In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI GENNAIO 2012
 

L'intera comunità esprime cordoglio per la scomparsa del parroco di san Paolo apostolo

E' morto don Nino Zappitelli

I funerali saranno celebrati a Montenero oggi pomeriggio alle 15

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Quelli che sono stati adolescenti a fine anni Settanta e negli Ottanta lo ricorderanno come il sacerdote dei ragazzi e dei giovani. Per un’intera comunità sarà semplicemente don Nino: sorridente, comprensivo, disponibile. Da un giorno è diventato difficile realizzare che non c’è più, che una domenica mattina non si è svegliato e che è stato trovato dalla madre senza vita sul letto. Don Giovanni Zappitelli se n’è andato così, all’indomani di quello che non poteva saper essere il suo ultimo matrimonio celebrato, alcune ore prima di una messa della domenica mattina come tantissime officiate in trentotto anni di sacerdozio.
Aveva 63 anni don Nino e a piangerlo non è solo la parrocchia di san Paolo apostolo, della quale era titolare. A piangerlo è un intero paese, oltre che gli alunni dei centri circostanti che lo hanno conosciuto durante le ore di religione all’Istituto tecnico commerciale dove ha insegnato.
La notizia della sua morte si è diffusa in un baleno. A scoprire il corpo senza vita del sacerdote è stata la madre, con cui viveva. La donna si è insospettita quando ha visto che il figlio non si alzava dal letto nonostante la sveglia continuasse a suonare. Ha chiamato anche il 118, ma i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso, avvenuto presumibilmente durante la nottata, forse senza che neanche se ne sia accorto don Nino. Stando alle testimonianze raccolte in paese pare che nei giorni immediatamente precedenti avesse capito che qualcosa non andava. Avvertiva infatti dei dolori al tronco e sembra che proprio per oggi avesse prenotata la visita da un cardiologo. Non ci andrà più.
Don Nino Zappitelli fu ordinato sacerdote nell’agosto 1973, data dopo la quale ha cominciato a operare nel suo paese in qualità di vice parroco. Da subito cominciò a occuparsi dei più giovani, ai quali si dedicava organizzando tornei di ping pong e calcio, indossando egli stesso la maglietta di arbitro e sopportando con fare bonario e paternale le piccole liti dei ragazzi e anche le parolacce che qualche volta scappavano sul campo.
Nel 1985 la svolta nella sua carriera sacerdotale, con l’istituzione di una nuova parrocchia a Montenero di Bisaccia. Fu voluta dall’allora vescovo Francesco Ruppi, che ne affidò la guida appunto a don Nino, e fu intitolata a san Paolo apostolo. All’inizio le messe erano celebrate in un locale provvisorio, ma nel 1993 arrivò una chiesa nuova di zecca per l’area allora (e oggi) in espansione urbanistica.
A esprimere il proprio cordoglio è anche il vescovo Gianfranco De Luca unitamente a tutta la Diocesi di Termoli-Larino. “Sacerdote, semplice, umile e dedito al servizio del popolo affidatogli – si legge in una nota diffusa subito dopo la morte -, ha glorificato il Signore nella sua vita lavorando con gioia e dedizione nella vigna del Signore. Cristo, sacerdote eterno, lo accolga come servo buono e fedele rendendolo partecipe della liturgia del cielo”. Ed è sempre la Diocesi ad annunciare che la salma sarà traslata stamattina dall’abitazione e rimarrà dalle 9.00 nella chiesa di san Paolo, dove oggi pomeriggio alle 15.00 saranno celebrati i funerali.
Parole di partecipazione sono arrivate anche dal sindaco Nicola Travaglini a nome di tutta l’amministrazione comunale. “L’intera comunità è stata sconvolta da questa triste notizia fin dalle prime ore del mattino – le parole del primo cittadino -. Ad ognuno di noi è venuta subito in mente l’immagine della sua bontà e della sua disponibilità nei confronti di tutti, soprattutto dei più piccoli; la figura di Don Nino ha rappresentato per tutti noi una guida sicura nel percorso della fede. Egli lascia un vuoto immenso nella comunità della parrocchia di san Paolo apostolo ed anche in tutta la comunità montenerese”.

Il Quotidiano del Molise 30 gennaio 2012

Nella foto don Nino Zappitelli

 

 

La discarica abusiva si trova tra la provinciale 125 e la 127 nel territorio tra Guglionesi e Petacciato

Rifiuti, scempio a bordo strada

Abbandonati sacchi di cemento, materassi e prodotti per l’edilizia

GUGLIONESI-PETACCIATO. Rispetto alle altre volte in cui si è occupato del caso Il Quotidiano del Molise la nota positiva è che la quantità dei rifiuti non è la stessa di altri momenti. Lo scempio però è sempre e comunque lì, a bordo strada. E non lungo un’arteria qualunque, bensì su una Provinciale, precisamente dove si incrociano la 127 e la 125; è il punto esatto dove il territorio di Guglionesi cede il passo agli agri di Montenero e Petacciato. Ma è su Guglionesi, seppur per pochi metri, che ricade la discarica abusiva, mentre alla Provincia di Campobasso appartiene la strada.
Viceversa è più difficile stabilire da quale dei tre paesi coinvolti arriva chi sistematicamente, e da anni, inonda di rifiuti di ogni genere quel lembo di prato ai piedi degli alberi. Sacchi vuoti di cemento e di prodotti per edilizia, materassi, normale immondizia fatta in casa giornalmente, cartoni che contenevano bottiglie di birra. C’è un po’ di tutto, ma almeno nell’ultima ricognizione mancava il micidiale cemento-amianto (eternit). Così come non c’era traccia di elettrodomestici lasciati lì ad arrugginire. Un miglioramento rispetto al passato, quando l’area era piena zeppa di ogni sorta di rifiuti. Il problema tuttavia resta e semmai se ne aggiunge un altro. Perché cambiando strada e dirigendosi sulla più trafficata Provinciale 163, in territorio di Petacciato, non è raro scorgere sacchi di spazzatura gettati nella cunetta. E già, sempre a bordo strada, perché così è più facile disfarsi della “monnezza” lanciandola dal finestrino dell’auto.
Sarà un caso, ma il fenomeno ha iniziato a manifestarsi dopo che a Petacciato è stata istituita la raccolta differenziata porta a porta. La domanda nasce da sé: non è che qualche buontempone anziché adeguarsi alle nuove disposizioni per riciclare i rifiuti preferisce fare alla vecchia maniera? Perché è sicuramente più facile mescolare tutta l’immondizia prodotta in casa come si faceva un tempo, salvo non poterla poi gettare nei normali cassonetti, che spariscono quando si opta per la raccolta porta a porta. E allora, esiste forse un sistema più semplice che scaraventarla a bordo strada e chi s’è visto s’è visto? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 gennaio 2012

