Mafalda.
Sul posto tre squadre dei Vigili del fuoco.
I carabinieri aprono un’inchiesta, si teme il dolo
Venti auto divorate
dalle fiamme, è giallo
Il rogo
di vaste proporzioni è scoppiato in un’officina. Ladri in azione
al bar accanto
MAFALDA.
Un incendio scoppiato non si sa come in un’officina e un furto
di pochi euro al bar accanto. Notte concitata quella tra sabato
e domenica in contrada Pianette, nei pressi dello svincolo sulla
Statale Trignina e a pochi passi dal fiume. Qui, poco dopo la
mezzanotte, sono dovute intervenire ben tre squadre dei Vigili del
fuoco. Ad andare in fiamme il capannone adibito a officina, nei
pressi di un distributore di carburanti, e una ventina di mezzi,
tra rottami destinati a fornire ricambi da sfascio e vetture
funzionanti. Le fiamme hanno lambito anche il bar situato
accanto, al quale hanno causato danni alla facciata, rovinato
una porta e bruciati i due motori esterni dei climatizzatori.
A dare l’allarme sono stati dei passanti, che hanno avvisato i
pompieri e i proprietari, subito accorsi. I Vigili del fuoco
sono arrivati da Termoli, Vasto e Campobasso e sono stati
impegnati fino alle quattro di notte per domare il rogo,
alimentato probabilmente non solo dalle auto, parcheggiate
dentro il capanno e sul piazzale, ma anche dai lubrificanti
stipati all’interno.
Durante
un sopralluogo per verificare eventuali danni all’interno del
bar, infine, l’ulteriore amara scoperta: il vetro dell’ingresso
infranto da sconosciuti che si sono introdotti per rubare gli
spiccioli rimasti nel registratore di cassa ed altri oggetti.
“Quando sono arrivato ho sentito un botto e visto volare il
radiatore di una macchina dall’altra parte della strada”. Questo
il racconto di un testimone. Per fortuna le fiamme sono state
domate, altrimenti avrebbero potuto raggiungere le vicine pompe
della benzina e innescare un incendio di proporzioni ancora più
devastanti.
Si ignorano al momento le cause dell’accaduto. Sul posto sono
giunti i Carabinieri della locale stazione, che hanno aperto
un’inchiesta al fine di capire, se possibile, se si è trattato
di un evento fortuito o doloso. Certo il furto al bar accanto
all’officina fa pensare che qualche intruso, nella notte tra
sabato e domenica, si aggirasse da quelle parti. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 31
maggio 2010
Nelle foto:
l'incendio ancora in corso (foto scattata da passante col
cellulare), i danni del giorno dopo
Domenica
pomeriggio si è tenuta l’assemblea di tutti i
soci.
Tante le polemiche e i litigi nella sala polivalente
Le mani della
politica sulla Pro Loco
Il
centrosinistra non ci sta a perdere anche l’associazione
culturale
MONTENERO DI BISACCIA. Le mani della politica sulla Pro Loco. Forse non
è una novità ma, almeno fino a quando era egemone il
centrosinistra, battibecchi non se n’erano visti. E si capisce.
Adesso che la fazione opposta ha il favore popolare ed è in
amministrazione comunale, i litigi approdano anche
nell’associazione fondata dallo storico e scrittore Emilio
Ambrogio Paterno.
Teatro della disputa la sala polivalente, dove domenica
pomeriggio c’è stata l’assemblea per il rinnovo del direttivo.
La lite è partita subito, già dal metodo da seguire per eleggere
il nuovo esecutivo dell’associazione culturale: quali tesserati
candidare, con quanti mesi di presenza associativa ecc. La
riunione è stata caratterizzata da toni concitati, si sono
sentite molte urla, qualcuno ha registrato con un telefonino e
promette che finirà tutto su internet attraverso You Tube. Alla
fine la votazione è arrivata. Il nuovo direttivo è composto di
sei persone, le quali dovranno nominare il nuovo presidente
della Pro Loco “Frentana”.
Il tutto a margine di uno spettacolo poco edificante, dal quale
è per esempio immune un’altra associazione come l’Avis dei
donatori di sangue. Da quelle parti non si è mai litigato per
entrare nel direttivo, anzi sono costretti a rimanerci sempre
gli stessi perché nessuno si fa avanti. Ma almeno non c’è
lottizzazione politica, un’organizzazione che guarda fiera, anzi
con indifferenza che sa di agnosticismo a centrodestra e
centrosinistra. Per la Pro Loco è evidentemente tutto diverso: è
finanziata principalmente dall’amministrazione e, per Statuto,
al suo interno devono esserci alcuni consiglieri comunali.
Finora, e da venticinque anni, a comandare era stato il
centrosinistra, fazione politica da sempre, e spesso con
ostentata presunzione, convinta di essere detentrice della
cultura per chissà quale investitura celeste. Oggi in
amministrazione comunale c’è anche il centrodestra, che
naturalmente ha ben pensato di non lasciare l’associazione in
mano agli avversari. Da qui, non è evidente ma plateale,
l’inizio dei litigi anche nella Pro Loco, che i progressisti
pare non vogliano mollare. Pazienza se un liberale puro come
Paterno, che la fondò nel 1945, potrebbe a questo punto
rivoltarsi nella tomba che lo ospita in contrada Lame di
Bisaccia da trentanove anni.
