In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI LUGLIO 2009

 

Travaglini e Di Pietro trionfano al torneo di tressette
 

MONTENERO DI BISACCIA. Croce Travaglini e Pasqualino Di Pietro si aggiudicano la dodicesima edizione del torneo di Tressette. Il celebre e frequentato appuntamento estivo ha visto sfidarsi ieri l’altro quattordici coppie nel classico gioco delle carte, all’interno del centralissimo campetto Belvedere. La coppia vincente si è imposta per 2-1 sugli altri due finalisti, Adelio Alberico e Maurizio Di Gregorio, aggiudicandosi il trofeo e altri premi a base di prodotti tipici locali. “La finale per il primo posto è stata di gran lunga più bella ed avvincente – spiega l’organizzatore della manifestazione Leo Benedetto – infatti, dopo la prima vittoria per 32-29 della coppia Travaglini-Di Pietro, c’è stata la ‘bella’ con la vittoria schiacciante per 31-13 degli avversari; la rivincita è stata un testa a testa fino alla fine (erano sul 20-22), ma alla fine la coppia vincitrice l’ha spuntata con il risultato di 31-25. Posso dire con estrema soddisfazione che il torneo mi ha molto divertito, molti erano i curiosi che hanno formato una splendida cornice, ma soprattutto sono contento perché nessuno si è lamentato e sono stati tutti felici di aver partecipato a questo torneo. Grazie di cuore a tutti e arrivederci all’anno prossimo con la tredicesima edizione del Torneo di tressette”.

Il Quotidiano del Molise 30 luglio 2009

Nella foto i quattro finalisti

 

 

I ladri hanno preso di mira una casa in via Turati. Cellulari, gioielli e contanti il bottino dei malviventi, che hanno approfittato dell'assenza dei proprietari

Topi d'appartamento in azione
 

MONTENERO DI BISACCIA. Il tempo di due chiacchiere con una vicina, mentre si asciugano le scale appena lavate, che la casa è svaligiata. Furto fulmineo l’altro ieri mattina in via Turati, zona periferica del paese, dove sconosciuti hanno “visitato” due appartamenti nel complesso di edilizia popolare Iacp. Una signora aveva appena finito di lavare le gradinate del condominio a due piani e, nell’attesa che asciugassero, era andata a trovare un’amica a pochi passi da casa sua. Al ritorno la sgradevole sorpresa: il portone principale era stato forzato con un piede di porco. Una volta salita al primo piano si è accorta che erano entrati sia nel suo appartamento sia in quello di fronte, la cui proprietaria era uscita poco prima per andare a giocare al lotto. I ladri non sono invece saliti al secondo piano, forse perché non avevano abbastanza tempo. Con ogni probabilità devono aver suonato ai vari citofoni e, accortisi che nello stabile non c’era nessuno, hanno fatto irruzione. Al bottino di preziosi, contanti e cellulari, si sommano i danni alle porte: tutte forzate con piede di porco. Inoltre i malviventi hanno messo a soqquadro tutte le stanze da letto, rivoltando cassetti e armadi. Il tutto in pochi minuti.
Tanto lo spavento delle vittime, che hanno chiamato i Carabinieri della locale stazione per gli accertamenti di rito e per avviare un’inchiesta. All’arrivo degli uomini dell’Arma, però, i furfanti si erano già dileguati.
L’episodio non è il primo del genere in via Turati. Circa due anni fa fu presa di mira una villetta distante alcune centinaia di metri dall’abitazione derubata ieri l’altro. Anche quella volta giocò a favore dei ladri la posizione periferica, vicina ad una delle principali vie d’uscita dal paese. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 luglio 2009


 

La caduta dei consensi del partito potrebbe avere conseguenze importanti sul già difficile rapporto tra l'asse D'Ascanio-Italia dei valori e il resto del centrosinistra

