In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

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ARTICOLI DI AGOSTO 2008

Per anni l'autore dell'Ultima cena è rimasto ignoto

Il segreto del quadro svelato nel libro di Calgione
 

MONTENERO DI BISACCIA. Ha finalmente un nome l’autore dell’Ultima cena esposta nella chiesa di san Matteo. La scoperta è dell’artista Giuseppe Calgione ed i dettagli del lavoro di ricerca sono diventati un libro che sarà presentato al pubblico il prossimo 6 settembre.
Il grosso e pregiato dipinto, che risale al 1601-1605, è visibile nella navata di destra nella chiesa madre di Montenero e raffigura la celebre ultima cena di Gesù con i discepoli. Pressoché ignorata per anni, l’opera è stata riesposta al pubblico nel 1988, dopo varie vicissitudini e restauri effettuati da maestranze non sempre all’altezza del compito. Da lì nasceva l’ossessione di Calgione, già insegnante di artistica e bronzista, di dare un nome all’autore e una data al quadro. Sulla tela, infatti, mancavano firma e anno, forse spariti durante uno dei maldestri restauri. Come talvolta accade, è stato il caso a sciogliere l’enigma. Anni dopo, sulla rivista abruzzese “Terra e gente”, a Calgione capita di vedere un quadro molto simile ospitato nella cattedrale di Lanciano, raffigurante sempre l’Ultima cena. Non ci sono dubbi, la mano è la stessa, quel pittore ha eseguito su commissione più quadri nello stesso periodo ed in posti diversi. Dall’archivio parrocchiale di Montenero le ricerche si estendono a Lanciano e infine a Lucera, in Puglia, dove pure c’è un quadro somigliante (poi attribuito ad un allievo dell’autore). Sul quadro di Montenero è ancora leggibile una F, su quello di Lanciano l’anno 1601, vi è una relazione di un anonimo restauratore ecc. Passati al vaglio tutti i dati non ci sono più dubbi: il pittore si chiamava Felice Riccio, era veneto e visse dal 1539 al 1605. Anche l’enciclopedia Treccani gli dedica una voce.
I dettagli della laboriosa ricerca saranno esposti nell’incontro in programma alle 10.30 di sabato 6 settembre nella sala polivalente. Interverranno Giuseppe Calgione ed il parroco don Claudio D’Ascenzo, sarà anche l’occasione per un dibattito sul valore storico e artistico dell’opera. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 agosto 2008

Sullo stesso tema:
Il video della conferenza di presentazione del libro e della scoperta sul quadro dell'Ultima Cena

 

 

Il sentimento agricolo di 'Nduccio chiude l'estate di Montenero
 

MONTENERO DI BISACCIA. Si avvia alla conclusione l’Estate montenerese 2008 e, come da consuetudine, arriva l’evento clou. Sarà infatti ‘Nduccio, al secolo Germano D’Aurelio, il cabarettista che quest’anno chiuderà il cartellone di appuntamenti che hanno allietato le serate di residenti e turisti. La comicità dall’impronta evidentemente agreste dell’artista pescarese è attesa per domenica 31 agosto presso la Cantina sociale “San Zenone”, dove ‘Nduccio proporrà il suo spettacolo accompagnato dai “Il sentimento agricolo!”.
Altri due gli eventi nei giorni immediatamente precedenti il gran finale. Il 29 “pizzica e tarantella” con gli “Incontrada” in piazza della Libertà ed il 30 agosto, presso la cantina sociale, serata allietata dal musicista montenerese Alceo.