Sullo stesso tema:
Speciale discarica abusiva dimenticata (dal 2005 a oggi)

 

 

Bus a corto di carburante

Blocco dei Tir, a Montenero ridotte le corse dei mezzi pubblici

MONTENERO DI BISACCIA. “Comprendo i termini della protesta avviata dagli autotrasportatori, ma credo sia arrivato il momento di assumere atti di responsabilità”. Apre così il sindaco Nicola Travaglini il comunicato stampa con cui annuncia che da oggi le corse dei mezzi pubblici saranno ridotte. A rischio quindi chi fruisce degli scuolabus, così come delle circolari che permettono di raggiungere il poliambulatorio o semplicemente di arrivare in centro dalla periferia e dalle campagne. Il tutto a causa degli scioperi e dei blocchi dei trasportatori attuati in tutta Italia e che anche a Montenero stanno causando numerosi disagi, non ultimo la riduzione delle scorte alimentari nei negozi. Oltre, naturalmente, alla chiusura di tutti e tre i distributori di carburante presenti in paese, che da ieri l’altro hanno esaurito le scorte.
“Da Sindaco posso dire di conoscere da vicino i problemi quotidiani e le difficoltà che affliggono i lavoratori di ogni comparto – le parole di Travaglini –, ma in questi casi bisogna comprendere le esigenze di tutti i cittadini e, in particolare, le necessità delle categorie a rischio. Non posso esimermi quindi dal segnalare come le conseguenze della protesta avviata dagli autotrasportatori stiano diventando davvero gravi: gli automezzi comunali sono ormai a corto di carburante e già da domani mattina (oggi per chi legge n.d.r.) le corse dei bus potrebbero subire limitazioni. Invito pertanto tutti coloro che dovranno usufruire del trasporto pubblico locale, come ad esempio i bambini che dovranno recarsi a scuola, o gli anziani che dovranno raggiungere il poliambulatorio o il medico di famiglia, a prevedere un eventuale servizio alternativo”.
Una situazione grave quella descritta dal primo cittadino e nell’immediato pare non si intravedano vie d’uscita. “I nostri uffici – spiega il sindaco - hanno segnalato prontamente il problema della mancanza di carburante all’Unità di crisi allestita presso la Prefettura di Campobasso ma, al momento, non abbiamo notizie certe circa il rifornimento ai benzinai da parte delle società petrolifere. Mi giungono inoltre informazioni sulla diminuzione delle scorte alimentari presso i principali negozi del paese; spero solo che in questo contesto non si creino anche disagi per il rifornimento di medicinali presso le farmacie. Il mio auspicio è che si acceleri la trattativa con i responsabili di categoria, anche alla luce delle aperture fornite dallo stesso Governo su alcune richieste avanzate dagli stessi autotrasportatori. Si tratta di atti necessari di responsabilità – conclude Travaglini – che contribuiranno ad eliminare il grave disagio che si sta ripercuotendo soprattutto sulle categorie più deboli”.
Come detto, i tre distributori di Montenero sono chiusi da due giorni avendo esaurito le scorte sia di benzina sia di gasolio. Si attende che cessino i blocchi e che le autocisterne arrivino in paese. In tal senso giungono le prime rassicurazioni dai gestori, che parlano di possibilità più che buone che la riapertura delle pompe possa avvenire già stamattina. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 gennaio 2012


 

D'Aulerio interroga il sindaco sul mercato

MONTENERO DI BISACCIA. Spostare un mercato quindicinale ormai in preda alla desolazione: l’Italia dei valori torna su un suo vecchio cavallo di battaglia, pur con un diverso cavaliere, senza però specificare la nuova destinazione stavolta. Il tutto in un’interrogazione a risposta scritta che il consigliere comunale di minoranza Antonio D’Aulerio ha inoltrato al sindaco Nicola Travaglini. L’esponente Idv parte dalla considerazione che pochi operatori commerciali hanno risposto all’ultimo bando pubblico, nel quale si concedevano dei posteggi nella zona dove due volte al mese si tiene in mercato (vie Madonna di Bisaccia e Palermo). Da qui la richiesta al primo cittadino “se sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda intraprendere per il rilancio delle attività ambulanti”. Vi è poi, come detto, il suggerimento di spostare lo stesso mercato in altra sede, cambiamento per il quale almeno tre fattori farebbero propendere a giudizio di D’Aulerio. Il primo è la mancanza di parcheggi, il secondo il disagio creato nella parallela via Foscolo per la deviazione su essa del traffico durante i giorni di mercato, il terzo la mancanza di benefici per i commercianti a posto fisso del paese, poiché tutti i negozi sono lontani dalla zona del mercato.
Lo spostamento, prima che da D’Aulerio, è stato più volte chiesto dal predecessore in Consiglio comunale Cristiano Di Pietro. Il leader cittadino dell’Italia dei valori chiedeva all’allora sindaco Giuseppe D’Ascenzo di far posizionare le bancarelle dei venditori ambulanti in centro, precisamente intorno alla Villa comunale. Dopo battibecchi anche vivaci e interrogazioni, si capì che in piazza non ci sarebbe stato abbastanza spazio. Sarebbero inoltre mancati gli essenziali requisiti di sicurezza, poiché in caso di necessità nemmeno l’ambulanza sarebbe riuscita a passare per raggiungere alcune zone storiche del paese. Da qui, parrebbe, la mancanza di indicazione della piazza quale nuova sede del mercato nell’interrogazione del consigliere Idv. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 gennaio 2012

