L'intera comunità esprime cordoglio
per la scomparsa del parroco di san Paolo apostolo
E' morto don
Nino Zappitelli
I
funerali saranno celebrati a Montenero oggi pomeriggio alle
15
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Quelli che sono stati adolescenti a
fine anni Settanta e negli Ottanta lo ricorderanno come il
sacerdote dei ragazzi e dei giovani. Per un’intera comunità
sarà semplicemente don Nino: sorridente, comprensivo,
disponibile. Da un giorno è diventato difficile realizzare
che non c’è più, che una domenica mattina non si è svegliato
e che è stato trovato dalla madre senza vita sul letto. Don
Giovanni Zappitelli se n’è andato così, all’indomani di
quello che non poteva saper essere il suo ultimo matrimonio
celebrato, alcune ore prima di una messa della domenica
mattina come tantissime officiate in trentotto anni di
sacerdozio.
Aveva 63 anni don Nino e a piangerlo non è solo la
parrocchia di san Paolo apostolo, della quale era titolare.
A piangerlo è un intero paese, oltre che gli alunni dei
centri circostanti che lo hanno conosciuto durante le ore di
religione all’Istituto tecnico commerciale dove ha
insegnato.
La notizia della sua morte si è diffusa in un baleno. A
scoprire il corpo senza vita del sacerdote è stata la madre,
con cui viveva. La donna si è insospettita quando ha visto
che il figlio non si alzava dal letto nonostante la sveglia
continuasse a suonare. Ha chiamato anche il 118, ma i
sanitari non hanno potuto far altro che constatare il
decesso, avvenuto presumibilmente durante la nottata, forse
senza che neanche se ne sia accorto don Nino. Stando alle
testimonianze raccolte in paese pare che nei giorni
immediatamente precedenti avesse capito che qualcosa non
andava. Avvertiva infatti dei dolori al tronco e sembra che
proprio per oggi avesse prenotata la visita da un
cardiologo. Non ci andrà più.
Don Nino Zappitelli fu ordinato sacerdote nell’agosto 1973,
data dopo la quale ha cominciato a operare nel suo paese in
qualità di vice parroco. Da subito cominciò a occuparsi dei
più giovani, ai quali si dedicava organizzando tornei di
ping pong e calcio, indossando egli stesso la maglietta di
arbitro e sopportando con fare bonario e paternale le
piccole liti dei ragazzi e anche le parolacce che qualche
volta scappavano sul campo.
Nel 1985 la svolta nella sua carriera sacerdotale, con
l’istituzione di una nuova parrocchia a Montenero di
Bisaccia. Fu voluta dall’allora vescovo Francesco Ruppi, che
ne affidò la guida appunto a don Nino, e fu intitolata a
san Paolo apostolo. All’inizio le messe erano celebrate in
un locale provvisorio, ma nel 1993 arrivò una chiesa nuova
di zecca per l’area allora (e oggi) in espansione
urbanistica.
A esprimere il proprio cordoglio è anche il vescovo
Gianfranco De Luca unitamente a tutta la Diocesi di
Termoli-Larino. “Sacerdote, semplice, umile e dedito al
servizio del popolo affidatogli – si legge in una nota
diffusa subito dopo la morte -, ha glorificato il Signore
nella sua vita lavorando con gioia e dedizione nella vigna
del Signore. Cristo, sacerdote eterno, lo accolga come servo
buono e fedele rendendolo partecipe della liturgia del
cielo”. Ed è sempre la Diocesi ad annunciare che la salma
sarà traslata stamattina dall’abitazione e rimarrà dalle
9.00 nella chiesa di san Paolo, dove oggi pomeriggio alle
15.00 saranno celebrati i funerali.
Parole di partecipazione sono arrivate anche dal sindaco
Nicola Travaglini a nome di tutta l’amministrazione
comunale. “L’intera comunità è stata sconvolta da questa
triste notizia fin dalle prime ore del mattino – le parole
del primo cittadino -. Ad ognuno di noi è venuta subito in
mente l’immagine della sua bontà e della sua disponibilità
nei confronti di tutti, soprattutto dei più piccoli; la
figura di Don Nino ha rappresentato per tutti noi una guida
sicura nel percorso della fede. Egli lascia un vuoto immenso
nella comunità della parrocchia di san Paolo apostolo ed
anche in tutta la comunità montenerese”.
Il Quotidiano del Molise
30 gennaio 2012
Nella foto don
Nino Zappitelli
La
discarica abusiva si trova tra la
provinciale 125 e la 127 nel territorio tra Guglionesi e
Petacciato
Rifiuti,
scempio a bordo strada
Abbandonati sacchi di cemento, materassi e prodotti per
l’edilizia
GUGLIONESI-PETACCIATO.
Rispetto alle altre volte in cui si è occupato del caso Il
Quotidiano del Molise la nota positiva è che la quantità dei
rifiuti non è la stessa di altri momenti. Lo scempio però è
sempre e comunque lì, a bordo strada. E non lungo un’arteria
qualunque, bensì su una Provinciale, precisamente dove si
incrociano la 127 e la 125; è il punto esatto dove il
territorio di Guglionesi cede il passo agli agri di
Montenero e Petacciato. Ma è su Guglionesi, seppur per pochi
metri, che ricade la discarica abusiva, mentre alla
Provincia di Campobasso appartiene la strada.
Viceversa è più difficile stabilire da quale dei tre paesi
coinvolti arriva chi sistematicamente, e da anni, inonda di
rifiuti di ogni genere quel lembo di prato ai piedi degli
alberi. Sacchi vuoti di cemento e di prodotti per edilizia,
materassi, normale immondizia fatta in casa giornalmente,
cartoni che contenevano bottiglie di birra. C’è un po’ di
tutto, ma almeno nell’ultima ricognizione mancava il
micidiale cemento-amianto (eternit). Così come non c’era
traccia di elettrodomestici lasciati lì ad arrugginire. Un
miglioramento rispetto al passato, quando l’area era piena
zeppa di ogni sorta di rifiuti. Il problema tuttavia resta e
semmai se ne aggiunge un altro. Perché cambiando strada e
dirigendosi sulla più trafficata Provinciale 163, in
territorio di Petacciato, non è raro scorgere sacchi di
spazzatura gettati nella cunetta. E già, sempre a bordo
strada, perché così è più facile disfarsi della “monnezza”
lanciandola dal finestrino dell’auto.
Sarà un caso, ma il fenomeno ha iniziato a manifestarsi dopo
che a Petacciato è stata istituita la raccolta differenziata
porta a porta. La domanda nasce da sé: non è che qualche
buontempone anziché adeguarsi alle nuove disposizioni per
riciclare i rifiuti preferisce fare alla vecchia maniera?
