In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise
rdantonio@monteneronline.it

Indice generale news

ARTICOLI DI OTTOBRE 2005

Ambiscono allo stesso posto l'assessore Natalini (Prc),
il vicesindaco D'Antonio (Idv) e il consigliere Di Pietro (Idv)

Regione, una poltrona per tre colleghi

Amministratori monteneresi in "guerra" per la prossima candidatura

 

MONTENERO DI BISACCIA. Che succede al Palazzo? Più in dettaglio, cosa accade quando dal municipio e dalle sedi di partito si guarda verso sud-ovest? E’ la direzione del capoluogo, coperto da una settantina di chilometri di colline.
Che ci siano aspiranti al Consiglio regionale, fra gli amministratori in carica, si è capito da un po’. Mauro Natalini (assessore, Prc) e Antonino D’Antonio (vicesindaco, Idv) lo hanno fatto intuire sin dalle elezioni comunali. Ma che nel frattempo il numero dei galli in qualche pollaio potesse aumentare, per giunta con l’ingresso in scena di un figlio d’arte, non era nelle previsioni. Tutto questo a patto che le voci di popolo, ma anche di corridoio, trovino conferma.

Il pollaio affetto da influenza politico-aviaria sarebbe quello dell’Italia dei valori. E’ qui che D’Antonio sente arrivare l’ingombrante presenza di Cristiano Di Pietro. Il figlio dell’europarlamentare è fra i consiglieri comunali più attivi e, nei giorni frenetici del pre-giunta (aprile 2005), ambiva ad un posto di assessore. Richiesta caduta nel vuoto, così adesso – secondo indiscrezioni man mano più insistenti – parrebbe intenzionato a scalare il Consiglio regionale.
Altra stranezza sarebbe la cordata anti-D’Antonio che vedrebbe uniti, in un coacervo dai contorni politici più che confusi, elementi sia del centrosinistra sia del centrodestra montenerese. Nel frattempo sindaco, Margherita e Rifondazione si tengono a debita distanza.


Cristiano Di Pietro e Antonino D'Antonio

Gli interessati, D’Antonio e Di Pietro, si affrettano a negare e farsi fotografare insieme. E’ accaduto nel giorno delle Primarie. In questi casi le voci di piazza si sbizzarriscono a più non posso. Si è addirittura arrivati a parlare di botte fra i due. Diceria che si è rivelata falsa. Ma parole più o meno grosse volano di tanto in tanto nella sede Idv, e che ci siano due correnti – non da oggi – è ormai certo. Una fa capo al vicesindaco, l’altra a Di Pietro jr.
Uno scenario da confermare, giova ripetere, ma se dovesse essere reale, Antonio Di Pietro (il senior) avrebbe un vaccino per l’influenza aviaria del proprio pollaio a Montenero?
R.d’A.

29 ottobre 2005

sullo stesso tema, la replica del coordinatore regionale Idv:
"Su Di Pietro jr solo dicerie" (02/11/2005)


 

L'opera potrebbe essere consegnata a settembre 2006

Ponte sul Trigno a breve i lavori

 

MONTENERO DI BISACCIA. A che punto è il ponte sul Trigno quando è passato un mese dall’aggiudicazione della gara di appalto?
Tutto procede con ordine ed i lavori dovrebbero iniziare a breve. E’ quanto fa sapere Giuseppe Chiappini, vice presidente della Provincia di Campobasso, la quale divide a metà le competenze ed i costi per ricostruire il viadotto crollato nel 2003 a seguito dell’alluvione.
La legge prevede che dopo l’appalto debba passare un certo periodo prima della consegna dei lavori. Nel caso del ponte sul Trigno è stata adottata la procedura d’emergenza, quindi più rapida, che è trascorsa senza intoppi. In parole povere senza ricorsi di alcun genere.
Nei prossimi giorni la ditta aggiudicataria, che poi è un consorzio, costituirà presso il notaio l’atto che formalizza l’associazione fra imprese. Seguirà un incontro a carattere tecnico fra i soggetti interessati e, subito dopo, ci sarà la consegna ufficiale del cantiere.

La prima operazione sarà quella di demolire il vecchio ponte ad archi. Ci sono tonnellate di mattoni e calcestruzzo da triturare prima e trasportare altrove poi. Se la durata complessiva è fissata in trecento giorni, è ragionevole pensare che l’impresa non aspetterà la primavera per demolire. Fra non molto le piogge ingrosseranno il Trigno e lavorarci vicino diventerà difficile.


Riproduzione grafica del nuovo ponte

E stando alle osservazioni degli ultimi tre anni, il fiume comincia a svuotarsi solo a maggio.
Quindi, se i lavori cominceranno già a novembre, i trecento giorni termineranno a settembre 2006.
Se questa tabella di marcia fosse rispettata, significherebbe avere il nuovo ponte prima dell’inverno e quindi delle piene che allagano e fanno chiudere la bretella provvisoria. L’imminente stagione fredda, pertanto, potrebbe essere l’ultima all’insegna del disagio viario fra le due regioni. Questo, almeno, è ciò che sperano le centinaia di persone che ogni giorno attraversano il confine tra Abruzzo e Molise. R.d’A.