Il caos Pd e gli effetti sulla politica
 

MONTENERO DI BISACCIA. La caduta dei consensi del Partito democratico e l’ormai ufficiale cacciata da esso di Nicola D’Ascanio avranno effetti sulla politica locale e sulle comunali? E’ una delle tante, forse troppe domande che nascono da sé quando manca meno di un anno alle elezioni amministrative e solo qualche mese all’avvio delle grandi manovre per la campagna elettorale. In parole più semplici: il centrosinistra si presenterà compatto e granitico come le passate volte oppure si sfalderà com’è accaduto altrove?
All’incontro di sabato nella sede del Pd D’Ascanio avrebbe dovuto esserci, ma poi ha declinato l’invito per motivi che non sono stati resi noti. Sarebbe stata l’occasione per un chiarimento, specie con il coordinatore cittadino del Partito democratico Giuseppe Chiappini. Il quale, tuttavia, ha affermato di ritenere il presidente della Provincia una risorsa, che gli dispiacerebbe perdere, ricordando anche come sia stato il fautore del centrosinistra a Montenero fin dagli anni Novanta. Resta quindi la domanda su come sarà gestito, da qui alle comunali, il difficile rapporto che si è venuto a creare fra l’asse D’Ascanio-Italia dei valori da un lato e resto del centrosinistra dall’altro. Oltre che al Pd e al sindaco Giuseppe D’Ascenzo, tale duopolio non va giù nemmeno al vendoliano Mauro Natalini, che in proposito più volte si è fatto sentire, specie contro l’Idv. Stando così le cose, verrebbe da non escludere uno spezzettamento dell’alleanza che solo fino a qualche anno fa sembrava indissolubile. E che soprattutto non litigava. E’ verosimile uno scenario simile a quello osservato da poco a Campobasso, dove il Partito democratico ha dovuto combattere più con avversari interni, a partire dall’Idv, che con il centrodestra? E’ quanto si vedrà nei prossimi mesi e con certezza solo la prossima primavera. Intanto in maggioranza i mal di pancia aumentano. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 luglio 2009

Nella foto da sinistra Nicola D'Ascanio e Giuseppe Chiappini

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D'Ascanio espulso dal Pd
(Primonumero 17/07/2009)


 

Ripartire dai circoli per rilanciare il Pd

Ospite della sede del Partito democratico di Montenero il deputato Causi:
‘Indispensabile l’alleanza con l’Italia dei Valori. Esistono molti punti in comune’
 

MONTENERO DI BISACCIA. Ripartire dai circoli per rilanciare l’azione politica dalla base, dai tesserati. Se n’è parlato durante l’incontro che si è tenuto sabato nella sede del Partito democratico, alla presenza di iscritti, simpatizzanti e dei relatori Giuseppe Chiappini, coordinatore del Pd a Montenero, e del deputato Marco Causi. “Bisogna investire nei circoli” le parole del parlamentare siciliano, che ha evidenziato l’importanza di non ripetere più l’errore di organizzare campagne elettorali intorno alla singola candidatura. Da qui l’esigenza di una rete capillare che si dedichi alla politica sul territorio, con vaste aperture alla società civile. In particolare Causi ha citato l’esempio di Beppe Grillo, dicendosi favorevole a un tesseramento del comico genovese nelle file del Pd. Quanto al rapporto con l’Italia dei valori, il deputato ha definito indispensabile l’alleanza con i dipietristi, con i quali “esistono molti punti in comune”, ma che al tempo stesso hanno “dei forti limiti”, come divergenze rispetto al Pd su temi come sicurezza e politiche sociali. In ogni caso all’Idv, ha detto chiaramente Causi, non conviene continuare a erodere i consensi al Partito democratico, perché “da solo non va da nessuna parte”.
Passando all’ambito locale, Chiappini ha risposto ad alcune domande sul sempre più tormentato rapporto proprio con l’Italia dei valori, specie in Comune: “Sono io a chiedere cosa vuole fare l’Idv, perché noi continuiamo a stare con una maggioranza che sosteniamo da quando abbiamo vinto le elezioni”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 luglio 2009

