In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI SETTEMBRE 2008

I 58 scatti rimarranno esposti fino al primo ottobre

Concorso fotografico a Parricelli

E' di Talese (Bn) il primo alla competizione della Pro Loco
 

MONTENERO DI BISACCIA. 58 scatti, dai paesaggi di montagna ai chiaroscuri in bianco e nero degli alberi nella nebbia. E’ terminato giovedì sera nella sala polivalente il 1° Concorso fotografico, organizzato dalla Pro Loco Frentana e riservato ai fotoamatori. Hanno partecipato concorrenti anche di altre regioni, come il vincitore Gennaro Parricelli, di Telese (Bn). Il primo classificato ha proposto una vallata verde con gregge di pecore e pastore in primo piano, mentre sullo sfondo un gioco di luci e ombre con il sole diagonale. Questa l’opera che la giuria, formata da fotografi professionisti (non di Montenero), ha giudicato più meritevole. Al secondo posto si è invece classificata Maria Giovanna De Benedictis di Termoli. Al terzo il montenerese Daniele Marino, che ha proposto una prateria ingiallita con sullo sfondo i monti della


Lo scatto vincente di Gennaro Parricelli

Majella e, nel mezzo, un uomo che a piedi conduce il suo cavallo.
I temi proposti dagli organizzatori erano: “arti e mestieri”, “tradizioni popolari”, borghi antichi” e “paesaggi”. Complice la prima esperienza del genere, inevitabilmente alcuni fotoamatori hanno consegnato immagini fuori tema. E’ il caso, per esempio, di un controluce in interno con il fascio luminoso che dalla finestra fa intravedere una vasca da bagno: magistrali composizione, tecnica e inquadratura, ma tutto inesorabilmente fuori tema. E tante altre foto, belle tutte e solo in qualche caso la messa a fuoco non è proprio ottimale. Le 58 immagini rimarranno esposte nella sala polivalente fino al 1 ottobre.
La presidente della Pro Loco Margherita Rosati ha spiegato che il concorso è solo la prima tappa di un percorso che vuole approfondire il tema della fotografia. Oltre alla seconda edizione, già annunciata per l’anno prossimo, l’intento è di organizzare anche seminari con l’ausilio di professionisti ed esperti del settore. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 settembre 2008

 

 

Rimaneggiato il percorso (causa lavori in corso) della 14^ edizione

Recanati show al "San Matteo"

Trionfa ancora un marchigiano al trofeo di Montenero di Bisaccia
 

MONTENERO DI BISACCIA. Ancora una volta trionfa un marchigiano al Trofeo “San Matteo”, gara ciclistica per amatori che domenica è giunta alla 14^ edizione. Yuri Recanati, questo il nome dell’atleta della “New Limits” che ha vinto dopo i 68 chilometri del percorso articolato fra strade cittadine ed extraurbane nei dintorni del centro bassomolisano. La gara è movimentata dal primo giro, quando Giovanni Mattioli (Gi.Vi. Plast) tenta subito la fuga ma è presto ripreso da un gruppetto di cinque corridori. Il sestetto marcia unito e dà il ritmo alla corsa fino a tre giri dal termine, quando Mattioli e Recanati danno un’ulteriore accelerata. Alle loro spalle, distaccato di qualche decina di metri, Michele Miglionico (Team Eurobike). Al termine dell’ultimo giro arrivo in volata, dove è Recanati a primeggiare, anche se un’auto che si trovava di passaggio potrebbe


Yuri Recanati con le braccia alzate sul traguardo

aver ostacolato il secondo classificato, Mattioli. Al terzo posto, staccato di poco, arriva Miglionico.
La 14^ edizione del “San Matteo” si caratterizza per un percorso rimaneggiato e accorciato, causa lavori in corso sulla provinciale Mare-Collina. Nonostante questo la media di corsa è elevata ed il ritmo imposto dai primi sei fa subito la selezione. Unica nota dolente, probabilmente a causa delle incerte condizioni meteo, il calo del numero degli iscritti al di sotto delle cinquanta unità, fatto piuttosto insolito per la corsa ideata e organizzata da Cesare Irace. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 settembre 2008

Sullo stesso tema:
Il servizio video del 14° Trofeo "San Matteo"

 

 

L'incarico dovrebbe essere istituito dopo la crisi di luglio scatenata dall'Idv

Presidenza del Consiglio: scenario incerto

Potrebbe spuntarla un membro della Margherita. Di Pietro jr all'Unione dei comuni
 

