DIZIONARIO DEGLI
ERRORI E DEI DUBBI NEL DIALETTO MONTENERESE MODERNO
Calma, calma, non si vuole certo promuovere un ritorno al
dialetto a tutti i costi, ma cercare di fissare delle regole precise, anche se limitate
all'epoca odierna e di conseguenza già differenti dal dialetto di un secolo fa. I puristi
del dialetto montenerese condannano senza possibilità d'appello gli italianismi
inutili, ritenendo dannoso sostituire termini già consolidati nella cultura popolare con
parole tratte dall'italiano e stravolte con la pronuncia dialettale. In parole povere
bisogna "dialettizzare" solo le parole nuove o inesistenti nel dialetto
classico, le altre devono essere dette in dialetto con la D maiuscola. Insomma, secondo i
puristi o si parla dialetto o si parla italiano, guai a confondere le due
"lingue". Come detto altre volte, la nostra "lingua madre" ha ancora
vita lunga ed è ancora parlata correntemente in paese. Questa pagina vuole essere,
perciò, un invito a parlare bene il dialetto e ricordare, sempre, che l'italiano
è diverso e non va confuso con esso. Ovviamente anche l'italiano andrebbe parlato bene.
Note per la consultazione: gli errori sono indicati a seconda della gravità, da quelli
tollerabili a quelli imperdonabili. Nei limiti del possibile e delle conoscenze in materia
degli autori, sono indicati anche i termini arcaici e non più in uso.
Importante: in via sperimentale i termini dialettali di
questa pagina sono scritti diversamente dalle altre sezioni dialettali. Si tiene conto
della codifica trovata in altri testi molisani. Augurandoci che la pronuncia diventi in
tal modo più facile, invitiamo i lettori a comunicarci opinioni in proposito. Scrivici
Cliccando qui a fianco si apre una finestra pop up con le note per la traduzione,
si consiglia di ridurre ad icona per averla sempre a portata di mano. |
Note
per la consultazione |
Con italianismo si intende la trasposizione nel
dialetto di una parola appartenente alla lingua italiana. E' limitato ai vocaboli già
presenti nel dialetto classico e non riguarda le parole nuove. L'italianismo si
ottiene in genere troncando la vocale finale e cambiando l'accentazione. Ai puristi
proprio non va giù.
La pagina è aggiornata periodicamente.
- Accorgersi: addunà - errore accorge;
m' n' sò 'ddunate e non m' n' sò 'ccort, anche se questa forma è ormai
entrata nell'uso.
- Altalena: sciunnele - errore
grave altalene, è decisamente più originale l'altro termine
- Amico: ormai è abitudine affiancare amiche
a cumpagne, termine classico (nota, nel dialetto cumpagne non ha nessun
significato politico, infatti per identificare i fedeli di falce e martello si italianizza
così: compagne)
- Anestesia: addobbij - anche se è
entrato nell'uso, è poco corretto dire anestesì
- Asciugamano: tuaje - errore grave
asciugamane
- Assomigliare: ar'ss'mm'jà -
errore grave assumijà
- Attenzione (fare): accorte -
ormai d'uso corrente attenzione
- Barattolo: buatte - errore grave barattule
- Basilico: vasa n'col - errore
gravissimo basiliche
- Battezzare: vatt'jà - errore
gravissimo battezzà, italianismo fin troppo evidente, oltre che inutile, sconcio
ecc.
- Bottone: uuttone - errore grave buttone.
Nota uuttone indica anche qualsiasi tipo di pulsante.
- Bretelle: trande - errore
gravissimo bretelle
- Calcio (sport): pallone
- errore grave calce; nota: in sport derivati del calcio a 11, si usano termini
italianizzati, es. calcette, questo perchè nel dialetto classico non esistevano
tali specialità.
- Camino: ciummunire - errato cam'nette.
Anche se rifiutato dai puristi, quest'ultimo termine negli ultimi decenni distingue i
moderni caminetti da quelli più antichi, destinati oltre che al riscaldamento, alla
bollitura dell'acqua per scopi alimentari.
