In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI MAGGIO 2010

Mafalda. Sul posto tre squadre dei Vigili del fuoco. I carabinieri aprono un’inchiesta, si teme il dolo

Venti auto divorate dalle fiamme, è giallo

Il rogo di vaste proporzioni è scoppiato in un’officina. Ladri in azione al bar accanto

MAFALDA. Un incendio scoppiato non si sa come in un’officina e un furto di pochi euro al bar accanto. Notte concitata quella tra sabato e domenica in contrada Pianette, nei pressi dello svincolo sulla Statale Trignina e a pochi passi dal fiume. Qui, poco dopo la mezzanotte, sono dovute intervenire ben tre squadre dei Vigili del fuoco. Ad andare in fiamme il capannone adibito a officina, nei pressi di un distributore di carburanti, e una ventina di mezzi, tra rottami destinati a fornire ricambi da sfascio e vetture funzionanti. Le fiamme hanno lambito anche il bar situato accanto, al quale hanno causato danni alla facciata, rovinato una porta e bruciati i due motori esterni dei climatizzatori.
A dare l’allarme sono stati dei passanti, che hanno avvisato i pompieri e i proprietari, subito accorsi. I Vigili del fuoco sono arrivati da Termoli, Vasto e Campobasso e sono stati impegnati fino alle quattro di notte per domare il rogo, alimentato probabilmente non solo dalle auto, parcheggiate dentro il capanno e sul piazzale, ma anche dai lubrificanti stipati all’interno.
Durante un sopralluogo per verificare eventuali danni all’interno del bar, infine, l’ulteriore amara scoperta: il vetro dell’ingresso infranto da sconosciuti che si sono introdotti per rubare gli spiccioli rimasti nel registratore di cassa ed altri oggetti.
“Quando sono arrivato ho sentito un botto e visto volare il radiatore di una macchina dall’altra parte della strada”. Questo il racconto di un testimone. Per fortuna le fiamme sono state domate, altrimenti avrebbero potuto raggiungere le vicine pompe della benzina e innescare un incendio di proporzioni ancora più devastanti.
Si ignorano al momento le cause dell’accaduto. Sul posto sono giunti i Carabinieri della locale stazione, che hanno aperto un’inchiesta al fine di capire, se possibile, se si è trattato di un evento fortuito o doloso. Certo il furto al bar accanto all’officina fa pensare che qualche intruso, nella notte tra sabato e domenica, si aggirasse da quelle parti. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 31 maggio 2010

Nelle foto: l'incendio ancora in corso (foto scattata da passante col cellulare), i danni del giorno dopo

 

 

Domenica pomeriggio si è tenuta l’assemblea di tutti i soci.
Tante le polemiche e i litigi nella sala polivalente

Le mani della politica sulla Pro Loco

Il centrosinistra non ci sta a perdere anche l’associazione culturale

MONTENERO DI BISACCIA. Le mani della politica sulla Pro Loco. Forse non è una novità ma, almeno fino a quando era egemone il centrosinistra, battibecchi non se n’erano visti. E si capisce. Adesso che la fazione opposta ha il favore popolare ed è in amministrazione comunale, i litigi approdano anche nell’associazione fondata dallo storico e scrittore Emilio Ambrogio Paterno.
Teatro della disputa la sala polivalente, dove domenica pomeriggio c’è stata l’assemblea per il rinnovo del direttivo. La lite è partita subito, già dal metodo da seguire per eleggere il nuovo esecutivo dell’associazione culturale: quali tesserati candidare, con quanti mesi di presenza associativa ecc. La riunione è stata caratterizzata da toni concitati, si sono sentite molte urla, qualcuno ha registrato con un telefonino e promette che finirà tutto su internet attraverso You Tube. Alla fine la votazione è arrivata. Il nuovo direttivo è composto di sei persone, le quali dovranno nominare il nuovo presidente della Pro Loco “Frentana”.
Il tutto a margine di uno spettacolo poco edificante, dal quale è per esempio immune un’altra associazione come l’Avis dei donatori di sangue. Da quelle parti non si è mai litigato per entrare nel direttivo, anzi sono costretti a rimanerci sempre gli stessi perché nessuno si fa avanti. Ma almeno non c’è lottizzazione politica, un’organizzazione che guarda fiera, anzi con indifferenza che sa di agnosticismo a centrodestra e centrosinistra. Per la Pro Loco è evidentemente tutto diverso: è finanziata principalmente dall’amministrazione e, per Statuto, al suo interno devono esserci alcuni consiglieri comunali. Finora, e da venticinque anni, a comandare era stato il centrosinistra, fazione politica da sempre, e spesso con ostentata presunzione, convinta di essere detentrice della cultura per chissà quale investitura celeste. Oggi in amministrazione comunale c’è anche il centrodestra, che naturalmente ha ben pensato di non lasciare l’associazione in mano agli avversari. Da qui, non è evidente ma plateale, l’inizio dei litigi anche nella Pro Loco, che i progressisti pare non vogliano mollare. Pazienza se un liberale puro come Paterno, che la fondò nel 1945, potrebbe a questo punto rivoltarsi nella tomba che lo ospita in contrada Lame di Bisaccia da trentanove anni.

