In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise
rdantonio@monteneronline.it

Indice generale news    Articoli di settembre 2005


Bizzarri furti a Montenero di Bisaccia

Vasi di fiori vanno a ruba al cimitero

Il santuario della Madonna di Bisaccia, dietro al quale si trova il cimitero di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Passi che i fiori spariscano da una lapide per ricomparire misteriosamente accanto alla foto di un altro defunto. Ma arrivare a prendere un grosso vaso da una cappella, caricarlo in macchina e dileguarsi inosservati, forse è davvero troppo. O almeno incredibile, ma vero.
E’ accaduto qualche giorno fa nel cimitero del centro bassomolisano. E, racconta la signora che ha scoperto l’oltraggio a danno dei suoi cari, sarebbe già la seconda volta.
In orari in cui il cimitero è poco frequentato, qualcuno è entrato nella cappella di famiglia, ha sottratto un vaso con i fiori e se lo è portato a casa. La vittima riferisce di aver controllato in lungo ed in largo: il vaso non sta nel cimitero, vicino a qualche altra tomba. Ergo, qualcuno ci ha abbellito il proprio giardino o balcone. In barba a qualunque rischio di figuraccia, giacché uscendo dal camposanto il rischio di essere visti è elevato.
Finora il limite era il “semplice” furto di fiori ad altre tombe, omaggi floreali ai propri cari pagati da qualcun altro. E’ evidente che anche i ladri del cimitero hanno alzato il tiro. R.d’A.

(30 settembre 2005)


 

Da chiarire chi tra Guglionesi, Petacciato e Montenero dovrà bonificare l'area

Eternit e rifiuti all'incrocio
La discarica della discordia

 

Una mini discarica abusiva corredata di ogni genere di rifiuti, eternit compreso. Ed è difficile capire chi dovrebbe intervenire.
Scarti edili, agricoli e casalinghi che fanno bella mostra di sé. E’ lo spettacolo che si presenta a bordo strada lungo la Sp 127, nei pressi dell’incrocio con l’altra Provinciale, la 125.
La via attraversa l’interno dei territori di Guglionesi, Petacciato (il paese più vicino al posto) e Montenero. E forse il problema è proprio individuare di chi è il pezzo di terra sul quale c’è chi si disfa di scomodi rifiuti.
La zona ricade dove si incrociano i territori dei tre comuni.

Così che oltre alla malsana abitudine, chi getta la spazzatura sembra avere una furbesca conoscenza topografica. Solo per capire quale amministrazione dovrebbe intervenire occorre un tecnico, che indichi se i rifiuti si trovano per un metro o poco più entro i confini di questo o quel comune. Intanto l’immondizia sosta lì da un pezzo, nessuno la rimuove e impedisce che si continui nell’esecrabile gesto. Forse non si sa chi dovrebbe farlo. Ognuno dei tre sindaci, passandovi, potrebbe pensare che spetti ad uno degli altri due e magari, fra sé e sé, lamentarsi di tanta negligenza.
E’ impossibile non notare la scena, che si presenta quale scempio ambientale e visivo. Sulla cunetta e proprio sotto verdi alberi a bordo strada, l’inventario dell’immondizia comprende di tutto. Dal pericoloso eternit di canne fumarie e onduline per tetti alle cartucce esaurite di silicone acetico, passando per bottiglie, secchi arrugginiti di vari formati, teloni e cassette di plastica, lattine, barattoli di vernice, sacchi di plastica per uso edile e agricolo, contenitori di deodoranti da bagno...
Infine, per non deludere le aspettative, non manca la ciliegia sulla torta: carcasse di elettrodomestici. R.d’A.

(29 settembre 2005)


 

