In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI GIUGNO 2010

L'amministrazione tarda a stilare il programma completo

Ritardo sul calendario dell'estate, ma i primi eventi prendono il via

MONTENERO DI BISACCIA. Il calendario dell’Estate montenerese pare sia ancora in via di definizione, ma certamente è in ritardo. Specie se si fa il paragone con gli anni  passati, quando in questo periodo l’amministrazione comunale aveva già provveduto alla sua pubblicazione. Si vedrà nei prossimi giorni, intanto iniziano ad arrivare i primi eventi, tutti all’insegna del divertimento e organizzati dal poliedrico Leo Benedetto.
Si inizia il 5 luglio con il calcio splash dedicato ai più piccoli. Il torneo intratterrà il pubblico presso il centralissimo campetto Belvedere fino al 12 e vedrà fronteggiarsi, sul telone reso viscido da acqua e sapone, ragazzi di età compresa tra gli undici ed i quattordici anni.
Per il 18 luglio è invece attesa “La corrida – dilettanti allo sbaraglio”, riproposta anche quest’anno dopo il successo ottenuto nelle passate edizioni. La manifestazione si svolgerà come sempre in piazza della Libertà e, sulla scorta della omonima e celebre trasmissione televisiva, vedrà esibirsi ogni genere di artista.
Ultimo evento che porta la firma di Benedetto “Per ridere insieme”, che si terrà il 29 luglio, sempre in piazza. Anche la gara di barzellette segue un rodato copione, che già negli anni passati ha visto salire sul palco persone di ogni età a cimentarsi nell’arte de “la sai l’ultima”. Il tutto aspettando che dal Palazzo comunale arrivi il cartellone con tutti gli eventi estivi. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 giugno 2010

 

 

Ancora una volta sui media nazionali il finanziamento di Antonio Di Pietro: l'opera non è mai iniziata

Torre di Montebello: saga infinita

Il sindaco Travaglini: "in autunno iniziano i lavori". Ma c'è da sciogliere il nodo Arcus

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. I bambini, oggi quarantenni, che per ultimi la poterono visitare non potevano immaginare che un giorno sarebbe balzata agli onori della cronaca nazionale. Correva la fine dei turbolenti Settanta, alcuni anni dopo la cinquecentesca torre di Montebello sarebbe stata chiusa perché pericolante. E ci sarebbe voluto ancora parecchio tempo per parlare di restauro e riapertura.
Eccoci così ai giorni nostri, quando il sindaco Nicola Travaglini dichiara che entro l’autunno partiranno i lavori. Resta da capire come il neo primo cittadino bypasserà le pratiche avviate dall’Arcus, se realmente lo sono state. La società pubblica, grazie all’allora ministro Antonio Di Pietro, stanziò 750mila euro per il recupero della fortificazione. Ma il governo Prodi cadde e parve che analogo destino spettasse alla torre. Invece nel maggio 2008, cioè pochi mesi dopo la sconfitta del centrosinistra alle politiche, furono montate le impalcature e sembrava che stessero per partire sul serio i lavori. Salvo costatare, in seguito, che tutto si sarebbe limitato a quel groviglio di tubi, che quanto meno evitano il crollo. Nessun cartello di cantiere, nessuna notizia sul tipo di lavori, durata, costo, finanziatori. Come se quei ponteggi fossero stati montati di notte da sconosciuti benefattori, decisi a non far crollare la torre. Nessun muratore armato di cazzuola e secchio con malta si è poi visto da quelle parti.
Dopo due anni è tutto ancora così. Nel frattempo, però, uno studio campano ha vinto l’appalto per la consulenza architettonica, in sostanza un progetto preliminare per definire gli interventi necessari. Domanda che nasce spontanea: ma i lavori finanziati dall’Arcus vanno avanti o no?
E chi lo sa. Nel frattempo la torre di Montebello si guadagna un posto su Il fatto quotidiano, a pagina 2 il 23 giugno. Ma non solo: in passato l’argomento è stato addirittura discusso in Parlamento, dove a Di Pietro è stato rinfacciato di aver dirottato fondi pubblici per un’opera nel suo paese. E ancora su altri giornali, blog, dappertutto la fiera e acciaccata torre anti-turchi, edificata nel 1560 da Vialante, è diventata un’icona del campanilismo toninesco. Nonostante i lavori non siano mai iniziati.
Intanto il sindaco di Montenero, Nicola Travaglini, con un certo orgoglio ha annunciato che manterrà la promessa fatta in campagna elettorale. In più comizi aveva detto che entro i primi cento giorni di mandato sarebbe riuscito a produrre atti ufficiali per arrivare al restauro. Venerdì scorso, in Consiglio, ha rilanciato: non ci sono solo atti preliminari, ma si è andati oltre, in autunno arrivano i lavori. E che ne sarà del progetto dell’Arcus e di Tonino Di Pietro? Come farà Travaglini a irrompere nella pastoia burocratico-ministeriale, scansandola e provando a dimostrare di essere più decisionista? Sarà interessante scoprirlo e nei prossimi giorni potrebbe arrivare una risposta. Il sindaco ha infatti annunciato che spiegherà in conferenza stampa come intende recuperare la torre. D’obbligo esserci.

