INCONTRO DEL 21 MAGGIO 2006 ORE 16:00 – SAN PAOLO
 

IL GIORNO OTTAVO - In attesa della tua venuta!

   

     Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché  il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà  il "Dio-con-loro". E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché  le cose di prima sono passate». Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita.           Ap 21,1-4; 22,17

 

 

IN ASCOLTO DELLA VITA (riflessione teologica e spirituale)

 

     C'e una stretta parentela tra il primo giorno della creazione – giorno in cui spunto la luce uscita dalla bocca di Dio –, il giorno settimo – giorno della comunione riposante tra Dio e gli uomini – e giorno ultimo, in cui la comunione nella luce di Dio trasfigura tutta la storia tra la prima e l'ultima alba, quella sulla quale non scenderà tramonto.

     Potremmo definire la storia un solo grande giorno, cominciato con un'alba e in attesa dell'aurora definitiva: «Ai suoi occhi mille anni sono come il giorno di ieri che è passato» (Sal 90,4) .

     In questi mille anni dell'umanità ogni bagliore assomiglia all'irrompere del Regno ed è subito sussulto dell'attesa, che noi chiamiamo gioia; ogni appropinquarsi del crepuscolo indica che la notte sta avvicinandosi o sta gia trascorrendo... allora l'Alba è ancora più vicina e la speranza si ridesta, pur in mezzo a rovi e pruni:

     «La nostra salvezza e più vicina ora di quando diventammo credenti» (Rm 13,11).

     Passata in mezzo alle intemperie della storia, appesantita dai peccati dei suoi figli, l'umanità gode del trattamento di bellezza dalle mani stesse di Colui che l'ha plasmata, la conosce e la ama, affinché l'Alleato possa riconoscerla come la sua bella, quella con la quale vale la pena rinnovare l'Alleanza.

     Ogni volta che entra nel primo giorno della  settimana, la Chiesa sente già il profumo del giorno ottavo: «nell'attesa della sua venuta» si ricorda della vigilanza e rinnova il suo desiderio, continuando ad unire la sua voce a quella dello Spirito stesso, che conosce le dolci parole gradite al Figlio, Signore della Storia e atteso sulle nubi del cielo.

     Il riposo della Domenica è solo l'aperitivo di un altro riposo, quello dell'ottavo giorno; il compimento del tempo pre-vede l'ingresso nel «fuori dal tempo»; il memoriale della creazione appella alla ricapitolazione, nella quale il rotolo della storia si riavvolge, affinché il primo iota baci l'ultimo; dalle braccia stese sulla croce si slancia il grande abbraccio a tutti i crocifissi della storia, perché non vada perduta la loro offerta; la comunione assaggiata la Domenica pre-gusta la definitiva comunione.

     «Senza l'ottavo giorno non possiamo vivere»: non resisteremmo nemmeno se non credessimo che la storia ha un esito positivo; se – attraverso la Domenica – non riuscissimo a cogliere il Nome della nostra speranza; se le dinamiche disordinate della settimana non trovassero pace nell'ordine della Domenica; se la comunione al Corpo e Sangue di Cristo non fosse il Viatico per l'ultimo pellegrinaggio.

     «Senza l'ottavo giorno la mia famiglia non può vivere»: non resisteremmo nemmeno se la gioia della comunione con i cari non avesse la possibilità e la grazia di proseguire nei girotondi del cielo; se la gita fuori-porta non ci ricordasse che dovremo uscire anche noi da questo mondo, per entrare in quello contiguo, appena fuori dalla porta; se l'affetto e lo sforzo educativo fossero destinati per lo più a perpetuare «esseri per la morte».

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA (lectio)

 

     Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

     Ti ringraziamo, Signore, e ti benediciamo: molte volte e in molti modi hai parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, e nella pienezza dei tempi hai parlato a noi nel tuo Figlio, per manifestare a tutti gli uomini le ricchezze della tua grazia.

