In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

ARTICOLI DI NOVEMBRE 2006

Indice generale news

D'Antonio in una lettera scrive: "Serviva una verifica di maggioranza".
D'Ascenzo replica: "La faremo"

L'Idv minaccia la stabilità, è bufera

Il gruppo dei quattro dà l'appoggio esterno e il sindaco reagisce: "Siete scorretti"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Altro che fulmine a ciel sereno. Semmai è un’azione di intelligence studiata nei dettagli e riuscita. Per il momento, mentre sul futuro politico di Montenero si alzano fosche nebbie: nessuno può dire cosa accadrà.
Tutta l’Italia dei valori, tranne l’assessore Valeria D’Ottavio, lascia il Consiglio comunale. E’ un fatto clamoroso, che per essere capito va ripercorso nelle fasi salienti di quanto avvenuto martedì sera.
Prima che inizi il Consiglio chiede la parola Antonino D’Antonio. Sul foglio che legge il capogruppo Idv è scritto: “Eravamo certi che all’indomani delle elezioni regionali, prima di convocare il Consiglio comunale, lei avrebbe sentito la necessità e l’urgenza di una verifica nella maggioranza”. Le parole sono rivolte al sindaco, i firmatari sono quattro consiglieri dipietristi: oltre a D’Antonio, Cristiano Di Pietro, Michele Borgia e Donato Benedetto.


Assessori e sindaco (al centro) a fine seduta

Il sindaco, più che sorpreso, cerca più volte di interrompere il suo ex vice, il quale continua nella lettura. “Durante la campagna elettorale sono successe cose inaudite, con esponenti del centrosinistra che hanno attaccato i propri alleati (…). Il culmine di tale guerra fratricida c’è stato quando l’assessore Valeria D’Ottavio ha attaccato il ministro Antonio Di Pietro, gli altri quattro consiglieri comunali dell’Idv ed in particolare Antonino D’Antonio”.
Proprio in quel momento entra la diretta interessata. Non sa nulla e comincia ad ascoltare mentre poggia la giacca bianca sullo schienale della poltrona. D’Antonio intanto ricorda che la D’Ottavio ha definito i compagni di partito “banda dell’ultima ora”, ritenendo queste e le altre offese “ostacolo insormontabile per tentare qualsiasi ricucitura”. E questo perché “nemmeno lei, sindaco, ha ritenuto di dover in qualche modo intervenire, nella convinzione che fosse un problema interno” al partito e “che non riguardasse anche la maggioranza e l’amministrazione comunale”.
A quel punto, mentre il sindaco cerca ancora di fermarlo, D’Antonio annuncia la costituzione di un nuovo gruppo consiliare, che darà un “appoggio esterno fino a quando non ci sarà l’attesa verifica politica”. Ossia, par di capire, la revoca dell’assessore D’Ottavio. I quattro consiglieri Idv a questo punto si alzano e lasciano l’aula.
Domenico Porfido, a nome della minoranza, parla di segnali di crisi già da tempo evidenti e annuncia di non poter dare appoggio ad una maggioranza afflitta da simili problemi. Si alza con gli altri tre e, lasciando la riunione, viene a mancare il numero legale. Ma prima di sciogliere la seduta a parlare è il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, che inizia dicendo “è una cosa improvvisa anche per me”. Poi subito: “ritengo scorretto” questo modo di fare, soprattutto perché “nelle riunioni preparatorie degli atti hanno partecipato, hanno detto ‘va bene’, tutto l’opposto di questa sera”.
Il sindaco, infine, arriva alla causa della dipartita dei suoi alleati di maggioranza. “Nessuno ha detto all’Italia dei valori che non si vuole affrontare questo argomento, lasciare il Consiglio comunale è un atto gravissimo”. La chiosa: “Chiederò spiegazioni ai più alti vertici del partito ed ai consiglieri stessi, che davanti ai cittadini si sono impegnati a portare avanti questa amministrazione”.
Difficile dire cosa accadrà, ma qualche risposta potrebbe arrivare già stasera nella seconda convocazione del Consiglio comunale. R.d’A. 

