GIUGNO
2002: L'Ersam sta per cedere la torre al Comune
MONTENERO DI BISACCIA - Fra le attrattive
culturali di Montenero non va trascurata, come talvolta accade, la torre di Vialante.
Posta in contrada Montebello a 50 metri s.l.m. ed a due chilometri dalla spiaggia,
contribuisce a rendere ancora più suggestivo il paesaggio di quella che probabilmente è
la zona più bella del centro bassomolisano. E' stata edificata nel XVI secolo e
costituiva uno degli avamposti a difesa delle coste molisane dalle incursioni dei turchi.
La caratteristica che differenzia la torre di Vialante dalle altre fortificazioni costiere
molisane sorte in quell'epoca, è la gradinata d'accesso esterna, che si riscontra invece
in bastioni pugliesi.
Nel 1969 lo scrittore montenerese Emilio Paterno la definiva "concreto motivo
d'interesse turistico", oggi versa in condizioni che definire pietose equivale ad
eufemismo. La spaccatura centrale, che oltre dieci anni fa determinò la sua chiusura e la
costruzione di un recinto di protezione, è ormai tale che sembra la struttura possa
spezzarsi in due e crollare da un momento all'altro. Un vero peccato che un'attrattiva del
genere, rimasta però sempre latente, debba vedere i cittadini assistere al suo lento e
inesorabile degrado. Ma chi avrebbe potuto o dovuto, porre rimedio, e chi potrebbe ancora
rimediare e salvare il salvabile? Un qualsiasi cittadino penserebbe subito che sia
competenza dell'amministrazione comunale, abbiamo perciò voluto interpellare proprio chi
nel Consiglio Comunale si occupa delle attività culturali, il consigliere Orazio
Digaetano.
Perché la torre versa in simili condizioni e perché non è stata curata?
<<La torre fino alla settimana scorsa non apparteneva al comune di Montenero di
Bisaccia, ma all'Ersam, non poteva quindi occuparsene l'amministrazione. Dal momento che
l'ente di sviluppo l'ha alienata in nostro favore, possiamo cominciare a progettare un suo
recupero>>.
Che sarebbe?
<<Il recupero della Torre di Vialante è stato inserito fra i P.I.T (piani
integrati territoriali n.d.r.) e fa parte di un progetto più ampio, che prevede la
valorizzazione dell'area che parte dalla foce del Trigno e arriva a Montebello, sulle
tracce dell'antico tratturo. Si tratta di progetti, ancora da ufficializzare, che potranno
partire quando saranno finanziati>>.
Vedendo la torre nelle condizioni attuali c'è quasi la paura che solo toccandola cada
giù. In cosa consisteranno questi interventi?
<<Naturalmente i lavori di recupero saranno coordinati dalla Sovrintendenza ai
Beni Ambientali e al momento è difficile stabilire in cosa consisteranno. E' probabile
che la spaccatura centrale verrà lasciata, consolidando però la struttura e rendendola
agibile>>.
Chi ha avuto la fortuna di salirci prima che divenisse impraticabile, ricorda il panorama
visibile dalla sua sommità e la suggestione a tratti patriottica originata dalle feritoie
per i fucili; l'auspicio è che la Torre di Vialante ridiventi patrimonio culturale di
tutti prima che il tempo le dia la "mazzata finale", equivalente al suo crollo.
(Nuovo Molise 7 giugno 2002) |
Nei Settanta

ingrandisci
Negli Ottanta

ingrandisci |
Ma un anno dopo è
tutto uguale a prima
MONTENERO DI BISACCIA - "La torre di Vialante non
deve cader giù" il titolo dell'articolo apparso su Nuovo Molise il 7 giugno 2002; la
foto la stessa proposta in questa pagina, e per un motivo molto semplice: non è cambiato
nulla. O forse la spaccatura centrale è aumentata, ma non è possibile misurarla perché
l'area è recintata e interdetta al transito. E' così ormai da oltre dieci anni, ma
probabilmente le cose cambieranno a breve, perché la torre di Vialante, risalente al XVI
secolo, crollerà. E il suggestivo paesaggio che oggi si ammira in contrada Montebello
(nonostante il bastione versi in condizioni rattristanti) muterà in un misero cumulo di
vecchi mattoni, non adatti neanche ad essere riciclati per scopi edili.
