| In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli
scritti da Rossano D'Antonio per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise rossanodantonio@libero.it |
indice generale news Articoli di luglio 2005
"La ventricina è
anche molisana"
Saporita diatriba tra D'Ascanio e Mariotti
| MONTENERO DI BISACCIA La ventricina è anche
molisana o solo abruzzese? Il consigliere regionale Nicola DAscanio prende posizione
e rivendica il suo paese quale patria del celebre insaccato. E lo fa scrivendo una nota a
Arnaldo Mariotti. Il parlamentare di San Salvo, assieme ai colleghi Borrelli e Crisci, è promotore della proposta di legge Disposizioni per la valorizzazione della ventricina e del relativo distretto gastronomico. Nel sottolineare la validità delliniziativa, però, DAscanio non condivide i confini tracciati dal politico abruzzese, che parla di patrimonio esclusivo della provincia di Chieti (...) e del Medio e Alto Vastese. Lesponente Ds cita la testimonianza raccolta personalmente a Staffoli nel 1995, quando era assessore allAgricoltura. |
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| Il prof. Corrado Barberis,
presidente dellIstituto nazionale di sociologia rurale scrive DAscanio
in occasione di una importante conferenza sullo sviluppo rurale testimoniò a tutti
i partecipanti, dati alla mano, che la patria della ventricina è Montenero di
Bisaccia. Una fonte che da sola, data la sua autorevolezza, dovrebbe bastare a sciogliere ogni dubbio. E ancora: sulla stessa lunghezza donda si sono pronunciati nel tempo anche accreditati organismi della comunicazione come Il Sole 24 Ore ed altri giornali specializzati del settore primario. Tuttavia DAscanio non pensa affatto di ridurre la delimitazione dellambito di produzione della ventricina al solo territorio del comune di Montenero oppure solo ad una parte di quello molisano. Da qui lapertura finale: ti invito (rivolto a Mariotti n.d.r.) a tener conto di queste imprescindibili prerogative ed a confrontarti con la rappresentanza istituzionale molisana per definire una articolazione territoriale diversa da quella riferita dalla stampa. Il tutto per capitalizzare il lavoro sin qui svolto e per impegnarci insieme verso un obiettivo che agendo su un patrimonio comune potrà, unendo le forze, essere anche di maggiore rilevanza socio economica. R.dA. (31 luglio 2005) |
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Montenero di
Bisaccia. L'allarme è stato dato dai vicini.
I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per domare le fiamme
Casa colonica divorata da un incendio
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MONTENERO DI BISACCIA Una casa colonica seriamente
danneggiata e una rimessa per mezzi agricoli completamente distrutta. E pesante il
bilancio dei danni dellincendio che, nel primo pomeriggio di ieri, si è sviluppato
in una casa di campagna in contrada Canniviere, a circa tre chilometri dallabitato. Solo per puro caso i proprietari dell'abitazione si sono salvati non essendo in casa al momento dell'incendio. Per cause ancora da accertare, anche se pare da escludere un atto doloso, le fiamme sono partite dal locale adibito a rimessa di mezzi ed attrezzature agricole, situato accanto alla casa colonica. Complice il gran caldo, in breve tempo il rogo si è sviluppato ed ha avvolto completamente l'abitazione. Una colonna di fumo si è alzata dall'incendio e i vicini terrorizzati hanno avvisato immediatamente i proprietari, al momento |
| impegnati nella raccolta delle
bietole in unaltra zona, piuttosto distante. Quando i vigili del fuoco sono arrivati in contrada Canniviere hanno dovuto lottare a lungo contro le fiamme, che nel frattempo avevano devastato la rimessa e gran parte della casa. Proprio in quei locali, poche ore prima erano passati i proprietari dell'abitazione che, seppure non la abitano da anni, continuano ad usarla come deposito e locale d'appoggio nei giorni in cui lavorano nei loro campi. I Vigili del fuoco, dopo aver domato le fiamme, hanno provveduto a fare le prime verifiche di staticità, ma da una prima analisi sembra che non ci sia più niente da fare per la rimessa, alla quale è crollato anche il solaio. (30 luglio 2005) in alto le fasi
finali dello spegnimento dell'incendio |
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Montenero di Bisaccia. Lunga l'attesa ma ora si procede spediti
Veste nuova per le strade
Asfaltata via Argentieri. In riparazione la frana Girone
| MONTENERO DI BISACCIA In questi casi i politici parlano di
promesse mantenute e i cittadini replicano vi abbiamo eletto per
questo. Ma quando arrivano i lavori stradali, specie se di grossa entità per mole
dellopera e dei tempi di attesa, è sempre un sollievo. Montenero è un cantiere stradale aperto da una settimana. Dal centro in collina, fino alle strade della marina, è un brulicare di camion, battistrada, macchine per asfaltare... Primeggia via Argentieri, la strada più lunga e trafficata della cittadina. Il vecchio manto stradale è stato rimosso con lapposita apparecchiatura e subito dopo è stato steso il nuovo strato di conglomerato bituminoso. Due chilometri quasi sistemati in una settimana e anche la frana nei pressi del Girone è in fase di riparazione. Questultimo cedimento era preoccupante non tanto per le ancora limitate dimensioni, ma perché in quel tratto la strada dà su una ripida e profonda scarpata. |
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La Argentieri,
appartenente alla Provincia, era da tempo una via crucis per sospensioni, pneumatici e
tasche degli automobilisti. Solo nello scorso autunno furono reperiti i fondi, con
partecipazione anche del Comune, ma è stato necessario aspettare la bella stagione per
iniziare i lavori. (28 luglio 2005) |
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Un convegno organizzato per cercare di individuare strumenti contro il male
Droga: la piaga di Montenero - Sos a famiglia e scuola
| MONTENERO DI BISACCIA Combattiamo la droga è
il titolo dellincontro tenutosi ieri laltro nella sala polivalente. Una voce
unanime per dire con fermezza che Montenero non è toxicity, o che non vuole
più esserlo. Hanno partecipato un numeroso pubblico e sul banco dei relatori si sono
alternati il sindaco Giuseppe DAscenzo, il direttore generale scolastico del Molise
Giuseppe Boccarello, la direttrice del carcere di Larino Rosa La Ginestra ed il vescovo
Tommaso Valentinetti. Lincontro arriva a distanza di un anno dai primi arresti per spaccio di droga, nel frattempo divenuti parecchi. E se da un lato escono le prime falle investigative che ridimensionano il fenomeno, dallaltro la cittadina è scossa e ferita. La soluzione non è facile, su questo cè generale accordo. |
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Per il sindaco occorre chiara
consapevolezza di un problema che non è del singolo ma
della collettività, per cui non possiamo delegare gli altri o
affidarci solo alle istituzioni. E infine, secondo DAscenzo, anche le
famiglie devono fare la loro parte.