Nella foto da sinistra Giuseppe Chiappini e il deputato Marco Causi


 

Il progetto biomasse si allontana

In riunione il Consiglio comunale a Mafalda. Il sindaco Riccioni
ha parlato di spiragli per arrivare a impedirne la realizzazione
 

MAFALDA. Dieci punti all’ordine del giorno, tra i quali spiccano quelli contro la centrale elettrica a biomasse. Questo in estrema sintesi il Consiglio comunale di giovedì sera, caratterizzato dall’abbandono della minoranza. I quattro consiglieri di opposizione, infatti, non hanno partecipato a nessuna delle discussioni sostenendo che gli atti non sono stati messi in tempo a loro disposizione. Hanno perciò chiesto il rinvio di un giorno, non accordato dalla maggioranza del sindaco Egidio Riccioni, che ha proseguito con una tranquillità inattesa.
Riguardo alla centrale a biomasse, progetto privato ma sostenuto dalla passata amministrazione, Riccioni ha parlato di primi spiragli per arrivare a impedirne la realizzazione. In particolare dalla Regione è tornata indietro la Variante al Piano di fabbricazione, definita “improcedibile” per vari errori a carattere tecnico. A questo punto resta in vigore il vecchio strumento e pertanto non si possono innalzare strutture alte cinquanta metri nella zona industriale, fattore necessario per la ciminiera della biomasse. Resta inoltre in vigore il divieto di insediamento per attività ritenute “insalubri”, cioè dannose per la salute. Un fattore, quest’ultimo, sul quale ha insistito Riccioni, ammettendo che insieme ai consiglieri dell’allora minoranza non si era accorto di questa clausola, eliminata in tutta fretta il 30 aprile dalla passata maggioranza. Ciò che secondo il sindaco spiega tanto affanno nell’approvare uno strumento così importante ad un mese dalle elezioni.
Nell’ultimo odg si è parlato della richiesta da inoltrare alla Regione affinché sia revocata l’autorizzazione rilasciata a gennaio alla Dafin, impresa di Chieti che vuole costruire la centrale a biomasse al posto dello stabilimento della Marrollo prefabbricati. Intanto i lavori sono formalmente iniziati ma, come spiegato da diversi consiglieri e assessori, si tratta di un atto dovuto, giacché fra pochi giorni sarebbero scaduti i termini indicati nell’autorizzazione. In altre parole, un conto è piazzare un cartello sul cantiere, altro avviare effettivamente i lavori, specie in considerazione dei ricorsi al Tar in corso e della contrarietà della nuova maggioranza. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 luglio 2009

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Mafalda. A differenza della "vecchia" maggioranza, l'esecutivo di Riccioni è contro la centrale