Il Quotidiano del Molise 25
maggio 2010
Dì la tua sul blog di Montenero On Line
Alla guida
della Tigra una 38enne nigeriana, le sue
condizioni non sono preoccupanti
Auto spicca il volo
e si capovolge
Lo
spettacolare incidente è avvenuto ieri mattina sulla Provinciale
153

di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Una scena del genere forse non sarebbe
riuscita così bene nemmeno al più bravo stuntman del mondo.
Sbandare con l’auto, salire su un gabbione tondo di ferro per
pali di fondazione, prendere il volo e finire capovolti su un
grosso mucchio di detriti edili, dieci metri più in là. Eppure è
quanto accaduto ieri mattina presto, intorno alle sei, lungo la
Provinciale Mare-Collina, all’altezza della rotatoria che segna
l’inizio del centro abitato.
Protagonista
dello spettacolare incidente una donna nigeriana, C.L. di
trentotto anni, alla guida di una Opel Tigra. Dopo l’impatto è
stata soccorsa dai sanitari del 118, che l’hanno trasportata
presso l’ospedale di Termoli. Per fortuna le sue condizioni non
destano preoccupazione.
Probabilmente ad attutire il colpo è stata la relativa
morbidezza del fondo sul quale l’auto è finita dopo aver preso
il volo. Da una prima ricostruzione sembra infatti che la Tigra
abbia iniziato a sbandare lungo la Provinciale, in direzione
Montenero e a pochi metri dalla rotatoria. A quel punto, si
deduce dai segni sull’asfalto, la piccola macchina sportiva si è
portata sulla corsia opposta, superando il marciapiede, sempre
sbandando, e infine salendo sul gabbione metallico depositato
sul terreno adiacente la strada. Quasi certamente è stata
proprio la forma rotonda del manufatto a fungere da vero e
proprio trampolino. La Tigra si è infatti alzata da terra,
ricadendo con il tettuccio all’ingiù una decina di metri dopo su
un mucchio di calcinacci.
Nonostante tutto l’abitacolo dell’auto appariva piuttosto
integro dopo l’impatto e non si è aperto neanche l’airbag, di
cui l’auto era dotata. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri
della locale stazione per i rilievi del caso. Nel frattempo i
numerosi passanti sulla Sp 153 tutti a chiedersi com’è finita
quella macchina lì, oppure “ma a chi è venuto in mente di
gettarla assieme ai detriti edili”.
Il Quotidiano del Molise 23
maggio 2010
La
provinciale, aperta al traffico un anno fa, termina su un
cedimento che si è "risvegliato"
Mare-Collina, la
frana è tornata
L'anno
scorso un semplice maquillage. Ma l'asfalto è tornato a creparsi
|
 |
 |
|
Dopo il maquillage di un anno fa |
Lo stesso punto fotografato ieri l'altro |
MONTENERO DI BISACCIA. “Te l’avevo detto io, te l’avevo detto io”. Così
ripeteva ossessivamente un personaggio in un cartone animato
anni fa. La frase può essere mutuata da Il Quotidiano. Perché
nell’agosto 2009, su queste colonne, è stato scritto che sarebbe
franato di nuovo il tratto di strada sul quale sfocia la
(parziale) Mare-Collina. Dalla Provincia arrivava una piccata
replica, nella quale il cronista era tacciato di essere “non
nuovo a questo atteggiamento”, ossia avvezzo a considerazioni
“strumentali e faziose”. E’ bastato aspettare un po’, la storica
e prevista frana è tornata. Senza che siano occorsi studi
geologici o improbabili sfere di cristallo. E’ bastato osservare
negli anni cosa accadeva, per poi tornare sul posto con una moto
di piccola cilindrata (con una potente sarebbe stato rischioso,
visto lo stato dell’asfalto) e armati di macchina fotografica.
Il cedimento si trova in bell’evidenza lungo l’arteria Querce
Grosse, che è del Consorzio di bonifica, ma proprio dove la
strada a scorrimento veloce Montenero-mare vi confluisce. In
sintesi chi scende, per non prendere buche e rischiare di finire
fuori strada, deve spostarsi a sinistra. E se fino a un anno fa
questo significava “solo” il pericolo di prendere frontalmente
l’eventuale automobilista proveniente nel senso opposto, oggi
vuol dire avvicinarsi sinistramente anche a chi effettua lo stop
sulla Provinciale. Se poco poco quest’ultimo non si ferma
esattamente sulla linea, ma un po’ dopo, patatrac.
Di più: chi arriva dalla Mare-Collina si immette sull’altra via
proprio sulla frana. Per evitarla deve spostarsi a sinistra e
pertanto invadere l’altrui corsia più del necessario.
