In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI FEBBRAIO 2009

Sara Di Vaira partecipa al programma di Rai Uno

In gara a “Ballando con le stelle” - E’ di origine montenerese
 

MONTENERO DI BISACCIA. C’è un po’ di Montenero nella prima serata del sabato di Rai Uno. I suoi nonni partirono dal centro bassomolisano negli anni Cinquanta e si trasferirono per lavoro a Cecina, in Toscana, dove crearono un’azienda agricola di medie dimensioni.  Anni dopo videro nascere la nipote che oggi partecipa alla gara di ballo più seguita d’Italia. Sara Di Vaira è la new entry di “Ballando con le stelle”, celebre trasmissione condotta da Milly Carlucci, giunta alla quinta edizione e in onda ogni sabato sera sulla prima rete Rai. La ballerina di origine montenerese fa coppia con il famoso attore Maurizio Aiello e, non serve dirlo, tutti i televoti molisani saranno per loro domani sera.
Classe 1979, Sara Di Vaira inizia a ballare a soli cinque anni, seguendo l’esempio delle sue beniamine Heather Parisi e Lorella Cuccarini, miti degli anni Ottanta e quindi della sua infanzia. Col tempo la passione diventa ragione di vita e arrivano i risultati: primo posto negli Slovenia open e negli Spanish open, settima classificata al German open nella specialità “danza standard”.
E non finisce qui. Nel suo palmares figurano il titolo regionale per tre anni consecutivi, il primo posto al Campionato italiano “10 balli”, è terza classificata al Campionato europeo “10 balli” e al Campionato del mondo 2006, quarta nel Campionato italiano. Quest’anno, infine, il debutto in televisione.
Sara è sposata e, si legge nella sua scheda sul sito della trasmissione, se non avesse intrapreso la carriera di ballerina, avrebbe sicuramente lavorato nell’azienda agricola di famiglia. E’ tornata a Montenero l’ultima volta dodici anni fa, ma con i parenti del paese di origine ha contatti frequenti via telefono o e-mail. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 febbraio 2009

 

 

La preside Chimisso illustra le attività dell’istituto

Aperti al lavoro e territorio

Sabato la consegna all’Ipsia delle analisi dell’olio

MONTENERO DI BISACCIA. Saranno riconsegnati sabato mattina i risultati delle analisi dell’olio di oliva, effettuate dagli studenti dell’Ipsia nell’ambito della manifestazione “Pane, olio e tratturi”. Presso l’aula magna dell’istituto, inoltre, si terrà una conferenza sulle caratteristiche organolettiche del prodotto, con l’intervento di esperti dell’Arsiam. L’analisi dell’olio è solo una delle diverse attività svolte dall’Istituto professionale di Montenero, che propone due indirizzi formativi: chimico ed elettrotecnico. “Una scuola – spiega la preside Maria Maddalena Chimisso – che da sempre cura il collegamento con il territorio e con il mondo del lavoro”. Già durante la qualifica triennale, che è possibile solo negli istituti professionali, gli studenti possono partecipare a stage direttamente in azienda, “per prendere contatto con le varie realtà lavorative presenti sul territorio”. Nell’elenco di ditte presso le quali trovano impiego i ragazzi dell’Ipsia sono incluse diverse imprese dei nuclei industriali di Termoli e San Salvo (Argirò, Ac System, Tcs, Crm, Fis).
Anche per chi prosegue con gli studi fino al quinto e consegue il vero e proprio diploma sono previsti “corsi professionalizzanti post qualifica”. Un progetto formativo biennale di 600 ore, delle quali 180 in aula e 120 da dedicare agli stage aziendali presso imprese locali con attività produttiva coerente con gli argomenti trattati dalla scuola. Al termine dei corsi gli studenti sostengono un esame finale, sotto l’egida della Regione Molise, e ottengono la qualifica professionale di 2° livello.
Altro aspetto che la preside Chimisso sottolinea è la partecipazione al progetto “Operatore per la gestione dei servizi ambientali per le imprese”, nell’ambito del cosiddetto “Obbligo formativo”. Anche in questo caso le 600 ore di corso sono distribuite tra attività teorica e pratica, in particolare presso il Comune di Montenero, la Linar e il Consorzio industriale di Termoli. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 febbraio 2009

 

 

Mafalda. Sono intervenuti gli esperti per spiegare le incognite ambientali, salutari ed economiche

Biomasse: confermato il "no"

