Quello che segue è il ritratto di una persona il cui ricordo vive ancora nel cuore dei monteneresi e di quanti lo hanno conosciuto. E' la storia di un uomo oltre che di uno sportivo, al quale si è voluto dedicare la struttura sportiva più prestigiosa del paese: lo stadio comunale. Il 5 ottobre 2000 è stato chiamato, appunto, "Vincenzo De Santis".
Montenero On Line è lieto di dedicare a lui questa pagina, che seppur in minima parte, vuole onorare la memoria di colui che per anni è stato l'immagine stessa dello sport in paese, dando coraggio ai più giovani, conquistando sul campo, giorno per giorno con sacrifici e fatica, quell'approvazione e quel consenso che troppo presto sono venuti a mancare per la fatalità del destino. Il vuoto che Vincenzo De Santis lascia, in chi lo ha conosciuto ed anche in chi era ancora un ragazzino quando dribblava nei tornei estivi di minicalcetto, è difficilmente quantificabile. Ci abbiamo provato riportando il racconto di due suoi amici.

mol.gif (1997 byte)
Montenero On Line
presenta

RITRATTO DI UNO SPORTIVO MONTENERESE

VINCENZO DE SANTIS

Il ritratto della sua adolescenza descritto da un amico d'infanzia

VINCENZO era un mio grandissimo amico. La sua prematura morte mi ha turbato. Siamo cresciuti insieme. A Montenero alla fine degli anni '60 e inizi degli anni '70 eravamo i due portieri emergenti del paese, perchè per chi non lo sapesse Vincenzo nacque portiere. Aveva un anno più di me ed era bravissimo. Era il mio modello. Autore di parate acrobatiche incredibili, era agilissimo, diversamente da me che prediligevo più il senso della posizione. Ci allenavamo sia al campo sportivo dietro il santuario che nella sua masseria. Poi  quando nel '70 sono andato ad abitare proprio di fronte la sua masseria, giù proprio nell'ultima curva prima del santuario, il covone di paglia della sua masseria diveniva il materasso per le nostre parate,con i nostri tuffi sui tiri scagliati da Antonio, il fratello . Non era un stinco di santo e tanto meno era bravo a scuola, perchè ricordo che fu bocciato alle medie e poi venne in classe con me.
Uno dei ricordi indelebili.
Un giorno eravamo ad allenarci al campo sportivo dietro la Madonna di Bisaccia e lo sentii gridare: <<Nino fermati non ti muovere!>>. Stupito, gli chiesi il perchè e lui per tutta risposta cominciò a tirare pietre dietro di me. Allora corsi e nel voltarmi vidi una vipera che era tutta attorcigliata e nell'ammazzarla un sasso lanciato da Vincenzo rimbalzò su un grosso masso e mi colpì sullo zigomo creandomi una piccola ferita. Un ricordo che ho sempre vivo dentro di me, testimoniato ancora oggi dalla piccola cicatrice che mi ha cagionato.
L'ULTIMO RICORDO è l'immagine di quando mi venne a salutare mentre io e la mia famiglia partivamo per Manfredonia. Ci aiutò a caricare il mobilio sull'autocarro e nel salutarci ci augurammo di incontrarci in  qualche partita tra i nostri due paesi, anche se Montenero è rimasto per sempre il mio paese, dove ho gli amici più cari (gli amici della fanciullezza). Non ci siamo più rivisti da allora, nè tantomeno incontrati in qualche partita. Io ho giocato a calcio ma ho raggiunto livelli molto bassi, limitandomi a giocare nella seconda squadra della mia città (prima categoria pugliese), paragonabile ora alla vostra promozione. Qualche mio ragazzo (fino allo scorso anno ero l'allenatore delle giovanili della Castriotta MANFREDONIA) ha giocato quest'anno con il CAMPOMARINO (Vergura - D'Ambrosio - Iaccarino - Tommasone). Nino La Forgia (novembre 2002)


