SPECIALE
  TORRE DI VIALANTE

Gli speciali di Montenero On Line

INTRODUZIONE
Salveranno la torre di Montebello? E chi potrebbe farlo?
Forse bisogna fare più attenzione alla seconda domanda. Di chi è la torre?
Quella qui raccolta è una storia, almeno per chi scrive, che dura da tre anni. Periodo durante il quale non è cambiato nulla, se non l'accresciuto interesse della popolazione, forse l'unica cosa che davvero può spronare gli amministratori a farsi sentire e la Regione a firmare un pezzo di carta. Perché manca ancora un atto dovuto, niente più che una formale delibera di giunta regionale, per cedere la torre al Comune di Montenero.
Di seguito sono riportati gli articoli di giornale usciti negli ultimi tre anni. Inoltre è trascritto un intervento di Giovanni Artese, storico e studioso di San Salvo che da sempre segue con passione, e al tempo stesso tristezza, il degrado e l'abbandono della torre. R.d'A.

(prima uscita dello speciale nell'ottobre 2005, periodicamente aggiornato in seguito)

AGGIORNAMENTI SUCCESSIVI ALL'USCITA DELLO SPECIALE in ordine cronologico decrescente:
Al via il restauro, una ditta campana si aggiudica l'appalto (05/07/2011)
La saga infinita della torre: ancora sui media nazionali. Il sindaco annuncia il restauro (29/06/2010)
Sorpresa: il progetto della torre va avanti e non se n'è accorto nessuno (11/12/2009)
Controreplica di Natalini a di Pietro jr sulla torre (24/06/2009)
Cristiano Di Pietro replica a Natalini sulla torre (22/06/2009)
Natalini: "Dove sono finiti i fondi stanziati per ristrutturare la torre di Montebello?" (20/06/2009)
Torre di Montebello: giallo sul restauro (09/10/2008)
Il video: montaggio dell'impalcatura per la messa in sicurezza (20/05/2008)
Avviati i lavori di messa in sicurezza (21/05/2008)

Il video: Montebello, alla scoperta di luoghi meravigliosi... in casa nostra (29/03/2008)
Comincia il restauro (messa in sicurezza, 29/03/2008)
Torre di Montebello, lavori quasi al via (02/01/2008)
La torre in mano alla Corte dei conti
La torre torna al Comune - non resta che attendere l'inizio del restauro
Storia infinita per la torre di Montebello - si fa attendere la delibera della giunta regionale
Arrivano i soldi, la torre è salva. Approvato il finanziamento di 750mila euro
750mila euro per salvare la torre di Montebello: il progetto del ministero alle Infrastrutture
L'approfondimento: una tesi di laurea sulle torri costiere e la descrizione della loro funzione
Aggiornamento del 3 giugno 2006: il consigliere D'Antonio scrive a Di Pietro per la torre
Aggiornamento del 29 aprile 2006: gli interni e le foto dalla sommità, il reportage esclusivo
Aggiornamento del 29 marzo 2006: Per il recupero della Torre il governatore rinvia tutto al dopo elezioni

Sommario:
- GIUGNO 2002: L'Ersam sta per cedere la torre al Comune
- Ma un anno dopo è tutto uguale a prima
- Intanto sul piazzale antistante organizzano le feste
- Tre anni dopo è ancora tutto come prima
- L'ultimo assalto alla torre descritto da Emilio A. Paterno
- L'appello di Giovanni Artese
- Il presidente Iorio dichiara alla stampa che farà la delibera
- Iorio aggiunge che prima di restituire la torre la aggiusterà
- Link

 

