In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI APRILE 2010

Si terrà il 1° maggio la festa di ringraziamento della lista vincente

Toto-deleghe, le prime indiscrezioni

Il sindaco ancora non annuncia le cariche assegnate agli assessori

MONTENERO DI BISACCIA. Fatta la giunta, pronta la festa per la vittoria, restano ancora un mistero le deleghe da assegnare agli assessori. A un mese dall’insediamento dell’amministrazione comunale, guidata dal neo primo cittadino Nicola Travaglini, questo per sommi capi il quadro. Ma, come sempre in assenza di dichiarazioni ufficiali, le indiscrezioni si fanno strada. E vogliono che gli incarichi che nei prossimi giorni saranno affidati ai quattro componenti della giunta siano così sintetizzabili.
All’unica donna in maggioranza, Gianfranca Marchesani, dovrebbero andare Bilancio e Politiche sociali, mentre ad Angelo Magagnato i Lavori pubblici. Per gli altri due assessori, invece, Manutenzione per Giuseppe Murazzo e riconferma alla Cultura per Giuseppe Di Pinto (che è anche vice sindaco). Sulla scorta di quanto fatto dal suo predecessore, nonché ex avversario Giuseppe D’Ascenzo, il sindaco Travaglini dovrebbe tenere per sé l’Urbanistica.
Naturalmente si aspetta la conferma, la quale dovrebbe arrivare entro il primo maggio. In questa data è infatti in programma la festa di ringraziamento per la vittoria elettorale. I componenti della lista Uniti per Montenero la terranno in piazza, nel tardo pomeriggio della giornata dedicata ai lavoratori. Una scelta probabilmente casuale, che però cade nella celebrazione storicamente usurpata dalla sinistra, non senza un’ingiustificata presunzione. Una casualità che al tempo stesso suona come ulteriore conferma che nel centro bassomolisano è stato interrotto il dominio venticinquennale delle forze progressiste. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 aprile 2010

Dì la tua sul blog di Montenero On Line

 

 

I gruppi di minoranza Montenero in Comune e Idv
intervengono sulla nomina del presidente del Consiglio

No all'aumento del costo della politica

"Bisogna distribuire le spese senza altri aggravi sulle casse comunali"

MONTENERO DI BISACCIA. “Pur condividendo l’istituzione del presidente del Consiglio comunale così come prevista dallo Statuto vigente, come organo di garanzia e trasparenza dell’attività consiliare a tutela dei diritti e delle prerogative dei consiglieri, con importante funzione di controllo e collegamento tra la giunta e il Consiglio, ritengono sia assolutamente necessario collegare la figura all’economicità della spesa pubblica”. La pensano così i consiglieri di minoranza Cristiano Di Pietro, Michelino Borgia, Margherita Rosati e Adriano Potalivo, eletti nella lista Montenero in Comune ed appartenenti al gruppo omonimo ed a quello dell’Italia dei valori. In una nota intervengono sull’appena eletta figura istituzionale che, dalla prossima volta e nella persona di Domenico Porfido, dirigerà i lavori delle assise civiche.
“Il contenimento dei costi della politica e della spesa pubblica in generale, è un tema fortemente sentito dai cittadini e dall'opinione pubblica – si legge nel comunicato -. I conti pubblici sono fortemente condizionati da una legislazione corporativa che tende a soddisfare le esigenze delle categorie più forti e meglio rappresentate e non a curare gli interessi generali del Paese e delle fasce più deboli”. E’ perciò ricordato l’impegno del leader Idv Antonio Di Pietro per “abbattere i costi eccessivi della politica”. Ma non solo, perché anche a Montenero, “durante la trascorsa amministrazione, il gruppo consiliare dell’Italia dei valori aveva avanzato una proposta in tal senso”. Si trattava di una mozione che “prevedeva una revisione degli emolumenti spettanti ai componenti della giunta da ripartirsi in quota pari per la compensazione derivante dall’istituzione del presidente del Consiglio comunale”. Un’iniziativa che, a giudizio dell’Idv, “non ha però avuto seguito a causa della deliberata volontà dell’ex sindaco di avocare a sé anche le attività di direzione dei lavori del Consiglio”.
Alla luce di tutto ciò i gruppi Idv e Montenero in Comune propongono al sindaco Nicola Travaglini di “rivedere il compenso elargito” alla nuova figura, “in modo da non gravare sul bilancio comunale attraverso ulteriori spese e, altresì, a valutare la possibilità di rivalutare il carico remunerativo posto a favore della giunta, al fine di perequare il compenso spettante al presidente del Consiglio comunale di nuova istituzione con gli indennizzi previsti a favore dei componenti la giunta comunale”. Tradotto: la spesa attualmente sostenuta per i quattro assessori dovrà essere ridistribuita in modo da coprire anche la presidenza del Consiglio, che costerà poco meno di trecento euro al mese lordi.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 aprile 2010

Nella foto da sin. Margherita Rosati, Adriano Potalivo, Michele Borgia e Cristiano Di Pietro

Temi correlati:
Parte l'era Travaglini, il primo Consiglio comunale con nomina del presidente (20/04/2010)

 

Posati gli scogli

Erosione della costa: la Regione rimedia

MARINA DI MONTENERO. Un lavoro programmato dall’estate scorsa e che in questi giorni sta trovando attuazione pratica. E’ in corso la posa di scogli frangiflutti sul tratto di mare compreso tra i porti turistici di San Salvo e Montenero. L’intervento mira a contrastare l’erosione costiera che, da decenni, affligge in modo particolare il tratto di spiaggia più a nord del litorale molisano.
A commissionare i lavori è la Regione, che ha competenza in materia e che era già intervenuta nel giugno 2009 a seguito del grido di allarme del titolare di un camping. Alla vigilia dell’estate, infatti, la spiaggia antistante allo stabilimento era stata completamente annientata dalle onde. Per il momento era trasportata della sabbia, al fine di salvare la stagione ormai alle porte, ma da Palazzo Moffa arrivava la garanzia che al più presto ci sarebbe stato un intervento più duraturo.
Ed è quello che in questi giorni sta alzando le barriere protettive fatte di grossi massi, i quali impediranno alle onde di erodere la battigia. Soddisfazione da parte degli operatori turistici della Costa Verde, che con tanta fatica da anni lavorano in condizioni non sempre ottimali. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 aprile 2010