Vincenzo De Santis ricordato dall'amico Nicola Carosella

<<Il calcio per Vincenzo era una immensa passione, coinvolgente a tal punto da condizionarlo in tutte le sue scelte. Quando lo conobbi era un portiere, ma le sue caratteristiche fisiche non gli avrebbero permesso una luminosa carriera, così passò a giocare in campo. Le sue doti principali erano quelle atletiche, che gli permisero tra l'altro di partecipare a gare di mezzofondo; famose furono le maratone estive che si organizzavano a Montenero, con tutto il paese a tifare per Vincenzo che si prodigava nonostante non fosse la sua disciplina.
Nella squadra di Montenero era il terzino destro e il più giovane. Ricordo che in quel periodo indossare la casacca della nostra squadra era un prestigio. Vincenzo lo faceva con la consueta generosità. Quindi le sue doti principali come calciatore, oltre che le già menzionate qualità atletiche (un autentico moto perpetuo), era uno spiccato acume tattico che insieme ad una buona tecnica individuale, base
Una foto di qualche tempo fa: da sinistra Vincenzo De Santis, il calciatore Rudy Voeller, Nicola Carosella. Sullo sfondo, proprio dietro a Vincenzo, è visibile Fulvio Collovati. Foto concessa da Nicola Carosella.
principale per giocare a calcio, lo portava a giostrare in diverse zone del campo. Per il sottoscritto ricordare Vincenzo De Santis è sempre un piacere e nel contempo un ricordo piacevole e triste allo stesso tempo: un amico andato via troppo in fretta. Sono i ricordi di un'adolescenza allegra e spensierata, fino alla maturità ed i primi passi per la formazione di una famiglia, con i relativi problemi ma anche le gioie>>.

Quel terribile sabato...
<<Quel sabato 31 marzo 1992 era tornato a Montenero per aiutare il papà per dei lavori in casa. Il viaggio di ritorno nel pomeriggio gli fu fatale, sulla statale Adriatica nei pressi della Torretta. Fui uno dei primi ad accorrere sul luogo dell'incidente. Vincenzo non c'era più, era stato portato in ospedale. Al mio arrivo in Ospedale la tragica notizia: Vincenzo all'età di 35 anni lasciava la moglie Margherita e i due bambini Joahn e Tatiana, che una settimana dopo compirà un anno.
La fatalità è che la sua morte sia avvenuta in un incidente stradale, lui che non ha mai avuto, nemmeno in giovanissima età, la passione per le auto.
Ora di Vincenzo rimane oltre che lo splendido ricordo di un caro amico, andato via troppo in fretta, l'onore di avergli intitolato lo splendido stadio del nostro comune. Vincenzo per questo sarà contento>>.

Un po' della sua storia
Vincenzo nasce il 21 ottobre 1957 a Palata, precisamente in una contrada nei pressi dell'attuale invaso del Liscione. Le sue sono origini contadine, con i genitori che gestiscono dei poderi. Sono anni difficili un po' per tutti, anni che sfoceranno nel boom economico e nel consumismo attuale. Vincenzo è il terzo di quattro figli: Peppino, Maria Teresa ed il quarto Antonio.
Le origini contadine saranno l'ossatura del suo carattere: umile, tenace e generoso.
Dopo le prime esperienze nella squadra di Montenero, il suo primo ingaggio è nella "Incoronata" di Vasto, la seconda squadra della città adriatica che all'epoca disputa la prima categoria abruzzese. Un passaggio che crea curiosità, per la prima volta  il Montenero vende un giocatore in cambio di una contropartita economica. Da allora Vincenzo inizia la sua carriera calcistica, che lo porta a giocare sempre a buoni livelli in tante società abruzzesi e molisane: Cupello, Casalbordino, Turris S. Croce, Termoli, con una parentesi degli ultimi anni da play-manager nel Montenero.
Arriva l'anno dell'autonomia molisana e si forma un girone unico regionale di prima categoria (l'attuale Eccellenza). Vincenzo torna ad indossare la maglia del Montenero con compiti anche di allenatore. Guida una squadra di giovani locali; questi sono colpiti dalla professionalità e dalle doti umane di Vincenzo, un ricordo che rimane ben impresso negli anni a seguire. Questa esperienza, però, lo porta l'anno successivo a ricoprire lo stesso ruolo di allenatore-calciatore nella società "Interamnia Termoli" e questo purtroppo è l'anno del tragico incidente che gli costa la vita. Nicola Carosella (dicembre 2002)

Ringraziamenti:
Nino La Forgia, che oltre alla personale testimonianza, ci ha suggerito di realizzare questa pagina
Nicola Carosella, che ha fornito un ritratto completo sull'uomo e sullo sportivo Vincenzo De Santis

Montenero On Line
il sito dedicato a Montenero di Bisaccia (CB)

Home Indice sport Indice Calcio