LA BANDA CITTADINA IERI E OGGI
di Emilio Ambrogio Paterno (1968)
(pag 2)

Grande merito e benemerenza si riconobbero al buon Don Nicola per avere durante la sua vita formato numerosissimi allievi, che dopo il necessario tirocinio andarono a completare gli organici della sua e delle altre Bande.
Molti di essi divennero bravi solisti e furono vanto del paese.
Alcuni divennero addirittura maestri di musica: Finoli, per esempio, che portò la Banda paesana in Germania, in Austria, in Ungheria ed in altri stati d'Europa con una smagliante divisa da bersaglieri e Dragani Nicola (solista di tromba) che diresse, per vari anni - con bravura - la musica di Montenero.
Durante l'assenza di "lu mastre", i musicanti, suoi discepoli, cercarono di riorganizzarsi chiamando per diversi anni a dirigerli i Maestri Mancini e Meo Alessandro di Castelguidone, ma presto richiamarono il Paterno, il quale raccolse l'invito con grato orgoglio. E il Concerto di Montenero risorse riassumendo lo stile che lo portò sempre al successo.
Fatto vecchio il buon Don Nicola, stanco e tormentato da mali fisici, si ritirò a vita privata consegnando il Concerto cittadino ai suoi allievi migliori. Dopo pochi anni, la Banda si sciolse per motivi economici.
Il Maestro Paterno morì il 19 maggio 1933 e con lui si può dire che si spense una tradizione.
Nel suo studio furono trovate dai familiari composizioni e trascrizioni che oggi si custodiscono nella nostra Biblioteca Popolare e Turistica.
Lavoratore instancabile, nelle poche ore che gli restavano libere dalla scuola e dai concerti scrisse apprezzate pagine di musica strumentale ed ecclesiastica.
La banda nel 1896 diretta da Finoli

la banda nel 1896

Anima eletta d'artista, cuore generoso di cittadino, esempio di rettitudine e di passione musicale e autentico apostolo della scuola, egli resterà sempre vivo nella memoria dei compaesani.
Dopo un'attiva propaganda tra i cittadini, fatta dall'insegnante Sig. Carlo Barbieri e da altri, nel 1948, si formò un Comitato per la ricostituzione della Banda. L'iniziativa fu agevolata dalle miti pretese del maestro Nazareno Antonio di Riccia, il quale si mise subito all'opera aprendo una scuola musicale per preparare il maggiore numero possibile di musicanti idonei. Nella primavera del 1949 la Banda, con l'ausilio di qualche solista forestiero, era già pronta per esibirsi in piazza e cominciò il giro delle feste contrattate, con tanto successo che potè assumere, nel corso della stagione, elementi e strumenti nuovi. Nell'autunno dello stesso anno fu cambiato anche il maestro e si formò la grande Banda con solisti di fama nazionale.
Il Maestro era un giovane artista di Montazzoli (Chieti), un tal Federici, con tutte le carte in regola.
Il grande complesso "CITTA' DI MONTENERO" che aveva assicurato l'avvenire con numerosi contratti di festività in Puglia si sciolse, peccato, a metà stagione, per motivi vari.
Così il nostro Concerto musicale, che tanto onore e prestigio aveva dato al paese, finì senza potersi mai più riorganizzare. I giovani di oggi non hanno più entusiasmo per la musica bandistica, si sono allontanati da essa per seguire ed applaudire orchestre e orchestrine con cantanti più o meno qualificati, i suonatori di jazz, gli orribili capelloni e gli altri svaghi buoni o cattivi dell'età odierna.