Crollerà perché il suo recupero si colloca in una posizione così bassa nella
graduatoria del POR (Piano Operativo Regionale), che non si hanno speranze di
finanziamento per i lavori necessari. E' quanto si apprende dagli amministratori comunali,
il cui rammarico si aggiunge a quello di tutti i monteneresi. Non rimarrebbe, perciò, che
a sostenere le spese fosse il comune di Montenero, ma a parte le difficoltà oggettive di
reperimento fondi, rimarrebbe uno scoglio da superare: la Torre, così come altri
fabbricati presenti a Montebello (es. l'ex edificio scolastico), non appartengono ancora
al Comune. Eppure proprio l'anno scorso scrivevamo su queste pagine che il proprietario,
l'Ersam (Ente Regionale Sviluppo Agricolo Molise), aveva appena alienato i beni a titolo
gratuito in favore dell'ente municipale. Sempre da fonti amministrative apprendiamo che
"nonostante i numerosi tentativi da parte dell'Amministrazione per avere la
cessione della Torre e dei fabbricati adiacenti, come previsto per legge, la Regione
Molise non ha ancora deliberato in proposito". In parole povere l'Ersam avrebbe
emesso il decreto relativo alla cessione gratuita della Torre e degli altri fabbricati un
anno fa, ma l'atto non sarebbe ancora stato perfezionato dagli enti regionali competenti.
(Nuovo Molise 23 giugno 2003) |
Nel 2002

ingrandisci |
Intanto sul piazzale
antistante organizzano le feste
MONTENERO
DI BISACCIA Come nella canzone una vecchia Vespa 50 special, ma qui le è stata tolta la
marmitta per gareggiare in rumorosità con una potente moto custom. Due motori,
distanziati fra loro di varie lunghezze in fatto di diametro e numero di cilindri, ma che
giganteggiano in decibel erogati con cambio in folle e moto ferme.
Questo ed altro nel motoraduno di venerdì scorso. Oltre settanta motociclisti, con
bolidi e non di ogni genere, dopo un giro in paese sono approdati a Montebello. Tanto
chiasso per una serata in cui linquinamento acustico diventa musica, quella dei
motori che si affianca ai Blue Trail Acoustic Country, sul palco proprio sotto la torre
del XVI secolo.
Montebello è lo scenario ideale per gustare pietanze tipiche e, soprattutto, ammirare il
panorama costiero.
La frazione montenerese è posta su una collinetta a pochi metri dal mare e la sua torre,
detta di Vialante, un tempo era uno degli avamposti costieri per avvistare gli incursori
saraceni.
Nellattesa che sia recuperata, poiché pericolante e chiusa da quasi ventanni,
la torre diventa la cornice storica per un ambiente incontaminato e suggestivo. Il
prossimo appuntamento a Montebello è per il 12 agosto.
(Il
Quotidiano del Molise 17 luglio 2005) |
Nel 2005

ingrandisci
|
Tre anni dopo è
ancora tutto come prima
MONTENERO DI BISACCIA.
Nellincantevole paesaggio di contrada Montebello, a due passi dal mare, è
impossibile non notarla. E altrettanto difficile non accorgersi che è recintata e
spaccata. Straziata dal tempo e dalle disattente lungaggini politiche e burocratiche.
La torre di Vialante (XVI secolo) un tempo serviva ad avvistare le incursioni saracene che
arrivavano dal mare. Accanto alla storia secolare, vi è quella recente: da oltre quindici
anni è chiusa perché è pericolante. Una risorsa storico-architettonica, immersa in un
paesaggio nel quale ogni ettaro di terreno è venduto a peso doro, è abbandonata a
se stessa. Sembra che si aspetti solo il suo crollo.
Chi ha la competenza sulla torre?
Assieme ad alcuni fabbricati circostanti appartiene allErsam (Ente regionale per lo
sviluppo agricolo Molise). Lultimo intervento di questo ente risale a quando la
torre fu recintata perché pericolante. Se di agricolo cè ben poco, non è
verosimile aspettarsi che sia lErsam (da poco Arsiam) a riparare e valorizzare il
bastione.