Al convegno assenti il sindaco e altre istituzioni. Menichilli: "Li inviteremo ancora"
 

Di Rossano D’Antonio
MAFALDA. “Siamo soddisfatti sia per la partecipazione sia per gli interventi dei relatori”. Questo il commento di Antonio Menichilli, presidente del comitato Mafalda viva, alla fine del convegno durato un giorno e mezzo e tenutosi nella palestra comunale. Al centro del dibattito, la centrale elettrica a biomasse che una ditta privata, sostenuta dall’amministrazione, vorrebbe insediare nella zona artigianale. Un progetto che però incontra un’ostilità diffusa tra la popolazione. Si teme per la salute, che al posto della legna vi si brucino rifiuti per produrre energia e, infine, è ancora ignota la sorte dei lavoratori della Marrollo, stabilimento di prefabbricati che cederebbe il capannone alla centrale. “Siamo dispiaciuti solo per la mancanza delle istituzioni – continua Menichilli -, ma ci saranno altri incontri, ai quali sin da adesso invitiamo sindaco, Regione, Provincia e parlamentari”. Grande assente, regolarmente invitato, è stato infatti Nicola Valentini. Un forfait forse prevedibile quello del primo cittadino, che difende a denti stretti la centrale a biomasse, a suo avviso portatrice di sviluppo e primo passo della sua creatura: il Progetto Mafalda. Il quale comprende ripopolamento con rientro di emigrati venezuelani, sviluppo turistico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma probabilmente Valentini non aveva fatto i conti con i propri concittadini e non pensava che ci sarebbe stata quasi una ribellione. Ne è la dimostrazione il corteo che si è tenuto sabato.
Al convegno è stata invitata anche la Dafin spa, impresa di Chieti che dovrebbe costruire la biomasse e che nei giorni scorsi ha scritto una lettera ai Giovani mafaldesi, gruppo di ragazzi che si sta opponendo al progetto. Per questo si pensava che avrebbe approfittato dell’occasione per esporre ai cittadini le ragioni del sì. E’ invece mancata, così come altre sigle sindacali invitate, fatta eccezione per la Coldiretti.
Durante l’incontro sono intervenuti diversi docenti universitari ed esperti, che hanno spiegato le incognite di natura ambientale, salutare ed economica legate alla biomasse. Quanto basta, secondo il moderatore Sergio Groleau, per dire “adesso sappiamo che la centrale fa male”.
 

Almeno 200 i partecipanti

Grande affluenza al corteo in paese

MAFALDA. Un fatto senza precedenti nella storia del piccolo paese. Qualcuno arriva a dire che è accaduto solo perché il sindaco ha costretto i cittadini a farlo. Di sicuro il corteo contro la centrale a biomasse è un evento, qualunque sia il punto di vista sull’argomento. Almeno duecento persone, e sono tante considerati gli abitanti del paese, partono dall’ambulatorio e passano in centro. Dietro di loro diversi trattori, condotti dagli agricoltori che per primi temono l’insediamento della centrale. Apre il corteo Antonio Fasciano, il blogger termolese che ha sposato la causa. E’ un fiume in piena e grida al megafono “Sindaco dove sei? Vieni a spiegare ai tuoi cittadini perché vuoi la biomasse!”. Ma niente. Nicola Valentini non si vede in giro, “forse è nella sua casa a Vasto” dice qualcuno.
Nel corteo molti portano una mascherina antipolvere, a significare che l’aria pulita potrebbe diventare un ricordo. Davanti al municipio Fasciano, con un colpo di teatro, suona il campanello. Subito dopo urla “Il sindaco non c’è!” e gli altri ripetono in coro. La comitiva si dirige poi verso la palestra, dove è in programma la seconda parte del convegno sul tema. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 febbraio 2009

Nelle foto: in alto un momento del convegno. Sotto a sinistra il corteo di sabato pomeriggio, a destra il blogger Antonio Fasciano suona il campanello al municipio

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Mafalda. Stamattina inizia il convegno sul progetto che fa tanto discutere