Il Quotidiano del Molise 25 maggio 2010

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Alla guida della Tigra una 38enne nigeriana, le sue condizioni non sono preoccupanti

Auto spicca il volo e si capovolge

Lo spettacolare incidente è avvenuto ieri mattina sulla Provinciale 153

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Una scena del genere forse non sarebbe riuscita così bene nemmeno al più bravo stuntman del mondo. Sbandare con l’auto, salire su un gabbione tondo di ferro per pali di fondazione, prendere il volo e finire capovolti su un grosso mucchio di detriti edili, dieci metri più in là. Eppure è quanto accaduto ieri mattina presto, intorno alle sei, lungo la Provinciale Mare-Collina, all’altezza della rotatoria che segna l’inizio del centro abitato.
Protagonista dello spettacolare incidente una donna nigeriana, C.L. di trentotto anni, alla guida di una Opel Tigra. Dopo l’impatto è stata soccorsa dai sanitari del 118, che l’hanno trasportata presso l’ospedale di Termoli. Per fortuna le sue condizioni non destano preoccupazione.
Probabilmente ad attutire il colpo è stata la relativa morbidezza del fondo sul quale l’auto è finita dopo aver preso il volo. Da una prima ricostruzione sembra infatti che la Tigra abbia iniziato a sbandare lungo la Provinciale, in direzione Montenero e a pochi metri dalla rotatoria. A quel punto, si deduce dai segni sull’asfalto, la piccola macchina sportiva si è portata sulla corsia opposta, superando il marciapiede, sempre sbandando, e infine salendo sul gabbione metallico depositato sul terreno adiacente la strada. Quasi certamente è stata proprio la forma rotonda del manufatto a fungere da vero e proprio trampolino. La Tigra si è infatti alzata da terra, ricadendo con il tettuccio all’ingiù una decina di metri dopo su un mucchio di calcinacci.
Nonostante tutto l’abitacolo dell’auto appariva piuttosto integro dopo l’impatto e non si è aperto neanche l’airbag, di cui l’auto era dotata. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri della locale stazione per i rilievi del caso. Nel frattempo i numerosi passanti sulla Sp 153 tutti a chiedersi com’è finita quella macchina lì, oppure “ma a chi è venuto in mente di gettarla assieme ai detriti edili”.

Il Quotidiano del Molise 23 maggio 2010


 

La provinciale, aperta al traffico un anno fa, termina su un cedimento che si è "risvegliato"

Mare-Collina, la frana è tornata

L'anno scorso un semplice maquillage. Ma l'asfalto è tornato a creparsi

Dopo il maquillage di un anno fa Lo stesso punto fotografato ieri l'altro

MONTENERO DI BISACCIA. “Te l’avevo detto io, te l’avevo detto io”. Così ripeteva ossessivamente un personaggio in un cartone animato anni fa. La frase può essere mutuata da Il Quotidiano. Perché nell’agosto 2009, su queste colonne, è stato scritto che sarebbe franato di nuovo il tratto di strada sul quale sfocia la (parziale) Mare-Collina. Dalla Provincia arrivava una piccata replica, nella quale il cronista era tacciato di essere “non nuovo a questo atteggiamento”, ossia avvezzo a considerazioni “strumentali e faziose”. E’ bastato aspettare un po’, la storica e prevista frana è tornata. Senza che siano occorsi studi geologici o improbabili sfere di cristallo. E’ bastato osservare negli anni cosa accadeva, per poi tornare sul posto con una moto di piccola cilindrata (con una potente sarebbe stato rischioso, visto lo stato dell’asfalto) e armati di macchina fotografica.
Il cedimento si trova in bell’evidenza lungo l’arteria Querce Grosse, che è del Consorzio di bonifica, ma proprio dove la strada a scorrimento veloce Montenero-mare vi confluisce. In sintesi chi scende, per non prendere buche e rischiare di finire fuori strada, deve spostarsi a sinistra. E se fino a un anno fa questo significava “solo” il pericolo di prendere frontalmente l’eventuale automobilista proveniente nel senso opposto, oggi vuol dire avvicinarsi sinistramente anche a chi effettua lo stop sulla Provinciale. Se poco poco quest’ultimo non si ferma esattamente sulla linea, ma un po’ dopo, patatrac.
Di più: chi arriva dalla Mare-Collina si immette sull’altra via proprio sulla frana. Per evitarla deve spostarsi a sinistra e pertanto invadere l’altrui corsia più del necessario.
Solo l’anno scorso tutto è stato appianato e riasfaltato, un maquillage poco duraturo, è evidente. C’era da inaugurare il nuovo tratto di Provinciale, forse sarebbe stato imbarazzante mostrare che finiva su una frana, benché ricadente su strada di altro ente. Al cittadino, in fondo, cosa importa di certe sottigliezze politico-burocratiche. Semmai pensa alla sua sicurezza e agli ammortizzatori dell’automobile. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 maggio 2010