Il direttore scolastico Boccarello ha parlato di fenomeno ancora marginale in
Molise rispetto ad altre realtà. Le tossicodipendenze hanno origine nella crisi di
valori, nel non voler essere se stessi. Ecco perché, secondo Boccarello, la scuola
dovrebbe tornare ad essere soggetto trainante, laddove il ruolo della cultura
è decisivo nella prevenzione del fenomeno droga.
La parola è poi passata alla direttrice del carcere di Larino La Ginestra, la
quale ha specificato che listituzione da lei diretta arriva nella fase finale,
quando già è stato commesso un reato. Ma ha sottolineato come anche il fenomeno alcol
non sia da sottovalutare, poiché in Molise ha dimensioni maggiori rispetto alla droga.
Infine il vescovo Valentinetti ha invitato ad un risveglio generale delle
coscienze. Non è un problema solo dei ragazzi le parole del monsignore
ma anche degli adulti, siamo noi quelli che fanno cultura, che educano. Le
droghe non sono consumate solo dai più giovani, da quanti non sono stati abbastanza
furbi e sono stati presi, ma anche da tanti adulti nellombra.
Perciò limpegno deve essere generale, per un problema che non nasce oggi ma
esistente già dagli anni Ottanta in Molise. Se una delle cause è la
famiglia disastrata, per il vescovo è proprio dalle famiglie che bisogna ripartire.
Occorre promuovere iniziative come la Pastorale ed i centri di ascolto in collaborazione
con chi è già passato per il problema droga. Latteggiamento da assumere non deve
essere di condanna né di colpevolizzazione, anche se il male va
guardato negli occhi, a viso aperto.
Intanto la scritta toxicity alla Villa comunale è stata coperta. Due strati di
pittura bianca al quarzo contro un emblema allo spray acrilico nero. Segno che si vuole
davvero voltare pagina? R.dA.
(22 luglio 2005)
Accuse alla Regione sulla lentezza della normativa
Montenero, i Sic tornano a infiammare l'assise
MONTENERO DI BISACCIA Il Consiglio
comunale di martedì si prevedeva tranquillo. Piani di lottizzazione con voto in genere
unanime, presentazione formale di un programma già letto in campagna elettorale. Invece
ad un certo punto sono arrivate le scintille e, tanto per cambiare, sui famigerati Siti
dimportanza comunitaria (Sic). DAntonio deve alzare la voce per farsi sentire.
Dallaltra parte un Travaglini indignato che fa per andarsene, ma poi resta.
Il primo punto allordine del giorno è lesame del programma
amministrativo della maggioranza. Come spiega il sindaco Giuseppe DAscenzo è lo
stesso presentato in campagna elettorale. Un progetto ambizioso per una Montenero in
bilico, che può diventare cittadina o subire un processo di involuzione. In tal
senso già nella passata amministrazione sono state gettate le basi per lo sviluppo
turistico, agricolo, industriale e sociale.
Dallopposizione Giorgio Ferrara è di avviso diverso. A dispetto delle
buone intenzioni contenute nel programma, il paese vive uno stato di crisi
economica (tessile e agricoltura) e sociale. Ciò per spiegare lesigenza di un
programma che abbia un supporto realistico, a fronte di uno che contiene solo
pie intenzioni.
Su toni più duri arriva Nicola Travaglini. Questo programma non esiste né
in cielo né in terra, le parole del consigliere di opposizione, che definisce lo
strumento inattuabile e compitino di terza Media un pochettino più
allargato.
La parola torna alla maggioranza e Mauro Natalini sostiene che un programma deve
guardare nel lungo termine e che non può non prevedere opere di valenza
strategica.
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a sinistra il consigliere di minoranza Nicola
Travaglini minaccia di abbandonare la seduta. a destra il vice sindaco Antonino D'Antonio |
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| Qui arriva Antonino DAntonio a dire dove
e perché il programma non può funzionare. Il vicesindaco intende spiegare che poco dopo
saranno discussi due piani di lottizzazione per villaggi turistici alla marina. Ma
torneranno indietro senza essere approvati dalla Regione. Questa, infatti, non ha ancora
normative per le valutazioni dincidenza, necessarie per le zone Sic come appunto la
Costa Verde. DAntonio però parte con una premessa: Travaglini risulta essere portaborse di un politico regionale (Porfido che è assente n.d.r.). Il chiamato in causa si alza, si rivolge al sindaco e definisce più volte la sortita inaccettabile. DAntonio è pacato e dice ho sbagliato, dovevo dire collaboratore. Ma Travaglini è ancora iracondo, si alza e si avvicina alluscita della sala consiliare: Devi parlare dei problemi del Comune di Montenero!. E DAntonio, con voce più alta, replica accennando alla madre di tutti i problemi, ossia limpossibilità di veder approvati in Regione i villaggi turistici a causa della normativa sui Sic, che manca in Molise. Da qui la richiesta e accusa a Travaglini e Porfido di non fare pressioni sullassessorato regionale al ramo per risolvere il problema. Intanto il consigliere di minoranza urla non stiamo facendo un comizio! e subito dopo è unindecenza, io rispondo del Comune di Montenero e basta!. Alla fine il programma amministrativo 2005-2010 passa con i voti della maggioranza. I toni scendono di intensità e si discutono gli altri nove punti allordine del giorno. Fra votazioni unanimi e non, passano tutti, compresi di piani di lottizzazione che, secondo quanto ascoltato, abortiranno una volta in Regione. R.dA. |
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Ponte sul Trigno: dall'Abruzzo arrivano i soldi
DallAbruzzo arrivano buone notizie per la ricostruzione del ponte sul Trigno, lopera è finalmente coperta finanziariamente dalla Regione e la notizia è stata diffusa dal presidente Ottaviano Del Turco. Lannuncio è arrivato in Consiglio comunale per voce di Cristiano Di Pietro, il quale assieme a Mauro Natalini ha rimarcato la necessità che anche la Regione Molise trasferisca al più presto alla Provincia la quota molisana (1750000 euro).
(21 luglio 2005)
Cristiano Di Pietro: "Se entro settembre il bando non verrà pubblicato
il comitato scenderà di nuovo in piazza"
Ponte sul Trigno, torna il sereno nell'Unione
Dopo la presa di distanza della Provincia dalla raccolta di firme proposta dall'Italia dei valori
MONTENERO DI BISACCIA Ha i connotati di
una ricucitura, di voler mettere una pietra su una polemica intestina. Dopo la tempesta
Mauro Natalini (Prc) e Cristiano Di Pietro (Idv) si incontrano in municipio. Si stringono
la mano, siedono a due metri luno dallaltro, parlano con calma. Lintesa
sembra ristabilita.