Foto gentilmente concessa dal camping Sabbia d'oro


 

A breve l'assegnazione delle deleghe assessorili, il restauro
della torre di Montebello e la revisione del Piano regolatore

Primi passi da sindaco, parla Travaglini

Intervista al neo primo cittadino di Montenero, al lavoro da circa venti giorni
A maggio la visita del premier Berlusconi nel paese natale di Antonio Di Pietro

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Uscito vittorioso alle comunali di fine marzo, il sindaco Nicola Travaglini è balzato agli onori della cronaca nazionale per aver battuto Di Pietro nel suo paese. Nelle righe seguenti le sue prime impressioni con la fascia tricolore addosso. Ed anche l’annuncio a sorpresa sulla possibilità di una visita di Silvio Berlusconi a Montenero, come ormai si vocifera dal giorno della vittoria.
Oltre venti giorni dalle elezioni e ancora non si conoscono le deleghe degli assessori. Come mai questo ritardo?
“Non c’è nessun ritardo, stiamo semplicemente ancora ragionando un attimino sulle deleghe e credo che nel giro di una giornata, massimo, due darò tutte le deleghe. Stiamo valutando le situazioni nei vari settori e in base alla disponibilità di ogni assessore. Nessun ritardo particolare, vuole soltanto essere una decisione presa in piena coscienza”.
Ha detto in più occasioni che entro i primi cento giorni sarebbe partito il restauro della torre di Montebello.
“Confermo quello che ho detto – risponde deciso il giovane sindaco -, ci saranno atti ufficiali che avvieranno i lavori, anzi dalle notizie che ho a fine giugno potremmo già sapere chi è che dovrà eseguirli”.
Problemi con il ministero dei Beni culturali, che a suo tempo aveva cominciato il restauro, non ci sono?
“No, assolutamente”.
Berlusconi verrà o no a Montenero?
“Verrà, non so qual è la data precisa, però probabilmente nel mese di maggio farà una visita. Credo che sia un momento importante, aldilà di quella che può essere la motivazione politica nel senso stretto della parola. In quell’occasione parleremo dei problemi che Montenero ha, innanzitutto in termini di infrastrutture, lì dove vorremmo lavorare bene e avremo necessità di fondi di una certa importanza. Metteremo in risalto questa necessità chiedendo, se è possibile, un patto per lo sviluppo di questa zona”.
Il premier potrebbe finalmente terminare l’interminabile strada Mare-Collina?
“E’ tra quelle opere che noi riteniamo strategiche per lo sviluppo del nostro territorio. Purtroppo se ne parla da tempo, ma quello che è stato fatto con il tratto attuale riteniamo non essere un lavoro valido e funzionale. Quindi siamo convinti di dover rimettere mano su quella che sarà la strada di collegamento tra il centro urbano e la zona a mare. Ed è, come detto, una delle opere fondamentali su cui lavoreremo, anche nell’occasione in cui dovesse venire Berlusconi”.
Cosa sta facendo in questi primissimi giorni di amministrazione, si leggeva in un comunicato di primi passi per rivedere il Piano regolatore.
“E’ necessario capire qual è la situazione dei diversi settori, però così come abbiamo detto in campagna elettorale, uno dei primi lavori su cui ci impegneremo è rivedere il Prg, perché ci rendiamo conto che non risponde più alle esigenze attuali in termini di investimenti e di sviluppo. Abbiamo già avviato questa fase – prosegue Travaglini -, stiamo valutando alcune cose. Sappiamo che ci saranno dei problemi, ma lavoreremo sodo al riguardo”.
Intende revisione generale del Piano o solo su singoli punti?
“La revisione sarà generale, però dobbiamo ancora capire le modalità per arrivarci”.
Ultima domanda: per conoscenti e amici è ancora Nicola o è sindaco?
“Questo lo hanno deciso loro, mi chiamano ancora Nicola e io ne sono felice”.

Il Quotidiano del Molise 23 aprile 2010

Temi correlati:
Video dell'intervista al sindaco Nicola Travaglini
Dì la tua sul blog di Montenero On Line


 

Montenero di Bisaccia. La grande manifestazione ha premiato più volte il ‘nettare di Bacco’ locale

Vinitaly, il Molise brinda al successo

Dragani: “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti. Il nostro lavoro continua”

MONTENERO DI BISACCIA. Due diplomi di Gran menzione: per il Molise Doc Cabernet Sauvignon “Clivia “ 2007 e per il Terre degli Osci Igt Chardonnay “Aere” 2009. Questi gli importanti riconoscimenti che la Cantina San Zenone riporta dall’ultimo Vinitaly di Verona, nell’ambito del Concorso enologico internazionale. Una partecipazione fruttuosa quella della cooperativa montenerese alla celebre kermesse veneta, tutta dedicata al nettare di Bacco.
“Stiamo vivendo senza dubbio un momento felice per i vini molisani – il commento della presidente della San Zenone, Loredana Dragani – ma lo è ancora di più per la nostra realtà cooperativa. Il consueto appuntamento internazionale del Vinitaly ci ha testimoniato ancora una volta la grande capacità della Cantina San Zenone di competere sia sul mercato nazionale che su quello internazionale. I diplomi di Gran menzione ottenuti dal Clivia 2007 e dall’Aere 2009 ci confermano che stiamo lavorando nella direzione giusta e ci stimolano ad esprimere maggiormente il nostro impegno e la nostra volontà per raggiungere traguardi ambiziosi. Sono particolarmente felice per questi riconoscimenti, perché gratificano tutti coloro che lavorano con amore e con dedizione presso la nostra Cantina sociale ed in particolare gratificano i nostri 200 soci, alle spalle dei quali ci sono altrettante aziende agricole molisane”.  
L’azienda vanta circa trentacinque anni di attività ed è capace di stoccare 88.000 ettolitri di vino, di cui l’80 per cento di rosso (Montepulciano, Sangiovese e Cabernet Sauvignon) e il 20 per cento di bianco (Trebbiano, Chardonnay e Falanghina). Quanto basta, a giudizio dei vertici societari, per “programmare una seria campagna di diffusione dei propri vini sul mercato estero”. Ad esempio in Inghilterra, Belgio, Canada, Usa e Svezia, dove la San Zenone mira a esportare i suoi prodotti in bottiglia. I segnali sarebbero già incoraggianti, dal momento che in Scandinavia già è introdotto il vino montenerese. “Va sottolineato – si legge sempre nel comunicato dell’azienda – che la San Zenone esprime una forte valenza sociale, svolgendo un ruolo primario nell’economia del territorio. I soci coltivatori, infatti, producono uve selezionate che affidano poi agli agronomi ed agli enologi, i quali danno vita ad un prodotto unico, frutto di una combinazione di doti umane ed attaccamento alla terra”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 aprile 2010