Il Quotidiano del Molise 29 giugno 2010

Nella foto la torre di Montebello così come appare oggi

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Speciale torre di Montebello

 

 

A dieci anni dalla comparsa del partito nella politica comunale il bilancio: vanno tutti via

l'Idv e la sindrome della fuga

L'ultimo ad uscire Borgia, ma è in buona compagnia. Ecco l'analisi dettagliata

MONTENERO DI BISACCIA. Quando in un ristorante un cronista locale gli pose la domanda, Antonio Di Pietro si stizzì. Avveniva alla vigilia delle politiche 2006, a seguito delle quali i fatti si sarebbero incaricati di dimostrare che, ancora una volta, le defezioni nell’Italia dei valori erano (e sono) una costante. Prima o poi si va via dal partito di Tonino. Quasi sempre di propria volontà, qualche volta anche cacciati. E in tal senso l’ultimo in ordine di tempo è l’assessore provinciale e consigliere comunale di minoranza Michele Borgia. Venerdì l’annuncio della formazione di un nuovo gruppo consiliare: “Mi hanno comunicato attraverso una semplice e-mail – le sue parole - che sono fuori dal partito”. A originare il litigio l’ennesima crisi in Provincia.
E a livello comunale? C’è anche un solo dipietrista della prima ora nelle istituzioni locali? La risposta nelle righe che seguono.
Nel 2000 una lista facente capo a Di Pietro fa il suo ingresso nell’agone politico locale. Tonino partecipa in prima persona alla campagna elettorale, perde ed elegge solo tre membri in Consiglio comunale. Si tratta del candidato a sindaco Zenone D’Ascenzo, di Nicola Travaglini e di Domenico Porfido. Quest’ultimo lo stesso anno è eletto anche in Regione, sempre nelle file dipietriste. Sia Porfido, sia Travaglini, non tardano a lasciare l’Idv. Seguono inevitabili accuse di trasformismo ma, attenzione, non saranno gli ultimi. Anzi, qualcuno degli accusatori farà la stessa fine.
Passano cinque anni, l’Italia dei valori entra in maggioranza ed elegge tutti e quattro i suoi candidati all’interno della lista L’Unione. Più tardi diventano cinque, quando Michele Borgia lascia la Margherita per aderire all’Idv ed entrare in Provincia. Basta aspettare poco, forse troppo poco, per assistere di nuovo alla sindrome della fuga.
La prima è Valeria D’Ottavio. A inizio 2007 l’assessore è revocata dal sindaco Giuseppe D’Ascenzo dopo le insistenze degli altri consiglieri dipietristi, guidati (per l’ultima volta) da Antonino D’Antonio. E’ un regolamento interno di conti, la D’Ottavio esce dall’Idv.
Un anno e mezzo dopo arriva il turno di Donato Benedetto. Il vice sindaco è messo alla berlina perché non rispetta le linee del partito, ormai apertamente critico verso il primo cittadino.
Chi invece non esce mai formalmente dall’Idv è Antonino D’Antonio. Di fatto, però, è lontano da quegli ambienti almeno dalla trombatura alle regionali 2006, rimediata proprio nello schieramento dipietrista, dove si sapeva da un pezzo che l’eletto sarebbe stato Massimo Romano. Quest’ultimo non è di Montenero ma, tanto per restare in tema, ha anch’egli lasciato il partito nel 2009.
Arriviamo così ai giorni nostri e all’ultima cacciata-dipartita, quella di Borgia.
Concludendo, a dieci anni dall’ingresso nella politica comunale, dopo due mandati terminati e uno appena cominciato, un solo eletto è rimasto nell’Italia dei valori. Ma si tratta di Cristiano Di Pietro, primogenito del fondatore-leader di partito Tonino. Sarebbe francamente troppo chiedergli di confermare la sindrome della fuga dall’Idv. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 giugno 2010

