In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

ARTICOLI DI DICEMBRE 2007

Indice generale news

Il presidente Iorio, D'Ascanio e il sindaco D'Ascenzo hanno discusso del futuro della regione

Di Pietro: "Scommettiamo sul Molise"

Il ministro alle Infrastrutture incontra i suoi concittadini: gremita la sala polivalente
 

MONTENERO DI BISACCIA. Antonio Di Pietro saluta i suoi concittadini e li invita a scommettere con lui sul futuro del Molise. Regna la concordia nell’incontro voluto a fine anno dal ministro alle Infrastrutture nel proprio paese di origine. Una sala polivalente gremita come molto raramente si vede assiste ai vari interventi. Oltre a Di Pietro, parlano il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio ed il presidente della Regione Michele Iorio.
Il sindaco discute di questioni locali, sottolinea lo sviluppo già avviato, specie alla marina. Ma al tempo stesso evidenzia “il tallone d’Achille della viabilità”. L’invito fin troppo chiaro è rivolto al ministro Di Pietro, al cittadino più illustre e più potente di Montenero.
D’Ascanio subito dopo parla di un “tasso di infrastrutture più basso” che in ogni altra parte d’Italia. Il presidente della Provincia propone perciò “un’azione convergente dal Comune alla Regione”, affinché si creino le condizioni per “investimenti nei settori produttivi” e “scelte coraggiose”. Ciò che dovrebbe essere la risposta a problemi come la disoccupazione e lo spopolamento.
L’invito al dialogo fra le istituzioni è raccolto dal presidente della Regione Michele Iorio. Cita il “risultato straordinario” della costituzione della società per realizzare l’autostrada Termoli-San Vittore, in programma per il 18 gennaio. Uno dei tanti esempi, secondo Iorio, di un anno di lavoro con Di Pietro, nonostante il differente colore politico, ricco di risultati, come la conferma dei fondi post-sisma ed altri finanziamenti.


Da sin: D'Ascanio, Iorio, Di Pietro, D'Ascenzo


Il ministro Antonio Di Pietro

In chiusura gli occhi sono puntati tutti sul ministro Antonio Di Pietro. Si scalda per spiegare perché “nel nostro Molise si stenta a cambiare, a saltare il fosso”. In una parola perché è una regione arretrata rispetto alle altre. Le cause sarebbero tre: piccole dimensioni, litigiosità, mancanza di rapporto con le altre istituzioni perché si fa poca cultura e non si riesce a far “conoscere cosa sappiamo fare”.
Di Pietro non vuole parlare di quanto fatto, ma “puntare sul futuro”. Chiarisce che non può agire solo per Montenero, come capita che gli si chieda, ma per “un territorio ampio, per tutti”. E spiega il suo progetto per “il rilancio economico-imprenditoriale” del Molise: l’obiettivo 2008. Si tratta di corposi investimenti gestiti da cinque ministeri: Infrastrutture, Economia, Ambiente, Sviluppo economico, Agricoltura. Ma è essenziale il coinvolgimento di “Province e Comuni” e, soprattutto, dei privati. Da qui l’invito del ministro “chi ha coraggio esca fuori”, ma non prima di aver chiarito che gli stessi imprenditori dovranno a loro volta contribuire investendo di tasca propria, perché così “si impegnano di più”. Questa la scommessa “a medio termine”, purché “siamo uniti”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 dicembre 2007

 

 

E' stato primo cittadino del paese tra il 1975 e il 1980

Muore l'ex sindaco Sacchetti

Il 79enne si è spento a Torremaggiore per una grave malattia

 