Nella foto la Cantina San Zenone e sullo sfondo Montenero di Bisaccia (foto dell'azienda)


 

Ieri sera il primo Consiglio comunale.
Ufficializzata la giunta: assessori Marchesani, Murazzo, Magagnato e Di Pinto

Montenero, parte l'era Travaglini

Eletto il presidente dell'assise. Ma è bagarre con la minoranza per il vice: tutto rinviato

    

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Parte con il pubblico delle grandi occasioni la nuova amministrazione. Invece per conoscere le deleghe degli assessori bisogna aspettare ancora qualche giorno e, infine, non c’è accordo sull’istituzione della presidenza del Consiglio. Questo in sintesi il contenuto della riunione che, ieri sera, ha visto per la prima volta adunati i diciassette consiglieri comunali appena eletti. A presiedere la seduta il sindaco Nicola Travaglini, che indossando la fascia tricolore ha recitato la formula “giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana”. Subito dopo la conferma degli incarichi di giunta. I quattro assessori sono Gianfranca Marchesani, Giuseppe Murazzo, Angelo Magagnato e Giuseppe Di Pinto.  Ma per conoscere quali saranno le deleghe che affiderà a ognuno di loro, ha spiegato lo stesso Travaglini, bisognerà pazientare ancora qualche giorno.
Dalla minoranza, che è costituita da due liste a loro volta diventate tre gruppi, sono arrivati gli auguri alla maggioranza. Margherita Rosati ha ripercorso anche i motivi che hanno portato il centrosinistra a dividersi, accusando senza mezzi termini Giuseppe Chiappini. Seduto accanto, quest’ultimo ha evidenziato come sia stato impossibile raggiungere un accordo prima delle liste. Infine ha rimesso palla a centro il sindaco: avendo ottenuto quasi il quarantotto per cento dei voti, la sua tesi, avrebbe vinto anche in un confronto a due.
In chiusura l’attesa nomina del presidente del Consiglio comunale. Travaglini ha annunciato che la maggioranza avrebbe votato Domenico Porfido ed ha invitato l’opposizione a indicare un suo nome per la vice presidenza. In sintesi: votare all’unanimità tutte e due le cariche.
Dai banchi della minoranza Michele Borgia si è detto insoddisfatto per il metodo adottato e che avrebbe preferito più coinvolgimento. Chiappini ha invece confermato la sua contrarietà, preferendo che a condurre le assise resti il sindaco, come avvenuto finora. Principi di maretta tra le tre fazioni e infine il voto, partendo da quello che doveva indicare il presidente. Dodici voti per Porfido (quelli della maggioranza, anche se lo scrutinio era segreto), 4 schede bianche, mentre Chiappini non ha partecipato. Subito dopo l’elezione della vice presidenza, che si è conclusa con un nulla di fatto. La maggioranza ha infatti lasciato bianco il foglietto, tranne uno che ironicamente ha scritto Chiappini. Gli altri quattro di opposizione hanno votato per la Rosati. Non essendo stati raggiunti i dodici voti, necessari in prima battuta, si provvederà nella prossima riunione, che già sarà presieduta da Porfido.

Il Quotidiano del Molise 20 aprile 2010

Nelle foto: in alto a sinistra la minoranza, a destra la maggioranza; in basso Travaglini mentre indossa la fascia tricolore

Temi correlati:
Il video del primo Consiglio comunale su Montenerolife.it
Dì la tua sul blog di Montenero On Line
Scarica il libro "L'era D'Ascenzo - Montenero di Bisaccia negli anni Duemila" di Rossano D'Antonio
 


 

Il primo cittadino ufficializza i nomi degli assessori. A sorpresa Di Pinto vice sindaco

Travaglini: ecco la mia squadra

"Stiamo rispettando la tabella di marcia. Le deleghe si conosceranno in Consiglio"

MONTENERO DI BISACCIA. E’ Giuseppe Di Pinto il vice sindaco. La notizia, per molti versi a sorpresa, arriva dalla più ufficiale delle fonti: il Comune. Infatti in una nota la nuova amministrazione annuncia la composizione della giunta, confermando in toto quanto riportato ieri su queste colonne in base, evidentemente, a fondate indiscrezioni. Accanto a Di Pinto, pertanto, il sindaco Nicola Travaglini schiererà Gianfranca Marchesani, Angelo Magagnato e Giuseppe Murazzo.
“Stiamo rispettando la tabella di marcia che ci siamo dati – afferma nella nota il neo primo cittadino – per dare fin da subito al paese una squadra capace di fornire risposte alle aspettative della cittadinanza e per dare il primo vigoroso impulso alla nostra azione amministrativa”.
Per conoscere le singole deleghe bisognerà invece aspettare il primo Consiglio comunale, in programma per lunedì alle 19.00 e avente cinque punti all’ordine del giorno. Oltre a convalida eletti, giuramento ecc., sarà istituito – per la prima volta a Montenero – il presidente del Consiglio comunale. Servirà all’uopo la cosiddetta maggioranza qualificata, cioè i due terzi dell’assemblea (dodici consiglieri su diciassette). Come previsto dallo Statuto comunale, la figura dovrà essere scelta tra coloro che non fanno parte della giunta. Secondo insistenti voci l’incarico sarà affidato a Domenico Porfido, mentre quello del vice spetterà a un esponente della minoranza.
Come detto, arriva a sorpresa la nomina a vice sindaco di Giuseppe Di Pinto, trentacinquenne assessore alla Cultura nella legislatura appena finita e di due anni più giovane di Travaglini. Nei giorni scorsi girava voce che sarebbe stato il cinquantaquattrenne Murazzo a fregiarsi del titolo, tesi ormai smentita in via ufficiale. Altresì era ormai divenuto chiaro che non solo gli appetiti assessorili, ma anche l’ambizione alla carica di vice era al centro del dibattito interno alla maggioranza. Tant’è che la formazione della giunta è arrivata solo poco prima del Consiglio, a sua volta convocato entro il limite massimo consentito di venti giorni dopo le elezioni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 aprile 2010

