;
- Cristiano Di Pietro, gruppo misto?;
- Valeria D’Ottavio, gruppo autonomo da novembre 2008. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 gennaio 2009

Nella foto i cinque consiglieri Idv quando erano ancora tutti uniti

Sullo stesso tema:
Italia dei valori sempre più divisa (03/12/2008)


 

Intanto il sindaco prova a incastrarli con la tassa sulla pubblicità, ma non fa in tempo

Biomasse: a rischio anche i paesi vicini

Volantinaggio dei "Giovani mafaldesi", che estendono l'allarme ai centri limitrofi

MAFALDA. Esportano la preoccupazione per la centrale a biomasse anche in altri comuni, mentre nel proprio rischiano la multa per non aver pagato la tassa sulla pubblica affissione. Continua l’azione dei “Giovani mafaldesi”, che in questi giorni hanno diffuso dei volantini nei paesi limitrofi, molisani e abruzzesi, che si affacciano sull’area dove l’amministrazione comunale vuole insediare l’impianto. Nel documento si spiega per sommi capi cos’è una centrale a biomasse, puntando l’indice sui rischi per la salute e sulle perplessità generate dalle dimensioni: 20 mw. I cittadini avvicinati avrebbero mostrato interesse verso l’argomento, anche se in molti casi non ne erano ancora a conoscenza, fatta eccezione per San Felice.
Il gruppo dei “Giovani mafaldesi” è nato solo da pochi giorni, ma già sufficienti per ingaggiare più di un serrato confronto con il sindaco Nicola Valentini, primo promotore del progetto. Dopo il vivace dibattito in sala consiliare il giorno stesso della costituzione, il gruppo ha dovuto in tutta fretta togliere dalle vetrine dei negozi i volantini affissi. Il primo cittadino, infatti, sarebbe andato di corsa in Comune per verificare se era stata pagata la tassa sulla pubblicità. Si sarebbe mostrato pronto, insomma, a punire con una sanzione pecuniaria i giovincelli dissenzienti sul suo progetto energetico. Ma i ragazzi, che non avevano pagato nessuna pubblicità, sono stati lesti a togliere appena in tempo ogni volantino e scampare così la multa. Dopo l’accaduto, però, si chiedono se la stessa fiscalità è riservata anche a chi normalmente attacca volantini su altre manifestazioni, non riguardanti la biomasse. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 gennaio 2009

Nella foto il sindaco di Mafalda Valentini parla con i giovani che hanno appena fissato lo striscione di protesta ad un balcone in piazza

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La partenza dei Magi ripresa dalla tv nazionale Hrt

Montenero e Aljmas
Gemellaggio tra i Presepi
 

MONTENERO DI BISACCIA. Continua il gemellaggio tra il Presepe vivente montenerese e quello di Aljmas. Una delegazione della Pro Loco Frentana si è recata nel villaggio croato, appartenente alla municipalità di Erdut, e come l'anno scorso i Magi sono stati impersonati da tre attori di Montenero.  Ancora una volta l'evento ha meritato l'attenzione della televisione nazionale Hrt, che ha mandato in onda il servizio la sera stessa del 6 gennaio. Un'accoglienza calorosa da parte dei croati ed un Presepe vivente, quantunque solo alla seconda edizione, molto suggestivo. Questo il commento di Giuseppe Chiappini, che ha accompagnato la delegazione della Pro Loco ed ha fatto da interprete (in inglese) con i giornalisti. La visita ricambia quella ricevuta a Natale dagli attori di Aljmas, venuti a Montenero per partecipare alla rappresentazione della Natività.