* * *

Quanto all'avvenire delle Bande nella nostra regione ci sia consentito spendere qualche parola.
Il Molise vanta una ragguardevole tradizione bandistica e spesso sui quotidiani si leggono articoli a carattere storico sulle sue Bande.
Come mai dunque complessi tanto rinomati sono scomparsi dall'agone artistico e altri non meno famosi oggi tirano avanti alla peggio?
Le cause sono varie ma le maggiori sono da ravvisare nella voga delle canzoni già accennata e nell'avvento della R. T. V. (televisione n.d.r.).
L'arrivo delle Bande musicali era uno dei momenti più entusiasmanti della festa paesana. Balconi e finestre si spalancavano al loro passaggio, e un'ondata di gioia incontenibile invadeva l'intera popolazione, parte della quale, la più sensibile, si riversava sulla piazza principale per gustare le note delle prime marce sinfoniche e di tant'altra musica dei nostri corregionali, per es. le "Scene Abruzzesi" del maestro De Nardis, le "Villarelle" del maestro Costantini ecc., che erano le voci più profonde e più toccanti dell'anima popolare.
Ogni stagione si sentivano nuove marce sinfoniche perchè esse erano come le canzoni d'oggi ed avevano lo stesso destino: duravano una stagione, tranne le più belle, che invece vivevano a lungo e spesso si sentivano ripetere a distanza di anni.
Quante passioni, quanti ricordi risvegliava quella musica!
Son tanti a ricordare le deliziose serate estive passate intorno all'orchestra splendente di festoni e di luci di lampadine policrome quando vi davano concerti le Bande cittadine circondate dall'affetto e dall'ammirazione delle popolazioni.
Altra causa della crisi e, a nostro modesto parere, la più profonda è questa: "il sistema organizzativo". E' pacifico che per ogni istituzione occorre la materia prima. S'impone perciò la creazione di corsi musicali popolari. Ogni paese che si accinge a creare una Banda dovrebbe poter contare su una massa di musicanti paesani.
Già i Corsi d'Orientamento musicale, sorti nel 1953, possono servire allo scopo. Ma la Scuola Musicale d'istituzione comunale sarebbe più efficace in quanto, patrocinata e diretta da appassionati cultori di quest'arte. gioverebbe alla formazione artistica dei giovani meglio dotati.
Sarà comunque la scuola che fornirà la materia prima di cui si è detto avanti.
Sono recisamente contrario alla creazione di Enti Banda e neanche vorrei sentir parlare di Cooperative, perchè soggette a tutti i gravami fiscali. Infatti la tassa d'entrata da prelevare sull'incasso di ogni servizio, la tassa di diritto d'autore, ecc. renderebbero precaria l'esistenza di un complesso bandistico.
Pare che il buon senso ormai cominci a prevalere: infatti, i concerti che risorgono si presentano come associazioni di quaranta cinquanta padri di famiglia musicanti uniti fra loro a scopo di lavoro artistico che si accontentano di dividersi bonariamente i proventi delle feste, ristabilendo, come si usava una volta, la paga, la paga e mezza e la doppia paga. Così facendo si evitano tante, dolorose sorprese fiscali. Per il mezzo di trasporto bisogna provvedere di volta in volta a prenderlo in fitto sotto forma di prestito gratuito. Ma per evitare altre difficoltà, e dar alle Bande un assetto aleatorio, occorre l'aiuto dello Stato...
Sarebbe necessario perciò che ogni anno lo Stato stanziasse per le Bande musicali una sovvenzione non inferiore al mezzo milione di lire (circa 7 milioni di oggi n.d.r.), da erogare nel mese di ottobre. Nella fattispecie una legge è stata approvata dal Parlamento giorni fa. Ma siamo ancora lontani da una vera e propria sovvenzione adeguata. Lo Stato sovvenziona le compagnie teatrali e i grandi complessi orchestrali della città: perchè non dovrebbe aiutare le Bande, che pure hanno una riconosciuta funzione culturale? (1)
La musica è un bene d'inestimabile valore formativo e lo Stato dovrebbe incrementarne lo studio e la diffusione in ogni campo: nella scuola, nei teatri, nei circoli e, perchè no, nelle piazze.
Ogni paese che si rispetti e vive nella buona tradizione conserva la sua Banda musicale. Montenero l'ha avuta sin da quando la formavano "i galantuomini", deve tornare ad averla e mi pare sia dovere di ogni buon cittadino contribuire con ogni mezzo per farla risorgere. E' una tradizione, e le tradizioni non possono e non devono morire.

(1) Il Ministero del Turismo  e dello Spettacolo ha emanato le istruzioni per la concessione di contributi a favore di complessi bandistici per spese di impianto e funzionamento e per concerti, ai sensi della legge 14 agosto 1967 n. 800. L'istanza, indirizzata al Ministero del Turismo e dello Spettacolo, Direzione Generale dello Spettacolo, dovrà essere corredata di ogni utile elemento di individuazione e di valutazione del complesso; dovrà essere allegata altresì una dichiarazione, in triplice copia, del Sindaco  o altra pubblica autorità, da cui risulti l'ente o l'istituzione o il comitato cittadino promotore del complesso.

Emilio Ambrogio Paterno (1968)

Lo staff di Montenero On Line ringrazia Nicolino Monturano per il testo e le foto

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Ritratto di Emilio Ambrogio Paterno

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