Costantino Parisi, un attaccante di razza
Dà il suo primo calcio ad un pallone a 16 anni, prima di
allora preferiva il tennis, sport nel quale era arrivato alla Nazionale Under 14. Quel
"primo calcio", tuttavia, deve significare molto per lui...
Ailano (2^ cat); Policassino, Ferentino, Roccaravindola e Isernia (serie D), Agnone,
Isernia e Venafro (Eccellenza). Il curriculum di Costantino Parisi può essere riassunto
così.
E adesso è uno degli attaccanti del Calcio Montenero. Calmo anche sul campo di
gioco, Costantino Parisi sa unire la determinazione nell'affrontare i difensori avversari
alla diplomazia nelle dispute più o meno accese che si verificano durante le partite
(sarà che gli mancano solo tre esami alla laurea in Giurisprudenza...). Quella che segue
è l'intervista che ha rilasciato in esclusiva a Montenero On Line.
| Le prime 13 giornate in
bianco, fatto insolito per Costantino Parisi, poi il rientro nella lista dei marcatori.
Cos'era successo? - Delle prime tredici giornate 5 le ho saltate per infortunio e squalifica, e si sa che la continuità è fondamentale per un calciatore. Poi, bisogna dire che in molte partite abbiamo sfruttato poco le corsie laterali che sono fondamentali per utilizzare le mie caratteristiche. Infine la mancanza di una vera mezza punta capace di assist-gol penalizza soprattutto me, che non ho grandi doti di corsa e dribbling. Ma è vero anche che ho contribuito abbastanza a far segnare gli altri. Detto questo, sicuramente la colpa, se così possiamo chiamarla, è soprattutto mia. Dopo
un inizio di campionato esaltante, il Montenero ha subito alcune battute d'arresto,
in particolare sorprendono le difficoltà incontrate con i fanalini di coda della
classifica. |
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| Costantino Parisi è nato a Venafro il 09/07/1972. Vive con la sua famiglia a Mastrati (CE) ed è padre di Cristiana, che il prossimo 30 aprile compie due anni. |
Un termine ricorrente nel gergo calcistico è
"spogliatoio", inteso non come locale ma come luogo di aggregazione di una
squadra. Com'è lo spogliatoio del Calcio Montenero?
- Sapevo dall'anno scorso che la forza del Montenero era lo spogliatoio e ne ho avuto la
conferma quest'anno. Spesso proprio la compattezza del nostro spogliatoio e il rispetto
reciproco, che non deve mai mancare, ci ha fatto superare qualche momento di difficoltà.
Un'immagine avvincente è quella dell'attaccante
solo davanti al portiere negli sviluppi di un contropiede. Cosa significa vivere in prima
persona un momento del genere?
- Ad onor del vero nella mia carriera poche volte mi sono trovato in questa situazione, ma
sono senza dubbio attimi di grande palpitazione perchè se fai la scelta sbagliata rischi
di fare una gran brutta figura.
Eppure nel tuo palmares annoveri una quantità
considerevole di goal. Ricordi grossomodo quanti ne sono?
- Senza contare i goal in Coppa Italia, ne ho segnati 23 in serie D, 139 in Eccellenza, 24
in 2^ categoria e 38 nella Juniores della Policassino.
Ricordi esattamente le cifre...
- Come ogni attaccante, porto sempre il conto.
Quale portiere di serie A ti piacerebbe
"trafiggere"?
- Senza alcun dubbio Toldo.
Perchè proprio Toldo?
- Essendo tifosissimo della Juventus, sarebbe una gran bella soddisfazione
"bucare" il portiere dell'Inter.
E con quale tipo di goal?
- Ovviamente di testa, il mio goal ideale.
Per diventare un goleador quanto contano le doti
innate e quanto l'allenamento?
- Goleador non lo si diventa ma lo si è dentro. Dico questo perchè l'avversario lo si
supera prima con la testa, poi con le gambe. E' chiaro che l'allenamento è fondamentale
per mettere a frutto quelle doti che si possiedono. Sono uno che dà molta importanza al
modo con il quale ci si allena. Sacrificio e abnegazione sono termini importanti per un
vero sportivo che vuole raggiungere risultati importanti. Una delle mie frasi preferite
è:"Il lavoro, prima o poi, ripaga sempre!".
(22 gennaio 2003)
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