NICOLA D'ASCANIO E' IL NUOVO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA UN MONTENERESE ALLA GUIDA DELL'ENTE
| Nicola D'Ascanio esce vittorioso dalle
elezioni provinciali del 28 e 29 maggio. Con il 52,28 per cento diventa
presidente della Provincia di Campobasso al primo turno, battendo gli
altri tre pretendenti, fra i quali la candidata del centrodestra Angela
Fusco Perrella, ferma a quota 44,08. L'esponente dei Democratici di sinistra è il primo cittadino di Montenero di Bisaccia che raggiunge l'ambita meta. Solo fino a dieci anni fa era quasi impensabile per i monteneresi anche un incarico nella giunta provinciale. Cosa troverà D'Ascanio in Provincia è presto detto. Se da un lato vi è la continuità (Ds il presidente uscente Augusto Massa e di centrosinistra l'amministrazione passata), dall'altro la Provincia da quattro anni sente il fiato sul collo dell'umore popolare. Una pressione che via via si è fatta più intensa dopo gli eventi alluvionali, che hanno ridotto ad un colabrodo gran parte delle strade provinciali. Ed è proprio nella gestione della rete stradale che si concretano croce e delizia per chi siede nel Consiglio provinciale: visibilità mai vista perché mai si è arrivati a simili drammatiche condizioni di viabilità. Solo nel caso di Montenero e dintorni, D'Ascanio prende in mano una situazione che peggiore non potrebbe essere. Le frane, in alcuni casi molto gravi, interessano le strade verso Palata, Mafalda, Petacciato. Va aggiunta la Mare-Collina che si allaga nei pressi dell'innesto con la Chiatalonga (vicino la cosiddetta "Casina rossa"), rendendo oltre che impraticabile il tratto, anche molto pericoloso per gli automobilisti in passaggio. In parole povere tutte le vie di entrata ed uscita dal paese, senza alcuna eccezione, sono a pezzi e gravide di problemi. Ciò che si è concretato nell'isolamento del paese più volte nel corso degli inverni. Mentre per il ponte sul fiiume Trigno, crollato nel 2003, la ricostruzione è in corso, un'altra grande opera è attesa a Montenero: l'arrivo della Mare-Collina sulla costa. Si tratta del famoso secondo lotto della strada di collegamento fra paese e mare; l'unica soluzione duratura e risolutiva per tutti i problemi viari. In conclusione, è sulla gestione stradale una parte della sfida che attende Nicola D'Ascanio nel nuovo incarico. |
Breve biografia di Nicola D'Ascanio.
Nasce a Montenero di Bisaccia nel 1952. Formatosi negli ambienti dei sindacati (Cgil), l'esordio in politica avviene nel 1985, quando D'Ascanio è il capolista del Partito comunista italiano alle comunali di Montenero. Diventa sindaco grazie all'alleanza del Pci con la Spiga, una lista civica formata da democristiani in dissenso con il proprio partito. Nel 1989, però, la Dc si riunifica e D'Ascanio è defenestrato. L'anno dopo ci sono le nuove votazioni e la popolazione dà un tributo al Pci senza precedenti: la maggioranza assoluta dei seggi (all'epoca 11 su 20). La popolarità è a questo punto all'apice, ma solo due anni dopo la giunta di D'Ascanio cade per un dissidio interno. Si torna a votare un'altra volta nel 1992, quando il Pds (ex Pci) prende in prima battuta nove seggi. Per un breve periodo è sindaco Domenico Porfido, appoggiato da liste civiche, Dc e da Palmerino Natalini. Quest'ultimo, ormai in aperto dissidio con i compagni del Pds, è stato eletto con Rifondazione comunista (partito che qualche anno dopo vedrà protagonista suo figlio Mauro). L'amministrazione Porfido dura pochi mesi e precisamente |
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| fino a quando un ricorso al
Tar dà il decimo seggio al Pds di D'Ascanio, togliendolo a Natalini. La
situazione è di stallo, non c'è una maggioranza in Comune. Alla fine è un
democristiano a consumare il tradimento o a salvare l'amministrazione (il
tema è ancora oggi argomento di contesa). Claudio Recchiuti entra nella
squadra di D'Ascanio, ottenendo le cariche di assessore e vice sindaco. La
Democrazia cristiana, com'è prevedibile, resta delusa e indignata. Da allora comincia la stabilità amministrativa a Montenero, che dura ancora oggi. Nicola D'Ascanio nel 1995 si candida alle regionali, dove è il primo eletto nel suo partito. Il presidente Marcello Veneziale lo nomina assessore all'Agricoltura, incarico che ricopre per qualche anno. Nel 2000 è rieletto in Regione, così come nelle elezioni anticipate del novembre 2001, restando però in minoranza. Osannato o detestato con la medesima veemenza, D'Ascanio è a tutt'oggi il politico montenerese più longevo e colui che ha raggiunto i maggiori risultati elettorali.
Rossano D'Antonio |
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