Solo l’anno scorso tutto è stato appianato e riasfaltato, un
maquillage poco duraturo, è evidente. C’era da inaugurare il
nuovo tratto di Provinciale, forse sarebbe stato imbarazzante
mostrare che finiva su una frana, benché ricadente su strada di
altro ente. Al cittadino, in fondo, cosa importa di certe
sottigliezze politico-burocratiche. Semmai pensa alla sua
sicurezza e agli ammortizzatori dell’automobile. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 21 maggio
2010
Ecco
invece come (ri)diventerà (foto del 2007)

Sullo
stesso tema:
La
Mare-Collina si allunga tra le polemiche (12/08/2009)
Con due
schedine da 3 euro e 50 centesimi sono
stati vinti 114 mila euro al Superenalotto
La dea bendata
bacia Montenero
Si apre
la caccia ai fortunati ma potrebbero non essere del paese
bassomolisano
MONTENERO
DI BISACCIA. 114mila euro non sono pochi, peccato soltanto che
la somma sia da dividere per due. Tanti sono infatti gli
sconosciuti grazie ai quali la dea bendata è tornata a far
visita al centro bassomolisano. La vincita al Superenalotto è
avvenuta presso la ricevitoria “Bar Bivio”, situata proprio
sulla rotonda nell’omonima zona, un tempo periferica, oggi
completamente urbanizzata.
Le due giocate, di tre euro e cinquanta centesimi ciascuna,
hanno dato i propri frutti nell’estrazione di sabato. Una
combinazione vincente di due 5, cinque 3 e cinque 4, che con
l’indispensabile benedizione della fortuna ha ingrossato le
tasche dei vincitori di 57144 euro a testa. Chi siano non si sa,
ma questa non è certo una novità a Montenero, dove ci si guarda
sempre bene dal far conoscere chi è in grado di sedurre la
famosa e talvolta generosa dea.
La titolare dell’esercizio, Ida Zappitelli, spiega che può
essere gente di Montenero o anche di fuori, visto che il bar si
trova in un luogo di passaggio. Per la sua ricevitoria è la
prima vincita di questo tenore, mentre per il paese è già la
seconda in questa prima metà del 2010. Risale infatti a febbraio
l’ultimo sostanzioso colpo al Superenalotto, che però si fermò a
quota 35mila. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 19
maggio 2010
Intervista
a Riccardo Fogli poco prima del concerto che
ha tenuto ieri a Montenero
"Canto amore e
amicizia"
L'artista si ricorda del luogo, dove è già stato, e annuncia il
suo matrimonio
di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Piccola Katy, Noi due nel mondo e
nell’anima, Storie di tutti i giorni, Malinconia e tanti altri
successi: “canzoni interiormente importanti per me”, che parlano
“fondamentalmente di amore e amicizia”. Così Riccardo Fogli in
apertura dell’intervista che ha preceduto il concerto di ieri
sera, in occasione della festa della Madonna di Bisaccia. L’ex
Pooh e vincitore di Sanremo è già stato a Montenero nel 1991,
inevitabile chiedergli se si ricorda.
“Mi ricordo il suono delle parole, della lingua, la strada – la
risposta del musicista -. Montenero di Bisaccia me lo ricordo
perché è il paese che ha dato i natali all’onorevole Di Pietro,
ho degli amici che abitano qui vicino che mi hanno accompagnato.
Lo vedo volentieri (si gira e indica una foto antica del paese
n.d.r.) perché mi ricorda dove vivo, Campiglia Marittima, dove
la gente ha i polpacci robusti, ci si saluta tutti”.
Quando ha cominciato c’erano i pantaloni a zampa di elefante
e amplificatori che si sentivano male. Oggi gli strumenti sono
perfetti, ma c’è qualcosa che rimpiange di quei primi tempi?
“Rimpiango il fatto che ero magro come un chiodo, non avevo mai
fame, mai sete, dolori… A vent’anni il mondo è apparentemente
più bello, i dolori sono meno dolorosi, la fatica è meno
faticosa, l’amore è una scoperta quotidiana. Non che vorrei
tornare a vent’anni, sto bene con i miei sessantadue inoltrati”.
Inevitabile parlare dei Pooh, con i quali è stato fino al
1973. Cosa Fogli ha dato loro e viceversa?
“Loro mi hanno dato tanto, ero un ragazzetto, facevo il gommista
(…), loro erano già musicalmente avanti, anche culturalmente,
specialmente il mio amico Valerio (Negrini n.d.r.) dal quale ho
attinto molto; Facchinetti è stato un fratello. Credo di aver
portato una ventata di energia, poi avevo una voce
inarrestabile, che arrivava ovunque. Ci siamo dati molto,
infatti siamo in ottimi rapporti, ogni tanto suoniamo anche
insieme”.
E’ anche un maratoneta, come fa a cantare dopo faticate di
quel tipo?
“Devo dire il contrario, quando sono preparato, quando mi alleno
per una corsa importante sono particolarmente magro e energico.
Devo solo stare attento a non prendere freddo alla gola, però la
corsa fortifica, il mangiar poco, bere tanta acqua, fa bene”.
Progetti futuri?