Perché è sicuramente più facile mescolare tutta l’immondizia
prodotta in casa come si faceva un tempo, salvo non poterla
poi gettare nei normali cassonetti, che spariscono quando si
opta per la raccolta porta a porta. E allora, esiste forse
un sistema più semplice che scaraventarla a bordo strada e
chi s’è visto s’è visto? R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
29 gennaio 2012
Sullo
stesso tema:
Speciale discarica abusiva dimenticata (dal 2005 a
oggi)
Bus a
corto di carburante
Blocco dei Tir,
a Montenero ridotte le corse dei mezzi pubblici
MONTENERO
DI BISACCIA. “Comprendo i termini della protesta avviata
dagli autotrasportatori, ma credo sia arrivato il momento di
assumere atti di responsabilità”. Apre così il sindaco
Nicola Travaglini il comunicato stampa con cui annuncia che
da oggi le corse dei mezzi pubblici saranno ridotte. A
rischio quindi chi fruisce degli scuolabus, così come delle
circolari che permettono di raggiungere il poliambulatorio o
semplicemente di arrivare in centro dalla periferia e dalle
campagne. Il tutto a causa degli scioperi e dei blocchi dei
trasportatori attuati in tutta Italia e che anche a
Montenero stanno causando numerosi disagi, non ultimo la
riduzione delle scorte alimentari nei negozi. Oltre,
naturalmente, alla chiusura di tutti e tre i distributori di
carburante presenti in paese, che da ieri l’altro hanno
esaurito le scorte.
“Da Sindaco posso dire di conoscere da vicino i problemi
quotidiani e le difficoltà che affliggono i lavoratori di
ogni comparto – le parole di Travaglini –, ma in questi casi
bisogna comprendere le esigenze di tutti i cittadini e, in
particolare, le necessità delle categorie a rischio. Non
posso esimermi quindi dal segnalare come le conseguenze
della protesta avviata dagli autotrasportatori stiano
diventando davvero gravi: gli automezzi comunali sono ormai
a corto di carburante e già da domani mattina (oggi per chi
legge n.d.r.) le corse dei bus potrebbero subire
limitazioni. Invito pertanto tutti coloro che dovranno
usufruire del trasporto pubblico locale, come ad esempio i
bambini che dovranno recarsi a scuola, o gli anziani che
dovranno raggiungere il poliambulatorio o il medico di
famiglia, a prevedere un eventuale servizio alternativo”.
Una situazione grave quella descritta dal primo cittadino e
nell’immediato pare non si intravedano vie d’uscita. “I
nostri uffici – spiega il sindaco - hanno segnalato
prontamente il problema della mancanza di carburante
all’Unità di crisi allestita presso la Prefettura di
Campobasso ma, al momento, non abbiamo notizie certe circa
il rifornimento ai benzinai da parte delle società
petrolifere. Mi giungono inoltre informazioni sulla
diminuzione delle scorte alimentari presso i principali
negozi del paese; spero solo che in questo contesto non si
creino anche disagi per il rifornimento di medicinali presso
le farmacie. Il mio auspicio è che si acceleri la trattativa
con i responsabili di categoria, anche alla luce delle
aperture fornite dallo stesso Governo su alcune richieste
avanzate dagli stessi autotrasportatori. Si tratta di atti
necessari di responsabilità – conclude Travaglini – che
contribuiranno ad eliminare il grave disagio che si sta
ripercuotendo soprattutto sulle categorie più deboli”.
Come detto, i tre distributori di Montenero sono chiusi da
due giorni avendo esaurito le scorte sia di benzina sia di
gasolio. Si attende che cessino i blocchi e che le
autocisterne arrivino in paese. In tal senso giungono le
prime rassicurazioni dai gestori, che parlano di possibilità
più che buone che la riapertura delle pompe possa avvenire
già stamattina. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
27 gennaio 2012
D'Aulerio
interroga il sindaco sul mercato
MONTENERO DI BISACCIA. Spostare un mercato quindicinale
ormai in preda alla desolazione: l’Italia dei valori torna
su un suo vecchio cavallo di battaglia, pur con un diverso
cavaliere, senza però specificare la nuova destinazione
stavolta. Il tutto in un’interrogazione a risposta scritta
che il consigliere comunale di minoranza Antonio D’Aulerio
ha inoltrato al sindaco Nicola Travaglini. L’esponente Idv
parte dalla considerazione che pochi operatori commerciali
hanno risposto all’ultimo bando pubblico, nel quale si
concedevano dei posteggi nella zona dove due volte al mese
si tiene in mercato (vie Madonna di Bisaccia e Palermo). Da
qui la richiesta al primo cittadino “se sia a conoscenza
della situazione e quali iniziative intenda intraprendere
per il rilancio delle attività ambulanti”. Vi è poi, come
detto, il suggerimento di spostare lo stesso mercato in
altra sede, cambiamento per il quale almeno tre fattori
farebbero propendere a giudizio di D’Aulerio. Il primo è la
mancanza di parcheggi, il secondo il disagio creato nella
parallela via Foscolo per la deviazione su essa del traffico
durante i giorni di mercato, il terzo la mancanza di
benefici per i commercianti a posto fisso del paese, poiché
tutti i negozi sono lontani dalla zona del mercato.
Lo spostamento, prima che da D’Aulerio, è stato più volte
chiesto dal predecessore in Consiglio comunale Cristiano Di
Pietro. Il leader cittadino dell’Italia dei valori chiedeva
all’allora sindaco Giuseppe D’Ascenzo di far posizionare le
bancarelle dei venditori ambulanti in centro, precisamente
intorno alla Villa comunale. Dopo battibecchi anche vivaci e
interrogazioni, si capì che in piazza non ci sarebbe stato
abbastanza spazio. Sarebbero inoltre mancati gli essenziali
requisiti di sicurezza, poiché in caso di necessità nemmeno
l’ambulanza sarebbe riuscita a passare per raggiungere
alcune zone storiche del paese. Da qui, parrebbe, la
mancanza di indicazione della piazza quale nuova sede del
mercato nell’interrogazione del consigliere Idv. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
25 gennaio 2012
Nella foto
Antonio D'Aulerio
La
replica dopo le domande poste da Il
Quotidiano del Molise
Idv,
prosegue la class action
MONTENERO DI BISACCIA. “Siamo felici di
sapere che venga riconosciuta l’attenzione che il nostro
partito ha nell’informare la cittadinanza su varie
iniziative. Ci conferma che la nostra azione è efficace e
che stiamo andando nella giusta direzione”. Questo l’incipit
della replica dell’Italia dei valori all’articolo uscito su
Il Quotidiano ieri, nel quale si ponevano delle domande
sulla class action promossa anche dal partito dipietrista.
Il tema riguarda l’acqua ai trialometani a inizio 2011,
vicenda a seguito della quale fu promossa una causa
collettiva per ottenere il risarcimento da Molise acque per
i presunti danni subiti dai cittadini. Dall’anno scorso a
oggi, tuttavia, sull’argomento è sceso un silenzio divenuto
progressivamente più marcato. Da qui l’idea di chiedere ai
diretti interessati il perché.