Il Comune decide di intervenire.
Porta la data del 26/06/1998 la delibera di giunta comunale che richiedeva la cessione
della torre al Comune di Montenero. In alternativa si chiedeva lautorizzazione a
disporre dellimmobile per luso previsto in progetto. Questo si
concretava in restauro e uso della torre per attività turistiche nellambito del
tratturo LAquila-Foggia. Non arrivò né la cessione, né lautorizzazione. O
almeno non in tempo per sfruttare un finanziamento che, in seguito, è stato usato per
unaltra iniziativa collegata al tratturo.
Intanto la torre è spaccata e appartiene ancora allErsam. Ma solo virtualmente,
perché lente dal 2002 ha iniziato la procedura di cessione. Ciò che manca è una
delibera di giunta regionale che perfezioni latto; in sostanza che lo
renda effettivo.
Lunica via percorribile, non essendo la torre inserita in nessun programma di
finanziamento, sarebbe il Project financing. Il Comune, in altri termini, metterebbe a
disposizione il bene ma ad intervenire sarebbero privati. Questi dovrebbero sostenere le
spese di ristrutturazione, trasformando torre e fabbricati circostanti in strutture
turistico-ricettive.
Ma il Comune aspetta da anni di diventare proprietario della torre ed averne così la
disponibilità. Anche se è normale chiedersi se altre volte, dopo il 1998, dal Palazzo di
città sia stata sollecitata la Regione a completare liter di cessione.
(Il Quotidiano del Molise 9 settembre
2005) |
L'ultimo assalto alla torre
descritto da Emilio A. Paterno:
<<L'ultimo sbarco d'una galea
turchesa avvenne la notte del 26 settembre 1712. Circa 60 turchi assediarono il molino,
dove erano circa 20 persone, tra vastesi e pecorai: costoro udirono sparare da Montebello
e si posero in salvo nella torre. I turchi diedero fuoco al molino e si misero a scalare
la torre, ma ne furono respinti a colpi di pietra e di randelli, e uno di loro vi restò
morto. Non desistevano però, finché, giunto da Vasto, con 50 cavalieri e 100 armati a
piedi, il conte Filippo Ricci, dopo una breve lotta furono costretti a ritirarsi nella
loro galea, che, se non fosse stata armata d'un piccolo cannone, sarebbe caduta preda
degli accorsi>>. |
|
L'appello di
Giovanni Artese*
Da molto tempo la torre di Montebello
soffre di una totale assenza di azioni conservative: tanto che diversi anni fa è stata
recintata e chiusa ai visitatori. Ma ultimamente, a seguito soprattutto degli effetti del
terremoto di S. Giuliano e di due invernate particolarmente piovose, il suo degrado ha
acquisito caratteri strutturali, in parte irreversibili in quanto una crepa al centro del
lato dingresso ne minaccia la stabilità e dunque la stessa sopravvivenza.
Eppure ledificio, accanto al valore storico, ne possiede altri di valore
architettonico (per le particolarità tipologiche), paesaggistico (da tempo è elemento
caratterizzante il territorio della bassa valle del Trigno), archeologico (il sostrato è
medievale e forse anche italico-romano, visto il
ritrovamento in loco di un bronzetto di Ercole) e persino simbolico (tanto da aver indotto
gli autori della più recente storia di Montenero, lon. Di Pietro e lo studioso De
Filippo, a immortalarlo sulla copertina!).
Secondo la tradizione e gli scritti del Paterno, sarebbe stato un certo Vialante, della
casa dei baroni Riccio di Lanciano (allora possessori della tenuta di Montebello, ricca di
boschi così come la sottostante Padula) ad edificare la torre, si suppone sui resti di un
precedente castello. La data è incerta, probabilmente appena dopo la metà del
Cinquecento, e cioè nel periodo di maggiore aggressività della pirateria turca. Proprio
nel 1566, i pirati turchi attaccarono massicciamente la costiera abruzzese e molisana,
devastando borghi e città rivierasche, comprese Vasto, che fu in parte incendiata, e
Petacciato, la cui popolazione (stando alle cronache di fra Serafino Razzi, del
1576) venne interamente dispersa o deportata come schiava in Oriente.
