SPECIALE
  PORTI TURISTICI

 

Due progetti dello stesso tipo, a pochi metri l'uno dall'altro ma differenti nella sostanza. Sia San Salvo sia Montenero di Bisaccia vedono in essi il futuro dello sviluppo costiero.
Le due iniziative, i pro ed i contro, chi arriva prima e chi dopo, quale è fatto meglio e quale peggio: lo speciale di Montenero On Line dedicato ai porti turistici che stanno per nascere nella zona costiera contigua fra due comuni.

di Giovanni Artese, Rossano D'Antonio, Vitale Artese
 

Contenuto

  • Veduta aerea generale e ubicazione dei due porti
  • Breve excursus di concetto e progetto di porto turistico alla marina di Montenero
  • Rassegna stampa (articoli di R. D'Antonio) - Temi complementari su Mol
  • Veduta aerea con collegamenti alla riproduzione dei due progetti
  • San Salvo: a proposito di porto turistico (Impegno per San Salvo)
  • San Salvo: il porto turistico, sarà il nostro punto di... (Il Messaggero Abruzzo)

Aggiornamento del 3 marzo 2007: al via i sondaggi per il porto turistico di Montenero
Aggiornamento del 29 marzo 2006: Iorio: "via libera al porto"


Foto aerea della zona di confine fra le marine di San Salvo (CH) e Montenero di Bisaccia (CB), con ubicazione esatta dei rispettivi porti turistici e riproduzione abbastanza fedele delle proporzioni.

 

QUI MONTENERO DI BISACCIA:


Breve excursus di concetto e progetto di porto turistico

Gli antipodi

Se porta un nome l’ideatore del concetto di porto turistico alla marina di Montenero, questo è senz’altro quello di Emilio Ambrogio Paterno. Lo scrittore ed insegnante montenerese, infatti, già nel suo libro Montenero di Bisaccia – dalle origini ai nostri giorni (1969) scriveva che la marina “per essere valorizzata tra le tante altre cose ha bisogno di un approdo turistico alle foci del Trigno e una strada turistica a scorrimento veloce che l'unisca più direttamente a Montenero di Bisaccia”.

Il porto turistico alla foce del fiume oggi non è più realizzabile, per questioni di normativa. Lo scritto di Paterno è però sufficiente per capire che l’idea non nasce oggi.

 

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Verso un vero porto turistico

Dall’amministrazione comunale di Montenero il concetto è ripreso nei primi anni Novanta. Mentre è nel 1997 che l’appena insediata amministrazione Pannicciari esce allo scoperto. L’assessore all’Urbanistica Antonino D’Antonio parla ai microfoni di Rai Tre Molise dello sviluppo costiero e pronuncia anche la famosa frase: “dàrsena o darsèna...”.

Il progetto diventa concreto alla fine degli anni Novanta, quando il nuovo Piano regolatore generale è in dirittura d’arrivo e attende l’approvazione definitiva in Regione (la quale arriverà nel 2002). Il nuovo Prg prevede un porticciolo turistico, oltre a proporsi di cambiare volto alla marina dopo decenni di immobilismo. Quest’ultimo fattore, il ritardo dello sviluppo, è stato trattato in altri approfondimenti.

Nel giugno 2002 è l'imprenditore romagnolo Luciano Savioli a presentare il progetto nella sala polivalente di Montenero. Spiega per sommi capi come sarà il porto, specificando che la struttura è parte di un contesto più ampio, fatto di residence, impianti sportivi ecc.

Nell’ottobre 2003 si valuta la fattibilità dell’opera. I pareri di Genio civile, Capitaneria di porto, Asl di Termoli, Regione Molise e Ufficio tecnico di Montenero, sono favorevoli. La Sovrintendenza ai beni ambientali, invece, non può ancora esprimersi perché il suo compito è intervenire in fasi successive e non adesso.

La Conferenza di servizio definitiva arriva nel luglio 2004. A questo punto non resta che partire con le verifiche geologiche, trovare le imprese e stabilire quando iniziare i lavori.

All’inizio del 2005 si parla di inizio imminente delle operazioni di dragaggio, ma le cose vanno in maniera diversa. Pur essendo tutto pronto, sembra che investitori e progettisti preferiscano aspettare l’autunno.

