In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise
rossanodantonio@libero.it

indice generale news      Articoli di luglio 2005


"La ventricina è anche molisana"
Saporita diatriba tra D'Ascanio e Mariotti

MONTENERO DI BISACCIA La ventricina è anche molisana o solo abruzzese? Il consigliere regionale Nicola D’Ascanio prende posizione e rivendica il suo paese quale patria del celebre insaccato. E lo fa scrivendo una nota a Arnaldo Mariotti.
Il parlamentare di San Salvo, assieme ai colleghi Borrelli e Crisci, è promotore della proposta di legge “Disposizioni per la valorizzazione della ventricina e del relativo distretto gastronomico”.
Nel sottolineare la validità dell’iniziativa, però, D’Ascanio non condivide i confini tracciati dal politico abruzzese, che parla di “patrimonio esclusivo della provincia di Chieti (...) e del Medio e Alto Vastese”. L’esponente Ds cita la testimonianza raccolta personalmente a Staffoli nel 1995, quando era assessore all’Agricoltura.


Nicola D'Ascanio (Ds)

“Il prof. Corrado Barberis, presidente dell’Istituto nazionale di sociologia rurale – scrive D’Ascanio – in occasione di una importante conferenza sullo sviluppo rurale testimoniò a tutti i partecipanti, dati alla mano, che la patria della ventricina è Montenero di Bisaccia”.
Una fonte che “da sola, data la sua autorevolezza, dovrebbe bastare a sciogliere ogni dubbio”. E ancora: “sulla stessa lunghezza d’onda si sono pronunciati nel tempo anche accreditati organismi della comunicazione come Il Sole 24 Ore ed altri giornali specializzati del settore primario”.
Tuttavia D’Ascanio non pensa “affatto di ridurre la delimitazione dell’ambito di produzione della ventricina al solo territorio del comune di Montenero oppure solo ad una parte di quello molisano”. Da qui l’apertura finale: “ti invito (rivolto a Mariotti n.d.r.) a tener conto di queste imprescindibili prerogative ed a confrontarti con la rappresentanza istituzionale molisana per definire una articolazione territoriale diversa da quella riferita dalla stampa”. Il tutto “per capitalizzare il lavoro sin qui svolto e per impegnarci insieme verso un obiettivo che agendo su un patrimonio comune potrà, unendo le forze, essere anche di maggiore rilevanza socio economica”. R.d’A.

(31 luglio 2005)


Montenero di Bisaccia. L'allarme è stato dato dai vicini.
I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per domare le fiamme

Casa colonica divorata da un incendio

MONTENERO DI BISACCIA Una casa colonica seriamente danneggiata e una rimessa per mezzi agricoli completamente distrutta. E’ pesante il bilancio dei danni dell’incendio che, nel primo pomeriggio di ieri, si è sviluppato in una casa di campagna in contrada Canniviere, a circa tre chilometri dall’abitato.
Solo per puro caso i proprietari dell'abitazione si sono salvati non essendo in casa al momento dell'incendio.
Per cause ancora da accertare, anche se pare da escludere un atto doloso, le fiamme sono partite dal locale adibito a rimessa di mezzi ed attrezzature agricole, situato accanto alla casa colonica. Complice il gran caldo, in breve tempo il rogo si è sviluppato ed ha avvolto completamente l'abitazione. Una colonna di fumo si è alzata dall'incendio e i vicini terrorizzati hanno avvisato immediatamente i proprietari, al momento
impegnati nella raccolta delle bietole in un’altra zona, piuttosto distante.
Quando i vigili del fuoco sono arrivati in contrada Canniviere hanno dovuto lottare a lungo contro le fiamme, che nel frattempo avevano devastato la rimessa e gran parte della casa.
Proprio in quei locali, poche ore prima erano passati i proprietari dell'abitazione che, seppure non la abitano da anni, continuano ad usarla come deposito e locale d'appoggio nei giorni in cui lavorano nei loro campi.
I Vigili del fuoco, dopo aver domato le fiamme, hanno provveduto a fare le prime verifiche di staticità, ma da una prima analisi sembra che non ci sia più niente da fare per la rimessa, alla quale è crollato anche il solaio.

(30 luglio 2005)

in alto le fasi finali dello spegnimento dell'incendio
a lato le prime verifiche all'abitazione


Montenero di Bisaccia. Lunga l'attesa ma ora si procede spediti

Veste nuova per le strade

Asfaltata via Argentieri. In riparazione la frana Girone

MONTENERO DI BISACCIA In questi casi i politici parlano di “promesse mantenute” e i cittadini replicano “vi abbiamo eletto per questo”. Ma quando arrivano i lavori stradali, specie se di grossa entità per mole dell’opera e dei tempi di attesa, è sempre un sollievo.
Montenero è un cantiere stradale aperto da una settimana. Dal centro in collina, fino alle strade della marina, è un brulicare di camion, battistrada, macchine per asfaltare...
Primeggia via Argentieri, la strada più lunga e trafficata della cittadina. Il vecchio manto stradale è stato rimosso con l’apposita apparecchiatura e subito dopo è stato steso il nuovo strato di conglomerato bituminoso. Due chilometri quasi sistemati in una settimana e anche la frana nei pressi del “Girone” è in fase di riparazione. Quest’ultimo cedimento era preoccupante non tanto per le ancora limitate dimensioni, ma perché in quel tratto la strada dà su una ripida e profonda scarpata.


L'inizio di via Vittorio Argentieri

La Argentieri, appartenente alla Provincia, era da tempo una via crucis per sospensioni, pneumatici e tasche degli automobilisti. Solo nello scorso autunno furono reperiti i fondi, con partecipazione anche del Comune, ma è stato necessario aspettare la bella stagione per iniziare i lavori.
Ha una nuova pavimentazione anche piazza della Libertà, riasfaltata assieme all’area circostante la rotonda di via Massangioli, da poco realizzata.
Come a dire che c’è voluta un po’ di pazienza, in verità alcuni anni, ma poi i lavori sono stati fatti bene. O almeno così sembra, nell’attesa della prova principe: il tempo.
Anche alla marina di Montenero finalmente sta arrivando l’asfalto. L’anno scorso, in piena estate, iniziavano i lavori per le reti di metano e pubblica illuminazione, fra il disappunto e la protesta degli operatori turistici poiché era in corso la stagione balneare. In questi giorni sono stati tappati gli scavi, tolti finalmente i rallentatori di cemento e si stanno riasfaltando le vie che conducono dalla Statale 16 alla spiaggia. R.d’A.

