di Rossano
D'Antonio e Vitale Artese
(agosto 2005)
| CRONACA E ALTRO SU UNA DISPUTA IN CORSO FRA
MOLISE E ABRUZZO sommario: ° Introduzione ° D'Ascanio scrive a Mariotti ° Mariotti risponde a Rossano D'Antonio ° Il parere di Pasquale Di Lena (Fattoria Di Vaira) ° Mariotti risponde a D'Ascanio con una lettera ° Un piccolo flash back (dicembre 2001) ° Se così stanno le cose... (quando, come, dove e perché?) (non sono usati ipertesti per il sommario perché si ritiene opportuna la lettura nell'ordine dei vari passaggi al fine di una più facile e rapida comprensione. Per ulteriori approfondimenti si possono consultare i diversi link) |
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E
inoltre:
La materia prima |
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INTRODUZIONE Si sa, la ventricina buona, quella del contadino, costa più del San Daniele, più del lardo di Colonnata. Sarà perché farla bene, la ventricina, costa fatica e professionalità. Guilmi, Palmoli, Montenero, Tavenna, Montemitro, Carunchio, in questi borghi sopravvive un'antica sapienza secolare, tramandata di generazione in generazione, con tanto di dispute nel rivendicare la bontà e l'unicità della propria ventricina. Uguali e diverse, ma tutte eccezionali, meriterebbero ognuna una DOP, un'IGP un marchio a sé, una propria filiera, un museo, un Presidio di Slow Food, e ben vengano i disciplinari, i consorzi di tutela, le Onlus, i GAL Leader plus, i POR, i STL e i PAC, e ci si ferma qui per non allungare il fegatazzo. Dipende da... (V.A.) Tutto ha inizio il 29 luglio, quando il consigliere
regionale Ds Nicola D'Ascanio scrive una lettera aperta ad Arnaldo Mariotti, parlamentare
di San Salvo. Quest'ultimo è uno dei tre firmatari (Borrelli e Crisci gli altri due) di
una proposta di legge "per la valorizzazione della ventricina e del relativo
distretto gastronomico". Nella proposta di legge non figura il Molise. |
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D'ASCANIO SCRIVE A MARIOTTI MONTENERO DI BISACCIA La ventricina è anche molisana o
solo abruzzese? Il consigliere regionale Nicola DAscanio prende posizione e
rivendica il suo paese quale patria del celebre insaccato. E lo fa scrivendo una nota a
Arnaldo Mariotti. |
Nicola D'Ascanio |
| provincia di Chieti (...) e
del Medio e Alto Vastese. Lesponente Ds cita la testimonianza raccolta
personalmente a Staffoli nel 1995, quando era assessore allAgricoltura. Il prof. Corrado Barberis, presidente dellIstituto nazionale di sociologia rurale scrive DAscanio in occasione di una importante conferenza sullo sviluppo rurale testimoniò a tutti i partecipanti, dati alla mano, che la patria della ventricina è Montenero di Bisaccia. Una fonte che da sola, data la sua autorevolezza, dovrebbe bastare a sciogliere ogni dubbio. E ancora: sulla stessa lunghezza donda si sono pronunciati nel tempo anche accreditati organismi della comunicazione come Il Sole 24 Ore ed altri giornali specializzati del settore primario. Tuttavia DAscanio non pensa affatto di ridurre la delimitazione dellambito di produzione della ventricina al solo territorio del comune di Montenero oppure solo ad una parte di quello molisano. Da qui lapertura finale: ti invito (rivolto a Mariotti n.d.r.) a tener conto di queste imprescindibili prerogative ed a confrontarti con la rappresentanza istituzionale molisana per definire una articolazione territoriale diversa da quella riferita dalla stampa. Il tutto per capitalizzare il lavoro sin qui svolto e per impegnarci insieme verso un obiettivo che agendo su un patrimonio comune potrà, unendo le forze, essere anche di maggiore rilevanza socio economica. R.dA. (Il Quotidiano del Molise 31/07/2005) |
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| MARIOTTI, SUL SUO BLOG, RISPONDE A ROSSANO