GIUGNO 2002: L'Ersam sta per cedere la torre al Comune

MONTENERO DI BISACCIA - Fra le attrattive culturali di Montenero non va trascurata, come talvolta accade, la torre di Vialante. Posta in contrada Montebello a 50 metri s.l.m. ed a due chilometri dalla spiaggia, contribuisce a rendere ancora più suggestivo il paesaggio di quella che probabilmente è la zona più bella del centro bassomolisano. E' stata edificata nel XVI secolo e costituiva uno degli avamposti a difesa delle coste molisane dalle incursioni dei turchi. La caratteristica che differenzia la torre di Vialante dalle altre fortificazioni costiere molisane sorte in quell'epoca, è la gradinata d'accesso esterna, che si riscontra invece in bastioni pugliesi.
Nel 1969 lo scrittore montenerese Emilio Paterno la definiva "concreto motivo d'interesse turistico", oggi versa in condizioni che definire pietose equivale ad eufemismo. La spaccatura centrale, che oltre dieci anni fa determinò la sua chiusura e la costruzione di un recinto di protezione, è ormai tale che sembra la struttura possa spezzarsi in due e crollare da un momento all'altro. Un vero peccato che un'attrattiva del genere, rimasta però sempre latente, debba vedere i cittadini assistere al suo lento e inesorabile degrado. Ma chi avrebbe potuto o dovuto, porre rimedio, e chi potrebbe ancora rimediare e salvare il salvabile? Un qualsiasi cittadino penserebbe subito che sia competenza dell'amministrazione comunale, abbiamo perciò voluto interpellare proprio chi nel Consiglio Comunale si occupa delle attività culturali, il consigliere Orazio Digaetano.
Perché la torre versa in simili condizioni e perché non è stata curata?
<<La torre fino alla settimana scorsa non apparteneva al comune di Montenero di Bisaccia, ma all'Ersam, non poteva quindi occuparsene l'amministrazione. Dal momento che l'ente di sviluppo l'ha alienata in nostro favore, possiamo cominciare a progettare un suo recupero>>.
Che sarebbe?
<<Il recupero della Torre di Vialante è stato inserito fra i P.I.T (piani integrati territoriali n.d.r.) e fa parte di un progetto più ampio, che prevede la valorizzazione dell'area che parte dalla foce del Trigno e arriva a Montebello, sulle tracce dell'antico tratturo. Si tratta di progetti, ancora da ufficializzare, che potranno partire quando saranno finanziati>>.
Vedendo la torre nelle condizioni attuali c'è quasi la paura che solo toccandola cada giù. In cosa consisteranno questi interventi?
<<Naturalmente i lavori di recupero saranno coordinati dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali e al momento è difficile stabilire in cosa consisteranno. E' probabile che la spaccatura centrale verrà lasciata, consolidando però la struttura e rendendola agibile>>.
Chi ha avuto la fortuna di salirci prima che divenisse impraticabile, ricorda il panorama visibile dalla sua sommità e la suggestione a tratti patriottica originata dalle feritoie per i fucili; l'auspicio è che la Torre di Vialante ridiventi patrimonio culturale di tutti prima che il tempo le dia la "mazzata finale", equivalente al suo crollo.

(Nuovo Molise 7 giugno 2002)

Nei Settanta

torre1p.jpg (8069 byte)
ingrandisci

 

 

Negli Ottanta

fotongm4p.jpg (4995 byte)
ingrandisci


Ma un anno dopo è tutto uguale a prima

MONTENERO DI BISACCIA - "La torre di Vialante non deve cader giù" il titolo dell'articolo apparso su Nuovo Molise il 7 giugno 2002; la foto la stessa proposta in questa pagina, e per un motivo molto semplice: non è cambiato nulla. O forse la spaccatura centrale è aumentata, ma non è possibile misurarla perché l'area è recintata e interdetta al transito. E' così ormai da oltre dieci anni, ma probabilmente le cose cambieranno a breve, perché la torre di Vialante, risalente al XVI secolo, crollerà. E il suggestivo paesaggio che oggi si ammira in contrada Montebello (nonostante il bastione versi in condizioni rattristanti) muterà in un misero cumulo di vecchi mattoni, non adatti neanche ad essere riciclati per scopi edili.
Crollerà perché il suo recupero si colloca in una posizione così bassa nella graduatoria del POR (Piano Operativo Regionale), che non si hanno speranze di finanziamento per i lavori necessari. E' quanto si apprende dagli amministratori comunali, il cui rammarico si aggiunge a quello di tutti i monteneresi. Non rimarrebbe, perciò, che a sostenere le spese fosse il comune di Montenero, ma a parte le difficoltà oggettive di reperimento fondi, rimarrebbe uno scoglio da superare: la Torre, così come altri fabbricati presenti a Montebello (es. l'ex edificio scolastico), non appartengono ancora al Comune. Eppure proprio l'anno scorso scrivevamo su queste pagine che il proprietario, l'Ersam (Ente Regionale Sviluppo Agricolo Molise), aveva appena alienato i beni a titolo gratuito in favore dell'ente municipale. Sempre da fonti amministrative apprendiamo che "nonostante i numerosi tentativi da parte dell'Amministrazione per avere la cessione della Torre e dei fabbricati adiacenti, come previsto per legge, la Regione Molise non ha ancora deliberato in proposito". In parole povere l'Ersam avrebbe emesso il decreto relativo alla cessione gratuita della Torre e degli altri fabbricati un anno fa, ma l'atto non sarebbe ancora stato perfezionato dagli enti regionali competenti.