(28 luglio 2005)


Un convegno organizzato per cercare di individuare strumenti contro il male

Droga: la piaga di Montenero - Sos a famiglia e scuola

MONTENERO DI BISACCIA “Combattiamo la droga” è il titolo dell’incontro tenutosi ieri l’altro nella sala polivalente. Una voce unanime per dire con fermezza che Montenero non è “toxicity”, o che non vuole più esserlo. Hanno partecipato un numeroso pubblico e sul banco dei relatori si sono alternati il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, il direttore generale scolastico del Molise Giuseppe Boccarello, la direttrice del carcere di Larino Rosa La Ginestra ed il vescovo Tommaso Valentinetti.
L’incontro arriva a distanza di un anno dai primi arresti per spaccio di droga, nel frattempo divenuti parecchi. E se da un lato escono le prime falle investigative che ridimensionano il fenomeno, dall’altro la cittadina è scossa e ferita. La soluzione non è facile, su questo c’è generale accordo.

Per il sindaco occorre “chiara consapevolezza di un problema che non è del singolo ma   della collettività”, per cui “non possiamo delegare gli altri o affidarci solo alle istituzioni”. E infine, secondo D’Ascenzo, “anche le famiglie devono fare la loro parte”.
Il direttore scolastico Boccarello ha parlato di fenomeno ancora marginale in Molise rispetto ad altre realtà. Le tossicodipendenze hanno origine “nella crisi di valori, nel non voler essere se stessi”. Ecco perché, secondo Boccarello, la scuola dovrebbe tornare ad essere “soggetto trainante”, laddove il ruolo della cultura è decisivo nella prevenzione del fenomeno droga.
La parola è poi passata alla direttrice del carcere di Larino La Ginestra, la quale ha specificato che l’istituzione da lei diretta arriva nella fase finale, quando già è stato commesso un reato. Ma ha sottolineato come anche il fenomeno alcol non sia da sottovalutare, poiché in Molise ha dimensioni maggiori rispetto alla droga.
Infine il vescovo Valentinetti ha invitato ad un risveglio generale delle coscienze. “Non è un problema solo dei ragazzi – le parole del monsignore – ma anche degli adulti, siamo noi quelli che fanno cultura, che educano”. Le droghe non sono consumate solo dai più giovani, “da quanti non sono stati abbastanza furbi e sono stati presi”, ma anche da tanti adulti nell’ombra.
Perciò l’impegno deve essere generale, per un problema che non nasce oggi ma esistente “già dagli anni Ottanta in Molise”. Se una delle cause è “la famiglia disastrata”, per il vescovo è proprio dalle famiglie che bisogna ripartire. Occorre promuovere iniziative come la Pastorale ed i centri di ascolto in collaborazione con chi è già passato per il problema droga. L’atteggiamento da assumere non deve essere “di condanna né di colpevolizzazione”, anche se “il male va guardato negli occhi, a viso aperto”.
Intanto la scritta toxicity alla Villa comunale è stata coperta. Due strati di pittura bianca al quarzo contro un emblema allo spray acrilico nero. Segno che si vuole davvero voltare pagina? R.d’A.

(22 luglio 2005)


Accuse alla Regione sulla lentezza della normativa

Montenero, i Sic tornano a infiammare l'assise

MONTENERO DI BISACCIA Il Consiglio comunale di martedì si prevedeva tranquillo. Piani di lottizzazione con voto in genere unanime, presentazione formale di un programma già letto in campagna elettorale. Invece ad un certo punto sono arrivate le scintille e, tanto per cambiare, sui famigerati Siti d’importanza comunitaria (Sic). D’Antonio deve alzare la voce per farsi sentire. Dall’altra parte un Travaglini indignato che fa per andarsene, ma poi resta.
Il primo punto all’ordine del giorno è l’esame del programma amministrativo della maggioranza. Come spiega il sindaco Giuseppe D’Ascenzo è lo stesso presentato in campagna elettorale. Un progetto ambizioso per una “Montenero in bilico, che può diventare cittadina o subire un processo di involuzione”. In tal senso già nella passata amministrazione sono state gettate le basi per lo sviluppo turistico, agricolo, industriale e sociale.
Dall’opposizione Giorgio Ferrara è di avviso diverso. A dispetto delle “buone intenzioni” contenute nel programma, il paese vive uno stato di crisi economica (tessile e agricoltura) e sociale. Ciò per spiegare l’esigenza di un programma che “abbia un supporto realistico”, a fronte di uno che contiene solo “pie intenzioni”.
Su toni più duri arriva Nicola Travaglini. “Questo programma non esiste né in cielo né in terra”, le parole del consigliere di opposizione, che definisce lo strumento “inattuabile” e “compitino di terza Media un pochettino più allargato”.
La parola torna alla maggioranza e Mauro Natalini sostiene che un programma deve guardare nel lungo termine e che “non può non prevedere opere di valenza strategica”.

a sinistra il consigliere di minoranza Nicola Travaglini minaccia di abbandonare la seduta.

a destra il vice sindaco Antonino D'Antonio


Qui arriva Antonino D’Antonio a dire dove e perché il programma non può funzionare. Il vicesindaco intende spiegare che poco dopo saranno discussi due piani di lottizzazione per villaggi turistici alla marina. Ma torneranno indietro senza essere approvati dalla Regione. Questa, infatti, non ha ancora normative per le valutazioni d’incidenza, necessarie per le zone Sic come appunto la Costa Verde.
D’Antonio però parte con una premessa: “Travaglini risulta essere portaborse di un politico regionale (Porfido che è assente n.d.r.)”. Il chiamato in causa si alza, si rivolge al sindaco e definisce più volte la sortita “inaccettabile”. D’Antonio è pacato e dice “ho sbagliato, dovevo dire collaboratore”. Ma Travaglini è ancora iracondo, si alza e si avvicina all’uscita della sala consiliare: “Devi parlare dei problemi del Comune di Montenero!”. E D’Antonio, con voce più alta, replica accennando alla “madre di tutti i problemi”, ossia l’impossibilità di veder approvati in Regione i villaggi turistici a causa della normativa sui Sic, che manca in Molise. Da qui la richiesta e accusa a Travaglini e Porfido di non fare pressioni sull’assessorato regionale al ramo per risolvere il problema. Intanto il consigliere di minoranza urla “non stiamo facendo un comizio!” e subito dopo “è un’indecenza, io rispondo del Comune di Montenero e basta!”.
Alla fine il programma amministrativo 2005-2010 passa con i voti della maggioranza. I toni scendono di intensità e si discutono gli altri nove punti all’ordine del giorno. Fra votazioni unanimi e non, passano tutti, compresi di piani di lottizzazione che, secondo quanto ascoltato, abortiranno una volta in Regione. R.d’A. 