D'ANTONIO
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Arnaldo Mariotti |
| Egr. sig. Arnaldo Mariotti, chi le scrive è articolista per la testata Il Quotidiano del Molise. Come altri colleghi ho pubblicato un articolo riguardante la lettera aperta di Nicola DAscanio, consigliere regionale Ds molisano, a lei indirizzata. Questo solo per dire che conosco, per sommi capi, la disputa in corso tra lei e DAscanio sulle peculiarità territoriali della ventricina. La sua proposta di legge definisce linsaccato patrimonio esclusivo della provincia di Chieti e dellarea delimitata dai comuni appartenenti alle due comunità montane del Medio e dellAlto Vastese. Vorrei farle due domande. Il Molise è stato ignorato nella proposta di legge, nonostante varie zone del suo territorio siano riconosciute in ambito anche nazionale quando si parla di ventricina. La prima domanda: è prevalsa una logica campanilistica nel formulare la proposta di legge? La seconda domanda parte dalla considerazione che la ventricina è conosciuta quale specialità (anche) di Montenero di Bisaccia. Ma proprio questultimo Comune da alcuni anni non va molto daccordo con San Salvo, in particolare dopo lapprovazione del Piano regolatore (inizio anni Duemila). Cosa risponderebbe a chi ipotizzasse un collegamento fra lesclusione di Montenero nella proposta di legge e le recenti dispute fra i due municipi? Rossano DAntonio (04/08/2005) |
La proposta di legge sulla valorizzazione della ventricina a tutto mira,
tranne che a dividere il territorio della vallata del Trigno, che anche per il mio modesto
impegno è stato oggetto di un patto territoriale e quindi di un progetto di sviluppo di
tipo nuovo. Come Sindaco di San Salvo prima, e come parlamentare oggi, non ho mai
considerato il Trigno un elemento di divisione, ma semmai un collegamento naturale. Val la
pena di ricordare che fino al 1970, data istitutiva delle regioni, l'Abruzzo e il Molise
era un'unica regione e molto probabilmente quando si parlava di vastese si intendeva un
territorio molto più vasto di quello che oggi è sotto la Provincia di Chieti che
storicamente, culturalmente e per accesso ai servizi faceva riferimento alla città di
Vasto. Per cui nessuna logica e cultura campanilistica può essere attribuita alla mia
persona e di conseguenza al disegno di legge presentato in Parlamento. On. Arnaldo Mariotti (08/08/2005) |
| *Presunti contrasti tra Montenero e San Salvo Nota di Rossano D'Antonio. La tesi del contrasto fra i Comuni di San Salvo e Montenero è basata sull'osservazione in prima persona, nelle vesti di cronista, di vari fatti: * Manifestazione nella sala polivalente di Montenero, di una delegazione sansalvese e relativa amministrazione comunale, contro l'installazione della centrale turbogas in territorio confinante con San Salvo (contrada Padula); * Svariate osservazioni (contrarietà) al Piano regolatore generale di Montenero da parte del Comune di San Salvo nella primavera 2002; * Diversi ricorsi al Tar contro il centro commerciale di Montenero. * Chi scrive ha visto personalmente i sindaci D'Ascenzo e Marchese freddi l'uno con l'altro, senza stretta di mano, durante una conferenza quando c'era da realizzare una bretella accanto al ponte appena crollato (primavera 2003). Ad ogni lettore la facoltà di farsi un'idea: se i contrasti sono stati presunti o reali. Fermo restando che l'arte della politica è di ricucire i rapporti e mediare. |
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IL PARERE DI PASQUALE DI LENA |
Pasquale Di Lena |
di Rossano
DAntonio |
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MARIOTTI RISPONDE A D'ASCANIO CON UNA LETTERA APERTA
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MONTENERO DI BISACCIA
Patria della ventricina: IV atto. Stavolta lon. Arnaldo Mariotti passa al