Nella foto Antonio D'Aulerio


La replica dopo le domande poste da Il Quotidiano del Molise

Idv, prosegue la class action

MONTENERO DI BISACCIA. “Siamo felici di sapere che venga riconosciuta l’attenzione che il nostro partito ha nell’informare la cittadinanza su varie iniziative. Ci conferma che la nostra azione è efficace e che stiamo andando nella giusta direzione”. Questo l’incipit della replica dell’Italia dei valori all’articolo uscito su Il Quotidiano ieri, nel quale si ponevano delle domande sulla class action promossa anche dal partito dipietrista. Il tema riguarda l’acqua ai trialometani a inizio 2011, vicenda a seguito della quale fu promossa una causa collettiva per ottenere il risarcimento da Molise acque per i presunti danni subiti dai cittadini. Dall’anno scorso a oggi, tuttavia, sull’argomento è sceso un silenzio divenuto progressivamente più marcato. Da qui l’idea di chiedere ai diretti interessati il perché.
“E’ utile ricordare che i rallentamenti registrati sono stati determinati – si legge nella nota dell’Idv -, come attentamente spiegato dall’autore dell’articolo, oltre che dal ritardo nella riscossione delle bollette da parte dei Comuni, dal fatto che l’azione legale per l’acqua ai trialometani deve essere effettuata singolarmente in ogni Municipio. Sono questi enti, infatti, che, contrattualmente, rappresentano i soggetti legittimati passivamente, che potranno poi rivalersi su Molise Acque. È chiaro come la pratica di tale procedura, così burocraticamente articolata, non possa essere immediata, ma richieda tempo ed energia. Gli eventuali ritardi nella proposizione dell’azione legale discendono unicamente dalla difficoltà oggettiva di chi sta difendendo i diritti dei cittadini a provare l’interesse ad agire a causa dei ritardi dei ruoli dell’acqua di molti comuni. Detto questo, la class action sta andando avanti e se per alcuni paesi abbiamo registrato, nostro malgrado, dei ritardi, per altri gli atti sono già stati depositati e attendiamo notizie in merito dalla magistratura”.
Resta da registrare che per altri argomenti l’Italia dei valori punzecchia di continuo il Comune per i ritardi. Su questo no.  E se parla del tema è solo dopo che è stata stuzzicata.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 gennaio 2012

Temi correlati:
Che fine ha fatto la class action? (23/01/2012)
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Donata statua di san Pio alla chiesa madre di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. E’ arricchita di una nuova statua la chiesa madre, a dimostrazione che anche nel centro bassomolisano è forte la devozione verso san Pio da Pietrelcina. Domenica sera è avvenuta la cerimonia di benedizione dell’opera, alla presenza del parroco don Claudio D’Ascenzo, del vescovo Gianfranco De Luca e del coordinatore diocesano dei Gruppi di preghiera padre Antonio Pompilio.
La statua rappresenta il santo nella veste di sacerdote, è stato sottolineato, ed ha trovato collocazione nella navata di sinistra della chiesa di san Matteo. A sostenerne le spese è stato il locale Gruppo di preghiera di Padre Pio, che da poche settimane ha festeggiato il suo decimo anno di attività. Da qui l’idea di commissionare una statua del celebre religioso di San Giovanni Rotondo, che nel corso di questi dieci anni è nel frattempo divenuto santo.
“E’ stato una copia perfetta di nostro signore Cristo Gesù” il commento di padre Pompilio per spiegare la grandezza di san Pio, “che come il Messia ha sofferto ed è stato acclamato dalla gente già quand’era in vita”. A seguire il vescovo della diocesi di Termoli-Larino Gianfranco De Luca ha benedetto la statua, per poi presiedere la concelebrazione della messa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 gennaio 2012

 


 

La causa collettiva è stata promossa un anno fa dall’Italia dei valori
e da alcune associazioni dei consumatori

Che fine ha fatto la class action?

Silenzio tombale sul tema. Chi ha sborsato 5 euro si chiede perchè non c’è informazione

MONTENERO DI BISACCIA. L’ultima volta che se n’è sentito parlare è stato dopo che il sindaco Nicola Travaglini ne ha chiesto conto all’Italia dei valori. Correva già il novembre 2011 e dopo la replica degli interessati è tornato il silenzio sull’argomento, esattamente come avveniva già da mesi. E così, esattamente un anno dopo, di causa collettiva per ottenere un risarcimento per l’acqua ai trialometani non si parla più. L’argomento è quello che tenne banco per settimane sulle cronache regionali a inizio 2011. La presenza di trialometani sopra la media, nell’acqua di rubinetto in molti centri del Basso Molise, scatenò un putiferio. A Montenero seguì la classica battaglia politico-elettorale: pareri discordanti, addirittura minacce reciproche di querele tra il leader Idv locale Cristiano Di Pietro e il sindaco Travaglini.
Infine arrivò nel suo paese di origine anche Antonio Di Pietro, per l’occasione spalleggiato dal figlio e da tutto il gotha regionale dell’Italia dei valori. Di Pietro senior venne a promuovere di persona la class action. In sintesi, se qualcuno aveva sbagliato nella gestione dell’emergenza e aveva in qualche modo fatto rischiare l’avvelenamento alla gente, doveva pagare.
Intanto a farlo per primi erano i cittadini: per la modica somma di cinque euro potevano aderire alla causa collettiva. Stando a quanto dichiarato negli stessi ambienti dipietristi, le sottoscrizioni sarebbero arrivate a circa quattromila. Fatto un rapido conto, sono ventimila euro.
Ma un anno dopo a che punto è la class action? Perché un partito come l’Idv, che puntualmente informa i cittadini delle proprie battaglie, tace da così tanti mesi? A lamentarsi cominciano anche i diretti interessati, cioè coloro che firmarono dopo aver sborsato i cinque euro. Non ne sanno più nulla almeno da aprile, quando in una conferenza a Termoli fu annunciato che si stava per depositare l’atto in Tribunale. Dopo di allora silenzio tombale, almeno fino a novembre 2011. Fu allora, infatti, che il sindaco di Montenero Travaglini punzecchiò i dipietristi, chiedendo che fine avesse fatto l’iniziativa. A replicare il giorno dopo il legale che cura la class action per conto delle associazioni dei consumatori promotrici (assieme all’Idv). In parole povere, la tesi espressa nel comunicato di risposta, ad allungare i tempi sarebbero i singoli Comuni, rei di riscuotere troppo in ritardo le bollette dell’acqua dai cittadini. A dimostrazione di ciò il fatto che molti municipi ancora mettessero a ruolo l’anno 2010. A dire il vero il Comune di Montenero è ancora più in ritardo, avendo riscosso da poco l’acqua che i cittadini hanno consumato nel 2009. Ma se davvero è questo il motivo, perché l’Italia dei valori, in genere così attenta a informare su ogni sua attività, ha taciuto fino a quando non è stato il sindaco a stuzzicarla? E ancora, perché dopo di allora, ossia due mesi e mezzo fa, non è più intervenuta sul tema?
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 gennaio 2012

Nella foto Antonio Di Pietro a Montenero di Bisaccia nel gennaio 2011 per promuovere la class action

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L’idea è del parroco don Claudio, ma non mancano le polemiche per il costo eccessivo

San Matteo, dopo 60 anni torna l’organo

Sarà il più grande della costa e verrà installato su un soppalco alla fine della navata destra