Fulcro della discussione, manco a dirlo, il ponte sul fiume Trigno, che due anni e
mezzo dopo il crollo divide la maggioranza e lo stesso partito dellItalia dei
valori.
Solo dieci giorni fa Cristiano Di Pietro era in prima linea, in testa ad un
comitato ad hoc per raccogliere le firme. Basta con le chiacchiere vogliamo i
fatti il lapidario slogan per dire che è ora di ricostruire il ponte. Ma è stato
lunico consigliere comunale che ha firmato la petizione, nemmeno i compagni di
partito si sono visti.
La presa di distanza dalla Provincia è arrivata il giorno dopo per bocca dello
stesso presidente Augusto Massa: si sta per indire il bando e la raccolta di firme
arriva a scoppio ritardato.
Ancora due giorni, esponenti di opposizione di Montenero e San Salvo hanno invitato
il dipietrista ribelle a aderire al loro comitato, avente lidentico scopo di far
ricostruire il ponte.
Tutto il necessario per un conflitto interno al centrosinistra montenerese e
provinciale. Nonché unoccasione per sfruttare leffetto cuneo ed allargare la
frattura della maggioranza consiliare.
| Lincontro di
Cristiano Di Pietro e Mauro Natalini, con relative dichiarazioni, sembra ristabilire la
compattezza amministrativa. Di Pietro annuncia che il comitato sospende ogni
attività di piazza, prendendo atto delle risposte arrivate dalla Provincia. Rimaniamo in
attesa che il presidente Iorio firmi un atto ufficiale di finanziamento
dellopera. Ma la protesta potrebbe essere solo rinviata: A questo punto
ribatte il consigliere Idv - se il bando non sarà pubblicato non sarà una
responsabilità della Provincia e se entro settembre ciò non avverrà, il comitato
scenderà di nuovo in piazza. Fanno eco le parole di Mauro Natalini. E evidente che la protesta non era indirizzata contro la Provincia - dice lassessore comunale e consigliere provinciale che ha adempiuto finora i suoi doveri, ma al governo regionale. E infine la chiosa: Se la ricostruzione del ponte rimarrà ancora bloccata a settembre, il comitato e Cristiano Di Pietro mi avranno sicuramente loro alleato, assieme a tutto il centrosinistra. R.dA. |
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Cristiano Di Pietro |
(20 luglio 2005)
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Mauro Natalini risponde alle accuse del Ponte Trigno: "La Provincia non ha colpa dei ritardi" |
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA A Mauro Natalini (Prc) le parole di Porfido non vanno giù.
E, dati alla mano, replica allaccusa secondo cui la Provincia non avrebbe mai
inoltrato specifica richiesta per ottenere il finanziamento per il ponte. Largomento
è lannosa ricostruzione del viadotto sul Trigno, crollato due anni e mezzo fa e
negli ultimi giorni al centro di fermenti politici bipartisan. Compresa la conferenza
tenuta dagli esponenti di opposizione e della Cdl di Montenero e San Salvo.
Le cose dette in quella sede sono completamente false esordisce
il consigliere provinciale e finalizzate a coprire le gravi responsabilità del
governo regionale, di cui Porfido è parte e Teresio Di Pietro sostenitore nella sua
carica di segretario regionale Udc.
Si spieghi.
Dal 2002 ad oggi la nostra regione è stata martoriata da eventi calamitosi,
rispetto ai quali ci sono gravissimi ritardi da parte del governo, sia nazionale sia
regionale, con una totale mancanza di programmazione e leggi di riferimento chiare e
certe. In Molise si sperimenta il metodo delle ordinanze, con cui il presidente del
Consiglio attribuisce una serie di poteri al presidente della Regione, il quale a sua
volta emette altre ordinanze. Così si esautora completamente il ruolo ed il luogo della
rappresentanza democratica, che è il Consiglio regionale.
Ma parlavamo di ponte...
Rispetto al terremoto continua come se niente fosse Natalini
tranne gli interventi funzionali per danni lievi, la ricostruzione è ancora lontana da
venire. In questi giorni sono stati ripartiti 95 milioni di euro, che dovevano servire al
rilancio delleconomia, soprattutto dellarea del cratere. Tali risorse sono
invece servite a finanziare opere che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo,
limitandosi a contentini per i Comuni amici, tenendo presente più le prossime elezioni
che le aree terremotate.
Adesso arriviamo al ponte?
La Provincia con nota del 13/03/2003 trasmetteva al presidente Iorio i
risultati del rilievo completo dei dissesti idrogeologici, che avevano interessato la
viabilità provinciale a seguito dellalluvione. I danni ammontavano a circa 65
milioni di euro e si invitava il governo regionale a adoperarsi verso gli organi nazionali
per reperire i fondi necessari. La verità è che la Regione continua Natalini
ha soltanto qualche mese fa trasferito alla Provincia quattro milioni di euro,
specificando già a quali interventi erano destinati. La Regione sta ottenendo poco dal
governo nazionale e parte dei 95 milioni di euro del terremoto poteva essere usata per la
sistemazione di alcune importanti infrastrutture, non in arredi urbani e reti fognanti,
che sicuramente non serviranno al rilancio economico.
Ma allora perché è stato detto che la Provincia non ha chiesto fondi per
il ponte?
Penso che sia molto difficile in questi tempi trovare un ente che afferma di
non avere bisogno di finanziamenti. La Provincia si è detta disponibile
allanticipazione delle somme, come avvenuto in tanti altri casi e specialmente per
le scuole. Sul ponte e la mancanza di una richiesta specifica, qualcuno direbbe carta
canta. Perché nella nota citata poco fa, tra i danni segnalati con tanto di
documentazione veniva specificato il ponte. Ma non finisce qui....
Sentiamo.
La Province di Chieti (interessata per metà allopera n.d.r.) e
Campobasso nel febbraio 2004 ratificavano latto dintesa e contestualmente
richiedevano ai rispettivi commissari per lalluvione le somme. In altri incontri con
lassessore Chieffo si è arrivati a definire il progetto, con limpegno della
Regione a finanziare lopera. Fino allultima richiesta ufficiale del 29 giugno
scorso, in cui la Provincia chiede con urgenza la quota di competenza molisana. Anziché
le chiacchiere del centrodestra di Montenero, nel suo vano tentativo di coprire il mancato
finanziamento da parte della Regione, occorrerebbe un suo impegno per far elargire
tempestivamente le somme.
Ma tutti si chiedono se si rifarà a breve il ponte.