Intanto, a maggio, il progetto è in parte modificato, di concerto con campeggiatori e albergatori già attivi nella marina di Montenero. Si decide di mettere in diagonale i frangiflutti per fermare l’erosione della spiaggia, dagli anni Cinquanta flagello della costa molisana. Inoltre la sabbia ed i materiali dragati durante i lavori saranno usati per il ripascimento dell’arenile (sabbia rimessa dove è stata erosa dal mare); infine, gli scogli già presenti saranno fatti “rifiorire”.

Invece quando arriva l'autunno c'è la prima sorpresa: il porto è ancora in alto mare. Dalla Commissione ambiente della Regione arrivano osservazioni, richieste di ulteriori perizie nelle Valutazioni ambientali. Quanto basta perché si pensi, ancora una volta, che la saga anti-Costa Verde in realtà non è ancora finita. E' l'ennesima conferma per chi ne conosce la storia che al mare di Montenero non deve essere fatto nulla. La Regione Molise, ma per certi versi in questo caso anche la Provincia, sono i nemici giurati di uno sviluppo che in verità gli stessi monteneresi non hanno mai desiderato sul serio. Non appaia un'ossessione: anche stavolta a bloccare tutto sono i Siti di importanza comunitaria (Sic). E' un argomento, quest'ultimo, che ha i connotati dell'inefficienza politica e burocratica (stiamo parlando sempre della Regione Molise, da trentacinque anni a questa parte, dalla sinistra alla destra). Sui Sic è disponibile uno speciale su Montenero On Line.

Eppure, quando tutto sembra naufragato, arriva la contro-sorpresa. E stavolta è positiva. Febbraio 2006: la Regione dà parere favorevole alle opere a terra del porto (residence, strade, strutture varie), mentre per quelle marittime tutto dovrebbe risolversi altrettanto positivamente nella primavera. Voci di corridoio parlano di pressioni giunte da Roma a Campobasso, da qui l'inversione di tendenza ed il parere favorevole. Quelle su telefonate "eccellenti" sono indiscrezioni arrivate da fonti attendibili, sicuramente è un quadro verosimile (perché prima tutti dicevano sì, poi no, poi ancora sì?). Ma per la cronaca bisogna dire che non esistono prove concrete che accertino l'esistenza di queste pressioni da Roma. Probabilmente non si saprà mai come sono andate veramente le cose. Il porto turistico di Montenero inizia però a concretarsi e, a questo punto, è difficile sottrarsi ad un'analisi, specie alla luce di quanto sta avvenendo a pochi metri dalla costa molisana.
I lavori per il porto di San Salvo sono iniziati da alcuni giorni. Attenzione, i due progetti sono stati concepiti pressoché insieme, ma ancora una volta l'Abruzzo è arrivato prima. A giudizio di chi scrive, l'approdo della città confinante sarà più una vaschetta che un vero porticciolo. Non c'è paragone fra le due opere, laddove quella di Montenero è più grande, ha più spazio e più logica nell'ubicazione. Eppure, l'Abruzzo è arrivato prima. La regione confinante ha capito da tanto tempo che la costa, tutta la costa regionale, è una risorsa. Qui in Molise no. Per questo parla l'evidenza della storia recente.

 

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Che tipo di sviluppo turistico è previsto

E’ evidente che si differenzia da quello tipico degli stabilimenti balneari con lunghe file di ombrelloni. Anche se questo genere di turismo non è precluso, alla marina di Montenero, in altre zone e dove già è attivo sotto questa forma. Il porticciolo è in qualche modo turismo d’elite. Quanto basta per far storcere il naso a chi è contrario. D’altronde quot homines tot sententiae.

Ciò che sin dal primo momento gli investitori hanno precisato è il contesto generale e la volontà di non realizzare solo un approdo marittimo. L’investimento complessivo, stimato in 26 milioni di euro, comprende strutture a terra oltre a quelle di stretta attinenza alle esigenze portuali. Da qui residence ed altro, ma la domanda che rimane è: chi ci andrà?