Già dal 1532 i governanti spagnoli del Regno di Napoli avevano rafforzato o ricostruito
le difese marittime; ma fu tra il 1563 e il 1569 che venne edificato il poderoso sistema
di torri costiere voluto dal viceré di Toledo. Sulla nostra costa le torri di Punta
Penna, di Buonanotte, del Trigno (alla destra dellattuale foce del fiume), di
Petacciato e del Sinarca di Termoli appartenevano tutte a questo sistema, con una
tipologia tipicamente rinascimentale.
Diversamente, la torre di Vialante non solo è posta a maggiore distanza dal mare ed in
luogo più elevato (m. 58 s.l.m.) ma mostra una tipologia leggermente più datata,
espressione di maestranze più legate alla cultura tardo-medievale e umanistica.
Tutte le torri avevano come fine lavvistamento delle imbarcazioni dei pirati e la
loro segnalazione (anche con fuochi) alle popolazioni dei centri abitati retrostanti,
perché si chiudessero a difesa entro le mura urbane. In seguito quella di Montebello
venne adoperata pure come rifugio contro i briganti, che ne battevano la Defenza e il
vicino bosco di Petacciato.
In attesa di un auspicabile intervento di consolidamento, restauro e recupero funzionale,
sollecitiamo pertanto le autorità molisane interessate (comunali, provinciali, della
Regione e dello Stato) a fare in modo che almeno si proceda in tempi brevissimi ad un
intervento di puntellamento
delle strutture. La ripresa delle frane che avevano già portato via il Casale di
Montebello e che ora minacciano la parte più alta della collina (dove forse sorgeva
lantico monastero benedettino) e il cedimento del ponte di San Biase certo
dovrebbero costituire un ammonimento bastante a non
sottovalutare i pericoli che la torre e altri interessanti manufatti del patrimonio
storico-architettonico del basso Trigno oggi di fatto corrono.
(Settembre 2005. Questo articolo è stato
pubblicato o riportato anche su altri mezzi di informazione)
* Insegnante e storico di San Salvo,
autore di diverse pubblicazioni come "La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944",
"Storia di San Salvo dalle origini al 1994" e "Guida storico-artistica di
San Salvo e dintorni" |
Una panoramica (2005)

ingrandisci |
Il presidente Iorio
dichiara alla stampa che farà la delibera
MONTENERO DI BISACCIA. Se cè
bisogno di così poco... Come dire: chi rivuole la torre indietro lavrà senza
problemi. La promessa arriva da un presidente sicuro di sé e disponibile, attorniato
dalle strette di mano dopo una conferenza sullArt. 15 a Petacciato domenica scorsa.
Loccasione per chiedere a Michele Iorio perché la torre di Vialante, contrada
Montebello in agro montenerese, non è ancora ceduta al Comune.
Si tratta di una fortificazione costiera che risale al XVI secolo, una delle tante
postazioni di avvistamento costruite per difendere lentroterra dalle incursioni
saracene. Da oltre quindici anni è chiusa perché una spaccatura centrale la rende
pericolosa. Il rischio di crollo è reale.
Assieme ad altri fabbricati adiacenti, la torre di Vialante appartiene allErsam
(Ente regionale per lo sviluppo agricolo Molise, da poco Arsiam). Uneredità della
riforma agraria di degasperiana memoria, ma al tempo stesso un bene storico-architettonico
che il Comune vorrebbe valorizzare a fini turistici. Da qui la richiesta di cessione fatta
allEnte di sviluppo, che non lha mai potuta usare per scopi agricoli, né per
altro.
Dopo la richiesta immortalata dalla delibera di giunta comunale n. 246 del 23/06/1998,
latteggiamento dei politici di Montenero di ogni ordine, grado e schieramento
è sembrato tiepido. Non si ha memoria di proteste eclatanti, solleciti,
sensibilizzazione della cittadinanza. Anche se proprio qualche giorno fa la richiesta è
stata rinnovata dal Palazzo di città.
Mentre il governo regionale, dal quale dipende lErsam, non spiega perché non si
adempie a un atto dovuto. Per un bene che probabilmente è una grana, più che fare gola a
molti. Ha un valore storico indiscutibile ma necessita di interventi immediati e costosi.