Il Quotidiano del Molise 27 agosto 2008

Temi correlati:
Il sito internet del comico 'Nduccio

 

 

Intervista allo sceneggiatore e soggettista Dardano Sacchetti. Tra le sue creature "Er Monnezza" interpretato dal grande Tomas Milian.
"Mi piacerebbe dare un contributo culturale al mio paese natio"

Ha scritto 167 film ed è nato a Montenero
 

di Rossano D’Antonio

“Il gatto a nove code”, “Il trucido e lo sbirro”, “Le stagioni del cuore” ed altri 164 titoli di film e fiction portano la sua firma. Vive in campagna vicino Roma e continua a scrivere sceneggiature. Eppure non tutti sanno che Dardano Sacchetti nacque nel 1944 a Montenero di Bisaccia, per poi trasferirsi nella capitale dove ebbe inizio la sua straordinaria carriera nel mondo del cinema. Rari, quasi inesistenti da allora i suoi contatti con il paese di origine, praticamente è rimasto un personaggio sconosciuto, a tratti leggendario perché nessuno lo vedeva, del quale si sapeva solo che aveva scritto per Dario Argento. Finché non è apparso improvvisamente sul forum internet montenerolife.it e si è presentato ai più giovani del paese.  Doveroso fare quattro chiacchiere con Dardano Sacchetti, farlo finalmente conoscere ai suoi compaesani e scoprire che vorrebbe tornare qualche volta a Montenero. A patto che…
Come e quando si avvicinò al mondo del cinema?
“Per caso. Ci arrivai dalla politica attraverso il teatro.  Nel ‘66 ero segretario della Bertrand Russell peace foundation, lavoravo con Joyce Lussu, che aveva letto alcune mie poesie. Organizzai le prime marce della pace per il Vietnam, poi avvicinai una compagnia teatrale. Conobbi l'attrice Carla Tatò, che mi presentò alcuni suoi amici di Torino che si occupavano di cinema. Da quel momento pensai al cinema in un modo diverso, non più da spettatore. In realtà amavo già il cinema sin da piccolo. Vedevo una media di due film al giorno. Alcuni decine di volte di seguito”.

Ha scritto di tutto, spaziando in generi molto diversi, ad esempio dal thriller alla fiction televisiva. E' un vantaggio questo o uno svantaggio?
“Né l’uno né l’altro. E' una mia capacità di cambiar pelle, oltretutto uno sceneggiatore non è solo un autore, ma anche un professionista, viene contrattualizzato apposta”.
Com'è cambiato il cinema, ma anche la televisione, nel corso della sua carriera?
“La televisione si è industrializzata, produce di più in maniera più organizzata e con una linea editoriale riconoscibile. Ma ha perso qualità e originalità (anche se la nostra dal punto di vista della professionalità tecnica è la migliore del mondo). Il cinema, semplicemente, non esiste più. Quando ho cominciato, si producevano 450 film ogni anno, ora se ne producono una sessantina ma solo una decina di questi sono interessanti”.