Ecco invece come (ri)diventerà (foto del 2007)

Sullo stesso tema:
La Mare-Collina si allunga tra le polemiche (12/08/2009)


 

Con due schedine da 3 euro e 50 centesimi sono stati vinti 114 mila euro al Superenalotto

La dea bendata bacia Montenero

Si apre la caccia ai fortunati ma potrebbero non essere del paese bassomolisano

MONTENERO DI BISACCIA. 114mila euro non sono pochi, peccato soltanto che la somma sia da dividere per due. Tanti sono infatti gli sconosciuti grazie ai quali la dea bendata è tornata a far visita al centro bassomolisano. La vincita al Superenalotto è avvenuta presso la ricevitoria “Bar Bivio”, situata proprio sulla rotonda nell’omonima zona, un tempo periferica, oggi completamente urbanizzata.
Le due giocate, di tre euro e cinquanta centesimi ciascuna, hanno dato i propri frutti nell’estrazione di sabato. Una combinazione vincente di due 5, cinque 3 e cinque 4, che con l’indispensabile benedizione della fortuna ha ingrossato le tasche dei vincitori di 57144 euro a testa. Chi siano non si sa, ma questa non è certo una novità a Montenero, dove ci si guarda sempre bene dal far conoscere chi è in grado di sedurre la famosa e talvolta generosa dea.
La titolare dell’esercizio, Ida Zappitelli, spiega che può essere gente di Montenero o anche di fuori, visto che il bar si trova in un luogo di passaggio. Per la sua ricevitoria è la prima vincita di questo tenore, mentre per il paese è già la seconda in questa prima metà del 2010. Risale infatti a febbraio l’ultimo sostanzioso colpo al Superenalotto, che però si fermò a quota 35mila. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 maggio 2010


 

Intervista a Riccardo Fogli poco prima del concerto che ha tenuto ieri a Montenero

"Canto amore e amicizia"

L'artista si ricorda del luogo, dove è già stato, e annuncia il suo matrimonio

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Piccola Katy, Noi due nel mondo e nell’anima, Storie di tutti i giorni, Malinconia e tanti altri successi: “canzoni interiormente importanti per me”, che parlano “fondamentalmente di amore e amicizia”. Così Riccardo Fogli in apertura dell’intervista che ha preceduto il concerto di ieri sera, in occasione della festa della Madonna di Bisaccia. L’ex Pooh e vincitore di Sanremo è già stato a Montenero nel 1991, inevitabile chiedergli se si ricorda.
“Mi ricordo il suono delle parole, della lingua, la strada – la risposta del musicista -. Montenero di Bisaccia me lo ricordo perché è il paese che ha dato i natali all’onorevole Di Pietro, ho degli amici che abitano qui vicino che mi hanno accompagnato. Lo vedo volentieri (si gira e indica una foto antica del paese n.d.r.) perché mi ricorda dove vivo, Campiglia Marittima, dove la gente ha i polpacci robusti, ci si saluta tutti”.
Quando ha cominciato c’erano i pantaloni a zampa di elefante e amplificatori che si sentivano male. Oggi gli strumenti sono perfetti, ma c’è qualcosa che rimpiange di quei primi tempi?
“Rimpiango il fatto che ero magro come un chiodo, non avevo mai fame, mai sete, dolori… A vent’anni il mondo è apparentemente più bello, i dolori sono meno dolorosi, la fatica è meno faticosa, l’amore è una scoperta quotidiana. Non che vorrei tornare a vent’anni, sto bene con i miei sessantadue inoltrati”.
Inevitabile parlare dei Pooh, con i quali è stato fino al 1973. Cosa Fogli ha dato loro e viceversa?
“Loro mi hanno dato tanto, ero un ragazzetto, facevo il gommista (…), loro erano già musicalmente avanti, anche culturalmente, specialmente il mio amico Valerio (Negrini n.d.r.) dal quale ho attinto molto; Facchinetti è stato un fratello. Credo di aver portato una ventata di energia, poi avevo una voce inarrestabile, che arrivava ovunque. Ci siamo dati molto, infatti siamo in ottimi rapporti, ogni tanto suoniamo anche insieme”.
E’ anche un maratoneta, come fa a cantare dopo faticate di quel tipo?
“Devo dire il contrario, quando sono preparato, quando mi alleno per una corsa importante sono particolarmente magro e energico. Devo solo stare attento a non prendere freddo alla gola, però la corsa fortifica, il mangiar poco, bere tanta acqua, fa bene”.
Progetti futuri?
“Un mare di progetti futuri, nuove corse, sfide, mi sposo presto, molto presto. Qualcuno mi dice ti sposi spesso? No, l’ultima volta è stato nel ’71, quindi mi sposo una volta ogni trentanove anni”.
La ragazza che a breve diventerà la signora Fogli è lì accanto, durante l’intervista più volte i due si sono mandati sorrisi. Poco dopo, mentre gli strumentisti provano, si scopre la data del matrimonio: sabato prossimo.