Il Comune di Montenero, se ne diventasse proprietario, valuterebbe ipotesi di recupero e
valorizzazione con intervento di privati, il cosiddetto Project financing.
Il presidente della Regione dice di conoscere la vicenda torre, ma di non essere mai stato
sul posto. Iorio guarda le fotocopie di alcuni articoli di giornale che ne parlano. Prima
di infilare i fogli nella tasca della giacca dice: Il Comune la rivuole indietro?
Che problema cè?.
Presidente, ma è pronta dal 2002 la determina dellErsam per la cessione. Manca
ancora una delibera di giunta regionale che ratifichi e renda effettivo latto.
Se manca solo la delibera, la facciamo.
Assume quindi un impegno ufficialmente?
Sì, la facciamo la delibera.
La torre di Vialante e sempre più cittadini aspettano.
(Il Quotidiano del Molise 15 settembre
2005)
Un mese dopo Iorio aggiunge
che prima di restituire la torre la aggiusterà
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA. Per la torre?. Stavolta Michele Iorio intuisce e
anticipa il cronista che gli si para davanti mentre sta per lasciare la sala polivalente.
E in chiusura il convegno sullart. 15, il governatore ha un altro impegno e va
via con alcuni minuti di anticipo.
Presidente, un mese fa disse che avrebbe fatto la delibera per cedere la torre
di Montebello al Comune di Montenero.
Ci stiamo lavorando.
Può indicarci grossomodo una data?
A breve. Intanto posso anticipare che interverremo per consolidare la torre
ed impedire che crolli. La faccenda della cessione dallErsam al Comune
aggiunge Iorio è più complessa, ci sono anche altri fabbricati.
Si tratta degli edifici un tempo adibiti a scuole Elementari in contrada
Montebello, dieci chilometri da Montenero. Oggi la torre di avvistamento per le incursioni
saracene, risalente al XVI secolo e fatta costruire da un certo Vialante, domina ancora la
piazza della frazione. Ma la spaccatura centrale e linagibilità quasi ventennale
che la nega ai visitatori, stridono con il panorama mozzafiato di mare, fiume e golfo di
Vasto.
Per uno schema burocratico oggi difficile da comprendere, la
torre anni fa fu data allEnte regionale di sviluppo agricolo Molise (Ersam). Poiché
lente non ha mai pensato né alla sua valorizzazione, né alla sua salvezza, nel
1998 il Comune pensò di farsela dare. Era redatto anche un progetto di recupero a fini
turistici del bastione e dei fabbricati circostanti. Non se ne fece nulla ed i soldi
furono usati per altro, perché la cessione non arrivò in tempo.
Tuttavia nel 2002 lErsam
sembrava seriamente intenzionato a liberarsi della torre. La determina, però, non è mai
stata ratificata in giunta regionale. Il rischio di crollo, oggi come ieri, è reale.
Intanto il Comune un po aspetta di diventarne proprietario per intervenire in
sinergia con investimenti privati, un po sonnecchia.
Finché a settembre, proprio su queste colonne, il presidente della Regione
annunciava di voler finalmente mettere nero su bianco la delibera per la cessione. Adesso
va oltre e pare prendere a cuore la questione. Prima attueremo degli interventi per
salvare la torre le parole conclusive di Iorio -, poi passeremo alla cessione dei
beni al Comune di Montenero.
Di tempi, il governatore non vuol parlare. La cautela è il migliore antidoto per
promesse facili in questi casi. In politica può accadere di fissare una data e non
riuscire a rispettarla. Però i mattoni consumati dai secoli, il libro aperto di storia
che è la torre e finalmente anche lattenzione popolare aspettano con fiducia.
(Il Quotidiano del Molise 22 ottobre 2005)
Link
Descrizione della torre
http://www.pagus.it/progetto/comuni/montenero/torre/frame/dx/descriz.htm
Le torri costiere:
inquadramento storico
http://comenius-horizons-maritimes.ac-nantes.fr/torricostiere/torricostiere.htm
Sito sulle torri costiere
sarde
http://www.torricostiere.it |

Il presidente della Regione Molise:
Michele Iorio
|