Nella foto il leader Idv Antonio Di Pietro

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Il Consiglio comunale ha approvato lo strumento di programmazione finanziaria

Ok al primo bilancio dell'era Travaglini

Battibecchi tra il presidente Porfido e Chiappini per la durata degli interventi

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. E’ passato in tranquillità il primo bilancio della nuova amministrazione, mentre dalla minoranza Chiappini ha provato a superare il record (suo) di 43 minuti di intervento. Intanto arriva la conferma che la torre di Montebello sarà restaurata. Il tutto nel Consiglio comunale che si è tenuto ieri pomeriggio, con sette punti all’ordine del giorno presentati e moderati dal presidente Domenico Porfido.
In apertura di seduta il sindaco Nicola Travaglini ha annunciato le linee programmatiche della sua amministrazione. Attenzione particolare agli aspetti sociali, senza trascurare le grandi potenzialità del paese, soprattutto in campo turistico e senza incrementi di tasse. A seguire l’assessore Gianfranca Marchesani ha illustrato il bilancio di previsione, riassumendo i punti che intersecano lo stesso programma amministrativo.
Quando la parola è passata alla minoranza non sono mancate le critiche. Michele Borgia ha parlato di “libro dei sogni”, dove all’elenco di buoni intenti non segue la spiegazione di dove saranno trovate le risorse. Ciò anche alla luce della crisi profonda che interessa l’ente Regione Molise. Sulla stessa linea, ma molto più dettagliatamente, Giuseppe Chiappini. L’esponente di opposizione ha snocciolato uno per uno i capitoli di bilancio, parlando per oltre mezzora incurante dell’indisposizione crescente di consiglieri e pubblico. In chiusura la domanda già posta all’inizio dell’intervento: “Voglio sapere come si intendono realizzare queste enunciazioni”. Chiappini, tra l’altro, ha parlato anche di promesse elettorali già disattese. In particolare l’avvio di atti ufficiali per il restauro della torre di Montebello entro i primi cento giorni, come più volte annunciato da Travaglini. La replica dell’interessato è arrivata poco dopo, confermando che si è andati oltre i primi provvedimenti e in autunno inizieranno i lavori. All’uopo sarà convocata a breve una conferenza stampa, nella quale saranno illustrati i dettagli.
Nel prosieguo del Consiglio si è assistito anche a un inatteso battibecco. Il presidente Porfido ha negato un ulteriore intervento a Chiappini che, risentito, lo ha fatto ugualmente dandogli i connotati apparenti di dichiarazione di voto. Per altri dieci minuti buoni il microfono è stato suo. Il voto finale è stato tuttavia di astensione, a differenza di quello contrario degli altri quattro di minoranza.
Altra discussione attesa era la nomina dei rappresentanti in seno all’associazione culturale Pro Loco “Frentana”. Ci si aspettavano battibecchi, vista com’è andata l’elezione del nuovo direttivo a fine maggio; invece la nomina dei tre, tutti esterni al Consiglio comunale, si è svolta con assoluta tranquillità e senza scrutinio segreto.

Ieri l'annuncio: Borgia lascia il gruppo Idv

La conferma a quanto anticipato su queste colonne è arrivata in Consiglio comunale. Michele Borgia ha annunciato di uscire dal gruppo consiliare dell’Italia dei valori e di formarne un altro, denominato misto.  L’ennesima conseguenza della crisi in Provincia, che spacca ancora di più la minoranza anche nel Comune di Montenero: su cinque consiglieri di opposizione i gruppi sono diventati quattro.