“Un mare di progetti futuri, nuove corse, sfide, mi sposo
presto, molto presto. Qualcuno mi dice ti sposi spesso? No,
l’ultima volta è stato nel ’71, quindi mi sposo una volta ogni
trentanove anni”.
La ragazza che a breve diventerà la signora Fogli è lì accanto,
durante l’intervista più volte i due si sono mandati sorrisi.
Poco dopo, mentre gli strumentisti provano, si scopre la data
del matrimonio: sabato prossimo.
Il Quotidiano del Molise 18
maggio 2010
VIDEO CON L'INTERVISTA COMPLETA E QUALCHE CLIP DEL CONCERTO
A Montenero la sala
prove per i musicisti
MONTENERO DI BISACCIA. Il sogno di tutti i musicisti in erba è diventato
realtà: Montenero ha una sala prove. Non una qualunque stanza in
qualche masseria lontano dal centro, ma un vero e proprio locale
insonorizzato e attrezzato con la strumentazione base. E sta in
paese, così che anche chi non ha la patente possa recarvisi. La
struttura è stata realizzata dal Comune e si trova nei locali
della vecchia biblioteca, in via Massangioli. A gestire il tutto
l’associazione “Controtempo”, che su prenotazione - e previo
pagamento di una piccola somma – apre la sala prove ai gruppi
musicali che vogliano usufruire del servizio.
La strumentazione di base fornita conta una batteria,
notoriamente ingombrante e difficile da trasportare, due
amplificatori per chitarra, uno per basso, oltre naturalmente
all’impianto audio.
Di più: c’è anche l’aria condizionata, perché è vero che i
musicisti sudano, ma solo in concerto.
L’insonorizzazione garantisce infine che non si sentano rumori
al di fuori, scatenando l’ira del vicinato, nonché ai suonatori
di tornare a casa senza fastidiosi ronzii nelle orecchie.
La sala prove è stata intitolata al violinista per antonomasia
Niccolò Paganini, ma c’è da giurare che ne usufruiranno
soprattutto i diversi complessi rock presenti a Montenero. Per
informazioni e prenotazioni il numero da chiamare è 346 4716001.
Il Quotidiano del Molise 14
maggio 2010
In
piazza della Libertà a Montenero
Vandali distruggono
cabine telefoniche
MONTENERO
DI BISACCIA. Alla centrale è arrivato un segnale di guasto,
precisamente di mancato incasso. Una volta sul posto il tecnico
della Telecom ha scoperto il misfatto: ambedue le cabine
telefoniche di piazza della Libertà devastate da qualche
vandalo. E’ avvenuto nella notte di ieri l’altro, quando qualche
sconosciuto ha sventrato i due centralissimi apparecchi di
telefonia pubblica. Forse voleva impossessarsi dell’incasso, ma
l’impresa non è riuscita, perché le cassette chiuse a chiave non
sono state aperte. Sorte diversa invece per i telefoni veri e
propri: transistor, schede e tutto il resto estratti dalla
propria sede e scaraventati a terra dentro le cabine.
Sul posto sono giunti i Carabinieri della locale stazione per i
rilievi del caso e per avviare un’indagine contro ignoti.
Il Quotidiano del Molise 11
maggio 2010
Nella foto una
delle due cabine devastate
Sabato
scorso l’incontro nella sala polivalente per spiegare i motivi
delle proposte
Tre referendum
senza colore politico
Grande
assente Nicola D’Ascanio e i consiglieri comunali a lui vicini
MONTENERO
DI BISACCIA. Tre referendum importanti per tutti e che perciò
non possono avere colore politico. A ripeterlo tutti gli
intervenuti, nell’incontro che si è tenuto sabato nella sala
polivalente. Al centro del dibattito i quesiti referendari per i
quali l’Italia dei valori ha iniziato la raccolta firme: no alla
privatizzazione dell’acqua, no all’energia nucleare, no alla
legge sul legittimo impedimento. A fare gli onori di casa ci ha
pensato il consigliere provinciale Cristiano Di Pietro, che ha
introdotto i vari relatori.
Per primo ha parlato l’assessore provinciale Pierpaolo Nagni,
secondo il quale l’acqua una volta privatizzata costerebbe molto
di più. Oltre al fatto che un bene che è “ricchezza di tutti
diverrebbe di pochi”, un concetto evidenziato anche dal
coordinatore regionale Idv Giuseppe Caterina. Altro tema
trattato il ritorno all’energia nucleare, la quale – ha spiegato
l’assessore provinciale Michele Borgia – significherebbe far
arretrare l’Italia mentre tutti gli altri paesi civilizzati
puntano sulle fonti alternative. Costi di realizzazione enormi e
problema dello smaltimento delle scorie radioattive, questi i
nodi irrisolti che dovrebbero dissuadere tutti dal voler tornare
all’energia frutto della fissione dell’atomo. Del referendum sul
legittimo impedimento ha parlato soprattutto Caterina,
affermando che “la legge deve essere uguale per tutti”, anche
per il primo ministro, ossia il promotore della normativa Silvio
Berlusconi.