Ponte sul Trigno: dall'Abruzzo arrivano i soldi

Dall’Abruzzo arrivano buone notizie per la ricostruzione del ponte sul Trigno, l’opera è finalmente coperta finanziariamente dalla Regione e la notizia è stata diffusa dal presidente Ottaviano Del Turco. L’annuncio è arrivato in Consiglio comunale per voce di Cristiano Di Pietro, il quale assieme a Mauro Natalini ha rimarcato la necessità che anche la Regione Molise trasferisca al più presto alla Provincia la quota molisana (1750000 euro).

(21 luglio 2005)


Cristiano Di Pietro: "Se entro settembre il bando non verrà pubblicato
il comitato scenderà di nuovo in piazza"

Ponte sul Trigno, torna il sereno nell'Unione

Dopo la presa di distanza della Provincia dalla raccolta di firme proposta dall'Italia dei valori

MONTENERO DI BISACCIA Ha i connotati di una ricucitura, di voler mettere una pietra su una polemica intestina. Dopo la tempesta Mauro Natalini (Prc) e Cristiano Di Pietro (Idv) si incontrano in municipio. Si stringono la mano, siedono a due metri l’uno dall’altro, parlano con calma. L’intesa sembra ristabilita.
Fulcro della discussione, manco a dirlo, il ponte sul fiume Trigno, che due anni e mezzo dopo il crollo divide la maggioranza e lo stesso partito dell’Italia dei valori.
Solo dieci giorni fa Cristiano Di Pietro era in prima linea, in testa ad un comitato ad hoc per raccogliere le firme. “Basta con le chiacchiere vogliamo i fatti” il lapidario slogan per dire che è ora di ricostruire il ponte. Ma è stato l’unico consigliere comunale che ha firmato la petizione, nemmeno i compagni di partito si sono visti.
La presa di distanza dalla Provincia è arrivata il giorno dopo per bocca dello stesso presidente Augusto Massa: si sta per indire il bando e “la raccolta di firme arriva a scoppio ritardato”.
Ancora due giorni, esponenti di opposizione di Montenero e San Salvo hanno invitato il dipietrista ribelle a aderire al loro comitato, avente l’identico scopo di far ricostruire il ponte.
Tutto il necessario per un conflitto interno al centrosinistra montenerese e provinciale. Nonché un’occasione per sfruttare l’effetto cuneo ed allargare la frattura della maggioranza consiliare.

L’incontro di Cristiano Di Pietro e Mauro Natalini, con relative dichiarazioni, sembra ristabilire la compattezza amministrativa. Di Pietro annuncia che “il comitato sospende ogni attività di piazza, prendendo atto delle risposte arrivate dalla Provincia. Rimaniamo in attesa che il presidente Iorio firmi un atto ufficiale di finanziamento dell’opera”. Ma la protesta potrebbe essere solo rinviata: “A questo punto – ribatte il consigliere Idv - se il bando non sarà pubblicato non sarà una responsabilità della Provincia e se entro settembre ciò non avverrà, il comitato scenderà di nuovo in piazza”.
Fanno eco le parole di Mauro Natalini. “E’ evidente che la protesta non era indirizzata contro la Provincia - dice l’assessore comunale e consigliere provinciale – che ha adempiuto finora i suoi doveri, ma al governo regionale”. E infine la chiosa: “Se la ricostruzione del ponte rimarrà ancora bloccata a settembre, il comitato e Cristiano Di Pietro mi avranno sicuramente loro alleato, assieme a tutto il centrosinistra”. R.d’A.

Cristiano Di Pietro

(20 luglio 2005)


 

Mauro Natalini risponde alle accuse del
consigliere Porfido e assicura la gara a breve

Ponte Trigno: "La Provincia non ha colpa dei ritardi"

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA A Mauro Natalini (Prc) le parole di Porfido non vanno giù. E, dati alla mano, replica all’accusa secondo cui la Provincia non avrebbe mai inoltrato specifica richiesta per ottenere il finanziamento per il ponte. L’argomento è l’annosa ricostruzione del viadotto sul Trigno, crollato due anni e mezzo fa e negli ultimi giorni al centro di fermenti politici bipartisan. Compresa la conferenza tenuta dagli esponenti di opposizione e della Cdl di Montenero e San Salvo.
 “Le cose dette in quella sede sono completamente false – esordisce il consigliere provinciale – e finalizzate a coprire le gravi responsabilità del governo regionale, di cui Porfido è parte e Teresio Di Pietro sostenitore nella sua carica di segretario regionale Udc”.
Si spieghi.
“Dal 2002 ad oggi la nostra regione è stata martoriata da eventi calamitosi, rispetto ai quali ci sono gravissimi ritardi da parte del governo, sia nazionale sia regionale, con una totale mancanza di programmazione e leggi di riferimento chiare e certe. In Molise si sperimenta il metodo delle ordinanze, con cui il presidente del Consiglio attribuisce una serie di poteri al presidente della Regione, il quale a sua volta emette altre ordinanze. Così si esautora completamente il ruolo ed il luogo della rappresentanza democratica, che è il Consiglio regionale”.
Ma parlavamo di ponte...
“Rispetto al terremoto – continua come se niente fosse Natalini – tranne gli interventi funzionali per danni lievi, la ricostruzione è ancora lontana da venire. In questi giorni sono stati ripartiti 95 milioni di euro, che dovevano servire al rilancio dell’economia, soprattutto dell’area del cratere. Tali risorse sono invece servite a finanziare opere che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo, limitandosi a contentini per i Comuni amici, tenendo presente più le prossime elezioni che le aree terremotate”.
Adesso arriviamo al ponte?
“La Provincia con nota del 13/03/2003 trasmetteva al presidente Iorio i risultati del rilievo completo dei dissesti idrogeologici, che avevano interessato la viabilità provinciale a seguito dell’alluvione. I danni ammontavano a circa 65 milioni di euro e si invitava il governo regionale a adoperarsi verso gli organi nazionali per reperire i fondi necessari. La verità è che la Regione – continua Natalini – ha soltanto qualche mese fa trasferito alla Provincia quattro milioni di euro, specificando già a quali interventi erano destinati. La Regione sta ottenendo poco dal governo nazionale e parte dei 95 milioni di euro del terremoto poteva essere usata per la sistemazione di alcune importanti infrastrutture, non in arredi urbani e reti fognanti, che sicuramente non serviranno al rilancio economico”.
Ma allora perché è stato detto che la Provincia non ha chiesto fondi per il ponte?
“Penso che sia molto difficile in questi tempi trovare un ente che afferma di non avere bisogno di finanziamenti. La Provincia si è detta disponibile all’anticipazione delle somme, come avvenuto in tanti altri casi e specialmente per le scuole. Sul ponte e la mancanza di una richiesta specifica, qualcuno direbbe carta canta. Perché nella nota citata poco fa, tra i danni segnalati con tanto di documentazione veniva specificato il ponte. Ma non finisce qui...”.
Sentiamo.
“La Province di Chieti (interessata per metà all’opera n.d.r.) e Campobasso nel febbraio 2004 ratificavano l’atto d’intesa e contestualmente richiedevano ai rispettivi commissari per l’alluvione le somme. In altri incontri con l’assessore Chieffo si è arrivati a definire il progetto, con l’impegno della Regione a finanziare l’opera. Fino all’ultima richiesta ufficiale del 29 giugno scorso, in cui la Provincia chiede con urgenza la quota di competenza molisana. Anziché le chiacchiere del centrodestra di Montenero, nel suo vano tentativo di coprire il mancato finanziamento da parte della Regione, occorrerebbe un suo impegno per far elargire tempestivamente le somme”.
Ma tutti si chiedono se si rifarà a breve il ponte.
“La gara sarà indetta non appena arriverà la lettera d’impegno per finanziare l’opera”.