La gara sarà indetta non appena arriverà la lettera dimpegno per
finanziare lopera.
(19 luglio 2005)
Rombo di motori, 70 centauri per il motoraduno a Montenero
MONTENERO
DI BISACCIA Come nella canzone una vecchia Vespa 50 special, ma qui le è stata tolta la
marmitta per gareggiare in rumorosità con una potente moto custom. Due motori,
distanziati fra loro di varie lunghezze in fatto di diametro e numero di cilindri, ma che
giganteggiano in decibel erogati con cambio in folle e moto ferme.
Questo ed altro nel motoraduno di venerdì scorso. Oltre settanta motociclisti, con
bolidi e non di ogni genere, dopo un giro in paese sono approdati a Montebello. Tanto
chiasso per una serata in cui linquinamento acustico diventa musica, quella dei
motori che si affianca ai Blue Trail Acoustic Country, sul palco proprio sotto la torre
del XVI secolo.
Montebello è lo scenario ideale per gustare pietanze tipiche e, soprattutto,
ammirare il panorama costiero.
La frazione montenerese è posta su una collinetta a pochi metri dal mare e la sua
torre, detta di Vialante, un tempo era uno degli avamposti costieri per avvistare gli
incursori saraceni.
Nellattesa che sia recuperata, poiché pericolante e chiusa da quasi
ventanni, la torre diventa la cornice storica per un ambiente incontaminato e
suggestivo. Il prossimo appuntamento a Montebello è per il 12 agosto. R.dA.
(17 luglio 2005)
Ponte Trigno: finalmente il via ai lavori
Dopo due anni e mezzo di disagi la Provincia approva il progetto esecutivo dell'opera
Da una settimana infuria la polemica
sulla ricostruzione del ponte sul Trigno, crollato nel gennaio del 2003 e che unisce il
Molise allAbruzzo. Prima la petizione con raccolta firme di Cristiano Di Pietro
dellItalia dei valori, scelta non condivisa da tutto il partito. Poi la vivace
protesta di esponenti politici della Cdl di ambo le sponde. Infine, indiscrezione di
questi giorni, sarebbero in preparazione iniziative clamorose per i primi giorni di
agosto.
Ma la Provincia di Campobasso non ci sta e con una nota difende la sua posizione.
La giunta provinciale su proposta dellassessore ai Lavori pubblici Nicola
Cavaliere, ha approvato in data 11/07/2005 la delibera n. 167 riguardante il progetto
esecutivo di ripristino e potenziamento dellattraversamento sul fiume Trigno.
Questo è lincipit del comunicato, che prosegue spiegando i dettagli tecnici del
progetto.
Il nuovo ponte avrà sede stradale larga mt 7,50, banchine laterali di mt
1,25, nonché marciapiedi ecc. Poggiato su quattro piloni, sarà lungo 200 metri ed
alto 4,5, misure che rispecchiano la struttura da sostituire, cosa questa che ha
permesso alla Soprintendenza ai beni architettonici di esprimere parere positivo
(...). Lente ha altresì riscontrato la linearità e la semplicità del
manufatto, che non determina impatti visivi ed ambientali.
Nella nota si spiega anche quanto tempo occorrerà per eseguire lopera: circa
300 giornate lavorative. Il progetto è stato redatto dai tecnici delle due Province, il
che ha richiesto tempi più lunghi, trattandosi di regioni diverse, oltre al fatto
che la Provincia di Chieti è stata interessata dal rinnovo del Consiglio
provinciale.
Come noto il costo, pari a 3500000 euro, sarà ripartito al 50 per cento fra i due
enti. La Provincia di Campobasso fa sapere che la sua struttura tecnica ha già
predisposto il regolare bando di gara per lappalto dei lavori. Questi potranno
iniziare ad avvenuta comunicazione del Commissario delegato della Regione Molise
della copertura finanziaria dei lavori, specificando oltre quella del
competente ente abruzzese.
A quel punto la Provincia di Campobasso provvederà tempestivamente, con una
propria anticipazione ad indire il bando, sperando che abbiano termine tutte
quelle ingiustificate e non fondate polemiche nei confronti dellamministrazione
provinciale di Campobasso, che ha sempre rispettato i propri impegni e nessuna
responsabilità ha avuto negli imprevisti ed accidentali ritardi. R.dA.
(16 luglio 2005)
Due anni e mezzo di problemi e solo da poche settimane la questione è motivo di scontro tra partiti
Ponte Trigno: i politici promettono, i disagi restano
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA Il ponte sul fiume Trigno quando sarà ricostruito? O ancora,
ma lo sarà? E infine, chi ha veramente interesse che lo sia?
Da una settimana il viadotto crollato nellalluvione di gennaio 2003 è al
centro dellattenzione. Se per la popolazione, in primis pendolari e consumatori che
si recano in Abruzzo ogni giorno, il ponte è oggetto di interesse costante da due anni e
mezzo, da alcuni giorni anche gli enti istituzionali delle due sponde, e dei due
schieramenti politici, si stanno mobilitando.
LItalia dei valori raccoglie le firme e in ben 970 appongono il proprio nome
sulla petizione solo a Montenero domenica scorsa. Ma la reazione degli alleati di
centrosinistra, locali e provinciali, è fredda. Lo è quella del resto dellIdv, ma
anche il presidente della Provincia di Campobasso, Augusto Massa, critica
liniziativa che, a questo punto, rimane appannaggio del solo Cristiano Di Pietro,
consigliere comunale di maggioranza nel centro bassomolisano.
Altra notizia eclatante, che rompe un silenzio istituzionale, è lannuncio di
Massa: sta per partire la gara di appalto e di seguito, più o meno a settembre,
inizieranno i lavori.
Contemporaneamente le minoranze consiliari di Montenero e San Salvo annunciano una
conferenza stampa e la nascita di un comitato, sostenuti da esponenti della Cdl molisana e
abruzzese. Si vuole velocizzare e vigilare sulla ricostruzione del ponte.
Nicola Argirò è oggi consigliere provinciale a Chieti; era in maggioranza al momento del
crollo. Assieme ai colleghi campobassani fece costruire la bretella che, ancora oggi, è
lunico sistema per guadare il Trigno, salvo allagamenti invernali con la piena.
Ma lo stesso Argirò sostiene che da quando il centrosinistra amministra la
Provincia di Chieti la ricostruzione del ponte è finita in frigorifero, rinviata alle
calende greche. Come può lente finanziare lopera e far partire i lavori senza
fondi, se non ha ancora acceso un mutuo o emesso buoni ordinari provinciali? Questa, in
sostanza, la domanda che si pone lesponente Fi.
Ed alla Provincia di Campobasso che si sbottona si contrappone, tuttora,
lassoluto silenzio doltre Trigno.