Una croce di ferro per scoprire la storia

MONTENERO DI BISACCIA. Giuseppe Calgione ne è convinto: quella contrada si chiama così perché un tempo vi era una grossa croce. Lo dimostrerebbe una monografia del XVIII secolo che parla del tratturo Centurelle-Montesecco. Da qui il toponimo attuale: Colle della croce. Si tratta di amene e non molto produttive colline poste verso il confine con il territorio di Montecilfone.
E l’intento è di rimettervi il simbolo religioso, ossia una grossa croce metallica alta dodici metri.
Il bronzista montenerese non è nuovo a ricerche storico-archeologiche. Nel 2004 inviò ad un laboratorio specializzato di Firenze un coccio trovato nell’area dell’antica Bisaccia. La datazione al radiocarbonio sancì che il reperto risaliva al 1200. Seguirono richieste all’amministrazione comunale affinché si avviasse un progetto di scavo e ricerca sul posto. Lettera morta.
Ma stavolta, oltre che più determinato lo stesso Calgione, sembra che le cose possano andare a buon fine. “Una ricognizione sul posto – spiega lo scultore – conferma la mia tesi, quella contrada si chiama così perché un tempo vi era una croce. Nella monografia da me consultata  ne è riportata l’esistenza, assieme ad una cappella pastorale, nei confini del tratturo”.
Il passo successivo è stato presentare un progetto al Comune. “Si tratta di una grande croce in traliccio metallico – continua Calgione – dell’altezza di circa dodici metri, alla cui base andrebbe applicata una formella di bronzo con l’immagine di santa Maria della Croce”.
Per tutto questo occorre recuperare l’area, che è di proprietà tratturale data in concessione. Il Comune di Montenero dovrebbe esercitare il diritto di prelazione e consentire all’artista di realizzare l’opera che, precisa, sarà a sue spese. R.d’A.

(28 settembre 2005)


 

Montenero di Bisaccia
Rendere i calanchi un'attrattiva culturale e artistica

per approfondire il tema Sic

MONTENERO DI BISACCIA. Un week end all’insegna della valorizzazione naturale e dei prodotti tipici. Sarà ricordato così quello appena passato, tra fiaccolate di cavalieri del tratturo e albori del primo parco naturale del posto: Bisaccia.
Protagonisti i calanchi di Montenero, già Sito di importanza comunitaria (Sic), e l’iniziativa della Pro Loco Frentana, coadiuvata da Slow Food e associazione enogastronomica Mapalù. Dopo la visita guidata, per i ragazzi delle Elementari, sul posto sono stati allestiti laboratori del gusto per l’assaggio della ventricina. A quest’ultima, assieme alla pecora alla santa Irene, è stata dedicata anche la serata.

In mezzo il momento clou: un convegno per presentare il progetto della Riserva naturale. La parola è passata ai vari relatori, giunti dalle università molisana e abruzzese. Pietro Aucelli ha spiegato il valore geologico e culturale del paesaggio di Montenero. Aurelio Manzi e Mario Pellegrini hanno illustrato le specie animali e vegetali presenti sia sui calanchi, “ambiente estremo”, sia nel resto del territorio.
L’architetto Giuliano Di Menna, infine, ha mostrato il progetto nei dettagli ed i cambiamenti intervenuti nell’agro locale durante i secoli, poiché il parco Bisaccia è attraversato da un antico tratturo.
La volontà comune, espressa anche dal sindaco Giuseppe D’Ascenzo e dalla presidente della Pro Loco Margherita Rosati, è quella di ribaltare il concetto di calanco, da luogo sconosciuto ad attrattiva culturale e turistica. La presenza della grotta della Madonna, luogo di culto antichissimo, rappresenterebbe un punto di forza in questa direzione.
Sui calanchi si interverrà consolidando frane con alberi specifici, creazione di sentieri, giardino botanico ed altro, nell’ambito di un progetto di 350.000 euro finanziato con delibera Cipe. R.d’A.

(27 settembre 2005)


 

Guasto al pulmann
Operai Sevel a piedi
Riesplode la polemica

 

MONTENERO DI BISACCIA. Che quell’autobus non fosse nuovissimo si sapeva. Ma che li avrebbe lasciati a piedi in autostrada, fatti tornare a casa un’ora e un quarto più tardi dopo una giornata di lavoro, probabilmente non lo desiderava nessuno. Ancor meno che capitasse in piena curva e si temesse il peggio.
E’ accaduto due pomeriggi fa agli operai che da Montenero e hinterland vanno a lavorare nelle fabbriche della Val di Sangro. L’autobus è quello di una ditta molisana, che ogni giorno percorre la linea Palata-Val Di Sangro. Sulla via del ritorno, il mezzo era appena entrato in autostrada, quando ha dato segni di non voler andare più. Motore fermo, dal quale riferiscono gli operai che si sentisse puzza di olio bruciato.


L'autobus fermo sull'autostrada

Ma quella sosta in piena curva, accanto ad auto che sfrecciavano ad oltre 100 all’ora, non era certo una situazione rassicurante. Così poco dopo è intervenuta la Polizia stradale, che ha regolato il traffico e scongiurato incidenti. Intanto l’azienda ha mandato sul posto un altro autobus, che ha riportato a casa gli operai. Rientro alle 16.30 anziché alle 15.15.
Ma a questo punto i lavoratori di Sevel, Honda ecc. non ci stanno più a viaggiare su un pulmann che, nonostante l’età, percorre la tratta quattro volte al giorno fra andata e ritorno. Sono all’incirca quaranta i pendolari che quotidianamente si recano a lavorare nelle fabbriche della Val di Sangro, la quale non è vicinissima ai centri del Basso Molise. Da qui la loro richiesta, se non di un gran turismo appena varato, almeno di un autobus affidabile. R.d’A.