Biomasse, lettera ai giovani

La ditta che realizzerà la centrale ha chiesto un incontro con i ragazzi

MAFALDA. La Dafin scrive ai Giovani mafaldesi. Si è fatta sentire tramite una lettera la società di Chieti che vuole installare una centrale a biomasse nella zona artigianale. L’impianto rappresenta il primo passo del “Progetto Mafalda”, ideato dall’amministrazione comunale che difatti è fortemente favorevole anche all’inceneritore di scarti agricoli. La Dafin spa ha così voluto farsi sentire dal gruppo di giovani che si sta opponendo strenuamente all’impianto, assieme a un altro comitato e a tanta gente comune. “Apprezziamo molto il vostro grande interesse nel cercare informazioni relative all'insediamento produttivo (…) che la nostra azienda intende attivare sul vostro territorio”. Inizia così la missiva dell’azienda, che invita i Giovani mafaldesi a un “incontro con i nostri tecnici in modo da poter rispondere a tutti i vostri quesiti”. I timori diffusi in paese, infatti, sono per i danni alla salute che la centrale elettrica potrebbe causare, oltre al pericolo che assieme alla legna vi arrivi ogni sorta di rifiuti. Alla richiesta di un incontro, il gruppo di giovani oppositori ha risposto che “prossimamente organizzeremo un convegno al quale siete sin da ora invitati”, ma anche chiarendo di ritenere il progetto “inopportuno, dannoso e sconveniente da un punto di vista economico, della salute e ambientale”.
La novità sostanziale è che adesso l’azienda è disposta a incontrare i cittadini. Prima con la persona che ha fatto ricorso al Tar, adesso con i Giovani mafaldesi, il cui blog ha un numero di visite, e di commenti, decisamente nutrito viste le dimensioni del paese. Segno che è seguito, evidentemente anche dalla Dafin e dal sindaco, e che il tema interessa. Intanto è previsto per stamattina alle 10.30 l’incontro di due giorni, sempre sulla biomasse, organizzato dal comitato Mafalda viva. Parleranno tecnici, politici ed esperti, contrari e favorevoli al progetto.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 febbraio 2009

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E' stato invitato anche il sindaco Valentini. In programma un corteo

Un week end contro la biomasse

L'incontro organizzato da Mafalda viva si svolgerà nella palestra comunale sabato e domenica
 

MAFALDA. E’ un fine settimana all’insegna della contrarietà alla centrale a biomasse quello che si appresta a vivere il piccolo centro. Sabato 21 e domenica 22 è in programma l’annunciato convegno organizzato dal comitato “Mafalda viva”. Si terrà presso la palestra comunale e vedrà alternarsi al tavolo dei relatori esperti, esponenti del mondo sindacale e della politica. Al centro del dibattito vi sarà l’ormai famigerata centrale elettrica a biomasse che una ditta privata, col forte ed evidente appoggio dell’amministrazione comunale, vuole installare nella zona artigianale del paese. Un progetto che ha subito incontrato la forte ostilità della popolazione, pur non mancando i favorevoli. Da qui la nascita di gruppi spontanei, anche di giovani, e di un comitato che vogliono vederci chiaro. Si vuole capire se ci saranno danni per la salute e se davvero è necessario far chiudere lo stabilimento di prefabbricati Marrollo, che sarebbe riconvertito in distilleria e centrale, con la conseguente perdita di posti di lavoro.
Il convegno di “Mafalda viva” inizierà alle 10.00 di sabato, con l’intervento degli autori ed operatori del progetto, la parola passerà poi a diverse organizzazioni sindacali, in particolare quelle legate al settore agricolo. Prima della ripresa pomeridiana una novità dell’ultima ora: un corteo che dalla piazza arriverà alla palestra per partecipare alla seconda parte dell’incontro. A organizzare la sfilata di protesta non è il comitato, ma un gruppo spontaneo di cittadini.
Dalle 17.00 riprenderà il convegno, con l’intervento di diversi docenti ed esperti: Carmelo Palmisano (bioetica, Università di Bari), Giulio Tarro (biologia e virologia, Università di Napoli), Salvatore Franco (ingegnere), Andrea Falcone (biologo).
Si proseguirà domenica 22 febbraio dalle 10.00, quando a intervenire saranno diversi rappresentanti politici regionali, provinciali e comunali. In chiusura il dibattito aperto al pubblico.
Inevitabile la domanda se il sindaco Nicola Valentini, dai più considerato primo fautore dell’affaire biomasse, accetterà l’invito e parteciperà all’incontro. Nell’altra occasione di dibattito pubblico, a dicembre, inviò una lettera per giustificare la sua assenza con il ricorso al Tar presentato dal comitato, che a suo dire precludeva ogni forma di dialogo obbligando tutti alle vie legali. Stavolta? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 18 febbraio 2009

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Il vescovo Gianfranco De Luca ha dato la benedizione

