FAI DA TE: pittura murale colorata
08/07/2008 8.38.33

FAI DA TE  E PICCOLI LAVORI IN CASA

La rubrica di Montenero On Line sul
FAI DA TE  E PICCOLI LAVORI IN CASA


PITTURARE LE PARETI INTERNE


capitolo quarto
IL COLORATO (tenue e forte)

La procedura per l'applicazione della pittura colorata sulle pareti è in gran parte identica a quella del bianco, ma occorre qualche accorgimento in più riguardo alla copertura, che deve essere ottenuta con accuratezza ancora maggiore.
E' poi importante distinguere il colore delle pareti dal bianco del soffitto, a meno che non si usi la stessa tinta anche per quest'ultimo supporto (il che è raro). Normalmente si lascia un bordino bianco, oppure si applicano bordi decorativi adesivi. E' il caso di prestare molta attenzione al bordino: fatto bene crea un bell'effetto di contrasto e dà un carattere di precisione al lavoro, fatto male... rischia di rendere vano tutto il resto.
Prima di passare all'applicazione del prodotto, va precisata una differenza fondamentale tra colori tenui e vivaci (o forti). Nel primo caso si tratta delle cosiddette tinte pastello, ottenute spesso dal bianco; nell'altro di colori forti (giallo vivace, arancione, blu, verde ecc.) e vanno applicati tenendo conto di alcune avvertenze, che di seguito saranno spiegate.

1) OPERAZIONI PRELIMINARI. Su intonaco nuovo (prima tinteggiatura in assoluto) applicare una mano di fissativo, che serve a uniformare l'assorbimento del supporto e ad evitare sprechi di pittura. Il fissativo va anche applicato su superfici precedentemente trattate con tempera.
Sul muro già pitturato spazzolare per rimuovere la polvere, stuccare eventuali crepe e buchi e carteggiare dopo qualche ora con carta resinata da 120.

2) DILUIRE LA PITTURA. Leggendo le istruzioni riportate sulla confezione, aggiungere l'acqua nelle percentuali indicate. In genere le idropitture vanno diluite al 30-40 per cento, il che significa che ad un secchiello da 5 lt bisogna aggiungere da 1,5 a 2 litri di acqua, a seconda della propria abitudine ed esperienza. Una diluizione bassa significa avere più copertura, ma anche più evidenti i segni delle pennellate o la buccia delle rullate. Una diluizione elevata significa qualche schizzo in più, rischi di colature se non si è abituati a imbiancare e, in certi casi, una mano in più di pittura colorata. Per i principianti l'ideale è tenersi a metà strada: se sulla confezione si parla di 30-40%, optare per il 35 e non si sbaglia. Mescolare con estrema cura, specie la pittura colorata, prima dell'applicazione.

3) AL LAVORO. Occorre prima di tutto dipingere il soffitto e nella stragrande maggioranza dei casi si usa il bianco. Durante questa operazione occorre scendere anche sotto l'angolo fra soffitto e parete, dipingendo col bianco 4-5 cm nella parte più alta della parete. Non occorre essere precisi in questa fase, perché sarà il nastro a creare il bordino, mentre la sbavatura del bianco sarà coperta dalla pittura colorata.
Ad essiccazione avvenuta dell'ultima mano (3 ore) si applica il nastro adesivo per creare il bordino (serve ad evitare lo spiacevole effetto "muro storto"). Attaccare il nastro lungo tutto il perimetro della stanza, sull'angolo fra parete e soffitto, in più pezzi avendo cura di non creare una linea discontinua e facendo combaciare il lato superiore del nastro con il soffitto. A questo punto si può passare all'applicazione della pittura colorata, che grazie alla protezione del nastro, non andrà a coprire anche i 2 o 2,5 centimetri sull'angolo in alto. Una volta tolto il nastro si vedranno il bordino bianco ed una linea di demarcazione fra bianco e colorato lungo tutto il perimetro della stanza. Si consiglia di non applicare il nastro sulla pittura non ancora perfettamente essiccata, pena il distaccamento del bianco in alcuni punti.
Passiamo ora alla tinteggiatura con pitture colorate, distinguendo le tonalità chiare da quelle scure.