- Campanile: cambanare - errore
grave cambanile
- Capelli (tagliare i): accungià l'
capille - entrato nell'uso tajà l' capille
- Cardellino: card'llatte - errore
grave cardelline
- Cattivo: 'mmalamende - errore,
anche se entrato nell'uso, cattive
- Chiedere: addummannà - errore
gravissimo chiede (nota: addummannà significa anche salutare. Es. n'
m'addummanne 'cchiù - non mi saluta più)
- Coaugulato: quaiate - errore
grave coaugulate
- Comunione (rito religioso): corretto ost'j,
anche se entrato nell'uso i puristi non tollerano cumunione. (Es. Sì iut a
la masse, ma ti si todde l'ost'j? - sei andato a messa, ma hai preso la comunione?)
- Corte (fare la): jè appresse -
nota: dalla dicitura deriva il dialettismo andare dietro a qualcuno, laddove
bisognerebbe dire (in italiano) corteggiare
- Cravatta: skolle - arcaico, ormai
sostituito da cravatte
- Damigiana: ram'giane - errore dam'giane
- Discesa: capabballe - errato,
anche se ormai entrato nell'uso discese. Anche se i puristi storcono il naso non
è da considerare errore.
- Disoccupazione: stà a spasse -
errore disoccupazione. Nella cultura popolare può andare a spasso solo chi non
ha altro da fare.
- Ernia: pallone - errore ernje,
il termine è però entrato nell'uso soprattutto per indicare l'ernia del disco, non si
dice infatti lu pallone a lu disk
- Falso: fazz~ - errore grave false
- Fetta: felle - errore gravissimo fette.
Arcaico e non più in uso è lask. M' sò magnate na' 'bbell'a lask d' pane
- Fiammifero: 'pp'cciarellle -
errore gravissimo fiammifere
- Finta (far): fà 'mbagne - anche
se ci ostina a farlo entrare nell'uso non è corretto dire fà finte
- Formaggio: cac'e - errato, ma
entrato nell'uso formagge
- Genitori: la mamme e lu padre -
errore gravissimo g'n'ture. Nota nel dialetto non esiste un termine che indichi
tutti e due i genitori, si menzionano perciò ambedue le figure, facendo precedere quella
materna secondo una consolidata forma di cortesia.
- Goccia: il termine classico è stizze,
ma oggi è entrato nell'uso hocce
- Grappolo: raspe - errore
gravissimo grappule
- Insegnare: 'mbarà - errore 'nz'gnà.
Trappola: in dialetto insegnare e imparare si dicono allo
stesso modo ('mbarà), causando talvolta errori nel parlare l'italiano. L'esempio
più classico è "ti imparo io come si fa", invece di "ti insegno
io...", un errore piuttosto comune in cui si è imbattuto anche un illustre
compaesano in televisione.
- Inverno: 'mmerne - errore
gravissimo inverne
- Irrigare: addacquà - errore
grave irrigà
- Lucchetto: mascatt - errore grave
luccatt o lucchett
- Maiale (carne di): porce - anche
se qualcuno comincia a dire carne d' maial è errato
- Masticare: ammasc'gà - errore
gravissimo mast'cà
- Matrigna: matraije - errore matrigne
- Matrimonio: i termini classici sono zite
e spusalizie, oggi è d'uso corrente anche matr'monie
- Mietere: mete - errore grave miete;
oggi le operazioni relative a taglio e raccolta dei cereali sono definite col termine tr'skà,
che è usato anche per indicare l'uso di violenza. T' trask de mazzate=ti riempio
di botte.
- Militare (partire per il servizio): i
puristi preferiscono l'arcaico partì p' suldat, ormai si dice partì p'
m'l'tar
- Militare (visita): m'sur - ormai
in uso anche visit m'l'tar. Nota: deriva dal fatto che alla visita militare si
viene (si veniva, anzi) misurati in altezza e peso. jì a la m'sur=andare alla
visita militare
- Ombelico: m'ijcule - errore ombeliche,
anche se il termine classico è difficile da pronunciare, è preferibile usarlo
- Ombra: frask - errore grave ombre.
Si dice "stinghe bune a lu frask" e non "all'ombre"
(sto bene all'ombra).
- Onda (del mare): cavallone -
errore gravissimo onde
- Parolaccia: parole (si dice
semplicemente così) - errore grave parulacc. J' sò fatte na ditte d' parole...=glie
ne ho dette quattro (ma con linguaggio piuttosto pesante)
- Passerotto: passarille - errore
gravissimo passerotte
- Pastore: p'curare - errore pastore
- Peperoncino piccante: lazzaratte -
errore gravissimo peperoncine
- Percepire: m'nì us'me - questo
termine non ha italianismi, fortunatamente quasi nessuno dice percepì
- Petardo: bummucialle - errore
gravissimo pedarde
- Pettinarsi: ar'fà lu cape -
termine arcaico, per cui non è più errore dire p'tt'nà
- Piazza: chiazze - errore piazze.