POSSIBILI SCENARI

L’Idv ha dichiarato che fornirà “appoggio esterno” alla maggioranza, formando un nuovo gruppo consiliare, ma non di volere la crisi amministrativa. Ciò significa che di volta in volta, secondo l’argomento trattato, i quattro decideranno se votare contro o a favore. Nella migliore delle ipotesi ciò si tradurrebbe in uno stato di crisi latente e permanente. L’esito di ogni Consiglio dipenderebbe dall’appoggio esterno, pena 2^ convocazione e fibrillazione costanti. A meno che non vi sia un improbabile, né conveniente per gli interessati, appoggio della minoranza.
Altra ipotesi è che arrivi “l’attesa verifica politica”, cioè rimpasto e revoca della D’Ottavio, e che i dissidenti decidano di rientrare stabilmente in maggioranza.
Ma è anche possibile, se non probabile, che tutto rimanga tal quale e si proceda per inerzia pur di non tornare ad elezioni anticipate, col rischio di regalare la vittoria a Porfido.

Il Quotidiano del Molise 30 novembre 2006

Sullo stesso tema:
Assise divisa in tre, giunta al collasso (01/12/2006)

 

 

Maggioranza in affanno: viene a mancare il numero legale e il Consiglio salta

L'Idv abbandona l'assise, è crisi

Sotto accusa l'indifferenza del sindaco al caso dell'assessore Valeria D'Ottavio
 

MONTENERO DI BISACCIA. Salterà? E se sì quando? Le voci sulla crisi amministrativa hanno trovato conferma. Ieri sera bollente seduta in Consiglio comunale, con il numero legale venuto a mancare prima di discutere il primo ordine del giorno. Chiuse le porte della sala consiliare si possono considerare aperte quelle della crisi di maggioranza.
Antonino D’Antonio, capogruppo dell’Italia dei valori, ha letto un comunicato, nel quale riferendosi alla recente campagna per le regionali, ha attaccato il sindaco. A suo dire Giuseppe D’Ascenzo non avrebbe preso i provvedimenti del caso dopo il comizio di Valeria D’Ottavio, assessore dipietrista e autrice della famosa lettera aperta ad Antonio Di Pietro con le dure critiche rivolte ai compagni di partito. D’Antonio ha infine annunciato di abbandonare l’aula e si è alzato assieme agli altri consiglieri Idv Michele Borgia, Donato Benedetto e Cristiano Di Pietro.
Nella sala è calato il gelo. Breve replica di Cesare Rusciano per la Margherita, Mauro Natalini per Rifondazione comunista e della diretta interessata D’Ottavio.
Poi, dalla minoranza Domenico Porfido, ha annunciato perplessità per quanto accaduto e di non poter garantire l’appoggio in una situazione politica così delicata. Anche lui e gli altri tre membri dell’opposizione presenti sono andati via.
La matematica in questi casi non fa sconti. Otto consiglieri non sono più bastati per il numero legale e non è rimasto che sciogliere la seduta. Il sindaco, visibilmente scosso, ha chiesto perché l’Idv abbia scelto un metodo così plateale, anziché parlarne nelle riunioni di maggioranza. Ma i quattro consiglieri dissidenti erano già fuori da un po’ e avevano formato un gruppetto poco distante dalla sala consiliare. Nessuno al momento, è in grado di dire se, quando e come vi torneranno. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 novembre 2006

Il testo integrale del comunicato firmato dai 4 consiglieri


D'Antonio inizia la lettura del comunicato


Valeria D'Ottavio arriva poco dopo


Assessori e sindaco durante la lettura


D'Antonio e Benedetto mentre lasciano
(Borgia e Di Pietro sono fuori campo)


La minoranza mentre abbandona l'aula
 

 

 