In chiusura dalla stampa la domanda su come mai abbia cambiato
idea il leader Idv Antonio Di Pietro, che nel 2007, da ministro,
affermava: “Il nucleare di oggi non è come quello di ieri”. La
risposta è arrivata da Caterina, che ha spiegato come all’epoca
si parlasse di tecnologie in grado di recuperare le scorie e
quindi risolvere il problema del loro smaltimento. Poi si
sarebbe rivelato tutto un bluff, da qui la contrarietà attuale
dell’ex pm e di tutto il partito.
Referendum a parte, nell’incontro non poteva passare inosservata
l’assenza del presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e dei
consiglieri comunali a lui vicini Margherita Rosati e Adriano
Potalivo. Secondo alcune indiscrezioni ci sarebbero stati alcuni
dissapori tra l’inquilino di Palazzo Magno e la dirigenza
dell’Italia dei valori il giorno stesso del convegno.
All’origine degli screzi forse questioni di leadership in
Provincia, dove com’è noto D’Ascanio e Nagni ultimamente non
vanno molto d’accordo. Sabato il primo non c’era, il secondo sì.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 10
maggio 2010
Nella foto da sin.
Michele Borgia, Giuseppe Caterina, Cristiano Di Pietro e
Pierpaolo Nagni
ULTIM'ORA: nella
mattina di lunedì 10 maggio il presidente della Provincia Nicola
D'Ascanio si è dimesso
Sei
ovini massacrati dalle belve tra venerdì e
sabato. Non è la prima volta
Lupi assaltano un
gregge nella notte
L'aggressione è avvenuta con la tipica tecnica del branco: una
sola pecora divorata

di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Sembra che siano tornati nel centro
bassomolisano i predatori per antonomasia, i più audaci e
micidiali: i lupi. Gli indizi parlano chiaro, sarebbero stati
loro a sgozzare cinque pecore e una capra in un allevamento sito
in contrada La Valle, vicino all’abitato e al di sotto della
Provinciale 163. E’ accaduto nella notte tra venerdì e sabato.
Ad avvisare l’allevatore è stato un conoscente, che ieri mattina
presto ha visto una capra aggirarsi terrorizzata per le vie di
Montenero. Da lì a intuire che qualcosa era accaduto il passo è
stato breve. Una volta alla masseria il macabro spettacolo.
Tutti gli ovini all’interno del recinto aggrediti con la stessa
tecnica: un solo morso al collo a ognuna delle vittime, ma
soltanto un animale mangiato e solo nella regione addominale.
Fattori tipici dell’assalto dei lupi, perché pare che i cani
randagi agiscano in maniera diversa, cioè protraendo il
“banchetto” e avventandosi su più capi. Sono sopravvissute
all’attacco solo la capra avvistata in paese e un’altra pecora,
mentre una è stata azzannata dopo essere rimasta incastrata
nella recinzione, in un estremo tentativo di fuga.
Sul posto è intervenuto il veterinario dell’Asl, che ha
attentamente inventariato i danni affinché l’allevatore riceva
l’indennizzo previsto in questi casi, anche qualora siano stati
cani randagi. Il professionista, infatti, non se l’è sentita di
affermare con certezza che siano stati i lupi.
In ogni caso belve del genere non sono più una novità in loco.
E’ noto che da qualche anno siano tornate e che si aggirino per
le campagne, in particolare lungo la vallata del Tecchio, corso
d’acqua distante poche centinaia di metri dal luogo del
massacro.
Inoltre quello di ieri l’altro non è il primo episodio del
genere che capita in zona. Nel 2007 lo stesso allevamento è
stato assaltato due volte in dieci giorni. Le pecore
sopravvissute al primo raid erano finite nel secondo, sempre con
l’unico e letale morso alla gola. Da quel momento il
proprietario ha aspettato due anni prima di allevare di nuovo
gli ovini. I predatori non hanno tardato molto ad accorgersene.
Il Quotidiano del Molise 9 maggio 2010
Nelle foto la
pecora rimastra incastrata nel recinto, allevatore e veterinario
durante il sopralluogo
Per vedere un particolare dell'unica pecora divorata
clicca qui.
AVVERTENZA: la crudezza dell'immagine potrebbe urtare la
sensibilità di alcune persone, chi apre la foto lo fa cosciente
di questo
Individuati i rappresentanti all'Unione dei Comuni: D'Ascenzo e
Di Pietro
Nomine e indennità
in Consiglio
La
maggioranza all'Idv: "Da quale pulpito la richiesta di diminuire
i costi della politica"
MONTENERO
DI BISACCIA. La vice presidenza alla Rosati con i voti della
sola minoranza, mentre Porfido all’indennità non rinuncia. Otto
i punti all’ordine del giorno nel secondo Consiglio comunale per
la legislatura guidata dal sindaco Nicola Travaglini. La seduta
si è svolta la sera di ieri l’altro. In apertura l’elezione del
vice presidente del Consiglio comunale, spettante alla
minoranza, dopo il rinvio della volta scorsa non essendo stato
raggiunto il quorum dei due terzi dei votanti. E’ tuttavia
occorso il doppio scrutinio il quale, per quanto segreto, ha
visto la maggioranza presentare compatta scheda bianca. Così
Margherita Rosati è stata eletta con tre voti: il suo e quello
di altri due di minoranza. Ancora una volta non si è espresso
Giuseppe Chiappini, sempre dell’opposizione, poiché contrario
all’istituzione della figura. Il suo nome è però comparso su una
scheda: una mossa ironica di qualcuno della maggioranza, molto
probabilmente, come accaduto pure la volta precedente.