contrattacco, rispondendo direttamente alla lettera del consigliere regionale Nicola
DAscanio. La disputa in corso vede le regioni Abruzzo e Molise contendersi la
paternità sullinsaccato. La scintilla è stata la proposta di legge sulla
valorizzazione della ventricina, firmata anche da Mariotti, che però limita larea
di produzione al chietino. cliccare qui per leggere il testo integrale della lettera nella forma originale |
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UN PICCOLO FLASH BACK MONTENERO DI BISACCIA - Sicuramente tutti conoscono la ventricina, il noto salume prodotto unicamente nella zona a cavallo del basso Trigno e comprendente diversi comuni molisani ed abruzzesi.Ma forse non tutti sanno che potrebbe contribuire allo sviluppo turistico del territorio interessato. Se ne è parlato durante un incontro nella sala polivalente del centro bassomolisano, ed ha avuto come tema: <<Azioni di tutela ed opportunità di sviluppo della ventricina di Montenero di Bisaccia>>. Fra gli intervenuti, il prof. Luigi Di Grazia (docente di microbiologia Università del Molise), il dott. Nicola Bonifacio (Ente di Sviluppo Agricolo Abruzzo) e il dott. Luigi di Lello (Accademia della Ventricina). Proprio quest'ultimo ha spiegato le potenzialità dell'insaccato, non tanto dal punto di vista della vendita, ma piuttosto come richiamo turistico. Come evidenziato, infatti, si sta assistendo ad una progressiva crescita del cosiddetto turismo <<eno-gastronomico>> che, secondo alcune stime, nel 2005 potrebbe arrivare al 36% del totale. Da qui emerge la necessità di ottenere la Dop (Denominazione di Origine Protetta) anche per la celebre ventricina, in modo da offrire un prodotto dal livello qualitativo ottimale e uniforme. In altre parole tenere ben distinta la <<ventricina contadina>>, realizzata secondo la tradizione, dalla <<ventricina artigianale-industriale>>, destinata alla vendita su larga scala. Al fine di uniformare la qualità del prodotto tradizionale, il prof. Luigi Grazia ha spiegato la funzione essenziale della flora microbica, indispensabile per produrre salumi in genere, ma nello stesso tempo da tenere sotto controllo: i microbi <<sbagliati>> causano il deterioramento irreversibile del prodotto. Il dott. Nicola Bonifacio ha spiegato infine le tecniche di allevamento suino all'aria aperta, e anche se viene spontaneo pensare che la carne ottenuta dagli animali vissuti allo stato brado sia migliore, va evidenziato che non ci sono prove scientifiche al riguardo. Nel dibattito finale sono intervenuti anche produttori locali, e qualcuno ha rivendicato il diritto di Montenero sulla denominazione del salume, ricordando come sia rinomata anche al di fuori dei confini regionali la ventricina prodotta nel comune bassomolisano. Il dott. Di Lello ha replicato che, senza voler togliere nulla alla proverbiale ventricina montenerese, uno sviluppo serio del prodotto non può prescindere dall'abbattimento di ogni campanilismo e personalismo. Caratteristiche di cui, spiacevole ma doveroso ammetterlo, i molisani spesso si rendono protagonisti. R.D. (Nuovo Molise 14 dicembre 2001) |
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SE COSI' STANNO LE COSE... Quest'ultimo articolo, del 2001, è stato messo alla fine non a caso. Ogni lettore a questo punto può farsi un'idea propria. Viceversa i dati di fatto si possono riassumere così:
Nonostante anche a Montenero ci siano
produttori rispettosi di un disciplinare e affermati ben oltre i confini regionali, è
evidente la maggiore organizzazione del vicino Abruzzo. Passi avanti fatti in ambito
istituzionale e imprenditoriale, laddove ad una chiarezza normativa corrisponde una
maggiore propensione all'associazionismo. |
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