MONTENERO DI BISACCIA. L’obiettivo è ambizioso, il costo correlato, la determinazione del parroco non è certo da meno. Sarà probabilmente il più grande di tutto il Basso Molise e la sua installazione ha già richiesto il rafforzamento del solaio e delle sottostanti fondamenta tramite micropali. Parliamo dell’organo a canne che dopo sessant’anni tornerà di nuovo a suonare nella chiesa madre di san Matteo apostolo. Correva infatti la fine degli anni Quaranta quando l’antico edificio di culto finiva di essere smantellato (le operazioni erano iniziate prima della guerra) e iniziava la ricostruzione. A giustificare l’enorme lavoro un cedimento strutturale che ancora divide le opinioni in paese. C’è infatti chi pensa che si poteva salvare la vecchia chiesa, con la quale sono andati perduti parecchi reperti storici. Fra questi il settecentesco organo a canne, smontato e disperso qua e là, tant’è che nessuno negli anni a seguire è riuscito a recuperarlo.
E così don Claudio D’Ascenzo, che dal 1976 a oggi non ha lasciato che una sola chiesa, con annesse pertinenze, fosse trascurata da operazioni di ristrutturazione e restauro, ha pensato di dotare di nuovo san Matteo dell’organo. Il progetto prevede di installarlo su un soppalco da costruire sulla navata destra della chiesa, proprio sopra la porta della sagrestia, quindi accanto al coro. Per sostenere il peso considerevole dello strumento, alto più di dieci metri, è necessario però rafforzare il solaio. Allo scopo sono già stati iniziati i lavori per realizzare dei micropali, tramite i quali sarà possibile far scaricare il peso di soppalco e organo sulle sottostanti fondazioni.
La costruzione dell’organo richiederà qualche anno, almeno tre si vocifera, e sarà affidata a una ditta del Teramano. Nel frattempo non mancano le polemiche, come consuetudine ognuna delle innumerevoli volte che don Claudio ha ristrutturato o costruito o ampliato o modificato qualcosa. In particolare c’è chi contesta l’eccessivo costo dell’opera, ben 380mila euro se tutto andrà bene, in un periodo di crisi come quello che si sta attraversando.
Fa da contraltare chi ricorda che Montenero non ha più l’organo da ben sessant’anni e che si tratta di un’opera che rimarrà per sempre al servizio della chiesa. Di più: la crisi potrebbe (si spera) nel frattempo passare, visto che occorreranno diversi anni per costruire e pagare lo strumento. Quot capita tot sententiae, quante sono le teste tante sono le opinioni, ma la certezza è solo una: se don Claudio ha deciso che vuole l’organo, esso ci sarà. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 gennaio 2012


 

Abbandonata a se stessa da quando, quattro anni fa, fu incendiato il ristorante che ospitava

Casetta del Mergolo, una storia travagliata

La struttura appartiene al Comune, che l'affittò ai privati. Ma già una volta fu "attaccata"

MONTENERO DI BISACCIA. Per chi è superstizioso può essere la conferma che quando qualcosa nasce sfortunato è meglio non provarci ad avere a che fare. Oppure, per chi ha memoria più lunga e fa parte della schiera che considera l’allora senatrice Merlin autrice della più ipocrita delle leggi, l’iniziale “destinazione d’uso” era la più indicata. O ancora, per chi ha la verve liberale, un ente pubblico come il Comune dovrebbe fare altro, come fornire servizi, anziché provare a fare l’imprenditore. Fatta la premessa, occorre introdurre il protagonista di questa travagliata storia e cioè la casa che si trova sotto il ponte del Mergolo. La locazione è a pochi metri dalla Statale 16, quindi dal mare, a confine con il territorio di Petacciato, precisamente sotto il ponte dell’Autostrada intitolato al torrente che sovrasta, il Mergolo appunto.
Una volta qui erano di stanza donne di facili costumi o prostitute che dir si voglia. Aspettavano i clienti sulla stradina che amministratori non si sa quanto lungimiranti, visti i costi insostenibili, un giorno avrebbero trasformato nella parte conclusiva della futura Mare-Collina. Una via che forse non sarà mai finita dalla Provincia, ma questa è un’altra storia. Una volta andate via le lucciole, al Comune di Montenero venne in mente di ristrutturare la casetta, da affittare in seguito ai privati, affinché vi realizzassero un ristoro per gli avventori del tratturo. L’antica via battuta dai pastori, infatti, passava poche centinaia di metri lì davanti.
Nel luglio 2003 sembrava tutto pronto: la gara di appalto era stata vinta, non restava che approntare i locali e aprirvi un ristorante. Sembrava, perché una bella notte a qualcuno venne in mente di distruggere i muri della struttura con un’escavatrice, rubata poco prima in un cantiere lì vicino. Dietro l’atto, di cui non sarebbero mai stati individuati i responsabili, la mano di qualcuno che sapeva maneggiare i mezzi movimento terra. La benna della ruspa fu beffardamente lasciata infilata in una finestra.
Nonostante ciò, la casetta fu riparata e infine vi fu aperto il ristorante. Si chiamava “Il tratturo del re” ed ebbe un discreto successo. Finché la sorte infausta non tornò a farsi viva, stavolta attraverso lo strumento principe della distruzione: il fuoco. Di matrice quasi certamente dolosa, l’incendio avviluppò tutto lo stabile, distruggendo i due solai, il tetto e tutti i pergolati di legno circostanti. Mai individuati i responsabili, tutto secondo cliché.
Da allora sono passati quattro anni e tutto è ancora abbandonato come quel giorno di dicembre 2007. Il Comune chissà se ancora vorrà provare a fare l’imprenditore, magari spendendo altri soldi per riparare un rudere che ormai avrà minati persino i muri esterni, non avendo più tetto da un bel po’. Oppure la casetta del Mergolo rimarrà a far bella mostra di sé, con i postumi dell’incendio ancora ben visibili, per chissà quanto altro tempo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 gennaio 2012

Nelle foto: in alto la casetta come appare oggi, in basso la benna della ruspa lasciata infilata nella finestra dopo l'atto vandalico del 2003

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Attraverso un'ordinanza sindacale sono state regolamentate le operazioni di sgombero

Montenero, ognuno spali la sua neve

I cittadini dovranno mantenere pulite le aree soggette a pubblico passaggio davanti casa

MONTENERO DI BISACCIA. La neve davanti casa propria ognuno deve toglierla da sé, almeno se si tratta di aree soggette a pubblico passaggio. Porta il numero 3 l’ordinanza sindacale emessa dal primo cittadino Nicola Travaglini il 16 gennaio. Attraverso essa l’inquilino del Palazzo di città regolamenta lo sgombero della neve su strada pubblica. E, questa la novità, mette nero su bianco che i cittadini sono tenuti a fare la propria parte. In fondo come avviene nelle zone più nevose del mondo dalla notte dei tempi.
In parole povere, se la neve attecchisce a terra, “è fatto obbligo a tutti i proprietari, conduttori e/o amministratori di edifici prospicienti aree soggette a pubblico passaggio”, di sgomberare i “marciapiedi per la loro intera larghezza e lungo l’intero fronte dello stabile”. Altresì andrà rimosso il ghiaccio “dai luoghi di passaggio pedonale”, anche spargendo il sale che sarà fornito gratuitamente ai richiedenti dal Comune. Unico divieto è di gettare acqua o altri liquidi che possano formare altro ghiaccio.
Per farla breve, devono rispettare l’ordinanza tutti i monteneresi che hanno una casa con davanti un marciapiede o una strada pubblica, ossia la grande maggioranza dei residenti. Dovranno in sostanza spalare la neve, se e quando ci sarà, davanti alla propria dimora. Senza aspettare che a farlo per loro arrivi chissà chi, pagato da chissà chi, visti i tempi di ristrettezze economiche che corrono. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 gennaio 2012