Dardano Sacchetti con la moglie Elisa Briganti, che collabora con lui

Ha collaborato con Dario Argento, ci dica com'è la persona, non ha paura lui stesso dei suoi film?
Lavorare con Dario è molto faticoso, difficile non avere discussioni. Il nostro è un rapporto di odio e amore. Ci stimiamo, siamo molto amici nel privato, ma da 14 anni evitiamo di lavorare insieme. Dario è molto diverso dall'immagine pubblica. E' un "ragazzo" simpatico, spiritoso, estroverso, curioso di ogni cosa. Mangiare una pizza con lui e starci a chiacchierare è rilassante e sempre molto stimolante. Sul lavoro è diverso. Estremamente esigente, incontentabile, irascibile, dubbioso. Non ha paura, ma si diverte a fare paura”.
Lei inventò ‘Er Monnezza', alias l'attore Tomas Milian. Come nacque quel mito?
Da una costola di un film precedente, dove per la prima volta mettevo a confronto due caratteri opposti: quello del poliziotto duro, tutto legge ed ordine, animato da furori borghesi; e quello invece picaresco, sboccato, volgare, furbo, infido di un borgataro romano, un vero trionfo di immoralità. Era una metafora politica, la rivolta dell'emarginato contro l'establishment. Il film ebbe un enorme successo. A distanza di una decina di anni, gli americani fecero '48 ore' con Eddy Murphy, chiaramente un plagio del mio film (non era la prima volta e neanche l'ultima). Sostituirono il borgataro con il negro”.
Qualche consiglio per un giovane che volesse diventare sceneggiatore?
Vedere film di ogni genere. Vederli più volte per carpire il mestiere ai grandi del passato e poi ricordarsi che una sceneggiatura non è solo la descrizione di una serie di eventi con qualche battuta, ma un cuore di tenebra, un viaggio alla ricerca di un'anima, l'anima del film”.
Cosa fa oggi Dardano Sacchetti?
“Lavoro per il cinema e la televisione, come sempre ormai da anni. Ho appena finito tre sceneggiature”.
Ricorda le sue origini monteneresi, ma non torna mai in paese e, prima della sua comparsa su montenerolife.it, almeno i più giovani ignoravano la sua esistenza. E' possibile un suo riavvicinamento alla cittadina che le diede i natali?
“In realtà sono tornato qualche volta, una toccata e fuga di poche ore, giusto per un salto al cimitero e far vedere il paese a mia moglie e ai miei figli. Nel ‘99, però, il produttore Cecchi Gori mi chiese anche di scrivere una serie di sceneggiature su Antonio Di Pietro quando era commissario. Il progetto si arenò dopo qualche mese per le disavventure di Cecchi Gori. L'anno scorso ho preso anche qualche informazione per acquistare una masseria da rimodernare, poi sono stato travolto da un lavoro rognoso. A dirla tutta, mi piacerebbe dare una mano a livello culturale. Organizzare qualche rassegna. Sono amico di Marco Muller, il direttore del festival di Venezia; mia moglie è amica di Cristina Mazzavillani, la moglie di Muti; faccio parte dei Centautori; insomma si potrebbe studiare qualcosa, ma non conosco più nessuno. Siete dall'altra parte dell'Appennino ed io sono terribilmente pigro, ma se mi trovate un po’ di ventricina autentica…”.

Il Quotidiano del Molise 19 agosto 2008

Temi correlati:
L'elenco dei film a cui ha lavorato Dardano Sacchetti su Wikipedia
L'intervento di Dardano Sacchetti sul forum montenerolife.it


 

Presenti Di Pietro e D'Ascanio

Apre la passeggiata al mare: "Partito lo sviluppo della costa"
 

MARINA DI MONTENERO. “Questa sera andiamo a inaugurare la partenza dello sviluppo della marina di Montenero”. Un sindaco accaldato ed a tratti emozionato ha tagliato domenica il nastro per il primo tratto di lungomare, i cui lavori sono da poco terminati. Accanto a Giuseppe D’Ascenzo vi erano il deputato Antonio Di Pietro ed il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, ambedue di Montenero, e tanti altri esponenti politici regionali. La passeggiata è disposta su due corsie, una ciclabile l’altra pedonabile, è lunga circa 150 metri ed è, come ha spiegato il primo cittadino, “parte di un progetto molto più vasto, che abbraccia tutto questo territorio che va dalla riva sinistra del fiume Trigno fino a San Salvo”. L’ambizione, infatti, è di ricongiungere il litorale montenerese con quello abruzzese confinante, già sviluppato turisticamente da qualche decennio.