Lultima domanda è chi ha veramente interesse affinché si ricostruisca il
ponte e si ripristini una viabilità decente fra le due regioni. Lopinione diffusa
è che sia principalmente Montenero a risentirne, ma è in tutta evidenza unanalisi
superficiale. In conferenza stampa Argirò ha riferito che subito dopo il crollo
diminuirono di circa cento gli iscritti alla piscina di San Salvo, frequentata da molti
monteneresi di tutte le età.
Ma quel che spesso si tende a mascherare, è che ogni giorno consistenti quantità
di denaro si spostano dal versante molisano a quello del vicino Abruzzo. Acquisti di ogni
genere, servizi... è impossibile fornire stime affidabili, ma è certo che i commercianti
di San Salvo e Vasto furono i primi a risentirne. Di contro, quelli monteneresi i primi a
beneficiare del crollo nei mesi che precedettero la costruzione della bretella. La quale
riaprì il traffico e la fuga di capitali verso lAbruzzo. Può
linteresse essere solo montenerese?
(15 luglio 2005)
L'intento è quello di sollecitare le due Province che mantengono il silenzio sull'argomento
Ponte sul Trigno, nasce il comitato
Le opposizioni di Montenero e San Salvo denunciano i ritardi nella ricostruzione
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA Un comitato civico per velocizzare e vigilare sulla
ricostruzione del ponte sul fiume Trigno. Se nè parlato ieri durante la
conferenza stampa organizzata dai consiglieri comunali di opposizione sia di Montenero sia
di San Salvo, ed alla quale hanno partecipato Nicola Argirò (Provincia di Chieti), i
consiglieri regionali Domenico Porfido (Molise), Eugenio
Spadano (Abruzzo), ed il segretario regionale Udc Teresio Di Pietro.
Durante la conferenza è stata riassunta la vicenda, dal crollo di due anni e mezzo fa
fino ai ritardi odierni, ciò che Spadano ha definito rimbalzo di
responsabilità tra le Province di Chieti e Campobasso. Enti che oggi sono
amministrati ambedue dal centrosinistra, diversamente dalla data del crollo. Infatti il
consigliere provinciale Argirò ha ricordato la collaborazione iniziale con la Provincia
di Campobasso, quando era in maggioranza.
Dalla presentazione del progetto finale, ossia dal dicembre 2004, i lavori non
partono perché non ci sono i fondi ha spiegato Argirò, la Provincia di
Chieti non destina un solo euro a questa opera e ne servono 1.750.000. Mentre la
chiosa è stata: se prima di settembre non vediamo che ci sono atti concreti
bloccheremo il ponte con una grande azione di protesta interregionale.
Domenico Porfido ha anche lanciato un messaggio al consigliere comunale di maggioranza
Cristiano Di Pietro. Comè noto, Di Pietro jr è promotore della petizione popolare
per il ponte, ma senza lappoggio del resto della maggioranza. Se davvero è in
buona fede le parole di Porfido - e non sta cercando di far cassetta elettorale per
il padre, come sospettiamo, lo invitiamo a aderire al comitato.
Il consigliere regionale forzista ha anche stigmatizzato la dichiarazione di qualche
giorno fa di Augusto Massa. Il presidente della Provincia di Campobasso aveva detto di
aspettare una comunicazione dalla Regione Molise sul finanziamento dellopera,
rientrante fra i danni dellalluvione.
E una grandissima bufala la risposta di Porfido perché Massa
non ha mai chiesto nessuna lettera di riconoscimento dello stato di calamità, che già
cè stato. Quando ho parlato con il presidente della giunta regionale, mi ha detto
che già quei cinque milioni di euro che ha spostato la settimana scorsa possono essere
utilizzati e che si impegna formalmente a farli usare per il ponte.
Poi il consigliere regionale ha rincarato la dose verso la Provincia. Hanno sempre
detto che non avevano bisogno né di lettere né di nessuno. O hanno detto sciocchezze
prima, e cera incompetenza dei tecnici e degli amministratori provinciali, compresi
il presidente ed il vice, oppure devono coprire il ricatto di unamministrazione
dello stesso colore politico (Chieti n.d.r.).
"La Provincia di Chieti non paga"
Al termine della conferenza ha risposto a
qualche domanda anche Nicola Argirò (capogruppo Fi alla Provincia di Chieti)
Fin quando le due amministrazioni provinciali erano di colore opposto cera
accordo, poi?
Quando ero assessore si è subito stabilito con il vicepresidente Chiappini
un dialogo per ovviare ai problemi di agricoltori e pendolari. Per questo si è costruita
la bretella, che ha funzionato. Ma oggi vogliamo la ricostruzione del ponte. La Provincia
di Chieti il milione e 750.000 euro ancora non lo destina, né con il mutuo né con i
buoni ordinari provinciali. Ho più volte sollecitato e ogni volta mi dicono la prossima
settimana, il prossimo mese....
Si sente di dire che se ci fosse ancora il centrodestra, a Chieti, ci sarebbe il
ponte oggi?
Da parte in causa è normale, quasi banale che dica questo. Voglio solo dire
che tutta la viabilità della provincia di Chieti subisce ripercussioni da quando
cè il centrosinistra ed il presidente Coletti. Dove noi agivamo in pochi giorni per
frane e strade, adesso ci mettono mesi se non anni. E questa ne è lennesima
riprova.
(14 luglio 2005)
Giuseppe Di Pinto: "Tutti gli eventi sono gratuiti"
A Montenero un'estate ricca di musica e arte
MONTENERO DI BISACCIA Un cartellone con
meno teatro e cinema, ma ci saranno più musica e mostre. Ed un pizzico di audace
originalità nei due eventi davanti la torre di Montebello, con la celata speranza che la
si recuperi prima che crolli.
LEstate montenerese è iniziata sabato scorso e conterà 45 eventi diversi
fino al 27 agosto. Ne parla con soddisfazione Giuseppe Di Pinto, da qualche mese assessore
alla Cultura, che encomia la sinergia con associazioni e privati. Questo è una
sorta di anno zero esordisce il giovane amministratore comunale una
sperimentazione per far arrivare più gente possibile a Montenero.
Da qui unEstate eterogenea, con un incremento di eventi musicali e
mostre, riducendo teatro e cinema rispetto agli anni passati. Di Pinto specifica che
ci saranno tutti i generi musicali e in particolare alcuni grandi eventi: gli Almamegretta
(23/07), Tarantola sotto le stelle (10/08), Pino Campagna a chiudere il cartellone
(27/08).
