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Presentazione dell'autore:
"Il caso ponte sul Trigno" arriva dopo ore di lavoro, catalogazione,
revisione... tutto ciò che si fa per un libro insomma, con la differenza che
esce in digitale, senza costi di stampa, ed è distribuito gratuitamente via
internet.
L'argomento, fin troppo noto, è il crollo del ponte. Un episodio che come nessun
altro ha mosso la coscienza collettiva, qui a Montenero. Un fatto così complesso
e ricco di colpi di scena, che va "riordinato" perché si possa meglio capire
cosa è avvenuto. Ma soprattutto osservare l'impatto avuto sulla società montenerese. Da qui l'idea di una
raccolta unica di tutto il caso, a bocce quasi ferme (sono cominciati i lavori).
La struttura del
testo cerca di essere snella. Ordinando stralci di articoli e arricchendoli con
anticipazioni di quanto avvenuto in seguito, si arriva a concludere con
riflessioni che spaziano in campi diversi dalla viabilità. Così come non manca
un'analisi sulle cause che hanno portato al crollo. Il tutto accompagnato
da numerose
foto.
Un affare così importante, a mio giudizio, meritava di essere ripreso e
riassunto con un'inchiesta finale che, oltre ad offrire un quadro cronologico
completo, permettesse al lettore di farsi un'idea anche sugli aspetti "sociali".
Questa è la differenza de "Il caso ponte sul Trigno" rispetto a quanto già
visto su giornali e internet.
Per il sottoscritto seguire le vicende del ponte è equivalso ad una "palestra di
giornalismo". Su nessun altro argomento mi è capitato di essere tirato così
tanto per la giacchetta, da parte di tutti i soggetti: consumatori, operai,
trasportatori, politici, amministratori ecc. Capire che il ponte non era un
argomento qualunque non è stato difficile.
Poi è arrivata la curiosità, quel voler capire, porsi una domanda che sembra
banale: perché il ponte interessa così tanto? Perché solo esso e non tanti
altri argomenti comunque importanti?
Sono convinto che chiunque vorrà scrivere la storia di Montenero, anche fra
molti anni, non potrà che considerare il caso del ponte un segnale preciso. Il
quale ha fatto emergere da un lato il vero interesse dei monteneresi (poter
"scappare" velocemente in Abruzzo), dall'altro la debolezza economica e sociale
di un paese. Non sappiamo, e ora più che mai regna l'incertezza, come sarà
Montenero fra alcuni anni. Continuerà il declino economico, iniziato con la
crisi del tessile, o ci sarà una ripresa con altri settori, magari e finalmente
quello del turismo? Il paese si ripopolerà, avrà servizi e negozi migliori?
Chi può dirlo. Invece per chi si chiede, o si sentirà chiedere, quando si è
avuta piena consapevolezza di certi problemi, viari e sociali, la risposta è una
sola: quando è crollato il ponte sul Trigno.
Allora è importante conoscerne tutti gli aspetti, come è stata gestita prima
l'emergenza e poi la ricostruzione, ma soprattutto come la gente ha vissuto
tutto questo periodo. E come mai si sono scaldati gli animi stavolta sì e altre
no? Merita un dossier finale l'affaire ponte. E questo è possibile farlo
solo adesso, con la ricostruzione iniziata e il prospettarsi della fine dei
disagi. Ecco il perché de "Il caso ponte sul Trigno".
Più che un dovere, è un piacere ringraziare quanti mi
hanno aiutato nella stesura dell' e-book:
- Marco Finocchio, che non mi abbandona mai quando c'è da usare e far funzionare
i computer;
- Nicola Borgia, che ha creato la bella copertina, oltre a fornirmi delle foto;
- Vitale Artese, che mi ha affidato documenti rarissimi (con foto scattate
durante la costruzione del ponte nel 1930) e altri libri;
- Gino Bracciale, che mi ha concesso, non solo stavolta, l'uso delle sue foto
storiche.
Ma un ringraziamento speciale va al destinatario di questo lavoro. Diceva un
grande come Indro Montanelli, "noi dobbiamo essere e restare al servizio del
lettore. (...) Ciò non vuol dire secondarne gli errori, o almeno quelli che a noi
sembrano tali. Significa soltanto cercar di correggere l'errore senza mancare di
rispetto a chi lo commette". Chiedo scusa in anticipo, al lettore, se
qualche volta nel corso del testo non sarò riuscito a rispettare questa
regola. Ma al tempo stesso credo che una vera inchiesta giornalistica comporti
la simbiosi del cronista con l'argomento, se non altro per capirlo fino in
fondo. E' quello che mi è accaduto con il ponte, nonostante mi sia sforzato più
volte di distaccarmene. E se simbiosi significa appassionarsi, è avvenuto anche
questo. In virtù di ciò e senza dimenticare che sono a mia volta di
Montenero, va letto "Il caso ponte sul Trigno". Senza tralasciare che ogni
osservazione rivolta alla collettività riguarda prima di tutti chi l'ha scritta.
Grazie a tutti e buona lettura.
Rossano D'Antonio
rdantonio@monteneronline.it
27 dicembre 2005
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