(23 settembre 2005)

 


Soddisfatti i politici per l'appalto del collegamento,
da realizzare il 300 giorni

Dal ponte Trigno verso altri interventi

Il vicepresidente della Provincia promette
risposte alle emergenze scuola e viabilità


Giuseppe Chiappini

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Negli ambienti politici c’è soddisfazione dopo l’aggiudicazione dei lavori per ricostruire il ponte. Il famoso viadotto crollato nel gennaio 2003 e che collega Molise e Abruzzo. Sono state 58 le offerte giunte in Provincia, tutte o quasi da consorzi di imprese. Un fattore che dà l’idea della mole dell’opera: tre milioni e mezzo di euro per trecento giornate lavorative stimate.
Ci vorrà ancora un anno, almeno, per poter passare sulla nuova struttura, che sarà più larga rispetto al vecchio ponte di epoca fascista. Ancora un inverno di disagi, quando la bretella che permette il passaggio si allagherà a causa della piena. Ma l’appalto è il preludio ai lavori, probabilmente inizieranno in autunno, e quindi alla fine del calvario.
“Mi auguro che il tempo sia clemente e che i lavori possano procedere senza intoppi”, dice con evidente soddisfazione il vice presidente della Provincia Giuseppe Chiappini. E’ lui che si è trovato a fronteggiare l’emergenza ponte a pochi mesi dall’insediamento.
Ora che la vicenda è quasi conclusa, il ponte è stato più croce o più delizia che ha permesso di darsi da fare?
“Ma... né croce né delizia – risponde Chiappini – non auguro a nessuno di trovarsi di fronte a disgrazie come l’alluvione ed il terremoto, come purtroppo è avvenuto alla Provincia poco dopo l’insediamento”.
Fatto il ponte, per il resto della viabilità straziata dalle calamità c’è qualche speranza?
“La Provincia è in grado di rispondere immediatamente alle emergenze relative a scuola e viabilità. Tutto dipende dai fondi che saranno resi disponibili dalla Regione. Abbiamo già pronto il piano degli interventi, ma siamo costretti a procedere in funzione delle risorse”.

Sul tema interviene anche il sindaco Giuseppe D’Ascenzo: “Esprimo la mia più completa soddisfazione per la fine di tutta questa vicenda che aveva acceso gli animi di Montenero. Devo ringraziare la Provincia perché si è mossa molto bene. Anche se a volte è sembrato che abbia peccato un po’ di lungaggini, proprio la conclusione di questo iter dimostra che ha lavorato bene. Il progetto era complicato e difficile da portare avanti – prosegue il sindaco -. Sono contento per gli abitanti di Montenero e dei paesi limitrofi, per i lavoratori e tutti quanti hanno interesse che il ponte sia presto ricostruito”.


Il sindaco D'Ascenzo

Nella sua esperienza amministrativa ricorda mai la popolazione così compatta nel manifestare un disagio?
“In effetti, adesso che me lo fa notare, è una cosa che stava veramente a cuore, che rivestiva grande importanza per tutta la popolazione. Questo sta a dimostrare che quando c’è un problema che la popolazione prende a cuore, la soluzione trova termine molto più in fretta. Quindi è un auspicio che la popolazione possa seguire tutti i grandi progetti del paese. Ci farebbe piacere condividere di più sia la programmazione, sia il portare a termine le opere”.

(22 settembre 2005)

 


Tra un paio di mesi gli abitanti potrebbero
godere dei vantaggi della linea internet veloce

Adsl, arriva l'offerta della Silk Winet

L'azienda si è proposta per l'attivazione
del servizio con una tecnologia avanzata