     Nella tua immensa bontà guarda alle nostre famiglie convocate per apprendere l'ascolto delle Scritture: aiutaci a riconoscere i segni della tua paternità, perché aderendo in tutto al tuo disegno portiamo frutti abbondanti di amore e di pace.

     Per Cristo nostro Signore.    Amen.

 

Dalla prima Lettera ai Corinzi (15,21-28)

     

     Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, cosi tutti riceveranno la vita in Cristo. "Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sono i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

     Parola di Dio.          Rendiamo grazie a Dio!

 

IN ASCOLTO DELLO SPIRITO (meditatio)

 

Come gruppo entriamo con calma nel tempo dell'ascolto della Parola, invocando lo Spirito e riconoscendo che – con le sole nostre forze – non sappiamo pregare. Chiediamo che sia lo Spirito ad illuminare il nostro dialogo e che sia Lui a parlare in noi.

  * Qual è la prima espressione che ti ha colpito? Che impressione iniziale hai avuto? Perché?

           

Meditazione sulla coppia:

 

  * Come ti senti di fronte a questi argomenti che riguardano l'ultimo giorno, l’aldilà, la vita eterna? Come ci senti a pensarci e a doverne parlare? Come te li rappresenti? Qual’è la fonte di questo tuo modo di reagire?

  * Rispetto al tempo futuro e ai beni eterni, che rapporto hai con i beni terreni?

* Quale grande destino aspetti e implori per la vostra famiglia?

  * C'e in te la volontà di collaborare alla venuta del Regno di Dio? Come agisci concretamente?

  * Quali rapporti vedi tra Regno di Dio e affetto coniugale, tra vicenda matrimoniale terrena e attesa dei nuovi cieli e terra nuova»?

  * Cosa potete dire a proposito della vedovanza e dell'amore «forte come la morte» (Ct 8,G)?

  * Con quale destino di vita avete desiderato i vostri figli, li fate crescere, li preparate alla Vita definitiva?

 

* Il tuo coniuge come starà rispondendo a queste domande?

* Come educate i vostri figli su questo punto? Cosa concretamente potete fare?

* In fondo, cosa sta dicendo alla vostra famiglia questo brano della Parola?

* Come ti senti adesso al pensiero che devi comunicare te stesso/a a tuo marito/moglie! Pensi di riuscire a comunicare agli altri i frutti della tua meditazione? Preferisci scrivere una breve riflessione o una preghiera da condividere con le altre coppie?

 

IN ASCOLTO NELLA COPPIA (dialogo di coppia per comunicarsi i frutti della riflessione personale)

CONDIVISIONE (ogni coppia comunica alle altre ciò che desidera condividere)

 

    Preghiera biblica: Salmo 24 (23) - Dialogo alle porte del tempio

 

Del Signore è la terra con le sue ricchezze, il mondo con i suoi abitanti.

    Lui l'ha fissata sopra i mari, l'ha resa stabile sopra gli abissi.

Chi è degno di salire al monte del Signore? Chi entrerà nel suo santuario?

    Chi ha cuore puro e mani innocenti; chi non serve la menzogna e non giura per ingannare.

Egli sarà benedetto dal Signore e accolto da Dio, suo salvatore.

    Così sono quelli che lo cercano, quelli che lo vogliono incontrare: questo è il popolo di Giacobbe!

Alzate, porte, i vostri frontoni, alzatevi, porte antiche: entra il re, grande e glorioso!

     Chi è questo re grande e glorioso? E’ il Signore, valoroso e forte, è il Signore che vince le guerre!

Alzate, porte, i vostri frontoni, alzatevi, porte antiche: entra il re, grande e glorioso!

     Chi è questo re grande e glorioso? E’ il Signore, Dio dell'universo: è lui il re grande e glorioso!

  

Brevi preghiere dei partecipanti. Ciascuno e invitato ad esprimere una propria preghiera (personale o di coppia, spontanea o preparata). Preghiera comune conclusiva (vedi p. 28).

Padre Nostro.

 

PASTORALE FAMILIARE