Di Bello: “Voce al territorio”

Il messaggio della Coldiretti durante la festa del ringraziamento
 

MONTENERO DI BISACCIA. Una Festa del ringraziamento resa speciale dalla presenza del vescovo. Si è tenuto domenica il tradizionale appuntamento della Coldiretti, nel quale gli agricoltori ringraziano il Signore per i doni della terra. A dare la benedizione è stato il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino Gianfranco De Luca, che ha concluso nella parrocchia di san Paolo la sua visita pastorale di due settimane. “Un ringraziamento sentito va al vescovo ed ai sacerdoti di Montenero – il commento del presidente della Coldiretti Nicolino Di Bello – per l’attenzione che da sempre dedicano alle tematiche del nostro settore”.
Di Bello è stato eletto a dicembre e, per una singolare omonimia, si chiama esattamente come il suo predecessore. L’occasione per annunciare cosa intende fare durante il suo mandato: “L’operato della Coldiretti di Montenero, pur essendo in linea con le direttive regionali e provinciali, va orientato verso la soluzione dei problemi specifici di questo territorio”. Il neo presidente spiega anche che occorre “ridare voce agli associati, mettendo loro a disposizione un’urna nella sezione, dove possano imbucare delle lettere per dire la propria”. Bisogna poi organizzare al più presto “un incontro pubblico sulle novità del settore agricolo, come la riforma Pac, i Por e lo smaltimento dei rifiuti speciali”. Infine, conclude Di Bello, “riteniamo urgente intervenire sul Piano regolatore, da parte dell’amministrazione comunale, per rimuovere le limitazioni al settore agrituristico, in particolare per quanto riguarda gli ampliamenti e gli agricampeggi”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 febbraio 2009


 

La minoranza attacca D'Ascenzo: "Tutto sempre ai soliti noti"

Giovani disoccupati dimenticati

Sotto accusa i 26800 euro elargiti ai dipendenti per lo straordinario
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Una giunta comunale che preferisce retribuire ulteriormente dipendenti che hanno già un’entrata mensile certa”, anziché “consentire a giovani disoccupati di avere uno stipendio minimo”. Torna all’attacco il gruppo di minoranza Alternativa e sviluppo, che in una nota contesta gli ultimi provvedimenti dell’esecutivo del sindaco Giuseppe D’Ascenzo in materia di “progetti obiettivo”. Sotto accusa sei delibere di giunta datate 12 dicembre 2008. “Dietro tali termini – scrivono i consiglieri di opposizione - si nasconde l’elargizione di un tesoretto di 26800 euro ad alcuni dipendenti comunali già stipendiati, per prestazioni riconosciute al di fuori del normale orario di servizio. I compensi vanno da un minimo di 1500 ad un massimo di 6700 euro (una media di 558 mensili)”.
Secondo Alternativa e sviluppo, invece, sarebbe stato opportuno per l’amministrazione  “avvalersi della collaborazione di giovani monteneresi disoccupati per l’emissione di bollette ed il disbrigo di pratiche arretrate”. Si tratterebbe della prova che “l’attuale sindaco e la sua maggioranza si interessano dei giovani solo a parole, ignorandoli nei fatti!”. Perché secondo la minoranza “la morale di questa vicenda è sempre la stessa: i soliti noti, parenti o affini di amministratori, fedelissimi ‘clientes’ (ricordiamo i 6100 euro “all’ufficio staff del sindaco” ed i contributi una tantum elargiti a pioggia), che ottengono tutto!”. I cinque consiglieri di minoranza chiudono il comunicato ricordando ai colleghi di maggioranza che “fra circa un anno si vota di nuovo…”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 febbraio 2009


 