26 ottobre 2005

 


 

C'è tempo fino al 18 novembre

Valorizzazione dei Calanchi
Pubblicato il bando

 

MONTENERO DI BISACCIA. Dopo le conferenze, le presentazioni e le mostre, i Calanchi di Montenero diventano una vera riserva naturale. Il Comune ha pubblicato il bando di gara per la “valorizzazione naturalistico-ambientale” del parco Bisaccia. Le imprese interessate all’appalto avranno tempo fino al prossimo 18 novembre per presentare le proprie offerte. L’importo complessivo dei lavori è di 257.000 euro ed il bando è disponibile anche sul sito internet del Comune di Montenero: www.comune.montenerodibisaccia.cb.it.
L’area in questione è quella dei calanchi, dichiarati Siti di importanza comunitaria (Sic) e situati dietro il santuario della Madonna di Bisaccia. Il progetto è finanziato con fondi dell’art. 15, elargiti dal governo in seguito alle calamità naturali, terremoto ed alluvione, per il rilancio dell’economia regionale.
 I lavori, indicati sul bando di durata non superiore ai dodici mesi, prevedono:
- recupero della fonte comunale di Bisaccia mediante scavo archeologico; adeguamento degli spazi per realizzare un’area attrezzata con una nuova fontana utile alla sosta turistica; piantumazione dell’area pertinente;
- costruzione di un giardino botanico;
- riqualificazione del laghetto e piantumazione con specie riparali e di area umida; sistemazione di un’area attrezzata;
- realizzazione di un parcheggio;
- sistemazione del percorso sacro verso la grotta della Madonna e apposizione di segnaletica tematica;
- sistemazione della strada Tratturo con affaccio sul paesaggio calanchivo.


Veduta dei Calanchi di Montenero

E’ il penultimo capitolo di un percorso iniziato alcuni anni fa. L’ultimo sarà inaugurare e gestire il parco. Dopo la proposta di Sic, le “Lame di Scipione” (dal nome popolare della zona) sono state studiate a fondo da una giovane montenerese. Daniela Di Gregorio, infatti, si è laureata in Scienze ambientali proprio con una tesi sui calanchi di Montenero. Il suo studio è poi diventato la base per la redazione del progetto odierno.
La sfida di amministratori comunali e Pro Loco (che ha sposato l’idea) è di trasformare una zona improduttiva, in passato usata addirittura come discarica, in risorsa ambientale e turistica. R.d’A.

25 ottobre 2005


 

Dopo i ritardi dell'affidamento al Comune, il presidente promette il restyling

Iorio: "la torre di Montebello sarà restaurata e poi ceduta"

Tutto lo speciale sulla torre


Michele Iorio

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La torre di Vialante

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Per la torre?”. Stavolta Michele Iorio intuisce e anticipa il cronista che gli si para davanti mentre sta per lasciare la sala polivalente. E’ in chiusura il convegno sull’art. 15, il governatore ha un altro impegno e va via con alcuni minuti di anticipo.
Presidente, un mese fa disse che avrebbe fatto la delibera per cedere la torre di Montebello al Comune di Montenero.
“Ci stiamo lavorando”.
Può indicarci grossomodo una data?
“A breve. Intanto posso anticipare che interverremo per consolidare la torre ed impedire che crolli. La faccenda della cessione dall’Ersam al Comune – aggiunge Iorio – è più complessa, ci sono anche altri fabbricati”.
Si tratta degli edifici un tempo adibiti a scuole Elementari in contrada Montebello, dieci chilometri da Montenero. Oggi la torre di avvistamento per le incursioni saracene, risalente al XVI secolo e fatta costruire da un certo Vialante, domina ancora la piazza della frazione. Ma la spaccatura centrale e l’inagibilità quasi ventennale che la nega ai visitatori, stridono con il panorama mozzafiato di mare, fiume e golfo di Vasto.

Per uno schema burocratico oggi difficile da comprendere, la torre anni fa fu data all’Ente regionale di sviluppo agricolo Molise (Ersam). Poiché l’ente non ha mai pensato né alla sua valorizzazione, né alla sua salvezza, nel 1998 il Comune pensò di farsela dare. Era redatto anche un progetto di recupero a fini turistici del bastione e dei fabbricati circostanti. Non se ne fece nulla ed i soldi furono usati per altro, perché la cessione non arrivò in tempo.

Tuttavia nel 2002 l’Ersam sembrava seriamente intenzionato a liberarsi della torre. La determina, però, non è mai stata ratificata in giunta regionale. Il rischio di crollo, oggi come ieri, è reale. Intanto il Comune un po’ aspetta di diventarne proprietario per intervenire in sinergia con investimenti privati, un po’ sonnecchia.
Finché a settembre, proprio su queste colonne, il presidente della Regione annunciava di voler finalmente mettere nero su bianco la delibera per la cessione. Adesso va oltre e pare prendere a cuore la questione. “Prima attueremo degli interventi per salvare la torre – le parole conclusive di Iorio -, poi passeremo alla cessione dei beni al Comune di Montenero”.
Di tempi, il governatore non vuol parlare. La cautela è il migliore antidoto per promesse facili in questi casi. In politica può accadere di fissare una data e non riuscire a rispettarla. Però i mattoni consumati dai secoli, il libro aperto di storia che è la torre e finalmente anche l’attenzione popolare aspettano con fiducia.