MONTENERO DI BISACCIA. Nuovi scenari all’orizzonte per la presidenza del Consiglio comunale e, può darsi, nuovi venti di crisi nella maggioranza. Secondo l’ultima indiscrezione che circola, Cristiano Di Pietro si starebbe orientando verso la rappresentanza all’Unione dei comuni, ente al quale Montenero dovrebbe aderire a breve. Per questo l’unico esponente dell’Italia dei valori papabile sarebbe fuori dai giochi e presidente del Consiglio potrebbe diventare solo un uomo del Partito democratico, in particolare della componente margheritiana. I nomi in tal caso sarebbero due, Cesare Rusciano e Gino Zappitelli, gli unici dl a non ricoprire una carica da assessore.
Se così fosse, l’Italia dei valori si ritroverebbe ad aver combattuto una battaglia, l’istituzione della presidenza, per altri. Ma sarebbe meglio così che non se alla fine tutto si concludesse con un nulla di fatto, e quindi con la direzione dei Consigli ancora in mano al sindaco, mancando non molto alle elezioni (primavera 2010). Se non si facesse nulla, in sostanza, per i dipietristi sarebbe un’autentica sconfitta, dopo che per l’argomento hanno innescato l’ennesima crisi, quella di luglio.
Tuttavia nemmeno se alla fine a spuntarla sarà uno del Partito democratico le cose potrebbero filare lisce come l’olio. Chi eleggere nell’ex Margherita? Rusciano o Zappitelli? Oppure l’assessore Angelo D’Amario, al cui posto in ogni caso dovrebbe andare un altro, e chi?
Secondo alcune indiscrezioni trapelate dal Palazzo se ne comincerà a discutere già nella prossima riunione di maggioranza. Per la quale potrebbe cominciare un altro mal di pancia, l’ennesimo dal 2005 ad oggi. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 settembre 2008


 

Solidarietà ai dipendenti senza stipendio da 2 mesi

"Rsu in stato di abbandono"

La minoranza denuncia i crescenti disservizi nella raccolta dei rifiuti
 

MONTENERO DI BISACCIA. La raccolta dei rifiuti è in uno stato di estremo abbandono. E’ quanto sostiene in un comunicato stampa il gruppo di minoranza Alternativa e sviluppo, che denuncia una situazione che va avanti “da lungo tempo, ancor prima del nuovo appalto e dell’arrivo della nuova ditta di gestione della raccolta”. Per questo i consiglieri di opposizione si sono fatti già sentire con “articoli e interrogazioni”, oltre a presentare “un esposto alla Magistratura che sta ancora svolgendo le dovute indagini”. Ma, a loro dire, non sarebbe cambiato ancora niente. “Sono spariti i contenitori per i medicinali scaduti e per le pile esauste; la raccolta differenziata - prosegue la nota -, su cui l’intera nazione sta puntando per evitare che si ripetano fenomeni come quelli della Campania, è inesorabilmente al palo, poiché l’alto senso civico dimostrato dai monteneresi che si recano costantemente ai punti di raccolta con la


Il gruppo di minoranza consiliare

plastica, il vetro, la carta e le lattine, viene sistematicamente annullato e mortificato dal mancato ritiro di tali tipologie di rifiuti, ammucchiati giorni e giorni fuori dai contenitori ormai stracolmi, senza che l’azienda deputata provveda in merito”.
Alternativa e sviluppo individua anche le responsabilità politiche: “Ciò che maggiormente ferisce è l’assoluta noncuranza dell’assessore D’Amario, del sindaco e dell’intera giunta comunale, come se tutto ciò accadesse in un altro comune e come se la raccolta non venisse pagata con i soldi di noi cittadini”.  E in chiusura arriva anche la solidarietà verso i dipendenti dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti. “Padri di famiglia” che “sono rimasti per oltre due mesi senza stipendio e solo in questi giorni pare stiano percependo degli acconti, dopo aver alzato la voce e minacciato uno sciopero, tutto questo nell’indifferenza e nell’assenza di una qualsiasi presa di posizione da parte dell’amministrazione”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 settembre 2008


 

Devono tornare in Francia per i documenti, spendendo più di quanto c'è nel libretto

Tre mesi senza riuscire a ritirare i soldi

Una coppia di turisti racconta le peripezie vissute all'ufficio postale

(aggiunta del 20/09/2008: la replica di Poste italiane, sotto l'articolo)
 