Nella foto il municipio durante una delle rare nevicate che si verificano a Montenero di Bisaccia


 

Analisi attraverso il confronto dei due sindaci di Montenero a inizio mandato

D’Ascenzo vs Travaglini, sfida decennale

Il piano regolatore e la Turbogas dieci anni fa, il multipiano e il polo scolastico oggi

MONTENERO DI BISACCIA. Nel 2001 si parlava di grandi opere e progetti, privati e pubblici, che di lì a poco avrebbero visto la luce. Coll’esito non sempre felicissimo, certo, e poi c’era anche la famigerata centrale elettrica turbogas, che avrebbe inquietato ancora per un po’ gli animi degli ambientalisti locali (alcuni a corrente di pensiero alternata). Com’è andata una decade dopo al successore di quel sindaco? Quale può essere il bilancio del secondo anno dell’era Travaglini confrontato col suo predecessore?
Dieci anni fa anche Giuseppe D’Ascenzo aveva appena completato il suo secondo anno alla guida di Montenero. Sotto il piano strettamente numerico si lasciava alle spalle gli undici Consigli comunali del 2001, durante i quali si era parlato di centro commerciale alla marina, sovrappasso sulla Statale 16, centrale turbogas e di approvazione definitiva del Piano regolatore. Quest’ultimo strumento atteso da una ventina d’anni e per rinnovare il quale le amministrazioni di sinistra pura furono costrette a far rientrare i moderati centristi in maggioranza. Il centro commerciale sarà realizzato da un privato e aperto a fine 2004; il cavalcavia pure, ma faticosamente si avvia a diventare via d’accesso anche per la marina di Montenero. In sintesi, quando D’Ascenzo era da poco nella stanza dei bottoni si trovò a cuocere molta carne, spesso preparata dalla precedente amministrazione. L’argomento che più scottò fu forse la centrale turbogas, che una ditta privata avrebbe voluto edificare in contrada Padula, ossia dirimpetto alla costa. Non se ne sarebbe fatto niente, ma nel frattempo le varie fazioni politiche ci avrebbero inzuppato per bene il pane della propaganda, compreso chi – di sinistra e quindi vicino alla maggioranza – prima era favorevole poi si sarebbe affrettato a cambiare posizione.
Saltando fino ai nostri giorni l’anno da mettere a confronto è quello da poco terminato, il 2011. In Comune c’è una nuova amministrazione, composta anche dalla minoranza che dieci anni prima contrastava le scelte dell’allora maggioranza. Alla guida del paese c’è infatti Nicola Travaglini, che nel 2001 era un consigliere di opposizione in erba. Al suo secondo anno di mandato, ha fatto assistere il pubblico a soli sette Consigli comunali, come nel 2008, quando il predecessore D’Ascenzo cominciava a non convocarne più perché aveva mal di pancia in maggioranza. Adesso non ve ne sono, anzi è l’attuale minoranza a essere più spaccata che mai dopo aver egemonizzato il paese per venticinque anni. Si convocano le assise più raramente, par di capire, perché ne servono di meno rispetto a prima.
Ma torniamo al raffronto originario, per rilevare che anche le delibere emesse dal massimo organo civico nel 2011 sono state minori rispetto a dieci anni prima: quaranta contro sessantuno, un terzo in meno. Dal punto di vista delle opere pubbliche Travaglini è meno fortunato di chi c’era prima, dal momento che non ha da approvare un Piano regolatore atteso da anni. E’ stato già fatto e goduto. L’avvocato trentanovenne, tuttavia, ha delle idee e le ha messe nero su bianco attraverso il piano pluriennale delle opere pubbliche. Oltre a quello di un palaghiaccio alla marina (a costruirlo dovrebbe essere un privato), c’è il proposito di realizzare un altro parcheggio a due piani in via Frentana. Altro progetto è di collegare con una strada la zona artigianale con quella commerciale, vale a dire creare una comoda via per i tir che ogni giorno arrivano all’area Pip senza nessun faraonico e irrealizzabile ponte sul Trigno in contrada Piana del mulino. C’è infine il nuovo polo scolastico, che dovrebbe spostare tutte le scuole di Montenero, dalla Materna statale in poi, nella zona più nuova del paese.
Il tempo dirà se queste idee diverranno opere concrete o se continueranno a essere ciclicamente riscritte nel citato Piano triennale delle opere pubbliche.
R’d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 gennaio 2012

Nella foto da sinistra l'ex sindaco Giuseppe D'Ascenzo e l'attuale Nicola Travaglini

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Lezioni di fotovoltaico all'Ipsia

Il progetto rientra nel percorso di alternanza scuola-lavoro

MONTENERO DI BISACCIA. Orientare e motivare gli alunni delle classi quarta e quinta affinché acquisiscano competenze spendibili nel mondo del lavoro. Rientra in quest’ottica l’ultimo progetto avviato dall’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato di Montenero. Nell’ambito del percorso “Alternanza scuola-lavoro”, l’istituto retto dalla dirigente scolastica Giovanna Lattanzi annuncia infatti l’avvio di “A scuola di fotovoltaico”.
In sintesi i ragazzi dell’Ipsia saranno chiamati a sostenere dei corsi pomeridiani, durante i quali si parlerà di energie rinnovabili. Nello specifico saranno trattati temi come l’installazione e la manutenzione di pannelli fotovoltaici, i quali com’è noto convertono l’energia del sole in corrente elettrica. A tenere i corsi saranno gli insegnanti dell’Istituto professionale Antonio Cantalupo e Roberto Mascilongo, che assisteranno gli studenti non solo nell’apprendimento teorico delle materie, ma anche nell’applicazione pratica. Sono perciò previste esercitazioni di laboratorio, installazione e conseguente verifica funzionale.
I ragazzi dell’Ipsia sembra abbiano già dimostrato interesse verso il corso scelto quest’anno, d’altronde a Montenero di Bisaccia quello del fotovoltaico è un settore in forte crescita, sia per quanto riguarda i grossi impianti sia per quelli di uso domestico. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 gennaio 2012