Mafalda. Opuscolo nelle abitazioni

I giovani alle famiglie: Fermiamo la biomasse
 

MAFALDA. 26 domande, 6 pagine e 16533 battute.  E’ un corposo documento quello infilato nottetempo nelle cassette postali o sotto le porte di tutte le case del paese. L’agire di nascosto è così spiegato dal gruppo Giovani mafaldesi: “Siamo convinti che non ha importanza conoscere il volto della persona che vi tende la mano e vi offre un valido aiuto: importante è seguire il consiglio e farsi aiutare”. Il consiglio è di contrastare l’installazione della centrale elettrica a biomasse, contro la quale si è costituito il gruppo di giovani a inizio anno. Il progetto, che è privato e tanto sta facendo discutere, è invece fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Valentini. E’ lui pertanto il destinatario del lungo opuscolo e delle ventisei domande. Le quali iniziano con il rinfacciargli di non aver mantenuto la promessa, fatta a fine 2006, di indire un referendum sul “Progetto Mafalda”, che prevede diverse iniziative, tra le quali la biomasse. Ed i Giovani mafaldesi chiedono perché fra “tutte le proposte (…) l’unica che si sta portando avanti è solo la centrale a biomasse da costruire sul sito di Marrollo”. Ce n’è anche per il consigliere con delega all’Ambiente Nicola Masciulli e per gli altri membri di maggioranza, “perché vogliono a tutti i costi farsi carico di questa responsabilità?”. Si accenna anche ai danni alla salute che l’impianto potrebbe apportare, con l’esalazione di sostanze tossiche e il timore che alla fine, mancando legna e vinacce, finisca nell’inceneritore l’immondizia. I giovani esprimono dubbi sull’economicità del progetto e sull’aspetto occupazionale, laddove non sarà ripristinata nemmeno la forza lavoro persa con la riconversione dello stabilimento di prefabbricati Smi. Così come non risparmiano una stoccata sul conflitto d’interessi al sindaco Valentini, il quale è anche presidente del Credito cooperativo, che figura tra i promotori del “Progetto Mafalda”. Intanto sul blog giovanimafaldesi.blogspot.com continua il vivace dibattito, ma al tempo stesso è inevitabile la domanda su che fine abbia fatto la minoranza consiliare. Dopo l’incontro di inizio dicembre non si è più fatta sentire sul tema, passando di fatto la mano al comitato “Mafalda viva” ed ai giovani. Comincia così a girare la voce, non suffragata da alcuna prova concreta, che la minoranza in fondo non sia contraria alla centrale. Sospetto fondato o diceria messa in giro dalla maggioranza? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 febbraio 2009

Nella foto il sindaco Nicola Valentini parla con i Giovani mafaldesi che hanno attaccato uno striscione

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Il vescovo visita la chiesa di San Paolo
 

MONTENERO DI BISACCIA. Grande accoglienza per il vescovo a san Paolo apostolo. Monsignor Gianfranco De Luca è arrivato domenica mattina nella seconda parrocchia di Montenero, alla quale dedica la seconda settimana della sua visita pastorale. Anche qui è fitto il calendario di appuntamenti, che vanno dagli incontri con famiglie, giovani, scuole ecc. ai momenti più strettamente religiosi, come il confronto con i catechisti e i gruppi Rinnovamento e Comunione e liberazione.
Per oggi pomeriggio è previsto l’incontro con il gruppo Caritas e a seguire con i giovani.

Il Quotidiano del Molise 10 febbraio 2009

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Mafalda. La ditta che vuole installare l'impianto ha incontrato il cittadino che ha fatto ricorso al Tar

Dafin: "Non sapevamo delle proteste"

Sul progetto della centrale a biomasse due le incognite: i ricorsi e le elezioni
 

MAFALDA. La Dafin si è vista con chi è contrario alla centrale a biomasse ed è caduta dalle nuvole scoprendo che il progetto non ha l’approvazione diffusa dei cittadini. La conferma alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, e riportate anche su queste colonne, arriva dal diretto interessato. B. T. ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo, vuole vederci chiaro e soprattutto “lasciare che a decidere sia la popolazione”. Lo ha spiegato anche alla ditta che vorrebbe insediare una centrale elettrica alimentata da biomasse nella zona artigianale. L’incontro è avvenuto in un ristorante, proprio a qualche chilometro dal luogo dove la Dafin (di Chieti) vuole insediare l’impianto da 12 mw. Erano presenti anche due membri del comitato “Mafalda viva”, che ha anch’esso presentato un ricorso al Tar contro la centrale. A invitarli non è stata la ditta, ma B. T. che racconta: “Siamo rimasti sorpresi quando il rappresentante ci ha detto di non aver saputo prima delle proteste, ma abbiamo ribadito che siamo disposti a ritirare il ricorso solo se ci sarà un referendum popolare”.
Il che non potrà esserci nel 2009, perché non si può indire una consultazione del genere nello stesso anno in cui vi sono le elezioni. Ed a giugno ci saranno le comunali, che potrebbero perciò diventare un voto contro o a favore della biomasse. Intanto la Regione Molise ha dato la propria autorizzazione ed entro sei mesi dovrebbero in teoria partire i lavori, ma ci sono due fattori che possono entrare in gioco e decidere sul futuro della biomasse. Il primo è rappresentato dall’esito dei ricorsi al Tar; il secondo fattore è: chi sarà il nuovo sindaco? Se Nicola Valentini, promotore della centrale, sarà riconfermato, per la ditta continuerà ad esserci l’appoggio dell’amministrazione comunale. Ma se dovesse vincere le elezioni qualcun altro, magari un esponente dell’attuale minoranza che è contraria alla biomasse, il sostegno del Comune per la ditta privata diverrebbe a rischio. Potrebbe perciò subentrare una sorta di effetto Alitalia, sulla scia di quanto avvenne con l’Air France che, di fronte al pericolante governo Prodi, preferì aspettare il nuovo esecutivo per trattare. E così anche la Dafin, davanti a ricorsi al Tar imprevisti ed all’incognita sull’amicizia o meno della nuova amministrazione, potrebbe temporeggiare.
Resta infine la domanda su come mai la ditta non abbia saputo prima di convegni, comitato, gruppo di giovani con relativo e seguito blog ecc. Ha fatto finta di non sapere o davvero il sindaco non l’ha informata che in paese c’è qualcosa di più di un borbottio? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 febbraio 2009

