L'approfondimento

MARINA DI MONTENERO
Il record di occasioni mancate e la sindrome del cane che si morde la zampa

Cosa è cambiato dal giugno 2002, quando tutto sembrava proiettare
la marina di Montenero verso uno sviluppo armonico e redditizio?

Sono passati cinque anni dalla conferenza in cui si presentava al pubblico il nuovo Piano regolatore di Montenero. Nella sala polivalente vi erano gli amministratori comunali, il presidente della Regione Michele Iorio e diversi assessori e consiglieri regionali. Vi erano anche gli investitori. Già, fu strano vedere qui persone di un certo calibro, la cui posizione sociale era riconoscibile da non si capisce bene cosa (l’abbigliamento, la cura dell’aspetto, non saprei). Ma si vedevano facce nuove, si sentivano accenti romagnoli e, soprattutto, si sapeva che erano pronti a cambiare il volto al mare più brutto del Molise, quello di Montenero.

Furono mostrati prospetti in grande formato di opere altrettanto grandiose: centro commerciale, porto turistico e costruzioni a terra di attività ricettive, come residence e altro.
Sembrava che niente potesse fermare la marina di Montenero ormai, specie adesso che l’ultimo ostacolo pareva definitivamente superato: il nyet regionale bipartisan e pluri decennale. Ora, sic e simpliciter, c’era un Piano regolatore. Si trattava solo di rilasciare le concessioni edilizie.
Cinque anni dopo l’analisi a posteriori permette di avere un quadro più completo. Fermo restando il fatto che le cose non sono andate come si annunciava in quella conferenza del 14 giugno 2002. 

CENTRO COMMERCIALE ALLA MARINA DI MONTENERO. Ha aperto i battenti nel dicembre 2004, dopo un travagliato iter per ottenere le autorizzazioni. Non va dimenticato che quella struttura aprì solo perché il risultato delle regionali del 2000 fu invalidato per irregolarità nella raccolta delle firme. Si tornò a votare e Iorio battè Di Stasi. Fu Iorio ad autorizzare la realizzazione, l’altro non voleva (parla l’evidenza).
Oggi, però, quel centro commerciale non si è rivelato l’eldorado sperato. Si vocifera con una certa insistenza, anche con articoli sui giornali, che in autunno chiuderà l’ipermercato alimentare, lasciando il posto vacante, nella speranza che qualche altro gruppo imprenditoriale decida di riprovarci.

PORTO TURISTICO. Secondo il progetto dovrà ospitare 400 posti barca (fino a 15 metri), sarà costruito completamente in mare e da terra avrà collegato un grosso complesso fatto di residence, uffici, officine ecc. Un’opera unica nel suo genere per il Molise (come il centro commerciale, almeno allora), ma che ugualmente ha avuto intoppi a carattere politico. Ad un certo punto la procedura di autorizzazione, all’apparenza in modo inspiegabile, si è arenata presso la Regione Molise, che non concedeva i necessari nulla osta. Poi, come per incanto, tutto si è risolto. Manca ancora qualche tassello burocratico, ma pare che l’opera si farà. Con fondi privati e non pubblici, precisazione necessaria vista la confusione che ancora oggi si fa sul progetto.
Non manca, però, chi si chiede: e se anche quest’opera ciclopica dovesse andar male? 

LOTTIZZAZIONE E COSTRUZIONE ALLA MARINA DI ABITAZIONI. L’errore più grosso è stato commesso in questo campo: si è perso tempo proprio mentre l’edilizia andava a gonfie vele (forse anche troppo). Alla marina di Montenero si stanno costruendo, e si costruiranno, centinaia di appartamenti. Saranno graziosi (alti solo 7,5 metri) e dallo stile lontano anni luce dai palazzoni che si vedono nei litorali confinanti. L’unica perplessità riguarda il periodo. Negli ultimi cinque anni a San Salvo sono stati venduti tanti nuovi appartamenti, un successo imprenditoriale che fa coppia con l’aumento dell’Ici per le casse comunali. Si farà in tempo alla marina di Montenero a vendere tutto o quasi prima che l’edilizia si fermi? Perché che l’edilizia e la richiesta di case si fermeranno, o almeno rallenteranno in modo sensibile, è nell’ordine delle cose, dopo così tante, forse troppe costruzioni, ovunque.
Il che però tira in ballo la seconda domanda: se il Piano regolatore di Montenero era operativo nel 2002, perché solo nel 2007 si è iniziato a costruire? La risposta prende il nome di Siti di importanza comunitaria (Sic), che ancora una volta, e solo qui, hanno bloccato tutto. La soluzione del problema è arrivata solo a settembre 2006, perché c’erano le votazioni regionali ed era una delle tante manovre elettorali acchiappavoti. 


LA SINDROME DEL CANE CHE SI MORDE LA ZAMPA

Vale la pena di rivedere la foto proposta all’inizio di questa pagina. Quel cane deve avere un qualche difetto di vista o percezione, perché ogni tanto vede nella sua zampa posteriore una minaccia, un corpo estraneo. Allora gira vorticosamente su se stesso, ringhiando, ad una velocità incredibile. E si ferma solo quando si è azzannato da solo la zampa, sente dolore e capisce che non si tratta di un corpo estraneo ma di una parte di sé. Dopo lo scatto di quella foto (il mosso con flash dà idea di velocità e rabbia dell’animale), la zampa del cane addirittura sanguinava: non ha fatto abbastanza in tempo a capire a chi apparteneva che l’ha addentata con forza.
E’ quello che il Molise fa da quando sono state istituite le Regioni (l’ente istituzionale, non geografico): dal lontano e remoto 1970. Il Molise è riuscito nel singolare e masochistico compito di darsi la zappa sui piedi, rincorrendo la propria coda per morderla e non riuscendoci ha morso a ripetizione la propria gamba (che ricade territorialmente su Montenero). Lo ha fatto con i Piani attuativi, con la legge Galasso, con i Sic, sempre e solo contro Montenero, e contestualmente con la poca determinazione dei politici locali o, peggio, la miopia sinistroide e ambientalista chic che non porta da nessuna parte (sicuramente non alla salvaguardia della natura).
La conseguenza è che il turismo più facile ed efficace da proporre, quello marittimo, non riesce nemmeno a sfruttare i miseri 30 chilometri di costa.
Spontaneo chiedersi se dopo la conferenza sul Prg del 2002 le cose fossero andate più lisce e spedite, come sarebbe oggi la marina di Montenero. Se le tre grandi opere fossero arrivate insieme, sarebbe andata allo stesso modo? Non è avvenuto, in ogni caso, per la sindrome della zampa.
Poi, non dimentichiamolo e non meravigliamoci, a qualcuno è venuto in mente di installare i pali eolici in mare forse proprio perché si è constatata l’incapacità dell’utilizzo per altri fini. O, più di recente, che Legambiente abbia pensato di contrastare solo il porto turistico di Montenero. Troppo facile, troppo allettante, perché si è perso troppo tempo a rincorrere la zampa da addentare. Anche se fa male pure a chi morde.

Rossano D'Antonio
(23 luglio 2007)

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