“E’ utile ricordare che i rallentamenti registrati sono
stati determinati – si legge nella nota dell’Idv -, come
attentamente spiegato dall’autore dell’articolo, oltre che
dal ritardo nella riscossione delle bollette da parte dei
Comuni, dal fatto che l’azione legale per l’acqua ai
trialometani deve essere effettuata singolarmente in ogni
Municipio. Sono questi enti, infatti, che, contrattualmente,
rappresentano i soggetti legittimati passivamente, che
potranno poi rivalersi su Molise Acque. È chiaro come la
pratica di tale procedura, così burocraticamente articolata,
non possa essere immediata, ma richieda tempo ed energia.
Gli eventuali ritardi nella proposizione dell’azione legale
discendono unicamente dalla difficoltà oggettiva di chi sta
difendendo i diritti dei cittadini a provare l’interesse ad
agire a causa dei ritardi dei ruoli dell’acqua di molti
comuni. Detto questo, la class action sta andando avanti e
se per alcuni paesi abbiamo registrato, nostro malgrado, dei
ritardi, per altri gli atti sono già stati depositati e
attendiamo notizie in merito dalla magistratura”.
Resta da registrare che per altri argomenti l’Italia dei
valori punzecchia di continuo il Comune per i ritardi. Su
questo no. E se parla del tema è solo dopo che è stata
stuzzicata. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
25 gennaio 2012
Temi correlati:
Che fine ha fatto la class action?
(23/01/2012)
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Donata statua
di san Pio alla chiesa madre di
Montenero
MONTENERO
DI BISACCIA. E’ arricchita di una nuova statua la chiesa
madre, a dimostrazione che anche nel centro bassomolisano è
forte la devozione verso san Pio da Pietrelcina. Domenica
sera è avvenuta la cerimonia di benedizione dell’opera, alla presenza del parroco don Claudio D’Ascenzo, del
vescovo Gianfranco De Luca e del coordinatore diocesano dei
Gruppi di preghiera padre Antonio Pompilio.
La statua rappresenta il santo nella veste di sacerdote, è
stato sottolineato, ed ha trovato collocazione nella navata
di sinistra della chiesa di san Matteo. A sostenerne le
spese è stato il locale Gruppo di preghiera di Padre Pio,
che da poche settimane ha festeggiato il suo decimo anno di
attività. Da qui l’idea di commissionare una statua del
celebre religioso di San Giovanni Rotondo, che nel corso di
questi dieci anni è nel frattempo divenuto santo.
“E’ stato una copia perfetta di nostro signore Cristo Gesù”
il commento di padre Pompilio per spiegare la grandezza di
san Pio, “che come il Messia ha sofferto ed è stato
acclamato dalla gente già quand’era in vita”. A seguire il
vescovo della diocesi di Termoli-Larino Gianfranco De Luca
ha benedetto la statua, per poi presiedere la
concelebrazione della messa. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise
24 gennaio 2012

La
causa collettiva è stata promossa un anno fa dall’Italia dei
valori
e da alcune associazioni dei consumatori
Che fine ha
fatto la class action?
Silenzio tombale sul tema. Chi ha sborsato 5 euro si chiede
perchè non c’è informazione
MONTENERO DI BISACCIA.
L’ultima volta che se n’è sentito parlare è stato dopo che
il sindaco Nicola
Travaglini ne ha chiesto conto all’Italia dei valori.
Correva già il novembre 2011 e dopo la replica degli
interessati è tornato il silenzio sull’argomento,
esattamente come avveniva già da mesi. E così, esattamente
un anno dopo, di causa collettiva per ottenere un
risarcimento per l’acqua ai trialometani non si parla più.
L’argomento è quello che tenne banco per settimane sulle
cronache regionali a inizio 2011. La presenza di
trialometani sopra la media, nell’acqua di rubinetto in
molti centri del Basso Molise, scatenò un putiferio. A
Montenero seguì la classica battaglia politico-elettorale:
pareri discordanti, addirittura minacce reciproche di
querele tra il leader Idv locale Cristiano Di Pietro e il
sindaco Travaglini.
Infine arrivò nel suo paese di origine anche Antonio Di
Pietro, per l’occasione spalleggiato dal figlio e da tutto
il gotha regionale dell’Italia dei valori. Di Pietro senior
venne a promuovere di persona la class action. In sintesi,
se qualcuno aveva sbagliato nella gestione dell’emergenza e
aveva in qualche modo fatto rischiare l’avvelenamento alla
gente, doveva pagare.
Intanto a farlo per primi erano i cittadini: per la modica
somma di cinque euro potevano aderire alla causa collettiva.
Stando a quanto dichiarato negli stessi ambienti dipietristi,
le sottoscrizioni sarebbero arrivate a circa quattromila.
Fatto un rapido conto, sono ventimila euro.
Ma un anno dopo a che punto è la class action? Perché un
partito come l’Idv, che puntualmente informa i cittadini
delle proprie battaglie, tace da così tanti mesi? A
lamentarsi cominciano anche i diretti interessati, cioè
coloro che firmarono dopo aver sborsato i cinque euro. Non
ne sanno più nulla almeno da aprile, quando in una
conferenza a Termoli fu annunciato che si stava per
depositare l’atto in Tribunale. Dopo di allora silenzio
tombale, almeno fino a novembre 2011. Fu allora, infatti,
che il sindaco di Montenero Travaglini punzecchiò i
dipietristi, chiedendo che fine avesse fatto l’iniziativa. A
replicare il giorno dopo il legale che cura la class action
per conto delle associazioni dei consumatori promotrici
(assieme all’Idv). In parole povere, la tesi espressa nel
comunicato di risposta, ad allungare i tempi sarebbero i
singoli Comuni, rei di riscuotere troppo in ritardo le
bollette dell’acqua dai cittadini. A dimostrazione di ciò il
fatto che molti municipi ancora mettessero a ruolo l’anno
2010. A dire il vero il Comune di Montenero è ancora più in
ritardo, avendo riscosso da poco l’acqua che i cittadini
hanno consumato nel 2009. Ma se davvero è questo il motivo,
perché l’Italia dei valori, in genere così attenta a
informare su ogni sua attività, ha taciuto fino a quando non
è stato il sindaco a stuzzicarla? E ancora, perché dopo di
allora, ossia due mesi e mezzo fa, non è più intervenuta sul
tema? R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 23 gennaio 2012
Nella foto
Antonio Di Pietro a Montenero di Bisaccia nel gennaio 2011
per promuovere la class action
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
L’idea è
del parroco don Claudio, ma non
mancano le polemiche per il costo eccessivo
San Matteo, dopo
60 anni torna l’organo
Sarà
il più grande della costa e verrà installato su un soppalco
alla fine della navata destra
MONTENERO
DI BISACCIA. L’obiettivo è ambizioso, il costo correlato, la
determinazione del parroco non è certo da meno. Sarà
probabilmente il più grande di tutto il Basso Molise e la
sua installazione ha già richiesto il rafforzamento del
solaio e delle sottostanti fondamenta tramite micropali.