(Nuovo Molise 23 giugno 2003)

Nel 2002

torre2p.jpg (6650 byte)
ingrandisci


Intanto sul piazzale antistante organizzano le feste

MONTENERO DI BISACCIA Come nella canzone una vecchia Vespa 50 special, ma qui le è stata tolta la marmitta per gareggiare in rumorosità con una potente moto custom. Due motori, distanziati fra loro di varie lunghezze in fatto di diametro e numero di cilindri, ma che giganteggiano in decibel erogati con cambio in folle e moto ferme.
Questo ed altro nel motoraduno di venerdì scorso. Oltre settanta motociclisti, con bolidi e non di ogni genere, dopo un giro in paese sono approdati a Montebello. Tanto chiasso per una serata in cui l’inquinamento acustico diventa musica, quella dei motori che si affianca ai Blue Trail Acoustic Country, sul palco proprio sotto la torre del XVI secolo.
Montebello è lo scenario ideale per gustare pietanze tipiche e, soprattutto, ammirare il panorama costiero.
La frazione montenerese è posta su una collinetta a pochi metri dal mare e la sua torre, detta di Vialante, un tempo era uno degli avamposti costieri per avvistare gli incursori saraceni.
Nell’attesa che sia recuperata, poiché pericolante e chiusa da quasi vent’anni, la torre diventa la cornice storica per un ambiente incontaminato e suggestivo. Il prossimo appuntamento a Montebello è per il 12 agosto.

(Il Quotidiano del Molise 17 luglio 2005)

Nel 2005

torre3p.jpg (7591 byte)
ingrandisci


Tre anni dopo è ancora tutto come prima

MONTENERO DI BISACCIA. Nell’incantevole paesaggio di contrada Montebello, a due passi dal mare, è impossibile non notarla. E’ altrettanto difficile non accorgersi che è recintata e spaccata. Straziata dal tempo e dalle disattente lungaggini politiche e burocratiche.
La torre di Vialante (XVI secolo) un tempo serviva ad avvistare le incursioni saracene che arrivavano dal mare. Accanto alla storia secolare, vi è quella recente: da oltre quindici anni è chiusa perché è pericolante. Una risorsa storico-architettonica, immersa in un paesaggio nel quale ogni ettaro di terreno è venduto a peso d’oro, è abbandonata a se stessa. Sembra che si aspetti solo il suo crollo.
Chi ha la competenza sulla torre?
Assieme ad alcuni fabbricati circostanti appartiene all’Ersam (Ente regionale per lo sviluppo agricolo Molise). L’ultimo intervento di questo ente risale a quando la torre fu recintata perché pericolante. Se di agricolo c’è ben poco, non è verosimile aspettarsi che sia l’Ersam (da poco Arsiam) a riparare e valorizzare il bastione.
Il Comune decide di intervenire.
Porta la data del 26/06/1998 la delibera di giunta comunale che richiedeva la cessione della torre al Comune di Montenero. In alternativa si chiedeva l’autorizzazione a “disporre dell’immobile per l’uso previsto in progetto”. Questo si concretava in restauro e uso della torre per attività turistiche nell’ambito del tratturo L’Aquila-Foggia. Non arrivò né la cessione, né l’autorizzazione. O almeno non in tempo per sfruttare un finanziamento che, in seguito, è stato usato per un’altra iniziativa collegata al tratturo.
Intanto la torre è spaccata e appartiene ancora all’Ersam. Ma solo virtualmente, perché l’ente dal 2002 ha iniziato la procedura di cessione. Ciò che manca è una delibera di giunta regionale che “perfezioni” l’atto; in sostanza che lo renda effettivo.
L’unica via percorribile, non essendo la torre inserita in nessun programma di finanziamento, sarebbe il Project financing. Il Comune, in altri termini, metterebbe a disposizione il bene ma ad intervenire sarebbero privati. Questi dovrebbero sostenere le spese di ristrutturazione, trasformando torre e fabbricati circostanti in strutture turistico-ricettive.
Ma il Comune aspetta da anni di diventare proprietario della torre ed averne così la disponibilità. Anche se è normale chiedersi se altre volte, dopo il 1998, dal Palazzo di città sia stata sollecitata la Regione a completare l’iter di cessione.