Guglionesi. L'immondizia invade il deposito tra le provinciali 127 e 125

La discarica bluff torna a pieno regime e diventa doppia
 

di Rossano D’Antonio
GUGLIONESI. Tutto uguale a prima. O meglio peggiorato, poiché ai rifiuti che già c’erano, e mai rimossi, se ne stanno aggiungendo altri. E’ ripreso a pieno regime il deposito di immondizia di ogni genere all’incrocio fra le Provinciali 127 e 125, praticamente sulla linea di confine tra Montenero, Petacciato e Guglionesi. In questo ultimo comune, anche se per pochi metri, ricade la discarica abusiva.
Vecchie credenze con ancora attaccati fogli di giornale del 1961, televisori obsoleti, materassi, bidet, spoiler di auto… vi si trova di tutto. Ma ci sono anche i rifiuti quotidiani, come buste piene di piatti di plastica e bucce di arancia. Tutto a bordo strada, così se è facile sbarazzarsi dei rifiuti è anche inevitabile che tutti i passanti si accorgano dello scempio.
In realtà è una storia vecchia. Sulle pagine de Il Quotidiano già nel settembre 2005 si denunciava il fatto, segnalando fra l’altro la presenza di pericoloso eternit. Seguiva il silenzio sia delle istituzioni sia delle associazioni ambientaliste finché, nel maggio di quest’anno, qualcuno si è accorto che proprio lungo quella via sarebbe passato il Giro d’Italia. Ciò che è apparso in diretta sulle telecamere Rai, qualche giorno dopo, è stato qualcosa di sorprendente: non c’era più traccia di immondizia.
Ma si trattava di un bluff, perché i rifiuti erano stati semplicemente coperti. E’ bastato dare alcuni colpi di zappa e affacciarsi dietro i mucchi di terra per averne conferma.
Così oggi si è di fronte a due discariche abusive in una. La prima è quella ancora semi-mascherata, visibile dietro ai mucchi di terra messi in occasione del Giro. L’altra è quella in corso di realizzazione – ed a buon punto – sullo spazio occupato fino a qualche mese fa dalla vecchia, prima del maquillage per ben comparire alla Tv nazionale. La speranza è che vi torni di nuovo la corsa rosa, possibilmente con un Gran premio della montagna proprio in quel punto. Con telecamere fisse, giudici di gara e pubblico sul posto non sarebbe sufficiente mascherare lo scempio. Nel frattempo sarebbe ora che chi di dovere si decidesse a controllare meglio l’area, scoraggiando l’esecrabile comportamento di chi ignora l’esistenza dei normali cassonetti per l’immondizia.

Il Quotidiano del Molise 28 novembre 2006

Sopra l'area come appare oggi. Sotto il mascheramento in occasione del Giro a maggio

 

Clicca qui sotto per vedere:

 

 

Causa dell'abbandono l'incompatibilità con l'attività lavorativa nello studio commerciale

Venti di crisi, rimpasto all'orizzonte

Donato Benedetto rinuncia, in silenzio, all'incarico di consigliere al Bilancio
 

MONTENERO DI BISACCIA. Donato Benedetto ha rinunciato alla delega al Bilancio. Il consigliere dell’Italia dei valori ha formalizzato le proprie dimissioni dall’incarico lunedì scorso, durante la riunione di maggioranza, ed in breve la notizia è trapelata dalle stanze del Palazzo. Di pari passo si sono rafforzate le voci che, da qualche tempo, vogliono aperta la crisi nell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe D’Ascenzo.
Ma è lo stesso Benedetto a smorzare i toni, chiarendo che “non c’è nulla né contro il sindaco né contro nessuno”. La rinuncia, spiega l’esponente Idv, deriva “dall’impossibilità di conciliare l’attività lavorativa del mio studio con un impegno quotidiano in amministrazione comunale”. Detto in termini più semplici, non si può
lavorare gratis per


Donato Benedetto

il Comune e, di contro, sentire le lamentele dei propri clienti, paganti, perché si è costretti a trascurare lo studio commerciale. E’ il diretto interessato a spiegarlo: “non ho mai preteso di fare l’assessore, ma adesso mi è diventato impossibile mandare avanti la mia attività professionale e certo non posso assumere un collaboratore” senza l’indennità che spetta ai membri della giunta.
Benedetto ricorda, altresì, di aver “accettato la delega in un momento difficile”, quando era appena andato via il ragioniere e c’era da approvare il Bilancio. Nel resto della maggioranza l’abbandono non avrebbe causato scossoni, ma pare che si parli con insistenza di verifica politica e di rimpasto nella giunta. L’incognita a questo punto si chiama Mauro Natalini. L’esponente di Rifondazione è vice sindaco, assessore, consigliere provinciale e segretario regionale di partito. Fra pochi giorni si appresta a diventare anche consigliere regionale, in seguito alle annunciate dimissioni di Roberto Ruta. Troppo anche per chi sa stendere un velo di colla su ogni poltrona che gli capita a tiro. Così, ammesso che rinunci agli incarichi in municipio, ci si chiede come sarà composta la nuova giunta comunale dopo la conferma di Natalini a Palazzo Moffa. Gli subentrerà uno dell’Italia dei valori? E, se sì, sarà Benedetto?
Infine, altra domanda, avrà qualche ruolo Antonino D’Antonio? Il candidato dell’Idv alle regionali, dopo la recente disfatta elettorale, ha lasciato la presidenza del circolo del partito. Una dipartita volutamente silenziosa, ma che sembra avere tutti i crismi di una porta sbattuta in faccia al resto dell’Italia dei valori, rimasta a guardare di fronte agli attacchi ricevuti dall’ex assessore da tutte le parti. Compresi lo stesso centrosinistra (nella lettera è citato il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio) e l’assessore Idv Valeria D’Ottavio, rimasta al suo posto nonostante le voci sull’imminente revoca, diffusesi dopo il celebre attacco al ministro Di Pietro e resto del partito dal palco di Forza Italia un mese fa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 novembre 2006