Vedi anche: speciale Adsl


Antonino D'Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Adsl: novità in vista. Una nota azienda del settore ha raccolto l’appello che nei giorni scorsi il vice sindaco Antonino D’Antonio ha lanciato ad Antonio Di Pietro. E nel giro di un paio di mesi anche gli internauti di Montenero potrebbero godere dei vantaggi della linea internet veloce.
Nella missiva l’amministratore comunale invitava l’europarlamentare a sollecitare di nuovo la Telecom Italia affinché fosse coperto il territorio montenerese con la linea Adsl.
Ieri in municipio, però, l’offerta del servizio è arrivata da un’altra azienda, la Silk Winet.
L’Adsl potrà divenire realtà grazie ad una tecnologia avanzata, che aggira gli ostacoli con i quali  la Telecom ha finora giustificato il ritardo. In sostanza costi elevati di adeguamento della centralina esistente in paese, ciò che si tradurrebbe in un investimento poco o per nulla redditizio. La Silk Winet ha spiegato agli amministratori come riuscirebbe a portare l’innovazione tecnologica in paese con soli cento utenti iniziali. In parole povere anziché l’esistente rete in rame, l’azienda userebbe centraline collegate fra loro via etere. Un sistema con cui oltre alla connessione in rete, sarebbe possibile anche effettuare normali telefonate.
Il pacchetto proposto prevede un kit con modem, apparecchio cordless ed altri accessori ad un prezzo mensile che, a detta della Silk Winet, sarebbe interessante. R.d'A.

(21 settembre 2005)

 


Le due sponde dell'Adriatico si uniscono per uno sviluppo comune

Sì al turismo d'oltremare

Montenero aderisce al progetto transfrontaliero Dijetus

 

Valeria D'Ottavio

MONTENERO DI BISACCIA. Anche il comune bassomolisano aderisce al progetto Dijetus e firma il relativo protocollo d’intesa. Referente locale dell’iniziativa è la consigliera comunale Valeria D’Ottavio, che seguirà i vari incontri, dei quali uno dovrebbe tenersi entro la fine di settembre a Montenero.
Il progetto Dijetus vede il Comune di Termoli in prima fila e si propone “la realizzazione di iniziative volte a rendere appetibili e competitivi i sistemi turistici locali delle coste molisane e croate (e dei rispettivi entroterra)”. In sostanza un collegamento fra le due sponde dell’Adriatico in linea con il Programma comunitario Interreg IIIA-Transfrontaliero.
Migliorare l’immagine e la capacità attrattiva delle aree coinvolte, far crescere l’aggregazione e la cooperazione fra le imprese del settore, sono gli obiettivi del progetto. Il fine ultimo è “l’incremento del volume d’affari” e “l’ampliamento delle prospettive occupazionali” nel comparto turistico.
Frutti che per il dicembre 2006, data prevista per la conclusione di Dijetus, dovrebbero concretarsi in: sostegno e riqualificazione del comparto turistico locale, creazione di nuove infrastrutture e servizi, percorsi di crescita per le pubbliche amministrazioni e sostegno alla creazione di professionalità specialistiche e nuova impresa femminile.
Valeria D’Ottavio, per quanto riguarda Montenero, seguirà l’evolversi del progetto, puntando in particolare alla “formazione degli operatori” e “al sostegno dell’imprenditoria femminile”. R.d’A.

(20 settembre 2005)


 

Pap test gratis
Ma l'ostetrica non c'è

 

MONTENERO DI BISACCIA. Una lettera le avvisa che possono usufruire di un Pap test gratuito. Si recano all’appuntamento e non trovano il personale medico specializzato per sottoporsi al controllo. E succede anche per più giorni di seguito. E’ quanto riferiscono diverse signore di Montenero che, dopo aver ricevuto l’invito, sono andate nel giorno e nell’orario previsto al poliambulatorio. Qui è stato loro detto che l’ostetrica non era arrivata. Ma nulla di più, perché nessuno ha avvisato della variazione di programma. Il personale del poliambulatorio, infatti, non sa dare ulteriori spiegazioni, giacché la struttura montenerese “presta” solo i locali al progetto Mimosa (prevenzione dei tumori), che è organizzato e gestito da una struttura esterna.
Le signore sono tornate a casa senza test e, in alcuni casi, hanno sciupato ore di permesso o giornate di ferie non programmate. Come dire dopo il danno, la beffa.