Tutti gli eventi sono gratuiti - prosegue lassessore e questo è
stato possibile anche grazie alla collaborazione di associazioni come Bisaccia, La Noce e
Pro Loco, e di privati. Di fronte ad una somma stanziata dal Palazzo identica
allanno scorso, in altre parole, si è riusciti ad organizzare circa quindici
serate in più. Vuoi per lopera prestata volontariamente e conseguente
risparmio, vuoi perché in diversi casi lamministrazione garantisce servizi ed un
piccolo contributo, mentre il resto è organizzato da privati. Il tutto legato da un
filo di continuità a quanto iniziato dalla precedente amministrazione.
Anche se è evidente il tocco giovanile, quella del 2005 è unEstate per
tutti i gusti. Cover di Celentano il 19 agosto, mentre la torre di Montebello si animerà
con musiche country e balli latino-americani il 12 dello stesso mese, passando per tornei
di play station, raduno canino, tornei vari di calcetto ecc. Infine quattro eventi
culturali con mostre di pittura, arte orafa, bronzi e numismatica, nonché la 34^ edizione
del premio David doro.
Lintero calendario è illustrato con una brochure, nella quale oltre ai vari
eventi sono indicati indirizzi utili, sia istituzionali sia di aziende che hanno sostenuto
liniziativa. R.dA.
(13 luglio 2005)
Il
programma dell'Estate montenerese
I consiglieri disertano la raccolta
Trigno, via alle firme per ricostruire il ponte
MONTENERO DI BISACCIA Circa mille persone
hanno firmato ieri mattina la petizione popolare, organizzata dallItalia dei valori
per velocizzare la ricostruzione del ponte sul Trigno. Come annunciato in conferenza
stampa qualche giorno fa, il centro bassomolisano è la prima di quattro tappe, seguiranno
Mafalda, Palata e Tavenna.
La partecipazione massiccia dimostra ancora una volta come sia sentito il tema del
ponte, crollato con lalluvione del gennaio 2003 e attualmente in fase di stallo sul
fronte ricostruzione. Ma ieri mattina non si è visto nessun consigliere comunale recarsi
al banchetto delle firme, di minoranza come di maggioranza e nemmeno dellIdv, tranne
Cristiano Di Pietro. Questi ha commentato la diserzione dei colleghi senza peli sulla
lingua: Mi hanno isolato, ma la nostra azione continua.
La scelta di raccogliere le firme, evidentemente, non è condivisa dalla
maggioranza consiliare di Montenero. Gli enti coinvolti, daltra parte, sono quasi
totalmente amministrati dal centrosinistra: Comuni di Montenero e San Salvo, Province di
Chieti e Campobasso, Regione Abruzzo. Non a caso Cristiano Di Pietro ha puntato
lindice sulla Regione Molise, la quale non ha ancora girato la somma necessaria per
la ricostruzione, rientrante nei fondi per lalluvione, alla Provincia. R.dA.
(11 luglio 2005)
Montenero di Bisaccia - Presto i lavori
Degrado delle strade - Risponde Natalini
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA Via Argentieri sistemata in ritardo e dubbi sulleffettivo
svolgimento dei lavori entro lanno. La denuncia sullo stato di degrado
dellimportante strada cittadina arrivava su queste colonne qualche giorno fa. Mauro
Natalini, assessore comunale e consigliere provinciale, tiene a spiegare come stanno le
cose. E approfitta per parlare anche di ponte sul Trigno.
Allora assessore, sarà riasfaltata questanno via Argentieri?
Premetterei che chi sconta di più il problema della burocrazia siamo proprio
noi amministratori, che ci troviamo in mezzo tra le richieste, giustissime, dei cittadini
e la burocrazia, la quale in alcuni casi non è controllata dalla politica. Spesso ci
viene chiesto di dare risposte con tempi certi, rispetto a ciò siamo costretti a fare
previsioni che possono rivelarsi in seguito errate.
E il caso di via Argentieri?
Abbiamo avuto un ricorso sulla gara di appalto, che ha portato
allesclusione di una ditta e costretto al ripetersi della procedura di
aggiudicazione. Detto questo continua Natalini -, vorrei dire che sono sotto gli
occhi di tutti i lavori che si stanno svolgendo su marciapiedi vari, rotonda di via
Massangioli... Questi lavori, congiuntamente al ripristino del cedimento al
Girone dovevano essere obbligatoriamente eseguiti prima del manto
stradale.
Può allora dirci quando?
Oggi possiamo dire con certezza che entro la settimana prossima sarà
sistemato il cedimento e terminati i lavori alla rotonda. Entro la successiva settimana
inizierà il rifacimento dellasfalto, che interesserà anche la rotonda.
Sempre in tema viabilità, il ponte sul Trigno crollato?
Qui il fattore espresso in premessa (burocrazia n.d.r.) ha contribuito in
modo determinante allallungamento dei tempi. Ma oggi credo di poter dire con
abbastanza certezza che siamo veramente alla vigilia della procedura per affidare i
lavori.
Perché solo adesso?
Si sta attendendo la conferma, da parte dei due commissari per
lalluvione (presidenti delle Regioni Molise e Abruzzo n.d.r.), del rimborso per le
somme che saranno anticipate dalle Province. E, burocrazia permettendo, potremmo avere la
ditta aggiudicataria già a settembre e di seguito linizio dei lavori. Va
sottolineato, come denunciato in altre circostanze, che rimane per intero sulla nostra
provincia il gravissimo problema del dissesto idrogeologico dovuto ad alluvione e frane.
Le quali hanno messo in ginocchio buona parte del sistema viario provinciale. Una prima
stima dei danni, a mio parere per difetto, ammonta ad oltre 60 milioni di euro. Una cifra
che sicuramente non potrà essere reperita dai bilanci provinciali e siccome trattasi di
calamità naturali, penso che solo lintervento del governo nazionale possa farci
uscire da questa situazione di grave disagio. E su questa richiesta - conclude Natalini - che bisogna incentrare le
iniziative politiche dellintera regione.
(10 luglio 2005)
Durante l'ultima tappa sarà illustrato l'esito dei prelievi
La Goletta verde solca il Basso Molise
La barca sarà a Termoli dal 16 al 18 luglio e renderà noti i risultati
MONTENERO DI BISACCIA La Goletta verde
approda anche al mare della cittadina bassomolisana. Liniziativa della Legambiente
da venti anni osserva lo stato di salute dei mari italiani e, nei giorni scorsi, ha
prelevato campioni di acqua alla foce del Trigno ed alla Costa Verde.
I risultati saranno resi noti dal 16 al 18 luglio, quando al porto di Termoli
arriverà la Catholica, una delle barche di Goletta verde in giro per i lidi italiani.