Il Quotidiano del Molise 26 giugno 2010


 

La riunione è fissata alle 15.00 di venerdì, sette i punti all'ordine del giorno

In Consiglio conti e programmi

Dopo le polemiche attesa anche la nomina dei rappresentanti alla Pro Loco

MONTENERO DI BISACCIA. Per l’amministrazione del sindaco Nicola Travaglini è il primo Consiglio comunale in sessione ordinaria, trattando il bilancio. Il secondo convocato dal presidente Domenico Porfido. L’appuntamento è per venerdì 25 giugno alle 15.00 presso la sala polivalente, dove i diciassette consiglieri dovranno discutere i sette punti in agenda.
In apertura la “presentazione delle linee programmatiche” riguardanti azioni e progetti da intraprendere nel corso del mandato. In sintesi la squadra di Travaglini dirà cosa intende fare durante i cinque anni di amministrazione e, secondo voci di corridoio, dovrebbe arrivare qualche annuncio a sorpresa.
Altro ordine del giorno atteso è l’approvazione dei bilanci di previsione e pluriennale, nonché il Piano triennale delle opere pubbliche. Si tratta della cosiddetta “manovra finanziaria” del Comune, la cui discussione quasi sempre va oltre gli aspetti tecnici, per assumere una piega prettamente politica.
Quasi in chiusura, infine, vi sarà la nomina dei rappresentanti del Consiglio comunale in seno alla Pro Loco. Una discussione che nel decennio precedente non ha scatenato mai polemiche nel parlamentino cittadino, ma stavolta c’è qualche novità. Durante il recente rinnovo del direttivo dell’associazione, infatti, non sono mancati accesi battibecchi. La politicizzazione della Pro Loco, fino ad allora silente, è emersa in modo dirompente quando il centrodestra – da pochissimo entrato in maggioranza al Comune - ha fatto capire di voler avere voce in capitolo. Iscrizioni all’ultimo minuto e forzature statutarie le accuse rivolte ai pidiellini; volontà di voler continuare a egemonizzare l’associazione culturale il rimprovero indirizzato al centrosinistra. Tante teste, tante opinioni, con l’unica certezza che la politica mette eccome le mani sulla Pro Loco. Sarà interessante osservare se il litigio approderà anche in Consiglio comunale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 giugno 2010

Nella foto Domenico Porfido e Nicola Travaglini


Restyling compleato in via San Giovanni

MONTENERO DI BISACCIA. Uno dei quartieri più popolosi del paese sta per presentarsi con la sua nuova veste. Sono infatti appena terminati i lavori in via San Giovanni e manca solo la segnaletica, in programma per ieri mattina ma rinviata a causa della pioggia. Occorrerà perciò aspettare qualche giorno per vedere completata l’opera di restyling di una zona edificata a partire dal primo Novecento, specie quando a Montenero venne a risiedere gente di fuori.
I lavori sono stati finanziati con i fondi post sisma del 2002 ed hanno visto rifatti marciapiedi, impianti idrici e fognari, sede stradale. 250mila euro l’importo complessivo della spesa, per un progetto avviato a fine legislatura dalla passata amministrazione comunale.
Diversi gli intoppi incontrati strada facendo dall’impresa appaltatrice, soprattutto a causa della vetustà dei sottoservizi. Questo spiega i diversi mesi di disagi patiti dai residenti di via San Giovanni, che però ora hanno a disposizione un quartiere tutto nuovo.

Il Quotidiano del Molise 22 giugno 2010


 

Lungo l'arteria che porta a Mafalda si continuano a mettere pezze

Provinciale 163: emergenza frane

Dopo due mesi nuove crepe sull'asfalto, il problema non è stato risolto

MONTENERO DI BISACCIA. A sfidare la Natura c’è il rischio che quest’ultima vinca. A limitarsi a biancheggiare senza prima turare la falla sul tetto c’è la certezza che colerà ancora e che il lavoro fatto sarà presto vano. Due elementari lezioni delle quali la Provincia di Campobasso sulla Sp 163 pare non voglia fare tesoro. E’ infatti già lesionato lo strato di asfalto posato non più tardi di aprile lungo la Provinciale che collega Montenero a Mafalda, precisamente all’altezza del confine tra i due territori comunali.
Il manto bituminoso della pezza è ancora nero, quasi si sente il caratteristico odore. Ma è già lesionato, il piano stradale ha già ricominciato a cedere e presto le coppe dell’olio delle auto torneranno a fracassarcisi contro se si procederà a più di dieci km orari.
Il tutto per una frana comparsa all’incirca nel 2003 e mai risolta. La causa è semplice da individuare: una sorta di ruscello corre sotto la strada e, non trovando altri sfoghi, rompe l’asfalto per passare dall’altra parte. Il risultato è una frana divenuta ormai uno sgradito habitué per i tanti che ogni giorno percorrono l’arteria, dai lavoratori agli studenti.
Negli anni scorsi la giustificazione della Provincia era che dopo l’alluvione (sempre del famigerato 2003) erano troppe le emergenze cui far fronte. Gli anni sono passati, ma sulla Sp 163 si continuano a mettere pezze che durano solo qualche mese, con buona pace di ammortizzatori, coppe dell’olio e pazienza di automobilisti e contribuenti che pagano certi effimeri interventi.
Forse è il caso di regimentare l’acqua che passa sotto la strada, così come qualunque muratore sa che bisogna prima sostituire la tegola rotta e solo dopo passare all’imbiancatura della parete macchiata dall’infiltrazione. Diversamente si macchierà ancora, esattamente come la Provinciale 163 continuerà a franare. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 giugno 2010