La biomasse al centro del Consiglio

All'ordine del giorno anche la commissione tecnico-scientifica
 

MAFALDA. E’ convocato per stasera alle 20.30 il Consiglio comunale, il secondo dopo quello di insediamento per l’amministrazione guidata da Egidio Riccioni. Fra i diversi argomenti all’ordine del giorno spiccano i tre collegati alla tanto discussa centrale elettrica a biomasse. La nuova maggioranza, che a differenza della precedente è contraria all’impianto, andrà a rivedere il Piano di fabbricazione. Dovrebbe perciò essere revocata la variante con la quale l’ex sindaco Nicola Valentini aveva elevato il limite massimo di altezza delle costruzioni, fattore necessario alla centrale per erigere una ciminiera di cinquanta metri. Altro ordine del giorno riguarderà la commissione tecnico-scientifica istituita sempre dall’amministrazione precedente, che dovrebbe vigilare sul rispetto delle normative ambientali una volta che la biomasse entrasse in funzione. Infine la maggioranza di Riccioni chiederà alla Regione Molise di revocare l’autorizzazione unica rilasciata a gennaio alla Dafin, ditta costruttrice della centrale. L’impianto, che tanto ha fatto e fa discutere, è stato uno dei principali argomenti anche in campagna elettorale. Sostenuto fino all’ultimo dalla passata maggioranza, dovrebbe sorgere nella zona artigianale di Mafalda, prendendo il posto della Smi-Marrollo prefabbricati, con conseguente riduzione della forza lavoro.  Acceso argomento anche in campagna elettorale, il responso delle urne è stato chiaro: la maggioranza dei cittadini non vuole né la biomasse né Valentini. Quest’ultimo, pur rinunciando a riproporsi come candidato a sindaco, è stato infatti il direttore di tutta la campagna elettorale, chiudendo tutti i comizi e intervenendo più a lungo. Poi è stato eletto consigliere di minoranza, ma ha preferito passare la mano dimettendosi. Tuttavia più di qualcuno sostiene che continui a dirigere l’attuale minoranza da dietro le quinte. Di più: negli ultimissimi giorni di potere, l’ex sindaco ha incaricato un avvocato per resistere ai ricorsi presentati al Tar contro la centrale. Una beffa per Riccioni, che appena insediato ha dovuto revocare l’incarico e liquidare una corposa parcella di 42800 euro al legale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 luglio 2009

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Montenero, ‘in Comune regna l’immobilismo’

Il monito del consigliere di minoranza Nicola Travaglini
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Regna l’immobilismo totale in Comune, in tutti i sensi, dai servizi essenziali alla programmazione, che non esiste”. A parlare è il consigliere di minoranza Nicola Travaglini, che a un anno dalle elezioni fa il punto della situazione e commenta lo stato di salute della maggioranza. “La politica non esiste più, c’è confusione totale e non sappiamo se c’è una maggioranza”, il suo affondo, ma a sua detta occorre ripartire dall’ultimo Consiglio comunale, quello d’inizio giugno. “E’ emerso che il Piano regolatore non è più attuale e finalmente, dopo averci messo quattro anni, sono arrivati a capirlo. Da tempo noi ci siamo resi disponibili a lavorare insieme per rivedere lo strumento urbanistico, ma loro non si sono fatti sentire”.
Travaglini si riferisce alla mancata approvazione delle palazzine in edilizia convenzionata alla marina di Montenero, ma al di qua della Statale 16. Un progetto che non è passato, a giugno, perché l’Italia dei valori si è messa di traverso. Seguiva il rinvio dell’ordine del giorno a data da destinarsi. Ma, evidenzia il consigliere di minoranza, se non si rivede subito il Prg si rischia di far costruire capannoni al posto delle case in quella zona. Da qui la necessità di revisionare il Piano, perché “siamo a favore delle residenze stabili, condizione principale per un reale sviluppo costiero, ma programmate come si deve”. Altrimenti, stando alle norme vigenti, vi arriveranno capannoni “che non vogliamo”. Per questo, e contro amministratori che”farebbero bene a dimettersi”, la minoranza preannuncia “un’azione forte, perché c’è l’urgenza di rivisitare il Prg, per cui abbiamo già da tempo chiesto una commissione ad hoc”.
Per il resto, secondo Travaglini, la maggioranza “vive alla giornata, non riesce a intervenire su qualunque emergenza e va in tilt anche di fronte a ciò che è facilmente risolvibile, a cominciare dai più essenziali servizi come la raccolta dei rifiuti o dotare Montenero di un adeguato numero di vigili urbani”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 luglio 2009

Nella foto il consigliere di minoranza Nicola Travaglini


 

Il secondo mandato di D’Ascenzo finisce nel segno della ‘spaccatura’