I rilevamenti degli anni passati fanno ben sperare e fiduciosi sono anche gli
operatori turistici della marina di Montenero. La foce del Trigno, al pari di quella del
Biferno, è risultata nel 2004 non inquinata. E, in generale, il mare molisano è da tempo
uno dei più puliti a livello nazionale.
Ma nellattesa dei risultati sullo stato naturale della marina,
rimangono altri problemi a carattere organizzativo. In particolare albergatori e
campeggiatori della Costa Verde lamentano la mancanza della Guardia medica. Sembrerebbe
che il servizio sia unificato con quello della marina di Petacciato, in altre parole per
una ricetta o qualsiasi necessità di primo soccorso bisogna recarsi nel confinante lido.
Da qui la scelta più facile: optare per lAbruzzo e quindi San Salvo marina.
Le perplessità degli imprenditori monteneresi restano. Per quale motivo si
trascura una realtà che, con sei camping più hotel e residence, supera una ricettività
di 8000 persone, privilegiandone una Petacciato - che ha un solo camping? R.dA.
(7 luglio 2005)
Montenero di B. Ritardi nella sistemazione della strada principale
Buche e cedimenti in via Argentieri
MONTENERO DI BISACCIA Ce la faranno entro
lanno a sistemare via Argentieri? Anche se è appena passato il primo semestre, e si
è nella stagione degli asfalti, la domanda potrebbe non essere del tutto campata in aria.
La strada principale e più lunga del paese è bisognosa di cure da tempo. Buche,
avvallamenti in prossimità delle riparazioni succedutesi nel tempo ecc. percorrere i due
chilometri della sua lunghezza è uno slalom.
Nello scorso autunno Comune e Provincia (cui appartiene la via) hanno reperito i
fondi e avviato la gara dappalto. Ma si era ormai prossimi allinverno, quando
questo tipo di lavori sono sconsigliati. Non restava che aspettare la bella stagione. In
via Argentieri, però, gli interventi non sono limitati alla rimozione del vecchio asfalto
e posa del nuovo. E questo spiegherebbe in parte i ritardi.
Allinizio del 2005 il Comune emanava il bando per rifare i marciapiedi dalla
confluenza di via San Giovanni al cosiddetto Girone. Un lavoro iniziato da
poco ed attualmente in corso, che si sapeva avrebbe ritardato lasfalto.
Inoltre a fine maggio cè stato un sopralluogo di tecnici ed esponenti
politici. Gli assessori Mauro Natalini del Comune e Nicola Cavaliere della Provincia
individuavano, fra laltro, un cedimento stradale nei pressi del Girone,
da riparare al più presto.
Due provvedimenti che stanno ritardando lopera principale, ossia il
rifacimento del fondo stradale.
Lauspicio è che entro lanno si completino i lavori.
Passando dal centro cittadino alla marina di Montenero lo scenario peggiora. Le
trincee scavate per illuminazione pubblica e metanizzazione sono state ricoperte con
ghiaia, essendo i lavori pressoché terminati. Ma come è noto il pietrisco cede al
passaggio dei mezzi e ogni tanto andrebbero ricolmate le buche. Inoltre, lamentano gli
operatori turistici della zona, si attende ancora una riasfaltata generale. R.dA.
(6 luglio 2005)
Di Pietro (Idv) in Comune fa il punto
Visita "informale" all'amministrazione dell'europarlamentare molisano
MONTENERO DI BISACCIA Una visita di
cortesia e loccasione per ribadire la compattezza politica dellamministrazione
comunale. Leuroparlamentare Antonio Di Pietro si è intrattenuto ieri per circa
unora nel municipio della sua cittadina dorigine. Ad accoglierlo i consiglieri
comunali ed il sindaco Giuseppe DAscenzo.
Nella discussione, dal carattere informale e ad ampio raggio, è stata fatta
unanalisi di questo primo periodo di legislatura. Il sindaco ha definito il partito
dipietrista quale componente fondamentale de LUnione, coalizione di centrosinistra
in cui la sua amministrazione si identifica, oltre ad averne sposato il nome. Antonio Di
Pietro, dopo le rassicurazioni in fatto di stabilità politica, ha garantito il suo
impegno nelle sedi opportune per tentare di risolvere i problemi che attanagliano gli enti
locali e nello specifico Montenero.
Il tema più spinoso ed urgente è stato definito quello della viabilità. E comera
prevedibile si è parlato del ponte sul Trigno. La ricostruzione del viadotto crollato
nellalluvione di gennaio 2003 quasi certamente non partirà questanno.
DAscenzo ha tenuto a sottolineare che la struttura non è di competenza comunale,
bensì appartenente alle Province (Chieti e Campobasso) che stanno discutendo sulla
ricostruzione. Ma è proprio su questultimo punto che, dopo le notizie confortanti
diffuse allinizio dellanno, non si intravede nulla di nuovo. I ritardi
sembrano dovuti a mancanza di fondi dalla Provincia di Chieti, la quale sta pensando di
ricorrere ad un mutuo straordinario per finanziare lopera.
Il compito dellamministrazione comunale, secondo il sindaco, non può andare oltre
il sollecito ed il farsi portavoce del disagio patito dai cittadini. Così anche Antonio
Di Pietro ha raccolto listanza, per trasmetterla agli enti istituzionali superiori e
porre fine il prima possibile alla triennale odissea della viabilità fra Molise ed
Abruzzo.
Dopo i problemi e le analisi politiche, il leader Idv ha voluto anche complimentarsi per
lo storico passaggio in serie D del Calcio Montenero. Chissà che da settembre, col
prossimo campionato, non si veda tifare anche lon. Di Pietro in tribuna. R.dA.
(5 luglio 2005)
Torna l'estate e cala il silenzio sulla bretella del Trigno
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA E un silenzio strano quello degli ultimi tempi. Arriva
lestate, la bretella non rischia inondazioni, cala un generale oblio sul ponte
crollato. Ma soprattutto non si sa niente di nuovo sul fronte ricostruzione; e prima o poi
tornerà lautunno, con esso le piogge e la bretella sarà di nuovo chiusa al
traffico.
Sono passati due anni e mezzo dal crollo. Il ponte sul Trigno, che collega Molise e
Abruzzo, fu la vittima più illustre dellalluvione di gennaio 2003. Da due anni si
passa sulla bretella provvisoria, che però si allaga quando piove molto, specie nelle
stagioni invernale e primaverile.
Le Province interessate, Chieti e Campobasso, parlano da un pezzo di ricostruzione. Iter
burocratici, nulla osta ambientali dagli enti di entrambe le regioni, progettazione ecc.
ce nè voluto di tempo.