(22 ottobre 2005)


 

Tre cellulari e un computer portatile il bottino degli astuti Lupin. I carabinieri indagano

Sos al 118 e i ladri svaligiano la sede

Una telefonata per un'emergenza fasulla lascia campo libero ai delinquenti

 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Una chiamata nel cuore della notte, una delle tante nel corso dell’anno, normale prassi. Al ritorno la spiacevole sorpresa: borse e giacche rovistate, cellulari e computer spariti. La richiesta di soccorso era falsa e serviva a farli allontanare per una mezz’ora, il tempo per rubare indisturbati.
E’ accaduto l’altra notte al personale del 118 di Montenero.
Da una cabina telefonica qualcuno ha chiesto aiuto per un incidente stradale nei pressi di Tavenna, circa quindici chilometri di distanza. Prontamente sono partite auto medica e ambulanza, con a bordo medici ed infermieri. Giunti sul posto indicato, hanno capito che non c’era nessun incidente e sono tornati in sede, presso il poliambulatorio di Montenero. Passata l’irritazione per essere stati chiamati a vuoto, col rischio che nel frattempo qualche reale emergenza li trovasse già inutilmente impegnati, è arrivata l’amara scoperta.

Uno o più persone si sono introdotte da una finestra a pianterreno, forse approfittando del fatto che fosse socchiusa, poiché non sono stati rilevati segni di infrazione. Tre cellulari ed un computer portatile il bottino, mentre non sono state toccate medicine ed attrezzature mediche. Gli oggetti rubati appartenevano al personale e non alla struttura sanitaria. Oltre mille euro di refurtiva e dei ladri nessuna traccia ormai.
Dell’accaduto sono stati informati i Carabinieri della locale stazione che hanno avviato un’indagine per risalire ai colpevoli. E’ scontata l’imputazione anche per procurato allarme.


La sede del 118 a Montenero

Già un paio d’anni fa è stata architettata una trappola identica ai danni del 118 di Montenero. Quella volta, però, sparirono anche delle siringhe, mentre adesso sembra che abbia agito una sorta di ladro gentleman. Non ha toccato nulla al di fuori di oggetti tecnologici facilmente smerciabili, ma potrebbe tornare a colpire.
Dal canto loro i medici non hanno modo di verificare una richiesta fasulla, se non dopo essere arrivati sul posto. Quando è troppo tardi, mentre i furfanti hanno tutto il tempo di fare il proprio comodo indisturbati, anche perché l’area circostante il poliambulatorio è scarsamente abitata.

(21 ottobre 2005)


La finestra dalla quale
sono entrati i ladri


 

A Montenero Di Pietro fa l'en plein

 

MONTENERO DI BISACCIA. En plein del compaesano Antonio Di Pietro ed affluenza notevole. E’ questo il risultato all’indomani delle primarie de L’Unione. Si sono recati alle urne 798 elettori, circa il 30 per cento di quanti alle comunali hanno scelto il centrosinistra.
Prevedibile, almeno in certa misura, il plebiscito per l’ex pm. Mentre a Rifondazione non è riuscito il sorpasso su Prodi, auspicato fino alle fasi finali dello spoglio dall’alfiere locale Mauro Natalini. Questi, al pari del dipietrista Antonino D’Antonio, guardava alle primarie monteneresi quale cartina al tornasole per la propria forza elettorale, in vista - parrebbe – delle prossime regionali.


Mauro Natalini e Antonino D'Antonio
      

Grandi assenti i Ds. Tranne che per il voto, i maggiorenti di partito non si sono visti nel seggio allestito nella sala polivalente.
Tutti i risultati: Di Pietro 525 (66,20%); Prodi 136 (17,15%); Bertinotti 117 (14,75%); Pecoraro Scanio 9 (1,14%); Panzino 3 (0,38%); Scalfarotto 2 (0,25%); Mastella 1 (0,13%). R.d’A.

(18 ottobre 2005)


 

Momento d'oro per le imprese
Arrivano i fondi

MONTENERO DI BISACCIA. I finanziamenti dell’art. 15 arrivano anche per le imprese monteneresi. Questo in sintesi il messaggio dell’incontro tenutosi nella sala polivalente, alla presenza del presidente Michele Iorio, dell’assessore Gianfranco Vitagliano e del consigliere regionale Domenico Porfido.
La parte tecnica, come in altre occasioni, è stata esposta dal direttore del Nucleo di valutazione, che ha spiegato nei dettagli come accedere ai finanziamenti ed ha risposto alle numerose domande giunte dal pubblico.
“Per chi ha intenzione di fare qualcosa questo è il momento”. Con queste parole Vitagliano ha riassunto “un momento eccezionale” per le imprese molisane, interessate dai fondi straordinari elargiti dopo calamità naturali, come terremoto ed alluvione, per far ripartire l’economia locale.
Iorio ha tenuto a smentire le voci relative ad una mancanza di fondi: “Avete sentito dire che l’art. 15 è una bufala, invece i soldi stanno arrivando”, ha affermato il presidente della Regione, citando quale esempio i 350.000 euro stanziati per il parco naturale Bisaccia. Ma il governatore ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa anche per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma. “Non c’è nessuna iniziativa che non si realizza per mancanza di fondi”, il suo appunto per dire che se non parte la ricostruzione nel cratere è “per problemi amministrativi” e non perché non ci sono soldi.
La pubblicazione dei bandi dell’art. 15, cui potrà accedere anche chi non ha al momento Partita Iva, inizierà a novembre per i settori commercio, industria e artigianato. Subito dopo sarà la volta di turismo, agricoltura e pesca. R.d’A.

