|
Anima eletta d'artista, cuore generoso di cittadino, esempio di rettitudine e
di passione musicale e autentico apostolo della scuola, egli resterà sempre vivo nella
memoria dei compaesani.
Dopo un'attiva
propaganda tra i cittadini, fatta dall'insegnante Sig. Carlo Barbieri e da altri, nel
1948, si formò un Comitato per la ricostituzione della Banda. L'iniziativa fu agevolata
dalle miti pretese del maestro Nazareno Antonio di Riccia, il quale si mise subito
all'opera aprendo una scuola musicale per preparare il maggiore numero possibile di
musicanti idonei. Nella primavera del 1949 la Banda, con l'ausilio di qualche solista
forestiero, era già pronta per esibirsi in piazza e cominciò il giro delle feste
contrattate, con tanto successo che potè assumere, nel corso della stagione, elementi e
strumenti nuovi. Nell'autunno dello stesso anno fu cambiato anche il maestro e si formò
la grande Banda con solisti di fama nazionale.
Il Maestro era un giovane artista di Montazzoli (Chieti), un tal Federici,
con tutte le carte in regola.
Il grande complesso "CITTA' DI MONTENERO" che aveva assicurato
l'avvenire con numerosi contratti di festività in Puglia si sciolse, peccato, a metà
stagione, per motivi vari.
Così il nostro Concerto musicale, che tanto onore e prestigio aveva dato al
paese, finì senza potersi mai più riorganizzare. I giovani di oggi non hanno più
entusiasmo per la musica bandistica, si sono allontanati da essa per seguire ed applaudire
orchestre e orchestrine con cantanti più o meno qualificati, i suonatori di jazz, gli orribili
capelloni e gli altri svaghi buoni o cattivi dell'età odierna.
* * *
Quanto
all'avvenire delle Bande nella nostra regione ci sia consentito spendere qualche parola.
Il Molise vanta una ragguardevole tradizione bandistica e spesso sui
quotidiani si leggono articoli a carattere storico sulle sue Bande.
Come mai dunque complessi tanto rinomati sono scomparsi dall'agone artistico
e altri non meno famosi oggi tirano avanti alla peggio?
Le cause sono varie ma le maggiori sono da ravvisare nella voga delle canzoni
già accennata e nell'avvento della R. T. V. (televisione n.d.r.).
L'arrivo delle Bande musicali era uno dei momenti più entusiasmanti della
festa paesana. Balconi e finestre si spalancavano al loro passaggio, e un'ondata di gioia
incontenibile invadeva l'intera popolazione, parte della quale, la più sensibile, si
riversava sulla piazza principale per gustare le note delle prime marce sinfoniche e di tant'altra musica dei nostri corregionali, per es. le "Scene Abruzzesi" del
maestro De Nardis, le "Villarelle" del maestro Costantini ecc., che erano le
voci più profonde e più toccanti dell'anima popolare.
Ogni stagione si sentivano nuove marce sinfoniche perchè esse erano come le
canzoni d'oggi ed avevano lo stesso destino: duravano una stagione, tranne le più belle,
che invece vivevano a lungo e spesso si sentivano ripetere a distanza di anni.
Quante passioni, quanti ricordi risvegliava quella musica!
Son tanti a ricordare le deliziose serate estive passate intorno
all'orchestra splendente di festoni e di luci di lampadine policrome quando vi davano
concerti le Bande cittadine circondate dall'affetto e dall'ammirazione delle popolazioni.
Altra causa della crisi e, a nostro modesto parere, la più profonda è
questa: "il sistema organizzativo". E' pacifico che per ogni istituzione occorre
la materia prima. S'impone perciò la creazione di corsi musicali popolari. Ogni paese che
si accinge a creare una Banda dovrebbe poter contare su una massa di musicanti paesani.
Già i Corsi d'Orientamento musicale, sorti nel 1953, possono servire allo
scopo. Ma la Scuola Musicale d'istituzione comunale sarebbe più efficace in quanto,
patrocinata e diretta da appassionati cultori di quest'arte. gioverebbe alla formazione
artistica dei giovani meglio dotati.
Sarà comunque la scuola che fornirà la materia prima di cui si è detto
avanti.
Sono recisamente contrario alla creazione di Enti Banda e neanche vorrei
sentir parlare di Cooperative, perchè soggette a tutti i gravami fiscali. Infatti la
tassa d'entrata da prelevare sull'incasso di ogni servizio, la tassa di diritto d'autore,
ecc. renderebbero precaria l'esistenza di un complesso bandistico.
Pare che il buon senso ormai cominci a prevalere: infatti, i concerti che
risorgono si presentano come associazioni di quaranta cinquanta padri di famiglia
musicanti uniti fra loro a scopo di lavoro artistico che si accontentano di dividersi
bonariamente i proventi delle feste, ristabilendo, come si usava una volta, la paga, la
paga e mezza e la doppia paga. Così facendo si evitano tante, dolorose sorprese fiscali.
Per il mezzo di trasporto bisogna provvedere di volta in volta a prenderlo in fitto sotto
forma di prestito gratuito. Ma per evitare altre difficoltà, e dar alle Bande un assetto
aleatorio, occorre l'aiuto dello Stato...
Sarebbe necessario perciò che ogni anno lo Stato stanziasse per le Bande
musicali una sovvenzione non inferiore al mezzo milione di lire (circa 7 milioni di
oggi n.d.r.), da erogare nel mese di ottobre. Nella fattispecie una legge è stata
approvata dal Parlamento giorni fa. Ma siamo ancora lontani da una vera e propria
sovvenzione adeguata. Lo Stato sovvenziona le compagnie teatrali e i grandi complessi
orchestrali della città: perchè non dovrebbe aiutare le Bande, che pure hanno una
riconosciuta funzione culturale? (1)
La musica è un bene d'inestimabile valore formativo e lo Stato dovrebbe
incrementarne lo studio e la diffusione in ogni campo: nella scuola, nei teatri, nei
circoli e, perchè no, nelle piazze.
Ogni paese che si rispetti e vive nella buona tradizione conserva la sua
Banda musicale. Montenero l'ha avuta sin da quando la formavano "i
galantuomini", deve tornare ad averla e mi pare sia dovere di ogni buon cittadino
contribuire con ogni mezzo per farla risorgere. E' una tradizione, e le tradizioni non
possono e non devono morire.
(1) Il Ministero del
Turismo e dello Spettacolo ha emanato le istruzioni per la concessione di contributi
a favore di complessi bandistici per spese di impianto e funzionamento e per concerti, ai
sensi della legge 14 agosto 1967 n. 800. L'istanza, indirizzata al Ministero del Turismo e
dello Spettacolo, Direzione Generale dello Spettacolo, dovrà essere corredata di ogni
utile elemento di individuazione e di valutazione del complesso; dovrà essere allegata
altresì una dichiarazione, in triplice copia, del Sindaco o altra pubblica
autorità, da cui risulti l'ente o l'istituzione o il comitato cittadino promotore del
complesso.
Emilio Ambrogio Paterno (1968)
Lo staff di Montenero On Line
ringrazia Nicolino Monturano per il testo e le foto
|