Il Quotidiano del Molise 18 maggio 2010

VIDEO CON L'INTERVISTA COMPLETA E QUALCHE CLIP DEL CONCERTO


 

A Montenero la sala prove per i musicisti

MONTENERO DI BISACCIA. Il sogno di tutti i musicisti in erba è diventato realtà: Montenero ha una sala prove. Non una qualunque stanza in qualche masseria lontano dal centro, ma un vero e proprio locale insonorizzato e attrezzato con la strumentazione base. E sta in paese, così che anche chi non ha la patente possa recarvisi. La struttura è stata realizzata dal Comune e si trova nei locali della vecchia biblioteca, in via Massangioli. A gestire il tutto l’associazione “Controtempo”, che su prenotazione - e previo pagamento di una piccola somma – apre la sala prove ai gruppi musicali che vogliano usufruire del servizio.
La strumentazione di base fornita conta una batteria, notoriamente ingombrante e difficile da trasportare, due amplificatori per chitarra, uno per basso, oltre naturalmente all’impianto audio.
Di più: c’è anche l’aria condizionata, perché è vero che i musicisti sudano, ma solo in concerto.
L’insonorizzazione garantisce infine che non si sentano rumori al di fuori, scatenando l’ira del vicinato, nonché ai suonatori di tornare a casa senza fastidiosi ronzii nelle orecchie.
La sala prove è stata intitolata al violinista per antonomasia Niccolò Paganini, ma c’è da giurare che ne usufruiranno soprattutto i diversi complessi rock presenti a Montenero. Per informazioni e prenotazioni il numero da chiamare è 346 4716001.

Il Quotidiano del Molise 14 maggio 2010


 

In piazza della Libertà a Montenero

Vandali distruggono cabine telefoniche

MONTENERO DI BISACCIA. Alla centrale è arrivato un segnale di guasto, precisamente di mancato incasso. Una volta sul posto il tecnico della Telecom ha scoperto il misfatto: ambedue le cabine telefoniche di piazza della Libertà devastate da qualche vandalo. E’ avvenuto nella notte di ieri l’altro, quando qualche sconosciuto ha sventrato i due centralissimi apparecchi di telefonia pubblica. Forse voleva impossessarsi dell’incasso, ma l’impresa non è riuscita, perché le cassette chiuse a chiave non sono state aperte. Sorte diversa invece per i telefoni veri e propri: transistor, schede e tutto il resto estratti dalla propria sede e scaraventati a terra dentro le cabine.
Sul posto sono giunti i Carabinieri della locale stazione per i rilievi del caso e per avviare un’indagine contro ignoti.

Il Quotidiano del Molise 11 maggio 2010

Nella foto una delle due cabine devastate


 

Sabato scorso l’incontro nella sala polivalente per spiegare i motivi delle proposte

Tre referendum senza colore politico

Grande assente Nicola D’Ascanio e i consiglieri comunali a lui vicini

MONTENERO DI BISACCIA. Tre referendum importanti per tutti e che perciò non possono avere colore politico. A ripeterlo tutti gli intervenuti, nell’incontro che si è tenuto sabato nella sala polivalente. Al centro del dibattito i quesiti referendari per i quali l’Italia dei valori ha iniziato la raccolta firme: no alla privatizzazione dell’acqua, no all’energia nucleare, no alla legge sul legittimo impedimento. A fare gli onori di casa ci ha pensato il consigliere provinciale Cristiano Di Pietro, che ha introdotto i vari relatori.
Per primo ha parlato l’assessore provinciale Pierpaolo Nagni, secondo il quale l’acqua una volta privatizzata costerebbe molto di più. Oltre al fatto che un bene che è “ricchezza di tutti diverrebbe di pochi”, un concetto evidenziato anche dal coordinatore regionale Idv Giuseppe Caterina. Altro tema trattato il ritorno all’energia nucleare, la quale – ha spiegato l’assessore provinciale Michele Borgia – significherebbe far arretrare l’Italia mentre tutti gli altri paesi civilizzati puntano sulle fonti alternative. Costi di realizzazione enormi e problema dello smaltimento delle scorie radioattive, questi i nodi irrisolti che dovrebbero dissuadere tutti dal voler tornare all’energia frutto della fissione dell’atomo. Del referendum sul legittimo impedimento ha parlato soprattutto Caterina, affermando che “la legge deve essere uguale per tutti”, anche per il primo ministro, ossia il promotore della normativa Silvio Berlusconi.
In chiusura dalla stampa la domanda su come mai abbia cambiato idea il leader Idv Antonio Di Pietro, che nel 2007, da ministro, affermava: “Il nucleare di oggi non è come quello di ieri”. La risposta è arrivata da Caterina, che ha spiegato come all’epoca si parlasse di tecnologie in grado di recuperare le scorie e quindi risolvere il problema del loro smaltimento. Poi si sarebbe rivelato tutto un bluff, da qui la contrarietà attuale dell’ex pm e di tutto il partito.
Referendum a parte, nell’incontro non poteva passare inosservata l’assenza del presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e dei consiglieri comunali a lui vicini Margherita Rosati e Adriano Potalivo. Secondo alcune indiscrezioni ci sarebbero stati alcuni dissapori tra l’inquilino di Palazzo Magno e la dirigenza dell’Italia dei valori il giorno stesso del convegno. All’origine degli screzi forse questioni di leadership in Provincia, dove com’è noto D’Ascanio e Nagni ultimamente non vanno molto d’accordo. Sabato il primo non c’era, il secondo sì. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 maggio 2010