(18 ottobre 2005)


 

I lavori sarebbero dovuti iniziare ad ottobre,
ma il progetto è stato rinviato ad un'altra conferenza di servizi

Porto turistico, ritardi preoccupanti

Slitta l'avvio delle opere a Montenero, complici i fragili rapporti con la Regione
 

MONTENERO DI BISACCIA. Ma non dovevano iniziare ad ottobre, cioè adesso, i lavori per il porto turistico? Il dilemma è rispondere perché non sono cominciati e perché non si sa bene quando lo saranno. L’enigma resta dopo l’incontro di qualche giorno fa a Campobasso fra enti istituzionali e soggetti interessati all’opera.
Gli amministratori dicono che manca ancora qualche parere circa la Valutazione di impatto ambientale. Se la lottizzazione delle opere a terra (residence ed altre strutture) è a posto, rimane da definire la questione in mare. Secondo indiscrezioni numero dei posti barca, da sempre indicati in 400.

D’altronde alla Costa Verde può essere facile tirare in ballo l’erosione e chiedere nuove carte. Altri sessanta giorni di tempo e appuntamento ad una nuova conferenza di servizi. Poi si vedrà.
Eppure si parlava di conferenza finale e autorizzazioni acquisite già nel luglio 2004, data dopo la quale si iniziarono ad ipotizzare scadenze per l’inizio dei lavori.
Per i più maligni, nei corridoi del Palazzo e fuori, deve esserci qualcosa che non va. Non manca chi pensa ad una congiura (non da oggi) contro la marina di Montenero. Quel progetto visibile in municipio porta la data del 2003, ma l’idillio fra Regione e Comune è finito da un pezzo. I periodici ricorsi al Tar, per i Siti di importanza comunitaria e per la competenza sui piani di lottizzazione, lo confermano. Sarà dovuto a questa strisciante “guerra istituzionale”, anche se nessuno lo dice in via ufficiale, il ritardo nella costruzione del porto? R.d’A.

(16 ottobre 2005)


 

Adsl in odore di truffa, troppi dubbi

Molte cose non chiare nella società che dovrebbe attivare la banda larga


Il logo dell'associazione che ha condotto l'inchiesta

MONTENERO DI BISACCIA. E’ presto per dire se l’ultima speranza di avere la banda larga è tramontata. Ma nasce qualche dubbio che a coprire il paese con l’Adsl sarà la Silkglobal: qualcosa sembra non quadrare.
La minuziosa inchiesta che delude i monteneresi – ma li mette sul chi va là - è riportata su Anti digital divide, sito di un’agguerrita associazione di utenti internet (www.antidigitaldivide.org).
Le incongruenze rilevate nel modo di proporsi della Silkglobal sarebbero diverse. Legami con società straniere che non tornano (in Taiwan e Kazachstan), numeri di telefono che non esistono e, negli ultimi giorni, siti internet dell’azienda di colpo diventati irraggiungibili. Quanto basta, secondo Anti digital divide, per parlare di “risultati sorprendenti” e di “molte cose che vanno chiarite”. Da qui l’invito ai responsabili della società a “contattarci e a spiegarci come stanno veramente le cose”, dichiarandosi “ben felici di capire e di pubblicare qui i chiarimenti”. Nel frattempo si è “provveduto a inoltrare questo documento all'Ass. nazionale dei piccoli comuni, per avvertirli di fare tutti i controlli che ritengono opportuni”.
La Silkglobal si era offerta meno di un mese fa, raccogliendo l’appello lanciato dall’amministrazione comunale ad Antonio Di Pietro per ottenere la linea internet veloce in paese. E’ iniziata in seguito una raccolta di pre-adesioni, con visione di tariffe e contratto, ma senza firmare quest’ultimo. L’intento era di arrivare ad almeno cento utenti interessati. Un numero  sufficiente, a detta della società, per giustificare l’investimento iniziale e coprire il territorio comunale con l’Adsl. La tecnologia usata sarebbe il cosiddetto “wi-fi”, che non necessita di cavi ma trasmette i dati via etere.
Si aspetta che la società replichi e faccia chiarezza, come invitano su Anti digital divide. Se si rivelerà un’illusione, i monteneresi dovranno tornare ad affidarsi alla Telecom. Che pare non avere nessuna intenzione, presente e futura, di fornire il servizio Adsl in paese. R.d.A.

