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Camminando, camminando … tra vicoli stretti, stradine, viuzze ed anfratti
del “Borgo Antico”di Montenero di Bisaccia
PARTE PRIMA
di Maria Teresa Bracone
| I luoghi, si sa, restano; con gli anni rievocano pur sempre memoria, storia, vissuti e tradizioni. Il Borgo antico di Montenero di Bisaccia “cattura” qualsiasi visitatore – turista attento perché dà la sensazione di vivere in un’altra dimensione, dove il tempo sembra aver ripreso il suo giusto ritmo e dove si percepiscono ancora quei flebili e discreti segnali di vita preindustriale. Ancora oggi, percorrendo a piedi le stradine strette e silenziose è possibile scorgere la vecchietta seduta sull’uscio di casa, intenta a tessere la maglia con accanto un gatto sonnacchioso che le fa compagnia: dimensione di vita che conserva i suoi ritmi e le sue cadenze ! … Significativa testimonianza di cui si apprezzano i tratti … E’ un piacere inoltrarsi senza meta lungo i vicoli intatti che mostrano: la compostezza delle case, le volute in ferro dei balconcini adorni di fiori, le scaglie di alcuni tetti, la semplicità dei muri in pietra e poi intonacate. | ||||||||
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Nel Borgo antico si trova sempre un posto dove sostare temporaneamente per tuffarsi in un passato, pregnante di identità, di spirito di appartenenza e di storia di “altri tempi”. Si può partire da un qualunque punto di accesso; l’ideale è percorrere con calma il groviglio di viuzze, di stradine costeggiate da archi, archetti (“li spurt”), che rievocano un passato di storia e di costume ormai lontani nel tempo e che custodiscono taciti segreti che si svelano a poco a poco. Venendo dal quartiere Santo Antonio (Sant’Antun) si giunge al “Largo Roma” (piazzetta dove si tengono manifestazioni culturali–ricreative estive). | |||||||
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Sull’architrave della finestra, posta in basso a sinistra del portone
d’ingresso in pietra lavorata ed adorna di 4 altorilievi decorativi
floreali, è impressa la seguente dedica di stampo latineggiante “Nicolaus
M.a Iavicola per Theothilum de Francesco quod potui, feci, faciant meliora
potentes. A. D. 1851”. Traduzione: Nicola Maria Iavicoli, a Teofilo da
Francesco, ciò che ho potuto, l’ho fatto; facciano di meglio quelli più
ricchi. Anno Domini 1851". In questa casa visse don Nicola Iavicoli (fabbricante di cera), latifondista arricchito di Montenero di B. citato da A. Paterno tra i notabili del paese, vissuto durante il dominio borbonico con incarico di vice pretore supplente. La casa, costruita a metà ottocento suscita, come già detto, un certo interesse architettonico. |
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