Nella foto da sin. Michele Borgia, Giuseppe Caterina, Cristiano Di Pietro e Pierpaolo Nagni

ULTIM'ORA: nella mattina di lunedì 10 maggio il presidente della Provincia Nicola D'Ascanio si è dimesso


 

Sei ovini massacrati dalle belve tra venerdì e sabato. Non è la prima volta

Lupi assaltano un gregge nella notte

L'aggressione è avvenuta con la tipica tecnica del branco: una sola pecora divorata

 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Sembra che siano tornati nel centro bassomolisano i predatori per antonomasia, i più audaci e micidiali: i lupi. Gli indizi parlano chiaro, sarebbero stati loro a sgozzare cinque pecore e una capra in un allevamento sito in contrada La Valle, vicino all’abitato e al di sotto della Provinciale 163. E’ accaduto nella notte tra venerdì e sabato. Ad avvisare l’allevatore è stato un conoscente, che ieri mattina presto ha visto una capra aggirarsi terrorizzata per le vie di Montenero. Da lì a intuire che qualcosa era accaduto il passo è stato breve. Una volta alla masseria il macabro spettacolo. Tutti gli ovini all’interno del recinto aggrediti con la stessa tecnica: un solo morso al collo a ognuna delle vittime, ma soltanto un animale mangiato e solo nella regione addominale. Fattori tipici dell’assalto dei lupi, perché pare che i cani randagi agiscano in maniera diversa, cioè protraendo il “banchetto” e avventandosi su più capi. Sono sopravvissute all’attacco solo la capra avvistata in paese e un’altra pecora, mentre una è stata azzannata dopo essere rimasta incastrata nella recinzione, in un estremo tentativo di fuga.
Sul posto è intervenuto il veterinario dell’Asl, che ha attentamente inventariato i danni affinché l’allevatore riceva l’indennizzo previsto in questi casi, anche qualora siano stati cani randagi.  Il professionista, infatti, non se l’è sentita di affermare con certezza che siano stati i lupi.
In ogni caso belve del genere non sono più una novità in loco. E’ noto che da qualche anno siano tornate e che si aggirino per le campagne, in particolare lungo la vallata del Tecchio, corso d’acqua distante poche centinaia di metri dal luogo del massacro.
Inoltre quello di ieri l’altro non è il primo episodio del genere che capita in zona. Nel 2007 lo stesso allevamento è stato assaltato due volte in dieci giorni. Le pecore sopravvissute al primo raid erano finite nel secondo, sempre con l’unico e letale morso alla gola. Da quel momento il proprietario ha aspettato due anni prima di allevare di nuovo gli ovini. I predatori non hanno tardato molto ad accorgersene.

Il Quotidiano del Molise 9 maggio 2010

Nelle foto la pecora rimastra incastrata nel recinto, allevatore e veterinario durante il sopralluogo

Per vedere un particolare dell'unica pecora divorata clicca qui. AVVERTENZA: la crudezza dell'immagine potrebbe urtare la sensibilità di alcune persone, chi apre la foto lo fa cosciente di questo


 

Individuati i rappresentanti all'Unione dei Comuni: D'Ascenzo e Di Pietro

Nomine e indennità in Consiglio

La maggioranza all'Idv: "Da quale pulpito la richiesta di diminuire i costi della politica"