Nella foto da sinistra Nicola Travaglini e Giuseppe Di Pinto


 

In attesa dell'ufficializzazione da parte di Travaglini fioccano le indiscrezioni

Giunta: ecco i quattro assessori

L'ex sindaco D'Ascenzo è riuscito a piazzare i suoi uomini e tenere fuori il suo omonimo

MONTENERO DI BISACCIA. Ha avuto successo la cordata anti D’Ascenzo, il quale non è l’ex sindaco Giuseppe, bensì Pasqualino. Il consigliere di maggioranza, eletto nella componente di centrosinistra della lista vincitrice delle comunali, pare che debba definitivamente dire addio a un posto in giunta. E così dovrebbe essere Giuseppe Murazzo a diventare assessore, assieme a Giuseppe Di Pinto, Angelo Magagnato e Gianfranca Marchesani. Questi ultimi due in quota centrodestra all’interno della lista Uniti per Montenero.
Questo emergerebbe dall’ultima riunione dei neo eletti, tenutasi mercoledì sera, ma il condizionale è d’obbligo in attesa del primo Consiglio comunale. Infatti solo lunedì prossimo, venti giorni dopo le elezioni, finalmente si conosceranno in via ufficiale i nomi dei quattro assessori, annunciati dal sindaco Nicola Travaglini.
Intanto, però, le indiscrezioni fioccano e confermano che arrivare all’esecutivo si sta rivelando impresa molto ardua. E che sta mettendo a dura prova il giovane primo cittadino, tirato per la giacchetta da più parti. Pasqualino D’Ascenzo avrebbe cercato fino all’ultimo di far valere la sua dote elettorale (150 voti, quarto eletto), ma si sarebbe trovato contro gli altri consiglieri facenti riferimento al fu centrosinistra: i già citati Di Pinto e Murazzo, più Angelo D’Amario e Donato Benedetto. “Non ci sentiamo rappresentati da lui” avrebbero detto i quattro che, secondo alcune fonti, durante le trattative per comporre la giunta sono rimasti sempre in contatto con l’ex sindaco D’Ascenzo. Ironia della politica, a spegnere il sogno assessorile di Pasqualino sarebbe stato perciò un suo omonimo, ma non parente. Infatti non è più un mistero che l’ex primo cittadino non solo abbia partecipato attivamente alla formazione della lista, indicando suoi elementi, ma che abbia anche avuto voce in capitolo nella formazione della giunta. Tant’è che i suoi consiglieri di riferimento hanno aspettato che tornasse dalla Sicilia per avanzare le proprie proposte a Travaglini. Pasqualino D’Ascenzo, viceversa, è considerato vicino all’ex assessore e consigliere comunale Antonino D’Antonio, del quale è cugino e che, a questo punto, può essere considerato definitivamente fuori dalla stanza dei bottoni. L’opera avviata nel 2003 dal vecchio sindaco, ossia sterilizzare politicamente il suo ex vice, può dirsi completata. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 aprile 2010

Nella foto da sin. Nicola Travaglini, Pasqualino D'Ascenzo e Giuseppe Murazzo. Il giovane dietro è il consigliere Nicola Lallopizzi.

Dì la tua sul blog di Montenero On Line


 

Mafalda. L'azienda abruzzese non ha accettato la sentenza del Tar

Biomasse, si ricorre al Consiglio di Stato

MAFALDA. Non si fa attendere la replica della ditta interessata a seguito della sentenza sfavorevole del Tar pubblicata qualche giorno fa. Dopo l’accoglimento del ricorso di cittadini e associazioni, contrari alla paventata centrale a biomasse nella zona artigianale, la Dafin annuncia che si appellerà al Consiglio di Stato. L’azienda abruzzese in una nota “evidenzia che la sentenza, giunta a cantiere in corso, non formula nel merito alcuna censura di carattere ambientale al progetto, ma fa piuttosto perno su un frainteso aspetto della disciplina edilizia, di cui peraltro l’unico soggetto responsabile sarebbe il Comune di Mafalda. Dafin spa rimane pertanto confidente nel buon esito del giudizio e si appresta ricorrere al Consiglio di Stato per ottenere conforto delle proprie ragioni. Gli investimenti e lo sforzo imprenditoriale dei soci e della società non rallenteranno e il progetto di sviluppo locale non sarà interrotto”.
L’argomento è quello che tiene banco a Mafalda ormai da un anno e mezzo, vedendo molti cittadini schierarsi contro la centrale elettrica che dovrebbe prendere il posto della Smi. La passata amministrazione, guidata da Nicola Valentini, era tra i promotori. Di avviso diverso l’attuale, capeggiata dal sindaco Egidio Riccioni, il quale ha accolto con soddisfazione la sentenza del Tar. A questo punto non resta che aspettare il responso del Consiglio di Stato. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 aprile 2010

Nella foto una veduta dell'area dove era prevista la centrale a biomasse di Mafalda

Temi correlati:
Biomasse: il Tar dice no (10/04/2010)
L'affaire biomasse a Mafalda, tutti gli articoli