Nota: a Montenero il termine la chiazze indica il quartiere storico posto dietro
la chiesa di S. Matteo (via Regina Margherita), per p.za della Libertà e in generale per
il centro si usa l'antico 'ngime a la P'rtalle
- Pomeriggio: doppe mezzjurne -
errore grave pomerigge
- Prendere (verbo): toje
- qualcuno si ostina ad usare l'errato p'ijà
- Ragnatela: m'caragn - errore
grave ragnatele
- Rassegnarsi: farz la mend'a capace
- errore grave rassegnarze, la dicitura classica è così bella che ogni
italianismo è inaccettabile. Es. m' sò fatt la mend'a capace ca m'attocch a fat'jà=mi
sono rassegnato all'idea di dover lavorare
- Reggiseno: regg'pett - errato regg'sen,
anche se entrato nell'uso.
- Ritornare: ar'm'nì- errore ar'turnà
(errore commesso in genere dai giovanissimi alle prime armi col dialetto)
- Rosmarino: sp'canarde - errore
gravissimo rosmarine
- Salita: capammonde - errato salite;
nota salire= 'anghianà, errore grave salì (il termine
'anghianà ha anche un significato sessuale)
- Scapolo: gione - in questo caso
la parola non si riferisce all'età, ma allo stato civile, creando non pochi equivoci.
Forse è uno dei pochi casi in cui vale la pena di adoperare un italianismo.
- Scopa: granare - errore
gravissimo scope. Nota: nel dialetto il verbo che indica l'uso della scopa è munnà,
rivelandosi di fatto meno imbarazzante dell'italiano "scopare", che assume
sempre più un significato sessuale. Non è raro sentir dire dalle donne monteneresi
"monnare", definibile tuttavia come un dialettismo giustificato.
- Scorreggia: pat't - errore grave scorregge
- Secchio: tragne - errore grave secchije
- Selezionare: ar'capà - errore selezionà,
anche se consentito in frasi come "selezionare il personale". Nota: deriva da capà
(scegliere).
- Seno: pette (petto) - errore sene,
si tratta di un inutile italianismo. Comune l'accrescitivo p'ttacchione, che
indica un seno piuttosto grande.
- Serratura: 'mmascature - errore,
anche se entrato nell'uso s'rrature
- Specchiarsi: ar'mmurà - arcaico,
anche se più originale del moderno sp'cchià
- Spiegare: fà 'ccapì - errore spiegà,
ormai entrato nell'uso
- Sporcare: 'mbrujà - errore grave
spurcà. Termine più arcaico e tipico della zona Coste era sujà.
- Sporco: aggettivo, vratte -
errore grave sporche. Sostantivo vr'tt'tà (sporcizia).
- Sposarsi: oggi è comune spusà,
i termini cari ai puristi sono accasà (nel caso dell'uomo), marità
(nel caso della donna).
- Stamattina: madd'mane - errore
gravissimo stamatine
- Stanco: strack - errore grave stanche
- Straniero: frastire (da
forestiero) - errore gravissimo stranire
- Suocera: arcaico e non più in uso
maddonne, oggi si usa semplicemente la parola soc're. Va detto che oggi è
difficile far capire se si parla della suocera o del suocero, es. soc'me indica
ambedue le figure, mentre prima, con maddonn'me, non c'era possibilità di
equivoco.
- Talpa: tupanare - errore grave talpe
- Tegola: pange - errore tegule;
il termine pinge indica in genere tutti i tipi di rivestimento per tetti
- Topo: sorge (ratto=zocch'le)
- errore gravissimo tope
- Tovagliolo: mandrelle - errato tovagliole,
entrato però nell'uso col dilagare dei tovaglioli di carta, per cui in segno di rispetto
si usa mandrelle solo per quelli in tessuto.
- Tuoni: 'umm'de (voce
onomatopeica) - errore grave tune
- Vassoio: 'uantire - errore grave vassoije
- Vincere: vange - errore grave vinge.
Es. di coniugazione: Ji vange, tu vinge, quill/quiss/ass vange, nu v'ngiame, vu
v'ngiate, chill/chiss/iss vangene
- Vomitare: ar'jittà - errore
grave vum'tà o peggio ar'matt
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