Ecco di seguito quello che sono riuscito a fare per facilitare la comprensione del dialetto montenerese scritto. Un lavoro veramente faticoso e credo di aver dato fondo a tutte le mie risorse, anzi, per dirlo in dialetto, sting pe dic orz. Se in linea c'è un professore di lettere che vuole dare una mano, questo è il momento di farsi avanti. Chissà... potremmo realizzare un progetto veramente audace (tentall): fare finalmente il dizionario italiano-dialetto montenerese. Rossano
REGOLE DI PRONUNCIA
La vocale finale è quasi sempre omessa. (carta= cart);
spesso per facilitare la comprensione di alcune parole la vocale finale viene scritta, ma
non viene pronunciata (pije=prende).
L'accento cade quasi sempre sulla vocale dell'ultima sillaba che ne contiene una (portone:
purtòn; autobus=autobùs).
Il suono nt diventa nd (cento lire= cend lir). Lo stesso dicasi per mp= mb. I suoni citati costituiscono l'inflessione più pesante e frequente del dialetto sull'italiano (Biscardi insegna), ma non va dimenticato l'opposto (sindrome delle nd), dove per paura di dire nd si dice nt anche quando non è necessario: antando (andando), bampini (bambini)...
Il suono st è sempre pronunciato sct -
so stat (sono stato) =so sctat
Le altre s impure (sc, sp...) sono pronunciate come nell'italiano, questa
costituisce una differenza sostanziale dalla parlata partenopea, da cui il dialetto
montenerese deriva. Nel napoletano infatti, quasi tutte le s seguite da
consonante sono pronunciate sc, ad eccezione del suono st.
L'ausiliare avere è quasi sempre sostituito dall'essere (ho fatto=so fatt)
La parlata montenerese è caratterizzata dal largo utilizzo della a dove normalmente andrebbe la e (es. mass=messa; biciclatt=bicicletta). E' una caratteristica che rende il nostro dialetto sostanzialmente diverso da quello dei paesi limitrofi (Mafalda, Tavenna, Palata, Petacciato), e che trova similitudini in alcuni paesi abruzzesi (San Salvo, Vasto, Cupello, Monteodorisio).
ARTICOLI
il-lo = lu (u finale
pronunciata)
la = la (a finale pronunciata)
i-gli-le = le (la e finale non viene pronunciata)
un-uno = nu (u finale pronunciata)
del-dello = de lu (u finale pronunciata)
PREPOSIZIONI
a = a
con = che (e finale pronunciata)
da = da (a finale pronunciata) dal
= da lu dalla = da la
di= de (e finale non pronunciata)
fra = fra (a finale pronunciata)
in = non esiste in dialetto, viene tradotta in vari modi: so jut 'ncambagn
(sono andato in campagna); so jut a la muntagn (sono andato in montagna)
per = pe (e finale non pronunciata)
su = generalmente sostituita con sopr (sopra)
AVVERBI
avverbi di luogo: aecch (qui) ; assopr
(sopra) ; arret (dietro)
avverbi di tempo: mò (adesso,ora) ; ancor (ancora)
avverbi di quantità: tropp (troppo) ; just* (appena) ; nu
bell 'ccon (abbastanza) ; allmman (almeno)
avverbi di affermazione: proprje (proprio) ; 'ntutte (proprio);
addavar (davvero)
avverbi di negazione: nè (nè) ; nemmen (neppure,
neanche)
avverbi di dubbio: sarrà (forse) ; va a finì
(probabilmente)
locuzioni: acchian acchian (piano piano) ; nu 'ccon a la vodd
(poco a poco)
*(just) non è uno scherzo, assomiglia veramente
all'inglese, ma si pronuncia diversamente e deriva da giusto
PRONOMI
personali: ji (io) ; tu
(tu) ; ass (egli-ella) ; nù (noi) ; vù
(voi) ; iss (essi)
possessivi: amì (mio) ; atù (tuo) ; asù
(suo) ; anostr (nostro) ; avostr (vostro) ; alor
(loro)
dimostrativi: quist (costui) ; cast (costei) ; quill
(colui) ; call (colei) ; chist (costoro) ; chill
(coloro). quast
(questo) ; quass* (codesto) ; quall (quello) ;
indefiniti: ogne e un (ognuno) ; cacched'un (qualcuno) ;
so cchì è (chiunque) ; caccos (qualcosa)
* codesto (quass), che in italiano è praticamente inutilizzato, è invece largamente
impiegato nel dialetto
TEMPI
| INDICATIVO | ||
| Presente faccio=facc |
Passato prossimo ho fatto=so fatt |
Futuro semplice non esiste in dialetto, viene inteso generalmente così: farò=eja fà (vocali finali pronunciate) |
| Imperfetto facevo=faciav |
Trapassato
prossimo avevo fatto=ev fatt |
Futuro anteriore non esiste, generalmente sostituito dal passato prossimo e il senso della frase è comprensibile grazie ad avverbi di tempo (dopo che avro fatto=dop ch so fatt) |
| Passato remoto: feci=so fatt non esiste, viene usato il passato prossimo |
Trapassato remoto: ebbi fatto=so fatt non esiste, viene usato il passato prossimo |
|
| CONGIUNTIVO | CONDIZIONALE | |
| Presente: che io faccia=facc sostituito dal presente indicativo |
Passato: che io abbia fatto=so fatt sostituito dal passato prossimo |
Presente: farei=faciass non esiste il condizionale è sempre sostituito dal congiuntivo |
| Imperfetto: facessi=faciass |
Trapassato: avessi fatto=avess fatt |
Passato: avrei fatto=avess fatt non esiste il condizionale è sempre sostituito dal congiuntivo |
| IMPERATIVO fai=fà |
INFINITO Presente: fare=fà |
GERUNDIO facendo=facenn |
La curiosità: in dialetto, come si è
visto, non esiste il condizionale. Spesso si sentono frasi del tipo se avrei... e
ci si chiede perchè sbaglia il congiuntivo anche chi normalmente parla il dialetto, dove,
appunto, si usa sempre il congiuntivo. Una spiegazione potrebbe essere:
la frase viene pensata in dialetto (se tenass nà bella machin= se avessi una bella
macchina)
viene tradotta in italiano "se avrei una bella macchina", ritenendo che non si
possa dire allo stesso modo, cioè come nel dialetto. "Possibile che si dice come nel
dialetto?" ci si chiederà. Proprio così, l'importante, però, è ricordare che la
frase segue con il condizionale.
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