 

Aspettando Berlusconi a Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Verrà o no Berlusconi? E chi lo sa, certo è che se ne parla almeno dal 29 marzo a sera. Da quando, in sostanza, Nicola Travaglini è diventato sindaco battendo la lista sponsorizzata da Antonio Di Pietro nel suo paese. E’ accaduto con una formazione civica, forte del decisivo ingresso di elementi di centrosinistra, ma la sera ugualmente il gotha regionale di centrodestra è venuto a Montenero. Il presidente Michele Iorio, Gianfranco Vitagliano, Luigi Velardi, tutti a complimentarsi col neo primo cittadino, a farsi riprendere e intervenire nella diretta televisiva di Telemolise.
Dopo un po’ la telefonata inattesa con il politico più potente d’Italia: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E il cavaliere, raggiante per la sconfitta del suo acerrimo nemico Tonino proprio nel suo paesino, ha detto una prima volta che sarebbe venuto a Montenero. E fin lì poteva passare come una battuta partita dal cuore in un momento di giubilo. Invece il premier ha confermato la volontà di venire in Molise durante il comizio di Antonio Di Brino a Termoli, qualche giorno prima del ballottaggio per eleggere il sindaco in riva all’Adriatico. Le cose si fanno più serie: se l’ha detto ben due volte, può darsi che davvero Berlusconi venga a Montenero e Termoli.
Ma cosa accadrebbe se venisse? Certo a Dipietropoli l’accoglienza non sarebbe la stessa dell’altra città, tradizionalmente di centrodestra. Nel paese di Tonino ha vinto per venticinque anni di seguito il centrosinistra e non è detto che si sia pronti ad accogliere il simbolo dell’antidipietrismo. Questo nonostante la sonora sconfitta che i suoi concittadini hanno rifilato all’ex pm di Mani pulite. Senza scomporsi, né preoccuparsi più di tanto dinanzi agli appelli degli ultimi giorni: non fatemi perdere altrimenti finisco su tutti i giornali. Intanto il popolo di internet, o almeno una parte di esso, si è già mobilitato. Su Facebook è stato creato il gruppo “Montenero non vuole Berlusconi”, pronto a scatenare la protesta qualora il Cavaliere arrivasse davvero. Da verificare l’efficacia pratica, qualora si passasse dal mondo virtuale di internet a quello reale.
Altresì, se Berlusconi venisse, rimarrebbe da saldare un conticino che ha in sospeso con i monteneresi dall’aprire 2008, epoca delle elezioni politiche che lo videro tornare a Palazzo Chigi. Nel celebre salotto di Porta a Porta, mettendo in dubbio il titolo giurisprudenziale di Antonio Di Pietro, disse: “(…) come è impossibile che a Montenero della Bisaccia (sic) dove sembra che l'unico laureato fosse il farmacista, nessuno sapesse, nemmeno i genitori di Di Pietro, che lui si stava laureando con voti brillantissimi". Una battuta che non piacque affatto ai monteneresi, molti dei quali ancora aspettano le scuse del premier. Chissà che non arrivino anch’esse, sempre che decida di venire a burlare in casa il nemico dopo una sconfitta per certi versi annunciata. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 aprile 2010

Nella foto Nicola Travaglini e Michele Iorio

Temi correlati:
Dì la tua sul blog di Montenero On Line
Scarica il libro "L'era D'Ascenzo - Montenero di Bisaccia negli anni Duemila" di Rossano D'Antonio


 

Convocata per lunedì la riunione dei neo eletti. Alcune indiscrezioni

Comune, prime ipotesi di giunta

L'ex sindaco Giuseppe D'Ascenzo dalla Sicilia prova a "formare" il nuovo esecutivo

di Rossano D'Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Cinque i punti all’ordine del giorno nel primo Consiglio comunale di legislatura, convocato per lunedì 19 aprile alle sette di sera. Nel frattempo per il nuovo sindaco Nicola Travaglini c’è da formare la giunta. Mentre sul fronte della minoranza si consuma l’ennesima lotta intestina al centrosinistra, vale a dire su chi dovrà rappresentare il Partito democratico.
LA GIUNTA. Voci di corridoio vogliono che la composizione dell’esecutivo sarà terminata all’inizio della prossima settimana, perciò in tempo utile per la prima riunione pubblica. Confermata l’istituzione della presidenza del Consiglio comunale, che sarà individuata già nella seduta di lunedì 19. Con ogni probabilità l’incarico sarà affidato a Domenico Porfido, mentre il ruolo di vice dovrebbe spettare a un esponente di minoranza. Inutile dire che ciò significherà convocare le assise solo quando ci sarà il presidente di maggioranza, a meno di voler lasciare i lavori (interventi, repliche ecc.) a uno dell’opposizione.
Per quanto riguarda gli assessori, invece, resterebbero da definire alcuni dettagli. La prassi che Travaglini starebbe seguendo vedrebbe premiati i primi eletti. Di conseguenza dopo Porfido, nella componente di centrodestra della lista vincitrice delle comunali, dovrebbero entrare Gianfranca Marchesani e Angelo Magagnato.
Invece dubbi arrivano passando nell’ala proveniente dal centrosinistra. Giuseppe Di Pinto sembra viaggiare spedito verso la nomina/riconferma, ma è sul nome del quarto uomo che tutto si ingarbuglia. Addirittura ci sarebbe la longa manus dell’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo, che dalla Sicilia vorrebbe dettar legge. Il vecchio primo cittadino si trova nell’isola dal figlio e pare che sia informato telefonicamente di quanto succede al Palazzo. Sono sempre più insistenti le indiscrezioni che lo vogliono attento a inserire in giunta un suo fidatissimo: l’ex vice Donato Benedetto o la new entry Giuseppe Murazzo. Ma al tempo stesso pare che Pasqualino D’Ascenzo, omonimo ma non parente dell’ex sindaco, non abbia nessuna intenzione di rinunciare a far valere i suoi 150 voti. Chi la spunterà? Dipenderà da Travaglini, il quale entro martedì dovrebbe sciogliere ogni riserva e farsi affiancare sin dal giorno successivo dai nuovi quattro assessori. Oltre che decidere se cedere o meno alle pressioni del predecessore, che a inizio settimana tornerà.
IL PARTITO DEMOCRATICO. I consiglieri di minoranza Adriano Potalivo e Magherita Rosati hanno già annunciato di costituire un gruppo consiliare del Pd, nel quale evidentemente non sarà ben accetto il collega Giuseppe Chiappini. L’investitura, per i due eletti di Montenero in Comune, sarebbe la diretta conseguenza degli accordi pre-elettorali stipulati dalle segreterie nazionali e regionali del proprio partito con l’Italia dei valori. Ma Chiappini, al tempo stesso, è ancora il coordinatore cittadino Pd. Morale: oltre che in campagna elettorale, litigheranno anche in opposizione.

