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Camminando, camminando … tra vicoli stretti, stradine, viuzze ed anfratti
del “Borgo Antico”di Montenero di Bisaccia
PARTE SECONDA
di Maria Teresa Bracone
| Nell’eco dei tempi andati, nello scenario
unico del centro storico di Montenero di Bisaccia ed in compagnia del Sig.
Elpidio Gabriele, continua la passeggiata per le viuzze di Via Regina
Margherita, detta “la Piazza di Sotto”. E’ un vero figlio del quartiere ed
è profondo l’affetto che lega Elpidio a questa zona del “Paese Vecchio”.
E’ vissuto in questi vicoli, in queste stradine, nella fanciullezza e
nella gioventù. E … camminando … camminando … scava continuamente nella
sua memoria “ferrea”, riportando alla luce con nostalgia, stile spontaneo
e a volte velato di “humor” i luoghi, i vissuti, i fatti della vita sana e
semplice di “allora” (anni 20 – 30 - 40). Passo, dopo passo, proviamo un
senso di calma appagante; le case piccole e grandi si susseguono una
attaccata all’altra, nella loro disarmante semplicità. Le porte sono
aperte, la gente ci sorride e i loro volti sono sereni e orgogliosi; tutto
in un’atmosfera genuina e piena di sentimenti dove luoghi, vissuti e
tradizioni si fondono in un unico mix. Ogni casa per Elpidio è un ricordo,
una nostalgia. Al civico 47 e di fronte alla palazzina “Iavicoli”
troneggia la “vecchia Caserma”: un’imponente struttura “forse” in pietra,
ma ora intonacata. Contiguo ad essa il negozio-macelleria dei “beccai”
dove si vendeva la carne a “basso macello”; un’occasione, questa,
irripetibile!!! Finalmente al frugale pasto quotidiano si sostituiva la
famigerata ed appetitosa bistecca; tutto a prezzo popolare!!! Sulla
sinistra e al civico “50” la casa che ha dato i natali a Vittorio
Argentieri, valoroso eroe montenerese, medaglia d’argento al valor
militare, morto a Monfalcone nel 1917 durante la I^ guerra mondiale. Al
civico “36” la casetta dalla struttura umile e semplice (sicuramente senza
internet e senza parabola satellitare) ex dimora di don Modesto Dugole di
origine veneta, religioso “senza se e senza ma”, vissuto al servizio di
tutti, meritando un’immensa ed indimenticabile riconoscenza dell’intera
comunità per aver lenito le sofferenze e i bisogni, provati nei duri
frangenti della II^ guerra mondiale. Continuando a camminare a passo
lento, Elpidio parla, racconta, spolvera la sua memoria, ricostruisce e
dipinge un “affresco” storico – economico e sociale dei tempi passati. Il
suo racconto è molto appassionato, sereno ma sempre carico di nostalgia.
Sostiamo al civico 38 dove a piano terra e “tanti anni fa” c’era la
botteguccia modesta ma dignitosa de “lu sartore” Matteo; più avanti ancora
la bottega del calzolaio e quella del barbiere; tutte testimonianze
significative di un “modus vivendi” di vita collettiva paesana. … E in
questo giorno di brezza primaverile i ricordi riaffiorano, tutto riappare
dal passato: tassello dopo tassello; ci sono tutti: i pastai e i mugnai di
casa “Busico” (1837), i commercianti di stoffa e calzature, la bottega
dell’orafo “don Raffaele”, l’Ufficio Postale, la farmacia di “don Odorindo”,
“lu Cantenone” locale-bettola ben conosciuto e frequentato da clienti–bevitori!!!
E … mentre camminiamo nel “silenzioso stare” della “Piazza di Sotto” ci inoltriamo in un vicolo anonimo stretto; (sicuramente non afflitto dal traffico!!!) in fondo al quale si gode da un balconcino–terrazza uno spettacolo “strabiliante” della natura, quasi “mozzafiato” che sprigiona un’energia benefica. Gli occhi spaziano cogliendo ogni dettaglio. Svetta Montelateglia con la sua eccellente posizione, emergono i paesaggi vari di forte attrattiva, gli scorci di paesi arroccati sulle colline: Mafalda, Lentella, Dogliola e Fresagrandinaria; la valle di Cannivieri, lambita dall’omonimo torrente; le montagne della Maiella che si stagliano nel cielo terso solcato da due scie luminose di aerei. E’ tutto una meraviglia!!! Risaliamo dal vicolo e sulla sinistra di Via Regina Margherita sostiamo davanti “casa Savini” attualmente casa Fanì-Zappitelli sul cui portone dall’arco a tutto sesto campeggia lo stemma (M) della famiglia datato 1844, arricchito da decorazioni. L’ampio atrio è diviso in due parti: una anteriore con volte a botte a sesto ribassato (lunettata); la parte posteriore, separata da un arco ogivale a sesto acuto. E, intanto, Elpidio continua a conversare; la sua memoria è colma di ricordi e di forti emozioni, non trascura nulla di quegli anni “andati” che, purtroppo, non possono più tornare. Mentre camminiamo in questa calda mattinata di aprile tra le case dalle pietre scure che raccontano e testimoniano, ci dirigiamo verso destra e al civico 13 di Via Regina Margherita il nostro sguardo viene catturato da una pietra–epigrafe, murata e datata 1763 dove testualmente si legge:
AN
D(N)
A| DI II DEL
MESE DI GIUGNO Traduzione
Anno Domini
Addì II del mese di giugno |
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Maria Teresa
Bracone è docente di italiano e storia, è cultrice appassionata di
storia locale, usi, costumi e tradizioni popolari. Vive da oltre 30 anni a Montenero di Bisaccia ed abita nel centro storico. |
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La prima parte dello speciale centro storico della prof.ssa Bracone
Indice generale speciali e approfondimenti