(19 luglio 2005)


Rombo di motori, 70 centauri per il motoraduno a Montenero

MONTENERO DI BISACCIA Come nella canzone una vecchia Vespa 50 special, ma qui le è stata tolta la marmitta per gareggiare in rumorosità con una potente moto custom. Due motori, distanziati fra loro di varie lunghezze in fatto di diametro e numero di cilindri, ma che giganteggiano in decibel erogati con cambio in folle e moto ferme.
Questo ed altro nel motoraduno di venerdì scorso. Oltre settanta motociclisti, con bolidi e non di ogni genere, dopo un giro in paese sono approdati a Montebello. Tanto chiasso per una serata in cui l’inquinamento acustico diventa musica, quella dei motori che si affianca ai Blue Trail Acoustic Country, sul palco proprio sotto la torre del XVI secolo.
Montebello è lo scenario ideale per gustare pietanze tipiche e, soprattutto, ammirare il panorama costiero.
La frazione montenerese è posta su una collinetta a pochi metri dal mare e la sua torre, detta di Vialante, un tempo era uno degli avamposti costieri per avvistare gli incursori saraceni.
Nell’attesa che sia recuperata, poiché pericolante e chiusa da quasi vent’anni, la torre diventa la cornice storica per un ambiente incontaminato e suggestivo. Il prossimo appuntamento a Montebello è per il 12 agosto. R.d’A.

(17 luglio 2005)


Ponte Trigno: finalmente il via ai lavori

Dopo due anni e mezzo di disagi la Provincia approva il progetto esecutivo dell'opera

Da una settimana infuria la polemica sulla ricostruzione del ponte sul Trigno, crollato nel gennaio del 2003 e che unisce il Molise all’Abruzzo. Prima la petizione con raccolta firme di Cristiano Di Pietro dell’Italia dei valori, scelta non condivisa da tutto il partito. Poi la vivace protesta di esponenti politici della Cdl di ambo le sponde. Infine, indiscrezione di questi giorni, sarebbero in preparazione iniziative clamorose per i primi giorni di agosto.
Ma la Provincia di Campobasso non ci sta e con una nota difende la sua posizione. “La giunta provinciale su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Nicola Cavaliere, ha approvato in data 11/07/2005 la delibera n. 167 riguardante il progetto esecutivo di ripristino e potenziamento dell’attraversamento sul fiume Trigno”. Questo è l’incipit del comunicato, che prosegue spiegando i dettagli tecnici del progetto.
Il nuovo ponte avrà “sede stradale larga mt 7,50, banchine laterali di mt 1,25, nonché marciapiedi” ecc. Poggiato su quattro piloni, sarà lungo 200 metri ed alto 4,5, misure che rispecchiano la struttura da sostituire, “cosa questa che ha permesso alla Soprintendenza ai beni architettonici di esprimere parere positivo (...)”. L’ente ha altresì riscontrato “la linearità e la semplicità del manufatto, che non determina impatti visivi ed ambientali”.
Nella nota si spiega anche quanto tempo occorrerà per eseguire l’opera: circa 300 giornate lavorative. Il progetto è stato redatto dai tecnici delle due Province, il che “ha richiesto tempi più lunghi, trattandosi di regioni diverse, oltre al fatto che la Provincia di Chieti è stata interessata dal rinnovo del Consiglio provinciale”.
Come noto il costo, pari a 3500000 euro, sarà ripartito al 50 per cento fra i due enti. La Provincia di Campobasso fa sapere che la sua struttura tecnica “ha già predisposto il regolare bando di gara per l’appalto dei lavori”. Questi potranno iniziare “ad avvenuta comunicazione del Commissario delegato della Regione Molise della copertura finanziaria dei lavori”, specificando “oltre quella del competente ente abruzzese”.
A quel punto “la Provincia di Campobasso provvederà tempestivamente, con una propria anticipazione” ad indire il bando, “sperando che abbiano termine tutte quelle ingiustificate e non fondate polemiche nei confronti dell’amministrazione provinciale di Campobasso, che ha sempre rispettato i propri impegni e nessuna responsabilità ha avuto negli imprevisti ed accidentali ritardi”. R.d’A.

(16 luglio 2005)


Due anni e mezzo di problemi e solo da poche settimane la questione è motivo di scontro tra partiti

Ponte Trigno: i politici promettono, i disagi restano

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA Il ponte sul fiume Trigno quando sarà ricostruito? O ancora, ma lo sarà? E infine, chi ha veramente interesse che lo sia?
Da una settimana il viadotto crollato nell’alluvione di gennaio 2003 è al centro dell’attenzione. Se per la popolazione, in primis pendolari e consumatori che si recano in Abruzzo ogni giorno, il ponte è oggetto di interesse costante da due anni e mezzo, da alcuni giorni anche gli enti istituzionali delle due sponde, e dei due schieramenti politici, si stanno mobilitando.
L’Italia dei valori raccoglie le firme e in ben 970 appongono il proprio nome sulla petizione solo a Montenero domenica scorsa. Ma la reazione degli alleati di centrosinistra, locali e provinciali, è fredda. Lo è quella del resto dell’Idv, ma anche il presidente della Provincia di Campobasso, Augusto Massa, critica l’iniziativa che, a questo punto, rimane appannaggio del solo Cristiano Di Pietro, consigliere comunale di maggioranza nel centro bassomolisano.
Altra notizia eclatante, che rompe un silenzio istituzionale, è l’annuncio di Massa: sta per partire la gara di appalto e di seguito, più o meno a settembre, inizieranno i lavori.
Contemporaneamente le minoranze consiliari di Montenero e San Salvo annunciano una conferenza stampa e la nascita di un comitato, sostenuti da esponenti della Cdl molisana e abruzzese. Si vuole “velocizzare e vigilare sulla ricostruzione del ponte”. Nicola Argirò è oggi consigliere provinciale a Chieti; era in maggioranza al momento del crollo. Assieme ai colleghi campobassani fece costruire la bretella che, ancora oggi, è l’unico sistema per guadare il Trigno, salvo allagamenti invernali con la piena.
Ma lo stesso Argirò sostiene che da quando il centrosinistra amministra la Provincia di Chieti la ricostruzione del ponte è finita in frigorifero, rinviata alle calende greche. Come può l’ente finanziare l’opera e far partire i lavori senza fondi, se non ha ancora acceso un mutuo o emesso buoni ordinari provinciali? Questa, in sostanza, la domanda che si pone l’esponente Fi.
Ed alla Provincia di Campobasso che si sbottona si contrappone, tuttora, l’assoluto silenzio d’oltre Trigno.
L’ultima domanda è chi ha veramente interesse affinché si ricostruisca il ponte e si ripristini una viabilità decente fra le due regioni. L’opinione diffusa è che sia principalmente Montenero a risentirne, ma è in tutta evidenza un’analisi superficiale. In conferenza stampa Argirò ha riferito che subito dopo il crollo diminuirono di circa cento gli iscritti alla piscina di San Salvo, frequentata da molti monteneresi di tutte le età.
Ma quel che spesso si tende a mascherare, è che ogni giorno consistenti quantità di denaro si spostano dal versante molisano a quello del vicino Abruzzo. Acquisti di ogni genere, servizi... è impossibile fornire stime affidabili, ma è certo che i commercianti di San Salvo e Vasto furono i primi a risentirne. Di contro, quelli monteneresi i primi a beneficiare del crollo nei mesi che precedettero la costruzione della bretella. La quale riaprì il traffico e la “fuga di capitali” verso l’Abruzzo. Può l’interesse essere solo montenerese?