Il Quotidiano del Molise 11 aprile 2010

Nella foto da sin. l'ex sindaco Giuseppe D'Ascenzo e l'attuale Nicola Travaglini

Temi correlati:
Dì la tua sul blog di Montenero On Line
Scarica il libro "L'era D'Ascenzo - Montenero di Bisaccia negli anni Duemila" di Rossano D'Antonio


 

La sentenza del Tribunale amministrativo blocca l'installazione della centrale.
Soddisfazione in paese

Biomasse, il Tar dice no

Respinto il progetto caldeggiato dall'ex maggioranza guidata da Valentini

MAFALDA. La centrale a biomasse non s’ha da fare. E’ quanto ha sancito il Tar Molise ieri l’altro, ponendo un primo punto fermo in una vicenda che tanto ha fatto discutere nel piccolo centro. Il Tribunale amministrativo ha emesso la sentenza dopo l’udienza che si è tenuta lo scorso 24 marzo, accogliendo tre dei quattro ricorsi presentati da cittadini, comitati e l’associazione dei consumatori Codacons. Con il provvedimento appena emesso sono così annullati la delibera di Consiglio comunale, la determina dirigenziale della Regione Molise e gli altri pareri favorevoli che a suo tempo avevano dato il via libera all’impianto.
L’affaire biomasse ha tenuto banco a Mafalda per mesi, vedendo contrapposti la scorsa amministrazione comunale, guidata da Nicola Valentini, e molti cittadini, oltre che l’allora minoranza consiliare. Seguivano dibattiti con l’intervento di esperti, manifestazioni di piazza, striscioni, cortei con trattori agricoli ecc. Per l’ex maggioranza era un’occasione da non perdere, rientrante nel cosiddetto Progetto Mafalda, ossia produzione di energie rinnovabili sul territorio, da affiancare ad altre iniziative turistiche come l’albergo diffuso. In sostanza, secondo l’ex sindaco Valentini, con i benefit derivanti da impianti come la biomasse si potevano ristrutturare vecchie case e farle diventare strutture ricettive. Di avviso opposto i contrari, parecchi a dire il vero, secondo i quali l’impianto avrebbe inquinato e rovinato irrimediabilmente la vallata del Trigno. L’ubicazione, infatti, era prevista nella zona artigianale, al posto dello stabilimento di prefabbricati Smi-Marrollo. Il quale, tuttavia, ha chiuso lo stesso i battenti, lasciando a casa i lavoratori. Altresì a Valentini era contestato un potenziale conflitto di interessi, essendo lo stesso sindaco e contemporaneamente presidente di una banca che avrebbe partecipato al progetto. Tutto finiva nella campagna elettorale delle comunali 2009, al termine della quale a vincere era Egidio Riccioni, apertamente schierato dalla parte di chi non voleva la centrale alimentata da scarti di agricoltura e vinacce.
Dopo la sentenza del Tar c’è sì soddisfazione in paese. Un po’ meno, probabilmente, tra gli operai della Smi rimasti a casa, che hanno perso anche la speranza di essere in parte riassunti nel nuovo impianto. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 aprile 2010

Nella foto una veduta dell'area dove era prevista la centrale a biomasse di Mafalda

Temi correlati:
L'affaire biomasse a Mafalda, tutti gli articoli


 

L'ex sindaco D'Ascenzo vorrebbe piazzare un suo uomo affianco al primo cittadino

Travaglini tace e lavora per l'esecutivo

Nessun problema nel centrodestra: Marchesani e Magagnato in pole position

MONTENERO DI BISACCIA. Probabilmente quasi mai è un parto indolore quello che dà alla luce una giunta a inizio mandato. E pare che l’esecutivo che il nuovo sindaco Nicola Travaglini si avvia a varare non faccia eccezione. Dopo le trionfali elezioni di fine marzo, con conseguente risalto sulla stampa nazionale per aver battuto Antonio Di Pietro nel suo paese, bocche cucite più che mai. Niente interviste, dichiarazioni, comunicati stampa. Quiete assoluta. Il nuovo inquilino del Palazzo di città è già al lavoro regolarmente. Ogni giorno, e per svariate ore, è in municipio, gira per sopralluoghi con i tecnici ecc. Ma di dire qualcosa su chi lo affiancherà non se ne parla proprio.
Eppure i venti giorni entro i quali va convocato il primo Consiglio comunale, con relativa ufficializzazione degli assessori, si riducono. Resta poco più di una settimana, al massimo, poi bisognerà uscire allo scoperto. Nel frattempo, ci sono le immancabili indiscrezioni. Ed a quanto anticipato su queste colonne domenica, va aggiunto qualche mal di pancia.
Nella componente di centrodestra della grosse koalition tutto pare filare liscio, con Gianfranca Marchesani e Angelo Magagnato in pole per un posto in giunta, cui va aggiunta la possibile istituzione della presidenza del Consiglio, che andrebbe a Domenico Porfido. Viceversa, sembra che non tutto sia definito dall’altra parte, ossia nella costola di centrosinistra confluita nell’alleanza uscita vittoriosa dalle comunali. In dubbio non sarebbe più di tanto la nomina di Giuseppe Di Pinto, già assessore nella passata legislatura, quanto quella del quarto uomo. Sarà Pasqualino D’Ascenzo, forte di 150 voti, o Donato Benedetto, fermo a quota 103 ma sostenuto dall’ex sindaco Giuseppe D’Ascenzo?
Questo il dilemma, per il quale non ancora sarebbe arrivata una soluzione. In altri termini, pare che il vecchio primo cittadino voglia influire sul nuovo esecutivo comunale, nonostante non si sia ricandidato e da qualche giorno sia tornato a essere un normale cittadino. La sua benedizione andrebbe naturalmente su uno dei suoi uomini inseriti in lista e perciò il più quotato sarebbe l’ex suo vice Benedetto. La prima gatta da pelare e, par di capire, prova per dimostrare la propria autonomia per il neo sindaco Travaglini. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 aprile 2010