Il Quotidiano del Molise 10 gennaio 2009

Sullo stesso tema:
Il servizio televisivo sull'emittente croata Hrt


 

Chiesta la revisione del progetto: dito puntato contro l'impatto ambientale del muro frangivento

Porto turistico: "Fermate i lavori"

Richiesta urgente del presidente della Provincia di Campobasso Nicola D'Ascanio
 

MARINA DI MONTENERO. Sospendere immediatamente i lavori al porto turistico “Marina Sveva” per fermare il muro che copre tutto l’orizzonte. Dopo Michele Borgia, anche il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio si schiera contro il costruendo porto turistico. Con una lettera inviata agli uffici statali ed agli enti locali interessati, da Palazzo Magno si chiede “l’immediata sospensione di tali lavori, soprattutto a causa  della costruzione di un muro frangivento in cemento armato con caratteristiche particolarmente deturpanti per il paesaggio costiero e con un impatto ambientale notevolmente negativo”. Argomento della contesa è la barriera lunga circa 400 metri, e alta all’incirca sei dal pelo dell’acqua, che sta facendo discutere non poco. I lavori sono iniziati nella primavera 2008, ma il muro è comparso solo durante l’inverno, così che il primo a dare l’allarme, alcune settimane fa, è stato l’assessore provinciale all’Ambiente Michele Borgia. La sua proposta era di ridurne l’altezza, ma ipotizzava anche uno scenario inquietante: le reali dimensioni potrebbero essere state nascoste ai diversi enti che hanno rilasciato le autorizzazioni. Questo spiegherebbe come mai nemmeno la Provincia, che pure espresse parere contrario per altre ragioni nel 2005, non accennò minimamente al muro.
Il presidente D’Ascanio chiede perciò “la verifica della rispondenza del progetto e dell’intervento ai corretti canoni previsti dalle leggi in campo ambientale e, comunque, l’esplicita e decisa richiesta di una forte riduzione dell’impatto ambientale e paesaggistico del manufatto attraverso l’individuazione di valide alternative da effettuarsi anche in corso d’opera”.
Una decisione, quella del presidente della Provincia, che “rientra nella linea politico-amministrativa di puntuale difesa dei valori naturalistici ed ambientali portata avanti dall’amministrazione provinciale, spesso con successo, anche in occasione di altri e più eclatanti casi che hanno riguardato progetti e realizzazioni sicuramente non confacenti con la vocazione del nostro territorio”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 gennaio 2009

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Le Poste hanno dedicato un annullo speciale all'evento

Bagno di folla per il Presepe

Gran finale per la 25esima edizione della rappresentazione

MONTENERO DI BISACCIA. Gran finale per la venticinquesima edizione del Presepe vivente. Una folla enorme ieri ha partecipato all’ultima rappresentazione della Natività, con il tradizionale arrivo dei Re Magi presso la grotta di Gesù bambino.  Le strade di accesso alla zona Grotte arenarie sono state letteralmente prese d’assalto dalle auto, giunte soprattutto da altri centri e regioni. Dopo un’oretta di fila, le svariate centinaia di spettatori hanno ammirato le diverse scene ambientate nelle grotte scavate nell’antichità su una ripida scarpata e assaggiato, ovviamente, le saporite “scrippelle” appena fritte.
A coronamento del prestigioso anniversario, inoltre, c’è stato l’annullo filatelico delle Poste italiane. L’ente ha allestito uno stand nei pressi del Presepe vivente, dove in molti hanno fatto timbrare cartoline e corrispondenza con l’originale annullo. Il timbro rimarrà a disposizione di interessati e collezionisti per altri sessanta giorni presso l’ufficio postale di Campobasso.

Il Quotidiano del Molise 7 gennaio 2009

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Nasce il blog dei "Giovani mafaldesi" per dire no alla biomasse
 

MAFALDA. Hanno anche un blog i “Giovani mafaldesi”. A pochi giorni dalla costituzione, il gruppo di ragazzi che intende farsi sentire sulla questione biomasse ha attivato un proprio spazio su internet. www.giovanimafaldesi.blogspot.com è l’indirizzo da digitare per saperne di più sulla questione che tanto sta facendo discutere nel piccolo centro bassomolisano. Si tratta della centrale a biomasse che l’amministrazione comunale, di propria iniziativa, vuole far costruire nella zona artigianale. Sul nuovo blog ogni utente può dire la propria, partecipando così al dibattito che, a detta dei “Giovani mafaldesi”, interessa anche i centri limitrofi, poiché i danni ad ambiente e salute potrebbero estendersi per un raggio di 70 km.