 

Petacciato. Un quarto tentativo è fallito: i malviventi hanno
forzato con un piede di porco l'entrata di un negozio

Furti in tre abitazioni, sale la paura

Gli appartamenti sono stati svaligiati in pieno giorno. Rubati contanti e preziosi
 

di Rossano D’Antonio
PETACCIATO. Tre colpi andati a segno sabato scorso ed uno sventato all’ultimo momento ieri l’altro. E’ allarme furti nel centro costiero, da qualche tempo nel mirino di ladri che agiscono addirittura in pieno giorno.
Sabato scorso è toccato a tre abitazioni, svaligiate di preziosi e contanti mentre i proprietari erano assenti. Ieri l’altro, invece, qualcuno stava cercando di aprire con un piede di porco la saracinesca di un negozio. Ma è stato visto da una vicina di casa, che casualmente si era affacciata alla finestra. La donna ha picchiato con forza sul vetro fino ad essere sentita dal furfante, che a quel punto si è dato alla fuga.

Il colpo è fallito, ma ormai cresce l’allarme fra i petacciatesi. Solo un mese fa l’ultimo episodio reso noto, quando due ladri iniziarono addirittura a smurare (invano) una cassaforte, mentre è ancora vivo il ricordo dei furti notturni, la scorsa estate, ad opera della famigerata banda di Morfeo.
Probabilmente non si tratta di gente del posto e le modalità rispecchiano quanto avviene anche in altri centri del Basso Molise. Ultimamente, però, sembra che i malviventi abbiano trovato campo fertile a Petacciato. Per questo i cittadini chiedono l’intervento deciso di istituzioni e forze dell’ordine. “Non riesco ancora a riprendermi completamente – spiega una signora che ha subito un tentativo di furto tempo fa –, ho ordinato le inferriate a tutte le finestre e non sarò tranquilla fin quando non saranno state fissate”.
Ciò che si sente raccontare dopo certe visite indesiderate è infatti noto. Si continua ad aver paura e sentire come violentata la propria casa. “E’ impossibile andare avanti così – continua la signora -, ti entrano in casa mentre dormi e non te ne accorgi (la banda di Morfeo n.d.r.), adesso vanno nelle case e nei negozi in pieno giorno, non se ne può più”.
Se ignota resta identità e provenienza dei ladri, è viceversa conosciuto il modo di operare: dove i colpi riescono tornano, anche a brevissima distanza. Questo insegna l’osservazione di quanto avvenuto finora nei vari paesi.

Il Quotidiano del Molise 23 novembre 2006

Tema correlato:
Petacciato. Tentano il furto scoperti dalla nonna (16/10/2006)


 

Impegnati 40 alunni

Olimpiade scolastica
Al via le gare

MONTENERO DI BISACCIA. Si chiama “Olimpiade scolastica” e giovedì vedrà impegnati i 40 alunni delle classi quinte in diverse gare. Tutto in piccolo, ovviamente, a partire dalla maratona (alcuni giri sul perimetro del palazzetto dello sport), ma rispettando lo spirito della più celebre fra le manifestazioni sportive e, soprattutto, imparando i valori di convivenza civile e rispetto delle regole del gioco, eventuale sconfitta compresa.


Le Elementari di piazza della Libertà

L’iniziativa è opera delle insegnanti delle Elementari di piazza della Libertà. I piccoli alunni, suddivisi in quattro squadre, arriveranno in mattinata nel palazzetto dello sport portando una simbolica fiaccola olimpica. La cerimonia proseguirà con la composizione dei cinque cerchi rappresentanti altrettanti continenti, oltre che simbolo dei celebri giochi, finché non si darà inizio alla competizione. Le diverse gare prevedono corsa, hula hop, salto, carriola ecc. ed infine saranno assegnate le medaglie, dall’oro al rame.
Una giornata di lezione insolita per i piccoli alunni delle quinte, entusiasti di approfondire lo studio della storia greca e delle antiche Olimpiadi dopo un mese di preparazione per l’evento. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 22 novembre 2006


 