Da chiarire se l’Idv ricompatterà le ‘anime’ del centrosinistra
 

MONTENERO DI BISACCIA. Il monolito granitico che nel 2005 si presentò alle comunali sembra un lontano ricordo. La maggioranza allora uscente era forte e soprattutto compatta, caratteristiche che il centrosinistra montenerese sembra aver perso per strada. E lo scenario diventa ogni giorno più incerto: il secondo mandato dell’amministrazione di Giuseppe D’Ascenzo finisce con una sequela di divisioni interne. Ma intanto le manovre elettorali sembrano iniziate e in autunno sicuramente verranno a galla le diverse strategie per riconfermare Montenero come un feudo del centrosinistra, com’è ormai dal 1985, salvo due brevi interruzioni a fine anni Ottanta e inizio Novanta.
La prima domanda è se la coalizione si ripresenterà unita o se le divisioni in corso potrebbero portare addirittura alla presentazione di due liste di centrosinistra. Almeno dall’inizio dell’anno è in corso un progressivo smarcamento dell’Italia dei valori, platealmente intenzionata a prendere le distanze dal sindaco. E’ accaduto con il muro al porto turistico, un impianto fotovoltaico di grosse dimensioni in contrada Pozzo Sterparo, fino alla clamorosa bocciatura del progetto di edilizia convenzionata e popolare a ridosso della Statale 16, a pochi passi dal mare. Un’iniziativa, quest’ultima, caldeggiata dal primo cittadino e parte della maggioranza, ma non dai consiglieri Idv e Ds, i quali hanno avuto la meglio. In definitiva resta da chiarire se l’Italia dei valori, che già vuole dettar legge e ancor più vorrà farlo in vista delle elezioni, ricompatterà intorno a sé le varie anime del centrosinistra o no.
La seconda domanda è: chi sarà il candidato a sindaco? I papabili sarebbero già più di qualcuno, da professionisti locali mai scesi in campo ad ex amministratori che vorrebbero riaffacciarsi sulla scena, fino a dirigenti dell’Idv. Ma la scelta dovrebbe spettare all’Italia dei valori e probabilmente sottostare al placet di Antonio Di Pietro in persona. Il quale dovrebbe altresì trovare un candidato che piaccia anche al presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, che a quanto pare intende riconfermare la propria influenza – ininterrotta da venticinque anni – sulla politica del proprio paese.
Vi è infine da verificare alcune voci che girano, secondo le quali alcuni membri di maggioranza sarebbero in procinto di cambiare casacca e passare al centrodestra. Circolano i nomi dell’assessore Giuseppe Di Pinto e del consigliere Antonino D’Antonio. Tutto da verificare a tempo debito, di certo c’è solo che il centrosinistra unito di una volta non c’è più. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 luglio 2009


 

L’analisi del presidente della locale sezione della Coldiretti Nicolino Di Bello

“Le aziende rischiano il tracollo”

L’agricoltura in crisi per il maltempo. “La peggiore annata degli ultimi dieci anni”
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Ci sono aziende che con l’attuale situazione rischiano il tracollo finanziario”. Ne è convinto Nicolino Di Bello, presidente della locale sezione della Coldiretti, che interviene per spiegare come il settore dell’agricoltura sia stato messo in ginocchio dalle calamità atmosferiche. “Quella in corso si presenta come la peggiore annata degli ultimi dieci anni. Un inverno eccessivamente piovoso ha determinato numerose malattie sui cereali e ad aggravare il quadro ci ha pensato il caldo eccessivo registrato a maggio. Tutto questo – prosegue Di Bello - ha fatto sì che le rese si attestino sui quindici quintali l’ettaro per il grano e trenta per l’orzo. Inoltre le ultime piogge di giugno hanno interrotto la trebbiatura in corso ed hanno ulteriormente compromesso una situazione già disastrata. Anche la frutticoltura ha risentito notevolmente degli sbalzi climatici e il risultato è una produzione e una qualità inferiore agli standard”.
Il settore primario è a giudizio del presidente della Coldiretti in ginocchio. “Alla luce dei prezzi correnti pagati per i prodotti, dei notevoli costi di produzione e della scarsa resa, gli agricoltori registrano delle notevoli perdite”. Da qui l’unica via d’uscita che secondo Di Bello può dare uno spiraglio ad un settore fondamentale dell’economia regionale: dichiarare lo stato di calamità.  Significherebbe per gli imprenditori agricoli ottenere sgravi fiscali o interventi diretti da parte delle istituzioni, “perché vorrei che anche il nostro settore fosse trattato come altri, che in momenti di difficoltà sono sempre aiutati”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 luglio 2009


