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Veduta generale della collina che
ospitava Ripalta |
Alla scoperta di...
RIPALTA VECCHIA
Mafalda (CB)
L'odierna Mafalda si chiamava Ripalta fino
al 1903 e deriva dall'omonimo villaggio i cui ruderi sono ancora visibili
a qualche chilometro dall'abitato.
Si tratta di un patrimonio archeologico che dal 2001 è interessato da un
progetto di recupero e valorizzazione. Specialisti dell'Università di
Chieti hanno a lungo lavorato sul posto e, nello scorso dicembre, una
mostra nel Comune di Mafalda ha rappresentato il passaggio dalla fase di
ricerca a quella di applicazione pratica, mettendo a disposizione del
pubblico i risultati degli scavi.
Ripalta Vecchia è stata abitata dal X al XV secolo. Fu abbandonata in
seguito ad una crisi economica che investì l'area adriatica. Il successivo
ripopolamento, agli inizi del Cinquecento, vide giungere sul posto
elementi croati che sfuggivano all'avanzata turca nei Balcani. Ma fu
concesso un altro sito dove insediarsi e, appunto, si trattava del posto
dove ancora oggi si trova Mafalda. Il paese prese l'attuale denominazione
in onore alla nascita della nota principessa di casa Savoia agli inizi del
'900. R.d'A.
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Estratto
dell'opuscolo pubblicato in occasione della mostra "Il castello di
Ripalta" (dicembre 2006-gennaio 2007):
"Sulla base dei
risultati conseguiti è stato elaborato un progetto generale di
valorizzazione archeologica e naturalistica, che mira alla prosecuzione
delle indagini, all'interpretazione dei dati di scavo e a rendere fruibile
il sito di Ripalta Vecchia.
I lavori interesseranno i resti della rocca, del villaggio, delle mura e
dell'immondezzaio. Parallelamente si punterà alla creazione di un museo e
di un centro di documentazione e ricerca, di cui la mostra "Il castello di
Ripalta" è un'anticipazione". |

Veduta di Mafalda da Ripalta vecchia |