Ma da maggio è tutto ok, ci sono tutte le autorizzazioni anche dagli enti abruzzesi,
cè stata anche qualche altra riunione. Eppure di ricostruzione non si parla,
intendendo con ciò lavvio della gara dappalto. Un silenzio che ha il medesimo
colore politico unisce le due Province, passando per i Comuni di Montenero e San Salvo:
sono tutti in mano al centrosinistra.
La notizia di questi giorni è che la Provincia di Chieti chiederà un mutuo, pari alla
sua quota di competenza, per finanziare il nuovo ponte sul Trigno. Difatti il progetto
redatto dai tecnici campobassani è pronto, ma si aspetta per dirla in termini
spicci che arrivino i soldi dallAbruzzo. E 1.750.000 euro non sono certo
spiccioli.
Sul fronte molisano i fondi sono disponibili in Bilancio da due anni, mentre le
autorizzazioni sono pronte da febbraio. Questo forse spiega lentusiasmo con cui a
gennaio fu fissato per la primavera, già trascorsa, linizio dei lavori.
Ma quanto occorrerà ancora per vedere le ruspe demolire il settantacinquenne ponte
crollato e iniziare gli scavi per i quattro piloni? E la domanda che si pongono
operai, agricoltori, studenti e quanti fanno la spola tra Montenero e San Salvo o Vasto.
E la domanda cui alla Provincia di Campobasso evitano di rispondere. Atteggiamento
comprensibile visto come sono andate le cose e che lunica volta in cui è stata
fissata una probabile data (aprile), in seguito si è scoperto che a Chieti devono
ricorrere ad un mutuo straordinario.
Senza interpellare le istituzioni, un calcolo con ragionevole approssimazione forse è
possibile. Chieti difficilmente riuscirà a far arrivare la sua quota prima delle ferie.
Se ne deduce che la gara dappalto sarà avviata a settembre e per legge il bando
dovrà durare sessanta giorni. Si arriverà così a dicembre. Ma linverno è una
stagione poco indicata per lavori del genere e negli ultimi tre anni le piogge si sono
protratte fino ad aprile.
In uno scenario simile, i lavori inizieranno non prima di maggio 2006.
(1 luglio 2005)
Il collegamento in contrada Piana del Mulino
Ponte sul Trigno, come?
Incerti i tempi di realizzazione e difficoltà per i fondi
MONTENERO DI BISACCIA E difficile
parlare di tempi per il nuovo ponte sul Trigno in contrada Piana del Mulino. Questo dopo
la riunione tenutasi nei giorni scorsi nel municipio di Montenero, alla quale hanno
partecipato rappresentanti dei vari enti coinvolti: Comuni di Montenero, Mafalda e
Lentella, Province di Chieti e Campobasso, Anas de LAquila.
Limportante viadotto dovrà sorgere sulla Statale Trignina e risolverà i
problemi viabili, anche nellottica dello sviluppo economico, del territorio
interessato.
Per il momento non si è andati oltre lattivazione di un accordo di
programma, dal quale arrivare prima al reperimento dei fondi e, quando sarà
possibile, avviare la progettazione.
Tempi incerti quindi, ma rimane la volontà di realizzare lopera. Emergono
difficoltà finanziarie e si pensa di allargare il tavolo di concertazione alle Regioni,
specie sul versante abruzzese viste le difficoltà di bilancio della Provincia di Chieti.
Oltre alle due Province (Chieti e Campobasso), è fondamentale lapporto
dellAnas. Questo perché gli svincoli sulla Trignina allaltezza di Lentella
vanno adeguati in tempi brevi, poiché soggetti ad allagamenti quando piove. Il
compartimento de LAquila, però, attende ancora una risposta da Roma.
Lassessore ai Lavori pubblici Antonino DAntonio ed il sindaco di Montenero,
Giuseppe DAscenzo, intendono impegnarsi per ottenere la risposta dallAnas al
più presto.
Per limportante collegamento fra Molise e Abruzzo, il cui costo è previsto
in cinque milioni di euro, le quote sono ripartite nel seguente modo: Provincia di
Campobasso 2,5 milioni, Provincia di Chieti 1 milione, Anas 1,5 milioni.
La quota più sostanziosa per lente campobassano è giustificata dal maggiore
interesse nellopera. E sempre da Palazzo Magno arrivano le notizie più rassicuranti
dal punto di vista finanziario. R.dA.
(27 giugno 2005)
Montenero di B. Sempre più richieste per la tecnologia Internet veloce
Adsl, Di Pietro si mobilita
L'europarlamentare sollecita la Telecom
di Rossano DAntonio
MONTENERO DI BISACCIA LAdsl rimane una chimera nel centro bassomolisano, che
non è ancora coperto dalla linea internet veloce. Questo a dispetto di un servizio che
ormai copre i comuni confinanti e, ironia della tecnologia, è arrivato prima in centri
più piccoli.
E per la Asymmetrical digital subscriber line non si prevede nulla di nuovo a
breve. I dati finora in possesso dalla Telecom Italia sulla potenziale utenza, a quanto
pare, non hanno giustificato un investimento cospicuo per adeguare la centralina già
presente nel territorio montenerese. Una questione di politica aziendale che,
paradossalmente, ha favorito realtà più piccole dove comprensibilmente anche gli
abbonamenti sono pochi.
Ma al giro di boa del 2005 i monteneresi non ci stanno più. Sempre più persone
vogliono poter navigare a velocità adatte ai tempi (ed ai siti, specie quelli realizzati
in Flash), nonché avere il collegamento sempre attivo e la normale linea telefonica
libera per le chiamate. Per tutto questo serve la linea Adsl. Così, dopo
lamministrazione comunale, arriva limpegno diretto anche
delleuroparlamentare Antonio Di Pietro.
Con la delibera di giunta del 26 maggio, lamministrazione comunale faceva
voto alla Telecom Italia spa perché si attivi in tempi brevi (...) affinché in
tutto il territorio comunale gli utenti possano effettuare la connessione internet tramite
Adsl.
E stata inoltre allegata una lista di prenotazione con circa cinquecento
nomi, i quali hanno dichiarato il proprio interesse al servizio.
Qualche giorno fa si è aggiunta la lettera che lon. Di Pietro ha inviato, in
qualità di europarlamentare e cittadino di Montenero, alla Telecom Italia.
Posso comprendere che per linstallazione della rete scrive Di
Pietro vi possano essere delle obiettive difficoltà tecniche, ma considerando che
altri comuni molisani, non paragonabili a Montenero di Bisaccia sia per numero di abitanti
che per le attività economiche ed imprenditoriali, dispongono già di tale servizio, i
problemi tecnici sono evidentemente superabili ed ogni ritardo, a questo punto, non è
più giustificato.
(24 giugno 2005)