Il passaggio dovrebbe riaprire entro il 10 dicembre

Sotto l'albero di Natale il nuovo ponte sul Trigno
 

MONTENERO DI BISACCIA. Sarà il regalo di Natale, se di dono si può parlare per un danno alluvionale finito di riparare dalle Province di Chieti e Campobasso quando mancheranno pochi giorni al quarto compleanno. Il ponte sul fiume Trigno è quasi finito e, pare entro il 10 dicembre, sarà finalmente aperto.
Significherà la fine di un disagio iniziato nel gennaio 2003, quando l’alluvione gonfiò il fiume fino a fargli spazzare via il vecchio ponte. Con la nuovissima struttura non servirà più la bretella provvisoria, realizzata pochi mesi dopo il crollo e che da tre anni permette il transito fra Abruzzo e Molise, ma che si allaga ed è danneggiata d’inverno dalle piene del fiume.
I lavori per riconsegnare l’opera, del costo di tre milioni e mezzo di euro, procedono a pieno regime.  E' stato steso il primo strato di asfalto, mentre si sta ultimando

l'allargamento della sede stradale all'ingresso sul versante abruzzese. Resteranno da piazzare i guard rail e colare il cemento sui marciapiedi laterali.
Resta la domanda su cosa accadrà qualora nel frattempo ci fossero piogge ed il fiume travolgesse la bretella, che ancora serve per passare da una sponda all’altra. In altre parole, si aggiusterebbe il passaggio provvisorio, a suon di circa 8mila euro per intervento, oppure si aprirebbe il nuovo ponte anche se incompleto?
A far pensare che l’emergenza possa arrivare prima dell’inaugurazione del viadotto è la storia recente. Infatti, negli ultimi due inverni, la prima piena è sempre arrivata nel mese di novembre.
L’ipotesi più verosimile, e più economica, sarebbe quella dell’apertura della nuova struttura, con traffico regolato da semaforo. Decidere, in ogni caso, spetterebbe alla Provincia di Campobasso, che si è occupata finora del cantiere e della bretella. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 19 novembre 2006

Sullo stesso tema:
Il caso ponte sul Trigno - di Rossano D'Antonio - e book scaricabile su Montenero On Line


 

L'Avis lancia l'appello agli ospedali. L'ultima donazione risale a settembre

Sangue, donatori "allo sbando"

A Montenero c'è l'offerta, ma manca ancora personale per i prelievi
 

MONTENERO DI BISACCIA. Continua l’emergenza sangue nel centro bassomolisano, dove però a mancare non sono i donatori ma, paradossalmente, chi viene a prendersi il prezioso liquido vitale. Dopo la donazione di settembre i medici dell’ospedale di Termoli non sono ancora riusciti a fare una trasferta.
La locale sezione Avis è bombardata dalle richieste dei volontari, che appunto vogliono donare. Per questo l’associazione continua a chiedere che dal San Timoteo arrivi personale medico ed infermieristico per effettuare i prelievi a Montenero. Condizione, questa della donazione in sede, indispensabile per raccogliere abbastanza sacche di sangue.
Ma dal nosocomio termolese non si riuscirebbe a soddisfare la richiesta, per mancanza di personale o altre motivazioni tipiche dell’ente pubblico.
In questi giorni, secondo indiscrezioni affidabili, l’Avis Montenero avrebbe perciò contattato anche l’ospedale di Campobasso, dal quale all’istante sarebbe arrivata la disponibilità a fare una trasferta. Ma a questo punto non è chiaro cosa sia successo ed i membri dell’associazione montenerese non si sbottonano. Parrebbe, tuttavia, che al San Timoteo non abbiano gradito “la concorrenza” campobassana e per questo subito sarebbe stato fissato un appuntamento per la donazione con il personale termolese. Si terrà, probabilmente la settimana prossima, ma durante un giorno feriale, a differenza di quanto avvenuto da sempre, e cioè di sabato.
Questo l’ultimo tassello di una saga che va avanti da qualche anno, con il paradosso che c’è chi vuol dare il sangue e nessuno che viene a prenderlo.

Il Quotidiano del Molise 17 novembre 2006


 


Una folla di fedeli commossi
saluta don Giovanni


 

di Rossano D’Antonio

PETACCIATO. Una folla numerosa per testimoniare quanto fosse benvoluto don Giovanni D’Aulerio. In tantissimi, ieri pomeriggio, a dare l’estremo saluto al sacerdote 59enne morto giovedì scorso assieme ad altri tre religiosi in un incidente stradale sulla A13 nei pressi di Bologna.