Parliamo dell’organo a canne che dopo sessant’anni tornerà
di nuovo a suonare nella chiesa madre di san Matteo
apostolo. Correva infatti la fine degli anni Quaranta quando
l’antico edificio di culto finiva di essere smantellato (le
operazioni erano iniziate prima della guerra) e iniziava la
ricostruzione. A giustificare l’enorme lavoro un cedimento
strutturale che ancora divide le opinioni in paese. C’è
infatti chi pensa che si poteva salvare la vecchia chiesa,
con la quale sono andati perduti parecchi reperti storici.
Fra questi il settecentesco organo a canne, smontato e
disperso qua e là, tant’è che nessuno negli anni a seguire è
riuscito a recuperarlo.
E così don Claudio D’Ascenzo, che dal 1976 a oggi non ha
lasciato che una sola chiesa, con annesse pertinenze, fosse
trascurata da operazioni di ristrutturazione e restauro, ha
pensato di dotare di nuovo san Matteo dell’organo. Il
progetto prevede di installarlo su un soppalco da costruire
sulla navata destra della chiesa, proprio sopra la porta
della sagrestia, quindi accanto al coro. Per sostenere il
peso considerevole dello strumento, alto più di dieci metri,
è necessario però rafforzare il solaio. Allo scopo sono già
stati iniziati i lavori per realizzare dei micropali,
tramite i quali sarà possibile far scaricare il peso di
soppalco e organo sulle sottostanti fondazioni.
La costruzione dell’organo richiederà qualche anno, almeno
tre si vocifera, e sarà affidata a una ditta del Teramano.
Nel frattempo non mancano le polemiche, come consuetudine
ognuna delle innumerevoli volte che don Claudio ha
ristrutturato o costruito o ampliato o modificato qualcosa.
In particolare c’è chi contesta l’eccessivo costo
dell’opera, ben 380mila euro se tutto andrà bene, in un
periodo di crisi come quello che si sta attraversando.
Fa da contraltare chi ricorda che Montenero non ha più
l’organo da ben sessant’anni e che si tratta di un’opera che
rimarrà per sempre al servizio della chiesa. Di più: la
crisi potrebbe (si spera) nel frattempo passare, visto che
occorreranno diversi anni per costruire e pagare lo
strumento. Quot capita tot sententiae, quante sono le teste
tante sono le opinioni, ma la certezza è solo una: se don
Claudio ha deciso che vuole l’organo, esso ci sarà. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 22 gennaio 2012
Abbandonata a se stessa da quando,
quattro anni fa, fu incendiato il ristorante che ospitava
Casetta del
Mergolo, una storia travagliata
La
struttura appartiene al Comune, che l'affittò ai privati. Ma
già una volta fu "attaccata"
MONTENERO
DI BISACCIA. Per chi è superstizioso può essere la conferma
che quando qualcosa nasce sfortunato è meglio non provarci
ad avere a che fare. Oppure, per chi ha memoria più lunga e
fa parte della schiera che considera l’allora senatrice
Merlin autrice della più ipocrita delle leggi, l’iniziale
“destinazione d’uso” era la più indicata. O ancora, per chi
ha la verve liberale, un ente pubblico come il Comune
dovrebbe fare altro, come fornire servizi, anziché provare a
fare l’imprenditore. Fatta la premessa, occorre introdurre
il protagonista di questa travagliata storia e cioè la casa
che si trova sotto il ponte del Mergolo. La locazione è a
pochi metri dalla Statale 16, quindi dal mare, a confine con
il territorio di Petacciato, precisamente sotto il ponte
dell’Autostrada intitolato al torrente che sovrasta, il
Mergolo appunto.
Una volta qui erano di stanza donne di facili costumi o
prostitute che dir si voglia. Aspettavano i clienti sulla
stradina che amministratori non si sa quanto lungimiranti,
visti i costi insostenibili, un giorno avrebbero trasformato
nella parte conclusiva della futura Mare-Collina. Una via
che forse non sarà mai finita dalla Provincia, ma questa è
un’altra storia. Una volta andate via le lucciole, al Comune
di Montenero venne in mente di ristrutturare la casetta, da
affittare in seguito ai privati, affinché vi realizzassero
un ristoro per gli avventori del tratturo. L’antica via
battuta dai pastori, infatti, passava poche centinaia di
metri lì davanti.
Nel luglio 2003 sembrava tutto pronto: la gara di appalto
era stata vinta, non restava che approntare i locali e
aprirvi un ristorante. Sembrava, perché una bella notte a
qualcuno venne in mente di distruggere i muri della
struttura con un’escavatrice, rubata poco prima in un
cantiere lì vicino. Dietro l’atto, di cui non sarebbero mai
stati individuati i responsabili, la mano di qualcuno che
sapeva maneggiare i mezzi movimento terra. La benna della
ruspa fu beffardamente lasciata infilata in una finestra.
Nonostante
ciò, la casetta fu riparata e infine vi fu aperto il
ristorante. Si chiamava “Il tratturo del re” ed ebbe un
discreto successo. Finché la sorte infausta non tornò a
farsi viva, stavolta attraverso lo strumento principe della
distruzione: il fuoco. Di matrice quasi certamente dolosa,
l’incendio avviluppò tutto lo stabile, distruggendo i due
solai, il tetto e tutti i pergolati di legno circostanti.
Mai individuati i responsabili, tutto secondo cliché.
Da allora sono passati quattro anni e tutto è ancora
abbandonato come quel giorno di dicembre 2007. Il Comune
chissà se ancora vorrà provare a fare l’imprenditore, magari
spendendo altri soldi per riparare un rudere che ormai avrà
minati persino i muri esterni, non avendo più tetto da un
bel po’. Oppure la casetta del Mergolo rimarrà a far bella
mostra di sé, con i postumi dell’incendio ancora ben
visibili, per chissà quanto altro tempo. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 20 gennaio 2012
Nelle foto: in
alto la casetta come appare oggi, in basso la benna della
ruspa lasciata infilata nella finestra dopo l'atto vandalico
del 2003
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Attraverso un'ordinanza sindacale sono state regolamentate
le operazioni di sgombero
Montenero, ognuno
spali la sua neve
I
cittadini dovranno mantenere pulite le aree soggette a
pubblico passaggio davanti casa
MONTENERO
DI BISACCIA. La neve davanti casa propria ognuno deve
toglierla da sé, almeno se si tratta di aree soggette a
pubblico passaggio. Porta il numero 3 l’ordinanza sindacale
emessa dal primo cittadino Nicola Travaglini il 16 gennaio.
Attraverso essa l’inquilino del Palazzo di città regolamenta
lo sgombero della neve su strada pubblica. E, questa la
novità, mette nero su bianco che i cittadini sono tenuti a
fare la propria parte. In fondo come avviene nelle zone più
nevose del mondo dalla notte dei tempi.
In parole povere, se la neve attecchisce a terra, “è fatto
obbligo a tutti i proprietari, conduttori e/o amministratori
di edifici prospicienti aree soggette a pubblico passaggio”,
di sgomberare i “marciapiedi per la loro intera larghezza e
lungo l’intero fronte dello stabile”. Altresì andrà rimosso
il ghiaccio “dai luoghi di passaggio pedonale”, anche
spargendo il sale che sarà fornito gratuitamente ai
richiedenti dal Comune. Unico divieto è di gettare acqua o
altri liquidi che possano formare altro ghiaccio.