TINTE CHIARE (PASTELLO)
Se si usa il pennello: intingere fino a metà delle setole, scolare l'eccesso di prodotto sul bordo e iniziare l'applicazione. Se si usa il rullo: intingere e scolare l'eccesso di prodotto sull'apposita retina.
Pitturare quadrati di circa 60 x 60 cm alla volta, incrociando le passate sia con il rullo sia con il pennello e rifinendo sempre nello stesso verso lungo tutta la parete. Con il pennello allentare la pressione nelle ultime passate, arrivando quasi a sfiorare il supporto. Non interrompere l'applicazione a metà parete, ma arrivare sempre ad uno spigolo. Prestare attenzione alla stesura del prodotto in maniera uniforme su tutta la parete, facendo attenzione a non lasciare scoperte le zone di congiunzione fra le diverse passate. Usare un pennello più piccolo (40-60 mm) per gli spigoli.
Con le tinte chiare sono sufficienti normalmente due strati di prodotto, come sempre intervallati di tre ore l'uno dall'altro. Una volta applicata l'ultima mano, rimuovere il nastro sull'angolo superiore (operazione possibile anche se la pittura delle pareti non è ancora essiccata del tutto).

TINTE VIVACI E COLORI FORTI
La procedura di applicazione è identica a quella delle tinte chiare (vedere qui sopra), ma cambiano il numero di mani, i prodotti che si usano e soprattutto è necessario aspettare che ogni strato di pittura sia perfettamente secco prima di passare alla successiva mano.
- numero di mani. Se si vuole davvero far diventare arancione, blu, bordeaux una parete, occorrono 3 strati di prodotto (in casi estremi anche 4). Anche se può sembrare strano, le tinte scure tendono a coprire meno di quelle chiare e soprattutto si vedono eventuali zone non perfettamente verniciate. Tra una mano e l'altra è indispensabile aspettare la perfetta essiccazione, altrimenti non si avrà mai una copertura soddisfacente. D'estate è sufficiente aspettare tre ore tra una mano e l'altra, con temperature più basse i tempi si allungano.
- il prodotto. Si usano le cosiddette super lavabili, che sono pitture murali di fascia alta, colorabili in qualsiasi tinta (ma non con con le boccette, vedi anche le faq a fine capitolo) e che danno un effetto vellutato a lavoro ultimato (con tre mani di prodotto).

Ed ora alcune domande frequenti.
Ho messo già tre boccette di colorante nel bianco, ma ho ottenuto una tinta salmone al posto dell'arancio che volevo.
La spiegazione è molto semplice: i pigmenti coloranti non riescono a modificare più di tanto il bianco e quando arriva la cosiddetta saturazione della tinta, praticamente non hanno più effetto (tranne quello di sconvolgere l'equilibrio della composizione chimica del prodotto). Per ottenere i colorati forti, difatti, si usano basi diverse, colorabili esclusivamente dal rivenditore con i tintometri. Il consiglio, quando si vogliono colorati forti, è di farseli preparare dal rivenditore: il prezzo finale è lo stesso (perché le boccette costano, rispetto alla grammatura che hanno), si sceglie la tinta in anticipo e la si può riprodurre uguale all'infinito.

Ho applicato la prima mano di pittura colorata, ma il risultato è orrendo, tutto a macchie!
Ed è normale che sia così, ancor più se la tinta è vivace o scura. Dipende dal fattore copertura, che con la prima mano non può mai essere ottimale. Con le tinte chiare il risultato cambia radicalmente già con la seconda mano, con le tinte scure occorre sempre la terza, qualche volta la quarta, a seconda dei casi. Ma la regola generale è: non giudicare mai la riuscita di un lavoro dopo la prima mano.