Probabilmente non i monteneresi, o meglio solo quei pochi che vorranno e potranno permettersi una barca. Turismo d’elite, quindi, che tuttavia significherà avere oltre trentamila metri quadri di Costa Verde urbanizzati secondo standard moderni, con tutte le infrastrutture e servizi connessi.

Una domanda, a questo punto, nasce da sé. Quando mai i monteneresi hanno frequentato quella spiaggia? Da qualche anno c’è un aumento di presenze locali, certo, da quando San Salvo marina ha i quasi tutti i parcheggi a pagamento, da quando la Costa Verde sta recuperando decine di metri di spiaggia grazie agli interventi contro l’erosione.

Ben venga, ma si ricordi che qualcuno ha acquistato quei terreni negli anni Sessanta e solo adesso ci sta realizzando qualche struttura. Forse, prima di esprimere giudizi, sarebbe il caso di conoscere quella zona almeno quanto i pazienti investitori, che fra l’altro non sono di Montenero.

 

Rossano D'Antonio
(22 febbraio 2006)

Rassegna stampa:
La Costa Verde sarà recuperata
(20 giugno 2002)

Porto turistico, altro passo avanti
(10 ottobre 2003)
Porto turistico, l'idea piace
(13 ottobre 2003)
Chiuso l'iter per le autorizzazioni
(30 luglio 2004)
Erosione, soluzione dal porto...
(31 maggio 2005)

Porto turistico, ritardi preoccupanti
(16 ottobre 2005)
Il porto diventa realtà
(9 febbraio 2006)

TEMI COMPLEMENTARI:
Sic, opportunità o freno?
(Montenero On Line, 25/09/2005)
Costa: 35 anni di occasioni mancate
(Montenero On Line, 11/12/2005)

 

Nell'immagine accanto veduta area della zona. Cliccando sulle parti evidenziate è possibile vedere i due progetti.

 


QUI SAN SALVO:

 

A PROPOSITO DI PORTO TURISTICO

L'avvio dei lavori di realizzazione del porto turistico, a San Salvo Marina, costituisce un'azione su cui riteniamo si debba maggiormente riflettere e discutere.  Premettiamo di non avere nulla contro la realizzazione di un'opera di questo tipo (certamente complementare all'economia del turismo): purché fatta nei crismi della pubblica utilità e nel rispetto degli equilibri ambientali.
Questi i dati: darsena realizzata entro terra, con uno scavo tra via A. Doria, edifici limitrofi e fosso del Mulino; 156 posti barca, per scafi compresi tra i 6 e i 9 metri; canale di collegamento dei natanti con il mare lungo 150 metri e largo 18.
La prima impressione è che l'utilità sia modesta. E' vero che si dà la possibilità a chi ha già una barca o la vuole acquistare di avere un approdo; ma considerato che gli scafi di nautica da diporto arrivano oggi fino ai 30 metri, una struttura di questo tipo non appare strategica.
Gli amministratori di San Salvo hanno già ipotizzato "un suo eventuale ampliamento" in caso di ulteriori richieste di posti-barca; ma in che direzione se alla destra c'è il territorio di Montenero e alla sinistra l'edificato di San Salvo Marina?
Quanto all'impatto ambientale, è sicuramente molto alto. Essendo entroterra, la darsena costituisce una vera e propria palude, che, per quanto isolata, certo produrrà umidità nell'aria e penetrazione dell'acqua in profondità: con possibili effetti, nel tempo, sulle strutture edili della zona.
In più la darsena è affiancata dal fosso del Mulino Pantanella: che d'inverno è in grado di raccogliere le acque piovane, in genere melmose, scaricandole a mare. Infine, il canale ha un asse nord/nord-est; il che produce gravi rischi di insabbiamento (per mareggiate da est e correnti da sud-est) dell'imboccatura del porticciolo: per cui si porrebbe un problema di drenaggio continuo e costoso per mantenerlo in efficienza.
Molti non sanno che la scelta di collocare il porticciolo in quell'area, al confine con il territorio di Montenero di Bisaccia, è derivata anche da un iniziale tentativo di concordare il porto turistico con la vicina località.
In un Consiglio comunale della primavera 2002, l'allora Sindaco di San Salvo, in risposta ad alcuni nostri dubbi a riguardo, rispose che il dialogo con Montenero non si era interrotto e che anzi probabilmente si sarebbe arrivati ad un progetto comune. I fatti non gli hanno dato ragione.
Il Comune di Montenero ha in seguito fatto redigere un progetto di porto turistico (con annesso villaggio residenziale) da insediarsi circa 500 metri più a sud di quello di San Salvo, con i seguenti dati tecnici: un molo a forma di uncino lungo 350 metri ed un secondo perpendicolare all'arenile lungo 200 e largo 80 metri; una darsena scavata lungo la spiaggia, con 400 posti barca per natanti dai 4 fino ai 16 metri. Sono poi previsti una struttura cantieristica di 3100 mq., un'area carburante, 400 posti auto, il bar e un ufficio doganale.