Nelle foto: in alto la lesione come appare oggi, a due mesi dalla pezza di asfalto. Qui a lato come ridiventerà nel giro di alcuni mesi (foto di agosto 2009)

Sullo stesso tema:
Replica della Provincia di Campobasso (PrimapaginaMolise 21/06/2010)
Strada provinciale 163: la frana infinita (28/08/2009)


 

Alcuni ignoti hanno rotto tre vetri dell'edificio scolastico

Vandali assaltano le Elementari

MONTENERO DI BISACCIA. Al terzo tentativo ci sono riusciti: il vetro è stato sfondato e la pietra è finita dentro, dove è stata trovata dal personale scolastico il lunedì mattina. Atti vandalici nello scorso fine settimana ai danni delle scuole Elementari di piazza della Libertà. Qualche buontempone deve aver pensato che quei vetri erano durati fin troppo, poco più di dieci anni, ossia dai tempi del restauro completo dello stabile. E così ne sono stati colpiti tre. Ai primi due è saltato solo il primo strato del vetrocamera, mentre al terzo infisso, forse anche grazie all’esperienza nel frattempo accumulata, l’impresa è riuscita meglio e il masso usato è finito nel pianterreno della scuola.
Inutile dire che tutti e tre i vetri dovranno essere sostituiti. Un danno che, dovrebbe essere evidente, ricadrà sulle tasche dei contribuenti. Il tutto è avvenuto presumibilmente di notte, quando si svuota anche il centro cittadino. Le Elementari sono proprio lì e per gli autori del malsano gesto non è stato difficile scagliarsi contro le finestre che danno sul seminterrato e che perciò si trovano ad altezza d’uomo. Una bravata le cui conseguenze saranno pagate come sempre da Pantalone, cioè da tutti. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 giugno 2010


 

C'è attesa per una delle promesse in campagna elettorale: il restauro della torre di Montebello

Travaglini verso i primi cento giorni

La nuova giunta di Montenero ottiene il plauso per la pulizia della spiaggia

MONTENERO DI BISACCIA. Per la prima volta la spiaggia è stata pulita già a maggio, senza aspettare che arrivassero i turisti. La nuova amministrazione pare prestare più attenzione alla marina di Montenero, dove anche parcheggi e marciapiedi sono stati ramazzati in anticipo rispetto agli anni passati. Ad affermarlo un operatore turistico, che però non manca di ricordare come in altre occasioni abbia bacchettato gli inquilini del Palazzo di città. Quando, in sostanza, le cose andavano peggio, ossia spesso negli anni precedenti.
Passando dal mare al fronte collinare, invece, la prima impressione è che i monteneresi guardino con apparente distacco alla nuova amministrazione comunale. Come se le stessero dando un periodo di prova prima di criticare o approvare. Sembra già dimenticata la mega intossicazione elettorale durata ben sei mesi, con la crisi iniziata nel settembre 2009 e finita a marzo con la vittoria di una lista per metà centrodestra e l’altra centrosinistra. Il paese obbligato per anni a stare nel centro del mirino, a eleggere politici provinciali e regionali, a dire con orgoglio o imbarazzo di aver dato i natali ad Antonio Di Pietro, sembra voltare pagina o, almeno, prendersi un periodo di “vacanza politica”.
Intanto, però, i primi cento giorni dell’amministrazione Travaglini hanno superato abbondantemente il giro di boa e si avviano a finire. Il nuovo sindaco va di più in Comune rispetto al predecessore, i servizi continuano a funzionare. C’è chi ha visto tappate le buche davanti casa che invano aveva segnalato alla scorsa maggioranza.
Sul fronte della comunicazione Nicola Travaglini ha smesso da un mese e mezzo di inviare comunicati stampa. Dopo la nomina degli assessori, in sintesi, dal Palazzo neanche più una nota. La probabile replica è che in municipio si lavora in silenzio. E la domanda è se in silenzio si sta procedendo anche al restauro della torre di Montebello. Una delle promesse elettorali di Nicola Travaglini, infatti, è stata che entro i primi cento giorni di amministrazione sarebbero stati prodotti atti ufficiali per avviare il recupero della fortificazione cinquecentesca. Attualmente è avvinghiata per bene con robusti tubi “Innocenti”, un ricordo del breve dicastero di Antonio Di Pietro, che era arrivato a un passo dall’avviare i lavori.
Le cento albe dell’amministrazione Travaglini cadono a fine giugno. Arriveranno gli annunciati atti ufficiali per il restauro della torre di Montebello?