Per farla breve, devono rispettare l’ordinanza tutti i
monteneresi che hanno una casa con davanti un marciapiede o
una strada pubblica, ossia la grande maggioranza dei
residenti. Dovranno in sostanza spalare la neve, se e quando
ci sarà, davanti alla propria dimora. Senza aspettare che a
farlo per loro arrivi chissà chi, pagato da chissà chi,
visti i tempi di ristrettezze economiche che corrono. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 17 gennaio 2012
Nella foto il
municipio durante una delle rare nevicate che si verificano
a Montenero di Bisaccia
Analisi attraverso il confronto dei due
sindaci di Montenero a inizio mandato
D’Ascenzo vs
Travaglini, sfida decennale
Il
piano regolatore e la Turbogas dieci anni fa, il multipiano
e il polo scolastico oggi
MONTENERO
DI BISACCIA. Nel 2001 si parlava di grandi opere e progetti,
privati e pubblici, che di lì a poco avrebbero visto la
luce. Coll’esito non sempre felicissimo, certo, e poi c’era
anche la famigerata centrale elettrica turbogas, che avrebbe
inquietato ancora per un po’ gli animi degli ambientalisti
locali (alcuni a corrente di pensiero alternata). Com’è
andata una decade dopo al successore di quel sindaco? Quale
può essere il bilancio del secondo anno dell’era Travaglini
confrontato col suo predecessore?
Dieci anni fa anche Giuseppe D’Ascenzo aveva appena
completato il suo secondo anno alla guida di Montenero.
Sotto il piano strettamente numerico si lasciava alle spalle
gli undici Consigli comunali del 2001, durante i quali si
era parlato di centro commerciale alla marina, sovrappasso
sulla Statale 16, centrale turbogas e di approvazione
definitiva del Piano regolatore. Quest’ultimo strumento
atteso da una ventina d’anni e per rinnovare il quale le
amministrazioni di sinistra pura furono costrette a far
rientrare i moderati centristi in maggioranza. Il centro
commerciale sarà realizzato da un privato e aperto a fine
2004; il cavalcavia pure, ma faticosamente si avvia a
diventare via d’accesso anche per la marina di Montenero. In
sintesi, quando D’Ascenzo era da poco nella stanza dei
bottoni si trovò a cuocere molta carne, spesso preparata
dalla precedente amministrazione. L’argomento che più scottò
fu forse la centrale turbogas, che una ditta privata avrebbe
voluto edificare in contrada Padula, ossia dirimpetto alla
costa. Non se ne sarebbe fatto niente, ma nel frattempo le
varie fazioni politiche ci avrebbero inzuppato per bene il
pane della propaganda, compreso chi – di sinistra e quindi
vicino alla maggioranza – prima era favorevole poi si
sarebbe affrettato a cambiare posizione.
Saltando fino ai nostri giorni l’anno da mettere a confronto
è quello da poco terminato, il 2011. In Comune c’è una nuova
amministrazione, composta anche dalla minoranza che dieci
anni prima contrastava le scelte dell’allora maggioranza.
Alla guida del paese c’è infatti Nicola Travaglini, che nel
2001 era un consigliere di opposizione in erba. Al suo
secondo anno di mandato, ha fatto assistere il pubblico a
soli sette Consigli comunali, come nel 2008, quando il
predecessore D’Ascenzo cominciava a non convocarne più
perché aveva mal di pancia in maggioranza. Adesso non ve ne
sono, anzi è l’attuale minoranza a essere più spaccata che
mai dopo aver egemonizzato il paese per venticinque anni. Si
convocano le assise più raramente, par di capire, perché ne
servono di meno rispetto a prima.
Ma torniamo al raffronto originario, per rilevare che anche
le delibere emesse dal massimo organo civico nel 2011 sono
state minori rispetto a dieci anni prima: quaranta contro
sessantuno, un terzo in meno. Dal punto di vista delle opere
pubbliche Travaglini è meno fortunato di chi c’era prima,
dal momento che non ha da approvare un Piano regolatore
atteso da anni. E’ stato già fatto e goduto. L’avvocato
trentanovenne, tuttavia, ha delle idee e le ha messe nero su
bianco attraverso il piano pluriennale delle opere
pubbliche. Oltre a quello di un palaghiaccio alla marina (a
costruirlo dovrebbe essere un privato), c’è il proposito di
realizzare un altro parcheggio a due piani in via Frentana.
Altro progetto è di collegare con una strada la zona
artigianale con quella commerciale, vale a dire creare una
comoda via per i tir che ogni giorno arrivano all’area Pip
senza nessun faraonico e irrealizzabile ponte sul Trigno in
contrada Piana del mulino. C’è infine il nuovo polo
scolastico, che dovrebbe spostare tutte le scuole di
Montenero, dalla Materna statale in poi, nella zona più
nuova del paese.
Il tempo dirà se queste idee diverranno opere concrete o se
continueranno a essere ciclicamente riscritte nel citato
Piano triennale delle opere pubbliche.
R’d’A.
Il
Quotidiano del Molise 16 gennaio 2012
Nella foto da
sinistra l'ex sindaco Giuseppe D'Ascenzo e l'attuale Nicola
Travaglini
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Lezioni di
fotovoltaico all'Ipsia
Il
progetto rientra nel percorso di alternanza scuola-lavoro
MONTENERO
DI BISACCIA. Orientare e motivare gli alunni delle classi
quarta e quinta affinché acquisiscano competenze spendibili
nel mondo del lavoro. Rientra in quest’ottica l’ultimo
progetto avviato dall’Istituto professionale per l’industria
e l’artigianato di Montenero. Nell’ambito del percorso
“Alternanza scuola-lavoro”, l’istituto retto dalla dirigente
scolastica Giovanna Lattanzi annuncia infatti l’avvio di “A
scuola di fotovoltaico”.
In sintesi i ragazzi dell’Ipsia saranno chiamati a sostenere
dei corsi pomeridiani, durante i quali si parlerà di energie
rinnovabili. Nello specifico saranno trattati temi come
l’installazione e la manutenzione di pannelli fotovoltaici,
i quali com’è noto convertono l’energia del sole in corrente
elettrica. A tenere i corsi saranno gli insegnanti
dell’Istituto professionale Antonio Cantalupo e Roberto
Mascilongo, che assisteranno gli studenti non solo
nell’apprendimento teorico delle materie, ma anche
nell’applicazione pratica. Sono perciò previste
esercitazioni di laboratorio, installazione e conseguente
verifica funzionale.