Luciantonio Sacchetti

MONTENERO DI BISACCIA. Il cuore di Luciantonio Sacchetti ha smesso di battere ieri. Da mesi soffriva di una grave malattia e dopo aver fatto la spola fra centri di riabilitazione e ospedali, ha passato le ultime settimane di vita nel San Giacomo a Torremaggiore.
Insegnante di matematica alle scuole Medie del paese, Sacchetti è ricordato soprattutto per essere stato sindaco nel periodo 1975-1980. Fu lui uno degli artefici del “compromesso storico” alla montenerese, il patto fra il suo partito, la Democrazia cristiana, ed il Partito comunista per formare la maggioranza che tanto fece discutere i vertici politici a livello regionale. Quella coalizione non ebbe vita molto lunga, sicuramente non facile. Nel 1978 la Dc ritrovò l’unità con una lista civica di ispirazione moderata e tagliò fuori i comunisti dalla maggioranza. Tuttavia Sacchetti finì il mandato di sindaco ad un soffio dalla scadenza naturale: il primo marzo 1980, tre mesi prima delle elezioni, fu sfiduciato da quattordici consiglieri comunali. Molti erano della sua stessa maggioranza, della quale solo due membri gli rimasero accanto nella disfatta. A distanza di quasi trenta anni, come sempre accade, i pareri sono ancora discordanti, ma è opinione diffusa che fu una riuscita manovra di palazzo a farlo decadere e non gli errori contenuti nel Bilancio, che alla fin fine potevano essere corretti.
Dopo la caduta amministrativa attraversò un periodo difficile e praticamente finì la sua carriera politica. Il suo quinquennio è ricordato per le difficoltà attraversate dal Comune per le poche risorse finanziarie disponibili. Nonostante questo furono ideate, attuate o completate diverse importanti opere pubbliche. E’ il caso delle scuole Elementari Colle della speranza, dei campi da tennis, della rete del metano ed altro. Luciantonio Sacchetti aveva 79 anni, lascia la moglie e cinque figli; i funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15.00 presso la chiesa di san Matteo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 dicembre 2007

 

 

Il primo gennaio la scena principale della natività sarà interpretata da attori provenienti dall’est

Un presepe vivente internazionale

Montenero gemellata con il centro croato di Aljmas: l’iniziativa diventa europea

MONTENERO DI BISACCIA. Diventa internazionale il Presepe vivente: Montenero si gemella con un centro croato per promuovere l’iniziativa religiosa a livello europeo.
La celebre manifestazione è iniziata come consuetudine alla mezzanotte della Vigilia di Natale e già tanti visitatori si sono recati presso le grotte arenarie per salutare l’appena arrivato Gesù. Il momento clou della XXIV edizione del Presepe vivente, tuttavia, arriverà il 1 gennaio. In quella data infatti la Madonna e san Giuseppe saranno interpretati da attori croati, che giungeranno dal villaggio di Aljmas. La località fa parte della municipalità di Erdut, nella regione

della Slavonia in Croazia, dalla quale arriveranno anche altri attori ed i vincitori del concorso per il manifesto celebrativo della prossima edizione. Nel 2008, infatti, il Presepe vivente di Montenero arriverà alla venticinquesima edizione e la Pro Loco Frentana, organizzatrice dell’evento, ha pensato di far disegnare ai ragazzi croati la locandina. La premiazione e l’ufficializzazione del nuovo manifesto avverranno a Montenero il 1 gennaio.
Cinque giorni dopo, in occasione dell’Epifania, toccherà invece ai monteneresi ricambiare la visita. Una delegazione della Pro Loco prenderà parte al Presepe vivente di Aljmas, in occasione dell’arrivo dei Magi.
Il gemellaggio fra i due paesi è frutto di contatti avviati mesi fa. Forte delle notevoli similitudini fra le due realtà, punta a promuovere entrambi i Presepi viventi in ambito europeo, grazie soprattutto alla collaborazione dell’Alda (Associazione delle agenzie per lo sviluppo della democrazia locale). Non si dimentica infine la sanguinosa guerra civile avvenuta nei primi anni Novanta nell’ex Iugoslava, che coinvolse anche la Croazia e, nello specifico, il villaggio di Aljmas. Obiettivo del gemellaggio, pertanto, è anche di favorire la ripresa della convivenza civile e lo sviluppo economico in Slavonia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 dicembre 2007

Sullo stesso tema:
Il video clip del XXIV Presepe vivente di Montenero (monteneronline.it)


 

Nessuna traccia del reale proprietario del monumento

Svista del satellite sulla torre

Il bastione di Montebello viene localizzato da Google Earth a Petacciato
 

MONTENERO DI BISACCIA.  Finalmente la torre di Montebello è visibile dal satellite. Peccato, però, che erroneamente sia ascritta al territorio di Petacciato e non a quello di Montenero di Bisaccia. La svista avviene su Google Earth.
Il potente sistema che su internet permette di visualizzare le immagini satellitari di tutto il mondo, ha migliorato la risoluzione anche sul territorio di Montenero. Fino a poco tempo fa, almeno nella versione gratuita del programma, fa non si avevano foto dallo spazio molto definite dell’area. Per la verità nemmeno di San Salvo marina ed altri luoghi limitrofi. Adesso la mappatura è stata aggiornata ed è possibile zoomare sul centro bassomolisano con una discreta definizione: si possono riconoscere le singole abitazioni urbane ed extraurbane.