Il Quotidiano del Molise 7 gennaio 2009

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Cinquemila firme contro il lodo Alfano
 

MONTENERO DI BISACCIA. Cinquemila firme. Questo il contributo dato dal Basso Molise alla campagna referendaria promossa dall’Italia dei valori contro il lodo Alfano. “Un provvedimento ingiusto e antidemocratico” è definita la legge che durante il mandato protegge dai processi le prime quattro cariche dello Stato. Per questo il Circolo Idv di Montenero, che ha coordinato nella raccolta le varie sezioni del Basso Molise, vuole ringraziare “tutti i cittadini indignati che hanno firmato con passione ed entusiasmo per cancellare un privilegio anticostituzionale”. Le firme, raccolte in tutta Italia, saranno consegnate oggi presso la Corte di cassazione di Roma. Successivamente sarà avviata la procedura per indire il referendum abrogativo.

Il Quotidiano del Molise 7 gennaio 2009


 

Mafalda. Il gruppo si è formato spontaneamente per contrastare il progetto della centrale elettrica

I giovani contro la biomasse

Il sindaco Valentini li convoca a sorpresa per un confronto con i suoi sostenitori
 

MAFALDA. Anche i più giovani escono allo scoperto contro il sindaco Nicola Valentini e la centrale elettrica a biomasse. Un gruppo spontaneo, denominato “Giovani mafaldesi”, si è costituito da qualche giorno. Obiettivo dichiarato: “manifestare le nostre perplessità ed opporci con continuità e veemenza alla realizzazione del progetto, qualora saranno riscontrati dati contrari alla sua positività”. A formare il gruppo sono diversi ragazzi del piccolo centro, nella cui zona artigianale l’amministrazione comunale ha deciso di far costruire una centrale a biomasse, ossia alimentata con scarti di agricoltura. Un’idea che ha subito incontrato forte ostilità, tanto fra la gente comune quanto dalla minoranza consiliare. Si temono danni alla salute e al “nostro incontaminato territorio”, soprattutto per le dimensioni dell’impianto: venti megawatt.  Per farsi conoscere i “Giovani mafaldesi” domenica mattina hanno affisso uno striscione sul balcone di una casa in piazza. Visibilità assicurata alla scritta “Sindaco rinunci alla biomassa (con la “o” sostituita da un teschio n.d.r.), per il bene della nostra Mafalda”. Valentini, che pare stesse in un bar lì accanto, è stato avvisato ed è subito accorso dai ragazzi che avevano appena finito di issare il singolare stendardo.
L’intento è di organizzare al più presto un incontro pubblico, dove sarà invitato anche il sindaco, per approfondire le argomentazioni a favore e contro la biomasse. I giovani hanno preferito agire in proprio anziché aggregarsi all’esistente comitato “Mafalda viva”, anch’esso contrario al progetto. “Loro hanno fatto un ricorso al Tar e così hanno precluso ogni dialogo con l’amministrazione” spiega una ragazza, facendo capire che si vuole tenere aperta la porta al confronto con Valentini. Il quale si è mostrato disponibile al match. Li ha infatti invitati per la sera stessa di domenica in municipio, ufficialmente solo per la consegna del documento con cui i “Giovani mafaldesi” annunciavano la costituzione del gruppo. Ma al momento di varcare la soglia dell’edificio sono stati accolti dal sindaco, da alcuni membri di maggioranza e da altri giovani favorevoli alla centrale, nel frattempo avvisati via sms. C’è stato uno scambio di opinioni a tratti vivace e addirittura un esponente politico avrebbe chiamato “bambocci” i ragazzi contrari al progetto. Poi Valentini ha avanzato la sua proposta: sarà l’amministrazione, non loro, ad organizzare il convegno. “No grazie, andiamo avanti per la nostra strada”, la risposta dei “Giovani mafaldesi”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 gennaio 2009

Nelle foto. In alto: lo striscione. In basso: il sindaco, accanto alla sua Jaguar, parla con i ragazzi che hanno appena finito di fissare lo striscione al balcone (foto scattate dai membri del gruppo "Giovani mafaldesi").