(15 luglio 2005)


L'intento è quello di sollecitare le due Province che mantengono il silenzio sull'argomento

Ponte sul Trigno, nasce il comitato

Le opposizioni di Montenero e San Salvo denunciano i ritardi nella ricostruzione

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA Un comitato civico per “velocizzare e vigilare sulla ricostruzione del ponte sul fiume Trigno”. Se n’è parlato ieri durante la conferenza stampa organizzata dai consiglieri comunali di opposizione sia di Montenero sia di San Salvo, ed alla quale hanno partecipato Nicola Argirò (Provincia di Chieti), i consiglieri regionali Domenico Porfido (Molise),  Eugenio Spadano (Abruzzo), ed il segretario regionale Udc Teresio Di Pietro.
Durante la conferenza è stata riassunta la vicenda, dal crollo di due anni e mezzo fa fino ai ritardi odierni, ciò che Spadano ha definito “rimbalzo di responsabilità” tra le Province di Chieti e Campobasso. Enti che oggi sono amministrati ambedue dal centrosinistra, diversamente dalla data del crollo. Infatti il consigliere provinciale Argirò ha ricordato la collaborazione iniziale con la Provincia di Campobasso, quando era in maggioranza.
Dalla presentazione del progetto finale, ossia dal dicembre 2004, “i lavori non partono perché non ci sono i fondi” ha spiegato Argirò, “la Provincia di Chieti non destina un solo euro a questa opera e ne servono 1.750.000”. Mentre la chiosa è stata: “se prima di settembre non vediamo che ci sono atti concreti bloccheremo il ponte con una grande azione di protesta interregionale”.
Domenico Porfido ha anche lanciato un messaggio al consigliere comunale di maggioranza Cristiano Di Pietro. Com’è noto, Di Pietro jr è promotore della petizione popolare per il ponte, ma senza l’appoggio del resto della maggioranza. “Se davvero è in buona fede – le parole di Porfido - e non sta cercando di far cassetta elettorale per il padre, come sospettiamo, lo invitiamo a aderire al comitato”.
Il consigliere regionale forzista ha anche stigmatizzato la dichiarazione di qualche giorno fa di Augusto Massa. Il presidente della Provincia di Campobasso aveva detto di aspettare una comunicazione dalla Regione Molise sul finanziamento dell’opera, rientrante fra i danni dell’alluvione.
“E’ una grandissima bufala – la risposta di Porfido – perché Massa non ha mai chiesto nessuna lettera di riconoscimento dello stato di calamità, che già c’è stato. Quando ho parlato con il presidente della giunta regionale, mi ha detto che già quei cinque milioni di euro che ha spostato la settimana scorsa possono essere utilizzati e che si impegna formalmente a farli usare per il ponte”.
Poi il consigliere regionale ha rincarato la dose verso la Provincia. “Hanno sempre detto che non avevano bisogno né di lettere né di nessuno. O hanno detto sciocchezze prima, e c’era incompetenza dei tecnici e degli amministratori provinciali, compresi il presidente ed il vice, oppure devono coprire il ricatto di un’amministrazione dello stesso colore politico (Chieti n.d.r.)”.

 

"La Provincia di Chieti non paga"

Al termine della conferenza ha risposto a qualche domanda anche Nicola Argirò (capogruppo Fi alla Provincia di Chieti)
Fin quando le due amministrazioni provinciali erano di colore opposto c’era accordo, poi?
“Quando ero assessore si è subito stabilito con il vicepresidente Chiappini un dialogo per ovviare ai problemi di agricoltori e pendolari. Per questo si è costruita la bretella, che ha funzionato. Ma oggi vogliamo la ricostruzione del ponte. La Provincia di Chieti il milione e 750.000 euro ancora non lo destina, né con il mutuo né con i buoni ordinari provinciali. Ho più volte sollecitato e ogni volta mi dicono la prossima settimana, il prossimo mese...”.
Si sente di dire che se ci fosse ancora il centrodestra, a Chieti, ci sarebbe il ponte oggi?
“Da parte in causa è normale, quasi banale che dica questo. Voglio solo dire che tutta la viabilità della provincia di Chieti subisce ripercussioni da quando c’è il centrosinistra ed il presidente Coletti. Dove noi agivamo in pochi giorni per frane e strade, adesso ci mettono mesi se non anni. E questa ne è l’ennesima riprova”.