Il Quotidiano del Molise 15 giugno 2010


Dopo l'espulsione di Borgia dall'Idv ci sono frammentazioni anche nel Consiglio comunale

Il pasticcio provinciale spacca l'opposizione

Quella attuale è la minoranza più scissa da quando c'è l'elezione diretta del sindaco

MONTENERO DI BISACCIA. E così, appena dopo l’inizio della legislatura, i gruppi consiliari di minoranza sono diventati quattro. Su cinque consiglieri. Mai da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, ossia dal 1997 nel centro bassomolisano, l’opposizione è stata così frammentata. A incrementare ulteriormente la divisione è stata l’espulsione di Michele Borgia dall’Italia dei valori. E’ avvenuta qualche giorno fa, quando i vertici dipietristi lo hanno messo alla porta poiché ha accettato di rientrare nella giunta provinciale appena varata dal presidente Nicola D’Ascanio (che è anch’egli di Montenero). Quindi, se Borgia è fuori dall’Idv in Provincia, lo è anche nel Consiglio comunale del suo paese. Ed è per questo che i gruppi consiliari di minoranza diventano ben quattro, dei quali tre composti da una sola persona.
Montenero in Comune, infatti, è l’unico che conta due membri: la candidata a sindaco Margherita Rosati (capogruppo) e Adriano Potalivo. Vi sono poi l’Italia dei valori, dove troviamo solo Cristiano Di Pietro dopo la cacciata di Borgia, e Progresso e libertà, gruppo composto dall’unico eletto dell’omonima lista, Giuseppe Chiappini.
Rimane da scoprire come si chiamerà il gruppo di Michele Borgia e la risposta potrebbe arrivare nel prossimo Consiglio comunale, previsto entro il mese di giugno. Si sa già, invece, che i cinque consiglieri di minoranza parlano con quattro voci diverse. Ci potranno essere occasioni in cui si assisterà a una sequela di dichiarazioni di voto differenti, magari sorprese dell’ultima ora, battibecchi fratricidi per la gioia del pubblico, chissà. Potrebbe diventare un ricordo l’opposizione unita della passata legislatura, quantunque a suo tempo tacciata di lassismo. Ma almeno c’era una sola voce, un voto compatto tutte le volte.
E nemmeno tornando ancora indietro, cioè al quinquennio 2000-2005, la letteratura politica montenerese annovera tanta divisione nella minoranza. Le due liste che la componevano mantennero l’assetto iniziale, quello sancito dalle urne, fino alla fine.
Dove arriva Di Pietro si litiga? E’ quello che nel paese dell’ex pm sostiene più di qualcuno. D’altronde l’Idv è entrata in maggioranza nel 2005 e cinque anni dopo il centrosinistra, causa dissidi interni, ha perso una roccaforte che sembrava fosse sua per diritto ereditario. Oggi è in minoranza e anche questa non è più unita. Forse è solo una casualità, oppure chissà. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 giugno 2010

Nella foto da sinistra Michele Borgia e Cristiano Di Pietro in Consiglio comunale


 

Il consigliere attacca il presidente della Provincia: "Per salvare la poltrona è tornato al Pd"