MONTENERO DI BISACCIA. Spendere 540 euro di viaggio dalla Francia per ritirarne 500 su un libretto postale aperto venti anni fa. Nel frattempo tre mesi di burocrazia, carte, scaricabarile tra uffici e … rabbia. Una brutta avventura quella capitata a Annamaria De Matteis, emigrata oltr’Alpe nel 1958 ma originaria di Montenero. Tenta da giugno di estinguere un libretto alle Poste, ma invano. Ha deciso di rivolgersi alla stampa per raccontare tutto, “perché siamo in Europa o sbaglio?!”.  E ancora: “Voglio che tutti sappiano di questa storia”, si sfoga mentre annota l’e-mail di “Mi manda Rai 3”. E già, “perché non mi fermo mica qui”; segnalerà alla celebre trasmissione televisiva l’accaduto.
Una ventina di anni fa Annamaria ed il marito aprirono un libretto di risparmio presso le Poste; una piccola somma da avere a disposizione per quando tornavano a Montenero in vacanza d’estate. Nel 1998 la signora viene da sola in Italia e si reca agli uffici postali per ritirare i soldi ed estinguere il deposito. Le dicono che occorre anche la presenza del marito, poiché la firma sul libretto è congiunta. Passano così altri dieci anni, perché la coppia non torna più spesso come prima, ed arrivano le sorprese.
La somma deve ancora essere convertita in euro e solo per questa procedura passa quasi un mese, giacché il documento deve andare a Firenze e tornare. Poi serve il codice fiscale di entrambi i coniugi e il marito, che è francese, va a Termoli per ottenerlo. Finita? Neanche per sogno. Le carte d’identità sono scadute e la patente di guida non è valida. I documenti dovrebbero arrivare dal Comune di Aix en Provence, ma via fax non sono accettati. Bisogna tornare in Francia, ottenere carte d’identità nuove di zecca e di nuovo rientrare in Italia per poter finalmente ritirare i benedetti 500 euro. Pazienza se solo il viaggio per due persone ne costa 540. Di più: bisogna sbrigarsi perché stanno per decorrere i termini e l’anno prossimo non potranno più essere ritirati i soldi, passando di fatto allo Stato. Chissà perché “per depositare i soldi all’epoca non ci hanno chiesto tutti questi documenti” si chiedono i coniugi. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 settembre 2008

Impossibile prelevare - Le Poste rispondono ai turisti

MONTENERO DI BISACCIA. “L’impiegato dell’ufficio postale ha applicato, così come per tutti i possessori di libretti postali, la procedura standard formulata per garantire la massima sicurezza delle somme depositate e la giusta attribuzione ai titolari”. E’ pronta e formale la replica di Poste italiane all’articolo uscito su queste colonne ieri. Si riportavano i disagi di una coppia di turisti francesi che non riesce ad estinguere un libretto postale, con relativa riscossione della somma depositata. Al termine di una serie di peripezie e richieste di documenti a più riprese, la consapevolezza di dover tornare in Francia per ottenere carte di identità valide. In pratica: 540 euro di viaggio per ritirarne 500, cioè quelli ancora depositati presso le Poste.
“Se un libretto è cointestato a due diversi soggetti – si legge nella replica dell’ente - è ovvio che all’atto della riscossione venga richiesta la doppia firma”. Inoltre: “La stessa cliente ammette di essere stata dieci anni assente (…), dichiara che il marito al momento della riscossione era sprovvisto di codice fiscale, le carte di identità erano scadute e la patente di guida non era valida, sempre come dettagliatamente descritto nell’articolo stesso”.
A dire il vero c’era scritto anche che non sarebbero stati ritenuti validi i documenti eventualmente giunti via fax direttamente dal Comune di Aix en Provence, dove risiede la coppia. Per questo è diventato necessario tornare in Francia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 settembre 2008


 

Sara Spatocco di Mafalda stava tornando a casa dopo una
serata con gli amici quando ha perso il controllo dell'auto.
Terza di quattro sorelle era la figlia di Vincenzo, insegnante ed ex amministratore