Le esequie si sono tenute sul sagrato del Sacro Cuore, a Petacciato marina, dove don Giovanni esercitava da circa un anno. Un breve tempo che però già gli aveva permesso di essere benvoluto e, da adesso, rimpianto perché non c’è più.
Numerose persone sono arrivate anche da Montenero, paese natale e prima meta del percorso pastorale del sacerdote, e da Tavenna, dove è stato parroco per tredici anni.
La messa è stata celebrata dal vescovo Gianfranco De Luca, affiancato da decine di altri sacerdoti provenienti da ogni parte. “Forse non ci sentiamo capaci di perderlo” un passo del discorso con cui mons. De Luca ha salutato “un bene spirituale che ci è stato sottratto”.
Durante le letture ci sono stati attimi di commozione, come quando uno dei parrocchiani ha ringraziato “Dio per averci fatto conoscere don Giovanni, anche se per così poco tempo”. Una persona che ha insegnato tante cose alla comunità petacciatese, ma soprattutto “l’amore per la famiglia”.
Tra le autorità presenti c’erano anche i sindaci dei tre comuni più legati al religioso scomparso. Giuseppe D’Ascenzo di Montenero, Fulvio Dei Risi di Tavenna e Angelo Greco di Petacciato, il quale ha ricordato che “da lui non abbiamo sentito che parole buone e giuste”.
Infine il saluto di don Nino Zappitelli, suo cugino e compagno di viaggio dagli studi alla prima esperienza sacerdotale a Montenero. “Siamo entrati lo stesso giorno in seminario e oggi ti chiedo di starci vicino, ti voglio bene e sarai sempre nel mio cuore”.
Sarà anche nel cuore di tanti altri il prete un tempo dedito ad assistere i malati e che poi ha dimostrato di saper conquistare tutti, in qualunque paese andasse. Dopo i funerali la salma è stata trasportata nel cimitero di Montenero, dove sarà tumulata oggi.

Il Quotidiano del Molise 13 novembre 2006

Sullo stesso tema:
Addio don Giovanni prete dei malati

Il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino: Gianfranco De Luca

Il sindaco di Petacciato: Angelo Greco


 

Il sacerdote ha perso la vita giovedì in autostrada mentre rientrava in Molise con altri tre religiosi

Addio don Giovanni prete dei malati

Montenero, Tavenna e Petacciato piangono la morte del parroco 59enne
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Don Giovanni D’Aulerio non c’è più. Se n’è andato l’altro ieri pomeriggio, all’età di 59 anni, sulla A 13 nei pressi di Bologna. Viaggiava in auto con altri tre anziani sacerdoti, di origine pugliese e lucana, suoi conoscenti, con i quali stava rientrando da un convegno in Veneto. Per cause in corso di accertamento la macchina è uscita di strada e si è capovolta finendo in un canale. Dei quattro nessuno è sopravvissuto al terribile impatto.
La notizia è giunta a Montenero, suo paese natale, in tarda serata, scuotendo l’intera comunità presso la quale ha prestato il servizio pastorale negli anni Settanta e Ottanta. Ma piangono il sacerdote scomparso anche Tavenna e Petacciato.
Ordinato nell’agosto 1972, don Giovanni ha iniziato la carriera religiosa a Montenero, assieme al cugino e compagno di studi don Nino Zappitelli, ed a don Claudio D’Ascenzo. Ognuno dei tre, nell’unica parrocchia all’epoca esistente in paese, si

dedicava ad un compito specifico. Quello di don Giovanni era l’assistenza spirituale agli ammalati.
Nel 1992 gli è stata assegnata la parrocchia di Tavenna, Santa Maria di Costantinopoli. Da subito ha familiarizzato e conosciuto tutti nella piccola comunità. Quando un anno fa si è spostato a Petacciato marina, infatti, il dispiacere dei tavennesi è stato unanime. Nella nuova sede, la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, stava ripetendo la stessa entusiasmante esperienza, conquistando subito la giovane comunità petacciatese. Finché, ieri l’altro, uno schianto non l’ha strappato per sempre all’affetto di chi gli voleva bene e trovava in lui conforto spirituale e umano.
Don Giovanni era anche un prete “informatizzato”, tutt’altro che indifferente all’avvento della rete. Nel 2000 realizzò il suo primo sito internet www.parrocchie.it/tavenna, esperienza ripetuta anche per Petacciato. Senza avere inizialmente la minima idea di come si facesse, nel giro di pochi giorni sorprese i giovani di Montenero cui aveva chiesto dei consigli per creare le pagine web. Il sito era in rete e già ricco di contenuti, come foto delle chiese, registri di nascite, compleanni, battesimi, cenni storici sul paese ecc.
Don Nino, oggi parroco di san Paolo a Montenero, esprime “la vicinanza delle parrocchie e della comunità ai familiari, in un momento che va vissuto nel ricordo e soprattutto nella preghiera per lo scomparso don Giovanni”.
La data dei funerali non è ancora stata resa nota, ma con ogni probabilità slitterà alla settimana prossima, quando la salma uscirà dall’obitorio di Bologna. Incerto è anche il paese dove si terranno le esequie. Essendo ben tre le comunità interessate, spetterà al vescovo decidere la sede fra Montenero, Petacciato marina e Tavenna.