(14 luglio 2005)


Giuseppe Di Pinto: "Tutti gli eventi sono gratuiti"

A Montenero un'estate ricca di musica e arte

MONTENERO DI BISACCIA Un cartellone con meno teatro e cinema, ma ci saranno più musica e mostre. Ed un pizzico di audace originalità nei due eventi davanti la torre di Montebello, con la celata speranza che la si recuperi prima che crolli.
L’Estate montenerese è iniziata sabato scorso e conterà 45 eventi diversi fino al 27 agosto. Ne parla con soddisfazione Giuseppe Di Pinto, da qualche mese assessore alla Cultura, che encomia la sinergia con associazioni e privati. “Questo è una sorta di anno zero – esordisce il giovane amministratore comunale – una sperimentazione per far arrivare più gente possibile a Montenero”.
Da qui “un’Estate eterogenea, con un incremento di eventi musicali e mostre, riducendo teatro e cinema” rispetto agli anni passati. Di Pinto specifica che ci saranno tutti i generi musicali e in particolare alcuni grandi eventi: gli Almamegretta (23/07), Tarantola sotto le stelle (10/08), Pino Campagna a chiudere il cartellone (27/08).
“Tutti gli eventi sono gratuiti - prosegue l’assessore – e questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione di associazioni come Bisaccia, La Noce e Pro Loco, e di privati”. Di fronte ad una somma stanziata dal Palazzo identica all’anno scorso, in altre parole, si è “riusciti ad organizzare circa quindici serate in più”. Vuoi per l’opera prestata volontariamente e conseguente risparmio, vuoi perché in diversi casi l’amministrazione garantisce servizi ed un piccolo contributo, mentre il resto è organizzato da privati. Il tutto “legato da un filo di continuità a quanto iniziato dalla precedente amministrazione”.
Anche se è evidente il tocco giovanile, quella del 2005 è un’Estate per tutti i gusti. Cover di Celentano il 19 agosto, mentre la torre di Montebello si animerà con musiche country e balli latino-americani il 12 dello stesso mese, passando per tornei di play station, raduno canino, tornei vari di calcetto ecc. Infine quattro eventi culturali con mostre di pittura, arte orafa, bronzi e numismatica, nonché la 34^ edizione del premio David d’oro.
L’intero calendario è illustrato con una brochure, nella quale oltre ai vari eventi sono indicati indirizzi utili, sia istituzionali sia di aziende che hanno sostenuto l’iniziativa. R.d’A.

(13 luglio 2005)
Il programma dell'Estate montenerese


I consiglieri disertano la raccolta

Trigno, via alle firme per ricostruire il ponte

MONTENERO DI BISACCIA Circa mille persone hanno firmato ieri mattina la petizione popolare, organizzata dall’Italia dei valori per velocizzare la ricostruzione del ponte sul Trigno. Come annunciato in conferenza stampa qualche giorno fa, il centro bassomolisano è la prima di quattro tappe, seguiranno Mafalda, Palata e Tavenna.
La partecipazione massiccia dimostra ancora una volta come sia sentito il tema del ponte, crollato con l’alluvione del gennaio 2003 e attualmente in fase di stallo sul fronte ricostruzione. Ma ieri mattina non si è visto nessun consigliere comunale recarsi al banchetto delle firme, di minoranza come di maggioranza e nemmeno dell’Idv, tranne Cristiano Di Pietro. Questi ha commentato la diserzione dei colleghi senza peli sulla lingua: “Mi hanno isolato, ma la nostra azione continua”.
La scelta di raccogliere le firme, evidentemente, non è condivisa dalla maggioranza consiliare di Montenero. Gli enti coinvolti, d’altra parte, sono quasi totalmente amministrati dal centrosinistra: Comuni di Montenero e San Salvo, Province di Chieti e Campobasso, Regione Abruzzo. Non a caso Cristiano Di Pietro ha puntato l’indice sulla Regione Molise, la quale non ha ancora girato la somma necessaria per la ricostruzione, rientrante nei fondi per l’alluvione, alla Provincia. R.d’A.

(11 luglio 2005)


Montenero di Bisaccia - Presto i lavori

Degrado delle strade - Risponde Natalini

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA Via Argentieri sistemata in ritardo e dubbi sull’effettivo svolgimento dei lavori entro l’anno. La denuncia sullo stato di degrado dell’importante strada cittadina arrivava su queste colonne qualche giorno fa. Mauro Natalini, assessore comunale e consigliere provinciale, tiene a spiegare come stanno le cose. E approfitta per parlare anche di ponte sul Trigno.

Allora assessore, sarà riasfaltata quest’anno via Argentieri?
“Premetterei che chi sconta di più il problema della burocrazia siamo proprio noi amministratori, che ci troviamo in mezzo tra le richieste, giustissime, dei cittadini e la burocrazia, la quale in alcuni casi non è controllata dalla politica. Spesso ci viene chiesto di dare risposte con tempi certi, rispetto a ciò siamo costretti a fare previsioni che possono rivelarsi in seguito errate”.
E’ il caso di via Argentieri?
“Abbiamo avuto un ricorso sulla gara di appalto, che ha portato all’esclusione di una ditta e costretto al ripetersi della procedura di aggiudicazione. Detto questo – continua Natalini -, vorrei dire che sono sotto gli occhi di tutti i lavori che si stanno svolgendo su marciapiedi vari, rotonda di via Massangioli... Questi lavori, congiuntamente al ripristino del cedimento al ‘Girone’ dovevano essere obbligatoriamente eseguiti prima del manto stradale”.
Può allora dirci quando?
“Oggi possiamo dire con certezza che entro la settimana prossima sarà sistemato il cedimento e terminati i lavori alla rotonda. Entro la successiva settimana inizierà il rifacimento dell’asfalto, che interesserà anche la rotonda”.
Sempre in tema viabilità, il ponte sul Trigno crollato?
“Qui il fattore espresso in premessa (burocrazia n.d.r.) ha contribuito in modo determinante all’allungamento dei tempi. Ma oggi credo di poter dire con abbastanza certezza che siamo veramente alla vigilia della procedura per affidare i lavori”.
Perché solo adesso?
“Si sta attendendo la conferma, da parte dei due commissari per l’alluvione (presidenti delle Regioni Molise e Abruzzo n.d.r.), del rimborso per le somme che saranno anticipate dalle Province. E, burocrazia permettendo, potremmo avere la ditta aggiudicataria già a settembre e di seguito l’inizio dei lavori. Va sottolineato, come denunciato in altre circostanze, che rimane per intero sulla nostra provincia il gravissimo problema del dissesto idrogeologico dovuto ad alluvione e frane. Le quali hanno messo in ginocchio buona parte del sistema viario provinciale. Una prima stima dei danni, a mio parere per difetto, ammonta ad oltre 60 milioni di euro. Una cifra che sicuramente non potrà essere reperita dai bilanci provinciali e siccome trattasi di calamità naturali, penso che solo l’intervento del governo nazionale possa farci uscire da questa situazione di grave disagio. E’ su questa richiesta  - conclude Natalini - che bisogna incentrare le iniziative politiche dell’intera regione”.