MONTENERO DI BISACCIA. La vice presidenza alla Rosati con i voti della sola minoranza, mentre Porfido all’indennità non rinuncia. Otto i punti all’ordine del giorno nel secondo Consiglio comunale per la legislatura guidata dal sindaco Nicola Travaglini. La seduta si è svolta la sera di ieri l’altro. In apertura l’elezione del vice presidente del Consiglio comunale, spettante alla minoranza, dopo il rinvio della volta scorsa non essendo stato raggiunto il quorum dei due terzi dei votanti. E’ tuttavia occorso il doppio scrutinio il quale, per quanto segreto, ha visto la maggioranza presentare compatta scheda bianca. Così Margherita Rosati è stata eletta con tre voti: il suo e quello di altri due di minoranza. Ancora una volta non si è espresso Giuseppe Chiappini, sempre dell’opposizione, poiché contrario all’istituzione della figura. Il suo nome è però comparso su una scheda: una mossa ironica di qualcuno della maggioranza, molto probabilmente, come accaduto pure la volta precedente.
Il secondo ordine del giorno riguardava una mozione presentata dai gruppi di minoranza Italia dei valori e Montenero in Comune. In sostanza la richiesta che l’indennità spettante al presidente del Consiglio (Domenico Porfido) non si traduca in un aumento dei costi. Ossia, ridurre quanto dovuto agli assessori per ricavare anche i 250 euro di esborso extra per il Comune dopo l’istituzione della figura. A esporre l’odg Cristiano Di Pietro, secondo il quale, la mozione era mirata a”contenere i costi della politica”. D
alla maggioranza è arrivata una risposta per certi versi annunciata: picche. Travaglini ha definito provocatoria e strumentale la proposta, poiché giunta da chi in Provincia (Di Pietro e Michele Borgia) ha usufruito di rimborsi chilometrici ben più corposi, essendo legati alla cilindrata dell’auto del consigliere. Il sindaco ha ricordato come a quell’anomalia sia stato poi il ministro Giulio Tremonti a porre rimedio. Nonché come qualche esponente provinciale di Montenero di colpo abbia venduto il macchinone dopo l’abbassamento del tetto dei rimborsi per km. La vicenda destava all’epoca non poco clamore, anche su qualche giornale nazionale. In pratica, se per recarsi in Provincia un consigliere riteneva opportuno avvalersi di una potente macchina da 200 cavalli, gli era rimborsato l’intero e corposo costo chilometrico sostenuto. Unico “limite” i due litri e mezzo di cilindrata. Tradotto: non si arrivava a pagare il viaggio a Campobasso in Ferrari, certo più sfiziosa sul salitone che porta al capoluogo, ma di un suv sprecone o di un’ammiraglia tedesca sì.
Dalla minoranza sia Di Pietro sia Borgia hanno risposto che non c’era alcuna volontà di provocare e che anzi proprio la Provincia ha ridotto autonomamente i rimborsi per i viaggi anche degli assessori. Dopo Tremonti? Pare di sì, intanto la proposta è stata respinta dal voto di tutti i consiglieri di maggioranza, mentre Chiappini si è astenuto.
Nel corso della seduta sono stati nominati anche i rappresentanti presso l’Unione dei Comuni, che saranno Pasqualino D’Ascenzo e Cristiano Di Pietro, ed è stata istituita la Commissione bipartisan che dovrà rivedere regolamento del Consiglio comunale e Statuto. Annunciati infine tutti i gruppi consiliari: Moderati di centro, Crescere insieme, Pdl e Udc per la maggioranza, Progresso e libertà, Italia dei valori e Montenero in Comune per le minoranze. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 maggio 2010

Nelle foto un momento del Consiglio e Margherita Rosati

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Il video del Consiglio comunale su Monterolife.it


 

Se andassero in porto, i progetti provvederebbero al fabbisogno di quasi 5mila famiglie

Sale la febbre dell’energia solare

In funzione già un impianto, per gli altri si attende l’autorizzazione della Regione

MONTENERO DI BISACCIA. Un paese proiettato verso l’autosufficienza energetica e tutta da fonti rinnovabili. Infatti dopo il “battesimo del sole” avvenuto a gennaio, con l’inaugurazione del parco fotovoltaico di contrada Pozzo Sterparo, sono già in fase di avanzata progettazione altri cinque impianti. Si trovano in diversi punti del paese e, se andranno in porto tutti, produrranno complessivamente 14714 kw di corrente elettrica, pari al fabbisogno di quasi cinquemila famiglie.
E secondo la massima che squadra vincente non si cambia, il tutto è firmato dagli stessi tecnici e artigiani che hanno portato a termine la prima centrale. A cominciare dall’ingegner Claudio De Carlo, pescarese ma con moglie di Montenero, che per primo ha intuito le potenzialità dell’energia solare in loco. Ad affiancarlo tecnici progettisti e artigiani monteneresi, ormai pratici della materia.
Gli altri cinque impianti, per ora in attesa dell’autorizzazione unica dalla Regione, sono dislocati in varie parti del territorio. Il più grande in contrada Pontone Macchiozze, di 3712 kilowatt, mentre gli altri sono previsti altri nelle contrade San Biase (648 kw), Cantigallo (2994), Grugnale (2649) e Palazzetto (1959).
I progetti confermano quanto ascoltato all’inaugurazione della centrale di Pozzo Sterparo, dove De Carlo annunciava che già erano in cantiere altre centrali solari e che la “green economy” si stava rivelando un buon investimento. Dal canto loro i proprietari dei terreni gongolano, poiché vendono un ettaro di terreno a prezzi inconcepibili per il normale uso agricolo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 maggio 2010