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L'opposizione: è solo una strumentalizzazione. Duro attacco dopo le denunce sui disservizi

Operaio Rsu licenziato: "Ditta inefficiente"

La minoranza interviene dopo la solidarietà espressa da Idv e Natalini
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Un tentativo di strumentalizzazione politica, per giunta in un caso personale di estrema delicatezza, finalizzato a ritagliare un minimo di visibilità sugli organi di stampa”. La minoranza, in una nota, definisce così la solidarietà espressa nei giorni scorsi da membri della maggioranza all’operaio licenziato dalla Si.Eco. Ancora una volta è la raccolta dei rifiuti a tenere banco nel dibattito politico locale. Nel mirino dei consiglieri di opposizione finiscono Mauro Natalini e l’Italia dei valori. Anche se, in verità, dell’Idv solo Antonino D’Antonio, a titolo quasi personale, si era pronunciato sul licenziamento definito ingiusto.
E’ contestato come pezzi della maggioranza siano “oppositori del loro stesso operato”, tesi spiegata dal gruppo Alternativa e sviluppo con le recenti vicende che hanno interessato il servizio Rsu. Si parte dal ricordare le denunce fatte dalla stessa minoranza in autunno sui numerosi disservizi, sulle difficili condizioni di lavoro per gli operai e sulle clausole contrattuali non rispettate. Il tutto finiva in Consiglio comunale, dove però “il sindaco e la sua maggioranza, compresi il consigliere Mauro Natalini ed i vari gruppi dell’Italia dei valori (…), trattandoci da visionari, affermavano che il servizio di raccolta dei rifiuti veniva svolto in maniera rispondente a quanto richiesto, garantendo tutti i cittadini, operai compresi”. Era perciò bocciata la proposta della minoranza di rescindere il contratto con la ditta per violazione dei termini contrattuali, “nonostante i disservizi ed i disagi confermati anche dalla relazione del tecnico comunale”. Da qui la domanda su “come mai il consigliere Mauro Natalini e l’Italia dei valori, tanto attenti a manifestare la loro solidarietà all’operaio Giancarlo Zara, ingiustificatamente vittima di un licenziamento illegittimo, nelle sedi in cui dovevano svolgere il loro dovere di rappresentanti dei cittadini (…) hanno dichiarato invece l’efficienza e la regolarità del lavoro svolto dalla Si.Eco spa, a discapito della qualità e della rispondenza al contratto e capitolato d’appalto del servizio, in beffa ai cittadini e noncuranti della situazione degli operai”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 febbraio 2009

