LE TRE QUESTIONI
MONTENERESI
che Roberto Ruta dovrebbe o dovrà conoscere
e che Michele Iorio già conosce
| Dirlo a chi c'è
stato negli ultimi cinque anni è servito poco. Allora, supponendo che il
tempo non sia bastato, sarà il caso di cominciare in anticipo. Una sorta
di richiesta preventiva al candidato, ancora virtuale, che dovrà sfidare
Michele Iorio, o chi per lui, alle prossime regionali di novembre. L'Unione ha indicato in Roberto Ruta, deputato della Margherita, l'uomo che proverà a consegnare (anche) la Regione Molise nelle mani del centrosinistra. Ed è proprio a Ruta, pertanto, che bisogna far conoscere quelle tre cosette che Montenero di Bisaccia chiede, invano e da anni, alla giunta regionale. Il presidente uscente, Iorio, già le conosce. |
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| Roberto Ruta è stato a
Montenero a marzo e ad aprile durante la campagna elettorale per le
politiche. Il deputato, fra l'altro, ambedue le volte si è esibito in una
interminabile serie di elogi ai politici monteneresi di centrosinistra.
Per il resto non ha parlato di temi concreti riguardanti Montenero. Era un
contesto nazionale, dove parlava un esponente del Parlamento, d'accordo.
Ma adesso ambisce alla carica di presidente della Regione. Un ente che è
importante, forse troppo presente nella vita quotidiana dei cittadini.
Pretendere che si conoscano i piccoli temi locali è il minimo. Eccone
alcuni, uguali da decenni.
LA ZONA COSTIERA. Questo è un
discorso talmente antico che i monteneresi sono da un lato annoiati e
rassegnati (grave), dall'altro cominciano a vergognarsi di dire che hanno
una marina impossibile da sviluppare e tutelare. Parliamo naturalmente
della fascia costiera di Montenero (seguita da quella di Petacciato). E'
chiaro ormai il perché quell'area non ha conosciuto lo sviluppo che era
nell'ordine delle cose e che, solo un centimetro più in là, a San Salvo,
si è concretato in realtà turistica.
La colpa è esclusivamente della Regione Molise, cui forse ha dato man
forte l'atteggiamento degli amministratori locali negli ultimi trenta
anni, quindi appartenenti a partiti politici contrapposti. La Democrazia
cristiana era asservita e non faceva altro che portare voti ad esponenti
altolocati e altrove residenti. Per il resto non riuscì a far valere le
proprie ragioni e sarebbe interessante capire fino a che punto non si sia
resa conto che proprio coloro ai quali portava i voti erano i primi a non
voler che Montenero si sviluppasse. Il motivo? Chiaramente dirottare su
Termoli tutte le risorse economiche e umane (i turisti). Fa niente che il
prezzo pagato da chi è rimasto indietro sia stato altissimo. |
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| LA TORRE DI MONTEBELLO. Non so se a Campobasso lo sanno, ma la torre di avvistamento del XVI secolo è oggetto di studi anche di insegnanti universitari che vivono a centinaia di chilometri da qui. Che sia un patrimonio storico-culturale (perché no, turistico) è chiaro come la luce del sole. Ma lo è altrettanto che è chiusa da venti anni perché pericolante e che rischia di cadere da un momento all'altro se non si interviene. Chi dovrebbe farlo? Ancora una volta la Regione Molise e per un motivo semplice: perché si rifiuta da almeno cinque anni di cedere la torre al Comune di Montenero. Se, nonostante le ripetute richieste, Campobasso non vuol liberarsi del rudere (così vien da pensare che sia considerato da quelle parti), almeno lo riparasse. Invece nulla, se non promesse ed escamotage per non impantanarsi di fronte ad una domanda banale: è così difficile redigere una delibera di giunta che dia la torre al Comune nel quale è situata? LA MARE-COLLINA. Questo è un
discorso che ricalca quello del mancato sviluppo costiero, ma con una
differenza sostanziale. Nel caso della marina si è voluto legare le ali a
imprese private, che avrebbero chiesto poco o nulla al settore pubblico.
Nel caso della strada a scorrimento veloce fra costa e paese, invece, i
soldi devono per forza essere pubblici. Anche la Mare-Collina, però, è una
faccenda antica, antichissima. Negli ultimi anni alcuni eventi alluvionali
hanno posto i monteneresi di fronte alla cruda realtà:
non esiste una sola strada
decente e sicura per entrare ed uscire dal paese. Se ci fosse stata la
Montenero-mare, questa l'evidenza, il problema oggi non ci sarebbe. Invece
esso ha davanti chissà quanti anni ancora di sopravvivenza. Sono questioni che chi c'è stato finora conosce. Questioni che chi vuole andarci non può ignorare. Si tratti di Ruta o dei candidati che Montenero avrà. Rossano D'Antonio |
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