Sbanda e finisce nel dirupo: muore 21enne
 

di Rossano D’Antonio
MAFALDA. Stavolta velocità e guida spericolata non c’entrano nulla. Semmai c’è tanta sfortuna ed un destino crudele che ha trasformato un’uscita di strada in tragedia. Sara Spatocco, studentessa 21enne di medicina a Macerata, andava pianissimo l’altra notte mentre tornava a casa dopo una cena tra amici. A bordo della vecchia Fiat Panda percorreva la strada provinciale Ripaltina, quella che dal paese conduce alla Trignina ed alla villetta dove da qualche tempo si era trasferita con il resto della famiglia. Lungo un rettilineo proprio all’uscita del centro abitato, forse a causa dell’asfalto bagnato dalla pioggia, la Panda ha sbandato, finendo prima sull’altra corsia e poi nella scarpata. Dopo alcuni metri percorsi con un’inclinazione incredibile, l’auto è finita contro lo spigolo di una casa abbandonata, incastrandosi di lato tra il dirupo di terra e la parete esterna del rudere.
Dietro Sara c’era un giovane con la sua auto che ha assistito a tutta la scena. Il tempo di scendere per prestare i soccorsi e dare l’allarme che sul posto arrivava il padre della ragazza. Preoccupato che la figlia ancora non tornasse a casa, era uscito per cercarla come guidato dal sesto senso. Papà Vincenzo è un insegnante in pensione ed un ex amministratore comunale, molto conosciuto e stimato in paese. Di corsa è sceso lungo la scarpata ed ha iniziato a chiamare la figlia: “Sara! Sara!”. Dalla Panda è arrivato solo il tetro silenzio della morte, la ragazza era già priva di vita.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso della 21enne.


Il punto esatto dove la Panda è uscita di strada

La casa di campagna abbandonata sulla quale è finita la macchina di Sara Spatocco.

Destino crudele: la mamma era morta a soli 40 anni di tumore.
Il padre è giunto sul posto subito dopo: preoccupato che la figlia non tornasse era uscito per cercarla

Invece particolarmente difficoltosa è stata l’estrazione della salma dalle lamiere. I Vigili del fuoco hanno impiegato quattro ore nel compito, non avendo molte possibilità di manovra dato l’angusto spazio in cui era finita la vettura. Alla fine sono riusciti a tagliare la capote della Panda, trovando la ragazza con le braccia davanti al volto: in un disperato, estremo gesto aveva cercato di ripararsi. La salma è stata poi trasportata all’obitorio di Mafalda. I funerali sono stati fissati per oggi alle 16 nella chiesa di sant'Andrea.
Sara Spatocco era la terza di quattro sorelle. Una famiglia modello ammirata da tutti a Mafalda, ma che già dieci anni fa fu duramente provata da un grave lutto: la morte della mamma a soli quaranta anni. “Una moglie e madre meravigliosa” la descrisse il marito prendendo la parola in chiesa durante i funerali. Oggi la raggiunge in cielo la sua piccola figlia, troppo giovane, ancor più di lei. Difficile comprendere il destino quando è così crudele.

Il Quotidiano del Molise 18 settembre 2008


 

La minoranza incalza dopo la recente crisi tra Idv e resto della maggioranza

Presidenza del Consiglio: "Solo spartizione di poltrone"
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. “Spartizione del potere con un altro incarico ad personam per l’Idv”. Bolla così la minoranza la questione del presidente del Consiglio comunale, figura che per la prima volta potrebbe comparire nelle assise civiche di Montenero.  Il gruppo di Alternativa e sviluppo, in una nota, esprime addirittura “indignazione in merito alla vicenda”, ma non prima di


Accesa discussione in Consiglio fra Travaglini della minoranza e Borgia (Idv) della maggioranza

ripercorrere per sommi capi i recenti sviluppi che ci sono stati nel Palazzo di città.
“Dopo mesi di attesa – scrivono i consiglieri di opposizione – finalmente si è tenuto il Consiglio comunale. Come mai è trascorso tanto tempo?  La risposta è davvero semplice: la maggioranza al Comune di Montenero, come spesso ormai accade, era di nuovo in crisi. Ancora una volta l’Italia dei valori (…) aveva annunciato l’uscita dalla maggioranza, garantendo il solo appoggio esterno, non riconoscendo come proprio rappresentante l’assessore Benedetto che, si ricorderà, aveva sostituito l’assessore Valeria D’Ottavio (anch’essa all’epoca appartenente all’Idv), a sua volta caduta in disgrazia e a cui veniva revocata la delega dal sindaco”. Ma sono presto svanite le speranze della minoranza affinché la crisi significasse “una concreta presa di coscienza rispetto all’assoluto immobilismo di questa amministrazione”. Perché dopo “tre mesi di paralisi totale dell’ente”, nel Consiglio del 10 settembre sono arrivate “le dichiarazioni del neo vice-presidente della giunta provinciale Michelino Borgia, il quale ci annunciava che la crisi comunale era rientrata, grazie alla promessa del sindaco di una futura istituzione della figura del presidente del Consiglio comunale ed assegnazione all’Idv della nuova poltrona”.
Quella che per la minoranza è “una tempesta in un bicchier d’acqua”. “La soluzione alla nuova crisi innescata dall’Italia dei valori – prosegue la nota - si chiude nella peggiore tradizione della spartizione del potere e dell’assenza di moralità nell’esercizio dell’azione amministrativa con la creazione dell’ennesimo incarico ad personam”.