Natalini: D'Ascanio colpevole della debacle elettorale

MONTENERO DI BISACCIA. “Il tempo è galantuomo” e stavolta “ne è bastato veramente poco, meno di tre mesi, per far emergere il reale responsabile della sconfitta del centrosinistra nelle elezioni comunali di Montenero di Bisaccia”. Certo non è una novità che il consigliere regionale Mauro Natalini, montenerese doc, ce l’abbia con Nicola D’Ascanio. Altresì è noto il suo atteggiamento critico verso l’Italia dei valori, alla quale augura che in futuro sappia fare tesoro di questa ennesima voltata di spalle. Che poi è quella del presidente della Provincia dopo il recente rimpasto di giunta che, è noto a tutti, non è piaciuto al partito che l’ha salvato nel 2008, dando il nulla osta a un inciucio in piena regola, e adottato a fine 2009. L’Idv appunto.
“La responsabilità (della sconfitta a Montenero n.d.r.) – scrive Natalini - è da attribuire interamente a Nicola D’Ascanio, a cui Di Pietro, forse con troppa fiducia o troppa leggerezza, aveva affidato il compito di gestire la fase elettorale. In effetti, alcuni mesi fa, D’Ascanio convinse Di Pietro che con il Pd di Ruta, Leva, Macchiarola e Chiappini non poteva esserci alcuna possibilità di dialogo e, quindi, nessuna alleanza, per cui tirò dritto unicamente sulla linea dello scontro e delle accuse. Linea che portò alla divisione e a una sconfitta che il centrosinistra, nel paese dell’onorevole Antonio Di Pietro, non meritava proprio. Nei giorni scorsi, in occasione della crisi alla Provincia di Campobasso, D’Ascanio ha aperto un nuovo scontro proprio con l’Idv di Di Pietro, facendo sponda, guarda caso, con quelle persone con cui, solo pochi mesi prima, sosteneva che non era possibile alcun dialogo e cioè, appunto, Ruta, Leva e Macchiarola, quest’ultima nominata addirittura sua vice alla Provincia, nonostante la stessa avesse presentato a suo tempo una mozione di sfiducia da cui si era salvato solo con l’intervento di Di Pietro. D’Ascanio oggi, nella nuova giunta provinciale, accetta tutti i nomi proposti dal Pd (si dice in giro che avrebbe accettato anche Chiappini, se proposto) mentre, al contrario, rifiuta tutti i nomi proposti dall’Idv. Bel modo di ringraziare! – ironizza l’esponente di Sinistra e libertà -. In conclusione, quando di mezzo c’era la faccia di Di Pietro, con il Pd non era possibile nessun dialogo, quando invece c’è la sua poltrona, con il Pd sono tutte rose e fiori. Ormai è tardi, purtroppo – la chiosa di Natalini -, ma mi auguro che l’onorevole Di Pietro e tutta l’Idv sappiano distinguere, per il futuro, tra chi gli ha manifestato il proprio disappunto in merito a scelte politiche ma sempre nella chiarezza e nel rispetto, e chi in modo sconsiderato ha usato l’Idv ed il nome di Di Pietro solo per i propri interessi e per il proprio tornaconto, salvo poi voltargli le spalle appena l’interesse del momento può essere garantito da altri”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 giugno 2010

Nella foto da sinistra Nicola D'Ascanio e Mauro Natalini


 

Una pietra per l'antico Calvario

La posa da parte di "Bisaccium culturale"

MONTENERO Di BISACCIA. Doppio appuntamento per l’associazione Bisaccium culturale: una pietra in ricordo del luogo un tempo chiamato Calvario e un riconoscimento agli alunni delle scuole Elementari per i temi sulla Sindone.
Le due manifestazioni si sono svolte ieri mattina. La prima nei pressi del mercato coperto, luogo un tempo dominato da una collinetta e perciò chiamato Calvario. Per questo il presidente della Bisaccium Giuseppe Calgione ha voluto posare una lapide che ricordi la fattezza originaria del posto e la croce che fino al 1925 era posizionata sulla cima. Hanno partecipato alla cerimonia anche il sindaco Nicola Travaglini e altri amministratori.
A seguire la comitiva si è spostata nella sala polivalente, dove sono stati premiati i migliori componimenti sulla sacra Sindone, scritti dagli alunni di quinta Elementare e terza Media, nell’ambito di un concorso organizzato dall’associazione culturale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 giugno 2010


 

Organizzato da Assonautica, l'evento di rilevanza nazionale toccherà i principali porti italiani

Il "Marina Sveva" pronto per la regata

A Montenero farà tappa la manifestazione "Appuntamento in Adriatico"