(16 settembre 2005)


 

Sono in arrivo anche parcheggi per disabili e griglie per il deflusso delle acque piovane

Strade più sicure, parte il restyling

Una rotatoria in piazza, catarifrangenti sull'asfalto e passaggi pedonali rialzati
 

MONTENERO DI BISACCIA. Nuovo look per la segnaletica in città, più sicurezza per pedoni, più ordine per gli automobilisti e basta con fiumi d’acqua quando piove sulle strade. Cristiano Di Pietro, consigliere comunale con delega alla Sicurezza, espone in cinque punti i provvedimenti già adottati e quelli in cantiere.
Oltre alla nuova rotatoria in piazza, in vari punti critici sono stati messi i cosiddetti “occhi di gatto”: piccoli catarifrangenti sull’asfalto, visibili anche di notte. Saranno inoltre aumentati i parcheggi riservati ai disabili, in via Argentieri e intorno alla Villa comunale.
Sono funzionanti già da un po’ i passaggi pedonali rialzati, in tutto sette. Utili “per salvaguardare i pedoni – spiega Di Pietro – e soprattutto per far rallentare alcuni automobilisti emuli di Shumacher”. E in fatto di acceleratori facili, il consigliere sostiene che “è stato dato un colpo pesante alle corse notturne in centro”. Il riferimento non è a gare clandestine in auto, ma all’abitudine di taluni conducenti di sgommare in piazza la notte.
Ma l’amministrazione, che “sta lavorando in maniera unita e senza divisioni”, presta attenzione anche alle viuzze delle zone storiche. Via Cavour (Porta nuova) diventerà a senso unico, poiché troppo stretta, mentre per la Villa comunale l’orario invernale di chiusura alle auto sarà dalle 18 alle 20 nei giorni di sabato, domenica e festivi. E’ infine in atto un monitoraggio per risolvere problemi di circolazione e parcheggi in altre aree del centro storico.
Ultimo nodo da affrontare è via Argentieri, e precisamente il problema dell’allagamento quando piove. Alla pendenza non ottimale, per non dire sbagliata del tutto in diversi tratti, si aggiunge l’inefficacia dei tombini. Un fatto, quest’ultimo, dovuto alla separazione delle acque piovane dagli scarichi delle fognature. In sostanza le tubazioni esistenti non sono sufficienti per il deflusso quando piove, specie se in modo torrenziale.
La soluzione studiata anche dall’assessore Mauro Natalini è di piazzare griglie trasversali ogni 400 metri. Solo così, spiegano gli amministratori, si ovvierà al problema, che quando piove fa apparire via Argentieri “come il letto di un fiume”. R.d’A.

(17 settembre 2005)


 

Promotore delle iniziative il consigliere Cristiano Di Pietro

Più sicurezza per Comune e scuole

Una nuova uscita per le elementari e
una porta antipanico in municipio


Cristiano Di Pietro

MONTENERO DI BISACCIA. Più sicurezza nel palazzo comunale e un’altra uscita per disabili alle Elementari. Ad esporre gli interventi che l’amministrazione realizzerà, “non in tempi biblici come il ponte sul Trigno, ma nello stretto necessario dal punto di vista tecnico”, è Cristiano Di Pietro. Il consigliere con delega alla Sicurezza ed al Personale ha individuato alcuni punti dolenti nei due edifici, affiancati e posti in pieno centro.
“Alle scuole Elementari – spiega Di Pietro – si rende necessario creare un’altra uscita per disabili, in quanto quella esistente al pianterreno si rivela inefficace in caso di incendio o terremoto, poiché non raggiungibile con ascensore”. In pratica sarà realizzata una nuova uscita con scivolo, al primo piano accanto all’esistente, la quale non può ospitare la speciale pedana per motivi di spazio.
Una necessità, questa, che si è rivelata con la drammatica caduta di una bambina con la sua carrozzella alcuni mesi fa.
Sul fronte del palazzo municipale è sempre la sicurezza ad impegnare il consigliere dipietrista. Manca la porta antipanico, di quelle che si aprono verso l’esterno con maniglione, anche al pianterreno. Qui, infatti, l’infisso è di tipo scorrevole a comando elettrico con fotocellula. “Cosa accade in caso di emergenza?”.
Ma oltre a porsi questa domanda, Di Pietro vuole di più: un’uscita di sicurezza per ognuno dei tre piani. Il progetto è di saldare delle scalinate ai balconcini (inutilizzati finora) posti a lato dell’edificio. Ognuna delle tre finestre/balcone diverrà utilizzabile in caso di sgombro d’emergenza.
Infine, oltre ai citati interventi, il gruppo Italia dei valori annuncia le prossime iniziative in altri campi. “Vogliamo muoverci per risvegliare le coscienze dei cittadini da una politica anestetizzante – spiega Cristiano Di Pietro – per quanto riguarda i Sic (Siti d’importanza comunitaria n.d.r.) a livello regionale. Inoltre riteniamo che per la Mare-collina i cittadini di Montenero siano stati umiliati già abbastanza con promesse”.
I Sic, vicenda complessa, bloccano lo sviluppo costiero e quello urbano, poiché uno di essi - con inspiegabile leggerezza – è stato disegnato su aree poste in centro abitato da oltre venti anni. Piani di lottizzazione e progetti turistici tornano indietro dalla Regione senza essere approvati, perché manca una normativa che per legge spetta ai governi regionali.
La Mare-collina è la strada provinciale di collegamento veloce tra costa ed entroterra, della quale manca il secondo tratto che è in fase progettuale.
Di Pietro conclude il suo incontro con la stampa dicendo: “Siamo pronti ad azioni politiche che valuteremo in base alle risposte ricevute”. R.d’A.