Il Quotidiano del Molise 11 novembre 2006

Nota: i funerali di don Giovanni sono fissati per domenica 12 novembre

I siti internet realizzati da don Giovanni:
www.parrocchie.it/tavenna
http://www.parrocchie.it/petacciato/sacrocuore


 

Al Caffé Tazza d'Oro assaggi sfiziosi in tutte le salse

Il Borgo del gusto fa il bis

Questa sera l'edizione straordinaria della manifestazione

MONTENERO DI BISACCIA. Continuano le serate dedicate agli assaggi sfiziosi al Caffé Tazza d’Oro-Locanda da Pedro. Presso il grazioso locale di via Valentina, gestito da Anna Benedetto e suo marito Massimo Di Stefano, si terrà stasera un’edizione straordinaria del “Borgo del gusto”.
L’iniziativa è nata lo scorso anno e solo un mese fa era bissato il successo con un menu dedicato a soffritto di maiale e ventricina montenerese.
Quello di stasera, invece, è un appuntamento extra. Massimo Di Stefano, visto il successo ottenuto, ha pensato di ampliare e non perdere l’occasione per accogliere vino e olio novello, due prodotti che proprio in questi giorni entrano nella catena di vendita.
Il menu è il seguente.
Antipasto: uova strapazzate e “cimarul”; “pan rugnos”.
Secondo: baraccata di mamma Agnese; bruschette all’olio novello.
Dolce: “tuzzarill” alle mandorle.
Per accompagnare i piatti è stato scelto il cabernet Passo Carbone, della cantina privata Giulio Benedetto. Infine, per chiudere in bellezza e gusto, saranno serviti i “marroni di Pedro in padella” innaffiati dal vino novello di una nota azienda abruzzese.

Il Quotidiano del Molise 10 novembre 2006


 

Cala il consenso nel paese "rosso"

Trema lo storico baluardo
Perde quota il centrosinistra

 

a lato le scuole Elementari durante gli scrutini

MONTENERO DI BISACCIA. Tempo di riflessioni e ferite leccate dopo la generale e bipartisan debacle alle elezioni regionali. Né il centrosinistra né il centrodestra hanno inviato un proprio rappresentante a Palazzo Moffa. Forse solo Mauro Natalini ha qualche possibilità. Infatti, nel caso lo sconfitto Ruta rinunci al proprio posto in Consiglio, dovrebbe essere il segretario regionale di Rifondazione comunista a passare, con soli 547 voti complessivi. La politica è anche questo.
Ma a Montenero è ora tempo di lettura dei dati, che seppur confermando la supremazia del centrosinistra, si rivelano sorprendenti. Diversamente da come era sembrato con i risultati provvisori di talune sezioni, lo scrutinio protratto fino a tardissima serata ha mostrato un centrodestra in rimonta. Questo sia rispetto ai dati storici, sia soprattutto ai più recenti, quelli delle provinciali di fine maggio. Allora L’Unione sfiorava il 67 per cento dei consensi a Montenero, mentre ieri l’altro si è fermata a quota 56.
Un balzo indietro che di pari passo corrisponde ad un’inaspettata ripresa del centrodestra, dopo anni di sconfitte sempre più sonore. Nonostante ciò Domenico Porfido (Fi), unico candidato della Cdl, non ce l’ha fatta, anche perché a Montenero c’è stato un assalto al voto da parte di candidati “esterni”.
E’ però nel centrosinistra che si recita il mea culpa. Sui sei pretendenti, solo tre dei quali con concrete possibilità alla vigilia, non è stato eletto nessuno. Eccessiva dispersione di voti perché c’erano troppi candidati, una delle teorie circolanti, mentre un’altra parla di contrasti interni, a gran voce esternati persino nei comizi, che potrebbero aver allontanato gli elettori. Ma il partito più attaccato, l’Italia dei valori, è anche quello che ha retto di più, confermando i consensi ottenuti alle provinciali. Non passa inosservato, comunque, quel ventisette per cento che ha dato solo il voto al partito e non ai candidati, fra i quali il montenerese Antonino D’Antonio. “Partito sì, candidato no”? Chi può dirlo, fatto sta che nelle altre liste molti più elettori hanno indicato la preferenza.
I Ds intanto appaiono sempre più partito azzerato. Inesistente il risultato della Quercia e, se è vero come sembra che sotto sotto abbiano appoggiato Pino Chiappini, anche ininfluenti nell’aiutare la Margherita. Qualche speranza, come accennato, sembra restare solo per Natalini, ironia delle urne il meno votato.
Per tutta L’Unione, in definitiva, sembra profilarsi l’inedita necessità di riflettere sul risultato. Da queste parti sarà difficile aggrapparsi alla storiella della Finanziaria. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 novembre 2006