(14 ottobre 2005)


 

Nel paese di Di Pietro comincia la sfida per le regionali

Montenero, tempo di primarie con un occhio alla Regione

 


da sinistra Natalini e D'Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Tempo di primarie dappertutto e quindi anche nel comune bassomolisano, domenica prossima, si voterà per indicare il candidato premier de L’Unione.
E’ occasione per misurare le forze, ma non tanto di Prodi, Di Pietro, Bertinotti ecc., quanto di esponenti del centrosinistra locale. Specie di chi più o meno velatamente fa l’occhiolino alle prossime elezioni regionali.
Due nomi su tutti: il vicesindaco Antonino D’Antonio e l’assessore Mauro Natalini. Il primo dipietrista, con il bottino elettorale di gruppo e personale a suo favore nelle ultime comunali, il secondo rifondarolo, forte della maggiore

compattezza che in genere mostra il partito di Bertinotti. Dal quale, però, Natalini un po’ prende le distanze, dichiarandosi di altra corrente. E, secondo certe voci, anche nell’Italia dei valori si starebbero generando due linee di pensiero.
La consistente e storica differenza di consensi non sembra impensierire l’esponente di Rifondazione. “L’importante è superare Di Pietro” sussurra fiducioso ai suoi e nel frattempo tappezza il paese con adesivi post-it gialli che invitano a votare il “lider maximo”.
Dall’altra parte anche D’Antonio ha il suo bel da fare, sguinzagliando i suoi e battendo in prima persona il terreno, dentro e fuori Montenero. Quanto basta per far passare in secondo piano, almeno qui, il candidato che deve per forza vincere a livello nazionale: Romano Prodi.
L’ultima incognita è se andranno a votare in tanti. Se in sostanza i monteneresi si mostreranno sensibili a questo insolito sistema di partecipazione. L’euro da sborsare prima del voto sarà un deterrente? E se sì, di più per i rifondaroli o per i dipietristi? R.d’A.

(13 ottobre 2005)


 

Nella battaglia legale contro la Regione
l'ente ha la meglio sui piani di lottizzazione

Sic, il Comune vince il ricorso al Tar

Secondo il Tribunale amministrativo
due cittadini possono costruire

Nella foto la parte in centro abitato di colle Gessaro

Per approfondire: Speciale Sic

 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Nuovo capitolo nella saga dei ricorsi del Comune contro la Regione. E ancora una volta è l’ente municipale ad avere la meglio. Sempre gli stessi, infine, i motivi del contendere: piani di lottizzazione e Siti di importanza comunitaria (Sic). Per adesso la conclusione, ammesso che arrivi con l’ordinanza del Tar 247/2005, è che due cittadini dovrebbero poter costruire.
La notizia è di pochi giorni fa. Ancora una volta il Comune ha dovuto appellarsi al Tribunale amministrativo per applicare quanto sancito dal Piano regolatore ed ha vinto il ricorso. La Regione deve esprimere parere su piani di lottizzazione e Sic, non può continuare a rimandare indietro i progetti con un vago “nì”. Questo il succo dell’ordinanza del Tar.
Dietro, però, c’è una vicenda complessa di scatole cinesi, fra normative che mancano e responsabilità che rimbalzano.
I due piani di lottizzazione in oggetto ricadono nel Sic IT7222212 “Colle Gessaro”. Un’area individuata dalla Regione comprendendo vaste fasce della zona Bivio. La conseguenza è che oggi, per costruire dove già vi sono altre case da venti anni, occorre la Valutazione di incidenza. Questo prevede la normativa europea se c’è un proposto Sic. Ma qui sorge un ulteriore problema, perché il governo regionale non ha mai approntato una regolamentazione apposita, come gli compete in base al Dpr 357/97. Così accade che né approva né boccia i progetti, che tornano indietro tal quali perché non c’è una normativa regionale.
Semplificando, è la Regione che deve rivedere i confini dei Sic (limitandoli ad aree effettivamente da proteggere), redigere una normativa e poi applicarla. Il Molise, dal 1998 ad oggi, non ha ancora tali strumenti, risultando in ritardo rispetto a quasi tutte le altre regioni.
L’ordinanza appena emessa dal Tar suona come un aut aut all’ente di Palazzo Moffa. E non solo nel caso in questione, poiché i Siti di importanza comunitaria sono sparsi per tutto il territorio regionale. Quello del colle Gessaro potrebbe essere un “caso clinico”, riscontrabile in tanti altri posti, a cominciare dalle marine di Montenero e Petacciato, integralmente comprese in area Sic. Stabilimenti balneari attivi dagli anni Sessanta inclusi.

(12 ottobre 2005)


 

Alta cucina
Il cuoco di Montenero si esibisce in Abruzzo

 

MONTENERO DI BISACCIA. Anche un montenerese alla “Rassegna cuochi Valle del Sangro”. Luciano Di Vincenzo sarà domenica prossima a Villa Santa Maria (Ch), ad aiutare gli chef della celebre scuola abruzzese nella preparazione del buffet generale.
Di Vincenzo, assieme ai colleghi Massimo Di Stefano e Paolo Di Paolo, è fondatore e organizzatore di “Montenero a tavola”, la rassegna culinaria di maggio, che da alcuni anni attira migliaia di persone intorno ai tavoli allestiti nel centro del paese.
La manifestazione del 16 ottobre a Villa Santa Maria è un ulteriore prosieguo della collaborazione tra cuochi molisani ed abruzzesi.
Alla “Rassegna cuochi Valle del Sangro” Luciano Di Vincenzo rappresenterà il comitato Montenero a tavola e l’associazione enogastronomica Mapalù.