Nella foto l'impianto già funzionante di contrada Pozzo Sterparo


 

Nel mirino la proposta dei dipietristi per evitare l’aumento dei costi per l’indennità di Porfido

Consiglio, al via il secondo round

In discussione la nomina del vice presidente da scegliere tra le fila di opposizione

MONTENERO DI BISACCIA. Otto i punti all’ordine del giorno nel secondo Consiglio comunale dell’amministrazione guidata da Nicola Travaglini. La riunione è stata fissata per domani sera alle 19.00, come sempre presso la centralissima sala polivalente. Da questa a volta a dirigere le sedute sarà il presidente eletto la volta scorsa, ossia Domenico Porfido. Resta invece da designare il suo vice, che per Statuto deve essere della minoranza, dopo che nel primo Consiglio è mancato il voto di dodici membri (due terzi dell’assemblea), rinviando tutto alla successiva occasione. Cioè domani sera, almeno in teoria. Questo il primo odg.
Altro argomento in discussione una mozione presentata dai gruppi Montenero in Comune e Italia dei valori. Quattro esponenti di minoranza hanno chiesto che la presidenza del Consiglio, appena istituita, non si traduca in un maggiore costo e che perciò l’indennità relativa sia ottenuta ridistribuendo quanto già speso per gli assessori. Naturalmente a decidere sarà la legge dei numeri e quindi la maggioranza. La quale non sembrerebbe, secondo indiscrezioni, disponibile ad accogliere le istanze dipietriste. Al presidente del Consiglio comunale spetta una somma inferiore rispetto agli assessori: qualcosa meno di trecento euro lordi al mese.
Negli altri ordini del giorno sono previsti la nomina dei rappresentanti in seno all’Unione dei Comuni “Basso Biferno”, la revisione del regolamento sui chioschi e della pianta organica delle farmacie. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 maggio 2010

Nella foto da sinistra Domenico Porfido e Nicola Travaglini


 

Il primo maggio la festa in piazza del sindaco con tutti gli esponenti di centrodestra

Travaglini: priorità alla rete stradale

Iorio: "Con questa amministrazione il paese coglie grandi opportunità di sviluppo"

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Sono lieto di poter chiudere questa sera a Montenero il primo maggio, la grande festa del lavoro che coincide qui con la festa della democrazia, della voglia di cambiamento attraverso queste elezioni comunali”. Questo il saluto del presidente della Regione Michele Iorio l’altro ieri in piazza, dove il nuovo sindaco Nicola Travaglini e la sua lista hanno ringraziato gli elettori. “Un appuntamento importante che non volevamo mancare” le parole del governatore per definire la vittoria di fine marzo, che ha rovesciato gli equilibri politici a Montenero dopo venticinque anni di dominio del centrosinistra.
A sancire il cambio di rotta, la presenza dell’intero gotha regionale di centrodestra: Michele Picciano, Luigi Velardi, Stefano Sabatini, Pierluigi Lepore, Tonino Del Torto, Rosario De Matteis, Teresio Di Pietro. Tutti a Montenero a festeggiare. La parola è poi passata al neo primo cittadino per “un breve saluto perché adesso dobbiamo passare ai fatti”. Travaglini ha spiegato di aver già avviato un confronto con il presidente Iorio perché “ci sono delle necessità impellenti a cui dobbiamo dare una risposta”. A giudizio del sindaco “Montenero è un paese che ha delle grandi potenzialità”, ma al tempo stesso “ci sono dei problemi a livello infrastrutturale, in particolare per la nostra rete viaria”. Risolverli, in sintesi, è la condizione primaria per dare al paese “quello sviluppo che merita ma che da troppo attende”. Da qui la convinzione che, assieme alle istituzioni superiori, “idee e programmi diventeranno realtà”.
A fine comizio l’occasione per qualche domanda al presidente Iorio. Pensa che migliorerà Montenero con questa amministrazione comunale, più vicina alla Regione?
“Ne sono convinto, anche perché è guidata da un giovane, che ha raccolto anche l’esperienza della vecchia amministrazione, ma soprattutto ha con le istituzioni, la Regione in maniera particolare, la possibilità di un colloquio franco e condiviso. Quindi è un’opportunità che Montenero coglie per migliorare le sue condizioni di sviluppo economico”.
Vedremo subito qualche differenza?
“Ho sollecitato il sindaco a fare un elenco di priorità per le quali ci possiamo impegnare, dall’agricoltura alle attività produttive, al turismo, alla viabilità, alle strutture ricettive”.
Tra i problemi esposti c’è la viabilità, la Regione può in tal senso aiutare Montenero?
“Sulla viabilità sarà il caso di fare un tavolo diciamo specifico, per risolvere una volta per tutte il problema dei collegamenti di Montenero, anche con la costa. Ho sempre creduto in questa prospettiva – conclude Iorio -, che finora non si è realizzata anche per qualche responsabilità politica del passato, di Montenero. Quindi lavoreremo per raccogliere anche questa eredità e risolvere la questione”.