Il secondo ordine del giorno riguardava una mozione presentata
dai gruppi di minoranza Italia dei valori e Montenero in Comune.
In sostanza la richiesta che l’indennità spettante al presidente
del Consiglio (Domenico Porfido) non si traduca in un aumento
dei costi. Ossia, ridurre quanto dovuto agli assessori per
ricavare anche i 250 euro di esborso extra per il Comune dopo
l’istituzione della figura. A esporre l’odg Cristiano Di Pietro,
secondo il quale, la mozione era mirata a”contenere i costi
della politica”. D
alla maggioranza è arrivata una risposta per certi versi annunciata:
picche. Travaglini ha definito provocatoria e strumentale la
proposta, poiché giunta da chi in Provincia (Di Pietro e Michele
Borgia) ha usufruito di rimborsi chilometrici ben più corposi,
essendo legati alla cilindrata dell’auto del consigliere. Il
sindaco ha ricordato come a quell’anomalia sia stato poi il
ministro Giulio Tremonti a porre rimedio. Nonché come qualche
esponente provinciale di Montenero di colpo abbia venduto il
macchinone dopo l’abbassamento del tetto dei rimborsi per km. La
vicenda destava all’epoca non poco clamore, anche su qualche
giornale nazionale. In pratica, se per recarsi in Provincia un
consigliere riteneva opportuno avvalersi di una potente macchina
da 200 cavalli, gli era rimborsato l’intero e corposo costo chilometrico sostenuto. Unico “limite” i due litri e mezzo di
cilindrata. Tradotto: non si arrivava a pagare il viaggio a
Campobasso in Ferrari, certo più sfiziosa sul salitone che porta
al capoluogo, ma di un suv sprecone o di un’ammiraglia tedesca
sì.
Dalla minoranza sia Di Pietro sia Borgia hanno risposto che non
c’era alcuna volontà di provocare e che anzi proprio la
Provincia ha ridotto autonomamente i rimborsi per i viaggi anche
degli assessori. Dopo Tremonti? Pare di sì, intanto la proposta
è stata respinta dal voto di tutti i consiglieri di maggioranza,
mentre Chiappini si è astenuto.
Nel corso della seduta sono stati nominati anche i
rappresentanti presso l’Unione dei Comuni, che saranno
Pasqualino D’Ascenzo e Cristiano Di Pietro, ed è stata istituita
la Commissione bipartisan che dovrà rivedere regolamento del
Consiglio comunale e Statuto. Annunciati infine tutti i gruppi
consiliari: Moderati di centro, Crescere insieme, Pdl e Udc per
la maggioranza, Progresso e libertà, Italia dei valori e
Montenero in Comune per le minoranze. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 7
maggio 2010
Nelle foto un
momento del Consiglio e Margherita Rosati
Temi correlati:
Dì la tua sul blog di Montenero On Line
Il video del Consiglio comunale su Monterolife.it
Se
andassero in porto, i progetti
provvederebbero al fabbisogno di quasi 5mila famiglie
Sale la febbre
dell’energia solare
In
funzione già un impianto, per gli altri si attende
l’autorizzazione della Regione
MONTENERO
DI BISACCIA. Un paese proiettato verso l’autosufficienza
energetica e tutta da fonti rinnovabili. Infatti dopo il
“battesimo del sole” avvenuto a gennaio, con l’inaugurazione del
parco fotovoltaico di contrada Pozzo Sterparo, sono già in fase
di avanzata progettazione altri cinque impianti. Si trovano in
diversi punti del paese e, se andranno in porto tutti,
produrranno complessivamente 14714 kw di corrente elettrica,
pari al fabbisogno di quasi cinquemila famiglie.
E secondo la massima che squadra vincente non si cambia, il
tutto è firmato dagli stessi tecnici e artigiani che hanno
portato a termine la prima centrale. A cominciare dall’ingegner
Claudio De Carlo, pescarese ma con moglie di Montenero, che per
primo ha intuito le potenzialità dell’energia solare in loco. Ad
affiancarlo tecnici progettisti e artigiani monteneresi, ormai
pratici della materia.
Gli altri cinque impianti, per ora in attesa dell’autorizzazione
unica dalla Regione, sono dislocati in varie parti del
territorio. Il più grande in contrada Pontone Macchiozze, di
3712 kilowatt, mentre gli altri sono previsti altri nelle
contrade San Biase (648 kw), Cantigallo (2994), Grugnale (2649)
e Palazzetto (1959).