da sin. Antonio Di Pietro, Giuseppe
D'Ascenzo e Nicola D'Ascanio

A fare da cornice alla cerimonia una nutrita folla, gente arrivata per l’occasione e bagnanti che attratti dalla presenza dell’ex ministro Di Pietro hanno lasciato l’ombrellone per ascoltarlo e scattare foto con il cellulare. Per il leader Idv “aldilà dell’opera in sé, che è soltanto una prima cosa, vale un cambiamento di prospettiva per il nostro Molise e per tutto il territorio. L’opera inaugurata diventa così “un collegamento anche sul piano dell’economia turistica con il vicino Abruzzo che da anni aspettavamo”. Di Pietro ha sottolineato la necessità di rilanciare il turismo in una realtà, quella del suo paese, “che per mille ragioni è sempre rimasta ferma”. Infine per l’ex pm è stata anche un’occasione per parlare della crisi in Provincia e dell’appoggio che lui ed il suo partito hanno garantito al presidente D’Ascanio. “Non serve a nessuno che stiano ferme le istituzioni (…), certo c’è stato qualcuno che magari ha portato avanti una vendetta personale, una resa dei conti all’interno di questo o quel partito, ma che gliene frega ai cittadini della resa dei conti fra questo o quel piccolo notabile del territorio. Ai cittadini interessa la soluzione di un problema”. Chiaro il riferimento ai vertici regionali del Partito democratico, la segretaria Annamaria Macchiarola in testa ovviamente, protagonisti della crisi tuttora in corso alla Provincia. Il presidente dell’ente Nicola D’Ascanio, anch’egli intervenuto, non ha mancato di ringraziare subito e pubblicamente il suo illustre compaesano. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 agosto 2008

Sullo stesso tema:
Il video dell'inaugurazione della passeggiata al mare


 

Christian Scardera, un ragazzo di Termoli, ha perso la vita in un
violentissimo impatto contro il guard rail che gli ha sventrato l'auto.
E' deceduto al San Timoteo dove è arrivato in condizioni disperate

Tremendo schianto: muore un 19enne
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Spaventoso incidente nel primo pomeriggio di ieri in contrada Valle Campanile, ad un paio di chilometri dall’abitato lungo la provinciale Mare-Collina. Sul rettilineo che attraversa una vallata, proprio di fronte ad un distributore di carburante, un’Alfa 156 che procedeva verso Montenero si è schiantata frontalmente contro il guard rail sul lato opposto al proprio senso di marcia. Mortali le ferite riportate dal conducente, Christian Scardera, termolese di 19 anni, che pare si stesse recando dalla ragazza a Montenero. Avvisati da altri automobilisti, sul posto in pochi minuti sono giunti i sanitari del 118 che hanno estratto il giovane dalla vettura e, viste le disperate condizioni, lo hanno intubato, caricato in ambulanza e portato all’ospedale di Termoli. Secondo alcune testimonianze aveva una bruttissima ferita al capo, con fuoriuscita di materia grigia. E’ morto poco dopo l’arrivo all’ospedale di Termoli.
In base ad una prima e sommaria ricostruzione, Scardera ha perso il controllo dell’auto mentre stava sorpassando un’altra vettura sul tratto di rettilineo, dove notoriamente si procede a velocità sostenuta. Sull’asfalto nessun segno di frenata, il che fa supporre che non si sia accorto che stava finendo fuori strada. Qui infatti ha preso in pieno il tratto iniziale del guard rail, che si è letteralmente conficcato nell’abitacolo fino a fuoriuscire dal lunotto posteriore. Circa quindici metri di barriera protettiva sono stati divelti dall’auto, la quale ha finito la sua corsa molti metri dopo fermandosi contro lo stesso guard rail.
Il personale del 118 è stato il primo ad arrivare sul posto, riuscendo ad estrarre il conducente, già privo di conoscenza. Subito dopo la disperata corsa in ospedale, purtroppo rivelatasi inutile. “Ho visto la macchina disintegrarsi” le parole di un testimone che dalla sua macchina ha assistito alla scena frontalmente, da qualche centinaio di metri. I Carabinieri, giunti sul posto poco dopo, hanno effettuato i rilievi per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente; mentre non si è rivelato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco, anch’essi sopraggiunti, poiché le portiere dell’auto si aprivano. L’Alfa è stata infatti sventrata solo nella parte centrale dall’acciaio del guard rail, una scena agghiacciante.
Proprio di fronte al luogo dell’incidente di ieri erano ben visibili i fiori freschi appena depositati dai parenti di un altro giovanissimo, morto oltre venti anni fa in moto, anch’egli non di Montenero. Per un tragico scherzo del destino, da domani quel posto diventerà il sacrario del dolore anche di un’altra madre.

