Montenero On Line presenta:

IL CASO PONTE SUL TRIGNO
Crollo di un'opera specchio della società montenerese

Il libro di Rossano D'Antonio in edizione digitale
55 pagine, 33 fotografie, approfondimenti, cronologia, analisi ecc.

Un e-book distribuito gratuitamente in due versioni:

- file pdf (1,75 MB, formato pagine A4),

clicca qui per scaricarlo
(cliccare sul tasto destro del mouse e scegliere "salva oggetto con nome", diversamente si aprirà il file in un'altra finestra)

- file pdf in qualità migliore per stampa (3,2 MB,pagine formato A4) da richiedere direttamente all'autore (trasferimento su penna Usb).
Contatti: rdantonio@monteneronline.it - 333 1572998

La recensione del prof. Giovanni Artese

 

Presentazione dell'autore:

"Il caso ponte sul Trigno" arriva dopo ore di lavoro, catalogazione, revisione... tutto ciò che si fa per un libro insomma, con la differenza che esce in digitale, senza costi di stampa, ed è distribuito gratuitamente via internet.
L'argomento, fin troppo noto, è il crollo del ponte. Un episodio che come nessun altro ha mosso la coscienza collettiva, qui a Montenero. Un fatto così complesso e ricco di colpi di scena, che va "riordinato" perché si possa meglio capire cosa è avvenuto. Ma soprattutto osservare l'impatto avuto sulla società montenerese. Da qui l'idea di una raccolta unica di tutto il caso, a bocce quasi ferme (sono cominciati i lavori).

La struttura del testo cerca di essere snella. Ordinando stralci di articoli e arricchendoli con anticipazioni di quanto avvenuto in seguito, si arriva a concludere con riflessioni che spaziano in campi diversi dalla viabilità. Così come non manca un'analisi sulle cause che hanno portato al crollo. Il tutto accompagnato da numerose foto.
Un affare così importante, a mio giudizio, meritava di essere ripreso e riassunto con un'inchiesta finale che, oltre ad offrire un quadro cronologico completo, permettesse al lettore di farsi un'idea anche sugli aspetti "sociali". Questa è la differenza de "Il caso ponte sul Trigno" rispetto a quanto già visto su giornali e internet.
Per il sottoscritto seguire le vicende del ponte è equivalso ad una "palestra di giornalismo". Su nessun altro argomento mi è capitato di essere tirato così tanto per la giacchetta, da parte di tutti i soggetti: consumatori, operai, trasportatori, politici, amministratori ecc. Capire che il ponte non era un argomento qualunque non è stato difficile.
Poi è arrivata la curiosità, quel voler capire, porsi una domanda che sembra banale: perché il ponte interessa così tanto? Perché solo esso e non tanti altri argomenti comunque importanti?
Sono convinto che chiunque vorrà scrivere la storia di Montenero, anche fra molti anni, non potrà che considerare il caso del ponte un segnale preciso. Il quale ha fatto emergere da un lato il vero interesse dei monteneresi (poter "scappare" velocemente in Abruzzo), dall'altro la debolezza economica e sociale di un paese. Non sappiamo, e ora più che mai regna l'incertezza, come sarà Montenero fra alcuni anni. Continuerà il declino economico, iniziato con la crisi del tessile, o ci sarà una ripresa con altri settori, magari e finalmente quello del turismo? Il paese si ripopolerà, avrà servizi e negozi migliori?
Chi può dirlo. Invece per chi si chiede, o si sentirà chiedere, quando si è avuta piena consapevolezza di certi problemi, viari e sociali, la risposta è una sola: quando è crollato il ponte sul Trigno.
Allora è importante conoscerne tutti gli aspetti, come è stata gestita prima l'emergenza e poi la ricostruzione, ma soprattutto come la gente ha vissuto tutto questo periodo. E come mai si sono scaldati gli animi stavolta sì e altre no? Merita un dossier finale l'affaire ponte. E questo è possibile farlo solo adesso, con la ricostruzione iniziata e il prospettarsi della fine dei disagi. Ecco il perché de "Il caso ponte sul Trigno".

Più che un dovere, è un piacere ringraziare quanti mi hanno aiutato nella stesura dell' e-book:
- Marco Finocchio, che non mi abbandona mai quando c'è da usare e far funzionare i computer;
- Nicola Borgia, che ha creato la bella copertina, oltre a fornirmi delle foto;
- Vitale Artese, che mi ha affidato documenti rarissimi (con foto scattate durante la costruzione del ponte nel 1930) e altri libri;
- Gino Bracciale, che mi ha concesso, non solo stavolta, l'uso delle sue foto storiche.

Ma un ringraziamento speciale va al destinatario di questo lavoro. Diceva un grande come Indro Montanelli, "noi dobbiamo essere e restare al servizio del lettore. (...) Ciò non vuol dire secondarne gli errori, o almeno quelli che a noi sembrano tali. Significa soltanto cercar di correggere l'errore senza mancare di rispetto a chi lo commette". Chiedo scusa in anticipo, al lettore, se qualche volta nel corso del testo non sarò riuscito a rispettare questa regola. Ma al tempo stesso credo che una vera inchiesta giornalistica comporti la simbiosi del cronista con l'argomento, se non altro per capirlo fino in fondo. E' quello che mi è accaduto con il ponte, nonostante mi sia sforzato più volte di distaccarmene. E se simbiosi significa appassionarsi, è avvenuto anche questo. In virtù di ciò e senza dimenticare che sono a mia volta di Montenero, va letto "Il caso ponte sul Trigno". Senza tralasciare che ogni osservazione rivolta alla collettività riguarda prima di tutti chi l'ha scritta. Grazie a tutti e buona lettura.

Rossano D'Antonio
rdantonio@monteneronline.it 

27 dicembre 2005