(11 ottobre 2005)


Luciano Di Vincenzo nell'edizione 2005 di Montenero a tavola


 


Orari per i negozi
Il tema infiamma l'assise di Montenero

 

Il sindaco D'Ascenzo mentre replica a Travaglini


MONTENERO DI BISACCIA. Tutti i negozi possono rimanere aperti anche la domenica, tutto l’anno. E’ quanto sancito dal Consiglio comunale, dove è passato l’unico ordine del giorno senza la minoranza, che ha abbandonato l’aula prima del voto.
Il provvedimento si è reso necessario dopo il ricorso al Tar, presentato da un concorrente, che ha sospeso l’autorizzazione all’apertura domenicale del centro commerciale di Montenero.
In parole povere è stata impugnata l’ordinanza del sindaco emessa alla fine dell’anno scorso.
Secondo la minoranza sarebbe l’ennesimo blitz della giunta ai danni della minoranza e dello stesso Consiglio. “C’è un totale menefreghismo – le parole di Nicola Travaglini – per quello che può essere il coinvolgimento della minoranza”. Il consigliere di opposizione,  pur dichiarandosi favorevole, ha sostenuto di non poter votare perché tutto è scaturito da una procedura sbagliata. Che sarebbe l’ordinanza al posto della delibera di Consiglio.
Il sindaco Giuseppe D’Ascenzo ha rispedito al mittente la frecciata, ricordando la seduta di novembre 2004 quando si doveva approvare lo stesso odg. “La minoranza ha approfittato dell’occasione e si è alzata, facendo sciogliere il Consiglio – lo j’accuse del primo cittadino -. Per fare la sceneggiata, vi siete allontanati infischiandovi dei problemi di Montenero”. Quella volta, infatti, il numero legale saltò proprio quando Travaglini lasciò la riunione.
A quel punto, vista l’imminente apertura del centro commerciale, l’ordinanza sarebbe diventata l’unica soluzione. Finché il Tar non ha rimesso palla a centro.
Per Travaglini, invece, il sindaco ha voluto “scaricare una mancanza della maggioranza sulla minoranza”.
Nel Consiglio rievocato (26/11/2004) le cose andarono così. Erano assenti quattro consiglieri di minoranza e tre di maggioranza. Di questi uno dovette alzarsi perché incompatibile al 4° ordine del giorno, Travaglini gli fece compagnia (senza incompatibilità) e il numero legale non ci fu più. Seduta sciolta, argomenti rinviati e sindaco visibilmente irritato perché costretto a fare affidamento sulla minoranza a causa dei suoi uomini assenti. R.d’A.

(9 ottobre 2005)

IL PEPE
Per meglio capire e vedere cosa accadde un anno fa

Al termine del Consiglio di novembre 2004, appena fallita l'approvazione dell'apertura domenicale perché saltato il numero legale, appariva così il sindaco (foto a lato). Nella maggioranza erano assenti Chiappini, Natalini e Casimiro. Della minoranza c'era solo Travaglini, che si alzò assieme ad un consigliere di maggioranza, il quale era interessato (parente del lottizzatore) al 4° ordine del giorno. Rimasti in otto, i consiglieri dovettero sciogliere la seduta. Poiché il centro commerciale stava per aprire, il sindaco dovette ricorrere all'ordinanza, non facendo in tempo a convocare un altro Consiglio.
Secondo D'Ascenzo & Co. fu un gratuito colpo di teatro quello di Travaglini. Per quest'ultimo la maggioranza non può riversare le proprie inadempienze (in quel caso assenze) sulla minoranza. Se ci fossero stati tutti i consiglieri alleati di D'Ascenzo, infatti, il numero legale sarebbe rimasto.

(Importante: questa parte è stata scritta per Montenero On Line, non è uscita sul giornale)


 

Il progetto di Rusciano e Di Pietro

Commercio: si mira al rilancio del mercato

 

MONTENERO DI BISACCIA. Un lavoro in tandem per rilanciare il commercio e rivitalizzare il centro cittadino. E’ l’obiettivo dei consiglieri comunali Cristiano Di Pietro e Cesare Rusciano, rispettivamente con delega alla Sicurezza ed alle Attività produttive.
Si comincerà riportando il mercato all’aperto e le fiere in centro, precisamente intorno alla Villa comunale. Si tratta di un cambiamento invocato dai commercianti a posto fisso, i quali – ironia della sorte – anni fa vollero che tali attività ambulanti si spostassero in zone più decentrate. Come spiegato da Di Pietro, la possibilità è stata valutata dal punto di vista logistico e lo spazio c’è. Mercato quindicinale e relativo flusso di clientela, dovrebbero dare nuova linfa ai negozi in centro, oltre ad offrire più servizi agli stessi consumatori.

E’ in generale un settore che “man mano si sta spegnendo” quello del commercio secondo Rusciano. Da qui la volontà di metterci mano e “cercare di riaccendere la fiammella”, rivedendo gli orari di apertura (liberalizzandoli), stampando brochure ed altro in stretta collaborazione con i diretti interessati.
Inoltre, anticipa il consigliere, si sta valutando l’idea di gazebo coperti e riscaldati anche d’inverno davanti alle attività di somministrazione (bar, pub ecc.), in linea con la formula già rodata in altre città.
Secondo Cristiano Di Pietro vanno riprese le vecchie usanze, ricreando l’antico paesaggio del centro in cui si fanno acquisti e si va a passeggio. Per i parcheggi a pagamento sarà data la possibilità ai residenti ed ai commercianti di acquistare un “grattone”, ossia un permesso mensile (a prezzo ridotto) anziché dover mettere ogni ora un nuovo bigliettino. Inoltre la Villa comunale sarà presto chiusa al traffico, consentendo il transito alle auto solo sul rettilineo laterale.
Di commercio, e precisamente di orari di apertura, si parlerà anche nel Consiglio comunale di questa sera. R.d’A.