(16 settembre 2005)


 

Il monumento, che risale al '500, rischia di crollare
per l'incuria in cui è stato lasciato

Iorio promette: la torre torna alla città

Il governatore assicura che verrà presto firmata
la delibera di cessione al Comune

tutto lo speciale sulla torre


Michele Iorio

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Se c’è bisogno di così poco... Come dire: chi rivuole la torre indietro l’avrà senza problemi. La promessa arriva da un presidente sicuro di sé e disponibile, attorniato dalle strette di mano dopo una conferenza sull’Art. 15 a Petacciato domenica scorsa. L’occasione per chiedere a Michele Iorio perché la torre di Vialante, contrada Montebello in agro montenerese, non è ancora ceduta al Comune.
Si tratta di una fortificazione costiera che risale al XVI secolo, una delle tante postazioni di avvistamento costruite per difendere l’entroterra dalle incursioni saracene. Da oltre quindici anni è chiusa perché una spaccatura centrale la rende pericolosa. Il rischio di crollo è reale.
Assieme ad altri fabbricati adiacenti, la torre di Vialante appartiene all’Ersam (Ente regionale per lo sviluppo agricolo Molise, da poco Arsiam). Un’eredità della riforma agraria di degasperiana memoria, ma al tempo stesso un bene storico-architettonico che il Comune vorrebbe valorizzare a fini turistici. Da qui la richiesta di cessione fatta all’Ente di sviluppo, che non l’ha mai potuta usare per scopi agricoli, né per altro.
Dopo la richiesta immortalata dalla delibera di giunta comunale n. 246 del 23/06/1998, l’atteggiamento dei politici di Montenero – di ogni ordine, grado e schieramento – è sembrato tiepido. Non si ha memoria di proteste eclatanti, solleciti, sensibilizzazione della cittadinanza. Anche se proprio qualche giorno fa la richiesta è stata rinnovata dal Palazzo di città.
Mentre il governo regionale, dal quale dipende l’Ersam, non spiega perché non si adempie a un atto dovuto. Per un bene che probabilmente è una grana, più che fare gola a molti. Ha un valore storico indiscutibile ma necessita di interventi immediati e costosi.
Il Comune di Montenero, se ne diventasse proprietario, valuterebbe ipotesi di recupero e valorizzazione con intervento di privati, il cosiddetto Project financing.
Il presidente della Regione dice di conoscere la vicenda torre, ma di non essere mai stato sul posto. Iorio guarda le fotocopie di alcuni articoli di giornale che ne parlano. Prima di infilare i fogli nella tasca della giacca dice: “Il Comune la rivuole indietro? Che problema c’è?”.
Presidente, ma è pronta dal 2002 la determina dell’Ersam per la cessione. Manca ancora una delibera di giunta regionale che ratifichi e renda effettivo l’atto.
“Se manca solo la delibera, la facciamo”.
Assume quindi un impegno ufficialmente?
“Sì, la facciamo la delibera”.
La torre di Vialante e sempre più cittadini aspettano.

(15 settembre 2005)


Il Comune aspetta di diventare proprietario per inserirla in un progetto turistico

Sos per la torretta abbandonata

Chiusa da 15 anni e pericolante, è un "tesoro" architettonico dal destino incerto

tutto lo speciale sulla torre

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Nell’incantevole paesaggio di contrada Montebello, a due passi dal mare, è impossibile non notarla. E’ altrettanto difficile non accorgersi che è recintata e spaccata. Straziata dal tempo e dalle disattente lungaggini politiche e burocratiche.
La torre di Vialante (XVI secolo) un tempo serviva ad avvistare le incursioni saracene che arrivavano dal mare. Accanto alla storia secolare, vi è quella recente: da oltre quindici anni è chiusa perché è pericolante. Una risorsa storico-architettonica, immersa in un paesaggio nel quale ogni ettaro di terreno è venduto a peso d’oro, è abbandonata a se stessa. Sembra che si aspetti solo il suo crollo.