SAN SALVO - «Il porto turistico? Sarà il nostro punto di...

SAN SALVO - «Il porto turistico? Sarà il nostro punto di forza per sostenere il decollo turistico di San Salvo». Ne è convinto il sindaco Gabriele Marchese che, da sempre, ha sostenuto la necessità di investire in questo settore. «Grazie alla politica sinora condotta - spiega il primo cittadino - abbiamo già ottenuto dei buoni risultati. Nonostante la leggera flessione delle presenze registrata lo scorso anno, San Salvo ha tenuto superando le aspettative. E le ragioni - spiega Marchese - vanno ricercate anche nel massiccio afflusso di pendolari dall'entroterra, concentrato soprattutto nei fine settimana, mentre un ruolo determinante hanno giocato i servizi offerti che, di anno in anno, vanno migliorando».
Negli ultimi mesi, le attenzioni dei pubblici amministratori si sono concentrate proprio sul porto turistico i cui lavori sono iniziati la scorsa settimana: «Con questa opera pubblica - sottolinea il Sindaco - daremo un contributo determinante alla crescita ed allo sviluppo della Marina di San Salvo. Ottenere tutte le autorizzazioni ed espletare la gara d'appalto in soli tre anni ha richiesto uno enorme sforzo corale ma ci siamo riusciti. L'opera - continua Gabriele Marchese - sarà completata entro fine 2006 e costituirà, indubbiamente, un'attrattiva e un servizio in più per l'intero Comprensorio». Ma, da tempo, l'Amministrazione comunale sta lavorando su di un altro importante argomento: la revisione del Piano per l'utilizzo del demanio. «Il nostro obiettivo - riprende il Sindaco - è quello di ampliare l'offerta turistica e lo faremo intervenendo anche sul lungomare e istituendo aree attrezzate». Da non dimenticare, poi, le nuove strutture ricettive: «I nuovi alberghi saranno quattro - dice Marchese - uno sorgerà proprio nei pressi del porto turistico, un altro è già stato realizzato mentre due sono in costruzione. La Marina è una risorsa di inestimabile valore per questa città e va adeguatamente valorizzata ma, soprattutto, preservata sotto il profilo ambientale».
M.R.

(Il Messaggero Abruzzo, 21 febbraio 2006)

Non sappiamo se e quando il progetto si tradurrà; ma se questo dovesse accadere allora è evidente che saremmo di nuovo in competizione con Montenero, come è avvenuto per i centri commerciali e le aree industriali. E se poi anche Vasto si dotasse di un porto turistico nel giro di un anno-due, addirittura ci troveremmo ad avere tre approdi in un tratto di costa di 10-12 chilometri: con un impatto ambientale non di poco conto.
In conclusione ci chiediamo: a cosa servono gli studi e i roboanti convegni (ben pagati dalle rispettive amministrazioni) che periodicamente si tengono sulle strategie territoriali, lo scenario intercomunale ecc. se poi non c'è una sola opera pubblica di rilevante utilità che venga concordata tra i comuni di San Salvo, Vasto, Cupello e Montenero? E che cosa pensano le forze politiche, culturali e, soprattutto, ambientaliste (alcune delle quali, come l'Arci e i Verdi di Vasto, si sono già pronunciate) dell'argomento?

Impegno per San Salvo
(San Salvo, 20.02.2006)

 

Aggiornamento del 29 marzo 2006: Iorio: "via libera al porto"

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