I ragazzi dell’Ipsia sembra abbiano già dimostrato interesse
verso il corso scelto quest’anno, d’altronde a Montenero di
Bisaccia quello del fotovoltaico è un settore in forte
crescita, sia per quanto riguarda i grossi impianti sia per
quelli di uso domestico. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 13 gennaio 2012
Nella foto l'Ipsia
di Montenero di Bisaccia
L'assessore Magagnato: "Auspico una soluzione rapida della
vicenda"
Proiettile in
Comune, condanna bipartisan
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Solidarietà dalla giunta comunale
dopo l’atto intimidatorio che si è consumato nella massima
istituzione cittadina, con l’arrivo di una lettera anonima
contenente un frammento di proiettile. Un fatto senza
precedenti in paese, a seguito del quale gli assessori
Giuseppe Murazzo, Gianfranca Marchesani, Giuseppe Di Pinto e
Angelo Magagnato vogliono far sentire la propria vicinanza
al sindaco Nicola Travaglini e al presidente del Consiglio
comunale Domenico Porfido. Questi ultimi due, infatti, erano
i destinatari della missiva, firmata, non si sa se con
ironia o mancanza di fantasia, con il nome del boss mafioso
Bernardo Provenzano. All’interno della busta, trovata da un
dipendente comunale davanti al municipio, la punta di un
proiettile di arma da fuoco.
Come se non bastasse, nei giorni scorsi qualcuno ha tentato
di bruciare l’auto di Porfido, cospargendola di benzina e
lasciando la tanica vuota vicino alla vettura, senza però
appiccare il fuoco, fortunatamente. Due gravi gesti, dopo i
quali così commenta la giunta comunale attraverso un
comunicato: “Esprimiamo la nostra piena solidarietà al
sindaco Nicola Travaglini e al presidente del Consiglio
comunale Domenico Porfido – le parole degli assessori -
condannando nel contempo i gravi atti intimidatori che si
sono verificati in questi giorni a Montenero di Bisaccia”.
L’assessore ai Lavori pubblici Angelo Magagnato, legato da
più lunga amicizia personale e politica ai destinatari delle
minacce, ha voluto aggiungere un proprio messaggio.
“Manifesto la mia personale solidarietà e vicinanza umana a
Travaglini e Porfido, ai quali sono legato da lunghi
rapporti di amicizia – le parole di Magagnato - e con i
quali condivido una grande passione politica. Auspico una
soluzione rapida di questa vicenda affinché gli animi si
rasserenino, in modo da poter tornare a lavorare in piena
tranquillità”.
Intanto, all’indomani della notizia che come detto non
conosce precedenti nella storia cittadina, le reazioni non
appaiono esattamente quelle che ci si poteva aspettare. Se
immaginava il diffondersi del panico è probabilmente rimasto
deluso l’autore del gesto, il cui modus operandi non appare
quello di un “professionista”. Forse è questo che lascia
tranquilli i monteneresi, che nella giornata di ieri si sono
scervellati maggiormente, e con piglio più pettegolo, a
scoprire chi erano i giovanissimi del posto arrestati per
spaccio di droga nell’ambito di un’operazione dei
Carabinieri di Vasto.
Sabatini: "Il
clima
di crescente tensione innesca una spirale di degrado"
Anche il coordinatore di Molise civile
Stefano Sabatini, originario per altro di Montenero di
Bisaccia, ha manifestato la propria solidarietà dopo
l’arrivo della lettera col proiettile in Comune. “Esprimo, a
nome mio e di tutto il movimento, la nostra vicinanza e la
nostra solidarietà all’amico Nicola Travaglini, oggetto di
inqualificabili intimidazioni personali e minacce. Penso che
ci stiamo avventurando davvero su una china pericolosa –
continua Sabatini -, cercando di colpire personalmente chi
svolge il proprio compito in favore della comunità, a
prescindere dal colore, dal partito o dalle proprie idee. Si
tratta di episodi inqualificabili sui quali speriamo al più
presto si faccia luce e vengano assicurati alla giustizia i
responsabili delle gravi intimidazioni. Resta la sensazione
che il clima di crescente tensione, spesso alimentato anche
ad hoc con linguaggi violenti e offensivi da parte di
taluni, possa innescare una spirale di degrado del giusto
confronto democratico. Nicola Travaglini, che è un amico ed
un ottimo amministratore pubblico, deve però stare
tranquillo: questo imbarbarimento della lotta politica non
troverà sponda facile e noi ci opporremo in ogni modo ed in
ogni sede a questi fenomeni di degenerazione del pacifico
vivere civile”. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 12 gennaio 2012
Era
destinato al sindaco Travaglini e a
Domenico Porfido
Busta con
proiettile in Comune: indagano i Carabinieri
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. L’avvenimento è del tipo che segna
uno spartiacque. Un fatto del quale non ci si scorda più,
comunque vada a finire. Ieri l’altro in municipio è arrivata
una lettera anonima contenente un pezzo di proiettile,
precisamente una punta senza bossolo, con ogni probabilità
di pistola.
Firmatario della missiva un fantomatico “Bernardo
Provenzano”, destinatari il sindaco Nicola Travaglini e il
presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido. C’erano
i loro nomi sul retro della busta, normalmente affrancata ma
priva del timbro postale. E’ stata infatti trovata
all’ingresso del municipio da un dipendente comunale, che
l’ha depositata nella posta in arrivo. Una volta scoperto il
contenuto, sono stati immediatamente allertati i
Carabinieri, che hanno preso in consegna la lettera e
avviato le indagini del caso.
Non bastasse questo inquietante episodio, ce n’è un altro a
caratterizzare la cronaca altrimenti priva di avvenimenti di
rilievo di Montenero. Nei giorni scorsi ignoti hanno cercato
di incendiare l’automobile di Domenico Porfido e solo per
cause fortuite il mezzo si è salvato. Impossibile non
pensare che i due fatti possano essere collegati.
“Si tratta di un atto senza precedenti che si è manifestato
attraverso un volgare gesto intimidatorio – il commento del
sindaco Travaglini -, una probabile manifestazione di
disagio che è sfociata nel peggior modo possibile. Pur non
trovando alcun apparente collegamento tra questo gesto e la
nostra azione amministrativa – continua il primo cittadino
-, mi preme comunque sottolineare che l’azione di governo
cittadino è stata, e sarà sempre, improntata alla massima
serietà, alla legalità ed alla trasparenza; per tale ragione
siamo sereni e non abbiamo nulla da temere. In questo
momento così delicato, infine, chiedo alle forze politiche
locali di non soffiare sul fuoco del malessere sociale
attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa che
producono il solo effetto di generare pericolose quanto
inutili tensioni”.
Ieri mattina il sindaco ha riunito anche i dipendenti
comunali, al fine di informarli dell’accaduto e
tranquillizzare gli animi. Il fatto rimane comunque senza
precedenti in una piccola comunità abituata sì a normali
fatti di cronaca, ma non a gesti intimidatori che
abitualmente si sentono narrare al telegiornale e che
accadono nelle grandi città. Le indagini in corso serviranno
a chiarire se si tratta del gesto isolato di qualche
squilibrato o, come nessuno si augura, di qualcosa di più
serio.