Nella foto il gruppo di minoranza Alternativa e sviluppo

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Il vescovo incontra il Consiglio comunale
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Ascoltare e dare voce”. Questo lo scopo principale di una visita pastorale secondo Gianfranco De Luca. Il vescovo, nell’ambito del programma che lo vedrà per due settimane nel centro bassomolisano, è stato mercoledì sera nella sala polivalente. Alla presenza di un folto pubblico, ha incontrato le autorità civili e i consiglieri comunali. A fare gli onori di casa il sindaco Giuseppe D’Ascenzo. “Il tessuto sociale di Montenero è molto ricco” le parole del primo cittadino, che ha presentato tutte le associazioni locali al vescovo, al quale ha voluto far arrivare il proprio ringraziamento per la visita in corso. Valori, quelli della Chiesa, “importanti nella società civile, specie con l’attuale crisi economica internazionale”.
Per la minoranza ha parlato il capogruppo Giorgio Ferrara: “Il suo voler essere qui in mezzo alla gente è un segnale molto forte, in un momento difficile il pastore va in mezzo alle pecorelle”.
La parola è infine passata al vescovo. “L’impressione che ho qui è molto bella – il commento di mons. De Luca – avete un cuore aperto, disponibile e fecondo come questa terra”. Il religioso ha poi affrontato anche temi più difficili, come la crisi economica che investe anche i piccoli centri e in particolare quelli dell’interno, per i quali “piange il cuore a vedere come si vanno restringendo”. Da qui l’impegno anche della Chiesa, promuovendo iniziative come il microcredito per giovani e famiglie in difficoltà. “Sono piccole gocce, piccoli segnali che ci sentiamo di dare”, le parole del vescovo, che ha condiviso anche l’appello del sindaco a “guardare la gioventù con un occhio di riguardo”.
La visita pastorale vedrà mons. De Luca impegnato in diversi appuntamenti fino a sabato sera nella parrocchia di san Matteo. A partire da domenica inizierà invece la settimana dedicata all’altra parrocchia cittadina, quella di san Paolo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 febbraio 2009

Nella foto il vescovo Gianfranco De Luca e il sindaco Giuseppe D'Ascenzo

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Mafalda. Entro 6 mesi dovrebbero partire i lavori,  ma ci sono ancora due ricorsi al Tar da discutere
Intanto continuano le proteste dei cittadini. La ditta avrebbe incontrato chi si oppone al progetto

Biomasse: ok dalla Regione
 

MAFALDA. La Regione Molise ha dato l’ok alla centrale elettrica a biomasse. La conferma alle voci che giravano, ed a quanto lo stesso sindaco Nicola Valentini sosteneva da settimane, è arrivata dal bollettino ufficiale n. 2, datato 31 gennaio. E’ riportata a pagina 332 la determina dirigenziale con l’autorizzazione unica rilasciata alla Dafin spa, impresa di Chieti che a questo punto può realizzare “un impianto di produzione di energia elettrica e vapore funzionante a biomassa”. Entro 6 mesi dovranno iniziare i lavori, pena la revoca dell’autorizzazione, ma è chiaro che azienda e sindaco hanno tutto l’interesse a non perdere tempo. Sempre che i due ricorsi al Tar, presentati da un cittadino e dal comitato “Mafalda viva”, non blocchino la procedura. L’impianto a biomasse, infatti, da mesi incontra un’ostilità diffusa in paese. Si temono danni alla salute, viste le dimensioni, e il pericolo che, non bastando gli scarti agricoli a fornire le centinaia di tonnellate di materia prima giornaliera, alla fine vi arrivino i rifiuti di altre regioni e magari sostanze tossiche scomode da smaltire. Il sindaco Valentini in tal senso ha cercato di rassicurare la popolazione, ma evidentemente non è ancora riuscito nell’intento. D’altronde è lui stesso l’ideatore e il promotore della centrale a biomasse, che rientra nel più ampio “Progetto Mafalda”. Si tratta di un disegno di sviluppo e ripopolamento del paese, attraverso la produzione di energia da fonti alternative, la promozione turistica ed il rientro di venezuelani di origine italiana pronti a investire. Fa però discutere non poco un particolare: tra i soci fondatori della onlus che dovrà dirigere il progetto vi è anche la Banca di credito cooperativo, presieduta dallo stesso Valentini. Un conflitto d’interessi secondo molti plateale, inesistente a giudizio del primo cittadino. E’ tuttavia certo che il sindaco ha pigiato non poco l’acceleratore per far partire la centrale a biomasse prima delle elezioni di giugno. Alle quali, per altro, ha già annunciato di ripresentarsi.
Quale sede della biomasse è stato individuato lo stabilimento di “Marrollo prefabbricati”, che dovrebbe essere quindi riconvertito in centrale e distilleria. Bilancio occupazionale di questa prima operazione: 200 lavoratori a casa con la chiusura di Marrollo, 46 nuovi posti dichiarati con la biomasse.
Intanto, secondo indiscrezioni, la Dafin avrebbe avvicinato il cittadino che ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo. L’incontro sarebbe avvenuto in un ristorante e il ricorrente non vi sarebbe andato da solo, ma assieme a due esponenti del comitato “Mafalda viva”, che ha anch’esso presentato un ricorso al Tar. Il rappresentante dell’azienda avrebbe detto di aver saputo solo adesso delle proteste dei cittadini. Se confermato, suonerebbe piuttosto strano. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 febbraio 2009