(7 ottobre 2005)


 

"C'è posta per te"
Fermento a Montenero

 

I postini di Maria De Filippi dopo la consegna
della busta, davanti alla locanda Da Pedro,
dove hanno consumato un pasto prima di
ripartire per Roma.


MONTENERO DI BISACCIA. Sarà un uomo o una donna, un ragazzo o una ragazza, un nonno o una nonna? Nessuno lo sa, o meglio nessuno vuol dirlo. Chi si spiega meglio è uno della troupe di Canale 5: “Se famo er nome Maria ce spara”. E non è una Maria qualunque, è proprio lei, la De Filippi. Perché l’unica cosa certa è che sabato prossimo, salvo cambi di programma, qualcuno di Montenero sarà chiamato alla nota trasmissione televisiva “C’è posta per te”.
Ieri pomeriggio i simpatici “postini” Marcello Mordini e Vittorio Cassarà hanno consegnato una busta a qualcuno di Montenero. Assieme alla troupe di cameramen hanno filmato le vie del paese e, ovviamente, la consegna dell’invito alla trasmissione. Chi è, come detto, non si sa. Bisognerà aspettare sabato sera, tutti inchiodati su Canale 5, per scoprire sia chi “manda a chiamare” sia chi è “chiamato”. R.d’A.

(6 ottobre 2005)


 

Rifondazione comunista
E' Marco Sacchetti il nuovo segretario

 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ Marco Sacchetti il nuovo segretario di Rifondazione comunista nel circolo locale. Eletto all’unanimità, si legge nella nota diramata dal partito, il 33enne dirigente “rivolgerà tutto il suo impegno a stimolare l’attività degli iscritti e dei simpatizzanti ad affrontare con slancio l’appuntamento delle primarie del 16 ottobre per sostenere la candidatura di Fausto Bertinotti”.
L’impegno è anche di “accrescere la presenza e la rappresentatività di Rifondazione comunista”, ponendo al centro dell’attenzione “le problematiche che riguardano i giovani ed il mondo del lavoro: dal disagio giovanile alla disoccupazione, dai trasporti alla sicurezza nell’ambiente di lavoro, dal riconoscimento dei diritti del lavoratore all’incremento dell’occupazione”.


Marco Sacchetti

Il Circolo Prc di Montenero, conclude il comunicato, “si stringe attorno al nuovo segretario augurandogli buon lavoro ed assicurandogli tutto il sostegno e la collaborazione possibile”. R.d’A.

(6 ottobre 2005)


 

Piano sociale

Tre progetti per le dipendenze

Sullo stesso tema: Piano sociale, questo sconosciuto
 

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MONTENERO DI BISACCIA. Nel Piano sociale appena varato l’argomento non poteva mancare. Quello delle dipendenze da stupefacenti è inoltre un tema che domina le cronache di questi giorni. E il centro bassomolisano è crocevia di un fenomeno che sembra divenuto dilagante.
Lo strumento delle politiche sociali, approvato dagli undici Comuni dell’Ambito di Montenero, contiene tre progetti, ognuno di durata triennale, dedicati alle “dipendenze”.
Il primo si chiama “Servizio di informazione, ascolto, sensibilizzazione e prevenzione”. Attraverso una campagna informativa, personale impiegato e giornate di sensibilizzazione nelle scuole, mira a raggiungere obiettivi precisi, riconducibili a prevenzione e conoscenza del fenomeno delle dipendenze. Queste ultime non sono limitate alla droga ma, come indicato nella scheda, si estendono all’abuso di alcol.

Si passa così al progetto “Servizio sociale professionale”. Il compito di assistente sociale e psicologo sarà di prestare ascolto ed offrire consulenza nelle situazioni di disagio, sia individuale sia familiare. Come il precedente intervento, anche questo presta particolare attenzione ai minori.
Più mirato, infine, è l’ultimo progetto “Ambiente sano, insieme è possibile”. A differenza degli altri due non punta ad un coinvolgimento esteso (200 unità circa), ma è diretto su pochi casi da seguire passo per passo. Una differenza evidenziata dagli obiettivi del servizio: impedire l’aggravarsi delle dipendenze in atto e recupero delle abilità lavorative e personali. Le attività previste sono la bonifica di aree verdi/boschive e l’apprendimento di mestieri nuovi e antichi.
Il Piano sociale, con relativi singoli interventi, riguarda tutti i Comuni dell’Ambito territoriale di Montenero, area riconducibile all’omonimo distretto sanitario e composta di undici paesi. Il finanziamento dei progetti ricade in gran parte sulle casse regionali, mentre la restante quota è sostenuta dai Comuni. R.d’A.