Nella foto l'Ipsia di Montenero di Bisaccia


 

L'assessore Magagnato: "Auspico una soluzione rapida della vicenda"

Proiettile in Comune, condanna bipartisan

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Solidarietà dalla giunta comunale dopo l’atto intimidatorio che si è consumato nella massima istituzione cittadina, con l’arrivo di una lettera anonima contenente un frammento di proiettile. Un fatto senza precedenti in paese, a seguito del quale gli assessori Giuseppe Murazzo, Gianfranca Marchesani, Giuseppe Di Pinto e Angelo Magagnato vogliono far sentire la propria vicinanza al sindaco Nicola Travaglini e al presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido. Questi ultimi due, infatti, erano i destinatari della missiva, firmata, non si sa se con ironia o mancanza di fantasia, con il nome del boss mafioso Bernardo Provenzano. All’interno della busta, trovata da un dipendente comunale davanti al municipio, la punta di un proiettile di arma da fuoco.
Come se non bastasse, nei giorni scorsi qualcuno ha tentato di bruciare l’auto di Porfido, cospargendola di benzina e lasciando la tanica vuota vicino alla vettura, senza però appiccare il fuoco, fortunatamente. Due gravi gesti, dopo i quali così commenta la giunta comunale attraverso un comunicato: “Esprimiamo la nostra piena solidarietà al sindaco Nicola Travaglini e al presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido – le parole degli assessori - condannando nel contempo i gravi atti intimidatori che si sono verificati in questi giorni a Montenero di Bisaccia”.
L’assessore ai Lavori pubblici Angelo Magagnato, legato da più lunga amicizia personale e politica ai destinatari delle minacce, ha voluto aggiungere un proprio messaggio. “Manifesto la mia personale solidarietà e vicinanza umana a Travaglini e Porfido, ai quali sono legato da lunghi rapporti di amicizia – le parole di Magagnato - e con i quali condivido una grande passione politica. Auspico una soluzione rapida di questa vicenda affinché gli animi si rasserenino, in modo da poter tornare a lavorare in piena tranquillità”.
Intanto, all’indomani della notizia che come detto non conosce precedenti nella storia cittadina, le reazioni non appaiono esattamente quelle che ci si poteva aspettare. Se immaginava il diffondersi del panico è probabilmente rimasto deluso l’autore del gesto, il cui modus operandi non appare quello di un “professionista”. Forse è questo che lascia tranquilli i monteneresi, che nella giornata di ieri si sono scervellati maggiormente, e con piglio più pettegolo, a scoprire chi erano i giovanissimi del posto arrestati per spaccio di droga nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri di Vasto.

Sabatini: "Il clima di crescente tensione innesca una spirale di degrado"

Anche il coordinatore di Molise civile Stefano Sabatini, originario per altro di Montenero di Bisaccia, ha manifestato la propria solidarietà dopo l’arrivo della lettera col proiettile in Comune. “Esprimo, a nome mio e di tutto il movimento, la nostra vicinanza e la nostra solidarietà all’amico Nicola Travaglini, oggetto di inqualificabili intimidazioni personali e minacce. Penso che ci stiamo avventurando davvero su una china pericolosa – continua Sabatini -, cercando di colpire personalmente chi svolge il proprio compito in favore della comunità, a prescindere dal colore, dal partito o dalle proprie idee. Si tratta di episodi inqualificabili sui quali speriamo al più presto si faccia luce e vengano assicurati alla giustizia i responsabili delle gravi intimidazioni. Resta la sensazione che il clima di crescente tensione, spesso alimentato anche ad hoc con linguaggi violenti e offensivi da parte di taluni, possa innescare una spirale di degrado del giusto confronto democratico. Nicola Travaglini, che è un amico ed un ottimo amministratore pubblico, deve però stare tranquillo: questo imbarbarimento della lotta politica non troverà sponda facile e noi ci opporremo in ogni modo ed in ogni sede a questi fenomeni di degenerazione del pacifico vivere civile”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 gennaio 2012


Era destinato al sindaco Travaglini e a Domenico Porfido

Busta con proiettile in Comune: indagano i Carabinieri

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. L’avvenimento è del tipo che segna uno spartiacque. Un fatto del quale non ci si scorda più, comunque vada a finire. Ieri l’altro in municipio è arrivata una lettera anonima contenente un pezzo di proiettile, precisamente una punta senza bossolo, con ogni probabilità di pistola.
Firmatario della missiva un fantomatico “Bernardo Provenzano”, destinatari il sindaco Nicola Travaglini e il presidente del Consiglio comunale Domenico Porfido. C’erano i loro nomi sul retro della busta, normalmente affrancata ma priva del timbro postale. E’ stata infatti trovata all’ingresso del municipio da un dipendente comunale, che l’ha depositata nella posta in arrivo. Una volta scoperto il contenuto, sono stati immediatamente allertati i Carabinieri, che hanno preso in consegna la lettera e avviato le indagini del caso.
Non bastasse questo inquietante episodio, ce n’è un altro a caratterizzare la cronaca altrimenti priva di avvenimenti di rilievo di Montenero. Nei giorni scorsi ignoti hanno cercato di incendiare l’automobile di Domenico Porfido e solo per cause fortuite il mezzo si è salvato. Impossibile non pensare che i due fatti possano essere collegati.
“Si tratta di un atto senza precedenti che si è manifestato attraverso un volgare gesto intimidatorio – il commento del sindaco Travaglini -, una probabile manifestazione di disagio che è sfociata nel peggior modo possibile. Pur non trovando alcun apparente collegamento tra questo gesto e la nostra azione amministrativa – continua il primo cittadino -, mi preme comunque sottolineare che l’azione di governo cittadino è stata, e sarà sempre, improntata alla massima serietà, alla legalità ed alla trasparenza; per tale ragione siamo sereni e non abbiamo nulla da temere. In questo momento così delicato, infine, chiedo alle forze politiche locali di non soffiare sul fuoco del malessere sociale attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa che producono il solo effetto di generare pericolose quanto inutili tensioni”.
Ieri mattina il sindaco ha riunito anche i dipendenti comunali, al fine di informarli dell’accaduto e tranquillizzare gli animi. Il fatto rimane comunque senza precedenti in una piccola comunità abituata sì a normali fatti di cronaca, ma non a gesti intimidatori che abitualmente si sentono narrare al telegiornale e che accadono nelle grandi città. Le indagini in corso serviranno a chiarire se si tratta del gesto isolato di qualche squilibrato o, come nessuno si augura, di qualcosa di più serio.