Il Quotidiano del Molise 16 settembre 2008

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Per l'incarico in pole position c'è Di Pietro jr



Anche le pietre sanno che la presidenza del Consiglio, qualora fosse istituita, spetterebbe all’Italia dei valori. Il partito dipietrista l’ha richiesta, facendone una delle cause della crisi innescata a luglio e rientrata solo qualche giorno fa.

Ma a chi andrebbe l’incarico di convocare i Consigli e dirigerli? I papabili sono tre: Michele Borgia, Antonino D’Antonio e Cristiano Di Pietro.Il primo è da poco divenuto assessore e vice presidente alla Provincia e pertanto è da scartare. Per quanto riguarda D’Antonio è noto a tutti che non corre buon sangue fra lui ed il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, il quale certo non cederà lo scettro delle riunioni consiliari ad uno che non gli garba. Rimarrebbe in sella solo Di Pietro jr, anche lui consigliere provinciale ma rimasto a bocca asciutta nel recente rimpasto dell’ente. Alla fine potrebbe spuntarla proprio il figlio dell’ex ministro e leader nazionale di partito. E, non si sa mai, iniziare a tirarsi la volata per la candidatura a sindaco nel 2010. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 settembre 2008


 

Mafalda. Il sindaco Valentini ha dichiarato di partecipare come politico e come imprenditore

Scoppia la febbre dell'energia pulita

In Consiglio comunale il "Progetto Mafalda" che punta sulle risorse di vento, sole e biomasse
 

MAFALDA. La nuova febbre dell’oro a Mafalda si chiama “energia pulita”. E’ un progetto ambizioso quello illustrato in Consiglio e porta la firma della stessa amministrazione comunale. Al cui interno, però, vi sono sia i politici promotori e programmatori “dello sviluppo territoriale”, sia gli imprenditori che dovranno investire. E, fatto singolare, le due figure sembrano coincidere nella stessa persona: il sindaco Nicola Valentini.
“Progetto Mafalda”, questo il nome, prevede un investimento potenziale di oltre 200 milioni di euro nella zona artigianale del paese basso molisano. Gli interventi e le linee guida sono stati illustrati dal primo cittadino, che ha parlato di “momento storico” e “progetto partito dal basso”, cioè dallo stesso Comune che intende tutelare con il copyright l’iniziativa. In sostanza si vuole produrre energia “pulita” dal sole, dal vento e dalle biomasse (scarti di agricoltura). E proprio


In piedi il sindaco di Mafalda Nicola Valentini

sotto quest’ultima forma dovrebbe materializzarsi al più presto l’innovativo progetto. E’ infatti in programma la riconversione dello stabilimento di prefabbricati Marrollo, che diventerà una distilleria i cui scarti saranno bruciati in un inceneritore per produrre energia.  Questo il primo passo, perché in seguito dovrebbero arrivare anche pannelli fotovoltaici e pali eolici. Il tutto gestito da una società aperta a chiunque, compresi gli investitori italo-venezuelani in fuga dal presidente Chavez che già dal dicembre 2006 hanno scelto Mafalda per iniziare una nuova vita.
Dalla minoranza, però, sono giunte diverse perplessità. “Che fine ha fatto il referendum popolare sul tema?” ha chiesto Luciano Mastragostino, ricordando quanto lo stesso Valentini annunciava un anno e mezzo fa. Mentre Biondo Mastrangelo ha chiesto da dove arriveranno le 250 tonnellate al giorno di materia prima necessaria per produrre i 20 mw della centrale a biomasse, visto che Mafalda non produce così tanti scarti di agricoltura. Infine l’ex sindaco Egidio Riccioni ha chiesto che fine faranno le circa 200 persone che lavorano alla Marrollo con relativo indotto.  In proposito il sindaco Valentini ha spiegato che la ditta di prefabbricati aveva già deciso di chiudere lo stabilimento di Mafalda e che pertanto la riconversione della struttura semmai salva parte dei lavoratori (circa una cinquantina). Quanto al referendum andava prima informata la popolazione (cosa adesso possibile), poi si penserà se chiederle o meno un parere. E quasi in chiusura la risposta alla domanda che gli aveva posto Mastrangelo. “Sto operando da politico e da imprenditore – le parole del sindaco -. E’ una coincidenza che secondo me è positiva”. Infatti Valentini è anche fondatore e presidente della Banca di credito cooperativo della Valle del Trigno e socio della Buysell, che opera nel mercato immobiliare ed annovera svariati nomi di spicco dell’imprenditoria e della politica abruzzese. Un’ammissione che una delle aziende citate parteciperà al business dell’energia pulita nella zona artigianale di Mafalda? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 settembre 2008