Chi ha la competenza sulla torre?
Assieme ad alcuni fabbricati circostanti appartiene all’Ersam (Ente regionale per lo sviluppo agricolo Molise). L’ultimo intervento di questo ente risale a quando la torre fu recintata perché pericolante. Se di agricolo c’è ben poco, non è verosimile aspettarsi che sia l’Ersam (da poco Arsiam) a riparare e valorizzare il bastione.
Il Comune decide di intervenire.
Porta la data del 26/06/1998 la delibera di giunta comunale che richiedeva la cessione della torre al Comune di Montenero. In alternativa si chiedeva l’autorizzazione a “disporre dell’immobile per l’uso previsto in progetto”. Questo si concretava in restauro e uso della torre per attività turistiche nell’ambito del tratturo L’Aquila-Foggia. Non arrivò né la cessione, né l’autorizzazione. O almeno non in tempo per sfruttare un finanziamento che, in seguito, è stato usato per un’altra iniziativa collegata al tratturo.
Intanto la torre è spaccata e appartiene ancora all’Ersam. Ma solo virtualmente, perché l’ente dal 2002 ha iniziato la procedura di cessione. Ciò che manca è una delibera di giunta regionale che “perfezioni” l’atto; in sostanza che lo renda effettivo.
L’unica via percorribile, non essendo la torre inserita in nessun programma di finanziamento, sarebbe il Project financing. Il Comune, in altri termini, metterebbe a disposizione il bene ma ad intervenire sarebbero privati. Questi dovrebbero sostenere le spese di ristrutturazione, trasformando torre e fabbricati circostanti in strutture turistico-ricettive.
Ma il Comune aspetta da anni di diventare proprietario della torre ed averne così la disponibilità. Anche se è normale chiedersi se altre volte, dopo il 1998, dal Palazzo di città sia stata sollecitata la Regione a completare l’iter di cessione.

(9 settembre 2005)


Dai cassonetti l'odore nauseabondo invade la spiaggia.
Nessuno controlla

Al mare tra aironi e spazzatura

Cittadini indisciplinati inquinano,
non rispettano gli orari per gettare i rifiuti

MONTENERO DI BISACCIA. L’estate forse è finita già da un po’, ma sperando in un settembre mite c’è ancora tempo per andare al mare la domenica. Peccato che, proprio grazie all’osservazione spalmata lungo tutta la stagione, rimanga il problema dell’immondizia gettata nei cassonetti quando non si dovrebbe. Risultato: pochi metri prima di poggiare i piedi sulla spiaggia, nei giorni festivi, l’odore nauseabondo è lo stesso da giugno a settembre.
In sostanza c’è chi getta l’immondizia anche di sabato sera o domenica mattina. Lo confermano le testimonianze di quanti sono andati al mare nei week end. Stesso problema per tutta la stagione: puzza di immondizia, soprattutto quella pungente del pesce, avvertita vicino ai cassonetti prima di entrare in spiaggia. Accade lungo la principale strada della marina di Montenero, la più larga fra le cosiddette “vie di penetrazione”. Poi, per fortuna, una volta in riva al mare non si sente più nulla, si possono passare ore di relax, nuotare ecc.

Alla Costa Verde in questo periodo si scoprono gabbiani che, appollaiati sull’acqua, divorano con disinvoltura una medusa a pochi metri dai bagnanti. Se si fa una passeggiata fino alla foce del Trigno si può tranquillamente scorgere l’airone cenerino, che immobile attende di catturare qualche preda nel fiume.
Uno scenario naturale di tutto rispetto, che non può andare d’accordo con chi, poco più in là, non vuole tenere i sacchetti dell’immondizia in casa il sabato sera.

Perché il regolamento alla marina è lo stesso che in paese: vietato introdurre rifiuti prima delle 20.30 di domenica.
E’ vero che c’è chi deve controllare e punire certe violazioni, compito che spetta all’amministrazione comunale. E’ altrettanto chiaro che con il senso civico del singolo cittadino i risultati arrivano prima (e senza multe). Infine, a sentire la puzza dai cassonetti non è anche chi la getta, poiché lavora o risiede da quelle parti? R.d’A.