(10 luglio 2005)


Durante l'ultima tappa sarà illustrato l'esito dei prelievi

La Goletta verde solca il Basso Molise

La barca sarà a Termoli dal 16 al 18 luglio e renderà noti i risultati

MONTENERO DI BISACCIA La Goletta verde approda anche al mare della cittadina bassomolisana. L’iniziativa della Legambiente da venti anni osserva lo stato di salute dei mari italiani e, nei giorni scorsi, ha prelevato campioni di acqua alla foce del Trigno ed alla Costa Verde.
I risultati saranno resi noti dal 16 al 18 luglio, quando al porto di Termoli arriverà la Catholica, una delle barche di Goletta verde in giro per i lidi italiani.
I rilevamenti degli anni passati fanno ben sperare e fiduciosi sono anche gli operatori turistici della marina di Montenero. La foce del Trigno, al pari di quella del Biferno, è risultata nel 2004 non inquinata. E, in generale, il mare molisano è da tempo uno dei più puliti a livello nazionale.
Ma nell’attesa dei risultati sullo stato “naturale” della marina, rimangono altri problemi a carattere organizzativo. In particolare albergatori e campeggiatori della Costa Verde lamentano la mancanza della Guardia medica. Sembrerebbe che il servizio sia unificato con quello della marina di Petacciato, in altre parole per una ricetta o qualsiasi necessità di primo soccorso bisogna recarsi nel confinante lido. Da qui la scelta più facile: optare per l’Abruzzo e quindi San Salvo marina.
Le perplessità degli imprenditori monteneresi restano. Per quale motivo si trascura una realtà che, con sei camping più hotel e residence, supera una ricettività di 8000 persone, privilegiandone una – Petacciato - che ha un solo camping? R.d’A.

(7 luglio 2005)


Montenero di B. Ritardi nella sistemazione della strada principale

Buche e cedimenti in via Argentieri

MONTENERO DI BISACCIA Ce la faranno entro l’anno a sistemare via Argentieri? Anche se è appena passato il primo semestre, e si è nella stagione degli asfalti, la domanda potrebbe non essere del tutto campata in aria.
La strada principale e più lunga del paese è bisognosa di cure da tempo. Buche, avvallamenti in prossimità delle riparazioni succedutesi nel tempo ecc. percorrere i due chilometri della sua lunghezza è uno slalom.
Nello scorso autunno Comune e Provincia (cui appartiene la via) hanno reperito i fondi e avviato la gara d’appalto. Ma si era ormai prossimi all’inverno, quando questo tipo di lavori sono sconsigliati. Non restava che aspettare la bella stagione. In via Argentieri, però, gli interventi non sono limitati alla rimozione del vecchio asfalto e posa del nuovo. E questo spiegherebbe in parte i ritardi.
All’inizio del 2005 il Comune emanava il bando per rifare i marciapiedi dalla confluenza di via San Giovanni al cosiddetto “Girone”. Un lavoro iniziato da poco ed attualmente in corso, che si sapeva avrebbe ritardato l’asfalto.
Inoltre a fine maggio c’è stato un sopralluogo di tecnici ed esponenti politici. Gli assessori Mauro Natalini del Comune e Nicola Cavaliere della Provincia individuavano, fra l’altro, un cedimento stradale nei pressi del “Girone”, da riparare al più presto.
Due provvedimenti che stanno ritardando l’opera principale, ossia il rifacimento del fondo stradale.
L’auspicio è che entro l’anno si completino i lavori.
Passando dal centro cittadino alla marina di Montenero lo scenario peggiora. Le trincee scavate per illuminazione pubblica e metanizzazione sono state ricoperte con ghiaia, essendo i lavori pressoché terminati. Ma come è noto il pietrisco cede al passaggio dei mezzi e ogni tanto andrebbero ricolmate le buche. Inoltre, lamentano gli operatori turistici della zona, si attende ancora una riasfaltata generale. R.d’A.

(6 luglio 2005)


Di Pietro (Idv) in Comune fa il punto

Visita "informale" all'amministrazione dell'europarlamentare molisano

MONTENERO DI BISACCIA Una visita di cortesia e l’occasione per ribadire la compattezza politica dell’amministrazione comunale. L’europarlamentare Antonio Di Pietro si è intrattenuto ieri per circa un’ora nel municipio della sua cittadina d’origine. Ad accoglierlo i consiglieri comunali ed il sindaco Giuseppe D’Ascenzo.
Nella discussione, dal “carattere informale e ad ampio raggio”, è stata fatta un’analisi di questo primo periodo di legislatura. Il sindaco ha definito il partito dipietrista quale componente fondamentale de L’Unione, coalizione di centrosinistra in cui la sua amministrazione si identifica, oltre ad averne sposato il nome. Antonio Di Pietro, dopo le rassicurazioni in fatto di stabilità politica, ha garantito il suo impegno nelle sedi opportune per tentare di risolvere i problemi che attanagliano gli enti locali e nello specifico Montenero.
Il tema più spinoso ed urgente è stato definito quello della viabilità. E com’era prevedibile si è parlato del ponte sul Trigno. La ricostruzione del viadotto crollato nell’alluvione di gennaio 2003 quasi certamente non partirà quest’anno. D’Ascenzo ha tenuto a sottolineare che la struttura non è di competenza comunale, bensì appartenente alle Province (Chieti e Campobasso) che stanno discutendo sulla ricostruzione. Ma è proprio su quest’ultimo punto che, dopo le notizie confortanti diffuse all’inizio dell’anno, non si intravede nulla di nuovo. I ritardi sembrano dovuti a mancanza di fondi dalla Provincia di Chieti, la quale sta pensando di ricorrere ad un mutuo straordinario per finanziare l’opera.
Il compito dell’amministrazione comunale, secondo il sindaco, non può andare oltre il sollecito ed il farsi portavoce del disagio patito dai cittadini. Così anche Antonio Di Pietro ha raccolto l’istanza, per trasmetterla agli enti istituzionali superiori e porre fine il prima possibile alla triennale odissea della viabilità fra Molise ed Abruzzo.
Dopo i problemi e le analisi politiche, il leader Idv ha voluto anche complimentarsi per lo storico passaggio in serie D del Calcio Montenero. Chissà che da settembre, col prossimo campionato, non si veda tifare anche l’on. Di Pietro in tribuna. R.d’A.