(5 ottobre 2005)


 

Nel nuovo Piano sociale inserito un progetto di recupero

"Non siamo un covo di tossici"
Il sindaco ridimensiona il fenomeno

 

MONTENERO DI BISACCIA. Poco più di un anno fa sono cominciati gli arresti per droga nel centro del Basso Molise. L’ultimo è avvenuto sabato scorso. Da allora in più ondate sono finiti in carcere diversi giovani del posto. Una cittadina sotto assedio, che reagisce con sdegno a chi la dipinge quale alcova di tossici e patria della perdizione. Un paese in cui la vita scorre non meno tranquilla che altrove. Fa fatica chi vi arriva per la prima volta, ad immaginarlo teatro di blitz all’alba con decine di giovani finiti in manette.
Eppure gli arresti sono lì a testimoniare che qualcosa non va, nonostante occorre aspettare che la giustizia faccia il suo corso per capire esattamente cosa succede. L’occasione per chiedere al sindaco Giuseppe D’Ascenzo un’opinione sui recenti fatti di cronaca legati a spaccio e consumo di stupefacenti.

Sindaco, ha la sensazione di amministrare un paese di spacciatori e consumatori?
“Assolutamente no. Come più volte ho ribadito, il nostro comune è sano, anche se c’è un fenomeno che però è comune a tutte le città italiane. In un convegno che abbiamo fatto, con il vescovo, il provveditore agli studi, la dottoressa che dirige il carcere di Larino, è stato messo in evidenza che il tessuto sociale di Montenero è sano. Che però – prosegue D’Ascenzo - presenta una frangia che è dedita purtroppo a droga. Allora anche questa operazione, con molto rincrescimento per il dolore che ha arrecato alle famiglie, è necessaria per portare a termine il lavoro di pulizia iniziato tempo fa”.



Giuseppe D'Ascenzo

L’’istituzione Comune cosa sta facendo?
“All’interno delle istituzioni c’è una profonda preoccupazione. Però c’è anche una profonda sensibilità, una voglia di mettere su progetti di prevenzione. E’ chiaro che questo fenomeno si può prevenire, mentre è molto più difficile combatterlo, sradicarlo una volta che si è insediato. Il Comune, come tutti gli altri del Piano di zona, ha elaborato un progetto nel Piano sociale per andare incontro a questo problema. Riguarda punti di ascolto, azioni di prevenzione e sostegno, anche nei riguardi delle famiglie e soprattutto dei giovani. Appena partirà il Piano sociale, fra qualche mese, partiranno anche questi progetti che sono, ripeto, soprattutto orientati alla prevenzione”. R.d’A.

(4 ottobre 2005)


 

In Consiglio approvati Bilancio e Piano sociale

 

MONTENERO DI BISACCIA. In Consiglio comunale è passato all’unanimità il Piano sociale di zona, mentre per il Bilancio la minoranza ha votato contro come consuetudine. Una riunione tranquilla quella di giovedì, complice l’impianto audio che ha smesso definitivamente di funzionare. Fra i sei punti spiccavano anche l’equilibrio di Bilancio e l’acquisto di uno scuolabus.


I consiglieri di minoranza durante il Consiglio

Donato Benedetto, consigliere con delega al Bilancio, ha esposto la materia. Oltre a vari aggiustamenti nelle singole voci, è stato rispettato l’equilibrio fra entrate e uscite, come imposto dai vincoli di legge. La minoranza ha votato contro, “in linea – le parole di Nicola Travaglini -  con le scorse votazioni in materia di Bilancio”.
Sistemati i conti, i diciassette consiglieri hanno ratificato l’atto per l’acquisto di un minibus scolastico. Il mezzo sarà finanziato per due terzi dalla Regione, mentre per la restante quota sarà acceso un mutuo. Travaglini ha contestato che sia stato approvato in giunta un atto “che è competenza del Consiglio”, annunciando perciò il voto di astensione pur essendo la minoranza favorevole all’acquisto.
L’argomento clou della riunione è stato il Piano sociale di zona, passato con voto unanime. Per il sindaco Giuseppe D’Ascenzo è “un’innovazione rispetto al concetto di assistenza sociale che si faceva finora”. Il primo cittadino ha spiegato come la progettazione e la gestione dei fondi siano ora coordinati da un insieme di comuni e non più dal singolo paese. I piani di intervento, per cui sono stati redatti appositi progetti, riguardano le diverse categorie sociali: anziani, disabili, minori, famiglie ecc.
Dalla minoranza Domenico Porfido ha ricordato l’importanza del Piano sociale, definendo “di assoluto rilievo” che si ponga l’accento anche sulle famiglie, alla luce “di situazioni che si stanno verificando”. Il riferimento era, con ogni probabilità, all’aumento vertiginoso di separazioni coniugali degli ultimi anni. Sempre dalla minoranza Giorgio Ferrara ha invitato a non dimenticare i disabili, augurandosi che il Piano non resti “solo un documento”.
Dal fronte di maggioranza, invece, Mauro Natalini e Antonino D’Antonio hanno detto a chiare lettere che i fondi sono pochi. “Una goccia nel mare”, secondo Natalini, dove “l’intero problema del sociale è scaricato sul Comune”; anche per D’Antonio la politica del governo nazionale, con i tagli ai trasferimenti agli enti locali, “sta mettendo alle corde i Comuni”. R.d’A.

(2 ottobre 2005)


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