(8 settembre 2005)


Montenero di Bisaccia. Da tre anni la strada è in cattive condizioni

Provinciale 163, tra buche e dissesti
si ripresenta il rischio frana

MONTENERO DI BISACCIA. Supererà l’inverno la Sp 163? Non si contano più i tratti rotti della Provinciale: cedimenti, frane in stato dormiente che aspettano solo le prime piogge per risvegliarsi.
La strada collega Montenero alla Statale 16 e quindi a Petacciato e Termoli, oltre che all’Abruzzo quando la bretella accanto al ponte crollato sul Trigno si allaga d’inverno. La normale usura dell’asfalto è, sulla Provinciale 163, il problema minore. In vari punti la carreggiata è ristretta a causa di frane, ma a destare molta preoccupazione è quella creatasi all’imbocco di una curva, pochi chilometri dopo l’abitato di Montenero. Nonostante il cedimento sia riparato alla meglio con ghiaia e segnalato, le auto tendono ad allargarsi, col rischio di incidenti frontali con altri automobilisti che percorrono l’opposto senso di marcia.
Altro punto caldo si trova appena dopo l’azienda Di Vaira. Anche qui una frana che si evolve da diversi anni ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti per la circolazione stradale.
A ciò vanno aggiunte fenditure sull’asfalto, che si allungano anche per cento metri in maniera diffusa per tutto il tragitto e, infine, il brecciolino che dalle riparazioni si sposta sull’asfalto e lo rende scivoloso.

La Sp 163 è in stato di perenne sofferenza da tre anni. Nella prima ondata di piogge torrenziali, durante la primavera 2002, metri cubi di terreno cominciarono a riversarsi sull’asfalto dalle scarpate. Sintomo evidente del dissesto idrogeologico che interessa tutta la provincia. Poi arrivarono in sequenza l’alluvione e le frane, le quali ancora oggi sono vive e vegete.
E’ una strada abbastanza trafficata e, quando è inservibile la bretella sul Trigno, diventa l’unica via di comunicazione fra entroterra, non solo Montenero quindi, e la Statale 16 adriatica. Ce la farà a superare l’inverno? R.d’A.

(3 settembre 2005)

 


Il consigliere provinciale Natalini spiega che i ritardi
sono dovuti al sisma e che il tracciato sarà variato

Dal mare alla collina, la strada infinita

Il nuovo collegamento stradale da

dieci anni è completato soltanto a metà


Mauro Natalini

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA Mare-collina è non solo un progetto stradale, ma anche un concetto di sviluppo territoriale che ha origini lontane. Lo scrittore Emilio Paterno la ipotizzava quaranta anni fa, gli amministratori cominciarono gli iter necessari alla realizzazione cinque lustri fa. A tutt’oggi è completata per metà, già da un decennio per la verità, e fra poco partiranno i lavori per sistemarne il solo tratto urbano. Ma quando arriverà sul mare la strada provinciale a scorrimento veloce fra centro cittadino e costa?
In genere ci sono i progetti e mancano i fondi. Ma in questo caso – strano – accade l’esatto contrario. L’occasione per chiedere lumi al consigliere provinciale Mauro Natalini.
Il secondo tratto della Mare-collina è stato finanziato già nel 2003 dalla Regione, perché non si parla di inizio dei lavori?
“Sostanzialmente per due motivi. Il primo è dovuto alle emergenze impreviste di alluvione e terremoto, che hanno fatto registrare ritardi per lavori già programmati. L’Ufficio tecnico ha dovuto occuparsi di cose più urgenti poiché si trattava di emergenze”.
Il secondo motivo?
“Si è ritenuto, anche come amministrazione comunale, di rivedere il tracciato individuato parecchi anni fa, con la decisione di spostarlo sulla Querce grosse e conseguente variante al Piano regolatore. Attualmente – prosegue Natalini - siamo in fase di avanzata progettazione, pertanto possiamo prevedere l’inizio dei lavori per l’estate 2006. Con tale intervento e con il tratto cittadino sistemato, per il quale è stato appena pubblicato il bando di gara, avremo la possibilità di collegare velocemente il centro abitato fino alle immediate vicinanze del sottopasso Mergolo”.
Ecco appunto, ma non è un passaggio stretto il Mergolo?
“Sono già avviati gli studi per risolvere in via definitiva la strettoia sotto i ponti di ferrovia e autostrada, poiché interventi di altro tipo, come i ponti, richiederebbero risorse talmente ingenti da non essere reperibili in breve tempo”.
Sono già passati anni ed anni, ora la strada arriverà a cento metri dalla costa. Passeranno altri quindici anni prima di vedere risolto il problema della strettoia sotto i ponti citati?
“Chiaramente l’ultimo breve ma complicato scoglio, richiederà un notevole sforzo sia dal punto di vista tecnico che economico, ma sia pur in via provvisoria si riuscirà a permettere un passaggio adeguato”.

(2 settembre 2005)