 

Ieri mattina i fornitori hanno deciso di bloccare i lavori alla "Marina sveva"

Porto turistico, la protesta è servita

A distanza di un anno non sarebbero ancora stati pagati i materiali acquistati
 

MARINA DI MONTENERO. Non riscuotono le fatture da un anno e per questo protestano. Il tutto di scena ieri mattina al porto turistico, i cui lavori di costruzione sono a buon punto. Non sarebbero finora stati pagati i materiali acquistati e per questo i fornitori hanno deciso di farsi sentire, andando a bloccare il cantiere.
La costruzione del porto “Marina sveva” è iniziata nella primavera 2008. La struttura una volta completata potrà ospitare 400 posti barca, di dimensioni da otto a venti metri, e fornirà tutti i servizi connessi. Già in passato l’opera è stata oggetto di polemiche, politiche e non. All’inizio dell’anno esponenti di spicco dell’Italia dei valori, e di centrosinistra, improvvisamente si accorgevano che porti di quel tipo hanno bisogno di muri paraonde di cemento armato alti diversi metri. Seguiva la denuncia sugli organi di stampa e alla fine un nulla di fatto: il muro è e rimarrà lì. E soprattutto si sapeva che sarebbe stato costruito proprio così com’è. Tuttavia la vicenda segnava l’inizio della lotta intestina al centrosinistra montenerese, tuttora in corso e semmai peggiorata.
Nell’estate 2007 si accorgeva del porto turistico, i cui lavori erano allora limitati ai rilievi geologici, anche Legambiente. A suon di comunicati stampa l’associazione ambientalista motivava la “bandiera nera” (quest’anno toccata a Termoli), affibbiata alla costa montenerese per colpa dell’amministrazione che aveva autorizzato la costruzione dell’opera.
Infine vi sono le polemiche più sopite, e forse più diffuse, della gente comune. In molti lamentano come l’unico tratto di spiaggia libera fruibile alla marina di Montenero abbia la visuale occupata totalmente dal porto e dai lunghi moli. Lingue di cemento e pietre coprono l’orizzonte e il golfo di Vasto, facendo assomigliare ad una laguna il mare davanti alla spiaggia. Il tempo dirà se il porto turistico in quel posto è stata una scelta saggia, capace di avviare lo sviluppo turistico per decenni tenuto a freno da politici, monteneresi e regionali, di ogni colore. Di certo c’è solo che nel 1993, quando fu concepita per la prima volta l’opera, c’era già il centrosinistra ad amministrare Montenero. Sarà difficile, per chi vorrà prendere le distanze, dire “io non c’entro”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 luglio 2009

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Di Pietro jr chiede la rete wireless