(Il Quotidiano del Molise 9 settembre 2005)

L'ultimo assalto alla torre descritto da Emilio A. Paterno:

<<L'ultimo sbarco d'una galea turchesa avvenne la notte del 26 settembre 1712. Circa 60 turchi assediarono il molino, dove erano circa 20 persone, tra vastesi e pecorai: costoro udirono sparare da Montebello e si posero in salvo nella torre. I turchi diedero fuoco al molino e si misero a scalare la torre, ma ne furono respinti a colpi di pietra e di randelli, e uno di loro vi restò morto. Non desistevano però, finché, giunto da Vasto, con 50 cavalieri e 100 armati a piedi, il conte Filippo Ricci, dopo una breve lotta furono costretti a ritirarsi nella loro galea, che, se non fosse stata armata d'un piccolo cannone, sarebbe caduta preda degli accorsi>>.




L'appello di Giovanni Artese*

Da molto tempo la torre di Montebello soffre di una totale assenza di azioni conservative: tanto che diversi anni fa è stata recintata e chiusa ai visitatori. Ma ultimamente, a seguito soprattutto degli effetti del terremoto di S. Giuliano e di due invernate particolarmente piovose, il suo degrado ha acquisito caratteri strutturali, in parte irreversibili in quanto una crepa al centro del lato d’ingresso ne minaccia la stabilità e dunque la stessa sopravvivenza.
Eppure l’edificio, accanto al valore storico, ne possiede altri di valore architettonico (per le particolarità tipologiche), paesaggistico (da tempo è elemento caratterizzante il territorio della bassa valle del Trigno), archeologico (il sostrato è medievale e forse anche italico-romano, visto il
ritrovamento in loco di un bronzetto di Ercole) e persino simbolico (tanto da aver indotto gli autori della più recente storia di Montenero, l’on. Di Pietro e lo studioso De Filippo, a immortalarlo sulla copertina!).
Secondo la tradizione e gli scritti del Paterno, sarebbe stato un certo Vialante, della casa dei baroni Riccio di Lanciano (allora possessori della tenuta di Montebello, ricca di boschi così come la sottostante Padula) ad edificare la torre, si suppone sui resti di un precedente castello. La data è incerta, probabilmente appena dopo la metà del Cinquecento, e cioè nel periodo di maggiore aggressività della pirateria turca. Proprio nel 1566, i pirati turchi attaccarono massicciamente la costiera abruzzese e molisana, devastando borghi e città rivierasche, comprese Vasto, che fu in parte incendiata, e Petacciato, la cui popolazione (stando alle cronache di fra’ Serafino Razzi, del 1576) venne interamente dispersa o deportata come schiava in Oriente.
Già dal 1532 i governanti spagnoli del Regno di Napoli avevano rafforzato o ricostruito le difese marittime; ma fu tra il 1563 e il 1569 che venne edificato il poderoso sistema di torri costiere voluto dal viceré di Toledo. Sulla nostra costa le torri di Punta Penna, di Buonanotte, del Trigno (alla destra dell’attuale foce del fiume), di Petacciato e del Sinarca di Termoli appartenevano tutte a questo sistema, con una tipologia tipicamente rinascimentale.
Diversamente, la torre di Vialante non solo è posta a maggiore distanza dal mare ed in luogo più elevato (m. 58 s.l.m.) ma mostra una tipologia leggermente più datata, espressione di maestranze più legate alla cultura tardo-medievale e umanistica.
Tutte le torri avevano come fine l’avvistamento delle imbarcazioni dei pirati e la loro segnalazione (anche con fuochi) alle popolazioni dei centri abitati retrostanti, perché si chiudessero a difesa entro le mura urbane. In seguito quella di Montebello venne adoperata pure come rifugio contro i briganti, che ne battevano la Defenza e il vicino bosco di Petacciato.
In attesa di un auspicabile intervento di consolidamento, restauro e recupero funzionale, sollecitiamo pertanto le autorità molisane interessate (comunali, provinciali, della Regione e dello Stato) a fare in modo che almeno si proceda in tempi brevissimi ad un intervento di puntellamento
delle strutture. La ripresa delle frane ­ che avevano già portato via il Casale di Montebello e che ora minacciano la parte più alta della collina (dove forse sorgeva l’antico monastero benedettino) ­ e il cedimento del ponte di San Biase certo dovrebbero costituire un ammonimento bastante a non
sottovalutare i pericoli che la torre e altri interessanti manufatti del patrimonio storico-architettonico del basso Trigno oggi di fatto corrono.