Il Quotidiano del Molise 3 maggio 2010

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Nicola Travaglini tiene per sé l'Urbanistica, confermate le indiscrezioni dei giorni scorsi

Montenero, deleghe ufficializzate

Il primo cittadino del centro bassomolisano ha incaricato i membri della giunta


da sin. Magagnato, Di Pinto, Marchesani, Murazzo

MONTENERO DI BISACCIA. Sono infine arrivate le deleghe. Dopo un’attesa non breve, giustificata dal fatto di voler affidare con oculatezza gli incarichi, in un comunicato il sindaco Nicola Travaglini annuncia di cosa si occuperà ognuno dei quattro assessori. E sono confermate in toto le indiscrezioni apparse su queste colonne alcuni giorni fa. Compreso il fatto che il primo cittadino abbia voluto tenere per sé la delega regina: l’Urbanistica. Gli altri componenti della giunta dovranno invece occuparsi di:
- Gianfranca Marchesani: Bilancio, Politiche socio-sanitarie, Politiche comunitarie, Personale, Pari opportunità;
- Giuseppe Murazzo: Manutenzione, Ambiente, Viabilità, Trasporti, Agricoltura;
- Angelo Magagnato: Lavori pubblici, Attività produttive;
- Giuseppe Di Pinto (vice sindaco): Politiche giovanili, Scuola, Cultura, Associazionismo, Volontariato, Spettacolo, Sport e Turismo.
A parte il ritardo, che ha comprensibilmente alimentato la curiosità generale, le deleghe assegnate confermano che Travaglini ha tenuto conto delle singole attitudini. Così d’altronde dichiarava al Quotidiano in un’intervista. La Marchesani, moglie del più noto Teresio Di Pietro, si occuperà di finanze e sanità, ambiti nei quali lavora come dirigente alla Asl. Magagnato è invece geometra, pertanto a stretto contatto con il mondo dei lavori pubblici e delle attività produttive. Di Pinto, operaio, continua quanto già fatto nel quinquennio precedente, essendo stato assessore con incarichi in parte analoghi. Infine Murazzo si vede assegnata l’agricoltura, nella quale vanta una certa esperienza diretta, pur essendo la sua professione prevalente quella dell’infermiere.
Intanto è attesa per stasera la festa di ringraziamento, che la lista vincitrice delle comunali di fine marzo terrà in piazza dalle 18.30. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 maggio 2010

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"Annullare il bando sulla pubblicità"

L'Idv interpella il sindaco di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Un bando che rappresenta una “evidente violazione del basilare principio della concorrenza”. Così i consiglieri di minoranza Cristiano Di Pietro e Michele Borgia, ambedue dell’Italia dei valori, in un’interpellanza presentata al sindaco e riguardante il servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità. Il riferimento è al bando pubblicato il 24 aprile, nel quale, a giudizio dei due esponenti di opposizione, più punti non sono chiari. In primis il capitale sociale delle aziende che possono partecipare alla gara: dieci milioni di euro secondo il Comune, 750mila secondo i consiglieri Idv, normative ministeriali alla mano.
Altro aspetto non condiviso è l’eccessivo potere attribuito all’apposita Commissione, che “a suo insindacabile giudizio provvederà ad attribuire a ciascun progetto i punteggi avendo a disposizione la seguente scala di valori (…)”. Ciò che secondo Di Pietro e Borgia si traduce nella “possibilità di operare in modo del tutto discrezionale”.
Infine, continua l’interpellanza, “va ulteriormente rilevato che, anche nelle successive condizioni di ammissibilità, elencate alle lett. i, j, k, appare di tutta evidenza come la capacità tecnica richiesta circoscriva la partecipazione ad un numero ristretto di imprese, in quanto viene giudicata ammissibile soltanto la partecipazione di ditte che abbiano svolto i servizi oggetto dell’appalto nel triennio precedente in Comuni con numero di abitanti pari o superiore a quello dell’amministrazione comunale appaltante”. I due consiglieri chiedono perciò al sindaco Nicola Travaglini “una precisa e puntuale risposta scritta alle contestazioni sollevate e l’eventuale annullamento del bando e della sua aggiudicazione”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 maggio 2010

Nella foto da sin. Michele Borgia e Cristiano Di Pietro



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