Nella foto il sindaco di Mafalda Nicola Valentini

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Mafalda. Alle maestranze è tuttora nascosto se lo stabilimento di prefabbricati chiude o meno. Circa 200 dipendenti rischiano il posto di lavoro. Il sindaco va avanti con il progetto

Smi diventa biomasse? E' mistero

Ci sarebbero trattative in corso. Intanto cresce l'ansia tra gli operai
 

MAFALDA. Si dice che i diretti interessati siano sempre gli ultimi a sapere le cose. E così anche i dipendenti della Smi e del relativo indotto, circa 200 persone, non conoscono ancora il destino che li aspetta. Marrollo prefabbricati chiuderà per vendere il capannone alla distilleria-centrale a biomasse? Non si sa, o meglio ne sono completamente all’oscuro gli operai, ai quali però le voci arrivano e temono per il proprio posto di lavoro. L’argomento è la famigerata centrale elettrica a biomasse, alla cui alimentazione dovrebbero provvedere gli scarti di una distilleria. Ambedue impianti che, se realizzati, significheranno la riconversione della Smi, previa chiusura e licenziamento dei dipendenti.
Un affaire, quello della biomasse, che sta animando non poco gli animi a Mafalda. Il coro dei no, oltre che numeroso, è molto vivace. Due comitati civici, un blog molto frequentato ecc., la gente si fa sentire, mentre il sindaco Nicola Valentini va avanti come se niente fosse. D’altronde lui in primis vuole la biomasse che, rassicura, non inquinerà come invece pensano molti.
E gli operai della Marrollo? “Tanto chiuderebbe lo stesso, anche senza la centrale”, questa la voce che circola in paese, non si sa fino a che punto alimentata ad arte, di certo non confermata. Ai lavoratori, dopo insistenti domande, sarebbe stato risposto che al momento ci sono solo trattative in corso, ma ancora nulla di concreto. La domanda che nasce da sé, a questo punto, è: se la centrale a biomasse non andrà in porto, la Smi chiuderà lo stesso o continuerà regolarmente l’attività che porta avanti da trenta anni e che dà lavoro a 200 persone? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 3 febbraio 2009

Nella foto una veduta della valle del Trigno dove si vuole impiantare la centrale a biomasse

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Due le ipotesi: atto vandalico o messaggio intimidatorio all'amministrazione

Cassonetto bruciato davanti al Comune

Un operaio ha spento le fiamme e dato l'allarme. Indagano i Carabinieri

MONTENERO DI BISACCIA. “Semplice” atto vandalico o inquietante messaggio? Desta turbamento quanto accaduto ieri, perché non è cosa di tutti i giorni bruciare un cassonetto dell’immondizia all’ingresso del municipio. A fare la scoperta un operaio Rsu, che come ogni domenica mattina puliva le strade con la spazzatrice. Erano all’incirca le sei e le fiamme ardevano ancora. L’uomo ha prima spento il cassonetto, ridotto ormai ad un cumulo di plastica fusa con i pochi rifiuti all’interno inceneriti; poi ha avvisato gli amministratori comunali. Questi, giunti sul posto poco dopo, hanno chiamato i Carabinieri per i rilievi del caso e per sporgere denuncia contro ignoti.
L’atto è stato compiuto in piena notte, presumibilmente in un orario compreso tra le quattro e le cinque, quando tutti i bar della piazza sono chiusi e non c’è nessuno in giro. Il cassonetto è stato spostato dalla sua normale sede, proprio di fronte al municipio, e una volta posizionato davanti all’inferriata dell’ingresso è stato dato alle fiamme. Il fumo ha annerito il rivestimento di marmo, parte della facciata, compreso lo stemma di bronzo, e in alcuni punti il calore ha fatto staccare l’intonaco.
A questo punto sarà arduo capire se si tratta di un atto vandalico o di un messaggio preciso rivolto all’amministrazione comunale, visto il luogo scelto e dato che il cassonetto è stato ivi portato di proposito. La seconda ipotesi è ovviamente quella che allarma di più. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 febbraio 2009

 


 

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