Nella foto da sin. Giuseppe D'Ascenzo, Donato Benedetto e Nicola Travaglini

Dì la tua sul blog di Montenero On Line


La frazione de L'Aquila ringrazia

Arischia non dimentica la solidarietà di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Un gemellaggio reale non è avvenuto, ma la comunità bassomolisana è molto legata ad Arischia, frazione de L’Aquila duramente colpita dal terremoto un anno fa. Nel piccolo centro hanno operato i volontari della Protezione civile montenerese, mentre altre associazioni, come la Pro Loco e Keste Terre, si sono adoperate per regalare computer agli alunni delle scuole.
Durante le appena trascorse feste pasquali una gradita sorpresa: gli auguri e i ringraziamenti sotto forma di lavoretto degli scolari delle Elementari di Arischia. Il pieghevole, fatto a mano e con tutte le firme dei piccoli studenti, è arrivato alle associazioni monteneresi, a dimostrazione che la solidarietà non si dimentica.

Il Quotidiano del Molise 8 aprile 2010


 

Gli utenti di Scattidivita.it in "gara"

Fotoamatori prendono d’assalto le Coste in cerca dello ‘scatto’ perfetto

MONTENERO DI BISACCIA. Fotografare che passione, deve essere questo il leitmotiv degli utenti di scattidivita.it. Il portale internet, montenerese doc e di fruizione gratuita, è tutto dedicato all’arte della foto. Un’idea di Nicola Borgia e che da due anni permette agli iscritti, oltre cento, di pubblicare le proprie immagini. E ce ne sono già quasi quattromila, in continua crescita.
Ieri pomeriggio un altro appuntamento “live”, ossia lo Scatti di vita tour. Diversi utenti del sito si sono riuniti per una rimpatriata tutta dedicata alle foto. Ognuno con la propria attrezzatura: stessi soggetti, punti di vista e modalità di ripresa diversi. I vari obiettivi, spazianti dai dodici ai trecento mm di focale, hanno preso di mira il rione delle Coste, il più antico di Montenero. Clic a raffica, un vantaggio del digitale, tra le secolari case di pietra che per prime hanno ospitato la comunità che, dal villaggio di Bisaccia, si spostò sulla vicina collina. Un’anziana signora, incuriosita, ha pensato di trovarsi di fronte inviati del Comune che stavano monitorando lo stato del quartiere. Poco dopo si è resa conto di non poter esternare nessuna lamentela, tanto meno di suggerire la ripresa di questa o quella scala rotta, ed è tornata a casa un po’ delusa.
Gli “scattatori” dopo due ore di escursione, nonché una certa fatica per risalire le ripide stradine, sono tornati ai propri computer per vedere i risultati e scegliere quali foto pubblicare. Il tutto nel giro di qualche giorno diventerà un mega reportage, dove ogni fotoamatore esporrà il suo modo di riprendere soggetti simili. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 aprile 2010

Nella foto un momento dello Scatti di vita tour di ieri


 

“La vittoria del centrodestra è dovuta all’arroganza di Nicola D’Ascanio”

Pd-Idv, al via la guerra post elezioni

Chiappini replica alle accuse dei dipietristi sul risultato del centrosinistra a Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. “Non vi è nulla di più scontato e banale del tentativo di coprire la propria sconfitta ed i propri errori addebitando la colpa agli altri”. Inizia così il comunicato di Giuseppe Chiappini, che replica alle dichiarazioni rese in conferenza stampa dall’Italia dei valori a Campobasso. Il tutto dopo la sonora sconfitta rimediata dai dipietristi a Montenero, dove hanno proposto come candidata a sindaco Margherita Rosati.
La lista Progresso e libertà, che ha raggiunto solo il tredici per cento, è stata additata dall’Idv quale responsabile della vittoria di Nicola Travaglini. Questo per aver deciso di correre da sola. Un’accusa alla quale il capolista Chiappini risponde con decisione. “A Montenero lo sanno anche le pietre che la causa della sconfitta del centrosinistra è dovuta all’arroganza, alla supponenza ed alla presunzione di qualche persona a cui Antonio Di Pietro ha consegnato il partito dell’Idv locale, cioè Nicola D’Ascanio che, a sua volta, doveva istruire, politicamente parlando, Cristiano Di Pietro”.
Di seguito è riassunta la vicenda che ha portato il centrosinistra a dividersi e sparpagliarsi in tre compagini alle elezioni comunali. Una crisi che non è nata nella “fase di presentazione delle liste, bensì sei mesi prima, quando l’Idv cercò di far cadere l’amministrazione comunale, cui essa stessa partecipava da cinque anni, con il pretesto della non condivisione di un progetto di edilizia convenzionata”. E’ ricordato anche il tentativo, non riuscito, di dimissioni di massa davanti al notaio attuato dai consiglieri dipietristi a fine settembre. Chiappini, infine, arriva al periodo pre-liste, quando “ha cercato fino alla fine di trovare l’accordo per ricucire lo strappo e presentarsi insieme alle elezioni”.  E, aggiunge, “bisognerebbe chiedere a D’Ascanio e Cristiano Di Pietro a quanti incontri hanno partecipato per ricercare l’accordo. A nessuno!”. Perché “non avrebbero mai accettato la candidatura nella loro lista di persone come Chiappini, Natalini e gli amministratori uscenti, tutti invisi a D’Ascanio”.
Un affondo anche sul “grande rinnovamento apportato dagli eletti dell’Idv che, a parte la Rosati, riconfermano Adriano Potalivo, Michele Borgia e Cristiano Di Pietro”. In chiusura è invece ricordato al presidente della Provincia di quando, l’anno scorso, ha sostenuto a Campobasso la lista Primavera democratica: “era stata presentata solo per far perdere Massimo Romano e Augusto Massa e far vincere, invece, il centrodestra di Gino Di Bartolomeo?”. Questa la domanda che pone Chiappini a chi lo taccia di aver corso con una sua squadra “solo per far perdere l’Idv”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 aprile 2010