Ho già dato quattro mani di giallo vivace, ma si vedono ancora delle zone velate.
E' vero che ci sono alcuni casi estremi, dove c'è effettivamente un problema di copertura per specifiche tinte (ed alcuni gialli qualche volta fanno di questi scherzetti). Quasi sempre, però, è la fretta a compromettere la copertura: fra una mano e l'altra bisogna aspettare almeno 3 ore. E bisogna applicare 3 strati di prodotto se la tinta è vivace o scura. Applicare un'ulteriore mano su un film di pittura non ancora essiccato significa sprecare prodotto, perché ammorbidisce lo strato sottostante e non copre. Bisogna aspettare 3 ore, anche di più se è inverno.

Posso non applicare il nastro sull'angolo superiore, per il bordino, e fare attenzione con un pennellino a non pitturare con il colorato anche il soffitto?
Certo, ma il muro non è mai perfetto e si vedrà sempre storto. Meglio perdere dieci minuti per attaccare il nastro.

Quando ho staccato il nastro per fare il bordino è venuta via anche la pittura bianca in alcuni punti.
Succede quando il nastro è stato applicato sul bianco non ancora essiccato o in caso di zone con scarsa aderenza (cosa di cui ci si accorge solo a danno subito). Nessun problema: con un pennellino piccolo ripassare le zone dove si è staccata la pittura.

I colori forti tolgono luce alla stanza?
Questa sensazione è probabilmente soggettiva, perché per dare un senso di chiuso bisogna davvero pitturare di bordeaux o blu notte una stanza intera. Spesso è questione di abitudine. Chi ha sempre visto le pareti bianche rimane esterrefatto di fronte ad un arancio, ma probabilmente accetta un paglierino o un rosa molto chiaro. Dipende poi da come si colorano gli ambienti, dal gusto individuale, dall'armonia delle tinte e dal tipo di contrasto che si vuole.

Mi piacciono le tinte scure, ma non vorrei una stanza tutta blu (o bordeaux, verde ecc.)
Il bello dei colorati è che possono essere armonizzati e si prestano al contrasto. Si può allora pitturare con una tinta estrema solo una parete, un pilastro, una nicchia, una canna fumaria, insomma qualunque cosa si voglia evidenziare, per poi usare una tinta della stessa famiglia, ma più chiara, sul resto dell'ambiente.

Potrò un giorno far tornare bianca o di colore più chiaro una parete tinteggiata con un colore scuro?
Certo, è solo questione di copertura, ma naturalmente non sarà come dare il bianco sul bianco. Con 3 o 4 mani, sempre intervallate di 3 ore l'una dall'altra, si può tranquillamente cambiare anche una tinta scura.

UN ESEMPIO CONCRETO DI PITTURA COLORATA.

Questo salotto è stato volutamente fotografato prima che fossero rimontate le tende, rifoderati i divani ed ultimata la sistemazione della stanza, proprio per focalizzare l'attenzione sull'aspetto decorativo dei muri. Per il soffitto è stata usata pittura lavabile bianca, mentre per il controsoffitto un arancio medio (si notino i bordini sugli angoli superiori, da una parte bianchi dall'altra arancioni).

Sulle pareti una tonalità calda del giallo, che dà sensazione di colore senza scurire l'ambiente, anzi. Sulla canna fumaria del camino stessa tinta arancio del controsoffitto, ma con un effetto decorativo applicato a tampone (di questo si parlerà in altra sede). Tutte le pitture sono state applicate con pennello (plafone) antigoccia 165x16. Vi è poi il termosifone (a sinistra nella foto), verniciato con smalto all'acqua della stessa tinta delle pareti, in modo da "nasconderlo". Quella di poter realizzare la stessa tinta sia con la pittura murale sia con lo smalto, è una particolarità dei sistemi tintometrici, con i quali un unico codice è riproducibile in vari tipi di prodotto.
Come si può notare, l'effetto finale è sobrio e senza forte impatto visivo, nonostante il decorativo a tampone sulla canna fumaria sia stato applicato in maniera marcata. Va sottolineato che, vista la presenza di più tinte su più livelli, senza un'accurata realizzazione di bordini sull'angolo superiore tutto il lavoro avrebbe perso gran parte del fascino.

Nel prossimo capitolo: smalto all'acqua o a solvente?



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ROSSANO D'ANTONIO 

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