I progetti confermano quanto ascoltato all’inaugurazione della
centrale di Pozzo Sterparo, dove De Carlo annunciava che già
erano in cantiere altre centrali solari e che la “green economy”
si stava rivelando un buon investimento. Dal canto loro i
proprietari dei terreni gongolano, poiché vendono un ettaro di
terreno a prezzi inconcepibili per il normale uso agricolo.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 5
maggio 2010
Nella foto
l'impianto già funzionante di contrada Pozzo Sterparo
Nel mirino
la proposta dei dipietristi per evitare
l’aumento dei costi per l’indennità di Porfido
Consiglio, al via
il secondo round
In
discussione la nomina del vice presidente da scegliere tra le
fila di opposizione
MONTENERO
DI BISACCIA. Otto i punti all’ordine del giorno nel secondo
Consiglio comunale dell’amministrazione guidata da Nicola
Travaglini. La riunione è stata fissata per domani sera alle
19.00, come sempre presso la centralissima sala polivalente. Da
questa a volta a dirigere le sedute sarà il presidente eletto la
volta scorsa, ossia Domenico Porfido. Resta invece da designare
il suo vice, che per Statuto deve essere della minoranza, dopo
che nel primo Consiglio è mancato il voto di dodici membri (due
terzi dell’assemblea), rinviando tutto alla successiva
occasione. Cioè domani sera, almeno in teoria. Questo il primo
odg.
Altro argomento in discussione una mozione presentata dai gruppi
Montenero in Comune e Italia dei valori. Quattro esponenti di
minoranza hanno chiesto che la presidenza del Consiglio, appena
istituita, non si traduca in un maggiore costo e che perciò
l’indennità relativa sia ottenuta ridistribuendo quanto già
speso per gli assessori. Naturalmente a decidere sarà la legge
dei numeri e quindi la maggioranza. La quale non sembrerebbe,
secondo indiscrezioni, disponibile ad accogliere le istanze
dipietriste. Al presidente del Consiglio comunale spetta una
somma inferiore rispetto agli assessori: qualcosa meno di
trecento euro lordi al mese.
Negli altri ordini del giorno sono previsti la nomina dei
rappresentanti in seno all’Unione dei Comuni “Basso Biferno”, la
revisione del regolamento sui chioschi e della pianta organica
delle farmacie. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 4
maggio 2010
Nella foto da
sinistra Domenico Porfido e Nicola Travaglini
Il primo
maggio la festa in piazza del sindaco con tutti gli esponenti di
centrodestra
Travaglini:
priorità alla rete stradale
Iorio:
"Con questa amministrazione il paese coglie grandi opportunità
di sviluppo"

di
Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Sono lieto di poter chiudere questa sera
a Montenero il primo maggio, la grande festa del lavoro che
coincide qui con la festa della democrazia, della voglia di
cambiamento attraverso queste elezioni comunali”. Questo il
saluto del presidente della Regione Michele Iorio l’altro ieri
in piazza, dove il nuovo sindaco Nicola Travaglini e la sua
lista hanno ringraziato gli elettori. “Un appuntamento
importante che non volevamo mancare” le parole del governatore
per definire la vittoria di fine marzo, che ha rovesciato gli
equilibri politici a Montenero dopo venticinque anni di dominio
del centrosinistra.
A sancire il cambio di rotta, la presenza dell’intero gotha
regionale di centrodestra: Michele Picciano, Luigi Velardi,
Stefano Sabatini, Pierluigi Lepore, Tonino Del Torto, Rosario De
Matteis, Teresio Di Pietro. Tutti a Montenero a festeggiare. La
parola è poi passata al neo primo cittadino per “un breve saluto
perché adesso dobbiamo passare ai fatti”. Travaglini ha spiegato
di aver già avviato un confronto con il presidente Iorio perché
“ci sono delle necessità impellenti a cui dobbiamo dare una
risposta”. A giudizio del sindaco “Montenero è un paese che ha
delle grandi potenzialità”, ma al tempo stesso “ci sono dei
problemi a livello infrastrutturale, in particolare per la
nostra rete viaria”. Risolverli, in sintesi, è la condizione
primaria per dare al paese “quello sviluppo che merita ma che da
troppo attende”. Da qui la convinzione che, assieme alle
istituzioni superiori, “idee e programmi diventeranno realtà”.
A fine comizio l’occasione per qualche domanda al presidente
Iorio. Pensa che migliorerà Montenero con questa
amministrazione comunale, più vicina alla Regione?
“Ne sono convinto, anche perché è guidata da un giovane, che ha
raccolto anche l’esperienza della vecchia amministrazione, ma
soprattutto ha con le istituzioni, la Regione in maniera
particolare, la possibilità di un colloquio franco e condiviso.
Quindi è un’opportunità che Montenero coglie per migliorare le
sue condizioni di sviluppo economico”.
Vedremo subito qualche differenza?
“Ho sollecitato il sindaco a fare un elenco di priorità per le
quali ci possiamo impegnare, dall’agricoltura alle attività
produttive, al turismo, alla viabilità, alle strutture
ricettive”.
Tra i problemi esposti c’è la viabilità, la Regione può in
tal senso aiutare Montenero?