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Mafalda. Valentini: "Sarà l'inizio dello sviluppo che salverà il paese". Proteste tra il pubblico

La minoranza ribadisce il no alla biomasse
 

di Rossano D’Antonio
MAFALDA. Per la legge dei numeri non passa la proposta anti biomasse della minoranza, mentre il sindaco recupera in parte, perché assente, uno dei due consiglieri dissidenti. E sul possibile conflitto d’interessi glissa a metà. Un Consiglio comunale ricco di spettatori, come mai se ne vedono, quello di fine anno. Si parla di Bilancio di previsione e altro, ma l’attesa è per l’ultimo ordine del giorno, quello proposto da tre consiglieri di minoranza e due di maggioranza. Si chiede di riesaminare l’autorizzazione per l’ormai famigerata centrale elettrica a biomasse, che l’amministrazione di Nicola Valentini vuole far approdare nella zona artigianale. Ma prima che inizi la discussione, dall’opposizione Egidio Riccioni chiede che “il sindaco abbandoni l’aula per conflitto di interessi”. Questo perché Valentini, oltre che primo cittadino, è presidente del Credito cooperativo Valle del Trigno, ossia uno degli investitori nel progetto biomasse. Immediata la replica dell’interessato, che definisce la richiesta “completamente infondata, in quanto non trovasi nessun conflitto di interessi”. Si passa alla discussione ed interviene Maria Grazia Di Grande; precisa che l’aver firmato assieme alla minoranza non significa “un’alleanza con loro”, quindi non esce dalla maggioranza se non per questo specifico argomento. Sono diverse le sue perplessità, specie a carattere ambientale, e per questo chiede “di sospendere l’iter” in attesa di ulteriori verifiche. La parola passa alla minoranza. Egidio Riccioni affronta prima gli aspetti tecnici del Piano di fabbricazione, che non permetterebbe ciminiere alte come quella che serve alla centrale. Poi invita a non avere tanta fretta ed a chiedere un parere ai cittadini, perché “non possono solo cinque-sei persone determinare il futuro del paese”. Biondo Mastrangelo dice che la minoranza non è contraria a tutto il “Progetto Mafalda”, che prevede anche impianti eolici e solari, “ma solo alla biomasse”. Intervengono anche altri consiglieri di maggioranza, ma il più atteso è il sindaco. Valentini chiarisce che la centrale non potrà diventare un inceneritore di rifiuti, ma che invece sarà l’inizio di un disegno di sviluppo; snocciola tutti i pareri favorevoli ottenuti dai vari enti e poi dà un’impronta più politica all’intervento. “Non mi rassegno a vedere il mio paese morire” dice in tono solenne, quando dal pubblico uno spettatore irrompe sulla scena e sbatte dei fogli sul tavolo. E’ invitato a lasciare la stanza dalle forze dell’ordine, così è la prassi; non oppone resistenza. Il documento dimostra che Valentini ha partecipato ad un incontro sui temi energetici a Roma, nel 2007, in veste di presidente di banca e non di sindaco. Riecco il conflitto d’interessi. Torna la calma e il primo cittadino riprende: “Non mi rassegno che questo paese debba sparire, siamo arrivati a 1300 abitanti” ecc. Infine annuncia che si ricandiderà alle comunali di giugno: “Si voterà contro o a favore del Progetto Mafalda”.

Il Quotidiano del Molise 2 gennaio 2009

Nelle foto: in alto una veduta del Consiglio comunale di Mafalda, in basso un cittadino irrompe e consegna il documento che dimostrerebbe il conflitto di interessi del sindaco

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