Sullo stesso tema:
Lo speciale elezioni regionali 2006 con tutti i dati


 

Sono oltre 4mila i monteneresi chiamati alle urne
 

MONTENERO DI BISACCIA. Finita la campagna elettorale, una delle più dure dei tempi recenti, anche i monteneresi si preparano a votare per il Consiglio regionale. E un dato forse poco preso in considerazione, ma importante ai fini dell’elezione di candidati locali, è quante persone si recheranno alle urne.
Cifre alla mano, è evidente come il numero di residenti che vanno a votare dipende dal tipo di elezione. Se per le europee si tocca il minimo (4095 nel 2004), è nelle comunali che la partecipazione è più nutrita: intorno a 4800 il numero di voti complessivi in tutte le recenti elezioni del sindaco. Di poco inferiore la cifra delle politiche, mentre meno sentite appaiono le provinciali, nelle quali gli elettori si avvicinano alle 4200 unità.
Arrivando alle elezioni in programma per domenica e lunedì, le regionali, il dato dell’affluenza si colloca a metà strada. Sono stati infatti in 4442 nella passata occasione, quella del 2001, coloro che si sono recati alle urne per il rinnovo della massima istituzione molisana. Se però si analizza il dato ancora precedente (2000), si nota come la cifra salga a ben 4862. In questo caso però vanno considerati due fattori. Il primo è che in quell’anno le elezioni regionali coincisero con quelle comunali, dove come detto si ha la massima partecipazione cittadina. Il secondo fattore, invece, è che nel 2000 era elevato il numero di candidati monteneresi alle regionali. Una similitudine con lo scenario di questi giorni. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 novembre 2006


 

Dall'amministrazione fanno sapere che il piccolo corso naturale sarà canalizzato

Misteriosa acqua devasta San Biase

Da 7 mesi il rivolo dall'ignota origina sta creando danni e disagi nella contrada
 

MONTENERO DI BISACCIA. Da sette mesi è un mistero da dove provenga tutta quell’acqua. In contrada San Biase, a pochi metri dal ponte in ricostruzione che divide Abruzzo e Molise, un rivolo invade ininterrottamente, 24 ore su 24, la sede stradale. Arriva da una collina e sfoga alla base di una scarpata che dà sulla trafficata via che collega le due regioni.
La scoperta avvenne alla fine di marzo, quando la forza dell’acqua buttò giù un muretto controterra a bordo strada. Da allora la carreggiata è rimasta ininterrottamente bagnata, mentre al danno iniziale col passare dei mesi se ne sono aggiunti altri: un altro muro travolto dalla frana, radici scoperte di alberi che non trattengono più il flusso di liquido e vegetazione spontanea azzerata per una trentina di metri.

Resta il mistero più fitto sulla provenienza della massa di liquido. Sul posto hanno effettuato sopralluoghi i tecnici comunali e del Consorzio di bonifica. L’ipotesi subito formulata, infatti, era che ci fosse una perdita nel sistema di irrigazione delle campagne circostanti. Invece si è scoperto che i terreni nei dintorni sono asciutti e anche provando a chiudere le condotte il fiumiciattolo ha continuato a scorrere. Nemmeno poteva trattarsi di perdite sulla rete domestica, viste le quantità.
Da lì la deduzione di trovarsi di fronte ad un nuovo corso d’acqua spontaneo, formatosi improvvisamente. Dall’amministrazione comunale fanno sapere anche la soluzione individuata. A breve l’acqua sarà canalizzata, tramite una cunetta di cemento, verso il fiume Trigno, che dista poche decine di metri. L’unica soluzione, quando si ha a che fare col liquido vitale, è lasciare che si completi il suo ciclo naturale di scorrimento, limitandosi a canalizzarne il corso.
Finirà così il disagio della strada bagnata e coperta di fanghiglia. Mentre resta, almeno per il momento, il mistero gelosamente custodito da madre Natura sull’origine improvvisa del fiumiciattolo sotterraneo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 novembre 2006


Indice generale news