“Sulla viabilità sarà il caso di fare un tavolo diciamo
specifico, per risolvere una volta per tutte il problema dei
collegamenti di Montenero, anche con la costa. Ho sempre creduto
in questa prospettiva – conclude Iorio -, che finora non si è
realizzata anche per qualche responsabilità politica del
passato, di Montenero. Quindi lavoreremo per raccogliere anche
questa eredità e risolvere la questione”.
Il Quotidiano del Molise 3
maggio 2010
Temi
correlati:
VIDEO: INTERVENTI, INTERVISTA A IORIO, FUOCHI D'ARTIFICIO
(01/05/2010)
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Nicola Travaglini tiene per sé
l'Urbanistica, confermate le
indiscrezioni dei giorni scorsi
Montenero, deleghe ufficializzate
Il primo cittadino del
centro bassomolisano ha incaricato i membri della giunta

da sin.
Magagnato, Di Pinto, Marchesani, Murazzo
MONTENERO DI BISACCIA. Sono infine arrivate le deleghe. Dopo un’attesa
non breve, giustificata dal fatto di voler affidare con
oculatezza gli incarichi, in un comunicato il sindaco Nicola
Travaglini annuncia di cosa si occuperà ognuno dei quattro
assessori. E sono confermate in toto le indiscrezioni apparse su
queste colonne alcuni giorni fa. Compreso il fatto che il primo
cittadino abbia voluto tenere per sé la delega regina:
l’Urbanistica. Gli altri componenti della giunta dovranno invece
occuparsi di:
- Gianfranca Marchesani: Bilancio, Politiche socio-sanitarie,
Politiche comunitarie, Personale, Pari opportunità;
- Giuseppe Murazzo: Manutenzione, Ambiente, Viabilità,
Trasporti, Agricoltura;
- Angelo Magagnato: Lavori pubblici, Attività produttive;
- Giuseppe Di Pinto (vice sindaco): Politiche giovanili, Scuola,
Cultura, Associazionismo, Volontariato, Spettacolo, Sport e
Turismo.
A parte il ritardo, che ha comprensibilmente alimentato la
curiosità generale, le deleghe assegnate confermano che
Travaglini ha tenuto conto delle singole attitudini. Così
d’altronde dichiarava al Quotidiano in un’intervista. La
Marchesani, moglie del più noto Teresio Di Pietro, si occuperà
di finanze e sanità, ambiti nei quali lavora come dirigente alla
Asl. Magagnato è invece geometra, pertanto a stretto contatto
con il mondo dei lavori pubblici e delle attività produttive. Di
Pinto, operaio, continua quanto già fatto nel quinquennio
precedente, essendo stato assessore con incarichi in parte
analoghi. Infine Murazzo si vede assegnata l’agricoltura, nella
quale vanta una certa esperienza diretta, pur essendo la sua
professione prevalente quella dell’infermiere.
Intanto è attesa per stasera la festa di ringraziamento, che la
lista vincitrice delle comunali di fine marzo terrà in piazza
dalle 18.30. R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 1
maggio 2010
Temi
correlati:
Toto deleghe: le prime
indiscrezioni (28/04/2010)
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Scarica il libro di Rossano D'Antonio "L'era D'Ascenzo"
"Annullare il
bando sulla pubblicità"
L'Idv interpella il sindaco di Montenero
MONTENERO
DI BISACCIA. Un bando che rappresenta una “evidente violazione
del basilare principio della concorrenza”. Così i consiglieri di
minoranza Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, ambedue
dell’Italia dei valori, in un’interpellanza presentata al
sindaco e riguardante il servizio di accertamento e riscossione
dell’imposta comunale sulla pubblicità. Il riferimento è al
bando pubblicato il 24 aprile, nel quale, a giudizio dei due
esponenti di opposizione, più punti non sono chiari. In primis
il capitale sociale delle aziende che possono partecipare alla
gara: dieci milioni di euro secondo il Comune, 750mila secondo i
consiglieri Idv, normative ministeriali alla mano.
Altro aspetto non condiviso è l’eccessivo potere attribuito
all’apposita Commissione, che “a suo insindacabile giudizio
provvederà ad attribuire a ciascun progetto i punteggi avendo a
disposizione la seguente scala di valori (…)”. Ciò che secondo
Di Pietro e Borgia si traduce nella “possibilità di operare in
modo del tutto discrezionale”.
Infine, continua l’interpellanza, “va ulteriormente rilevato
che, anche nelle successive condizioni di ammissibilità,
elencate alle lett. i, j, k, appare di tutta evidenza come la
capacità tecnica richiesta circoscriva la partecipazione ad un
numero ristretto di imprese, in quanto viene giudicata
ammissibile soltanto la partecipazione di ditte che abbiano
svolto i servizi oggetto dell’appalto nel triennio precedente in
Comuni con numero di abitanti pari o superiore a quello
dell’amministrazione comunale appaltante”. I due consiglieri
chiedono perciò al sindaco Nicola Travaglini “una precisa e
puntuale risposta scritta alle contestazioni sollevate e
l’eventuale annullamento del bando e della sua aggiudicazione”.
R.d’A.
Il Quotidiano del Molise 1 maggio 2010
Nella foto da sin.
Michele Borgia e Cristiano Di Pietro