Nella foto Nicola Travaglini e Domenico Porfido

La solidarietà di Chiappini e dell'Idv. Di Pietro avverte: "No si strumentalizzi"

Sulla lettera col proiettile si è espresso anche il consigliere regionale Cristiano Di Pietro. L’esponente dell’Italia dei valori, pur solidarizzando con Travaglini e Porfido per le minacce ricevute, ha invitato gli stessi a non accusare le forze politiche locali di “soffiare sul fuoco del malessere sociale attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa, che producono il solo effetto di generare pericolose quanto inutili tensioni”. Questo si legge infatti nel comunicato diffuso dal municipio. Dal canto suo Di Pietro jr risponde che si tratta di dichiarazioni “di una gravità inaudita”, che fanno “male alla politica e alla democrazia stessa”.
Anche il consigliere di minoranza Giuseppe Chiappini ha voluto esprimere solidarietà ai colleghi della maggioranza, definendo l’atto “gravissimo, ma di fronte al quale non bisogna intimidirsi”.

Il Quotidiano del Molise 11 gennaio 2012


I dipietristi: "Travaglini non mantiene gli impegni"

Differenziata e referendum, l'Idv torna a bacchettare il sindaco

MONTENERO DI BISACCIA. Raccolta differenziata dei rifiuti e referendum comunale: l’Italia dei valori torna all’attacco. Attraverso il suo esponente in Consiglio comunale Antonio D’Aulerio, il partito dipietrista riprende i due temi sui quali già il suo predecessore Cristiano Di Pietro aveva sollecitato la maggioranza retta da Nicola Travaglini. “Tuttavia, nonostante il pressing dell’Idv – si legge in un comunicato -, il sindaco continua ad eludere le domande e, quel che è peggio, continua a non mantenere gli impegni presi”.
Da qui la presentazione di una nuova interpellanza da parte del consigliere di minoranza D’Aulerio. L’obiettivo “sapere quale sia il progetto appositamente predisposto dall’amministrazione comunale inerente la raccolta differenziata”, oltre a voler conoscere lo stato dell’arte riguardo la cosiddetta porta a porta. Questo perché lo stesso Travaglini, ricorda la nota dell’Idv, dichiarò ad aprile che entro settembre 2011 sarebbe stato attivato il servizio, mirante a favorire il riciclo dei rifiuti. L’esponente dell’opposizione vuole perciò sapere “quali siano i motivi del ritardo e quali i livelli di raccolta differenziata a Montenero di Bisaccia”.
Altro argomento sul quale l’esponente di opposizione è tornato a chiedere spiegazioni è la proposta di regolamento attuativo di referendum comunale. Un tema sul quale la maggioranza nicchia dal dicembre 2010, è spiegato nel comunicato dell’Idv. “Considerato che fino ad ora nessuna risposta ufficiale è arrivata – si legge nel documento -, e considerata l’importanza dello strumento referendario come mezzo di partecipazione diretta della popolazione alla vita della comunità, Antonio D’Aulerio insiste nel chiedere al sindaco, Nicola Travaglini, e al presidente del Consiglio comunale, Domenico Porfido, se sia o no intenzione di questa amministrazione dotare il Comune di Montenero di Bisaccia delle norme attuative per i referendum comunali; se sia o no nelle intenzioni di questa amministrazione comunale tenere conto della proposta di regolamento attuativo presentata; se sia stata avviata la fase istruttoria della proposta di regolamento attuativo e, nel caso non sia stata avviata, quali siano le motivazioni”.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 gennaio 2012


 

Gli stranieri “mantengono” Montenero

Bilancio del tasso demografico. In aumento gli abitanti che arrivano dall'estero

MONTENERO DI BISACCIA. Trentadue abitanti in più, ma stranieri, invece i morti sono gli stessi dell’anno prima e i nati sono diminuiti. Finito il 2011 arriva il momento di stilare un bilancio demografico e il quadro che il centro bassomolisano presenta conferma la tendenza degli ultimi anni. Ossia che la tenuta della popolazione, nonostante la denatalità, è garantita dai residenti stranieri.
Ed ecco per sommi capi le cifre. Al 31 dicembre erano 6813 gli abitanti di Montenero contro i 6781 dell’anno precedente. Un saldo positivo che inverte, seppur timidamente, la tendenza maturata negli ultimi decenni, durante i quali il numero dei residenti è sceso sistematicamente e inesorabilmente. Come detto, però, sono i cittadini stranieri a fare la differenza. Sempre a fine anno erano 514, ben 58 in più rispetto al 2010 e comunque si tratta di una cifra che negli ultimi anni è sempre cresciuta.
Rimane invece negativo il saldo naturale. 51 contro 70 non lascia molto spazio per qualsivoglia analisi: i morti sono parecchi più dei nati. E mentre rimane costante il numero di chi accresce le presenze alla pianetta di “Pacinz”, com’è chiamata comunemente la collina che ospita il cimitero comunale, quello delle nascite subisce una flessione. Nel 2010 i nuovi arrivi erano stati infatti 62. In ogni caso, è quello femminile il genere dominante fra i cinquantuno nuovi piccoli monteneresi: ben 30 di loro sono bambine.
Questo il quadro demografico a inizio 2012, con il paese che lentamente risale la china ed esce dallo spopolamento che sembrava divenuto cronico fino a cinque anni fa. Ma succede grazie ai residenti esteri, divenuti ormai il 7,5 per cento del totale abitanti, che poi è un dato perfettamente allineato con la media nazionale.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 gennaio 2012


 