Ed è sorvolando virtualmente le campagne sulla destra del fiume Trigno, direzione mare, che arriva la sorpresa. Nei pressi della torre di Montebello, fortificazione costiera del XVI secolo, compare un puntino blu, che indica la possibilità di vedere anche una foto scattata da terra. Passando con il mouse sul pallino blu arriva la descrizione a sorpresa: “Petacciato, Torre di Montebello”. Non resta che cliccare ed ecco che appare una splendida foto della torre, ma sempre con l’indicazione geografica errata e la distanza (giusta) dal centro più vicino: “3 km from San Salvo”.
Di Montenero di Bisaccia, da quattrocentocinquanta anni proprietario del bastione, nessuna traccia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 dicembre 2007

Temi correlati:
Speciale torre di Montebello (o di Vialante)


 

Ritardi segnalati dal proprietario di un terreno che si affaccia sulla parte completata della Sp 153

Storia infinita per la Mare-Collina

I privati attendono da anni la sistemazione delle strade di servizio lungo il primo tratto
 

MONTENERO DI BISACCIA. Che sia una storia infinita quella della Mare-Collina è fatto acquisito da tempo. La novità è che nemmeno il primo tratto, aperto oltre dieci anni fa, è in realtà completato al cento per cento. O meglio, qualche strada cosiddetta di servizio è rimasta nel dimenticatoio, mai finita e ormai intrappolata in chissà quale cassetto della Provincia.
Un caso è stato segnalato da N.D.G. che possiede un terreno che si affaccia sul tratto completato e fruibile della Provinciale 153, la famosa strada a scorrimento veloce Montenero-mare. Da anni attende che sia sistemata la stradina di accesso al proprio podere, come
promesso quando fu costruita la strada, ossia nella prima metà


La stradina di servizio incompleta

degli anni Novanta. Quello che chiede, assieme ad altri tre proprietari, è solo un muretto di contenimento lungo circa duecento metri, che impedisca alla scarpata sovrastante di franare sulla stradina di servizio, rendendola impraticabile. Di più: “l’anomalia – racconta N.D.G. – è che questa via di servizio è ancora provinciale, quindi anche volendo noi non potremmo sistemarla a nostre spese”. Dice che del fatto ha informato a più riprese esponenti politici e tecnici provinciali. Un barlume di speranza si era prospettato con i lavori di completamento del primo tratto, quello urbano, distante un paio di chilometri. Quell’opera è stata finita ed inaugurata l’estate scorsa ma, è evidente, ci si è dimenticati della stradina di servizio. Però a breve inizieranno i lavori per il secondo lotto della Mare-Collina, un cantiere che inizierà ad un chilometro circa dalla stradina di servizio considerata. "Sarà la volta buona?” si chiede N.D.G. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 dicembre 2007


 

In base ai dati Istat un quarto della popolazione del centro bassomolisano ha raggiunto l'anzianità
Solo il 19,83 per cento dei residenti ha un'età inferiore ai 20 anni

Montenero il paese degli ultrasessantenni
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Oltre che l’unico a non crescere fra i paesi costieri molisani, anche il più vecchio. Montenero esce maluccio nel confronto dei dati Istat anche per quanto riguarda l’età media dei residenti. E’ infatti più elevata rispetto agli altri tre comuni del litorale molisano, che sono Petacciato, Termoli e Campomarino.
Già nell’articolo uscito su Il Quotidiano il 23 novembre, emergeva come Montenero sia l’unico fra i centri costieri a vedere la propria popolazione diminuire. Se negli altri casi si osserva la generale tendenza al trasferimento dall’entroterra verso la costa, ciò non riguarda il comune più a nord del litorale molisano. In altre parole chi