 

L’argomento è stato una delle cause che hanno innescato la crisi estiva

Presidenza del Consiglio: via al dialogo

La maggioranza ha manifestato disponibilità verso la richiesta dell’Idv
 

MONTENERO DI BISACCIA. Sarà istituita la presidenza del Consiglio comunale? Non si sa, ma di certo rispetto a prima c’è un cambiamento di rotta, che si manifesta con una certa apertura, timida ma non nascosta, verso l’argomento. E’ quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale, dove ne ha parlato l’esponente dell’Italia dei valori Michele Borgia. E, a fine riunione, anche il sindaco Giuseppe D’Ascenzo ha confermato l’avvio di un dialogo sul tema, precisando che non spetta a lui decidere, ma ai consiglieri.
L’argomento è un piccolo tormentone almeno dal 2005, quando all’indomani delle elezioni fu richiesta l’istituzione della figura sia dalla minoranza sia dal neo consigliere di maggioranza Cristiano Di Pietro. Non se ne fece nulla, ma l’opposizione ha sempre continuato a lamentarne la mancanza, specie quando il sindaco in Consiglio


Da sinistra il sindaco Giuseppe D'Ascenzo e l'esponente Idv Michele Borgia

comunale impediva la controreplica. Finché l’Italia dei valori, e quindi non più solo Di Pietro jr, non è tornata sull’argomento. E’ seguito un comunicato stampa, contenente anche la sfiducia del partito verso il proprio esponente in giunta Donato Benedetto. Una piccola crisi ed infine l’avvio del dialogo, del quale ha parlato Borgia mercoledì in Consiglio, annunciando il rientro dell’Idv in maggioranza.
Ma cos’è il presidente del Consiglio comunale? La figura è prevista dallo Statuto del Comune di Montenero, che però non obbliga alla sua istituzione. Ha “i poteri di convocazione e direzione dei lavori e dell’attività del Consiglio”, pertanto stabilisce la data delle riunioni, dà la parola ai consiglieri, decide gli ordini del giorno ecc. Finora tale ruolo è stato ricoperto dal sindaco, che perciò è a capo sia dell’esecutivo, la giunta, sia dell’organo eletto dai cittadini, il Consiglio comunale. Secondo la minoranza c’è un evidente conflitto di competenze, un accentramento di potere nelle mani di una sola persona. Tesi da un po’ condivisa anche dall’Italia dei valori.
A questo punto non si sa quando e se l’avviato dialogo porterà alla nomina di un presidente. E, in ogni caso, la durata dell’incarico sarebbe limitata, poiché fra un anno e mezzo ci saranno le nuove elezioni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 settembre 2008

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Intanto rientra l'Idv in maggioranza, mantenendo però le distanze da Benedetto

In Consiglio passa il Bilancio consuntivo

La minoranza: "Gli atti illegittimi". D'Ascenzo: "Sono certificati da professionisti"
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Una sequela di “atti illegittimi” secondo la minoranza, la fotografia del “Bilancio ricco di un paese in salute” la replica del sindaco Giuseppe D’Ascenzo.  Si è parlato soprattutto di conti nel Consiglio comunale di mercoledì sera, con un confronto serrato fra maggioranza e opposizione. Non prima, però, che l’Italia dei valori spiegasse la sua posizione dopo le polemiche scatenate a luglio, specie contro il proprio assessore Donato Benedetto, di fatto sfiduciato. Michele Borgia ha parlato in nome del partito, spiegando di aver “riscontrato una larga apertura da parte della maggioranza e del sindaco”. Da qui il rientro in coalizione a tutti gli effetti e l’avvio del dialogo su un tema come l’istituzione della presidenza del Consiglio.