(5 luglio 2005)


Torna l'estate e cala il silenzio sulla bretella del Trigno

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA E’ un silenzio strano quello degli ultimi tempi. Arriva l’estate, la bretella non rischia inondazioni, cala un generale oblio sul ponte crollato. Ma soprattutto non si sa niente di nuovo sul fronte ricostruzione; e prima o poi tornerà l’autunno, con esso le piogge e la bretella sarà di nuovo chiusa al traffico.
Sono passati due anni e mezzo dal crollo. Il ponte sul Trigno, che collega Molise e Abruzzo, fu la vittima più illustre dell’alluvione di gennaio 2003. Da due anni si passa sulla bretella provvisoria, che però si allaga quando piove molto, specie nelle stagioni invernale e primaverile.
Le Province interessate, Chieti e Campobasso, parlano da un pezzo di ricostruzione. Iter burocratici, nulla osta ambientali dagli enti di entrambe le regioni, progettazione ecc. ce n’è voluto di tempo.
Ma da maggio è tutto ok, ci sono tutte le autorizzazioni anche dagli enti abruzzesi, c’è stata anche qualche altra riunione. Eppure di ricostruzione non si parla, intendendo con ciò l’avvio della gara d’appalto. Un silenzio che ha il medesimo colore politico unisce le due Province, passando per i Comuni di Montenero e San Salvo: sono tutti in mano al centrosinistra.
La notizia di questi giorni è che la Provincia di Chieti chiederà un mutuo, pari alla sua quota di competenza, per finanziare il nuovo ponte sul Trigno. Difatti il progetto redatto dai tecnici campobassani è pronto, ma si aspetta – per dirla in termini spicci – che arrivino i soldi dall’Abruzzo. E 1.750.000 euro non sono certo spiccioli.
Sul fronte molisano i fondi sono disponibili in Bilancio da due anni, mentre le autorizzazioni sono pronte da febbraio. Questo forse spiega l’entusiasmo con cui a gennaio fu fissato per la primavera, già trascorsa, l’inizio dei lavori.
Ma quanto occorrerà ancora per vedere le ruspe demolire il settantacinquenne ponte crollato e iniziare gli scavi per i quattro piloni? E’ la domanda che si pongono operai, agricoltori, studenti e quanti fanno la spola tra Montenero e San Salvo o Vasto. E’ la domanda cui alla Provincia di Campobasso evitano di rispondere. Atteggiamento comprensibile visto come sono andate le cose e che l’unica volta in cui è stata fissata una probabile data (aprile), in seguito si è scoperto che a Chieti devono ricorrere ad un mutuo straordinario.
Senza interpellare le istituzioni, un calcolo con ragionevole approssimazione forse è possibile. Chieti difficilmente riuscirà a far arrivare la sua quota prima delle ferie. Se ne deduce che la gara d’appalto sarà avviata a settembre e per legge il bando dovrà durare sessanta giorni. Si arriverà così a dicembre. Ma l’inverno è una stagione poco indicata per lavori del genere e negli ultimi tre anni le piogge si sono protratte fino ad aprile.
In uno scenario simile, i lavori inizieranno non prima di maggio 2006.

(1 luglio 2005)


Il collegamento in contrada Piana del Mulino

Ponte sul Trigno, come?

Incerti i tempi di realizzazione e difficoltà per i fondi

MONTENERO DI BISACCIA E’ difficile parlare di tempi per il nuovo ponte sul Trigno in contrada Piana del Mulino. Questo dopo la riunione tenutasi nei giorni scorsi nel municipio di Montenero, alla quale hanno partecipato rappresentanti dei vari enti coinvolti: Comuni di Montenero, Mafalda e Lentella, Province di Chieti e Campobasso, Anas de L’Aquila.
L’importante viadotto dovrà sorgere sulla Statale Trignina e risolverà i problemi viabili, anche nell’ottica dello sviluppo economico, del territorio interessato.
Per il momento non si è andati oltre “l’attivazione di un accordo di programma”, dal quale arrivare prima al reperimento dei fondi e, quando sarà possibile, avviare la progettazione.
Tempi incerti quindi, ma rimane la volontà di realizzare l’opera. Emergono difficoltà finanziarie e si pensa di allargare il tavolo di concertazione alle Regioni, specie sul versante abruzzese viste le difficoltà di bilancio della Provincia di Chieti.
Oltre alle due Province (Chieti e Campobasso), è fondamentale l’apporto dell’Anas. Questo perché gli svincoli sulla Trignina all’altezza di Lentella vanno adeguati in tempi brevi, poiché soggetti ad allagamenti quando piove. Il compartimento de L’Aquila, però, attende ancora una risposta da Roma. L’assessore ai Lavori pubblici Antonino D’Antonio ed il sindaco di Montenero, Giuseppe D’Ascenzo, intendono impegnarsi per ottenere la risposta dall’Anas al più presto.
Per l’importante collegamento fra Molise e Abruzzo, il cui costo è previsto in cinque milioni di euro, le quote sono ripartite nel seguente modo: Provincia di Campobasso 2,5 milioni, Provincia di Chieti 1 milione, Anas 1,5 milioni.
La quota più sostanziosa per l’ente campobassano è giustificata dal maggiore interesse nell’opera. E sempre da Palazzo Magno arrivano le notizie più rassicuranti dal punto di vista finanziario. R.d’A.

(27 giugno 2005)


Montenero di B. Sempre più richieste per la tecnologia Internet veloce

Adsl, Di Pietro si mobilita

L'europarlamentare sollecita la Telecom

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA L’Adsl rimane una chimera nel centro bassomolisano, che non è ancora coperto dalla linea internet veloce. Questo a dispetto di un servizio che ormai copre i comuni confinanti e, ironia della tecnologia, è arrivato prima in centri più piccoli.
E per la Asymmetrical digital subscriber line non si prevede nulla di nuovo a breve. I dati finora in possesso dalla Telecom Italia sulla potenziale utenza, a quanto pare, non hanno giustificato un investimento cospicuo per adeguare la centralina già presente nel territorio montenerese. Una questione di politica aziendale che, paradossalmente, ha favorito realtà più piccole dove comprensibilmente anche gli abbonamenti sono pochi.
Ma al giro di boa del 2005 i monteneresi non ci stanno più. Sempre più persone vogliono poter navigare a velocità adatte ai tempi (ed ai siti, specie quelli realizzati in Flash), nonché avere il collegamento sempre attivo e la normale linea telefonica libera per le chiamate. Per tutto questo serve la linea Adsl. Così, dopo l’amministrazione comunale, arriva l’impegno diretto anche dell’europarlamentare Antonio Di Pietro.
Con la delibera di giunta del 26 maggio, l’amministrazione comunale faceva “voto alla Telecom Italia spa perché si attivi in tempi brevi (...) affinché in tutto il territorio comunale gli utenti possano effettuare la connessione internet tramite Adsl”.
E’ stata inoltre allegata una lista di prenotazione con circa cinquecento nomi, i quali hanno dichiarato il proprio interesse al servizio.
Qualche giorno fa si è aggiunta la lettera che l’on. Di Pietro ha inviato, in qualità di europarlamentare e cittadino di Montenero, alla Telecom Italia.
“Posso comprendere che per l’installazione della rete – scrive Di Pietro – vi possano essere delle obiettive difficoltà tecniche, ma considerando che altri comuni molisani, non paragonabili a Montenero di Bisaccia sia per numero di abitanti che per le attività economiche ed imprenditoriali, dispongono già di tale servizio, i problemi tecnici sono evidentemente superabili ed ogni ritardo, a questo punto, non è più giustificato”.

(24 giugno 2005)


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