si sposta per lavoro o altro non sceglie Montenero, tant’è che Campomarino lo ha superato e la piccola Petacciato riduce progressivamente le distanze.
E se a trasferirsi è principalmente chi si trova in età lavorativa, ecco che anche l’età media della popolazione ne risente. Come sempre a parlare sono i dati dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e le cifre di seguito riportate si riferiscono al gennaio 2006.
La fascia d’età 0-20 anni a Montenero rappresenta il 19,83% dei residenti complessivi, mentre a Campomarino il 20,96, a Petacciato il 21,76 ed a Termoli il 21,52. Ma il divario si accentua considerando la generazione produttiva più giovane, quella dai 21 ai 40 anni. A Montenero la percentuale di questi è ferma al 27,81 per cento, vale a dire oltre 2,5 punti in meno rispetto a Termoli e Campomarino, e 1,3 considerando Petacciato. E’ questo probabilmente il dato principale da esaminare, poiché spiega tutti gli altri. In questa generazione rientrano quanti per lavoro si sono trasferiti sulla costa e l’evidenza è che Montenero non beneficia di tale migrazione. Un fattore che non sorprende, giacché soffre di un’atavica carenza di strade comode e sicure verso le zone industriali di Termoli e San Salvo. Inoltre mancando i giovani, che in genere proliferano, è normale che vi siano meno bambini e ragazzi.
Continuando l’analisi, si osserva che sono più omogenei i dati nella fascia d’età produttiva adulta, dai 41 ai 60 anni. Simili le cifre dei tre comuni più piccoli (26-27%), mentre solo Termoli supera il 28 per cento. Ma la situazione riprecipita quando si analizza l’incidenza della popolazione anziana sul totale. A Montenero un quarto dei residenti ha più di sessanta anni, segue Petacciato con il 22,91 per cento, poi Campomarino con il 21,54 e Termoli con 19,57.
Conclusione: Montenero è il paese costiero molisano più vecchio, dei quattro l’unico la cui tendenza è di perdere abitanti e giovani generazioni.

Il Quotidiano del Molise 18 dicembre 2007

Sullo stesso tema:
Montenero fanalino di coda della costa - Mentre a Termoli, Campomarino e Petacciato la popolazione cresce,  il quarto paese continua a perdere abitanti (23/11/2007)


 

L’ombra del dolo tra le possibili cause dell’incendio del locale che era chiuso da due mesi

‘Il Tratturo del re’ divorato dal fuoco

(UNA STORIA TRAVAGLIATA)
 

MONTENERO DI BISACCIA. Il Tratturo del re è andato in fumo, completamente distrutto. Un incendio divampato all’una e trenta l’altra notte ha devastato la trattoria in contrada Marinelle, a pochi passi dalla Statale 16, nella parte più a sud del litorale montenerese. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri ed i Vigili del fuoco, che però poco hanno potuto fare per salvare la struttura. Solo intorno alle 4 di mattina l’incendio veniva domato, lasciando intravedere gli ingenti danni. Bruciati tutti i gazebo di legno che circondavano lo stabile di muratura, anch’esso divorato dal rogo, che ha fatto crollare il tetto ed il solaio del primo piano. L’interno del Tratturo del re è diventato un mucchio informe di detriti e legno annerito. Penosa la scena che si presenta all’ingresso:


Ciò che rimane della trattoria

l’accogliente staccionata è diventata un ammasso di carbone, con i vasi dei fiori un tempo rigogliosi sciolti dal calore.
Spetterà all’inchiesta avviata dai Carabinieri stabilire le cause dell’incendio, in sostanza chiarire se sia stato provocato o meno. La tesi che più circola è quella del dolo, ma si ignorano i motivi di un gesto del genere, apparentemente senza movente alcuno. Non riesce a farsi una ragione dell’accaduto F.P., uno dei gestori che ieri appariva visibilmente affranto e sorpreso per l’accaduto. Lui stesso ha riferito che da circa due mesi il locale era chiuso per lavori di ristrutturazione. F.P. gestiva l’attività con un altro imprenditore montenerese, in società col quale nel 2002 ha vinto la gara di appalto per gestire il locale. Lo stabile, infatti, appartiene al Comune di Montenero, che dopo averlo ristrutturato alla meglio, decideva di affidarlo a privati affinché diventasse luogo di ristoro per gli avventori del tratturo. Vinta la gara, i due imprenditori valorizzavano tutta l’area circostante, nonché gli interni dell’edificio, arrivando ad aprire un’attività di successo qualche mese dopo. Molte decine di migliaia di euro investiti ed una delle più apprezzate attività di ristorazione della costa molisana adesso sono andati in fumo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 dicembre 2007

Clicca qui per vedere il video su ciò che rimane del Tratturo del re
 


L'attacco al futuro Tratturo del re nel luglio 2003

UNA STORIA TRAVAGLIATA

Nel 2003 con una ruspa
ignoti devastarono l’edificio

 

La notte del 1 luglio 2003 qualcuno aggredì con la benna di una ruspa quella casetta. Il Comune aveva appena finito la sua ristrutturazione e da poco era stata vinta la gara di appalto per la gestione del futuro ristorante. Si aspettava solo che i privati vi aprissero l’attività.