(Settembre 2005. Questo articolo è stato pubblicato o riportato anche su altri mezzi di informazione)

* Insegnante e storico di San Salvo, autore di diverse pubblicazioni come "La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944", "Storia di San Salvo dalle origini al 1994" e "Guida storico-artistica di San Salvo e dintorni"

Una panoramica (2005)

torrefocep.jpg (6627 byte)
ingrandisci

 

Il presidente Iorio dichiara alla stampa che farà la delibera

MONTENERO DI BISACCIA. Se c’è bisogno di così poco... Come dire: chi rivuole la torre indietro l’avrà senza problemi. La promessa arriva da un presidente sicuro di sé e disponibile, attorniato dalle strette di mano dopo una conferenza sull’Art. 15 a Petacciato domenica scorsa. L’occasione per chiedere a Michele Iorio perché la torre di Vialante, contrada Montebello in agro montenerese, non è ancora ceduta al Comune.
Si tratta di una fortificazione costiera che risale al XVI secolo, una delle tante postazioni di avvistamento costruite per difendere l’entroterra dalle incursioni saracene. Da oltre quindici anni è chiusa perché una spaccatura centrale la rende pericolosa. Il rischio di crollo è reale.
Assieme ad altri fabbricati adiacenti, la torre di Vialante appartiene all’Ersam (Ente regionale per lo sviluppo agricolo Molise, da poco Arsiam). Un’eredità della riforma agraria di degasperiana memoria, ma al tempo stesso un bene storico-architettonico che il Comune vorrebbe valorizzare a fini turistici. Da qui la richiesta di cessione fatta all’Ente di sviluppo, che non l’ha mai potuta usare per scopi agricoli, né per altro.
Dopo la richiesta immortalata dalla delibera di giunta comunale n. 246 del 23/06/1998, l’atteggiamento dei politici di Montenero – di ogni ordine, grado e schieramento – è sembrato tiepido. Non si ha memoria di proteste eclatanti, solleciti, sensibilizzazione della cittadinanza. Anche se proprio qualche giorno fa la richiesta è stata rinnovata dal Palazzo di città.
Mentre il governo regionale, dal quale dipende l’Ersam, non spiega perché non si adempie a un atto dovuto. Per un bene che probabilmente è una grana, più che fare gola a molti. Ha un valore storico indiscutibile ma necessita di interventi immediati e costosi.
Il Comune di Montenero, se ne diventasse proprietario, valuterebbe ipotesi di recupero e valorizzazione con intervento di privati, il cosiddetto Project financing.
Il presidente della Regione dice di conoscere la vicenda torre, ma di non essere mai stato sul posto. Iorio guarda le fotocopie di alcuni articoli di giornale che ne parlano. Prima di infilare i fogli nella tasca della giacca dice: “Il Comune la rivuole indietro? Che problema c’è?”.
Presidente, ma è pronta dal 2002 la determina dell’Ersam per la cessione. Manca ancora una delibera di giunta regionale che ratifichi e renda effettivo l’atto.
“Se manca solo la delibera, la facciamo”.
Assume quindi un impegno ufficialmente?
“Sì, la facciamo la delibera”.
La torre di Vialante e sempre più cittadini aspettano.