Nella foto
Nicola Travaglini e Domenico Porfido
La solidarietà
di Chiappini e dell'Idv. Di Pietro avverte: "No si
strumentalizzi"
Sulla lettera col proiettile
si è espresso anche il consigliere regionale Cristiano Di
Pietro. L’esponente dell’Italia dei valori, pur
solidarizzando con Travaglini e Porfido per le minacce
ricevute, ha invitato gli stessi a non accusare le forze
politiche locali di “soffiare sul fuoco del malessere
sociale attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa, che
producono il solo effetto di generare pericolose quanto
inutili tensioni”. Questo si legge infatti nel comunicato
diffuso dal municipio. Dal canto suo Di Pietro jr risponde
che si tratta di dichiarazioni “di una gravità inaudita”,
che fanno “male alla politica e alla democrazia stessa”.
Anche il consigliere di minoranza Giuseppe Chiappini ha
voluto esprimere solidarietà ai colleghi della maggioranza,
definendo l’atto “gravissimo, ma di fronte al quale non
bisogna intimidirsi”.
Il
Quotidiano del Molise 11 gennaio 2012
I
dipietristi: "Travaglini non
mantiene gli impegni"
Differenziata e
referendum, l'Idv torna a bacchettare il sindaco
MONTENERO DI BISACCIA. Raccolta differenziata
dei rifiuti e referendum comunale: l’Italia dei valori torna
all’attacco. Attraverso il suo esponente in Consiglio
comunale Antonio D’Aulerio, il partito dipietrista riprende
i due temi sui quali già il suo predecessore Cristiano Di
Pietro aveva sollecitato la maggioranza retta da Nicola
Travaglini. “Tuttavia, nonostante il pressing dell’Idv – si
legge in un comunicato -, il sindaco continua ad eludere le
domande e, quel che è peggio, continua a non mantenere gli
impegni presi”.
Da qui la presentazione di una nuova interpellanza da parte
del consigliere di minoranza D’Aulerio. L’obiettivo “sapere
quale sia il progetto appositamente predisposto
dall’amministrazione comunale inerente la raccolta
differenziata”, oltre a voler conoscere lo stato dell’arte
riguardo la cosiddetta porta a porta. Questo perché lo
stesso Travaglini, ricorda la nota dell’Idv, dichiarò ad
aprile che entro settembre 2011 sarebbe stato attivato il
servizio, mirante a favorire il riciclo dei rifiuti.
L’esponente dell’opposizione vuole perciò sapere “quali
siano i motivi del ritardo e quali i livelli di raccolta
differenziata a Montenero di Bisaccia”.
Altro argomento sul quale l’esponente di opposizione è
tornato a chiedere spiegazioni è la proposta di regolamento
attuativo di referendum comunale. Un tema sul quale la
maggioranza nicchia dal dicembre 2010, è spiegato nel
comunicato dell’Idv. “Considerato che fino ad ora nessuna
risposta ufficiale è arrivata – si legge nel documento -, e
considerata l’importanza dello strumento referendario come
mezzo di partecipazione diretta della popolazione alla vita
della comunità, Antonio D’Aulerio insiste nel chiedere al
sindaco, Nicola Travaglini, e al presidente del Consiglio
comunale, Domenico Porfido, se sia o no intenzione di questa
amministrazione dotare il Comune di Montenero di Bisaccia
delle norme attuative per i referendum comunali; se sia o no
nelle intenzioni di questa amministrazione comunale tenere
conto della proposta di regolamento attuativo presentata; se
sia stata avviata la fase istruttoria della proposta di
regolamento attuativo e, nel caso non sia stata avviata,
quali siano le motivazioni”. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 11 gennaio 2012
Gli
stranieri “mantengono” Montenero
Bilancio del tasso demografico. In aumento gli abitanti che
arrivano dall'estero
MONTENERO
DI BISACCIA. Trentadue abitanti in più, ma stranieri, invece
i morti sono gli stessi dell’anno prima e i nati sono
diminuiti. Finito il 2011 arriva il momento di stilare un
bilancio demografico e il quadro che il centro bassomolisano
presenta conferma la tendenza degli ultimi anni. Ossia che
la tenuta della popolazione, nonostante la denatalità, è
garantita dai residenti stranieri.
Ed ecco per sommi capi le cifre. Al 31 dicembre erano 6813
gli abitanti di Montenero contro i 6781 dell’anno
precedente. Un saldo positivo che inverte, seppur
timidamente, la tendenza maturata negli ultimi decenni,
durante i quali il numero dei residenti è sceso
sistematicamente e inesorabilmente. Come detto, però, sono i
cittadini stranieri a fare la differenza. Sempre a fine anno
erano 514, ben 58 in più rispetto al 2010 e comunque si
tratta di una cifra che negli ultimi anni è sempre
cresciuta.
Rimane invece negativo il saldo naturale. 51 contro 70 non
lascia molto spazio per qualsivoglia analisi: i morti sono
parecchi più dei nati. E mentre rimane costante il numero di
chi accresce le presenze alla pianetta di “Pacinz”, com’è
chiamata comunemente la collina che ospita il cimitero
comunale, quello delle nascite subisce una flessione. Nel
2010 i nuovi arrivi erano stati infatti 62. In ogni caso, è
quello femminile il genere dominante fra i cinquantuno nuovi
piccoli monteneresi: ben 30 di loro sono bambine.
Questo il quadro demografico a inizio 2012, con il paese che
lentamente risale la china ed esce dallo spopolamento che
sembrava divenuto cronico fino a cinque anni fa. Ma succede
grazie ai residenti esteri, divenuti ormai il 7,5 per cento
del totale abitanti, che poi è un dato perfettamente
allineato con la media nazionale.
R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 8 gennaio 2012
L’Idv
accusa Travaglini dopo il suo ultimo
comunicato
Attacco al
sindaco: fa propaganda con la normale amministrazione
MONTENERO DI BISACCIA. “Che il cambio delle
manopole dei termosifoni venga presentato come una
straordinaria opera di ottimizzazione dei costi dei servizi,
ci pare francamente esagerato”. Così il locale circolo
dell’Italia dei valori all’indomani dell’ultimo comunicato
stampa emesso dall’amministrazione comunale. In esso il
sindaco Nicola Travaglini annunciava il montaggio di un
termostato per ogni calorifero negli edifici scolastici
delle Medie e della Materna statale. Un intervento grazie al
quale è possibile regolare la temperatura stanza per stanza,
evitando così sprechi inutili e migliorando il comfort.
Ma i dipietristi, pur dicendosi contenti che gli impianti
siano stati adeguati, constatano che “il sindaco Travaglini,
preso dalla smania di autocelebrazione, trasforma in
straordinari avvenimenti l’ordinaria amministrazione”. La
deduzione dell’Idv è che lo faccia “nel tentativo di
distogliere l’attenzione da tutto ciò che, in qualità di
sindaco, non è riuscito a realizzare finora”. Sono perciò
citati la raccolta differenziata che non è ancora partita,
il silenzio sulla proposta di referendum comunale, la
mancanza di controllo in merito all’emergenza acqua dello
scorso inverno. Come se non bastasse, aggiungono i seguaci
di Di Pietro nel suo paese, c’è “la gestione di
finanziamenti a pioggia per le persone meno abbienti”, oltre
che la “distribuzione scriteriata di denaro ad
associazioni”.
