| Quello che segue è il ritratto di una
persona il cui ricordo vive ancora nel cuore dei monteneresi e di quanti lo hanno
conosciuto. E' la storia di un uomo oltre che di uno sportivo, al quale si è voluto
dedicare la struttura sportiva più prestigiosa del paese: lo stadio comunale. Il 5
ottobre 2000 è stato chiamato, appunto, "Vincenzo De Santis". Montenero On Line è lieto di dedicare a lui questa pagina, che seppur in minima parte, vuole onorare la memoria di colui che per anni è stato l'immagine stessa dello sport in paese, dando coraggio ai più giovani, conquistando sul campo, giorno per giorno con sacrifici e fatica, quell'approvazione e quel consenso che troppo presto sono venuti a mancare per la fatalità del destino. Il vuoto che Vincenzo De Santis lascia, in chi lo ha conosciuto ed anche in chi era ancora un ragazzino quando dribblava nei tornei estivi di minicalcetto, è difficilmente quantificabile. Ci abbiamo provato riportando il racconto di due suoi amici. |
RITRATTO DI UNO SPORTIVO MONTENERESE VINCENZO DE SANTIS |
Il ritratto della sua adolescenza descritto da un amico d'infanzia
VINCENZO era un mio grandissimo amico. La
sua prematura morte mi ha turbato. Siamo cresciuti insieme. A Montenero
alla fine degli anni '60 e inizi degli anni '70 eravamo i due portieri emergenti del
paese, perchè per chi non lo sapesse Vincenzo nacque portiere. Aveva un anno più di me
ed era bravissimo. Era il mio modello. Autore di parate acrobatiche incredibili, era
agilissimo, diversamente da me che prediligevo più il senso della posizione. Ci
allenavamo sia al campo sportivo dietro il santuario che nella sua masseria.
Poi quando nel '70 sono andato ad abitare proprio di fronte la sua masseria, giù
proprio nell'ultima curva prima del santuario, il covone di paglia della sua
masseria diveniva il materasso per le nostre parate,con i nostri tuffi sui
tiri scagliati da Antonio, il fratello . Non era un stinco di santo e tanto meno
era bravo a scuola, perchè ricordo che fu bocciato alle medie e poi venne in classe con
me.
Uno dei ricordi indelebili.
Un giorno eravamo ad allenarci al campo sportivo dietro la Madonna di Bisaccia e lo
sentii gridare: <<Nino fermati non ti muovere!>>. Stupito, gli chiesi
il perchè e lui per tutta risposta cominciò a tirare pietre dietro di me. Allora corsi e
nel voltarmi vidi una vipera che era tutta attorcigliata e nell'ammazzarla un sasso
lanciato da Vincenzo rimbalzò su un grosso masso e mi colpì sullo
zigomo creandomi una piccola ferita. Un ricordo che ho sempre vivo dentro di me,
testimoniato ancora oggi dalla piccola cicatrice che mi ha cagionato.
L'ULTIMO RICORDO è l'immagine di quando mi venne a salutare mentre io e la mia famiglia
partivamo per Manfredonia. Ci aiutò a caricare il mobilio sull'autocarro e nel salutarci
ci augurammo di incontrarci in qualche partita tra i nostri due paesi, anche se
Montenero è rimasto per sempre il mio paese, dove ho gli amici più cari (gli amici della
fanciullezza). Non ci siamo più rivisti da allora, nè tantomeno incontrati in qualche
partita. Io ho giocato a calcio ma ho raggiunto livelli molto bassi, limitandomi a
giocare nella seconda squadra della mia città (prima categoria pugliese), paragonabile
ora alla vostra promozione. Qualche mio ragazzo (fino allo scorso anno ero l'allenatore
delle giovanili della Castriotta MANFREDONIA) ha giocato quest'anno con il CAMPOMARINO
(Vergura - D'Ambrosio - Iaccarino - Tommasone). Nino La Forgia (novembre 2002)
Vincenzo De Santis ricordato dall'amico Nicola Carosella
| <<Il
calcio per Vincenzo era una immensa passione, coinvolgente a tal punto da condizionarlo in
tutte le sue scelte. Quando lo conobbi era un portiere, ma le sue caratteristiche fisiche
non gli avrebbero permesso una luminosa carriera, così passò a giocare in campo. Le sue
doti principali erano quelle atletiche, che gli permisero tra l'altro di partecipare a
gare di mezzofondo; famose furono le maratone estive che si organizzavano a Montenero, con
tutto il paese a tifare per Vincenzo che si prodigava nonostante non fosse la sua
disciplina. Nella squadra di Montenero era il terzino destro e il più giovane. Ricordo che in quel periodo indossare la casacca della nostra squadra era un prestigio. Vincenzo lo faceva con la consueta generosità. Quindi le sue doti principali come calciatore, oltre che le già menzionate qualità atletiche (un autentico moto perpetuo), era uno spiccato acume tattico che insieme ad una buona tecnica individuale, base |
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| Una foto di qualche tempo fa: da sinistra Vincenzo De Santis, il calciatore Rudy Voeller, Nicola Carosella. Sullo sfondo, proprio dietro a Vincenzo, è visibile Fulvio Collovati. Foto concessa da Nicola Carosella. | |
| principale per giocare a calcio,
lo portava a giostrare in diverse zone del campo. Per il sottoscritto ricordare Vincenzo
De Santis è sempre un piacere e nel contempo un ricordo piacevole e triste allo stesso
tempo: un amico andato via troppo in fretta. Sono i ricordi di un'adolescenza allegra e
spensierata, fino alla maturità ed i primi passi per la formazione di una famiglia, con i
relativi problemi ma anche le gioie>>. Quel
terribile sabato... Un po' della sua storia |
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Ringraziamenti:
Nino La Forgia, che oltre alla personale testimonianza, ci ha suggerito di
realizzare questa pagina
Nicola Carosella, che ha fornito un ritratto completo sull'uomo e sullo sportivo
Vincenzo De Santis
Montenero
On Line
il sito dedicato a Montenero di Bisaccia
(CB)