E invece tutto si dovette rinviare, con non poco sgomento per la ferocia dell’attacco e per l’incredibile audacia degli attentatori. Quella notte qualcuno rubò un’escavatrice presso l’idrovora, che si trova a circa mezzo chilometro di distanza, e col mezzo percorse un bel tratto di lungomare. Una volta arrivato in direzione della casetta, attraversò la Statale 16 passando senza difficoltà sul guard rail, che si schiacciò al suolo. Iniziò la singolare demolizione, ma evidentemente qualcosa non andò come previsto, perché nonostante furono attaccati i muri esterni all’angolo in due punti, la struttura non crollò. Dopo il “lavoro”, in maniera quasi beffarda, la benna della ruspa fu lasciata infilata in una finestra.
Non si sarebbero mai saputi i nomi degli autori, né il movente, né se volessero colpire l’amministrazione comunale o i privati che di lì a poco avrebbero cominciato a lavorarci. Ma dopo quanto accaduto ieri, è impossibile non ricordare anche l’episodio di quattro anni prima.

Il Quotidiano del Molise 13 dicembre 2007


 

Non si esclude che dietro al gesto ci sia una "lezione" per
chi non ha aderito al blocco del trasporto pesante

Sassi dal cavalcavia, autista colpito

Il 35enne di San Felice viaggiava col camion lungo l'autostrada vicino Ancona
 


di Rossano D'Antonio

Torna l’incubo sassi lanciati dal cavalcavia e stavolta a farne le spese è stato un autista molisano. E’ accaduto ieri l’altro notte sull’Autostrada A 14, nei pressi di Jesi (An). Due Tir sono stati colpiti da grosse pietre mentre passavano sotto un ponte. Uno dei due camion era guidato da un 35enne di San Felice del Molise, il quale assieme ad altri due colleghi, a bordo di altri mezzi che seguivano poco distanti, stava trasportando piastrelle e tubi di gomma verso il Nord Italia per conto di una ditta di autotrasporti di San Salvo.
Di colpo un tremendo ed inatteso botto proveniente dall’alto: il sasso

ha sfondato il tettuccio del camion ed ha fermato la sua corsa sul sedile accanto a quello del conducente. Questi non ha riportato ferite, ma tanta e più che comprensibile paura. Infatti solo per fortuna il 35enne molisano ha scampato conseguenze che potevano essere gravissime, se non estreme, vista la violenza con cui è stata lanciata la pietra, la quale senza difficoltà è penetrata attraverso il rivestimento di vetroresina e gli è passata accanto.
Negli stessi istanti era colpito anche un altro Tir, non appartenente al convoglio partito dalla ditta di San Salvo, al quale il sasso ha sfondato il parabrezza. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia stradale del Compartimento delle Marche, i quali dopo gli accertamenti di rito hanno consigliato agli autisti di riprendere il viaggio solo il mattino seguente. Così anche i conducenti molisani, assieme ad altri, sono rimasti davanti al Comando della Polizia per tutta la notte e ieri mattina sono ripartiti alla volta di Modena.
Ed è sulla base del consiglio di non rimettersi in marcia prima che fosse giorno, rimanendo per altro davanti alla Stazione di Polizia, che nasce l’ipotesi più inquietante, anche se tutta da verificare. Perché potrebbe anche non trattarsi di un esecrabile ed assassino gesto vandalico, bensì essere collegabile allo sciopero dei Tir iniziato proprio alla mezzanotte di ieri l’altro, quindi poco prima che accadesse il fatto. In parole povere, non si esclude che a lanciare i sassi potrebbe essere stato qualcuno che voleva farla pagare a chi non stava rispettando il fermo nazionale dell’autotrasporto. Si tratta di una mobilitazione su vasta scala, con inevitabili disagi diffusi in tutta Italia, e con un’adesione pressoché totale, come riportato sugli organi di stampa nazionali. Da qui, secondo l’inquietante ipotesi, la possibilità che qualcuno abbia voluto dare una lezione a chi è partito regolarmente anziché bloccare il traffico. Una lezione o un atto vandalico che per poco non sono costati la vita a chi viaggiava in piena notte per lavorare, recandosi a centinaia di chilometri da casa.

