L'approfondimento

E se con la Regione Molise crollasse anche la torre di Montebello?

Chi è scaramantico spererà che non siano legati i destini del presidente della Regione Michele Iorio e della torre di Vialante. L’uno in questi giorni si barcamena fra alleati riottosi e mozioni di sfiducia rinviate (pare ci fossero tutti i numeri necessari per la riuscita). L’altra, la torre, è una vicenda nota a chi segue Montenero On Line: dopo secoli di onorato servizio è spaccata e potrebbe crollare. Nessuno, e si sottolinea nessuno, pensa a metterci mano. Lasciata così com'è certo crollerà e non è detto che darà un preavviso.
Non è cambiato niente dall’ottobre scorso, quando il presidente Iorio dichiarava:


Il presidente Iorio

 “interverremo per consolidare la torre ed impedire che crolli. La faccenda della cessione dall’Ersam al Comune è più complessa, ci sono anche altri fabbricati”. E ancora: “Prima attueremo degli interventi per salvare la torre, poi passeremo alla cessione dei beni al Comune di Montenero”.
E' passato qualche mese e non è cambiato niente. Né si sono visti provvedimenti, neanche solo su carta, per “salvare la torre”, tanto meno si è proceduto nella cessione del bene al Comune di Montenero. Eppure sin dal 2002 l’Ersam (oggi Arsiam) ha avviato la procedura.
La Regione, intanto, è in crisi e questo basta a rinviare qualunque speranza alla prossima legislatura. Si voterà in anticipo a giugno o alla scadenza naturale di novembre con qualche classica “ricucitura politica”? Non lo sappiamo, ma sicuramente interessano poco i litigi di potere alla torre di Montebello. Chissà quanti ne ha visti già in quattro secoli e mezzo.

Ma al momento la situazione è questa: la storica opera rischia di cadere. E questo mentre contrada Montebello attira gente da ogni dove, in primis dal Nord Italia. Arrivano e rimangono ammaliati dallo splendido panorama sul mare. Comprano una casa di campagna, la ristrutturano, vogliono aprirvi attività di agriturismo, portano nell’opulenta Lombardia cesti di prodotti tipici molisani. Al tempo stesso conoscono bene la storia della torre. E si chiedono: ma perché non la ridanno al Comune?

Ce lo chiediamo anche noi anche se, bisogna ammetterlo, forse nessuno aveva creduto alla storia del restauro fatto dalla Regione prima della restituzione. Era verosimile il sospetto che si trattasse di una scusa per prendere tempo. Perché una delibera di cessione, in sostanza una firma, avrebbe richiesto pochi minuti. Non si giustificavano quindi i ritardi. Un restauro, viceversa, richiede per forza tempi più lunghi (trovare i finanziamenti, avviare le procedure ecc.).

 

Concludendo e spaziando nell’analisi lungo sette anni (vedere la scheda a lato), l’interesse regionale è stato del tutto inesistente almeno fino al settembre 2005, poi sono arrivate promesse anziché una semplice firma. In campo comunale, invece, l’attenzione c’è stata, anche se piuttosto tiepida. Non si ha memoria di spade sguainate (in senso metaforico, è chiaro) per far valere le proprie ragioni e porre fine ad un qualcosa che non trova, né potrebbe trovare, alcuna giustificazione.
 


 

Un'idea (liberale) per salvare e valorizzare la torre

Niente di originale, giacché anche il Comune aveva pensato al project financing. In pratica affidare i lavori di restauro (e relativi costi) ad un privato, con il quale stipulare una convenzione per creare sul posto altre attività turistiche (ristorante, albergo, agriturismo ecc.). Chiunque ha visitato contrada Montebello sarebbe pronto a scommettere su un progetto del genere. L'ostacolo che rimane è sempre lo stesso da anni: il Comune non è proprietario della torre e chi la possiede né restaura né se ne libera. Per farsi un'idea delle competenze che ha il proprietario, ossia un ente regionale, si consiglia di leggere quanto riportato qui sotto.

 

Compiti dell'Arsiam
"Attua gli indirizzi di politica agricola della regione Molise; Esegue piani e programmi per il miglioramento delle strutture fondiarie ed agricole; Esegue impianti di trasformazione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; Gestisce impianti di trasformazione in caso di grave dissesto degli Enti gestori riaffidandoli, nei cinque anni successivi, al mondo della cooperazione; Svolge attività di assistenza tecnica per l'orientamento produttivo della impresa agricola; Attua programmi organici in collaborazione con altri Enti, Università e Istituti di ricerca per sperimentare e dimostrare nuove tecniche produttive; Promuove lo sviluppo della cooperazione; Esercita le funzioni di organismo fondiario (L. 30/4/76 n. 386); Esegue piani e programmi per la valorizzazione delle produzioni agricole; Attua compiti di ricomposizione fondiaria; Attua ogni attività delegata dalla regione Molise nell'ambito della valorizzazione del settore primario tra cui alcune normative comunitarie ed i programmi P.O.P.; Esegue compiti di divulgazione per il trasferimento al mondo rurale delle innovazioni tecnologiche".

(dal sito http://www.ersam.molise.it )

 

La Torre di Vialante

Si trova a Montebello, contrada di Montenero di Bisaccia posta a 2 km in linea d'aria dal mare e con circa 50 metri di altitudine media.
Edificata nel XVI secolo da un certo Vialante, la torre costituiva uno degli avamposti a difesa delle coste molisane dalle incursioni dei turchi.
Alla fine degli anni Ottanta è stata recintata e chiusa ai visitatori perché pericolante. Da allora è ancora in questo stato e attende lavori di consolidamento urgenti. Nonché restauri seri, trovandosi in una zona dalla spiccata vocazione turistica.

La torre appartiene all'Arsiam (Agenzia regionale sviluppo agricolo Molise, ex Ersam) assieme ad alcuni fabbricati circostanti.

Le tappe basilari della vicenda:
giugno 1998: il Comune di Montenero fa richiesta all’Ersam. In sostanza vuole il bene per restaurarlo e valorizzarlo a fini turistici;
- giugno 2002: l’Ersam avvia la procedura di cessione. E' necessario perfezionare l'atto in Regione, ma da questo momento tutto si ferma davanti alla porta della giunta regionale;
- settembre 2005: al termine di una conferenza a Petacciato su altri temi, il sottoscritto chiede spiegazioni al presidente della Regione Iorio, il quale infila in tasca le fotocopie degli articoli di giornale e dice che farà la delibera;
ottobre 2005: al termine di un’altra conferenza, a Montenero, lo stesso cronista chiede a Iorio se ci sono novità. Qui arriva la promessa di restauro e di successiva cessione al Comune.
- gennaio 2006: è crisi profonda nella giunta regionale e si rischia di tornare al voto con qualche mese di anticipo. Non si pensava prima alla torre, figuriamoci adesso.

Quale attinenza hanno le funzioni appena descritte con la gestione di opere dalla valenza storica secolare?

 

Rossano D'Antonio 

20 gennaio 2006

 


 

Link:
Lo speciale sulla torre di Vialante (ottobre 2005)
Fotocronaca della bellezza e dell'agonia (settembre 2003)



Una parte del panorama
visibile da Montebello

 

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