Il resto è una riunione dall’incredibile sequenza di scene identiche: espone l’argomento l’assessore al Bilancio Benedetto, la minoranza incalza su punti specifici, replica il sindaco D’Ascenzo e dall’altra parte si chiede l’invio dei documenti alla Corte dei conti. Accade dal primo al settimo punto all’ordine del giorno. Dalla minoranza Giorgio Ferrara contesta diverse voci, l’esame delle quali fa nascere “il dubbio che tutto l’avanzo sbandierato poc’anzi sia solo virtuale”. Infatti poco prima, nella sua esposizione, Benedetto ha parlato di conti in ordine e di cospicue somme in attivo, circa 1 milione di euro. Il sindaco replica parlando di quanto fatto ed elenca una serie di opere. E dalla minoranza ribatte Nicola Travaglini, chiedendo specificamente se “questo avanzo è materialmente realizzato” o virtuale. Il primo cittadino, infine, dà la risposta: “Ti ho detto che sono rientrati i soldi”. Il bilancio è in attivo e, la tesi di D’Ascenzo, se è certificato da professionisti non c’è spazio per polemiche come quelle della minoranza. La quale resta di avviso diverso, vota contro e parla di “atti illegittimi” di cui chiede l’invio alla Corte dei conti. I toni non cambiano nei successivi argomenti, quando si passa dal Consuntivo 2007 alle variazioni del Bilancio di previsione. Si discute anche di un finanziamento di 2.700.000 euro per le fogne alla marina, fatto arrivare da Antonio Di Pietro quand’era ministro. Ma Domenico Porfido evidenzia come sia stato necessario deliberare in giunta, per due volte, poiché il Consiglio non è convocato da mesi e, di fatto, “spogliato di una delle poche funzioni che gli sono rimaste”. Infatti l’ultima riunione risale al giugno scorso, poco prima che iniziassero le polemiche tra Italia dei valori e resto della maggioranza. In tre mesi i punti da discutere sono diventati ben quindici e, come prevedibile, è rientrata la crisi. Anche se finito il Consiglio Borgia confessa che non è ancora risolta la questione con Donato Benedetto. In altre parole l’Idv è rientrata in maggioranza, ma continua a non riconoscere più come suo esponente il vice sindaco.

Il Quotidiano del Molise 12 settembre 2008

Sul Consiglio del 10 settembre interviene il gruppo di minoranza:

Alternativa e sviluppo si scaglia contro la giunta

"Politica sciagurata, caso da Corte dei conti"
 

MONTENERO DI BISACCIA.  Le perplessità sul Bilancio e la richiesta di far esaminare gli atti alla Corte dei conti sono rimarcate anche in una nota stampa diramata dalla stessa minoranza. Il gruppo di Alternativa e sviluppo definisce “politica surreale” quella “posta in essere dalla maggioranza che guida il Comune di Montenero di Bisaccia”.  Il riferimento è al Consiglio comunale di ieri l’altro, dove fra l’altro si è discusso dell’avanzo di amministrazione di oltre un milione di euro, vale a dire soldi disponibili nelle casse dell’ente. Fondi sulla cui reale esistenza l’opposizione nutre però molti dubbi. “I cosiddetti ‘residui’ presenti nel Rendiconto di gestione del 2007 sono materialmente in cassa, o no? – si legge nella nota -. A questa domanda fondamentale, che secondo noi evidenzia un disavanzo (e non avanzo n.d.r.) di amministrazione di circa 700.000 euro, non è

stata data alcuna risposta da parte dell’assessore al Bilancio Donato Benedetto, il quale ha scelto di trincerarsi dietro un sorriso anziché dare conto ai cittadini dei fatti di cui si stava parlando”. Ed una spiegazione i consiglieri di minoranza se la danno: “Probabilmente il silenzio è stato dovuto all’evidente imbarazzo di dover ammettere che il denaro non è affatto presente in cassa”. Per questo è stato espresso voto contrario in Consiglio ed è stata chiesta “la trasmissione degli atti delle delibere in questione alla Corte dei conti”. E’ poi riportata integralmente la dichiarazione di voto resa nella seduta di ieri l’altro, dove si legge che “il documento contabile in approvazione appare del tutto illegittimo e non in grado di rappresentare le reali e corrette evidenze contabili”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 settembre 2008


 