(Il Quotidiano del Molise 15 settembre 2005)


Un mese dopo Iorio aggiunge che prima di restituire la torre la aggiusterà

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Per la torre?”. Stavolta Michele Iorio intuisce e anticipa il cronista che gli si para davanti mentre sta per lasciare la sala polivalente. E’ in chiusura il convegno sull’art. 15, il governatore ha un altro impegno e va via con alcuni minuti di anticipo.
Presidente, un mese fa disse che avrebbe fatto la delibera per cedere la torre di Montebello al Comune di Montenero.
“Ci stiamo lavorando”.
Può indicarci grossomodo una data?
“A breve. Intanto posso anticipare che interverremo per consolidare la torre ed impedire che crolli. La faccenda della cessione dall’Ersam al Comune – aggiunge Iorio – è più complessa, ci sono anche altri fabbricati”.
Si tratta degli edifici un tempo adibiti a scuole Elementari in contrada Montebello, dieci chilometri da Montenero. Oggi la torre di avvistamento per le incursioni saracene, risalente al XVI secolo e fatta costruire da un certo Vialante, domina ancora la piazza della frazione. Ma la spaccatura centrale e l’inagibilità quasi ventennale che la nega ai visitatori, stridono con il panorama mozzafiato di mare, fiume e golfo di Vasto.

Per uno schema burocratico oggi difficile da comprendere, la torre anni fa fu data all’Ente regionale di sviluppo agricolo Molise (Ersam). Poiché l’ente non ha mai pensato né alla sua valorizzazione, né alla sua salvezza, nel 1998 il Comune pensò di farsela dare. Era redatto anche un progetto di recupero a fini turistici del bastione e dei fabbricati circostanti. Non se ne fece nulla ed i soldi furono usati per altro, perché la cessione non arrivò in tempo.
Tuttavia nel 2002 l’Ersam sembrava seriamente intenzionato a liberarsi della torre. La determina, però, non è mai stata ratificata in giunta regionale. Il rischio di crollo, oggi come ieri, è reale. Intanto il Comune un po’ aspetta di diventarne proprietario per intervenire in sinergia con investimenti privati, un po’ sonnecchia.

Finché a settembre, proprio su queste colonne, il presidente della Regione annunciava di voler finalmente mettere nero su bianco la delibera per la cessione. Adesso va oltre e pare prendere a cuore la questione. “Prima attueremo degli interventi per salvare la torre – le parole conclusive di Iorio -, poi passeremo alla cessione dei beni al Comune di Montenero”.
Di tempi, il governatore non vuol parlare. La cautela è il migliore antidoto per promesse facili in questi casi. In politica può accadere di fissare una data e non riuscire a rispettarla. Però i mattoni consumati dai secoli, il libro aperto di storia che è la torre e finalmente anche l’attenzione popolare aspettano con fiducia.

(Il Quotidiano del Molise 22 ottobre 2005)

 


Link

Descrizione della torre
http://www.pagus.it/progetto/comuni/montenero/torre/frame/dx/descriz.htm

Le torri costiere: inquadramento storico
http://comenius-horizons-maritimes.ac-nantes.fr/torricostiere/torricostiere.htm

Sito sulle torri costiere sarde
http://www.torricostiere.it


Il presidente della Regione Molise:
Michele Iorio

Fonti:
- articoli di giornale scritti da Rossano D'Antonio per le testate citate
- "Storia di Montenero di Bisaccia", E.A. Paterno, 1969                     

Gli speciali di Montenero On Line

Home