MARINA DI MONTENERO. Primo importante evento ospitato per il nuovo porto turistico “Marina Sveva”. Il 7 e l’8 giugno vi farà infatti tappa la XXII edizione della regata “Appuntamento in Adriatico”. La manifestazione è organizzata dall’Assonautica e, partendo da Rimini, vedrà le quindici imbarcazioni a vela partecipanti solcare i mari Adriatico, Ionio e Tirreno. Due mesi di navigazione complessiva: dopo aver circumnavigato tutta la Penisola, i regatisti raggiungeranno Genova, per poi percorrere il tragitto a ritroso. Perciò passeranno una seconda volta alla marina di Montenero, precisamente nei giorni 1 e 2 agosto.
La regata terminerà a Venezia, città che sostiene la manifestazione e della quale è anche il comandante della flotta Piero Tosi. Questi è stato nominato dal sindaco della città lagunare “ambasciatore di Venezia alla mobilità nautica sostenibile”. Va infatti ricordato che i natanti che partecipano all’”Appuntamento in Adriatico” sono spinti tutti dalla forza del vento, pertanto non inquinanti.
Per il porto turistico di Montenero, che ha aperto i battenti l’anno scorso, si tratta del primo appuntamento nautico di rilievo nazionale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 giugno 2010

Nella foto il porto turistico della marina di Montenero (per cortesia del campeggio Costa Verde)


 

A due anni dall'ultima inchiesta sul tema la situazione appare in una fase di stallo

Montenero: demografia a rilento

Il centro bassomolisano resta il fanalino di coda, ma non perde più abitanti

MONTENERO DI BISACCIA. Fanalino di coda in campo demografico tra i comuni costieri: è cambiato qualcosa negli ultimi due anni? Sì e no, ma parrebbe che la situazione che il nuovo sindaco Nicola Travaglini eredita sia leggermente migliore, almeno tendenzialmente, rispetto a quella lasciata dalle amministrazioni degli anni Novanta.
Nel novembre 2007 un’inchiesta condotta da Il Quotidiano evidenziava come solo Montenero perdesse abitanti, tra i quattro centri del litorale molisano. Andava decisamente meglio a Campomarino e anche a Petacciato, forti di maggiori tassi di natalità e soprattutto di migrazione “per altri motivi”, come si legge sulle tabelle Istat. In sintesi, oltre al basso tasso di riproduzione della specie umana, ad affliggere Montenero era anche il mancato arrivo di nuovi residenti. I quali, lo dimostrano le cifre, preferivano trasferirsi dall’entroterra negli altri paesi costieri. Una tendenza che dagli anni Ottanta ha visto avanzare gli altri tre, arretrare solo il comune litoraneo più a nord.
Dando uno sguardo agli ultimi dati Istat disponibili, di novembre 2009, emerge la seguente situazione. Campomarino continua a crescere ininterrottamente. Il suo bilancio è sempre in attivo sia per quanto riguarda le nascite, sempre sensibilmente superiori alle morti, sia per l’arrivo di nuovi abitanti. Petacciato, invece, pur continuando a salire pare aver perso lo slancio di qualche anno fa. Il piccolo comune tiene in fatto di “saldo migratorio per altri motivi”, ma registra spesso e volentieri un deficit nel rapporto nati-morti. E’ avvenuto ininterrottamente dal 2007 al novembre dello scorso anno.
E Montenero? Gli abitanti persi, o meglio non guadagnati nel periodo 1981-2001 non sono certo stati recuperati, tuttavia continua la stabilizzazione iniziata nella seconda metà degli anni Duemila. Ossia la denatalità prosegue inesorabile, i morti superano sistematicamente i nati, ma arrivano nuovi residenti da altri centri o dall’estero. Perciò il bilancio demografico risulta stabile, poiché non può far testo l’incremento dell’1 per cento registrato nel periodo 2002-2009. Sempre nello stesso arco tempo è invece migliore la situazione a Petacciato (crescita del 7,11 per cento) ed a Campomarino (13,46 per cento), il quale già da qualche anno ha superato Montenero in numero di abitanti.
Recuperare terreno e creare le condizioni per invertire la fase di stallo faticosamente guadagnata, questa parrebbe la sfida che attende il nuovo sindaco Nicola Travaglini. D’altronde egli stesso, quand’era in minoranza e nell’ultima campagna elettorale, ha messo all’indice lo spopolamento degli anni passati. A suo giudizio una cartina al tornasole di pessime amministrazioni che hanno fatto regredire il paese, spingendo chi c’era ad andarsene e chi si stava trasferendo da altri comuni a scegliere tutto fuorché Montenero. Riuscirà la sfida? Al tempo l’ardua sentenza. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 giugno 2010



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