L’Idv accusa Travaglini dopo il suo ultimo comunicato

Attacco al sindaco: fa propaganda con la normale amministrazione

MONTENERO DI BISACCIA. “Che il cambio delle manopole dei termosifoni venga presentato come una straordinaria opera di ottimizzazione dei costi dei servizi, ci pare francamente esagerato”. Così il locale circolo dell’Italia dei valori all’indomani dell’ultimo comunicato stampa emesso dall’amministrazione comunale. In esso il sindaco Nicola Travaglini annunciava il montaggio di un termostato per ogni calorifero negli edifici scolastici delle Medie e della Materna statale. Un intervento grazie al quale è possibile regolare la temperatura stanza per stanza, evitando così sprechi inutili e migliorando il comfort.
Ma i dipietristi, pur dicendosi contenti che gli impianti siano stati adeguati, constatano che “il sindaco Travaglini, preso dalla smania di autocelebrazione, trasforma in straordinari avvenimenti l’ordinaria amministrazione”. La deduzione dell’Idv è che lo faccia “nel tentativo di distogliere l’attenzione da tutto ciò che, in qualità di sindaco, non è riuscito a realizzare finora”. Sono perciò citati la raccolta differenziata che non è ancora partita, il silenzio sulla proposta di referendum comunale, la mancanza di controllo in merito all’emergenza acqua dello scorso inverno. Come se non bastasse, aggiungono i seguaci di Di Pietro nel suo paese, c’è “la gestione di finanziamenti a pioggia per le persone meno abbienti”, oltre che la “distribuzione scriteriata di denaro ad associazioni”.
Il tutto in un momento “in cui si invoca un atteggiamento di austerity da parte della politica e delle istituzioni”, tant’è che Travaglini dovrebbe dare “una volta tanto il buon esempio, magari evitando di sperperare soldi per fornire il suo staff di addetti alla comunicazione (comunicazione di non si sa cosa) e rimodulando, ad esempio, le spese determinate dai premi e retribuzioni di risultato per i suoi dirigenti attraverso il parere del nucleo di valutazione comunale”.
Perché, secondo il circolo Idv, “non si può far passare l’idea che il risparmio di un ente si ottenga attraverso le manopole dei termosifoni e non combattendo sprechi di cui lo stesso Travaglini è stato promotore. Vale la pena di ricordare che – si legge sempre nella nota -, se non fosse stato per l’Italia dei valori, ora ci ritroveremmo a pagare anche le consulenze per la folle idea del sindaco di costruire un palaghiaccio a Montenero”.
La chiosa, infine, sull’acqua di sorgente del Matese, il cui arrivo è previsto per quest’anno. “A proposito di celebrazioni – scrivono i dipietristi -, ci auguriamo che presto arrivi l’acqua di sorgente promessa in pompa magna insieme a Stefano Sabatini di Molise acque, per giugno 2012. Speriamo che non faccia la stessa fine della raccolta differenziata che vede il nostro comune sotto i livelli di civiltà”.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 gennaio 2012


 

Al primo tentativo di istituzione fu la politica degli "adulti" a metterci lo zampino

Consulta giovanile, ennesima fumata nera

Solo in quattro si sono candidati, ma non bastano per fare il direttivo

MONTENERO DI BISACCIA. Sembra essersi abbattuta la più pratica delle applicazioni della legge di Murphy sulla Consulta giovanile. Peggio di così, infatti, non poteva andare: solo quattro iscritti alla nuova indizione di elezioni. Un numero insufficiente per iniziare alcunché e per arrivare a tenere la regolare nomina del direttivo prevista per il 22 gennaio. Tutto da rifare avrebbe detto il mitico Gino Bartali, a ragione.
Finisce così il secondo tentativo di istituire l’organo consultivo dedicato ai giovani di età compresa tra i 15 e i 32 anni. Uno strumento attraverso il quale partecipare alle scelte dell’amministrazione comunale in fatto di politiche giovanili, che però a questo punto appare ancora più compromesso di quanto accadde due anni fa. Al primo tentativo di istituzione della Consulta fu la politica degli adulti a metterci lo zampino ed a far saltare tutto. Infatti iniziarono presto a litigare tra loro i giovani entrati nel direttivo, aizzati dai vecchi volponi dell’agone montenerese, di tutti i partiti, da destra a sinistra, nessuno escluso.
Così fu necessario da parte dell’amministrazione, nel frattempo rinnovata dalle nuove elezioni comunali, rivedere lo statuto. Tutto sembrava perciò pronto per l’inizio di questo 2012, ma come detto solo quattro candidati non sono sufficienti, dal momento che ne servirebbero almeno dodici (tre probiviri e nove consiglieri) per comporre il direttivo. A questo punto: tutto da rifare o tutto da buttare nel dimenticatoio? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 gennaio 2012

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Presepe vivente, grande attesa per l'ultima rappresentazione

MONTENERO DI BISACCIA. Si avvia alla conclusione anche la ventottesima edizione del Presepe vivente e come consuetudine vedrà arrivare i Magi nelle grotte arenarie che, unite all’efficacia organizzativa, hanno reso celebre la manifestazione del centro bassomolisano. L’appuntamento, ricorda un comunicato stampa del Comune, è per le 14.30 del 6 gennaio, quando il corteo guidati dai tre Magi partirà da piazza della Libertà. Dopo aver attraversato le vie del paese, attori e spettatori al seguito arriveranno alla zona grotte, dove alle 17.00 inizierà l’ultima rappresentazione.
“Un successo di visitatori confermato dalle cinquemila presenze registrate in poco più di due giorni di apertura al pubblico – si legge nella nota diramata dal municipio -, che gratifica sia l’amministrazione comunale per l’impegno economico profuso, che la Pro Loco, i figuranti e le decine di volontari che hanno reso unica questa rappresentazione della Natività. Il percorso del Presepe, raddoppiato rispetto agli anni precedenti e incastonato in uno scenario suggestivo nella zona antica del paese dove sono presenti grotte arenarie datate intorno al 10.000 Avanti Cristo – continua il comunicato -, consolida una tradizione lunga ventotto anni e si conferma tra i più interessanti del Centro-Sud Italia: queste sono infatti le dichiarazioni di molti ospiti rilasciate al termine della visita. Un’altra prova del successo della Natività montenerese è stata fornita dalla delegazione locale che, anche quest’anno, è stata ospite con ventuno figuranti alla rappresentazione del Presepe vivente di Matera”. 
L’amministrazione ricorda inoltre che è attivo il servizio di bus-navetta gratuito, fruibile anche dalla piazza, per quanti volessero raggiungere comodamente la zona grotte. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 gennaio 2012


 

Ente pubblico-cittadino ora più vicini

Con l'autocertificazione si evitano code chilometriche negli uffici

MONTENERO DI BISACCIA. L’autocertificazione sbarca anche in Italia e quindi nel centro bassomolisano. Sia pur con non si sa quanto ritardo rispetto ad altri Paesi europei, dal 1 gennaio 2012, ossia da ieri l’altro, in municipio “non saranno più rilasciati certificati da produrre presso la pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”.  Così è riportato nell’avviso che annuncia la novità, resa necessaria dalla legge di stabilità 2012 (art. 15, legge 12 novembre 2011, n. 183). In pratica le pubbliche amministrazioni devono ora accontentarsi dell’autocertificazione, fatta direttamente dai cittadini; e se proprio servono gli atti ufficiali, devono procurarseli da sé presso gli altri enti pubblici, o privati che erogano servizi pubblici, senza importunare gli utenti, come avvenuto finora.
Alla bisogna, pertanto, gli interessati potranno utilizzare uno dei moduli disponibili sul sito internet www.comune.montenerodibisaccia.cb.it. Diversamente, quando si richiederà un certificato in Comune, sarà apposta la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica Amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi". Tradotto: è un documento superfluo. Per i documenti rilasciati dall’Ufficio anagrafe, si legge sempre nell’avviso pubblico, “è previsto in ogni caso il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per ciascun documento”.

Il Quotidiano del Molise 3 gennaio 2012


 


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