Il tutto in un momento “in cui si invoca un atteggiamento di
austerity da parte della politica e delle istituzioni”,
tant’è che Travaglini dovrebbe dare “una volta tanto il buon
esempio, magari evitando di sperperare soldi per fornire il
suo staff di addetti alla comunicazione (comunicazione di
non si sa cosa) e rimodulando, ad esempio, le spese
determinate dai premi e retribuzioni di risultato per i suoi
dirigenti attraverso il parere del nucleo di valutazione
comunale”.
Perché, secondo il circolo Idv, “non si può far passare
l’idea che il risparmio di un ente si ottenga attraverso le
manopole dei termosifoni e non combattendo sprechi di cui lo
stesso Travaglini è stato promotore. Vale la pena di
ricordare che – si legge sempre nella nota -, se non fosse
stato per l’Italia dei valori, ora ci ritroveremmo a pagare
anche le consulenze per la folle idea del sindaco di
costruire un palaghiaccio a Montenero”.
La chiosa, infine, sull’acqua di sorgente del Matese, il cui
arrivo è previsto per quest’anno. “A proposito di
celebrazioni – scrivono i dipietristi -, ci auguriamo che
presto arrivi l’acqua di sorgente promessa in pompa magna
insieme a Stefano Sabatini di Molise acque, per giugno 2012.
Speriamo che non faccia la stessa fine della raccolta
differenziata che vede il nostro comune sotto i livelli di
civiltà”. R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 6 gennaio 2012
Al primo
tentativo di istituzione fu la politica degli "adulti" a
metterci lo zampino
Consulta
giovanile, ennesima fumata nera
Solo
in quattro si sono candidati, ma non bastano per fare il
direttivo
MONTENERO DI BISACCIA. Sembra
essersi abbattuta la più pratica delle applicazioni della
legge di Murphy sulla Consulta giovanile. Peggio di così,
infatti, non poteva andare: solo quattro iscritti alla nuova
indizione di elezioni. Un numero insufficiente per iniziare
alcunché e per arrivare a tenere la regolare nomina del
direttivo prevista per il 22 gennaio. Tutto da rifare
avrebbe detto il mitico Gino Bartali, a ragione.
Finisce così il secondo tentativo di istituire l’organo
consultivo dedicato ai giovani di età compresa tra i 15 e i
32 anni. Uno strumento attraverso il quale partecipare alle
scelte dell’amministrazione comunale in fatto di politiche
giovanili, che però a questo punto appare ancora più
compromesso di quanto accadde due anni fa. Al primo
tentativo di istituzione della Consulta fu la politica degli
adulti a metterci lo zampino ed a far saltare tutto. Infatti
iniziarono presto a litigare tra loro i giovani entrati nel
direttivo, aizzati dai vecchi volponi dell’agone montenerese,
di tutti i partiti, da destra a sinistra, nessuno escluso.
Così fu necessario da parte dell’amministrazione, nel
frattempo rinnovata dalle nuove elezioni comunali, rivedere
lo statuto. Tutto sembrava perciò pronto per l’inizio di
questo 2012, ma come detto solo quattro candidati non sono
sufficienti, dal momento che ne servirebbero almeno dodici
(tre probiviri e nove consiglieri) per comporre il
direttivo. A questo punto: tutto da rifare o tutto da
buttare nel dimenticatoio? R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 5 gennaio 2012
Di' la tua sul blog di Montenero On Line
Presepe vivente, grande attesa per l'ultima
rappresentazione
MONTENERO
DI BISACCIA. Si avvia alla conclusione anche la ventottesima
edizione del Presepe vivente e come consuetudine vedrà
arrivare i Magi nelle grotte arenarie che, unite
all’efficacia organizzativa, hanno reso celebre la
manifestazione del centro bassomolisano. L’appuntamento,
ricorda un comunicato stampa del Comune, è per le 14.30 del
6 gennaio, quando il corteo guidati dai tre Magi partirà da
piazza della Libertà. Dopo aver attraversato le vie del
paese, attori e spettatori al seguito arriveranno alla zona
grotte, dove alle 17.00 inizierà l’ultima rappresentazione.
“Un successo di visitatori confermato dalle cinquemila
presenze registrate in poco più di due giorni di apertura al
pubblico – si legge nella nota diramata dal municipio -, che
gratifica sia l’amministrazione comunale per l’impegno
economico profuso, che la Pro Loco, i figuranti e le decine
di volontari che hanno reso unica questa rappresentazione
della Natività. Il percorso del Presepe, raddoppiato
rispetto agli anni precedenti e incastonato in uno scenario
suggestivo nella zona antica del paese dove sono presenti
grotte arenarie datate intorno al 10.000 Avanti Cristo –
continua il comunicato -, consolida una tradizione lunga
ventotto anni e si conferma tra i più interessanti del
Centro-Sud Italia: queste sono infatti le dichiarazioni di
molti ospiti rilasciate al termine della visita. Un’altra
prova del successo della Natività montenerese è stata
fornita dalla delegazione locale che, anche quest’anno, è
stata ospite con ventuno figuranti alla rappresentazione del
Presepe vivente di Matera”.
L’amministrazione ricorda inoltre che è attivo il servizio
di bus-navetta gratuito, fruibile anche dalla piazza, per
quanti volessero raggiungere comodamente la zona grotte.
R.d’A.
Il
Quotidiano del Molise 5 gennaio 2012
Ente
pubblico-cittadino ora più vicini
Con
l'autocertificazione si evitano code chilometriche negli
uffici
MONTENERO
DI BISACCIA. L’autocertificazione sbarca anche in Italia e
quindi nel centro bassomolisano. Sia pur con non si sa
quanto ritardo rispetto ad altri Paesi europei, dal 1
gennaio 2012, ossia da ieri l’altro, in municipio “non
saranno più rilasciati certificati da produrre presso la
pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici
servizi”. Così è riportato nell’avviso che annuncia la
novità, resa necessaria dalla legge di stabilità 2012 (art.
15, legge 12 novembre 2011, n. 183). In pratica le pubbliche
amministrazioni devono ora accontentarsi
dell’autocertificazione, fatta direttamente dai cittadini; e
se proprio servono gli atti ufficiali, devono procurarseli
da sé presso gli altri enti pubblici, o privati che erogano
servizi pubblici, senza importunare gli utenti, come
avvenuto finora.
Alla bisogna, pertanto, gli interessati potranno utilizzare
uno dei moduli disponibili sul sito internet
www.comune.montenerodibisaccia.cb.it. Diversamente, quando
si richiederà un certificato in Comune, sarà apposta la
dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto
agli organi della Pubblica Amministrazione o ai privati
gestori di pubblici servizi". Tradotto: è un documento
superfluo. Per i documenti rilasciati dall’Ufficio anagrafe,
si legge sempre nell’avviso pubblico, “è previsto in ogni
caso il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di
segreteria per ciascun documento”.
Il
Quotidiano del Molise 3 gennaio 2012