Attentato all’auto di un operaio extracomunitario che risiede a San Salvo:
uno sconosciuto ha puntato la canna del fucile sparando
contro la fiancata del mezzo parcheggiato davanti a un’industria

Panda crivellata: giallo a Mafalda
 

 

MAFALDA. Un episodio incredibile con tutti i connotati dell’avvertimento a suon di pallettoni, per “fortuna” sparati solo contro la macchina del destinatario. E’ accaduto la settimana scorsa nella zona artigianale di Mafalda, a pochi metri dal fiume Trigno, nel parcheggio di un’industria che produce prefabbricati di cemento. Ad avere la peggio l’auto di un operario extracomunitario che, secondo alcune testimonianze, ha all’incirca 40 anni e risiede a San Salvo. Intorno alle 16.00 l’uomo aveva appena finito il proprio turno di lavoro presso lo stabilimento di prefabbricati e si stava dirigendo verso la sua Fiat Panda per tornare a casa. Di colpo la scena da far west. Uno sconosciuto si è fermato a circa venti metri dalla Panda, ha puntato la canna del fucile dal finestrino ed ha esploso un colpo contro la vettura. Il tutto sotto gli occhi sbalorditi di diversi operai che smontavano dal lavoro. La Panda è stata crivellata sull’intera fiancata, segno che l’arma era caricata a pallettoni di grosso calibro. L’extracomunitario, visibilmente sconvolto, è scappato verso gli uffici dell’azienda, dove ha dato l’allarme. Nel frattempo l’attentatore fuggiva. I Carabinieri della locale stazione e di Termoli sono giunti sul posto poco dopo, avviando le indagini per risalire al misterioso tiratore. Da una sommaria analisi della dinamica l’ipotesi più credibile è quella dell’avvertimento e, nonostante il tutto riguardi la più grande ed esposta città abruzzese, l’episodio ha suscitato inquietudine anche a Mafalda. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 settembre 2008

 

 

Guglionesi. Istituzioni e associazioni ambientaliste mute di fronte al deposito di rifiuti a cielo aperto

Discarica avvolta nel silenzio

Da anni i rifiuti sono accatastati all'incrocio tra le provinciali 125 e 127
 

GUGLIONESI. Sempre la stessa storia. Uguale da anni il silenzio istituzionale e delle associazioni ambientaliste, identica la tranquillità con cui si continua a gettare di tutto in quella discarica abusiva. A ripulirla qualche tempo fa ci aveva pensato un incendio, sulla cui origine casuale credono in pochi. Sono bastati pochi mesi e tutto sta tornando alla normalità, ossia ai cumuli di rifiuti di ogni tipo.
Il tutto all’incrocio tra le strade provinciali 127 e 125, dove il territorio di Guglionesi, sul quale ricade la discarica abusiva, confina con quelli di Montenero e di Petacciato. Chi passa vi butta di tutto. Fanno bella mostra di sé pneumatici di camion e auto, detriti edili, pannelli di cartongesso, pennelli e rulli da imbianchino, sacchi di cemento, scarpe da lavoro. Ma anche un frigorifero, uno scaldabagno, un lavandino ecc. L’inventario completo sarebbe piuttosto lungo, ma per


I rifiuti a bordo strada sulla Provinciale

avere conferma basta passarvi davanti, è tutto a pochi centimetri dalla strada.
E pensare che nel maggio 2006, quando proprio lì davanti passò il Giro d’Italia, coprirono – non rimossero – i rifiuti. Segno inequivocabile che qualcuno si deve pur essere accorto dello scempio, preoccupandosi di mettere sotto il tappeto la polvere per non farla vedere a milioni di telespettatori. Per il resto nessuno, stampa a parte, che parli della questione. Né i sindaci dei tre comuni interessati, dai quali sicuramente parte chi nutre la discarica, né la Provincia, proprietaria delle strade che vi passano accanto, tanto meno le associazioni ambientaliste.
Finché un incendio non ha “pulito” tutto, ma è bastato qualche mese per far tornare la discarica abusiva a pieno regime. Ed anche nelle scorse settimane ce n’è stato uno, che però ha colpito la scarpata sull’altro lato della strada, i rifiuti l’hanno scampata. Visto che le istituzioni né tolgono l’immondizia né cercano di individuare gli sporcaccioni di turno, non è che anche stavolta qualcuno ha tentato di “pulire” col metodo più antico ed economico: il fuoco? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 settembre 2008

Sullo stesso tema:
Speciale "La discarica abusiva dimenticata" (settembre 2005-novembre 2006)


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