Nella foto da sin. D'Ascanio e Chiappini qualche anno fa

Temi correlati:
I risultati delle comunali 2010 a Montenero di Bisaccia, il nuovo Consiglio comunale
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA E SUCCESSIVE ELEZIONI
Dì la tua sul blog di Montenero On Line


 

La denuncia di un lettore: altri disagi per i portatori di handicap

Un palo sullo scivolo dei disabili

In via Frentana un segnale stradale impedisce il passaggio delle carrozzelle

MONTENERO DI BISACCIA. La nuova amministrazione non c’entra, o almeno non tutta. Va detto, poiché la campagna elettorale è appena terminata. Ma è lo stesso cittadino che ha segnalato l’anomalia a precisare di aver voluto aspettare che finisse. E così, quando in Comune c’è un nuovo sindaco, vuole mostrargli la “piccola” anomalia di una delle ultime opere cosiddette “elettorali”. Ossia quelle di fine mandato. La foto che lo stesso lettore ha fornito è inequivocabile: un segnale stradale al centro dello scivolo per i disabili, realizzato sui nuovissimi marciapiedi. Siamo in via Frentana, zona B secondo i canoni urbanistici, a pochi passi dal centro per essere compresi da tutti. Come fa a passare chi è costretto su una carrozzella, se nel mezzo del suo cammin trova un bel palo, un tempo zincato oggi arrugginito, che indica “direzione obbligatoria”? Perché non è stato rimosso durante i recenti lavori di rifacimento dei marciapiedi?
A quanto pare la cosa è stata segnalata in Comune, ma finora nessuno è intervenuto. E non finisce qui. Poco più sopra, sempre sulla stessa corsia in betonella riservata ai pedoni, un'altra trappola per gli sfortunati disabili. Lo scivolo non si sa perché è stato aggiunto in seguito con una gettata di cemento, ma presenta un’insidia piuttosto pericolosa, essendo stretto e vicinissimo a una ripida discesa. Guai a sbagliare una manovra con la carrozzina, sia essa spinta a mano o elettrica, si rischia di scivolare rovinosamente giù per una ripida discesa.
Il cittadino autore della segnalazione è un disabile e, come detto, ha voluto aspettare che finisse la campagna elettorale. Adesso che c’è una nuova amministrazione, lui e gli altri che vivono situazioni di disagio si aspettano un pronto intervento. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 aprile 2010


 

La massima istituzione comunale ai raggi x dopo le elezioni

Consiglio nuovo solo a metà

La presenza femminile è raddoppiata, ma nell’assise sono soltanto due le donne

MONTENERO DI BISACCIA. Un Consiglio comunale rinnovato a metà e con due donne in organico. Questa la composizione del massimo organo civico dopo le comunali che, lunedì pomeriggio, hanno visto diventare sindaco Nicola Travaglini. Complessivamente i nuovi amministratori, non uscenti, sono otto su diciassette. Il maggior numero di essi, sei, si trova naturalmente in maggioranza. Tre sono under 40: Marco Finocchio, Nicola Lallopizzi e Pasqualino Dragonetti. Gli altri vanno dai cinquanta ai sessantadue anni: Gianfranca Marchesani, Giuseppe Murazzo e Pasqualino D’Ascenzo.
Sul fronte della minoranza i nuovi sono due, benché Giuseppe Chiappini (51 anni) abbia una considerevole esperienza alle spalle, in Comune e in Provincia. Invece al battesimo amministrativo è la cinquantacinquenne Margherita Rosati, candidata a sindaco con la lista sostenuta dall’Italia dei valori.
Gli altri nove consiglieri comunali sono tutti uscenti. Tre affiancano la Rosati: Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Adriano Potalivo. Per loro inizia una semi nuova esperienza, quella dell’opposizione. In particolare Potalivo, in amministrazione ininterrottamente dal 1990, non l’ha mai provata, mentre Borgia sì, nel periodo 1990-97.
Dall’altra parte sono stati riconfermati i tre quinti della fu minoranza: Domenico Porfido, il nuovo sindaco Travaglini e Angelo Magagnato. Ieri avversari, oggi alleati con gli ultimi tre da menzionare per completare il nuovo Consiglio: Angelo D’Amario, Giuseppe Di Pinto e Donato Benedetto. Infine un dato sulla presenza femminile. E’ sì raddoppiata, ma solo perché si passa dall’unica donna della passata legislatura alle due attuali. Ancora poco, senza dubbio, a conferma della tendenza montenerese a candidare e poi eleggere poche rappresentanti del gentil sesso.
La nuova amministrazione è già in carica, essendoci stata la proclamazione all’interno del seggio elettorale, ma per l’avvio vero e proprio bisogna aspettare la prima riunione plenaria degli eletti. Entro venti giorni, in sostanza, dovrà esserci il primo Consiglio comunale. L’iter è quello usuale per ogni inizio di legislatura, con il giuramento del sindaco e l’ufficializzazione della giunta. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 aprile 2010

Nella foto il nuovo sindaco Nicola Travaglini al momento dell'insediamento

Temi correlati:
Reportage della vittoria di Travaglini
I risultati delle comunali 2010 a Montenero di Bisaccia, il nuovo Consiglio comunale
SPECIALE CRISI AMMINISTRATIVA E SUCCESSIVE ELEZIONI
Dì la tua sul blog di Montenero On Line



Indice generale news