Un servizio gratuito che il Comune dovrebbe offrire ai cittadini
 

MONTENERO DI BISACCIA. Un hotspot wireless che permetta agli utenti di collegarsi a internet a spese del Comune. Questa l’ultima richiesta del consigliere comunale Cristiano Di Pietro al sindaco di Montenero Giuseppe D’Ascenzo, la terza in meno di un mese. Nel documento protocollato ieri, il figlio del leader nazionale dell’Italia dei valori chiede all’amministrazione di sottoscrivere un abbonamento che permetta “la connessione wireless gratuita e veloce in alcuni punti del paese, a tutti i cittadini”. Si tratta del sistema senza fili, attraverso onde radio, che permette l’accesso alla grande rete mondiale. Una tecnologia già presente e che ovvia all’assenza dell’Adsl, che fra i quattro comuni costieri molisani manca solo a Montenero. Ma come, annota Di Pietro jr, “i sistemi alternativi di collegamento alla rete presuppongono la sottoscrizione di abbonamenti che non sempre possono essere sostenuti da un punto di vista economico”. Per questo dovrebbe essere il Comune a farsene carico, distribuendo il segnale in determinate aree, dove chi vuole può recarsi con un computer portatile e accedere a internet gratuitamente. Inoltre, sostiene il consigliere comunale e provinciale, “l’inserimento di filtri garantirebbe la navigazione in assoluta sicurezza”. Infine “tale attivazione potrebbe essere anche estesa alla sala consigliare ed alla biblioteca pubblica, di modo che si possa dare la possibilità agli studenti di poterne usufruire per motivi didattici”.
Dopo lo spostamento del mercato in piazza e l’installazione di telecamere per sorvegliare il centro, arriva anche la richiesta del collegamento a internet gratis per i cittadini. La terza in venti giorni, a conferma dei rapporti piuttosto freddi, già da tempo, fra l’Italia dei valori (seppur formalmente lasciata da Cristiano Di Pietro) e il sindaco D’Ascenzo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 luglio 2009

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Rallentatori per automobilisti spericolati
 

MONTENERO DI BISACCIA. Corre ai ripari l’amministrazione comunale per limitare nel centro abitato i problemi dovuti all’eccessiva velocità degli autoveicoli. Nei giorni scorsi sono stati piazzati tre rallentatori, le cui dimensioni sono tali da scoraggiare anche gli automobilisti più indisciplinati. Sono realizzati con asfalto, sono larghi alcuni metri e alti una ventina di centimetri. Se ci si passa sopra piano non succede nulla, se si arriva a velocità sostenuta, invece, c’è il rischio di lasciarci la coppa dell’olio, come si dice in gergo. Il primo è stato posizionato proprio all’inizio di via Argentieri, in pieno centro, mentre gli altri due in via Don Sturzo, alla periferia del paese. In questo ultimo caso da tempo i residenti lamentavano l’eccessiva velocità delle auto, specie quelle in entrata provenienti dalla provinciale a scorrimento veloce Mare-Collina.

Il Quotidiano del Molise 3 luglio 2009


 

Nulla di fatto per risolvere il disagio sulla strada interpoderale
 

MONTENERO DI BISACCIA. Agli inizi di marzo la denuncia attraverso queste colonne, ma da allora non è cambiato niente, salvo che a rendere percorribile quella strada, seppur con disagio, è stato un privato con i propri mezzi. E così l’imprenditrice agricola E. R. torna all’attacco, puntando ancora l’indice sull’amministrazione comunale, che ha competenza sulla via in questione.
La contrada è Querce Grosse, che arriva fin quasi al mare nell’area nord-est del paese. Quattro mesi fa erano state le abbondanti piogge a rendere impraticabile le interpoderali, al punto da mettere in forse lavori non più differibili come la potatura degli alberi da frutto. Un problema che riguarda diversi agricoltori e anche un allevatore, impossibilitati a raggiungere il proprio podere persino col trattore. Tant’è che proprio il marito di E. R. rimase impantanato e dovette chiedere aiuto ad un vicino munito di pala meccanica per essere tirato fuori dal fango, alto ormai mezzo metro. Da lì la richiesta non di asfaltare quella strada, ma almeno di lastricarla con grosse pietre che permettano di transitarvi con i mezzi agricoli. “Non è stato fatto ancora niente” afferma E. R., la quale teme che in autunno con l’arrivo delle piogge la situazione precipiti di nuovo e ridiventi impossibile lavorare i campi. “Prima pioveva e non si poteva intervenire, adesso c’è il sole e nessuno dal Comune si fa vivo” continua l’imprenditrice, precisando che i solchi che si erano formati nel fango “sono stati spianati da un privato a sue spese, costretto a ciò per arrivare ai suoi terreni”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 luglio 2009

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