Il Quotidiano del Molise 10 agosto 2008

Nelle foto l'Alfa 156 condotta da Christian Scardera dopo lo schianto sul guard rail, che ha attraversato la vettura da parte a parte


 

E' stato pubblicato dal Comune il bando di gara che scade il 15 settembre

I loculi del cimitero diventano privati

Si chiama "project financing": la ditta si occupa di realizzare e vendere i posti

 

MONTENERO DI BISACCIA. Anche i loculi cimiteriali saranno privatizzati. E’ un’iniziativa inedita quella intrapresa dall’amministrazione comunale, un “project financing” per l’ampliamento del cimitero del quale è da poco stato pubblicato il bando di gara. In sostanza, la ditta che vincerà l’appalto dovrà non solo costruire i nuovi loculi, ma anche progettare e gestire l’opera per dieci anni. Ne consegue che gli interessati pagheranno il prezzo di un posto per il riposo perpetuo alla ditta privata e non al Comune. Questo almeno per i primi dieci anni, poi si vedrà, magari i loculi saranno nel frattempo finiti ed occorrerà costruirne altri. Il vantaggio per l’ente pubblico è evidente: non sostiene alcun costo per realizzare l’opera. Va infatti detto che l’ampliamento del cimitero è da decenni una spina nel fianco per l’amministrazione comunale. In passato per reperire i fondi necessari, più volte si è arrivati a vendere parte dei nuovi loculi in “anticipo”, ai viventi, a quanti per nulla imbarazzati si sono affrettati ad assicurarsi un “posto al buio”.
Per la ditta privata, viceversa, il guadagno dovrebbe essere assicurato in un settore che non può andare in crisi, essendo l’economia che gira intorno ai morti garantita dalla natura.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a 1.651.600 euro, il bando di gara scade il 15 settembre e le aziende interessate all’appalto possono scaricare la documentazione dal sito internet www.comune.montenerodibisaccia.cb.it . R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 agosto 2008

 

 

L'impianto di sollevamento va in tilt, disagi a Montenero di Bisaccia e Petacciato
Scoppia la polemica nei due centri del Basso Molise: i cittadini avvisati solo ieri mattina tardi

Pompa guasta: niente acqua per 3 giorni
 

MONTENERO DI BISACCIA. L’acqua col contagocce ed i rubinetti a secco per alcune ore nel fine settimana avevano fatto pensare a un razionamento della risorsa per fronteggiare la siccità. Invece la situazione è molto più drammatica e sarà davvero difficile superare la prova di tre giorni senz’acqua potabile. Questa la durata dell’interruzione del servizio, che interessa anche Petacciato poiché servito come Montenero dalle pompe che prelevano dal lago del Liscione. Un guasto all’impianto di sollevamento all’origine del disservizio e, stando a quanto comunicato dalla Molise Acque, tutto dovrebbe tornare nella normalità entro l’8 agosto.
I disagi, intanto, sono già avvertiti pesantemente dalla popolazione. Molte persone sono costrette a fare la fila presso le fontane pubbliche, servite da altri rami della rete idrica regionale, per riempire taniche ed avere acqua almeno per gli usi domestici essenziali. Va


L'approvvigionamento idrico di emergenza alla fontana della Madonna di Bisaccia, servita da un altro ramo dell'acquedotto regionale

decisamente meglio per chi ha in casa una cisterna autoclave, anche se restano dubbi sulla capacità dei normali serbatoi domestici di superare un’interruzione tanto lunga. Di più: una volta che saranno riaperte le condotte, occorreranno ore prima che l’acqua raggiunga i quartieri più alti del paese, dovendo prima riempire le cisterne delle case poste più in basso.
Resta da capire perché, se il guasto è avvenuto venerdì, la cittadinanza è stata avvisata solo nella tarda mattinata di ieri, quando ormai già da ore non usciva più acqua dai rubinetti. E’ proprio il caso di dire che è stata chiusa la stalla dopo che i buoi sono scappati. Allertata in tempo, la popolazione avrebbe evitato lavaggi ed altri consumi nel fine settimana, invece era ignara di tutto ed i rubinetti hanno funzionato a pieno regime. Si potevano rinviare i consumi meno necessari e risparmiare preziosi litri di acqua, ritardando almeno di un po’ lo svuotamento del serbatoio comunale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 agosto 2008