Il Quotidiano del Molise 11 dicembre 2007


 

Il concorso è organizzato da ‘Mapalù-Enogastronomia Frentana

‘Dall’Adriatico al Matese’ Il trionfo della cucina

MONTENERO DI BISACCIA. E’ stato un successo “Dall’Adriatico al Matese”, rassegna di cucina interregionale la cui finale si è tenuta lunedì scorso presso un noto hotel del litorale. Il concorso è stato organizzato dall’associazione montenerese “Mapalù-Enogastronomia Frentana”, guidata dagli chef Massimo Di Stefano, Luciano Di Vincenzo, Giuseppe Fiusco e Paolo Di Paolo.
I quindici concorrenti sono accorsi da diverse regioni, ma ad avere la meglio è stato Massimo Talia di Termoli. Lo chef molisano ha vinto il primo premio con un pappone di pesce alla termolese, una speciale zuppa che ha incontrato il favore della giuria, composta di professionisti ed esperti del settore cucina. Al secondo posto si è classificato Vito Fiusco di Taranto, mentre al terzo Enzo De Santis di Villa Santa Maria (Ch).
Scopo della manifestazione, che è stata patrocinata dalla Regione Molise, era quello di mettere in risalto i prodotti tipici molisani. A farla da padrone quindi specialità come ventricina, formaggi tipici, tartufo, funghi porcini e pesce dell’Adriatico. “E’ stato un grande successo – il commento di Luciano Di Vincenzo, presidente di Mapalù -. Iniziative del genere sono un ottimo strumento di promozione per la cucina locale e sicuramente ci sarà la seconda edizione l’anno prossimo”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 dicembre 2007


 

I loro lavori esaminati da una giuria formata da 15 membri. Montenero protagonista dei versi

Premio di poesia, vincono marito e moglie

Emanuela Manes e Fabio Di Risio si aggiudicano casualmente il concorso
 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ una coppia a vincere il primo concorso di poesia, ma con due distinte composizioni ed in maniera assolutamente casuale. Emanuela Manes e Fabio De Risio, moglie e marito, sono arrivati rispettivamente seconda e primo nel concorso intitolato allo scrittore montenerese Emilio Ambrogio Paterno. Sabato sera, nella sala polivalente, la premiazione dei 35 partecipanti alla prima edizione.
Si sono iscritte persone di tutte le età, dai bimbi delle scuole Elementari ad un veterano della poesia locale, l’ottantacinquenne Luigino Palma. Ma c’era da valutare quali fossero le tre poesie più meritevoli, trattandosi di un concorso. Il difficile compito è spettato


Fabio De Risio ed Emanuela Manes

ad una giuria composta di 15 membri, per lo più insegnanti, oltre che la bibliotecaria Rita Cuculo e Silvio Di Fabio, giovane poeta locale che ha pubblicato due libri in versi.
Al terzo posto è giunto Armando Sacchetti, pensionato montenerese che da diversi anni perfeziona la sua tecnica e che ha proposto “Terra e natio che amo”. Il tema imposto al concorso, infatti, era l’attinenza con Montenero di Bisaccia e le sue particolarità. Argomento dal quale non si sono discostati Emanuela Manes, classificata seconda con “In nessun altro posto”, e Fabio De Risio, primo con “Sono la terra in cui sono nato”.
I giurati non conoscevano i nomi degli autori al momento della valutazione, una scelta dell’organizzatore Leo Benedetto più che mai oculata. Erano presenti alla premiazione anche alcuni eredi di Paterno, mentre il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, complimentandosi per l’iniziativa, ha invitato gli organizzatori a continuarla nei prossimi anni. Appello prontamente accolto dal presidente dell’associazione Bisaccia Leo Benedetto. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 dicembre 2007

I testi di tutte le poesie presentate (formato pdf)
Poesie del concorso (1,8 Mb)
Poesie fuori concorso (0,7 Mb)


 

 

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