 

Il consigliere regionale replica all'ex sindaco tornando dal congresso di Rifondazione
Intanto sul blog del Comune proseguono le polemiche politiche, passate e presenti

Natalini a Panicciari: "Ho votato per te"
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Caro Sandro, mi fa sinceramente piacere risentirti”. Chi pensava che Mauro Natalini non avrebbe replicato all’ex sindaco Panicciari, si sbagliava. Tornato dal congresso di Rifondazione tenutosi a Chianciano, il consigliere regionale e comunale sceglie anche lui il blog sul sito internet del Comune per rispondere. A chiamare in causa Natalini era stato Sandro Panicciari, primo cittadino nel periodo 1997-99, che intervenendo nella querelle in atto nella maggioranza, tacciava l’esponente Prc di essere stato uno degli artefici della caduta anticipata dell’amministrazione da lui guidata quasi dieci anni fa.
Così Natalini riprende quelle vicende lontane e ricostruisce l’accaduto, da quando l’allora sindaco revocò un assessore del suo stesso partito (i Ds), a quando subito dopo aderì all’Italia dei valori, con conseguente irritazione dei compagni. Da lì l’inizio dei “contrasti tra te ed il tuo ex partito che si manifestarono concretamente con la bocciatura in Consiglio di un provvedimento da te proposto riguardante, se non sbaglio, un regolamento cimiteriale”. Natalini, però, precisa che “in quell’occasione che rappresentò un passaggio significativo verso la crisi che portò alle tue dimissioni, solo io dei quattro assessori votai a favore – e non contro – il tuo


Mauro Natalini

provvedimento, attirandomi ovviamente le ire degli altri”. Finché non si giunse alla fine dell’amministrazione, con le dimissioni di Panicciari che sarebbero arrivate “d’accordo con Antonio Di Pietro”.
Natalini, inoltre, chiarisce che fu nominato assessore nel ‘97 in base a “precisi accordi pre-elettorali (…) che potei contrarre come risultato di anni di impegno politico” dal Pci a Rifondazione. E’ la replica all’ex sindaco, che lo aveva tacciato di pensare solo alla propria sopravvivenza politica, dopo che lui stesso lo aveva avviato alla carriera inserendolo in giunta nonostante i pochi voti presi.
In chiusura il consigliere regionale ritiene che sarebbe interessante se “qualcuno, ormai a distanza di quasi dieci anni, avesse la volontà e la pazienza di ricostruire in maniera compiuta e documentata i fatti di quella vicenda”. Il che in parte è stato fatto, in parte non si potrà mai fare. Ad esempio, la tesi secondo cui l’Italia dei valori avrebbe spinto Panicciari a dimettersi sarebbe un’invenzione secondo quanti all’epoca militavano nel partito, i quali avrebbero insistito fino all’ultimo affinché non lo facesse. Quell’azione, tra l’altro, segnò il suicidio politico del sindaco uscente e, subito dopo, fu evidente il suo allontanamento anche dall’Idv. Per il voto favorevole di Natalini sul famoso regolamento cimiteriale, ultimo ordine del giorno nel Consiglio del 27 ottobre 1999, c’è chi ritiene che lo fece solo per marcare una certa indipendenza dal resto della maggioranza, ben consapevole che non avrebbe avuto effetti concreti. Di certo c’è solo che Sandro Panicciari fu la prima vittima del regolamento di conti e della lotta per la sopravvivenza politica nel centrosinistra. Lotta ancora in corso, dentro e fuori Montenero. R.d’A.Inizio modulo

Il Quotidiano del Molise 1 agosto 2008

Sullo stesso tema:
Pannicciari bacchetta Natalini (25/07/2008)
Il blog del sito del Comune dove è intervenuto Pannicciari e in seguito Natalini


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